Arriva la Kimono Experience a TENOHA Milano

Arriva la KIMONO EXPERIENCE con Giappone in Italia, Milano Kimono e TENOHA Milano!

L’Associazione Giappone In Italia ha creato un “experience” più unica in collaborazione con Milano Kimono e TENOHA Milano, stiamo parlando della KIMONO EXPERIENCE!

Prova il vero Giappone con la Kimono Experience

Autore: SaiKaiAngel

Kimono experience Kimono experience Kimono experience

Avete voglia di trascorrere momenti fuori dal tempo e unici? In questo momento in cui tutto è frenetico, perchè non prendersi un momento per noi stessi? Senza impegni, stress o confusione? Immergiamoci nell’amore per il Giappone e facciamolo nel migliore dei modi! Vi siete mai chiesti “Ma io come starei in Yukata o in kimono?” Io penso di sì, almeno, io me lo sono chiesta molte volte e finalmente sono riuscita a vedermi con il vestito tradizionale giapponese! Come ben sapete, l’Associazione Giappone In Italia, TENOHA Milano e noi di Japan Italy Bridge lavoriamo con un focus comune: costruire un ponte tra Giappone e Italia promuovendo la cultura giapponese qui a casa nostra.

Un’esperienza assolutamente speciale che vi permetterà di sentirvi in Giappone. Se non si può prendere l’aereo, come si fa a vivere il Giappone? Potete farlo come sempre nell’angolo di Giappone qui in Italia, TENOHA Milano! Non solo, dal 15 al 30 Giugno, potrete godere della “KIMONO EXPERIENCE”! Di cosa si tratta esattamente?

Di cosa si tratta?

Kimono experience Kimono experience

KIMONO EXPERIENCE è una mostra allestita negli spazi di TENOHA Milano dal 15 al 30 giugno, con i kimono più belli e le foto di Alberto Moro, Presidente di Giappone in Italia e autore del libro “il Mio Giappone”. Troverete le foto di chi ha voluto indossare il kimono per le vie di Milano anche senza essere giapponese! Questo è l’obiettivo di KIMONO EXPERIENCE, far vivere a chi non è giapponese l’emozione del Sol Levante, non solo intorno, ma anche addosso. Sì, perchè, prenotandosi, si potrà avere la gioia di indossare uno Yukata e di essere fotografati niente meno che dal Presidente di Giappone In Italia, Alberto Moro che come ben sapete è anche un famosissimo fotografo.

Immaginatevi nell’atmosfera giapponese, avvolti in uno Yukata (la versione estiva del kimono) che la maestra di vestizione Yurie Sugiyama vi farà indossare, fotografati da Alberto Moro nell’incredibile e giapponese TENOHA Milano. Un sogno? No! Una realtà che vi sta aspettando!

Potrete visitare la mostra dal 15 al 30 giugno, dalle 10 alle 20, nello spazio Pop-up di TENOHA Milano, in Via Vigevano 18.

Se invece desiderate vestirvi e avere la vostra foto in Yukata, ricordate che la maestra di vestizione Yurie Sugiyama sarà disponibile dal 17 al 20 e dal 24 al 27 giugno, dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.00. Nonostante la vestizione sarà gratuita, nel form da compilare che trovate qui di seguito, vi verrà richiesta una caparra di prenotazione che sarà restituita nel momento in cui vi presentate alla KIMONO EXPERIENCE !

Giappone milano Yukata Milano

Non solo! Se desiderate, potrete acquistare la vostra foto in kimono come ricordo unico ed irripetibile della giornata. Vi chiederanno sicuramente quando siete volati in Giappone, perchè sono momenti che difficilmente possono ripetersi qui in Italia.

KIMONO EXPERIENCE, un’esperienza da non perdere, per portare nuovamente il Giappone In Italia, come recita il nome dell’Associazione che l’ha creata.
Ovviamente noi di Japan Italy Bridge vi aspettiamo numerosi!

