La Leggenda del Lago Tazawa: La Principessa diventata Drago

Se c’è una cosa che il folklore giapponese insegna, è che la natura è viva, pulsante e custode di segreti millenari. Nella prefettura di Akita, incastonato tra montagne spettacolari, si trova il Lago Tazawa (Tazawako). È il lago più profondo del Giappone, famoso per le sue acque di un blu cobalto quasi ipnotico e per una statua dorata che brilla sulla superficie, legata a una storia d'amore, bellezza e metamorfosi: la leggenda di Tatsuko Hime. Prendetevi un momento di calma, oggi vi portiamo alla scoperta di un mito intramontabile.

Il Desiderio della Giovinezza Eterna

Molti secoli fa, in un piccolo villaggio vicino al lago, viveva una ragazza di nome Tatsuko. La sua bellezza era leggendaria, così perfetta che chiunque la guardasse rimaneva senza fiato. Tuttavia, con la bellezza arrivò anche una profonda malinconia: Tatsuko era terrorizzata dallo scorrere del tempo. Non poteva accettare l'idea che la sua giovinezza svanisse e che il suo splendore appassisse.

Desiderosa di rimanere bella per sempre, Tatsuko iniziò a recarsi ogni notte al santuario del monte Okura, pregando intensamente la divinità Kannon. Pregò per cento notti di fila, finché la divinità, mossa a compassione (o forse per impartirle una lezione), le rispose: "Se vuoi preservare la tua bellezza, vai a nord, oltre la montagna, e bevi l'acqua della fonte magica che troverai lì".

La Metamorfosi

Tatsuko corse verso nord e trovò la sorgente d'acqua cristallina tra le rocce. Assetata, iniziò a bere. Ma più beveva, più la sua sete aumentava. Presa da una bramosia incontrollabile, continuò a bere finché, improvvisamente, il cielo si oscurò, i fulmini squarciarono l'aria e la terra tremò.

Guardando il suo riflesso nell'acqua, Tatsuko cacciò un urlo di terrore: il suo corpo aggraziato si era coperto di scaglie lucenti, le sue mani erano diventate artigli e il suo viso si era allungato. Si era trasformata in un gigantesco drago d'acqua.

Compreso il suo destino, e piena di vergogna, Tatsuko si gettò nelle profondità del lago Tazawa, diventandone la divinità protettrice e la custode eterna.

Un Amore che non Gela Mai

La leggenda, però, non finisce qui. Si racconta che nella vicina penisola di Oga vivesse un altro giovane trasformato in drago, di nome Hachiro-taro. I due si innamorarono e, ogni anno, durante l'autunno e l'inverno, Hachiro-taro viaggiava fino al lago Tazawa per ricongiungersi alla sua amata Tatsuko. Secondo i locali, è proprio la forza del loro calore e del loro amore profondo a fare in modo che il lago Tazawa non geli mai, nemmeno durante i rigidi e nevosi inverni del nord del Giappone.

Il Consiglio di Viaggio

Oggi, sulla riva del lago, sorge una splendida statua bronzea dorata che raffigura Tatsuko prima della trasformazione, opera dello scultore Yasutake Funakoshi. Visitare questo luogo significa fare un viaggio nella quiete più profonda del Giappone rurale.

Curiosità per i viaggiatori: Se visitate il lago in autunno, il contrasto tra il blu dell'acqua, l'oro della statua e il rosso acceso delle foglie (momiji) vi regalerà uno scatto fotografico indimenticabile, degno di una favola antica.

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Gli Shikigami: Custodi Spirituali e Potenti Entità del Folklore Giapponese

Gli Shikigami, affascinanti figure della mitologia giapponese, sono spesso descritti come spiriti servitori evocati da potenti esorcisti, conosciuti come Onmyoji. Radicati profondamente nella tradizione dello Onmyōdō (una pratica esoterica che mescola astrologia, magia e sciamanesimo), gli Shikigami rappresentano una delle espressioni più suggestive dell’interconnessione tra mondo umano e spirituale.

