Tokyo 2020, tutto quello che c'è da sapere sulle Olimpiadi

Il nuovo anno è finalmente arrivato e mancano solo pochi mesi all’inizio delle Olimpiadi di Tokyo 2020.

Tokyo 2020 Tokyo 2020

Le Olimpiadi sono sempre un momento in cui tutto il mondo si riunisce. E’ il momento in cui diventiamo tutti esperti di scherma, lancio del disco e getto del peso. Alla fine tutto il mondo è paese, ma quelle di Tokyo 2020 si preannunciano essere uno spettacolo da togliere il fiato.

Tutti i dettagli su Tokyo 2020

A meno di un anno dall’apertura, cominciano ad uscire le prime news e i primi programmi ufficiali. La cerimonia di apertura si terrà il 24 luglio 2020 e quella di chiusura il 9 agosto, mentre le Paralimpici avranno luogo dal 25 agosto al 6 settembre dello stesso anno. Potete trovare un programma completo di tutte le competizioni sul sito ufficiale.

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Dove si svolgeranno le Olimpiadi di Tokyo 2020

Per questa occasione, Tokyo ha preparato più di 40 luoghi e palazzetti in giro per la città. Gli ultimi giochi estivi ospitati in questa città, risalgono al 1964, le prime Olimpiadi in Asia. Tuttavia, la capitale del Sol Levante, ha ospitato per ben due volte le olimpiadi invernali, nel 1972 e 1998.

Il Logo

Nel corso della storia, il motivo a scacchi è diventato molto popolare in diversi paesi e per svariate ragioni. In Giappone, questo divenne formalmente noto come "ichimatsu moyo" nel periodo Edo (1603-1867). Questo disegno a scacchi nel tradizionale colore giapponese del blu indaco esprime una raffinata eleganza e raffinatezza che esemplifica il Giappone.

Composto da tre varietà di forme rettangolari, il design rappresenta diversi paesi, culture e modi di pensare. Incorpora il messaggio di "unità nella diversità". Esprime inoltre che i Giochi Olimpici e Paralimpici cercano di promuovere la diversità come piattaforma per connettere il mondo.

Olimpiadi tokyo Tokyo 2020

Dove trovare i biglietti per Tokyo 2020

Al momento purtroppo, e come previsto, i biglietti sono tutti sold out. Tuttavia, una nuova ondata di biglietti sarà disponibile in primavera.

Quali sono i nuovi sport

Come spesso accade ad ogni olmpiade, anche per le Olimpiadi di Tokyo 2020 ci sono nuove specialità in competizione. Nonostante mancassero all’edizione di Londra e Rio, il Baseball and Softball entrano ufficialmente in gara grazie alla forte popolarità in Giappone. Cinque nazioni gareggeranno assieme agli ospitanti per la medaglia d’oro sul diamante.

Tokyo 2020 Tokyo 2020

Assieme a queste arrivano anche il Karate, la scalata, surf e skateboard. Sulla stessa ondata, il basket aggiunge i tornei a tre per otto nazioni. Non mancheranno poi il Rugy a sette, una variante che coinvolge solo 7 giocatori per parte. Inoltre, ritorna il golf dopo il suo debutto a Rio.

Le medaglie

Non da trascurare sono le medaglie che gli atleti vinceranno durante questi giochi olimpici 2020 a Tokyo. Infatti, per questa occasione Tokyo ha creato un progetto speciale per rendere queste olimpiadi un po’ più “verdi”. Questo progetto speciale, il Tokyo 2020 Medal Project , avrà il compito di raccogliere più di 80,000 tonnellate di telefoni cellulari e piccoli apparecchi ellettronici da riciclare in tutto il Giappone. Questi serviranno poi a creare le meravigliose medaglie delle Olimpiadi e Paraolimpiadi 2020.

Olimpiadi

Tokyo 2020 medaglie

Il sito del progetto, ha affermato che sono stati usati oltre 6 millioni di telefoni cellulari derivati da una donazione nazionale durata due anni.

