Kappa: Il "Bambino di Fiume" tra cetrioli e buone maniere
Se passeggiando vicino a un fiume in Giappone doveste scorgere una strana creatura con il guscio da tartaruga, il becco giallo e una pelle color alghe, non strofinatevi gli occhi: siete davanti a un Kappa.
Chiamato anche Kawatarō (ragazzo di fiume), questo essere è una delle figure più iconiche degli Yōkai nipponici. Ma attenzione: nonostante l'aspetto buffo, il Kappa è una creatura potente e, a tratti, decisamente pericolosa.

Il segreto è nella testa
La caratteristica più incredibile del Kappa è la foglia di loto (o una sorta di incavo) che porta sulla sommità del capo. All'interno si trova dell'acqua magica: è da lì che trae la sua forza sovrumana. Se l'acqua si rovescia o si asciuga, il Kappa perde ogni potere, diventando debole come un neonato.

Un bullo... molto educato
Nato originariamente come monito per tenere i bambini lontani dalle acque profonde, il Kappa è un essere ambivalente:
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Il lato oscuro: Anticamente si diceva fosse ghiotto di viscere umane e rapitore di bambini. Oggi è considerato più che altro un burlone molesto che ama rubare il raccolto o sbirciare sotto i kimono delle ragazze.
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Il lato d'oro: Paradossalmente, il Kappa è ossessionato dalle buone maniere. Se ne incontrate uno e gli fate un profondo inchino, lui ricambierà per educazione, rovesciando l'acqua dalla testa e restando alla vostra mercé. Se sarete così gentili da aiutarlo a riempirla di nuovo, vi sarà debitore e amico per la vita.

Come corrompere un Kappa? Con i cetrioli!
Se volete conquistarne uno, dimenticate i tesori: il Kappa va pazzo per i cetrioli. Offritegliene uno e avrete un alleato fedele. Non a caso, nel mondo del sushi, il rotolino con il cetriolo si chiama proprio Kappa-maki.
Dalla leggenda ai Pokémon
Oggi i Kappa hanno perso la loro aura spaventosa per diventare icone "Kawaii":
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Negli Anime: Da Marmalade Boy (dove è la mascotte dei protagonisti) al commovente film Un'estate con Coo.
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Nei Videogiochi: Moltissimi Pokémon, come Lombre o Golduck, traggono ispirazione diretta da questo spirito acquatico.
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Nel Mondo di Harry Potter: Persino J.K. Rowling lo ha inserito nel suo manuale Animali fantastici e dove trovarli.
Curiosità per viaggiatori: Se volete vedere "dal vivo" i resti di un Kappa (o almeno così narra la leggenda), recatevi al tempio Sōgen-ji nel quartiere di Asakusa, a Tokyo. Lì si conservano quelle che si dice siano le spoglie mummificate di una di queste incredibili creature.
photo credit: manganews, wikipedia, facebook.com/TeaFoxIllustrations
Japanese Culture: Shingeki no Kyojin
SHINGEKI NO KYOJIN – Il manga rivelazione degli ultimi anni
Questa volta parliano di Shingeki no Kyojin (進撃の巨人), meglio conosciuto in italia come "L'attacco dei giganti", vera e propria rivelazione di questi ultimi anni.
Per gli appassionati di anime e manga è diventata una serie shōnen action horror di culto. Ai meno appassionati basti sapere che ha in breve tempo sbaragliato tutte le classifiche giapponesi e mondiali, diventando uno degli anime più visti al mondo. Il manga è secondo per numero di vedite solo a One piece.
Per dare qualche cifra, parliamo di circa 2 milioni di copie vendute per volume, contro i circa 3 milioni di copie di One Piece (vendite giapponesi). La cifra è ancora più sbalorditiva se consideriamo che mentre One piece ha alle spalle anni di pubblicazioni (il primo volume uscì nel lontano agosto 1997). Il primo volume dell'Attacco dei giganti è uscito solo nel settembre 2009. Numeri da far girare la testa insomma che gli sono valsi, tra le altre cose, anche il prestigioso premio Kodansha come miglior manga shōnen, nel 2011.