>> PRENOTA ORA LA TUA KIMONO EXPERIENCE! <<

Fino ad esaurimento posti.

photo credits: Alberto Moro, Presidente Associazione Giappone in Italia


Japan History: Fukushima Masanori

Fukushima Masanori (1561 – Agosto 26, 1624) , il cui nome inizialmente fu Ichimatsu, nacque nella provincia di Owari.

Fukushima Masanori, una delle Sette lance di Shizugatake

Autore: SaiKaiAngel

Fukushima Masanori

photo credit: wikipedia.org

Figlio di Fukushima Masanobu, Fukushima Masanori è stato un generale giapponese e un daimyō al servizio dei Tokugawa, famoso anche per essere una delle Sette lance di Shizugatake.
Si dice anche che potesse essere stato cugino di Toyotomi Hideyoshi. Masanori assaltò il castello di Miki nella provincia di Harima e, durante la battaglia di Shizugatake nel 1583, sconfisse Haigo Gozaemon ed ebbe l'onore di prendere la prima testa, quella del generale nemico Ogasato Ieyoshi.

Fukushima Masanori prese parte a molte delle campagne di Hideyoshi; fu dopo la campagna di Kyūshū (1586-1587) che divenne daimyō ricevendo il feudo di Imabari nella provincia di Iyo; poco dopo prese parte alle invasioni giapponesi della Corea (1592-1598) e si distinse ancora una volta durante la battaglia di Chungju.

In seguito al suo coinvolgimento nella campagna coreana, Masanori partecipò alla ricerca di Toyotomi Hidetsugu. Condusse 10.000 uomini nel 1595, circondò il tempio di Seiganji sul monte Kōya e attese che Hidetsugu si suicidasse. Alla morte di Hidetsugu, Masanori ricevette l'ex feudo di Hidetsugu di Kiyosu nella provincia di Owari.

Essendo ostile a Ishida Mitsunari, Fukushima Masanori entrò in simpatia di Tokugawa Ieyasu; Ishida con un pretesto bruciò il castello di Masanori e durante la battaglia di Sekigahara sferrò il primo attacco alle truppe di Ukita rimanendo in prima linea per tutto il tempo. Vinta la battaglia e catturato Ishida, Masanori decapitò il daimyō nemico a Kyoto insieme ad Anko e Konishi. Masanori ricevette il feudo di Hiroshima ad Aki, ma Ieyasu non si fidò mai completamente di Masanori, per questo gli ordinò di ricostruire il castello di Nagoya per fargli spendere parte del suo reddito.

A quel punto, Masanori chiese di partecipare all'assedio di Osaka (1614-15), ma gli fu costretto a rimanere a Edo. Il nuovo Shōgun, Hidetada, si fidava ancor meno di Masanori e, dopo la morte di Ieyasu, lo accusò di malgoverno e lo trasferì al feudo di Kawanakajima. Il fratello minore di Fukushima Masanori, Masayori, aveva già perso il suo feudo a Yamato nel 1615.

Fukushima Masanori

Il posto di comando di Fukushima Masanori a Sekigahara
photo credit: samurai-world.com

Sembra che i suoi discendenti divennero hatamoto al servizio dello shogunato Tokugawa. Gli hatamoto erano samurai sotto il diretto controllo dello Shogunato di Tokugawa nel Giappone feudale. Tutti e tre gli shogunati della storia del Giappone avevano dei referenti diretti, soltanto che in quelli precedenti tali personaggi prendevano il nome di gokenin. Comunque, nel periodo Edo, gli hatamoto erano i vassalli di grado più elevato della dinastia Tokugawa e i gokenin erano i vassalli minori.

Fukushima Masanori possedeva una delle tre grandi lance del Giappone: Nihongo, oppure anche chiamata Nippongo (日本号). Usata nel Palazzo Imperiale, Masanori Fukushima possedette la Nihongo, per poi farla passare in mano a Tahei Mori. È stata recuperata, restaurata ed ora si trova al The Fukuoka City Museum.


