Il Segreto del Monte Fuji e la Principessa della Luna: Il Finale Alternativo che non Conosci

Tutti, o quasi, conoscono la storia di Kaguya-hime, la splendida Principessa della Luna trovata ancora neonata all'interno di una canna di bambù splendente. È una delle fiabe più antiche e amate del Giappone, immortalata anche dal capolavoro cinematografico dello Studio Ghibli.

Ma c'è un dettaglio fondamentale, un finale alternativo e profondamente malinconico, che lega questa leggenda direttamente alla nascita del simbolo indiscusso del Sol Levante: il Monte Fuji.

Oggi vi sveliamo la storia segreta del vulcano più famoso del mondo.

Il Ritorno sulla Luna e il Regalo d'Addio

Dopo aver vissuto sulla Terra circondata dall'amore dei suoi genitori adottivi e aver rifiutato la mano dei pretendenti più potenti del Paese, per Kaguya-hime giunse il momento della separazione. La sua vera famiglia, il popolo della Luna, venne a riprenderla per riportarla a casa.

Tra coloro che avevano pianto e lottato per trattenerla sulla Terra c'era l'Imperatore del Giappone, profondamente innamorato di lei. Prima di salire sul carro celestiale e dimenticare per sempre i suoi ricordi terreni, Kaguya-hime volle lasciargli un ultimo pegno d'addio: una lettera accorata e una fiala contenente l'Elisir della Vita Eterna (Fushi no Kusuri).

Il Dolore dell'Imperatore

Quando l'Imperatore ricevette la fiala, il suo cuore si spezzò. A cosa serviva vivere per sempre se non avrebbe mai più potuto rivedere o riabbracciare la donna che amava? L'immortalità, senza Kaguya, divenne per lui la più dolorosa delle condanne.

Rifiutando quel dono divino, l'Imperatore scrisse una poesia di risposta (che la principessa non avrebbe mai letto) e convocò il suo comandante più fidato. Gli ordinò di prendere la lettera d'addio, l'elisir dell'immortalità e di portarli sulla vetta della montagna più alta del Giappone, quella più vicina al cielo e alla Luna.

Lì, sulla cima, l'esercito avrebbe dovuto appiccare un grande fuoco e bruciare la fiala, lasciando che il fumo portasse il messaggio e l'elisir direttamente verso il regno lunare.

Come la Leggenda ha Creato il Monte Fuji

Il comandante eseguì l'ordine. Portò l'elisir sulla cima della montagna sacra e gli diede fuoco. Da quel giorno, secondo il folklore, quel vulcano prese il nome di Fuji.

La parola Fuji, infatti, si scrive oggi con caratteri che significano "Ricco di Guerrieri" (in onore dell'esercito inviato dall'Imperatore), ma la sua pronuncia originale è legata alla parola Fushi, che significa letteralmente "Immortale" / "Vita Eterna".

La leggenda narra che l'elisir non smise mai di bruciare nel cuore della montagna. Per secoli, il fumo bianco che storicamente e visibilmente usciva dal cratere del vulcano (il Fuji è un vulcano attivo) non era altro che il vapore dell'elisir dell'immortalità, che continuava a salire verso il cielo come eterno messaggio d'amore dell'Imperatore verso la sua principessa lunare.

Consiglio per il Viaggio

Quando i vostri clienti si troveranno ad ammirare la silhouette perfetta del Monte Fuji, magari dalle sponde del Lago Kawaguchiko o da Hakone, raccontare questa storia trasformerà quel panorama in qualcosa di magico. Non staranno solo guardando una montagna, ma il luogo in cui arde, da più di mille anni, il fuoco di un amore immortale.

Scopri il Giappone con il nostro Premium Tour

Immagina di immergerti nella tradizione dei mercati mattutini del Giappone e vivere il contrasto affascinante tra antico e moderno. Con il Premium Tour di Your Japan Tour, esplorerai la Golden Route, visitando città iconiche come Tokyo, Kyoto, Osaka e Himeji, e scoprendo templi, quartieri futuristici e scorci autentici del paese.