Origine e Significato
La parola "Shikigami" si traduce letteralmente come "spiriti della cerimonia" (shiki, "cerimonia" o "comando", e kami, "spirito" o "dio"). Queste entità sono una manifestazione del controllo e della maestria spirituale degli Onmyoji, evocatori che attingono all’energia cosmica per richiamarli e vincolarli al proprio servizio.
Secondo la tradizione, gli Shikigami non hanno una forma fisica stabile: possono apparire come animali, ombre, o persino prendere le sembianze di oggetti inanimati. In altre interpretazioni, si manifestano sotto forma di piccole creature simili a spiriti o talismani di carta animata, un’immagine popolare resa celebre dalla cultura contemporanea.

Le Funzioni degli Shikigami
Gli Shikigami non sono semplici assistenti; essi incarnano il potere e la volontà del loro padrone. Possono svolgere molteplici ruoli, tra cui:
Protezione: Fungono da guardiani contro spiriti maligni e influssi negativi.
Spionaggio: Invisibili o mimetizzati, raccolgono informazioni per conto del loro padrone.
Attacco e Difesa: Sono armi spirituali, capaci di combattere entità nemiche o neutralizzare maledizioni.
Rituali: Gli Onmyoji li utilizzano come condotti per canalizzare energie divine durante le cerimonie.

Gli Shikigami nella Storia e nella Cultura
L'origine degli Shikigami è strettamente legata alla figura storica di Abe no Seimei, il leggendario Onmyoji che si dice fosse in grado di evocare e controllare questi spiriti con una facilità senza pari. Attraverso i secoli, gli Shikigami hanno trovato posto non solo nelle cronache storiche e nei racconti folcloristici, ma anche nell’arte e nella letteratura. In epoca moderna, il fascino per gli Shikigami si è amplificato grazie alla loro presenza in anime, manga e videogiochi, dove sono spesso raffigurati come compagni leali o potenti alleati.

Curiosità sugli Shikigami
La concezione degli Shikigami potrebbe derivare dall'antico Taoismo cinese, che attribuiva agli sciamani la capacità di evocare spiriti servitori. Tradizionalmente, gli Shikigami non hanno una personalità autonoma, ma la loro forza dipende dal potere e dalla purezza spirituale dell’Onmyoji. Inoltre, gli Shikigami non sono intrinsecamente buoni. Se evocati senza la dovuta preparazione, possono ribellarsi, causando danni enormi al loro padrone.

Simbologia e Fascino Intramontabile
Gli Shikigami rappresentano il legame tra l’invisibile e il tangibile, un simbolo della capacità umana di interagire con le forze ultraterrene. Sebbene il loro potere sia avvolto nel mistero, essi riflettono anche i valori di disciplina e responsabilità: evocare uno Shikigami è un atto che richiede dedizione e saggezza. Questo dualismo, tra alleato fidato e spirito indomabile, rende gli Shikigami una metafora potente per esplorare i confini tra il controllo e la libertà, il potere e la responsabilità. Fascino antico e modernità si intrecciano, trasformando questi spiriti in un ponte tra epoche diverse, dove il mistero continua a catturare la nostra immaginazione.


Yōkai: Un ponte tra mondo visibile e mondo invisible

Gli Yōkai, figure affascinanti della tradizione giapponese, rappresentano un tema di grande rilevanza culturale, esercitando un'influenza profonda e spesso inaspettata sulla vita quotidiana e sull'immaginario collettivo
Gli Yōkai sono spesso rappresentati come esseri spaventosi, ma talvolta anche divertenti o persino benevoli.

Il termine “Yōkai” (妖怪) può essere tradotto come “mostro”, “spirito” o “demone”, e la loro varietà è enorme: dai fantasmi ai mostri, dalle forze della natura alle entità magiche. La cultura giapponese li ha sempre visti come esseri che possono influenzare la vita quotidiana, portando sia maledizioni che benedizioni, o semplicemente manifestandosi per mettere alla prova l’umanità. Una delle particolarità che li rappresentano di più è proprio questa dualità e contrasto, che spesso troviamo nella tradizione giapponese e perché no, anche guardandoci intorno nel Paese del Sol Levante.