Japan History: Chōsokabe Motochika

Chōsokabe Motochika (1538 – 11 luglio 1599) è stato un daimyō giapponese del periodo Sengoku e nacque nel castello di Okō del distretto Nagaoka nella provincia di Tosa. Figlio maggiore di Chōsokabe Kunichika, Chōsokabe Motochika era un ragazzo così dolce da preoccupare suo padre per questa sua natura, sembra infatti fosse stato soprannominato Himewako, "Piccola principessa", dai vassalli.

Chōsokabe Motochika, soprannominato Himewako

Autore: SaiKaiAngel

Chōsokabe Motochika

photo credits: wikipedia.org

Nonostante queste preoccupazioni, Chōsokabe Motochika si dimostrò invece un abile e coraggioso guerriero durante la sua prima battaglia sconfiggendo il clan Motoyama nel 1560, durante la battaglia di Tonomoto. Dopo la sconfitta dei Motoyama e formando alleanze con le famiglie locali, Chōsokabe Motochika fu in grado di costruire la sua base di potere sulla pianura di Kōchi. Pur rimanendo fedele agli Ichijō, Motochika con la forza di 7000 uomini marciò sul clan Aki, rivali dei Chōsokabe, sconfiggendoli nel 1569 durante la battaglia di Yanagare. A quel punto Chōsokabe Motochika poté concentrarsi sugli Ichijō.

Durante il governo del quartiere Hata di Tosa, Ichijō Kanesada era un leader molto impopolare e grazie a questo, Motochika non perse tempo a marciare sul quartier generale degli Ichijō a Nakamura e nel 1573 Kanesada fuggì. A quel punto, Il clan Ōtomo fornì a Kanesada una flotta e con quella tornò guidando una spedizione che i Chōsokabe sconfissero nella battaglia di Shimantogawa. A questo punto Kanesada si sottomise ai Chōsokabe che probabilmente lo fecero assassinare nel 1585.

Chōsokabe Motochika divenne unico sovrano di Tosa e uno dei problemi che i Chōsokabe dovettero affrontare fu proprio il territorio che possedevano. A causa della sua povertà, non riusciva a pagare i suoi generali, per questo cominciò a guardare le province vicine.

L'unificazione di Shikoku

Dopo la conquista di Tosa, Chōsokabe Motochika si preparò per un'invasione della provincia di Iyo, contro il signore di quella provincia Kōno Michinao, un daimyō che era stato cacciato dal suo dominio dal clan Utsunomiya, aiutato solo dal clan Mōri. Ma in quel momento, il clan Mōri era in guerra contro Oda Nobunaga, per questo non riuscì a dare aiuto a Michinao, comunque la campagna nella provincia di Iyo non fu semplice. Nel 1579 un esercito Chōsokabe di 7000 uomini, guidato da Hisatake Chikanobu, attaccò il castello di Okamoto, detenuto da Doi Kiyoyoshi al sud di Iyo.

Durante questo assedio, Chikanobu fu ucciso e il suo esercito sconfitto. Motochika ritornò l’ano seguente con circa 30.000 uomini a Iyo e costrinse Michinao a fuggire nella provincia di Bungo. Grazie al fatto che i Mōri e gli Ōtomo erano impegnati su altri fronti, Motochika fu libero di proseguire la sua conquista dell'isola e nel 1582 fu in grado di proseguire con le incursioni sulla provincia di Awa per sconfiggere il clan Sogo, per consegire nel 1583 il controllo dell’isola.

Chōsokabe Motochika

photo credits: mvbennett.wordpress.com

Nel 1579 Chōsokabe Motochika entrò in comunicazione con Nobunaga che sembrava averlo lodato, nonostante in privato si riferiva a lui come un pipistrello su un'isola senza uccelli e aveva pianificato di conquistare Shikoku in futuro, progettando per darla al figlio Nobutaka. Questo non avvenne, a causa della morte di Nobunaga nel 1582.