Con il nostro pacchetto All Inclusive, avrai trasporti, alloggi e oltre 20 esperienze culturali già inclusi, per un viaggio senza pensieri e ricco di emozioni.

Scopri tutti i dettagli e prenota il tuo viaggio indimenticabile qui: Your Japan Tour




La Leggenda del Lago Tazawa: La Principessa diventata Drago

Se c’è una cosa che il folklore giapponese insegna, è che la natura è viva, pulsante e custode di segreti millenari. Nella prefettura di Akita, incastonato tra montagne spettacolari, si trova il Lago Tazawa (Tazawako). È il lago più profondo del Giappone, famoso per le sue acque di un blu cobalto quasi ipnotico e per una statua dorata che brilla sulla superficie, legata a una storia d'amore, bellezza e metamorfosi: la leggenda di Tatsuko Hime. Prendetevi un momento di calma, oggi vi portiamo alla scoperta di un mito intramontabile.

Il Desiderio della Giovinezza Eterna

Molti secoli fa, in un piccolo villaggio vicino al lago, viveva una ragazza di nome Tatsuko. La sua bellezza era leggendaria, così perfetta che chiunque la guardasse rimaneva senza fiato. Tuttavia, con la bellezza arrivò anche una profonda malinconia: Tatsuko era terrorizzata dallo scorrere del tempo. Non poteva accettare l'idea che la sua giovinezza svanisse e che il suo splendore appassisse.

Desiderosa di rimanere bella per sempre, Tatsuko iniziò a recarsi ogni notte al santuario del monte Okura, pregando intensamente la divinità Kannon. Pregò per cento notti di fila, finché la divinità, mossa a compassione (o forse per impartirle una lezione), le rispose: "Se vuoi preservare la tua bellezza, vai a nord, oltre la montagna, e bevi l'acqua della fonte magica che troverai lì".

La Metamorfosi

Tatsuko corse verso nord e trovò la sorgente d'acqua cristallina tra le rocce. Assetata, iniziò a bere. Ma più beveva, più la sua sete aumentava. Presa da una bramosia incontrollabile, continuò a bere finché, improvvisamente, il cielo si oscurò, i fulmini squarciarono l'aria e la terra tremò.

Guardando il suo riflesso nell'acqua, Tatsuko cacciò un urlo di terrore: il suo corpo aggraziato si era coperto di scaglie lucenti, le sue mani erano diventate artigli e il suo viso si era allungato. Si era trasformata in un gigantesco drago d'acqua.

Compreso il suo destino, e piena di vergogna, Tatsuko si gettò nelle profondità del lago Tazawa, diventandone la divinità protettrice e la custode eterna.

Un Amore che non Gela Mai

La leggenda, però, non finisce qui. Si racconta che nella vicina penisola di Oga vivesse un altro giovane trasformato in drago, di nome Hachiro-taro. I due si innamorarono e, ogni anno, durante l'autunno e l'inverno, Hachiro-taro viaggiava fino al lago Tazawa per ricongiungersi alla sua amata Tatsuko. Secondo i locali, è proprio la forza del loro calore e del loro amore profondo a fare in modo che il lago Tazawa non geli mai, nemmeno durante i rigidi e nevosi inverni del nord del Giappone.

Il Consiglio di Viaggio

Oggi, sulla riva del lago, sorge una splendida statua bronzea dorata che raffigura Tatsuko prima della trasformazione, opera dello scultore Yasutake Funakoshi. Visitare questo luogo significa fare un viaggio nella quiete più profonda del Giappone rurale.

Curiosità per i viaggiatori: Se visitate il lago in autunno, il contrasto tra il blu dell'acqua, l'oro della statua e il rosso acceso delle foglie (momiji) vi regalerà uno scatto fotografico indimenticabile, degno di una favola antica.

