Shikadamari, il raduno dei cervi di Nara

Una delle città più caratteristiche del Giappone è Nara assieme ai suoi cervi e ogni anno è proprio qui che avviene lo Shikadamari. Ma cos'è esattamente questo strano e unico fenomeno? Cosa spinge centinaia di cervi a radunarsi per un'ora in questo posto al parco di Nara tutte le sere in estate?

Shikadamari, il fenomeno del raduno dei cervi di Nara

Autore: Erika | Fonte: Soranews24.com

Se siete mai stati nella città di Nara, vicino alla prefettura di Kyoto, probabilmente una delle mete che sicuramente avrete visto è il parco di Nara e la sua numerosa popolazione di cervi. La particolarità di questi cervi è che girano indisturbati per la città, ma non solo chiedono anche tanti biscotti! Proprio per questo motivo, potrebbe anche esservi capitato di dover scappare da uno di loro, mentre questi cervi curiosi ficcavano il loro naso nelle vostre borse.

Shikadamari Nara

Tuttavia, se siete capitati in questa città nei periodo estivi, alla sera troverete queste simpatiche creature molto meno rumorose. Infatti dopo il tramonto accade un fenomeno molto particolare chiamato "shikadamari". Questo termine giapponese si traduce con "punto di raccolta dei cervi" ed è un termine non ufficiale coniato apposta per questo appuntamento faunistico.

Infatti, dopo il tramonto nelle sere d'estate, verso le 18:30 circa, i cervi si radunano nei pressi del Parco di Nara per fermarsi in questo luogo particolare di fronte al Museo Nazionale di Nara, proprio all'interno del parco.
 Effettivamente, non è insolito trovare dei cervi che si rilassano all'interno del parco, ma è raro vedere una grossa quantità di questi animali radunato tutti nello stesso punto. La cosa più sconcertante, è che si radunano tutti nello stesso luogo, allo stesso orario e per la stessa quantità di tempo. Dalle 18:30 alle 19:00 infatti, è possibile vedere i cervi seduti in silenzio e, dopo le 19, questi si rialzano in piedi e ritornano nelle diverse zone del parco.

Shikadamari Nara

Secondo un indagine della Nara Deer Preservation Foundation, il Parco ospita circa 1388 cervi, e a questo raduno partecipano quasi metà della popolazione faunistica. Cosa potrebbe indicare?

Una delle spiegazioni plausibili per questo fenomeno è che i cervi si radunino in questo particolare posto per rinfrescarsi. Dopotutto, con le temperature cocenti dell'estate giapponese in questo luogo troviamo invece una boccata di aria fresca.
 Nonostante tutto, proprio questo pezzo di terra davanti al museo è una delle parti più soleggiate di tutto il parco durante la giornata. In teoria quindi, la terra viene molto surriscaldata, ma forse è proprio questo mix di terra calda e aria fresca che attira i cervi per lo shikadamari.

Shikadamari

La Nara Deer Preservation Foundation dice:

"Ci risulta che i cervi si radunano davanti al Museo Nazionale del Nara, ma non è stata condotta alcuna indagine sul numero di cervi che vi si radunano. Non sappiamo nemmeno il motivo per cui si riuniscono lì. Ci dispiace di non poter essere di alcun aiuto".

Shikadamari Shikadamari

Con questa risposta quindi, il fenomeno Shikadamari rimane a tutti gli effetti uno dei misteri del Giappone. E voi avete qualche idea particolare sul perchè i cervi si radunino tutte le sere in estate proprio in questo punto del parco? Fatecelo sapere sulla nostra pagina Facebook o nei commenti qui sotto!


Il legno e l'architettura giapponese

Se siete mai stati in Giappone o se anche solo avete visto delle foto, avrete notato che l'architettura giapponese è caratterizzata dall'utilizzo del legno come materiale primario. Oggi vediamo come questo materiale tradizionale sia diventato un emblema della giapponesità nell'architettura.

Il legno, muffa e incendi nell'architettura giapponese

Autore: Erika | Fonte: Nippon.com

L'ambiente umido del Giappone ha reso possibile lo sviluppo di uno stile architettonico principalmente focalizzato sull'utilizzo del legno. Infatti, in estate il livelli di umidità raggiungono picchi che difficilmente qui in Europa riusciamo a concepire. Tuttavia, se siete stati in Giappone durante i mesi di giugno e luglio, avrete constatato che si suda anche stando fermi. Proprio per questo motivo, nella storia di questo paese, si sono sviluppate tecniche e materiali che aiutassero a compensare questo problema. Infatti i pavimenti rialzati e gli spazi aperti tipici delle case tradizionali hanno garantito una ventilazione adeguata per combattere l'accumulo di muffe tossiche. Inoltre, la costruzione in legno a montanti e travi non solo aiuta contro l'umidità, ma diventa utile anche nella progettazione per la resistenza ai tifoni e terremoti.

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Nonostante gli incendi siano stati frequenti nella storia del Giappone, storicamente i giapponese hanno costruito quasi esclusivamente con il legno. Certamente il fuoco era un problema persistente e questo infatti si riflette sulla severità delle attuali leggi anti incendio. Tuttavia, a giudicare dalla storia, sembra che la maggior causa di problem era dettata dalle catastrofi naturali che hanno portato l'architettura giapponese ad avere le forme che conosciamo tutti.