Sport e tecnologia insieme per le Olimpiadi Tokyo 2020

Le Olimpiadi estive del 2020 si preannunciano già spettacolari, ma le sorprese non finiscono qui. Il Giappone è famoso per essere all’avanguardia su ricerca e sviluppo in diversi campi tecnologici. Infatti, durante la cerimonia di apertura, Sky Canvas, con l’aiuto della compagnia di ricerca ALE, illuminerà il cielo notturno. Le due società lanceranno nell’atmosfera “gli ingredienti per una stella cadente” utilizzando un piccolo dispositivo satellitare.
Inoltre, sappiamo che in Giappone i fuochi d’artificio sono molto importanti e per questa occasione, la città pensa di creare una propria pioggia di meteoriti controllata.

Tokyo 2020 torch

Ma le curiosità continuano. All’interno del villaggio Olimpico, saranno disponibili robot umanoidi per fornire indicazioni su alloggi e attrazioni nelle vicinanze. Tuttavia, il Giappone non si accontenta e vuole fare le cose in grande. Infatti, è in fase di sviluppo anche la tecnologia che consentirà aggiornamenti olografici di eventi all’interno dello stadio.

I trasporti di Tokyo 2020

Tokyo si sa, in quanto a trasporti è una delle città più avanzate del mondo e più connesse del mondo. Per queste Olimpiadi 2020 ci saranno delle misure speciali in atto. Infatti, per recarsi al proprio hotel, si può utilizzare una sola tessera magnetica per treni, stanza d’albergo e taxi senza conducente. Esatto, un taxi senza conducente i quali test su strada sono già in corso a Tokyo.

Ma le novità per quanto riguarda il trasporto a Tokyo 2020 non finiscono qui. Infatti, la città introdurrà nuovamente il treno più veloce al mondo. Sebbene non sarà operativo fino al 2027, il Maglev farà il suo debutto alle Olimpiadi di Tokyo. Questo treno ha infranto tutti i record di velocità terrestre ed è in grado di raggiungere velocità circa 600 km/h.
Questi treni futuristici operano grazie al principio della levitazione magnetica, consentendo ai treni di restare sospesi sui binari. È l’assenza di frizione che consente ai treni di raggiungere tali velocità, pur continuando a rispettare i rigorosi standard di sicurezza giapponesi. Insomma, un assaggio di quel futuro fantascientifico che fino ad ora abbiamo visto solo nei film.

Shinkansen N700s Supreme

Durante le Olimpiadi di Tokyo 2020 debutterà anche la nuova seria di Shinkansen N700S, detta anche Shinkansen Supreme.
Completamente ridisegnato in modalità più intelligente e silenziosa, questo treno funzionerà sulla linea Tokaido Shinkansen. Essendo più leggero di 11 tonnellate rispetto alla generazione precedenti consumerà meno energia e correrà tra le stazioni di Tokyo e quella di Shin-Osaka.

Shinkansen N700s supreme Tokyo 2020

La nuova stazione della linea Yamanote

In onore di questo evento, la linea Yamanote inaugurerà anche una nuova stazione: Takanawa Gateway Station. Situata fra le stazioni di Shinagawa e Tamachi, la nuova offrirà l’accesso all’Haneda Airport Monorail e alla linea JR Keihin-Tohoku. Progettata nello stile eki naka, la stazione Takagawa Gateway sorgerà su 4 piani con un’area pubblica che ospiterà un grande scermpo per la visione dei Giochi Olimpici 2020.

Tokyo 2020 Takagawa Gateway

Noi stiamo aspettando con ansia queste Olimpiadi di Tokyo 2020, e voi?

Fonti: olympic.org, mainichi.jpkyodonews.nettimelapsetokyo.com, japan-forward.com


2020, l'anno del topo

Siamo nel 2020 ed è ufficialmente scoccata l’ora dell’anno del topo. Vi siete mai chiesti perchè in Giappone, allo scoccare di ogni nuovo anno, viene annunciato il nome di un animale? Ad esempio “l’anno del montone” o “l’anno del bue” e così via?