Coinvolto nella successiva disputa tra Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu l'anno successivo, promise a Tokugawa il suo supporto, sebbene non fece mosse dirette a tal fine. Hideyoshi invece mandò Sengoku Hidehisa a bloccare qualsiasi interferenza da parte di Motochika. La campagna di Komaki tra Hideyoshi e Ieyasu si concluse con un trattato di pace e nel 1584 Hideyoshi invase Shikoku, con 30.000 truppe del clan Môri e altre 60.000 di Hashiba Hidenaga. Motochika riuscì a mantenere il controllo della provincia di Tosa grazie ai termini decisi da Hideyoshi

Chōsokabe Motochika viene ricordato sia per il suo Codice di 100 articoli dei Chōsokabe e per la sua tenacia nel fondare una città-castello molto forte da Oko a Otazaka e poi a Urado. Tuttavia i problemi causati dalla nomina di Morichika come erede provocò la disfatta del clan.

Dopo la morte di Nobuchika in battaglia, Hideyoshi suggerì che il secondo figlio di Motochika, Chikakazu, fosse nominato erede. Ma quando Motochika si dimise rese suo erede Morichika, il suo quarto figlio, perchè riteneva Chikakazu non fisicamente in grado di assumere il comando della famiglia. Con questo pensiero, Chikakazu si ritirò e morì di malattia nel 1587. Quando Chōsokabe Motochika fu chiamato per l'invasione di Kyūshū da parte di Hideyoshi, insieme a Sengoku Hidehisa. La loro missione fu quella di sollevare l'assedio del clan Ōtomi.

Nonostante i saggi consigli di Chōsokabe Motochika, i generali Ōtomo e Sengoku non adottarono una posizione difensiva e attaccarono le forze del clan Shimazu nella battaglia di Hetsugigawa sconfiggendo le truppe alleate, ma nello stesso momento morì Nobuchika, l’erede di Motochika. A quel punto Toyotomi Hideyoshi elogiò il pensiero di Motochika e gli offrì Ōsumi come compensazione per la sua perdita, che però fu rifiutata.

Nel 1590 Motochika guidò un contingente navale nell'assedio di Odawara e nel 1592 comandò 3000 soldati nell'invasione della Corea. Al suo ritorno dalla Corea si ritirò a Fushimi, divenne monaco e morì l'11 luglio 1599.


Japan History: Azai Nagamasa

Azai Nagamasa (1545 - 26 settembre 1573) era un daimyō giapponese, figlio di Azai Hisamasa, dal quale ereditò la leadership del clan nel 1560 quando Hisamasa fu costretto a dimettersi in favore di suo figlio.

Azai Nagamasa, il capo del clan Azai

Autore: SaiKaiAngel

photo credits: wikipedia.org

Nagamasa divenne uno dei nemici di Nobunaga nel 1570 a causa dell'alleanza degli Azai con il clan Asakura, combattendo contro di lui in importanti battaglie tra cui la battaglia di Anegawa. Nagamasa e il suo clan furono distrutti da Nobunaga nell'agosto 1573, e lui commise seppuku durante l'assedio del castello di Odani.

Conflitto con Oda Nobunaga

Non solo acerrimo nemico di Oda Nobunaga, Azai Nagamasa divenne anche suo cognato, perchè nel 1564 sposò sua sorella Oichi. Oda Nobunaga cercava di instaurare relazioni con il clan Azai a causa della loro posizione strategica tra le terre del clan Oda e la capitale, Kyoto.
Il grande conflitto iniziò quando nel 1570, Oda Nobunaga dichiarò guerra alla famiglia Asakura assediando il castello di Kanegasaki. Gli Asakura e gli Azai erano stati alleati fin dai tempi antichi. In questa guerra, contrariamente ai molti che volevano onorare l'alleanza con gli Asakura, Nagamasa preferì rimanere neutrale, schierandosi con Nobunaga. Alla fine, il clan Azai scelse di onorare l'antica alleanza con gli Asakura e venne in loro aiuto. Per questo motivo l'esercito di Nobunaga, che stava marciando sulle terre degli Asakura, si ritirò verso Kyoto. Tuttavia, nel giro di pochi mesi le forze di Nobunaga erano di nuovo in marcia, ma questa volta marciarono sulle terre degli Azai.