Scopri il Giappone con il nostro Premium Tour

Immagina di immergerti nella tradizione dei mercati mattutini del Giappone e vivere il contrasto affascinante tra antico e moderno. Con il Premium Tour di Your Japan Tour, esplorerai la Golden Route, visitando città iconiche come Tokyo, Kyoto, Osaka e Himeji, e scoprendo templi, quartieri futuristici e scorci autentici del paese.

Con il nostro pacchetto All Inclusive, avrai trasporti, alloggi e oltre 20 esperienze culturali già inclusi, per un viaggio senza pensieri e ricco di emozioni.

Scopri tutti i dettagli e prenota il tuo viaggio indimenticabile qui: Your Japan Tour



Gli Shikigami: Custodi Spirituali e Potenti Entità del Folklore Giapponese

Gli Shikigami, affascinanti figure della mitologia giapponese, sono spesso descritti come spiriti servitori evocati da potenti esorcisti, conosciuti come Onmyoji. Radicati profondamente nella tradizione dello Onmyōdō (una pratica esoterica che mescola astrologia, magia e sciamanesimo), gli Shikigami rappresentano una delle espressioni più suggestive dell’interconnessione tra mondo umano e spirituale.

Origine e Significato
La parola "Shikigami" si traduce letteralmente come "spiriti della cerimonia" (shiki, "cerimonia" o "comando", e kami, "spirito" o "dio"). Queste entità sono una manifestazione del controllo e della maestria spirituale degli Onmyoji, evocatori che attingono all’energia cosmica per richiamarli e vincolarli al proprio servizio.
Secondo la tradizione, gli Shikigami non hanno una forma fisica stabile: possono apparire come animali, ombre, o persino prendere le sembianze di oggetti inanimati. In altre interpretazioni, si manifestano sotto forma di piccole creature simili a spiriti o talismani di carta animata, un’immagine popolare resa celebre dalla cultura contemporanea.

Le Funzioni degli Shikigami
Gli Shikigami non sono semplici assistenti; essi incarnano il potere e la volontà del loro padrone. Possono svolgere molteplici ruoli, tra cui:
Protezione: Fungono da guardiani contro spiriti maligni e influssi negativi.
Spionaggio: Invisibili o mimetizzati, raccolgono informazioni per conto del loro padrone.
Attacco e Difesa: Sono armi spirituali, capaci di combattere entità nemiche o neutralizzare maledizioni.
Rituali: Gli Onmyoji li utilizzano come condotti per canalizzare energie divine durante le cerimonie.

Gli Shikigami nella Storia e nella Cultura
L'origine degli Shikigami è strettamente legata alla figura storica di Abe no Seimei, il leggendario Onmyoji che si dice fosse in grado di evocare e controllare questi spiriti con una facilità senza pari. Attraverso i secoli, gli Shikigami hanno trovato posto non solo nelle cronache storiche e nei racconti folcloristici, ma anche nell’arte e nella letteratura. In epoca moderna, il fascino per gli Shikigami si è amplificato grazie alla loro presenza in anime, manga e videogiochi, dove sono spesso raffigurati come compagni leali o potenti alleati.

Curiosità sugli Shikigami
La concezione degli Shikigami potrebbe derivare dall'antico Taoismo cinese, che attribuiva agli sciamani la capacità di evocare spiriti servitori. Tradizionalmente, gli Shikigami non hanno una personalità autonoma, ma la loro forza dipende dal potere e dalla purezza spirituale dell’Onmyoji. Inoltre, gli Shikigami non sono intrinsecamente buoni. Se evocati senza la dovuta preparazione, possono ribellarsi, causando danni enormi al loro padrone.

Simbologia e Fascino Intramontabile
Gli Shikigami rappresentano il legame tra l’invisibile e il tangibile, un simbolo della capacità umana di interagire con le forze ultraterrene. Sebbene il loro potere sia avvolto nel mistero, essi riflettono anche i valori di disciplina e responsabilità: evocare uno Shikigami è un atto che richiede dedizione e saggezza. Questo dualismo, tra alleato fidato e spirito indomabile, rende gli Shikigami una metafora potente per esplorare i confini tra il controllo e la libertà, il potere e la responsabilità. Fascino antico e modernità si intrecciano, trasformando questi spiriti in un ponte tra epoche diverse, dove il mistero continua a catturare la nostra immaginazione.