Topo Topo

photo credits: amazon.com , https://tokyo5.files.wordpress.com

Questa usanza prende origine dallo zodiaco cinese, che diversamente dalla nostra tradizione, non si basa sul mese di nascita, ma bensì sull’anno! Perciò ad ogni anno corrisponde uno dei 12 animali dell’oroscopo: Topo, bue, tigre, coniglio, drago, serpente, cavallo, montone, scimmia, gallo, cane e cinghiale.

Topo

photo credits: pinterest.it

L’astrologia ha sempre affascinato tutti, anche i più scettici. Il 2020 è l’anno del Topo, il primo dei 12 segni, caratterizzato dalla positività e dall’energia. Infatti, se la sua influenza sarà quella promessa, questo nuovo anno dovrebbe vedere l’evoluzione o l’avvio di nuovi progetti, promettendo succosi frutti a coloro che lavorano duramente.
Inoltre, famose astrologhe come Jessica Adams e Cathryn Moe affermano che ci aspettano 366 giorni in cui sarà “l’unione a fare la forza”. In questo nuovo anno, nessuno dovrebbe affrontare le grandi sfide da solo, ma unirsi per raggiungere l’obiettivo. Di conseguenza “condivisione di potere” sarà una delle parole chiave.

anno del topo

photo credits: pinterest.it

Potremmo assistere ad un processo evolutivo su scala mondiale, in cui le persone potrebbero arrivare a comprendersi e collaborare per il bene collettivo. Questo avrebbe grandi ripercussioni positive sul piano sociale.

Il topo rappresenta quella parte della psiche più oscura in cui il vero “io” si esprime. Cadranno le maschere che fino ad ora ci hanno circondato. Questo comporterebbe una maggiore compassione e comprensione anche verso il nostro stesso Pianeta (ci basti pensare alla lotta per cambiamenti climatici).

Una nuova energia dentro di noi libererà tutta la sua potenza. E voi? Siete pronti ad affrontare questa rivoluzione regalata dall'anno del topo?


Akira Isogawa: leggenda giapponese in Australia

Il Giappone è famoso e attraente non solo per gli occhi dell'Italia ma anche in tutto il mondo e il lavoro di Akira Isogawa ne è un esempio. Con l'apertura del Giappone al mondo, i giapponesi hanno viaggiato e si sono trasferiti in diversi paesi. Akira Isogawa è ora il residente giapponese più famoso dell'Australia.

Akira Isogawa Akira Isogawa

Chi è Akira Isogawa

Nato a Kyoto, in Giappone, nel 1964, è emigrato in Australia nel 1986 ed è oggi uno dei più famosi stilisti di questa terra. Ha studiato moda all'East Sydney Technical College traendo ispirazione dal design giapponese contemporaneo. Alla fine degli anni '90, era conosciuto a livello internazionale insieme al suo marchio di abbigliamento femminile Akira. I suoi abiti appaiono sotto la sua etichetta Akira e sono venduti in Australia, Nuova Zelanda e altri 10 paesi. Ad oggi, è uno dei pochi designer australiani che espone e vende i suoi abiti a Parigi.

Akira Isogawa

La leggenda Australiana

Nel 2005, colto di sorpresa, divenne una "leggenda australiana" e fu invitato ad apparire su un francobollo commemorativo. Questo onore è solo uno dei tanti riconoscimenti ricevuti da Isogawa per i suoi successi in oltre 25 anni di carriera

Ha detto a The Japan times "A dire il vero, non avevo idea che l'Australia Post fosse così progressista e innovativo nel proprio marketing", dice ridendo. “Pensavo che dovessi essere morto per apparire su un francobollo, figuriamoci lavorando attivamente nel proprio campo. Ho ancora molto da fare!”

Akira Isogawa Akira Isogawa

La vita in Australia

L'Australia e la sua scena della moda hanno abbracciato Akira Isogawa come uno di loro. Si sente molto vicino alla sua casa adottiva, anche grazie a un cugino materno che vive nella città di Mittagong nel Nuovo Galles del Sud.
Il governo ha lanciato un programma per i visti per le vacanze e lavoro che ha dato a Isogawa la possibilità di realizzare le sue ambizioni di studiare e lavorare nella moda.