La presenza costante della muffa nell'architettura giapponese

In realtà, la muffa è un problema costante non solo per il Giappone ma un po' per tutto il mondo. Infatti, oggi siamo riusciti a creare una soluzione applicando tecniche architettoniche moderne.
Gran parte del Giappone ha condizioni ideali a causa dei vari tipi di funghi presenti nel paese. Inoltre, raramente le temperature scendono sotto lo zero e l'umidità può durare anche oltre il 70% per lunghi periodi di tempo. Queste sono tutte condizioni ideali per il formarsi della muffa, ma la tradizionale costruzione in legno alleviava questo problema. Infatti, con queste tecniche di costruzione, l'edifico veniva sollevato dal livello del suolo lasciando i muri aperti in modo che l'aria potesse fluire liberamente negli spazi. Proprio per questo problema, gli edifici più vecchi contengono pochissimi mobili ed attrezzature. I templi, i santuari, palazzi e case tradizionali rientrano in questa categoria.

Il Giappone e la tradizione

Come tutti ben sappiamo, il Giappone è un paese molto tradizionalista e anche l'architettura giapponese non è da meno. Tuttavia c'è una forte preferenza per il nuovo, infatti le grandi imprese non nascondono di progettare le case per far sì che durino circa 30 anni, dopo di ciò la casa dovrebbe essere demolita e ricostruita. Questo è quasi inconcepibile dal punto di vista occidentale, ma la ricostruzione è un mezzo perfetto per eliminare completamente muffe, infestazioni e altri problemi.

La cultura della ricostruzione ha infatti radici antiche in Giappone poiché fino al VIII secolo d.c. la morte di un imperatore era causa di spostamento del palazzo reale e della capitale. Inoltre, esisteva un detto nel periodo Edo che recitava "il fuoco è uno dei due fiori di Edo, poiché la città sbocciava spesso". Che la causa fossero gli incendi o i cambi repentini, questi motivi hanno abbassato significativamente la vita media degli edifici. Tuttavia, spostare una casa significata gettare tutto tranne la struttura in legno, l'intelaiatura veniva infatti smontata e rimontata con un tetto fresco e pareti di tamponamento. Infatti, questo non solo permetteva di risolvere i problema di muffe o altro ma anche di preservare le parti più durevoli di una casa. Proprio per questo motivo, oggi troviamo travi e colonne estremamente antiche e riciclate in molte case coloniche.

Legno VS Metallo

Durante lo shogunato dei Tokugawa, le decisioni politiche hanno limitato l'uso di dispositivi di fissaggio in metallo e anche questo è stato un fattore importante che ha favorito lo sviluppo della falegnameria nell'architettura giapponese. Infatti, nonostante l'acciaio fosse già largamente diffuso, i fissaggi metallici non avevano paragone con la longevità delle giunzioni in legno. Infatti, nel legno non perfettamente stagionati, questi fissaggi erano fortemente soggetti al ritiro stagionale e all'espansione del materiale circostante. Inoltre, se esposti all'aria, sono soggetti a rapida ossidazione a causa del clima umido del Giappone.

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Al contrario, un giunto tutto in legno diventa sempre più forte con il passare del tempo. Infatti, i calcoli dimostrano che questi ultimi possono essere più solidi strutturalmente anche nei secoli successivi alla costruzione. Il legno guadagna in resistenza per 200-300 anni dopo essere stato tagliato, ma diminuisce gradualmente dopo questo traguardo. Proprio per questo motivo, i pesanti tetti dell'architettura giapponese tradizionale sono impossibili da costruire senza una elaborata struttura in legno.

Per resistere alle intemperie e i tifoni, questi tetti dovrebbero essere sostenuti da grossi muri di pietra, tuttavia in un paese dove i terremoti sono così comuni e i tifoni così devastanti, diventa troppo poco pratico. Inoltre, durate la stagione delle piogge, la condensa occuperebbe e rovinerebbe tutte le pareti in muratura. Nella tradizionale architettura giapponese, tutta la struttura portante in legno è aperta all'ispezione visiva, questo significa che qualsiasi infiltrazione d'acqua veniva facilmente identificata e gestita velocemente.

L'architettura giapponese e le case antisismiche

Come ben sappiamo, il Giappone è frequentemente colpito da terremoti che ai nostri occhi sembrano non creare troppi danni. Questo non perchè i terremoti siano meno violenti, ma è grazie alle tecniche antisismiche dell'architettura giapponese. Infatti, la resistenza ai terremoti è la terza ragione per cui nell'architettura giapponese utilizza primariamente il legno nelle sue costruzioni.

Nella cultura occidentale, le case sono solidamente legate alle fondamenta e questo le fa diventare una solida scatola resistente ai terremoti, con pareti abbastanza robuste da resistere alle scosse laterali. Di conseguenza, l'edifico si muoverà con il terreno, facendo però sentire agli occupanti tutta la forza del terremoto. Nella cultura giapponese invece, la costruzione tramite le giunzioni in legno fa si che il tutto diventi più flessibile. In questo modo, l'energia laterale di un terremoto viene assorbita dalle flessioni delle giunzioni stesse permettendo all'edifico con tetto pesante di rimanere in piedi anche duranti le forti scosse. Per farvi capire meglio, molti antichi edifici sono costruiti in modo simile ad una sedia di legno, con pilastri di sostegno senza pareti collegati sia in alto, dove appoggia il tetto, che in basso. Questo permette di sostenere il peso in modo sicuro e dinamico.