Yōkai: Un ponte tra mondo visibile e mondo invisible

Gli Yōkai, figure affascinanti della tradizione giapponese, rappresentano un tema di grande rilevanza culturale, esercitando un'influenza profonda e spesso inaspettata sulla vita quotidiana e sull'immaginario collettivo
Gli Yōkai sono spesso rappresentati come esseri spaventosi, ma talvolta anche divertenti o persino benevoli.

Il termine “Yōkai” (妖怪) può essere tradotto come “mostro”, “spirito” o “demone”, e la loro varietà è enorme: dai fantasmi ai mostri, dalle forze della natura alle entità magiche. La cultura giapponese li ha sempre visti come esseri che possono influenzare la vita quotidiana, portando sia maledizioni che benedizioni, o semplicemente manifestandosi per mettere alla prova l’umanità. Una delle particolarità che li rappresentano di più è proprio questa dualità e contrasto, che spesso troviamo nella tradizione giapponese e perché no, anche guardandoci intorno nel Paese del Sol Levante.


Photo: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d5/Suushi_Yuki-onna.jpg

Alcuni degli Yōkai più famosi includono Oni, un demone spesso descritto con corna e pelle rossa o blu; Kappa, una creatura acquatica con una testa che contiene acqua, la cui forza dipende dal mantenere quella fonte d’acqua intatta; Yuki Onna, o "Donna della Neve," rappresentata come una bellissima donna dai lunghi capelli neri e dalla pelle pallida come la neve; ed infine Kitsune, una volpe leggendaria capace di trasformarsi in donna e spesso associata a Inari, la divinità della fertilità, del riso e della prosperità. Esistono anche Yōkai meno minacciosi, come il Tanuki, un cane procione che, con le sue trasformazioni, può essere sia malizioso che giocoso.


Photo: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b1/SekienNureonna.jpg

La tradizione nipponica attribuisce a questi spiriti/demoni una funzione didattica: le loro storie servivano spesso a insegnare lezioni morali o a spiegare fenomeni naturali sconosciuti. Inoltre, con il passare dei secoli, gli Yōkai hanno assunto nuove forme, adattandosi alla cultura popolare contemporanea, diventando protagonisti di manga, anime e videogiochi. Oggi, queste creature continuano a incarnare il legame tra passato e presente, offrendo uno sguardo unico sulla ricchezza della mitologia giapponese e il suo impatto sulla società moderna. La loro presenza nell’immaginario collettivo non solo mantiene viva una tradizione millenaria, ma ne garantisce anche la costante evoluzione e reinterpretazione


Everything there is to know about Maneki Neko

Surely you have seen Maneki Neko, whether or not you are a fan of Japanese tradition. Shall we give this wonderful and lucky Japanese kitten special attention? Let's take a closer look at them.

Maneki Neko, the beckoning cat from Japan

Author: SaiKaiAngel

Also known as "lucky cat" is famous all over the world. The Maneki-Neko is a true Japanese symbol, with origins in Tokyo during the Edo period.

Originally Maneki Neko were made of wood, metal, porcelain or cast iron. Today they can be found in all kinds of materials, especially plastic.

Maneki Neko

photo credits: www.dailyartmagazine.com

The origins

The origins are shrouded in mystery. There are some tales and the most famous is that of the samurai who, sitting in the rain under a large tree in front of a temple, was called with a nod of his paw. The samurai then headed towards him and at that very moment, a flash of light struck the tree under which he had been a few moments earlier. The cat then saved the samurai from certain death.

Another story tells of a shopkeeper who caught a cat in the rain, and the cat sat down in front of the shop, beckoning the customers to come in, as a sign of thanks.

Another legend, perhaps a little more bizarre, revolves around a courtesan who loved her domestic cat. The owner convinced that the cat was possessed, cut off his head in an attempt to exorcise it, just as a snake was about to bite the courtesan. The decapitated head flew in the air and landed on the snake, killing it instantly and saving the girl. The girl felt desperate because of the loss and, to give her a smile someone made her a statue of her cat, it seems that so was born the first Maneki-Neko.