Photo: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d5/Suushi_Yuki-onna.jpg

Alcuni degli Yōkai più famosi includono Oni, un demone spesso descritto con corna e pelle rossa o blu; Kappa, una creatura acquatica con una testa che contiene acqua, la cui forza dipende dal mantenere quella fonte d’acqua intatta; Yuki Onna, o "Donna della Neve," rappresentata come una bellissima donna dai lunghi capelli neri e dalla pelle pallida come la neve; ed infine Kitsune, una volpe leggendaria capace di trasformarsi in donna e spesso associata a Inari, la divinità della fertilità, del riso e della prosperità. Esistono anche Yōkai meno minacciosi, come il Tanuki, un cane procione che, con le sue trasformazioni, può essere sia malizioso che giocoso.


Photo: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b1/SekienNureonna.jpg

La tradizione nipponica attribuisce a questi spiriti/demoni una funzione didattica: le loro storie servivano spesso a insegnare lezioni morali o a spiegare fenomeni naturali sconosciuti. Inoltre, con il passare dei secoli, gli Yōkai hanno assunto nuove forme, adattandosi alla cultura popolare contemporanea, diventando protagonisti di manga, anime e videogiochi. Oggi, queste creature continuano a incarnare il legame tra passato e presente, offrendo uno sguardo unico sulla ricchezza della mitologia giapponese e il suo impatto sulla società moderna. La loro presenza nell’immaginario collettivo non solo mantiene viva una tradizione millenaria, ma ne garantisce anche la costante evoluzione e reinterpretazione


Tutto ciò che c'è da sapere sui Maneki Neko

Sicuramente avrete visto i Maneki Neko, sia che voi siate o no cultori della tradizione giapponese. Vogliamo dare a questo meraviglioso e fortunato gattino giapponese un’attenzione particolare? Osserviamoli un po’ più da vicino.

Maneki Neko, il gatto porta fortuna dal Giappone

Autore: SaiKaiAngel

Noto anche come “gatto fortunato” è famoso in tutto il mondo. Il maneki-neko è un vero simbolo giapponese, con origini a Tokyo nel periodo Edo.

Originariamente i Maneki Neko erano realizzati in legno, metallo, porcellana o ghisa. Oggi si possono trovare in tutti i tipi di materiali, in particolare plastica.

Maneki Neko

photo credits: www.dailyartmagazine.com

Le origini

Le origini sono avvolte nel mistero. Esistono alcuni racconti ed il più famoso è quello del samurai che sotto la pioggia sotto un grande albero di fronte a un tempio venne chiamato con un cenno della zampa. Il samurai quindi si diresse verso di lui e proprio in quel momento, un lampo di luce colpì l'albero sotto il quale era stato pochi istanti prima. Il gatto salvò quindi il samurai da morte certa.

Un'altra storia racconta di un negoziante che prese un gatto sotto la pioggia, e il gatto si sedette davanti al negozio, facendo cenno ai clienti di entrare, come segno di ringraziamento.

Un’altra leggenda, forse un po’ più bizzarra, ruota attorno a una cortigiana che amava il suo gatto domestico. Il proprietario, convinto che il gatto fosse posseduto, si tagliò la testa nel tentativo di esorcizzarlo, proprio mentre un serpente stava per mordere la cortigiana. La testa decapitata volò in aria e atterrò sul serpente, uccidendolo all'istante e salvando la ragazza. La ragazza si sentì disperata a causa della perdita e, per darle un sorriso qualcuno le fece una statuetta del suo gatto, sembra che così nacque il primo maneki-neko.

Le differenze tra i Maneki Neko

Maneki Neko

photo credits: @punamkhokhar

Questi gattini sembrano tutti uguali, ma se li guardate attentamente, potrete scoprire anche piccolissime variazioni che ne cambiano il significato.