La battaglia di Anegawa

Nell'estate del 1570, Oda Nobunaga tornò all’attacco insieme a Tokugawa Ieyasu e ad un'armata di circa 30000 uomini nella provincia di Omi contro gli Azai e gli Asakura. La battaglia di Anegawa si svolse su due fronti, Oda contro Azai, Tokugawa contro Asakura. Anche se in inferiorità numerica, le truppe di Nagamasa riuscirono a tenere a bada le truppe degli Oda e sembrava quasi che la vittoria fosse assicurata, ma quando Tokugawa Ieyasu, dopo aver sconfitto gli Asakura venne in aiuto a Nobunaga, ribaltò la situazione.

La morte

Nel corso dei due anni successivi gli Azai furono sotto costante attacco da parte degli Oda che arrivarono ad assediare il castello della capitale, Odani nel 1573 nel famoso assedio di Odani. Proprio durante questo periodo gli Azai sono visti come vagamente allineati con numerose forze anti-Oda, compresi gli Asakura, i Miyoshi, i Rokkaku e diversi complessi religiosi.

Senza nessuna via di scampo, Nagamasa compì seppuku nell'agosto del 157e insieme a suo padre Hisamasa, inviando Oichi e le sue tre figlie da Nobunaga che decise di risparmiarle. Cosa che non accadde con l’unico erede maschio di Nagamasa, Manpukumaru, che fu giustiziato dal generale Toyotomi Hideyoshi per ordine di Nobunaga.

Oda Nobunaga si assicurò che sua sorella Oichi, non fosse informata di questo, ma alla fine lei arrivò a questo sospetto.
Sembra che Nobunaga nutrisse un forte rancore nei confronti di Nagamasa a causa del suo presunto tradimento, anche se fu lui a rompere l'accordo per primo. si dice anche che che Nobunaga fece laccare i teschi di Nagamasa, Hisamasa e del capo degli Asakura in modo che potessero essere usati come tazze, ma questo fatto non solo non è storicamente accurato, ma potrebbe essere anche inventato per screditare maggiormente la reputazione di Nobunaga.

photo credits: wikipedia.org

C’è da aggiungere che le tre figlie di Nagamasa ebbero una grande importanza, partendo dal fatto che andarono in spose ad uomini molto famosi:

  • Chacha, o Yodo dono, fu la seconda moglie di Toyotomi Hideyoshi e madre del suo erede Hideyori.
  • Hatsu, sposò il daimyo Kyōgoku Takatsugu.
  • Oeyo, o Sūgen'in, fu moglie del secondo shōgun dei Tokugawa, Hidetada, e madre del suo successore Iemitsu.

Business Focus: Perché le startup dovrebbero puntare ai clienti giapponesi

Vi siete mai chiesti come mai le startup del mercato globale non puntano ai clienti giapponesi? Forse per lo stesso motivo per cui le startup giapponesi temono di entrare nel mercato globale? 

Perché le startup dovrebbero puntare ai clienti giapponesi

Autore: SaiKaiAngel

clienti giapponesi

Innanzitutto, una cosa assolutamente da non sottovalutare, è la barriera linguistica. I giapponesi in generale, non sono molto attenti ad imparare altre lingue universali, come potrebbe essere l’inglese questa potrebbe essere una limitazione abbastanza grande. D'altronde, il Giappone è una società molto conservatrice e gelosa della propria cultura e tradizione. D’altro canto, nel resto del mondo, la lingua giapponese non è tra le prime da imparare. Questo è uno dei primi motivi che spinge la giovani startup a scegliere paesi anglofoni e altri paesi asiatici che stanno crescendo ad un ritmo molto rapido.