The differences between Maneki Neko

Maneki Neko

photo credits: @punamkhokhar

The cats all look similar, but if you look closely, you will discover even very small variations that change their meaning.

For example, depending on the position of the paw, Maneki Neko has different meanings:

  • Left leg raised: attracts customers and good business. So Maneki Neko with the left paw raised is suitable for businesses, shops and activities that take place mainly at night such as nightclubs, bars and discos.
  • Right leg raised: wish money and good luck.
  • Both legs raised: it can mean "double luck!" and protection from bad luck, although the gesture can also be seen as a celebratory cheer. Obviously the legs must be at a different height because at the same height they would mean "surrendered" and obviously this is not the case of our Maneki Neko.

We can also occasionally find a coin together with the cat and this, of course, represents prosperity, wealth and money.
The bib and bell are generally associated with protection and abundance.

Who to give the Maneki Neko to?

Obviously, depending on the person we want to pay tribute to, it will be positioned differently. How to find the right place? Read here:

  • At home: it should be located in the southeast part of the house, which is the wealth/money area.
  • For work: Maneki Neko is usually kept close to the entrances so that people who enter can actually see it. If this is not possible, it can be kept in the northeast area of the business premises.
  • For offices: place your Maneki Neko as close to the office as possible.

Of course, even depending on the colour, it has a different meaning, let's go see them all:

  • Tricolour: attracts good luck, wealth, prosperity.
  • White: the color of purity, white Maneki Neko attract purity and happiness.
  • Black: they are seen as guards. They protect against negative energies and evil. They also help drive out stalkers and provide security, comfort and peace.
  • Golden colour is associated with wealth and money. This Maneki Neko attracts material and monetary benefits and therefore can be found a lot in shops, restaurants and other workplaces.
  • Red: red, like black, is a protector and is used to protect against evil and disease. It is good to keep one in the children's room.
  • Pink: pink is the colour of love, so this Maneki Neko attracts love and romance.
  • Green: this Maneki Neko helps students to increase their concentration towards their studies, protecting them from diseases and helping them to heal if they need it.
  • Blue: attracts peace, harmony and happiness for family members.

Three ways to say "I Love you"

"Ti Amo, I love you" How do you say that in Japanese? There are so many kinds of love, why should we express love only one way? The Japanese know a lot, they know that every kind of love needs a way to be expressed, a completely personal way.

Ti Amo / I Love you, here's how to say it in Japanese

Author: SaiKaiAngel | Source: SoraNews24

All this, you think, happens in a country that is seen as "cold and distant". Perhaps, thinking about this, we should understand that cold and distant is not, indeed. It is a country that gives the right importance to history, tradition and feelings.

Let's start looking at all the ways of showing love in Japanese, let's analyze them one by one.

1. Suki - I like you

This is the most used and most famous way because it is found in many conversations of Japanese animation. We analyze it first also because it is the least "deep", in fact, more than love, it can also mean "I like". You can safely say "Ramen ga suki desu" that no one will see you as a fool in love with a plate of ramen, but everyone will understand that you like ramen. So you can use suki to express an appreciation for a singer or an actor too.

That's why suki can be confusing. If you hear this word, you might run into the question of whether you really like us as a person or just as a ramen dish. It's a very flexible meaning, not at all secure, yet it is used at the beginning of every love story. When you want to propose to someone, you can use suki desu to do so. Very important at that point, it will be the WAY in which you do it, you have to make the other person understand that you have serious intentions and you are not just a dish of ramen. It takes conviction in the voice, it's not a simple "I like". With a great conviction, then you will have the right colour of falling in love.

2. Koi - I love you

Ti amo I love you

We're not talking about the carp, but the second way the Japanese use to talk about love. We're in the field of romantic love here. Koi is the young and passionate emotion, but it's rarely used to say "I love you". Maybe we can bring it closer to "I love you" by Americans, which can mean both "love you" and "deeply care about you". However, the verb koi suru is closer to "to be in love" or "to be romantically involved". In fact, the word Koi is used for Koibito meaning lover.