Arrivato in Australia a metà degli anni '80 e avendo alcune difficoltà nelle prime settimane del suo soggiorno, le cose sono migliorate dopo che sono nate le rivoluzionarie feste di ballo della RAT (Recreational Arts Team). Qui Isogawa riesce a connettersi con persone che la pensano allo stesso modo e far fiorire il suo talento.
Dopo essersi iscritto a un corso di moda presso l'East Sydney Technical College, ha aperto il suo primo negozio con tutti i suoi risparmi.

"Sydney è la mia base", afferma Isogawa. “Crescendo a Kyoto, mi sono sempre sentito come se fossi altrove. Non credo di riuscire a comportarmi come un “giapponese tipico” e seguire le regole della società. Capisco come tali regole siano necessarie e aiutano il Giappone a funzionare in modo efficiente come fa oggi. Ma io amo infrangere le regole, e questo è permesso qui in Australia. È un vero sollievo".

Tuttavia, a tutti manca sempre la patria. Anche Akira Isogawa ammette un desiderio nostalgico per la tranquilla Kyoto della sua infanzia. Si riferisce infatti all'arte giapponese di "leggere l'aria", dove le cose sono comprese, ma non necessariamente dette.

 Akira

Gli anni '90

Tuttavia, è negli anni '90 che il lavoro di Isogawa e la sua etichetta Akira esplosero ed vennero conosciuti in tutto il mondo. Dopo il suo show di debutto durante la Mercedes Benz Fashion Week Australia nel 1996, questo è diventato un momento regolare per il suo lavoro, ma non solo. In effetti, queste passerelle erano solo l'inizio. Infatti, successivamente ottennte un posto alle sfilate di moda di Parigi. Qui ha catturato l'attenzione di Joan Burstein, l'acquirente di moda internazionale che ha contribuito a lanciare nomi come Alexander McQueen e John Galliano nel Regno Unito.

Un altro momento cruciale avvenne quando Naomi Campbell indossò l'abito di akira ispirato al kimono sulla copertina di Vogue Australia nel 1997.

“Quella copertina è stata una svolta nella mia carriera; non può essere minimizzato. È stato fantastico ”, ricorda Isogawa. "Sono anche molto grato ai media, a tutti quelli che mi hanno supportato. Ma allo stesso tempo, è stato così stressante. Non sono riuscito a gestire tutto e sono finito con un addetto alla reception, tra gli altri 25 dipendenti a tempo pieno".

Akira Isogawa

Dopo la follia della moda

Nel 2004, ha incontrato il CEO di Australian Wool Innovation e Isogawa è diventato l'ambasciatore di lana australiana. L'istituto era alla ricerca di un designer che potesse aggiornare l'immagine della lana, quindi nel 2005 Akira Isogawa ha creato un nuovo tipo di tessuto. Una garza di lana fine e leggera ispirata alla georgette di seta.

“Volevo che il tessuto fosse leggero. Volevo che la lana venisse reinterpretata come trans-stagionale ", afferma. “La garza di lana è piuttosto fragile, meravigliosamente morbida e 100% merino australiano. Ce l'ho ancora in magazzino. "

Akira Isogawa oggi

Ora che la vita è un po' più tranquilla, Isogawa è libero di esplorare nuove visioni e diversi sbocchi per il suo lavoro. Infatti, possiamo vederlo collaborare a progetti artistici, come la progettazione di costumi per la Sydney Dance Company.

Il marchio di abbigliamento femminile Akira è famoso per mescolare elementi orientali e occidentali in termini di tessuti, tecniche e design. La libertà concessa al lavoro e alla vita di Akira come immigrato australiano lo ha aiutato a sviluppare il suo stile personale.
Credendo fermamente nella moda lenta e sostenibile, i capi di Akira Isogawa trascendono il tempo, dimenticano le tendenze e devono essere indossati ancora e ancora.

Fonte: japantimes.co.jp
Foto: japantimes.co.jp


2019 Kanji of the year: 令

Il 2020 è finalmente arrivato e, come ogni anno, il Giappone ha eletto il "Kanji dell'anno" e per il 2019 la scelta è stata molto logica.