Proprio grazie all'utilizzo di questa tecnica, gran parte degli edifici tradizionali non si basano su fondamenta o seminterrati. Tuttavia, ci si potrebbe aspettare che durante un terremoto la struttura salti a partire dalle pietre di base, che le pareti in muratura si rompano e che le travi si pieghino o spezzino. Ma un edifico in legno ben costruito rimane in piedi, infatti anche nell'edilizia contemporanea l'isolamento di base sta diventando uno standard per la progettazione sismica anche se illegale in Giappone.

Tante foreste equivale a tanto legno

Ecco l'ultima motivazione per cui troviamo questa preferenza verso il legno nell'architettura giapponese. Infatti la pronta disponibilità di legname né favorì l'utilizzo nell'edilizia tradizionale, cipresso e pino per esempio sono pronti per la raccolta e l'uso solo dopo 40-60 anni di crescita. I falegnami giapponesi sono infatti diventati esperti nello sfruttare al massimo le tecniche di costruzione in legno da molte generazioni. Questo non solo ha permesso di specializzarsi nell'utilizzo di questo materiale ma ci ha anche lasciato una ricca eredità di costruzioni che non sono solo patrimonio culturale, ma insegnano anche a noi occidentali a poter diventare più sostenibili e sicuri senza rinunciare alla modernità.


I pattern giapponesi

I giapponesi sono famosi per il loro stile e i pattern legati alle stoffe dei kimono, fazzoletti da tasca e altri oggetti hanno fatto storia e rimangono uno dei simboli del Sol Levante. Oggi condividiamo con voi alcuni dei pattern più famosi e cercheremo di analizzarli insieme.

Pattern tradizionali giapponesi, quali sono e cosa significano

Autore: Erika | Fonte: Nippon.com

La tradizione giapponese vuole che i kimono ma anche gli asciugamanti tenugui e altri piccoli oggetti giapponesi siano decorati con delle stoffe ben precise. Infatti spesso troviamo delle decorazioni ben precise su questo tipo di tessuti. Ogni decoro e ogni pattern ha un nome ben preciso e un'origine ben definita che rivela significati nascosti con degli scopi ben precisi. Ecco un breve elenco dei modelli più tradizionali.

Pattern: Uroko (Scaglie)

Creato attraverso la combinazione di triangoli, questo tessuto somiglia alle squame di serpente o pesce. Nella tradizione, i samurai indossavano abiti con questo pattern come talismano protettivo contro il male.

Kōjitsunagi (Personaggi Kō intrecciati)

Come spesso troviamo anche nella cultura occidentale, le decorazioni di molti tessuti corrispondono ad un preciso carattere ripetuto in modo grafico. Infatti, questo modelle prende proprio il nome dall'uso del carattere 工 (kō), ripetuto ad incastro in modo che i caratteri sembrano allungarsi all'infinito. Questo tipo di pattern è associato alla fortuna ed è un disegno tipico utilizzato nei materiali per creare i kimono.

Pattern: Asanoha (Foglie di canapa)

Letteralmente chiamato Foglie di Canapa, questo pattern giapponese ha una forte vitalità proprio come la fibra omonima. La canapa è una pianta che cresce vigorosa senza bisogno di molte cure. Infatti, questo è il focus del modello che spesso è utilizzato nella creazione di kimono per bambini e neonati proprio nella speranza che anche loro crescano gradi e forti.

Yabane / Yagasuri (Piume di freccia)

Questo pattern giapponese si basa sullo stilizzare le piume di falco, aquila e altri volatili utilizzati nella fabbricazione di frecce. Dietro a questo tipo di stoffa, come sempre, troviamo un profondo simbolismo. Infatti con il puntamento al bersaglio, le frecce sono state a lungo utilizzate come motivo di buon auspicio. Tuttavia, una volta scattate le frecce non ritornano, e, proprio per questo motivo, nel periodo Edo, alle spose venivano regalati kimono con questo disegno come porta fortuna. Infatti, questo pattern era una sorta di portafortuna per assicurarsi che le mogli novelle non dovessero tornare nella loro casa di famiglia.

Inoltre, alla fine degli anni Settanta, questo pattern divenne famoso grazie a Benio, protagonista di Haikara-san, un manga per adolescenti. Infatti, lei indossava questo tipo di Kimono a scuola e questo portò all'abbinamento con l'hakama bordeaux, un tipo di gonna divisa. Questo portò gli adolescenti a rendere questo pattern giapponese una combinazione popolare alle cerimonie di laurea.

Pattern: Same Komon (pelle di squalo)

Grazie agli archi sovrapposti in piccoli punti, questo pattern giapponese richiama proprio la pelle di squalo e da qui prende il suo nome. Nella tradizione lo troviamo spesso utilizzato dalla famiglia Kishū Tokugawa, alla quale apparteneva lo Shōgun Tokugawa Yoshimune (1684-1751).

Seigaiha (Onde dell'Oceano Blu)

Pattern

Uno dei nostri preferiti, questo modello ricorda le onde a ventaglio del mare aperto. Il nome deriva proprio dall'antica danza di corte gagaku chiamata appunto Seigaiha. Durante queste performance antiche, i ballerini indossavano costumi proprio con questo motivo.