Usanze e culture d'affari uniche

Ogni paese ha costumi e culture uniche, ma penso che la situazione in Giappone sia più intensa ed esplicita che in qualsiasi altro paese straniero. L’avventura in Giappone non è assolutamente da sottovalutare!

Portiamo esempi pratici. Se vuoi promuovere il tuo prodotto o il tuo servizio in Giappone, potrebbe essere difficile farlo senza il supporto di un'agenzia che possa avere molta influenza sul mercato, soprattutto se fornisci servizi di media di tecnologia per il marketing. Addirittura colossi come Google e Facebook hanno assunto dipendenti locali per sostenere le loro agenzie!

Alcuni dicono che i giapponesi amino i marchi, i cosiddetti brand. Infatti, sono dell’idea che i giapponesi diano un grande peso ad una reputazione passata di fiducia prima di acquistare o sottoscrivere qualcosa. Considerando questi punti, le startup nei paesi stranieri hanno bisogno di una strategia e di un marketing sofisticato, e soprattutto di un nome affidabile.

clienti giapponesi

photo credits: fiercebiotech.com

La strategia standard è quella di collaborare con un'azienda locale in Giappone.

Naturalmente, l'azienda locale dovrebbe avere familiarità con il mercato giapponese e la lingua stessa. Tra l’altro, i giapponesi amano il marchio "made in Japan" quindi sono disposti a comprare nel negozio di elettrodomestici che non siano Samsung e LG, ma marche giapponesi come Sony e Panasonic, anche se sono ovviamente di qualità inferiore e prezzo più alto.

Questo, in Giappone non è necessariamente negativo, al contrario! L’azienda che vuole farsi conoscere in Giappone, dovrebbe puntare al mercato giapponese fin dall’inizio, in modo da farsi conoscere meglio.
Diamo un’occhiata alle ragioni per cui le startup dovrebbero puntare al mercato giapponese pur correndo qualche rischio.

Dimensione del mercato e della fetta di clienti giapponesi

Stiamo parlando di una dimensione enorme, perchè la dimensione del mercato giapponese è la terza al mondo, quindi un enorme potenziale per le startup.
La Cina ha il secondo mercato più grande, ma non dimentichiamo che il partito comunista cinese ha gestito l'intera nazione e questo ha dato un giro di vite alle aziende straniere perché vogliono controllare ogni informazione. Mentre alcune aziende americane come Apple e Starbucks hanno lavorato nel mercato cinese, Google e Facebook praticamente non hanno ancora iniziato a lavorare lì. Considerando questo, potrebbe essere difficile o impossibile trovare la propria strada nel mercato cinese. Quindi, togliendo la Cina, il Giappone diventa praticamente il secondo mercato più grande dopo gli Stati Uniti.

Eccesso di concentrazione a Tokyo

Se sei un'azienda B2B, devi visitare fisicamente i tuoi potenziali clienti perché i giapponesi preferiscono condurre gli affari di persona. Tokyo, la capitale del Giappone, è una città conveniente e affascinante per le aziende, perché quasi tutte le sedi sono situate nell'area metropolitana di Tokyo. Se si riesce a conquistare Tokyo, si può praticamente entrare con facilità nel mercato giapponese. Fortunatamente, ci sono molti spazi di co-working, come WeWork, a Tokyo e molte startup globali ne hanno approfittato.

Alta fedeltà dei clienti giapponesi

Come già spiegato prima, molti giapponesi si attaccano a un marchio. In altre parole, se si riesce a lavorare sodo e ad ottenere la fiducia dei nuovi clienti, i giapponesi potrebbero essere i clienti più fedeli per il tuo marchio.
Secondo il rapporto State of Commerce di Shopify, gli utenti giapponesi tendono ad acquistare ripetutamente articoli se il commerciante ha un buon rapporto con loro. Queste statistiche mostrano quanto i clienti giapponesi siano leali e critici per un'azienda.