La trama
Il manga è pubblicato da una delle maggiori case editrici giapponesi, la Kodansha. Al suo attivo ha 21 volumi fino ad ora e nasce dalla penna di Hajime Isayama, che ha ambientato la sua storia in una sorta di Medioevo alternativo.
Tutto ruota attorno al personaggio di Eren Jaegar che vive in un mondo in cui secoli prima l’umanità aveva rischiato lo sterminio totale. I pochi uomini rimasti sopravvivono in un complesso urbano organizzato all’interno di tre mura concentriche alte 50 metri. L’unica difesa tra l’uomo e il mondo esterno popolato da misteriose creature sono appunto i giganti. Queste creature, incredibilmente simili agli esseri umani ma di altezza compresa tra i 3 e i 15 metri, sembrano privi di intelligenza e di uno scopo reale, se non quello di divorare carne umana.
Ma presto un evento porrà fine alla tranquillità durata solo un secolo. Un gigante, alto al punto da superare le mura stesse, appare dal nulla aprendo una breccia nel muro di protezione più esterno. Questo permetterà ai giganti di penetrare e fare strage di vite umane. Eren, vinto il terrore iniziale e il dolore per la perdita della madre, si riprometterà di eliminare ogni singolo gigante esistente, e in questa sua lotta contro l’ignoto non sarà solo.

La serie animata e la fama internazionale
La vera fama di questo manga la si deve proprio alla serie anime uscita nel 2013. Prodotto da Wit Studio in collaborazione con la più famosa Production I.G.
La differenza dal punto di vista visivo rispetto alle tavole originali di Isayama è sorprendente. Curati fin nel più piccolo dettaglio e animati da animazione estremamente realistica, i personaggi si muovono su uno sfondo anch’esso curatissimo e realistico. I realizzatori della serie hanno quindi colmato le lacune stilistiche del mangaka. Tuttavia Isayama ha seguito in prima persona l’intera produzione dando indicazioni su quale fosse il modo migliore per dare corpo alle sue idee.
La colonna sonora altrettanto curata accompagna tutta la narrazione. Non tace mai, non lascia punti vuoti, ma sottolinea invece ogni istante della storia e contribuisce a coinvolgere lo spettatore in un action anime pieno di colpi di scena.
Azione, horror, intrighi politi, fanatismo religioso e lotta per la sopravvivenza fanno da trama. Qui si muovono personaggi ben delineati che, in un crescendo di azione e suspance, ci mostrano tanto la forza quando la fragilità degli esseri umani.
Niente viene lasciato al caso, e anche i personaggi che in apparenza potrebbero sembrare insignificanti svolgeranno invece un ruolo fondamentale. E proprio l’elemento horror sapientemente dosato senza mai scadere nella violenza nuda e cruda alla ricerca del dettaglio più scabroso, rende l’adattamento anime ancora più pregevole e adatto anche a chi non ama particolarmente questo genere.