Ad esempio, a seconda della posizione della zampa, il significato cambia

  • Zampa sinistra sollevata: attira i clienti e buoni affari. Quindi con la zampa sinistra sollevata è adatto alle imprese, ai negozi e alle attività che si svolgono principalmente durante la notte come locali notturni, bar e discoteche.
  • Zampa destra sollevata: augura denaro e buona fortuna.
  • Entrambe le zampe sollevate: può significare "doppia fortuna!" e protezione dalla sfortuna, anche se il gesto può anche essere visto come un tifo celebrativo. Ovviamente le zampe devono essere ad altezza diversa, perchè alla stessa altezza significherebbero “arresa” e ovviamente non è il caso del nostro Maneki-Neko.

Possiamo ogni tanto anche trovare una moneta insieme al Maneki-Neko e questo, ovviamente rappresenta prosperità, ricchezza e denaro.
La pettorina e la campana sono generalmente associati alla protezione e all'abbondanza.

A chi regalare i Maneki Neko?

Ovviamente, a seconda della persona che vogliamo omaggiare, il Maneki Neko sarà posizionato diversamente. Come trovare il posto più giusto? Leggete qui:

  • A casa: va posizionato nella parte sud-est della casa, che è l’ area ricchezza/denaro
  • Per il lavoro: di solito il Maneki Neko viene tenuto vicino agli ingressi in modo tale che le persone che entrano possano effettivamente vederlo. Nel caso ciò non fosse possibile, può essere tenuto nell’area nord-est dei locali commerciali.
  • Per gli uffici: posizionate il vostro Maneki Neko il più vicino possibile all'ufficio.

Ovviamente, anche a seconda del colore, il significato cambia, andiamo a vederli tutti:

  • Tricolore: attira buona fortuna, ricchezza, prosperità.
  • Bianco: colore della purezza, i Maneki Neko bianchi attirano appunto la purezza e la felicità.
  • Nero: sono visti come delle guardie. Proteggono dalle energie negative e dal male. Inoltre aiutano a scacciare gli stalker e forniscono sicurezza, conforto e pace.
  • Dorato: il colore dorato è associato a ricchezza e denaro. Questo Maneki-Neko attira benefici materiali e monetari e per questo si trovano molto nei negozi, ristoranti e altri luoghi di lavoro.
  • Rosso: il rosso, come il nero, è un protettore ed è usato per proteggersi dal male e dalle malattie. È bene tenerne uno nella stanza dei bambini.
  • Rosa: il rosa è il colore dell'amore, quindi questo Maneki-Neko attrae amore e romanticismo.
  • Verde: questo Maneki-Neko aiuta gli studenti ad aumentare la concentrazione verso gli studi, proteggendoli dalle malattie ed aiutandoli a guarire nel caso ce ne fosse bisogno.
  • Blu: attira pace, armonia e felicità per i membri della famiglia.

Tre modi per dire "Ti Amo"

"Ti Amo, I love you" Come dirlo in Giapponese? Ci sono tanti tipi di amore, perchè dovremmo esprimere amore solamente in un modo? I giapponesi la sanno lunga, sanno che ogni tipo di amore ha bisogno di un modo per essere espresso, un modo completamente personale.

Ti amo / I Love you, ecco come dirlo in Giapponese

Autore: SaiKaiAngel | Fonte: SoraNews24

Tutto questo, pensate, accade in un paese che è visto come “freddo e distante”. Forse, pensando a questo, dovremmo capire che freddo e distante non è, anzi. E’ un paese che dà la giusta importanza sia alla storia, sia alla tradizione che ai sentimenti.

Cominciamo a guardare tutti i modi di dimostrare amore in giapponese, analizziamoli uno ad uno.

1. Suki - "Mi piaci"

Questo è il modo più usato e più famoso, perchè si trova in molti testi dell’animazione giapponese. Lo analizziamo per primo anche perchè è il meno “profondo”, infatti più che amore, può significare anche “mi piace”. Puoi tranquillamente dire "Ramen ga suki desu" che nessuno ti vedrà come un pazzo innamorato di un piatto di ramen, bensì tutti capiranno che a te piace il ramen. Così si può usare suki per esprimere appunto un apprezzamento per un cantante o un attore.