Kanji of the year

Dicembre e gennaio ci costringono sempre a fare alcune retrospettive sull'anno appena trascorso e la scelta per Kanji dell'anno non è meno degna.
Amministrato dalla giapponese Kanji Aptitude Testing Foundation, con sede a Kyoto, un singolo personaggio giapponese viene scelto a scrutinio aperto. La scelta finale ha lo scopo di incarnare un profondo significato per l'anno in chiusura.

Questa tradizione annuale viene annunciata da Seihan Mori, l'abate capo dello storico tempio Kiyomizudera di Kyoto. Questo non è un annuncio normale, infatti, l'abate capo scrive il kanji con un gigantesco pennello calligrafico mentre si trova sul balcone del tempio.

Questa volta sono stati espressi 216.325 voti e il vincitore kanji dell'anno è 令 pronunciato rei.

Kanji of the year

Rei significa "ordine" (nel senso di controllo ordinato), tuttavia, in alcuni contesti può anche significare "bello". Questo kanji è diventato famoso nel 2019 non solo come scelta del vincitore, ma anche quando è stata annunciata Reiwa, la nuova era imperiale del Giappone. Il governo giapponese ha chiarito che il significato di questa nuova era è "bella armonia"

Re / rei ha ricevuto 30.427, circa il 14% dei voti totali. Considerando che la lingua giapponese ha più di 2100 kanji ad uso regolare, questo è ancora un risultato molto importante per ogni singolo personaggio. Il secondo posto è stato occupato da 新 / shin, che significa “nuovo”, e il terzo posto 和 / wa, che significa “armonia” ed è il secondo kanji di Reiwa.

Il 2019 è stato un anno molto importante per il Giappone poiché ha segnato il cambiamento nell'era imperiale dal 1989. La selezione di 令 / rei non è una sorpresa. Tuttavia, riflette una mentalità più felice rispetto ai Kanji dell'anno nel 2018 ("disastro"), 2017 ("nord", in riferimento al lancio di missili nordcoreani) e 2014 ("imposta", il risultato di un impopolare aumento dell'imposta sulle vendite quell'anno).

Speriamo che 令 和 / rei non sia solo un promemoria dei cambiamenti significativi del 2019, ma anche un raggio di speranza che cose più belle stanno arrivando nel 2020.

E con questo, vogliamo augurare un felice anno nuovo a tutti i nostri lettori, alle vostre famiglie e persone care.

Sources: ©SoraNews24
Images ©SoraNews24, japon-secreto.com


Japan History: Yagyū Jūbei Mitsuyoshi

Yagyū Jūbei era uno dei più grandi spadaccini del Giappone e abbiamo deciso di dedicargli un blog. Nonostante le poche informazioni, è conosciuto come guerriero poeta, protettore dei deboli e grande sostenitore del codice dei samurai.

Yagyū Jūbei

photo credits: deviantart.com

Nonostante la poca documentazione esistente sulla vita di Yagyū Jūbei Mitsuyoshi (nato "Shichirō", 1607 - 12 aprile 1650) sappiamo che è cresciuto a Yagyū no Sato un piccolo villaggio di Nara. Suo padre era Yagyū Tajima no Kami Munenori, maestro spadaccino degli ormai celebri Tokugawa. Sia il padre che il nonno di Jubei erano stati grandi maestri nell'arte della spada. Suo nonno era il fondatore della scuola di Yagyu Shinkage, ancora oggi esistente ed era famoso per aver sconfitto samurai armati a mani nude all’età di 70 anni. Suo padre invece era il tutor personale di tre shogun e sembra avesse sconfitto sette assassini in una battaglia. Jubei ha ereditato da loro l’abilità e a 9 anni stava già mostrando segni di grande forza. Infatti, sostituì suo padre nell’insegnamento della spada agli shogun Tokugawa.

La vita

A 24 anni divenne il più grande spadaccino del famoso clan Yagyu. Sucessivamente espulso dal tribunale di Edo senza alcuna motivazione, non si sa se fu licenziato dallo shogun, o per una partenza di un pellegrinaggio.