3. Ai - Ti Amo

Ti amo I love you

And here we come to the most famous, the most used term for the word Love.

Ai is a noun that means "love", but it can be used for something more than just romantic affection. Ai or the variant aijo, are also used to talk about the concepts of love for the family, for a platonic love or for all humanity. Used as a verb, it becomes ai suru.

Then why do we use suki desu to confess our love? Simply because ai is a much more serious and committed feeling. Ai suru would be a bit... frightening, especially for a story that's just begun. We have to go step by step and Suki desu is what allows us to do that. It would also be better to change the verb suru to shiteiru. By telling your partner to the shiteiru, you're showing an ongoing love, not just an initial crush. As far as I'm concerned, it's the term I like best, also because it's the first one I've ever heard.

Ti amo I love you

What does that tell us? That Japanese is a very romantic language despite what you hear. Are Japanese cold? All impression. Japanese can give the right meaning and depth to anything, even love. What term would you use for your love?


Atsuta Matsuri, lanterne e fuochi artificiali

Tanti sono i matsuri giapponesi ma oggi decidiamo di concentrarci sull'Atsuta Matsuri, nella prefettura di Aichi.

Atsuta Matsuri

photo credits: thegate12.com

Nella regione di Chubu, più precisamente a Nagoya nella prefettura di Aichi, se ci addentriamo nella città, nascosto tra secolari cipressi, scopriremo uno dei santuari più sacri del Giappone: l’Atsuta Jingu. Venerato sin dall’antichità con i suoi 1900 anni, si ritiene sia la casa della Sacra Spada Kusanagi dell'Imperatore, una delle tre insegne imperiali.
In questo luogo magico, ogni anno, il 5 giugno si tiene l’Atsuta Matsuri (諸ブー祭), meglio conosciuto come Shobu-sai.

La giornata dell'Atsuta Matsuri

Atsuta Matsuri

photo credits: kawaii-aichi.jp

Attorno alle 10:00 del mattino i festeggiamenti iniziano con una cerimonia speciale in cui un messaggero imperiale viene inviato al santuario per offrire le goheimotsu. Queste infatti sono strisce di carta bianca per i rituali shintoisti e che servono a celebrare una cerimonia speciale dedicata agli dei e alle dee dell’Atsuta Jingu. Dopodichè questo splendido e caratteristico Matsuri ospita vari spettacoli tra i recinti del Santuario.

Gli spettacoli

Gli spettacoli durante questo festival sono molti e di vario tipo, fra cui Il kyudo, tiro con l'arco in stile giapponese e il kendo, scherma giapponese. Ma il vero protagonista è l’Atsuta-kagura, un tipo di danza shintoista tradizionale locale accompagnata da flauti e dai taiko, i tipici tamburi giapponesi. Oltre a questo, troviamo varie esibizioni fra cui il Sumo e competizioni di intrattenimento come il Kodomo Mikoshi, i santuari portatili per bambini!

Atsuta Matsuri

photo credits: kawaii-aichi.jpgoinjapanesque.com

Il Festival raggiunge il culmine del fascino quando, alle 18:00, i cinque makiwara kento, enormi altari allegorici decorati da 365 lanterne ciascuno, sono sistemati accanto agli ingressi delle tre porte torii del santuario e vengono illuminati. Naturalmente non mancano le bancarelle che offrono tipicità e souvenirs di ogni genere.
Il chiacchiericcio delle persone si arresta alle 21:00 al parco Jingu Koen quando uno stupendo spettacolo pirotecnico fa alzare le teste al cielo e riempie gli occhi di luci e colori.

photo credits: goinjapanesque.com

Il festival di Atsuta è il più grande festival tra i circa 70 eventi che si tengono al Santuario di Atsuta ogni anno.