Proprio per questo, suki può creare della confusione. Se sentiamo questa parola, si potrebbe incorrere nella domanda se piacciamo per davvero come persona o semplicemente come un piatto di ramen, appunto. E’ un significato molto flessibile, per niente sicuro, nonostante tutto viene utilizzato all’inizio di ogni storia d’amore. Quando vuoi dichiararti a qualcuno, puoi usare suki desu per farlo. Molto importante a quel punto, sarà il MODO in cui lo fai, devi fare in modo di far capire all'altra persona che hai intenzioni serie e non sei solamente un piatto di ramen. Ci vuole convinzione nella voce, non è un semplice “mi piace”. Con una grande convinzione, allora avrà la colorazione giusta dell’innamoramento.

2. Koi - I love you

Ti amo I love you

Non stiamo parlando della carpa, ma del secondo modo che i giapponesi usano per parlare d’amore. Qui siamo nel campo dell’ “amore romantico”. Koi è l’'emozione giovane e passionale, ma viene raramente usato per dire “ti amo”. Possiamo forse avvicinarlo ad "I love you" degli americani, che può voler dire sia ti amo che ti voglio bene. Tuttavia, Il verbo koi suru è più vicino a "essere innamorato" o "essere romanticamente coinvolto". Infatti, la parola Koi viene usata per Koibito che significa amante.

3. Ai - Ti amo

Ti amo I love you

Ed eccoci arrivati al più famoso, il termine più usato per la parola Amore.

Ai è un sostantivo che significa "amore", ma può essere usato per qualcosa di più del semplice affetto romantico. Ai o la variante aijo, vengono usate anche per parlare dei concetti di amore verso la famiglia, per un amore platonico oppure per tutta l'umanità. Usato come verbo, diventa ai suru.

Allora perchè usiamo suki desu per confessare il nostro amore? Semplicemente perchè ai è un sentimento molto più serio ed impegnato. Ai suru sarebbe un po’ … spaventoso, soprattutto per una storia appena iniziata. Bisogna andare per gradi e Suki desu è ciò che ci permette di farlo. Sarebbe meglio anche cambiare il verbo suru in shiteiru. Dicendo al tuo partner ai shiteiru, dimostri un amore continuo, non semplicemente una cotta iniziale. Per quanto mi riguarda è il termine che mi piace di più, anche perchè il primo che io abbia mai sentito.

Ti amo I love you

Cosa ci fa capire tutto questo? Che il giapponese è una lingua molto romantica nonostante quello che si senta in giro. I giapponesi sono freddi? Tutta impressione. I giapponesi sanno dare il giusto significato e la giusta profondità a qualsiasi cosa, anche ad ogni tipo di amore. Che termine usereste voi per il vostri amore?


Atsuta Matsuri, lanterne e fuochi artificiali

Tanti sono i matsuri giapponesi ma oggi decidiamo di concentrarci sull'Atsuta Matsuri, nella prefettura di Aichi.

Atsuta Matsuri

photo credits: thegate12.com

Nella regione di Chubu, più precisamente a Nagoya nella prefettura di Aichi, se ci addentriamo nella città, nascosto tra secolari cipressi, scopriremo uno dei santuari più sacri del Giappone: l’Atsuta Jingu. Venerato sin dall’antichità con i suoi 1900 anni, si ritiene sia la casa della Sacra Spada Kusanagi dell'Imperatore, una delle tre insegne imperiali.
In questo luogo magico, ogni anno, il 5 giugno si tiene l’Atsuta Matsuri (諸ブー祭), meglio conosciuto come Shobu-sai.

La giornata dell'Atsuta Matsuri

Atsuta Matsuri

photo credits: kawaii-aichi.jp

Attorno alle 10:00 del mattino i festeggiamenti iniziano con una cerimonia speciale in cui un messaggero imperiale viene inviato al santuario per offrire le goheimotsu. Queste infatti sono strisce di carta bianca per i rituali shintoisti e che servono a celebrare una cerimonia speciale dedicata agli dei e alle dee dell’Atsuta Jingu. Dopodichè questo splendido e caratteristico Matsuri ospita vari spettacoli tra i recinti del Santuario.