Nei 12 anni successivi non si hanno più notizie, fino alla sua riapparizione all'età di 36 anni ad una dimostrazione di scherma assolutamente impressionante. Da lì, fu nuovamente integrato al governo. Riuscì a prendere il controllo delle terre di famiglia fino alla morte di Yagyū Tajima no Kami Munenori nel 1646. Scrisse il suo libro di scherma e filosofia, Tsuki no Shō (月之抄) o The Art of Looking at the Moon. Morì all’età di 43 anni in circostanze non chiare, non si sa se fu a causa di un infarto, di un incidente durante la caccia o addirittura assassinato da uno dei suoi fratelli. Yagyū Jūbei fu seppellito accanto a suo nonno, Yagyū Munetoshi, gli fu poi dato il nome postumo buddista di Sohgo.

La Leggenda di Yagyū Jūbei

Secondo la leggenda, Yagyū Jūbei aveva un solo occhio, l’altro sembra l’avesse perso in una sessione di scherma con suo padre. Nonostante questo, alcuni lo ritrassero invece con due occhi, anche se la figura dello spadaccino con una benda sull’occhio rimane sempre la preferita.

Yagyū Jūbei

photo credits: taigong788.skyrock.com/


Japan History: Shimazu Yoshihiro

Shimazu Yoshihiro (21 agosto 1535 – 30 agosto 1619), conosciuto anche come Shimazu Tadahira e Hyogo no kami. Secondogenito di Shimazu Takahisa, egli era il 17° capo clan degli Shimazu.

Shimazu Yoshihiro

Photo credits: japanworld.info

Ha cominciato servendo suo fratello Yoshihisa in molte campagne militari. Durante la battaglia di Kizaki, la "Okehazama del Kyūshū" nel 1572, 300 uomini di Yoshihiro sconfissero I tremila soldati di Itō Yoshisuke. Nel 1577 ha ottenuto la supremazia degli Shimazu sulla provincia di Hyūga. Successivamente ha partecipato alle battaglie di Takabaru (1576), Mimigawa (1576), Minamata (1581), e Hetsugigawa (1587).

La vita di Shimazu Yoshihiro: Dal 1587 al 1600

Nel 1587 venne nominato daimyō a seguito della sottomissione degli Shimazu a Hideyoshi. Successivamente guidò 10.000 uomini nella prima campagna coreana (1592-93) dalla sua nave Kotaka-maru. Durante questa battaglia, un certo numero di servitori tra cui suo fratello Toshihisa, protestarono alla chiamata alle armi per questo furono puniti da Yoshihiro. Ha poi combattuto la seconda campagna coreana nelle battaglie di Namwon e Sacheon. Con queste battaglie ha rapito alcuni vasai coreani come prigionieri di guerra. Questo, creò un nuovo stile di vasi detto Satsuma-yaki che aumentò successivamente il commercio della provincia.

Shimazu Yoshihiro

Photo credits: facebook.com

Durante la battaglia di Sekigahara del 1600, secondo il romanzo Rakusuishū del periodo Edo, Yoshihiro sembra sia stato dalla parte di Tokugawa Ieyasu. Successivamente umiliato da Torii Mototada all'arrivo al castello di Fushimi, passò dalla parte di Ishida Mitsunari prima che Mōri Terumoto dichiarasse guerra persuadendo Uesugi Kagekatsu ad allearsi con loro.

Yoshihiro e Mitsunari

Secondo il suo subordinato Kando Kutarō, Yoshihiro era molto amico di Mitsunari. Tuttavia, i romanzieri del periodo Edo, distorsero la realtà dicendo che Mitsunari non avesse ascoltato nessuno dei piani di Yoshihiro, tra cui il noto attacco notturno a sorpresa del giorno prima della vera battaglia. Invece, quel giorno, Yoshihiro e i suoi 1500 samurai semplicemente stavano presiedendo la loro zona senza combattere. Yoshihiro fu preso d'assalto da almeno 30.000 truppe di Ieyasu per questo cercò molte volte di arrivare allo stesso Ieyasu. Yoshihiro si ritirò e le sue truppe simularono un finto ritiro chiamato Sutegamari quando un certo numero di uomini morirono respingendo gli attacchi. Toyohisa e la maggior parte delle truppe morirono permettendo a Yoshihiro di ritirarsi con la moglie. Si spostò quindi dalla provincia di Settsu per tornare nella provincia di Satsuma.