Le interpretazioni
L’opera si presta a numerose interpretazioni. Qualcuno ci ha voluto vedere anche una sorta di propaganda politica. Ma è l’autore stesso ha darci qualche piccola chiave di lettura svelandoci la genesi dell’opera.
Ad esempio, le 3 mura entro le quali gli esseri umani vivono, sono viste sia come una barriera protettiva che come una prigione soffocante. Questa è stessa sensazione che l’autore ha raccontato di aver provato nascendo in una piccola città della prefettura di Ōita circondata dalle montagne. Non sfugge qui il parallelismo con la società giapponese, da sempre isolazionista e protezionista. O ancora, i giganti stessi rappresentano la paura dello sconosciuto, uno sconosciuto che non solo temiamo ma con il quale è impossibile comunicare.
E’ una storia che a tratti si fa angosciante, quella stessa angoscia e paura così comune anche nella società moderna. Niente è come sembra, ma non per questo i personaggi si fermeranno nella loro ricerca della verità e della libertà.
深い闇を俺は抜け出した。疾風(はやて)みたいに逃げ出した。
Fukai yami wo ore wo nukedashita. Hayate mitai ni nigedashita.
Siamo fuggiti da una spessa oscurità. Siamo sopravvissuti a quello sembrava un uragano.
生きた屍みたいだった俺達は、壁の外へ。
Ikita shikabane mitai datta oretachi wa, kabe no soto e.
Noi, che non sembriamo altro che zombie, andremo oltre queste mura.
また会おうぜ、地図にない場所で。
Mata aou ze, chizu ni nai basho de.
Ci incontreremo di nuovo, in un mondo che non esiste su mappa alcuna.The grate escape dei Cinema staff – Seconda ending
La storia continua
La storia nasconde un segreto che tutt’ora non è stato svelato. Tuttavia, vi interesserà sapere che il manga è entrato ormai nel suo arco finale quindi presto potrebbero venire svelate molte verità interessanti.
In un momento che alcuni definirebbero di stagniazione per l'animazione giapponese, Shingeki no Kyojin ha saputo distinguersi come opera originale e senza precedenti. Isayama ha saputo imporre il suo tratto distintivo e perfettamente riconoscibile. Originalità premiata dal grande successo di pubblico che ha avuto e sta avendo tutt'ora.
Inoltre, un'altra buona notizia per tutti i fan che attendono ormai dal 2013. Dopo numerose smentite, 3 ova, e tanta pazienza, qualche settimana fa è stato confermato che la seconda serie sarà finalmente in onda a partire dal 1 aprile. L'attesa è dunque finita.
Pretty Guardian Sailor Moon: L’icona che ha rivoluzionato il mondo dei Manga

Biondi codini raccolti negli iconici Odango, una divisa alla marinara che profuma di giustizia e un messaggio che, a distanza di trent'anni, non ha perso un briciolo di forza. Parliamo di Usagi Tsukino, meglio nota come Sailor Moon: la guerriera che non solo protegge la Terra, ma che ha ridefinito il concetto di eroina per intere generazioni.

Una rivoluzione chiamata Naoko Takeuchi
Nata dalla penna della geniale Naoko Takeuchi, Sailor Moon non è solo un cartone animato degli anni '90. È stata una rivoluzione strutturale nel mondo del fumetto giapponese. Forse non tutti sanno che l’opera nasce come spin-off di Codename Sailor V (protagonista Sailor Venus), ma la Takeuchi fece di più: fuse il genere Majokko (le "streghette" magiche e romantiche) con il genere Sentai Mono (i gruppi d'attacco alla Power Rangers). Il risultato? Per la prima volta, un gruppo di ragazze non aveva bisogno di cavalieri per salvarsi: erano loro a combattere, unite, per il destino dell'universo.
Un Amore oltre il Tempo (e oltre i Pregiudizi)
Il legame tra Sailor Moon e Tuxedo Kamen (Milord) è leggendario, ispirato al mito greco di Selene ed Endimione. Ma la Takeuchi è andata oltre la favola classica, portando nei manga un messaggio di inclusività allora pionieristico:
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Forza Femminile: È Usagi a salvare il mondo, mossa da un amore che la rende invincibile. Come disse l'autrice: "Le ragazze devono essere forti per proteggere l'uomo che amano".
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Amore senza Barriere: Sailor Moon è stata una delle prime opere mainstream a mostrare con naturalezza relazioni omosessuali e identità fluide. Pensiamo al legame profondo tra Sailor Uranus e Sailor Neptune, o alla complessa identità delle Sailor Starlights. Un manifesto di libertà che ha insegnato a milioni di fan che l'amore non ha etichette.

Tra Arte, Chimica e Alta Moda
Naoko Takeuchi non è una mangaka qualunque. Laureata in chimica (scienza che usa spesso per dare i nomi ai nemici della saga), è una donna colta e raffinata, appassionata di Art Nouveau e Haute Couture. Sapevi che molti dei vestiti più belli del manga sono citazioni dirette dell'alta moda?
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L’abito imperiale della Principessa Serenity è un omaggio al modello "Palladio" di Dior (collezione 1992).
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Molti outfit dei nemici ricalcano sfilate di Chanel e Versace. Questo tocco glamour ha reso Sailor Moon un'opera esteticamente sublime, influenzando il gusto di stilisti e artisti in tutto il mondo.