Gli spettacoli

Gli spettacoli durante questo festival sono molti e di vario tipo, fra cui Il kyudo, tiro con l'arco in stile giapponese e il kendo, scherma giapponese. Ma il vero protagonista è l’Atsuta-kagura, un tipo di danza shintoista tradizionale locale accompagnata da flauti e dai taiko, i tipici tamburi giapponesi. Oltre a questo, troviamo varie esibizioni fra cui il Sumo e competizioni di intrattenimento come il Kodomo Mikoshi, i santuari portatili per bambini!

Atsuta Matsuri

photo credits: kawaii-aichi.jpgoinjapanesque.com

Il Festival raggiunge il culmine del fascino quando, alle 18:00, i cinque makiwara kento, enormi altari allegorici decorati da 365 lanterne ciascuno, sono sistemati accanto agli ingressi delle tre porte torii del santuario e vengono illuminati. Naturalmente non mancano le bancarelle che offrono tipicità e souvenirs di ogni genere.
Il chiacchiericcio delle persone si arresta alle 21:00 al parco Jingu Koen quando uno stupendo spettacolo pirotecnico fa alzare le teste al cielo e riempie gli occhi di luci e colori.

photo credits: goinjapanesque.com

Il festival di Atsuta è il più grande festival tra i circa 70 eventi che si tengono al Santuario di Atsuta ogni anno.

Atsuta Matsuri Atsuta Matsuri

photo credits: nagmag.jp, kichijapan.com

Se vi trovate nei dintorni, non perdete questi magici spettacoli di lanterne e fuochi d'artificio per trascorrere una giornata divertente all’insegna della tradizione! Come ogni festival la partecipazione è gratuita. Per ogni informazione su come raggiungere la location, visitate il sito ufficiale del Santuario in inglese.


Kitsunebi Matsuri, quando il folklore prende vita

Nell’antico folklore giapponese, il Kitsunebi (狐火, fuoco di volpe) era uno yōkai che, durante la notte, appariva improvvisamente sotto forma di luce incandescente dal colore rosso-arancione e talvolta anche blu. I Kitsunebi aumentavano gradualmente fino a coprire vaste aree, raggiungendo anche i 4km! Si credeva che fossero torce di una processione di volpi che marciavano per le proprie nozze. Le luci venivano avvistate dagli agricoltori sulle montagne ed erano considerate un buon presagio per il raccolto. Infatti, maggiore era il numero di luci vista, più fruttuoso era il raccolto. Tuttavia a nessun umano era concesso di avvicinarsi: coloro che ci provavano erano condannati a svanire.

Kitsune

photo credits: tradurreilgiappone.com

In particolare, nelle storie si racconta del matrimonio tra Otonosama, il re che viveva a Furukawa, e Okon, la figlia del dio volpe. Questa affascinante immagine è l’origine su cui affonda le sue radici l’Hida Furukawa Kitsunebi Matsuri (騨古川きつね火まつり). Questo festival si celebra ogni anno, il quarto sabato di settembre a Hida Furukawa, cittadina pittoresca e rurale ricca di splendidi paesaggi, dove ancora oggi si respira una vita lontana dalla frenesia delle metropoli.

Kitsunebi Matsuri

photo credits: tradurreilgiappone.com

Felicità e prosperità!

Come quasi tutti i festival a cui ormai siamo abituati, anche il Kitsunebi Matsuri ha come scopo le benedizioni per il raccolto, la felicità e la prosperità per le famiglie.

Kitsunebi Matsuri

photo credits: myjapantravels.wordpress.com

Ma in cosa consiste esattamente il Kitsunebi Matsuri?

Prima di tutto, tutti i partecipanti hanno i baffi di volpe disegnati sul volto, che sia bambini o anziani, negozianti sulla strada oppure turisti. Si comincia con la benedizione delle imprese locali: i danzatori trasportano porta a porta un dongamaki, serpente di corda lungo 5 metri.