Shimazu Yoshihiro

Photo credits: japanworld.info

Shiramine Jun, importante storico giapponese ha scritto che Yoshihiro era stato coinvolto nella lotta di potere tra Shimazu Yoshihisa e Ijuin Tadamune. Infatti, per questo motivo, Yoshihiro perse l'appoggio di Yoshihisa durante la campagna di Sekigahara.

Ieyasu, notando il comportamento di Yoshihiro sul campo di battaglia, fece in modo che il clan Shimazu mantenesse il suo dominio. Infatti, scelse come successore proprio il figlio di Yoshihiro, Shimazu Tadatsune. Nel 1609, Yoshihiro e Tadatsune iniziarono una spedizione punitiva contro il regno delle Ryūkyū.
Sembra abbia combattuto in 52 battaglie durante la sua vita e che fu un abile comandante.

La Morte

Yoshihiro si ritirò a Sakurajima e iniziò a insegnare alle giovani generazioni. Morì nel 1619 provocando il suicidio di molti suoi servitori che lo avevano affiancato per tutto il resto della sua vita.


Shichi-Go-San / Sette-Cinque-Tre

In Giappone il 15 novembre è il giorno di Shichi-Go-San (七五三, 7-5-3). Questo festival che celebra il rito di passaggio delle bambine di 3 e 7 anni e i bambini di 3 e 5 anni. Nella numerologia Giapponese questi numeri sono ritenuti particolarmente fortunati, come tutti i numeri dispari.

Shichi-Go-San

photo credits: cacadoresdelendas.com.br

Shichi-Go-San è il frutto di 3 tradizioni sviluppatesi nel periodo Heian, dapprima tra i nobili di corte i quali celebravano il passaggio dei loro figli alla “media infanzia”, successivamente nella classe Samurai segnando i passi importanti nella crescita. Fino a 3 anni il bambino doveva portare i capelli rasati, da questa età in su era loro concesso di portarli un po’ più lunghi. I maschi di cinque anni potevano indossare la hakama (袴, un indumento tradizionale che somiglia ad una larga gonna-pantalone lunga fino alle caviglie e legata alla vita) per la prima volta. Le bambine di sette anni invece, sostituivano le corde semplici usate per legare il proprio kimono con la tradizionale obi (帯, la tradizionale cintura di seta).

A partire dal periodo Meiji, la pratica fu adottata anche dai cittadini comuni introducendo la rituale visita un santuario shintoista per allontanare gli spiriti maligni e augurare ai propri bambini una vita lunga e prospera.

Shichi-Go-San e i sottili cambiamenti dell’era moderna

Shichi-Go-San

photo credits: amu-zen.com

Come la maggior parte delle tradizioni giapponesi, anche lo Shichi-Go-San mantiene quasi totalmente intatti i rituali del periodo Meiji. L’unica cosa caduta in disuso è la regola dei capelli. I bambini di cinque anni e le bambine di sette anni indossano ancora il kimono colorato per le visite ai santuari. Le bambine di tre anni solitamente indossano lo hifu (una veste simile ad un panciotto leggermente imbottito) insieme al proprio kimono. Alcuni bambini indossano abiti più vicini alle mode formali dell’occidente.

Oggi si scattano anche parecchie fotografie in questa occasione.

Ogni festeggiato, nel giorno dello Shichi-Go-San ruceve una busta decorata con all’interno le dolci Chitose ame (千歳飴), “la caramella dei mille anni”. Avvolte in carta di riso commestibile trasparente, queste caramelle ha forma di bastoncino, tradizionalmente di colore rosso e bianco sono simbolo di longevità.