Shippō (Sette tesori)

Pattern

Con cerchi che si sovrappongono in quarti somigliando a petali, il loro centro forma una stella splendente. A questo pattern viene conferito il significato di buon auspicio per la prosperità dei discendenti, le buone relazioni e per portare armonia nelle vostre vite.

Pattern: Kikkō (Tartaruga)

Pattern

Un altro pattern che porta buon auspicio, questo disegno deriva dalla formadel guscio della tartaruga (esagono) ed è da qui che prende proprio il nome. Questo non solo rappresenta fortuna ma anche longevità. A seconda di come viene composto, gli esagoni formano diverse varianti per questo tipo di disegno, fra cui il Kikkō hanabishi e il Bishamon kikkō. Nel primo, il centro degli esagoni forma dei fiori, mentre il secondo si forma unendo tre esagoni.

Ichimatsu (a scacchiera)

Pattern

Con diversi quadrati colorati disposti in modo alternato, questo pattern è molto simile al ginkgoam. Tessuto comune sin dall'antichità, questo disegno è diventato famoso come Ichimatsu nel XVIII secolo grazie all'attore kabuki Sanogawa Ichimatsu. Infatti, l'artista amava usare questa stoffa sul suo costume hakama. Oggi lo troviamo nei loghi ufficiali dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020.

Tachiwaki / Tatewaki (vapore ascendente)

Con due linee curve che rappresentano il vapore che sale in modo stilizzato, questo patter era spesso usato nei kimono per le persone nobili e di alto rango nel periodo Heian. Il modo in cui queste linee curve si formano, serve a creare delle variazioni chiamate Kumo tatewaku (nuvola) e Sasa tatewaku (bambù).

Karakusa (impianto a spirale)

Introdotto in Giappone con l'arrivo della Via della Seta, le viti e spirali che si estendono in tutte le direzioni simboleggiano longevità e prosperità. Tuttavia, questo pattern è diventato famoso come modello di stoffa per furoshiki che i ladri usavano per portare via la merce rubata. Questo ci suggerisce che questo modello era così popolare perchè in ogni casa si poteva appunto trovare un furoshiki con questo disegno.

Kanoko (Cerbiatto)

Rassomigliante il dorso maculato di un cerbiatto, questo pattern viene creato a mano con una tecnica di tintura particolare. Tuttavia, il processo laborioso lo fa diventare un tessuto molto ricercato, infatti i kimono con un motivo kanoko all-over sono considerati oggetti di grande lusso.

Hishi (Diamante)

Pattern

Modello dalle forme geometriche, questo pattern si crea quando due linee parallele si intersecano. Spesso lo troviamo sulle ceramiche dell'antico periodo Jōmon. Inoltre, troviamo questo pattern in diverse varianti che includono il Waribischi, quattro diamanti combinati a formare un unico diamante, e Hanabischi, dove i petali dei fiori sono modellati in diamanti.

Mameshibori (Mame Tie-dye)

Pattern

Questo patter era il modello più frequente sugli asciugamani da bagno nel periodo Edo. Il nome deriva infatti da un gioco di parole che significa sia piselli o fagioli, sia robusto e sano. Questo disegno rappresenta infatti la speranza di rimanere in buona salute e la maggior parte dei modelli del tempo sono creati con tecniche di tintura a stencil o stampa. Tuttavia, con il nome di shibori, possiamo capire che originariamente il disegno era fatto a mano con una tecnica di tintura particolare. Infatti notiamo che in antichità, queste forme erano molto più irregolari rispetto alle stampe di oggi.

 


Kit Kat, i 10 sapori più unici direttamente dal Giappone

"Have a break, have a Kit Kat" diceva il famoso slogan della pubblicità degli snack più famosi al mondo. Tuttavia, rimanere sul semplice cioccolato dopo qualche anno risulta quasi "noioso". Ecco perchè, soprattutto i giapponesi hanno inventato diversi nuovi sapori ed associazioni da gustare anche con i vostri amici!

Kit Kat, i 10 sapori più unici direttamente dal Giappone

Autore: Erika | Fonte: Guilty Yeats

photo credits: fpsconnexion

Dal Giappone agli Stati uniti, i Kit Kat sono ormai lo snack più famoso al mondo. Se anche voi amate queste barrette tanto quanto noi forse conoscete già i vari sapori presenti nel mondo. Tuttavia, per tutti coloro che sono ignari di questi gusti, oggi abbiamo raccolto quelli più famosi.

Kit Kat al Tè Verde

Kit Kat Matcha

photo credits: wirtschaft-tv.com

Ovviamente questo non poteva non essere il primo della lista. Già presente anche in diversi supermercati italiani e internazionali, il Kit Kat al Matcha è sicuramente il preferito di tutti. Con il sapore tipico del tè verde giapponese, il Kit Kat matcha è uno snack molto soddisfacente e se anche voi amate il Matcha quanto noi, allora questa è la barretta che fa per voi!

Kit Kat al Limone

Si sa che gli agrumi e il cioccolato sono sempre una buona accoppiata. Infatti, Kit Kat ha creato un'edizione speciale dedicata alla Torta al Limone e le barrette hanno infatti spopolato. Sembra infatti di mangiare veramente una torta al limone!+

Kit Kat Limone

photo credits:matcha-jp.com

New York Cheesecake

I giapponesi sono dei ghiottoni di cheesecake, ne hanno per tutti i gusti, non poteva quindi mancare il Kit Kat alla cheesecake. Ad ogni morso di queste barrette è come far sciogliere una buonissima cheesecake al cioccolato nella vostra bocca. Questo potrebbe essere lo snack per eccellenza da poter usare anche come dessert!