Il mito continua: da Tokyo ai nostri giorni
Oggi Sailor Moon è un impero multimediale. Dopo il reboot Sailor Moon Crystal e i recenti film cinematografici, il franchise continua a brillare tra makeup di lusso, mostre d'arte e action figure da collezione.
Il consiglio per i fan: Se ti trovi a Tokyo, la tua "mecca" è il quartiere di Azabu-Juban. Passeggiando tra le sue strade riconoscerai i panorami del manga: dalla scalinata del tempio di Sailor Mars ai parchi dove Usagi e Mamoru si giuravano amore eterno.
Trent'anni dopo, la Luna continua a risplendere: Sailor Moon non è solo nostalgia, è un simbolo eterno di coraggio, amicizia e potere femminile.

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Kitsune: Il fascino immortale della Volpe Giapponese
Furba, scaltra e con un musetto che sembra quasi sorridere: la volpe è protagonista di molte culture, ma in Giappone è molto più di un animale. È un essere soprannaturale, uno spirito mutaforma capace di sputare fuoco, manipolare i sogni e vivere per secoli. Parliamo delle Kitsune, creature magiche la cui potenza cresce insieme al numero delle loro code: fino a raggiungerne nove, momento in cui il loro manto diventa bianco o dorato e la loro saggezza rasenta l'onniscienza.
Tra Bene e Male: Zenko e Yako
Il folklore nipponico divide queste creature in due grandi fazioni:
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Zenko (Volpi Buone): Sono le messaggere di Inari, la divinità dell’agricoltura e del riso. Incontrarne una è segno di grande fortuna.
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Yako (Volpi di Campo): Dispettose e a volte crudeli, amano possedere gli esseri umani (una condizione chiamata yako-tsuki) portandoli alla follia.

"Torna e dorme": La leggenda dell'amore eterno
Sapevi che la parola Kitsune nasconde un significato romantico? Un'antica leggenda del 545 d.C. narra di un uomo, Ono, che sposò la donna dei suoi sogni, scoprendo solo dopo anni che era una volpe trasformata. Nonostante la fuga di lei, terrorizzata dal cane di casa, Ono la implorò: "Torna quando ti pare, sarai sempre la benvenuta". Da qui derivano i termini Kitsu-ne (torna e dorme) e Ki-tsune (torna sempre). Ancora oggi, si dice che una bella donna intravista al crepuscolo possa essere una volpe; per smascherarla, però, bisogna cercarne la coda: l'unica parte del corpo che non riescono mai a nascondere del tutto.
Dalla Tradizione alla Pop Culture
L'influenza delle Kitsune è ovunque. Se sei un fan di Manga e Anime, le avrai incontrate mille volte:
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Naruto: Il protagonista porta sigillato dentro di sé lo Spirito della Volpe a Nove Code.
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Inuyasha: Il piccolo Shippo è un demone volpe maestro dei travestimenti.
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Yu degli Spettri: Il fascino duale di Kurama incarna perfettamente la natura ambivalente di questo spirito.

Dove incontrarle oggi?
Se viaggi in Giappone, le Kitsune ti osserveranno dai templi di Fushimi Inari a Kyoto (non dimenticare di lasciare in offerta dell'aburaage, il tofu fritto di cui vanno ghiotte!). Se invece preferisci un incontro "reale", a Shiroishi trovi il Miyagi Zao Fox Village, dove decine di volpi vivono in libertà e interagiscono con i visitatori.

Curiosità: Il Matrimonio delle Volpi
Hai mai visto piovere mentre splende il sole? In Giappone si dice che sia il Kitsune no yomeiri, il matrimonio delle volpi. Si narra che in queste giornate particolari (o nelle notti illuminate da misteriosi fuochi fatui), le volpi si riuniscano in processione per celebrare nozze segrete. Se ti capita di vedere uno strano luccichio tra gli alberi durante un acquazzone solare, fai attenzione: potresti essere un invitato inaspettato!
Photo credits: tokyobling; mangadreams; pinterest; deviantart.