Bushido: etica e condotta, la via del Samurai

Tra il periodo dello shogunato di Kamakura (1185) e il Periodo Muromachi (1336) prese forma il codice di condotta morale conosciuto come Bushido, (武士道, via del guerriero). Formalmente adottato e applicato dai “bushi”, i guerrieri (Samurai) nel Periodo Tokugawa (1603-1867), questo codice di condotta altro non è che un riadattamento dei principi del buddismo e confucianesimo. Originariamente riadattato alla casta dei guerrieri, dopo la Restaurazione Meiji (1866-1869), il movimento nazionalista giapponese adottò il Bushido come disciplina di comportamento.

Bushido

photo credits: camminospirituale.com

I 7 principi del Bushido: 7 passi verso la perfezione

Onestà, giustizia, pietà, dovere, onore e lealtà questi erano i princimi che dovevano essere perseguiti fino alla morte. Qualora questo non venisse seguito, la pena era il disonore da espiare attraverso il seppuku (切腹) o harakiri (腹切り). Entrambi questi termini indicano il rituale del suicidio in modo onorevole attraverso il taglio del ventre. Harakiri è utilizzato nel parlato, mentre seppuku è più utilizzato nella forma scritta.
Ogni Samurai era quindi tenuto a seguire 7 principi fondamentali che potremo definire come “morale perfetta”.

Addentriamoci in essi e scopriamoli insieme:

義, Gi: Onestà e Giustizia

Non esistono vie di mezzo, esiste solo il giusto o lo sbagliato. E’ necessario essere onesti nei rapporti con gli altri, credere fermamente nella giustizia che proviene da se stessi, non dalle altre persone. Il vero Samurai non ha mai incertezze riguardo all’onestà e alla giustizia

勇, Yu: Eroico Coraggio

L’eroico coraggio del Samurai si eleva sopra alla masse. Un guerriero non ha paura di agire, non si nasconde nel guscio come una tartaruga, nonostante il rischio ed il pericolo. Eroico coraggio significa vivere in modo completo, pieno, meraviglioso, esso non è cieco ma forte e intelligente.

仁, Jin: Compassione

L'intenso addestramento rende il samurai svelto e forte. È diverso dagli altri, egli acquisisce un potere che deve essere utilizzato per il bene comune. Possiede compassione, coglie ogni opportunità di essere d'aiuto ai propri simili e se l'opportunità non si presenta egli fa di tutto per trovarne una. La compassione di un Samurai va dimostrata soprattutto nei riguardi delle donne e dei bambini

礼, Rei: Gentile Cortesia

I Samurai non hanno motivi per comportarsi in maniera crudele, non hanno bisogno di mostrare la propria forza. Un Samurai è gentile anche con i nemici. Senza tale dimostrazione di rispetto esteriore un uomo è poco più di un animale. Il Samurai è rispettato non solo per la sua forza in battaglia ma anche per come interagisce con gli altri uomini. Il miglior combattimento è quello evitato.

誠, Makoto: Completa Sincerità

Quando un Samurai esprime l'intenzione di compiere un'azione, questa è praticamente già compiuta, nulla gli impedirà di portare a termine l'intenzione espressa. Egli non ha bisogno né di dare la parola né di promettere. Parlare e agire sono la medesima cosa.

名誉, Meiyo: Onore

Il Samurai è il solo giudice del proprio onore. Le decisioni che si prendono e le azioni che ne conseguono sono un riflesso di ciò che si è in realtà. Non ci si può nascondere da te stessi.

忠義, Chugi: Dovere e Lealtà

Per il Samurai compiere un'azione o esprimere qualcosa equivale a diventarne proprietario. Egli ne assume la piena responsabilità, anche per ciò che ne consegue. Il Samurai è immensamente leale verso coloro di cui si prende cura. Egli resta fieramente fedele a coloro di cui è responsabile.

Da diversi anni io stessa ho adottato queste 7 virtù come percorso da seguire. Trovo siano essenziali nella vita di ciascuno perchè siamo tutti dei guerrieri. Ogni giorno affrontiamo sfide e ogni giorno dobbiamo puntare a quella perfezione spirituale che, se fosse perseguita fino in fondo, condurrebbe ad un mondo migliore.
Voi siete pronti a compiere questi passi?