Kit Kat Mandorla Rossa

Mirtilli rossi, cioccolato fondente e mandorle, questo è il delizioso tris per queste barrette, un sapore unico nel suo genere. Perfetti per uno spuntino ad ogni ora, un sapore dolce e croccante ad ogni morso!

Biscotti e crema

Se amate i biscotti e la panna, questa è l'opzione che fa per voi! Non solo ogni morso è un sapore cremoso di biscotto, ma unito al wafer croccate crea un mix incredibile. Uno dei migliori al mondo, siamo sicuri che soddisferà tutte le vostre voglie improvvise.

Kit Kat Japan  Kit Kat Giappone

photo credits: wikipedia.org,food-spotter.com

Kit Kat ai fagioli Azuki

Rieccoci con la tipicità dei sapori giapponesi. Dolce ma non troppo, queste barrette hanno un sapore che ricorda il ripieno nei Dorayaki, ma con il cioccolato in aggiunta. Una delle varietà più rare ma assolutamente da provare!

Cheescake alle fragole

Uno dei sapori più diffusi in Giappone, queste barrette vanno assaporate ad ogni singolo morso. Con la fragola assaporerete queste barrette come se stesse mangiando una vera cheesecake. Inoltre, la croccantezza del wafer fa si che queste barrette abbiano tutto il necessario per qualificarsi come dessert.

Kit Kat Kit Kat

photo credits: wikipedia.org, fpsconnexion

Beni Imo Kit Kat

Questo è forse il gusto giapponese più particolare di tutti. Al sapore di patata dolce viola, potrebbe non sembrare lo snack di cui innamorarsi, tuttavia una volta provati cambiereteidea. Con una giusta quantità di dolcezza, lo rende perfetto anche per tutti colore che non amano le cose troppo dolci.

Kit Kat Lampone

Un altro giusto esclusivo del Giappone (purtroppo) è quello al lampone e se siete fan di questo frutto, questa barretta diventerà la vostra preferita in assoluto. Infatti, ad ogni singolo morso troverete la croccantezza del wafer e la freschezza della frutta e se questo non è abbastanza per farvi salire la voglia di provarle, allora non sappiamo cosa potrebbe farlo!

Purtroppo in Italia è difficile trovare tutti questi sapori, tuttavia potete rivolgervi ai negozi o ristoranti giapponesi della vostra città e vedere se ne hanno a disposizione. In alternativa, gli shop online offrono sempre un'ampia scelta! Qual è il vostro preferito?


Dove andare quando le frontiere riapriranno

Viaggiare in Giappone: dove andare quando tutto sarà passato

Autore: Erika | Fonte: The Japan Times

A causa della pandemia da COVID-19, al momento è impossibile viaggiare in Giappone, tuttavia nulla ci vieta di sognare ma soprattutto pianificare il nostro prossimo viaggio! Cominciamo raccontandovi di alcuni posti particolari che dovreste assolutamente inserire nella vostra "travel to do list".

Tohoku: Michinoku sentiero costiero

Se amate le lunge passeggiate e il trekking, questo è il posto che fa per voi. Infatti lungo la costa di Michinoku è possibile trovare un sentiero per tutti coloro che amano avventurarsi nella natura. Si tratta di un percorso escursionistico che si snoda per 1.025 chilometri lungo l'Oceano Pacifico dalla prefettura di Aomori meridionale fino alla prefettura di Fukushima.

Il sentiero segue il vecchio Sanriku Hamakaido, un'antica rotta commerciale che tagliava nelle profondità delle forese e radure. Questo non solo vi permetterà di vedere un inusuale lato del Giappone, ma anche di passare dei bellissimi momenti immersi nella natura.

Prefettura di Ishikawa: Festival di Kiriko di Noto

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photo credits: japan-forward.com

Ci sono tantissimi festival in Giappone, alcuni più tradizionali, altri più eccentrici ed esuberanti. Tuttavia, il festival Kiriko di Noto (lanterne galleggianti) nella prefettura di Ishikawa è uno dei più suggestivi. Infatti, se avete mai avuto la fortuna di parteciparvi, sicuramente vi sarete sentiti teletrasportati nell'era Showa (1926/89). Tradizione vuole che ogni anno, chiunque appartenga alla prefettura ritorni infatti ad Ishikawa per portare la grande kiriko del proprio quartiere.

Ogni anno, uomini con happi coordinati di vari colori, trasportano kiriko da 15 metri e pesanti 2 tonnellate attraverso le strade della città accompagnati dal suono di flauti e tamburi. 

Tuttavia, la penisola di Ishikawa offre anche tante altre attrazioni, come il castello di Kanazawa, una delle tante bellezze del sole levante. Quindi se state pianificando di viaggiare in Giappone, questa è sicuramente una delle mete da non perdere.

Tokyo: Le vie secondarie del quartiere Kita

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photo credits: tokyo2020.jp

Se siete mai stati a Tokyo, avrete notato che la città non ha solo i quartieri più conosciuti, ma è fatta di tante piccole vie secondarie che nascondono infiniti segreti e delizie. E' molto difficile scegliere cosa vedere per prima, ma il distretto di Kita è uno dei più particolari e meno conosciuti.