Kitsunebi Matsuri

photo credits: myjapantravels.wordpress.com

Dopo di chè ha inizio l’evento principale. Su due piedi si potrebbe dire che si tratti di un matrimonio, ma non uno comune, bensì una processione solenne in cui si celebrano le nozze delle volpi, il Kitsune no Yomeiri.

photo credits: myjapantravels.wordpress.com

I futuri sposi, una coppia legata nella vita reale, vengono scelti da un pool di candidati a livello nazionale nella cittadina in cui si terrà la cerimonia nuziale. La lunga marcia condurrà la sposa dallo sposo al calare della notte, quando il Kistunebi ha inizio (una fiaccolata). Coloro che assistono a tutta la processione saranno benedetti e potranno esprimere un desiderio come un buon raccolto, oppure la felicità per la propria famiglia o la prosperità negli affari.

photo credits: tokyopic.com

Una romantica curiosità

Dal 1392, per tutto il periodo Muromachi fino alla fine del XIX secolo, quando le cerimonie nuziali occidentali sostituirono le tradizionali cerimonie giapponesi, i matrimoni si tenevano di notte e la sposa veniva scortata nella sua nuova casa da una parata di luci.


Il Kishiwada Danjiri Matsuri e l'euforia dilagante

Ritorniamo a raccontarvi dei festival giapponesi e oggi parliamo del Kishiwada Danjiri Matsuri.

Ogni anno, generalmente durante un fine settimana a metà settembre, le strade di Kishiwada, piccola cittadina vicina ad Osaka, sono invase dal fervore e dall’euforia del Kishiwada Danjiri Matsuri (岸和田だんじり祭).

Kishiwada Danjiri Matsuri Kishiwada Danjiri Matsuri

photo credits: airfrance.co.za, mainichi.jp

Le celebrazioni ebbero origine nel 1703, ad opera del daimyō Okabe Nagayasu (岡部長泰). Egli pregò gli dei shintoisti per un raccolto abbondante e questo è ancora il significato del festival. Tuttavia, ciò che rende particolare questa celebrazione è che si tratta di una gara di velocità trainando i danjiri.

Kishiwada Danjiri Matsuri

photo credits: Justin Yoshida

I danjiri sono delle tradizionali strutture in legno, intagliati e finemente decorati realizzati da abili falegnami e scultori locali. Questi carri hanno la forma di piccoli santuari contenenti le divinità e, nei giorni del festival, vengono appunto trascinati per le strade del quartiere. Visto il loro peso (possono superare i 3 quintali), il festival è anche considerato un momento per dimostrare il proprio coraggio. Infatti, queste strutture devono essere trainate con il solo aiuto delle corde e a tutta velocità!

Kishiwada Danjiri Matsuri

Kishiwada Danjiri Matsuri

Kishiwada Danjiri Matsuri

photo credits: Justin Yoshida, Justin Yoshida, japan-magazine.jnto.go.jp, MJY-shogun, Justin Yoshida

Le celebrazioni del Kishiwada Danjiri Matsuri

Durante le celebrazioni del festival i danjiri coinvolti sono 35, ognuno di essi trainato da un team, rappresentanti il rispettivo distretto della città. Al controllo della struttura, sulla sua cima, c’è il daiku-gata (大工方, maestro artigiano) la cui danza selvaggia serve da incoraggiamento per la propria squadra e la folla. Viste le acrobazie in cui si cimenta, il maestro artigiano rischia costantemente la vita, ma non solo! Come possiamo facilmente immaginare, questo festival è anche pericoloso per tutti gli altri partecipanti a causa della velocità vertiginosa dei danjiri. Le schegge di legno che si lasciano alle spalle e le sgomitate per seguirli costituiscono un pericolo per la folla. Quattro ore di corsa a perdifiato che si conclude con una grande bevuta attorno al proprio carro, a cui vengono appese decine di lanterne di carta.

Kishiwada Danjiri Matsuri

photo credits: rove.me, Gavin Kealy

Più di 500,000 visitatori arrivano a Kishiwada per vivere il brivido di questa celebrazione, voi cosa ne pensate? Trovate elettrizzante questa parata?[:en]Let's return to talk about Japanese festivals and today we talk about the Kishiwada Danjiri Matsuri.



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