Atsuta Matsuri Atsuta Matsuri

photo credits: nagmag.jp, kichijapan.com

Se vi trovate nei dintorni, non perdete questi magici spettacoli di lanterne e fuochi d'artificio per trascorrere una giornata divertente all’insegna della tradizione! Come ogni festival la partecipazione è gratuita. Per ogni informazione su come raggiungere la location, visitate il sito ufficiale del Santuario in inglese.


Kitsunebi Matsuri, quando il folklore prende vita

Nell’antico folklore giapponese, il Kitsunebi (狐火, fuoco di volpe) era uno yōkai che, durante la notte, appariva improvvisamente sotto forma di luce incandescente dal colore rosso-arancione e talvolta anche blu. I Kitsunebi aumentavano gradualmente fino a coprire vaste aree, raggiungendo anche i 4km! Si credeva che fossero torce di una processione di volpi che marciavano per le proprie nozze. Le luci venivano avvistate dagli agricoltori sulle montagne ed erano considerate un buon presagio per il raccolto. Infatti, maggiore era il numero di luci vista, più fruttuoso era il raccolto. Tuttavia a nessun umano era concesso di avvicinarsi: coloro che ci provavano erano condannati a svanire.

Kitsune

photo credits: tradurreilgiappone.com

In particolare, nelle storie si racconta del matrimonio tra Otonosama, il re che viveva a Furukawa, e Okon, la figlia del dio volpe. Questa affascinante immagine è l’origine su cui affonda le sue radici l’Hida Furukawa Kitsunebi Matsuri (騨古川きつね火まつり). Questo festival si celebra ogni anno, il quarto sabato di settembre a Hida Furukawa, cittadina pittoresca e rurale ricca di splendidi paesaggi, dove ancora oggi si respira una vita lontana dalla frenesia delle metropoli.

Kitsunebi Matsuri

photo credits: tradurreilgiappone.com

Felicità e prosperità!

Come quasi tutti i festival a cui ormai siamo abituati, anche il Kitsunebi Matsuri ha come scopo le benedizioni per il raccolto, la felicità e la prosperità per le famiglie.

Kitsunebi Matsuri

photo credits: myjapantravels.wordpress.com

Ma in cosa consiste esattamente il Kitsunebi Matsuri?

Prima di tutto, tutti i partecipanti hanno i baffi di volpe disegnati sul volto, che sia bambini o anziani, negozianti sulla strada oppure turisti. Si comincia con la benedizione delle imprese locali: i danzatori trasportano porta a porta un dongamaki, serpente di corda lungo 5 metri.

Kitsunebi Matsuri

photo credits: myjapantravels.wordpress.com

Dopo di chè ha inizio l’evento principale. Su due piedi si potrebbe dire che si tratti di un matrimonio, ma non uno comune, bensì una processione solenne in cui si celebrano le nozze delle volpi, il Kitsune no Yomeiri.

photo credits: myjapantravels.wordpress.com

I futuri sposi, una coppia legata nella vita reale, vengono scelti da un pool di candidati a livello nazionale nella cittadina in cui si terrà la cerimonia nuziale. La lunga marcia condurrà la sposa dallo sposo al calare della notte, quando il Kistunebi ha inizio (una fiaccolata). Coloro che assistono a tutta la processione saranno benedetti e potranno esprimere un desiderio come un buon raccolto, oppure la felicità per la propria famiglia o la prosperità negli affari.

photo credits: tokyopic.com

Una romantica curiosità

Dal 1392, per tutto il periodo Muromachi fino alla fine del XIX secolo, quando le cerimonie nuziali occidentali sostituirono le tradizionali cerimonie giapponesi, i matrimoni si tenevano di notte e la sposa veniva scortata nella sua nuova casa da una parata di luci.



Contact

info@japanitalybridge.com

Via Lodovico Il Moro, 147, 20142 Milano, Italia
c/o Japan Center Milano
M4 San Cristoforo


© 2026 Japan Italy Bridge is part of KIWAMI CREATIVE SRL
PIVA: 14417230969 | All rights reserved | Privacy Policy: ITA | ENG


Privacy Preference Center