In queste piccole vie infatti è possibile trovare piccoli negozi a gestione famigliare che risalgono addirittura a prima Seconda Guerra Mondiale. Circondati dai negozio di Wagashiya (dolci tradizionali), qui si possono assaggiare i dango e i dolci più buoni e particolare della città.

Non dimentichiamoci poi dei bellissimi giardini giapponesi, con lanterne colossali e i tipici aceri giapponesi, cascate e rocce che rendono questo posto un sublime capolavoro.

Prefettura di Fukuoka: gli yatai

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photo credits: gaijinpot.com

Viaggiare in Giappone vuol dire non solo visitare le varie città, ma anche provare tutte le tradizioni della cultura del Sol Levante. Infatti, nella prefettura di Fukuoka, verso le 5 del pomeriggio, le strade si riempiono in previsione della serata ed è qui che possiamo trovare i tanti yatai, bancarelle di street food. Al di fuori delle stazioni, agli angolo degli incroci più famosi, lungo il fiume e persino per le vie di Nakasu, troviamo queste bancarelle tipiche.

I cibi che vengono serviti qui, sono principalmente street food che si focalizzano sul Tonkotsu Ramen, la specialità di Fukuoka, ma anche yakitori e altre delizie. Tuttavia, una delle cose che li accomuna è l'atmosfera, la gente che affolla queste bancarelle e i manager che cercano di effettuare il maggior numero possibile di ordini. Un vero momento di tradizione e spaccato di vita giapponese da non perdere.

Prefettura di Tokushima: Valle di Iya

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photo credits: tripadvisor.it, gaijinpot.com

Se state pensando di viaggiare in Giappone, non potete assolutamente non inserire questa meta all'interno delle vostre destinazioni da visitare. Nel cuore di Shikoku, troviamo la valle di Iya, un luogo quasi magico da esplorare, con acque turchesi e montagne rigogliose. Qui non solo è possibile immergersi nella natura e nella vera campagna giapponese, ma possiamo anche trovare alloggi a basso costo ed escursioni per tutti i turisti più avventurosi. Infatti qui è possibile scoprire un Giappone remoto, montuoso con case dal tetto di paglia, tradizionali poti di vite e i famosi 88 templi di Shikou. Una meta da non perdere.

Okinawa: Isole Kerama

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photo credits: watabi.it, viagginews.com

Okinawa è non solo uno dei posti più belli del Giappone, ma al mondo. Fra spiagge bianche e acque cristalline, le isole Kerama sono un gioiello della natura. Ci sono modi veloci per arrivare sull'isola principale, tuttavia intraprendere una crociera partendo da Kagoshima, vi aiuterà a scoprire posti unici al mondo. Passando fra le isole di Okinoerabujima e Tokunoshima, vedrete paesaggi spettacolari a voi sino ad ora sconosciuti. Fra brezze marine, lo snorkeling con le tartarughe e trekking sulle strade abbandonate dell'isola Zamami scoprirete un mondo nascosto fatto di coralli e pesci colorati.

Prefettura di Niigata: Museo della cultura del nord

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photo credits: hoppou-bunka.com

Trovate il Museo della Cultura del Nord nel villaggio di Soumi nell'ex palazzo della famiglia Ito. Qui, la residenza e il giardino sono stati trasformati in un museo privato dopo la guerra. Con un paesaggio creato da Taiami Tanaka nell'arco di 5 anni, l'edifico ospita una sala di ricevimento composta da 100 metri di tatami. Con un particolarissimo giardino decorato da cascate, lanterne di pietra, glicine e ponti in miniatura, il parco rimane una delle attrazioni principali della zona.

Non solo vi sentirete rilassati a godere della vista di questo paesaggi, ma vi sembrerà anche di ritornare indietro nel tempo. Uno dei luoghi più preziosi della prefettura.

Vi consigliamo decisamente di inserire queste mete se state pianificando di viaggiare in Giappone, e ovviamente siamo curiosi di sapere i vostri feedback!


Far East Film Festival 22, quest'anno in streaming

Far East Film Festival 22, quest'anno in streaming

autore: Erika

Quest'anno a causa dell'emergenza COVID-19 molti paesi si sono trovati a dover riorganizzare, o addirittura cancellare, diverse manifestazioni. Tuttavia, i nostri amici del Far East Film Festival hanno deciso di proseguire con la 22° edizione e hanno trovato un modo perfetto per rispettare le regole. Infatti, solo per quest'anno, il Far East Film Festival si terrà dal 26 giugno al 4 luglio via LIVE STREAMING, anche grazie alla piattaforma MyMovies live!

Far East Film Festival

Face to face, Heart to Heart è il motto di questa stagione. Preso dall'omonima hit degli anni Ottanta, questa è la sintesi perfetta di questa nuova edizione.

Un’edizione che non accetta di arrendersi e che si svolgerà appunto online! Faccia a faccia, attraverso il vetro sottile dei display, cuore a cuore, perché la community del festival udinese è letteralmente una grande famiglia.

Dal 26 giugno al 4 luglio, la struttura del FEFF 22 verrà rimodulata. Infatti, non stiamo solo parlando di un trasferimento, con i film in concorso da guardare on demand, ma di una autentica trasformazione. Tutti i contenuti verranno adattati, per quanto possibile, alle dinamiche dello streaming.

Durante questi mesi di lockdown, Il pubblico ha già frequentato in massa la piattaforma MyMovies come sala virtuale. Infatti, sarà proprio qui che avverrà lo streaming online di tutti i film in concorso. Ovviamente, il tutto non sarà esclusivamente un serbatoio di titoli, ma il punto d’incontro per tutti i partecipanti al Far East Film Festival.

Inoltre, dal 30 giugno al 2 luglio, inoltre, troverà spazio online anche Focus Asia, cioè l’area Industry del festival, con la sezione FEFF in progress (la prima e unica piattaforma europea dedicata ai film asiatici in post-produzione), il project market e un ricco programma di webinar.

La campagna di accreditamento partirà fra qualche giorno, il 1° giugno per l'esattezza e a breve lo staff del FEFF 22 condividerà la lista completa del palinsesto. Che l’ennesimo viaggio, l’ennesima sfida, l’ennesima avventura abbia inizio!


Cose da fare in quarantena: Viaggiare in Giappone attraverso i film

Intraprendere un Viaggio in Giappone tramite i film

scritto da: Erika | fonte: Tokyo Weekender

La lunga quarantena è quasi finita ma viaggiare è ancora impossibile, quindi continuiamo la nostra rubrica sulle cose da fare in quarantena e oggi vi spieghiamo come scoprire il Giappone attraverso i film.

film Giappone

Con la pandemia di coronavirus, i confini del mondo sono stati chiusi, areoporti bloccati e voli cancellati hanno impedito alle persone di viaggiare. Questo non solo ha fatto calare il business del turismo, ma ci ha anche impedito di conoscere ed esplorare paesi lontani come il Giappone. Proprio per questo motivo, oggi condividiamo con voi un metodo semplice per poter esplorare la terra del Sol Levante direttamente da casa vostra. Infatti, ecco qui di seguito 5 film che vi aiuteranno a vivere le terre del Giappone come le conosciamo oggi e com'erano molto tempo fa.

Departures (2008)

Vincitore di un premio Oscar, questo bellissimo film racconta della città di Sakata e dei circondario nella regione Shonai della prefettura di Yamagata, a nord del Giappone. Un'opera d'arte del mondo cinematografico, il lungometraggio parla della storia di un uomo che ritorna nella città natale dopo una carriera fallimentare come violoncellista. Qui l'uomo inizia una nuova vita e una nuova carriera come impresario di pompe funebri nella tipica tradizione giapponese. Scontento della situazione ma sconfiggendo i pregiudizi delle persone legate attorno al suo lavoro, l'uomo comincia ad amare la sua nuova professione.

Inizialmente considerato come un tabu, Departures ha poi proclamato il riconoscimento internazionale del regista Yojiro Takita. Assieme a questo, l'edifico utilizzato per le riprese è diventato una location per film molto famosa. Tuttavia le scene memorabili del film sono state girate nella campagna attorno al fiume Gakko e all'imbra dell'imbiancato Monte Chokai. Questo lungometraggio è perfetto per chi vuole conoscere le location più campagnole del giappone e i costumi più tradizionali della vita rurale del Sol levante.

Memorie di una Geisha (2005)

Famosissimo film e vincitore del premoi Oscar, Memorie di una Geisha è uno di quei film imperdibile legati al Giappone. Dal pluripremiato regista Rob Marshall, questo lungometraggio ha infatti cambiato la faccia del turismo di Kyoto. Nonostante il film non sia stato girato interamente in questa città, la storia ci fa viaggiare nel tempio Kiyomizu-dera, attraverso i torii del Fushimi inari e la foresta di bamboo di Arashiyama.

Il film racconta della vita di una ragazzina di 9 anni che il padre vende ad una casa di Geisha. Infatti, ci incammineremo in un viaggio che trasformerà questa piccola ragazzina in una delle geisha più ricercate del tempo. Questo film, non solo ci fa scoprire paesaggi e tradizioni ormai quasi perdute, ma ha portato per la prima volta in occidente la cultura delle Geisha. Tuttavia, allo stesso tempo, Memorie di una Geisha è anche una celebrazione dell'armonia e degli unici modi di vivere del Giappone.

Infatti, la tradizionale cerimonia del tè, le bellezze dei giardini zen, i classici templi buddisti, le tradizionali case del periodo Edo nello storico distretto Gion fanno da sfondo a qesta storia. Un modo perfetto per descrivere la magica Kyoto e le esperienze che si possono affrontare nell'antica capitale del Giappone.

Lost in Translation (2003)

Film che ha lanciato le carriere di Sofia Coppola e Scarlett Johansson, assieme a Bill Murray, questo lungometraggio racconta la storia di una coppia di amici che si incontra in un hotel a Tokyo. Girato quasi interamente in Giappone, qui possiamo vedere il contrasto fra la vita notturna della città e i colorati e rumorosi distretti di Tokyo, assieme alla calma dei templi.

Vincitore di due premi Oscar, il film è un viaggio nella moderna vita di Tokyo. Passando dalle grafiche neon delle strade di Kabukicho a Shinjuku, sino ad arrivare alle bellissime immagini del famoso incrocio di Shibuya, della Tokyo Tower a il Rainbow Bridge ad Odaiba. Inoltre, il film ci mostra anche la campagna quando la protagonista intraprende un viaggio verso Kyoto. Infatti, dallo shinkansen possiamo vedere il susseguirsi della campagna Giapponese arrivando poi ai Templi Nanzenji e Heian. Non dimentichiamoci poi della bellissima scena dove Murray gioca a golf in Kawaguchiko con le iconice viste del Monte Fuji.

Insomma, un film assolutamente da vedere per chi vuole scoprire di più sul Giappone.

Rhapsody in August (1991)

Uno degli ultimi film del rivoluzionario regista Akira Kurosawa, questo film è ambientanto in una piccola cittadina vicino a Nagasaki. Con una narrazione avvincente ma minimalista, la storia parla di quattro adolescenti che visitano la nonna durante l'estate. Con uno sfondo di cicale, avventure nella foresta, case in legno traballante e cerimonie buddiste i ragazzi affrontano una perfetta vacanza in campagna.

In un bucolico ritratto della vita di campagna giapponese, gli adolescenti trascorrono più tempo con la nonna, ascoltando le sue storie. Sucessivamente, nella seconda metà del film potremo vedere Nagasaki nel dopoguerra con i colori vivaci della giovinezza. Infatti, i giovani intraprendono un viaggio per vedere i siti dei bombardamenti e la scuola dove il nonno era insegnante mentre avveniva l'esplosione.

Un film che ci permette di conoscere il mondo del Giappone nel dopo guerra, ma che allo stesso tempo diventa una denuncia delle colpe delle guerre stesse. Controverso ma allo stesso tempo illuminante, Rhapsody in August è un film davvero imperdibile per tutti coloro che amano il cinema e il Giappone.

Times of Joy and Sorrow (1957)

Questa volta l'acclamato regista Keisuke Kinoshita ci racconta della storia del custode di un faro, di sua moglie e dei loro viaggi in 10 fari differenti lungo la costa del Giappone. Una relazione e viaggi che coprono 25 anni di matrimonio, attraverso questo film scopriamo il Giappone in diversi anni a partire dal 1932.

Il famoso sito di Kannonzaki, il primo faro della nazione, ha funzionato come set per le scene di apertura. Infatti, qui ora troviamo una statua dei protagonisti del film. Grazie al sorprendente lavoro del direttore della fotografia, attraverso questo film abbiamo la possibilità di intraprendere un viaggio fra i vari fari della nazione. Infatti, a questo proposito vediamo le bellissime scene del faro di Hajikizaki sull'isola di Sado, una meraviglia per i nostri occhi.
Successivamente, il viaggio della coppia ci porta in alcune delle aree più remote del Giappone e le avventure e disavventure dei protagonisti ci fanno conoscere lo staff dei fari.

Un film emozionante che fra onde e costiere ci accompagna in un viaggio cartolina dei lidi del Giappone, assolutamente imperdibile.


Cose da fare in quarantena: Costruire Akihabara in miniatura

Costruire Akihabara in miniatura a casa vostra

scritto da: Erika | fonte: TimeOut Tokyo

Anche se qui in Italia le cose stanno cominciando ad andare meglio, continuamo la nostra rubrica sulle cose da fare in quarantena e oggi spieghiamo come costruire una mini Akihabara.

Akihabara Akihabara

Una delle mete preferite di tutti gli otaku e i fan del Giappone è Akihabara, storico quartiere dedicato appunto a tutto ciò che è manga, anime e videogiochi. In questo momento delicato, non ci è ancora consentito viaggiare. Tuttavia non serve prendere l'aereo per conoscere nuovi luoghi e visitare quelli che abbiamo già visto. Infatti oggi condividiamo con voi la possibilità di ricreare Akihabara in miniatura direttamente da casa vostra! 

Ad Akihabara ci sono non solo tanti luoghi dedicati a quel mondo che noi definiremmo nerd, ma ci sono anche tantissimi club e negozi dedicati a vari hobby. Uno di questi è Mansei Club, un angolo che offre una varietà di giochi divertenti, istruzioni per origami e modelli di carta il tutto gratuitamente.

Se siete ancora bloccati a casa e non sapete cosa fare, potete ora infatti ricreare l'iconico quartiere di Tokyo con questi modelli di carta dettagliati. Infatti, le strade di Akihabara sono riportate tutte in queste riproduzioni in scala dettagliate. Creare questo modellino è semplicissimo, basterà seguire le istruzioni elencate in questi PDF disponibili gratuitamente per il download. Infatti, queste riproduzioni mostrano perfettamente gli edifici di Akihabara e anche dove questi edifici vanno posizionati. Nonostante le istruzioni siano in giapponese, è in realtà molto semplice seguirle anche grazie alle varie illustrazioni.

Akihabara Akihabara

Tuttavia, se costruire un'intero quartiere sembra troppo complicato per voi, non vi preoccuate ci sono molte altre possibilità. Infatti, Niku no Mansei offre più di 50 modelli di carta che potete scaricare gratuitamente. Dal design che varia dalle riproduzioni di famosi Samurai sino ad arrivare a modelli di riproduzioni dei più famosi cibi giapponesi. Insomma, qui troviamo la possibilità di accontentare ogni gusto e ogni tipo di hobby! Non vi rimane altro che scegliere il vostro modellino, scaricarlo e mettervi all'opera! Siamo curiosi di vedere i risultati!