Concludo dicendo che è molto importante tentare di entrare nel mercato giapponese, perchè tutte le aziende avrebbero bisogno di avere i loro principi di fedeltà e attaccamento al marchio. Se tutte le aziende riuscissero a fare questo, sicuramente riuscirebbero ad avere un pubblico sicuramente più fedele e costante nel tempo e quindi rimanere sulla cesta dell’onda di più. E’ importante capire ed apprezzare usi e costumi di un luogo prima di puntare al suo marchio, è importante creare fiducia con i propri clienti.

Tutto questo è ciò a cui i giapponesi credono e ciò che, qualsiasi azienda globale, dovrebbe imparare a fare. Non perdete mai di vista il mercato giapponese, perchè è proprio quello che vi riuscirà a dare le soddisfazioni di cui avete bisogno. Forse alcune barriere esistono, ma il mercato ne vale la pena, con la sua grandezza, concentrazione e lealtà

Una startup dev’essere costante, fedele, buona conoscitrice degli usi e costumi delle persone a cui si sta rivolgendo, non è difficile crearsi un buon branding in Giappone, non appena si è riusciti a superare la barriera linguistica, basta avere questo tipo di forza e non dimenticare che stiamo parlando, praticamente, del secondo mercato mondiale dopo gli Stati Uniti.


Business Focus: la psicologia del rapporto con il cliente

Continua la rubrica legata al "Business Focus" su Japan Italy Bridge e oggi parliamo di problem solving, comunicazione e rapporto con il cliente, anche in Giappone. 

Problem solving: la psicologia del rapporto con il cliente, anche in Giappone

Autore: SaiKaiAngel

Capire chi si ha davanti. Questo è un insegnamento che mi è stato personalmente dato e che cerco sempre di portare avanti. Cosa significa capire davvero chi si ha davanti? Sicuramente è alla base di ogni attività, sia personale che professionale e se fosse facile, chiunque riuscirebbe senza fatica nel proprio lavoro. Non è facile.

Solamente poche persone riescono a distinguersi nella massa e dal rumore che, soprattutto nei giorni nostri, si sente troppo spesso. In mezzo al rumore una voce, una voce attraente e leale. La voce di qualcuno che è disposto ad ascoltare, ma con molta attenzione i bisogni altrui. Per costruire un pubblico c’è bisogno di questo, insieme a molta intelligenza per capire il comportamento umano.

problem solving

photo credits: artplusmarketing.com

Attrarre e mantenere alta l’attenzione.

Parliamo ad esempio, per farla più comprensibile, del podcaster. Il bravo podcaster non solo deve attrarre il proprio pubblico, ma deve anche fare del suo meglio per mantenere alta l’attenzione dell’ascoltatore senza urlare troppo e senza avere cali di voce che possano portare alla disattenzione.

Bisogna creare sogni, rispondere alle esigenze. Determinazione. Passione. Costanza. Coerenza. Non bisogna mai fare in modo di mostrare qualcosa che sia contrario ai fattori suddetti.

Capire la propria psicologia

Prima di capire gli altri, dovete assolutamente capire voi stessi. Per costruire un pubblico bisogna innanzitutto capire che cosa noi stessi siamo portati a fare.
Siamo in grado di comunicare bene? Il nostro lavoro è stare in mezzo alla gente, procacciare clienti, tenere ai propri clienti.

Non siamo in grado di comunicare bene? Il nostro lavoro è stare nelle “retrovie” e nel backstage. Pensate che quest’ultima cosa possa essere brutta o demoralizzante? No, non lo è. Perchè molto probabilmente, chi sta sul palcoscenico è bravo solo in quello e dovrebbe imparare anche a costruire lo spettacolo, perchè l’artista in questione non riuscirebbe a fare nulla senza uno staff che crea lo spettacolo da capo.

Insomma, prima di rendervi simpatici sforzandovi, lo studio da fare è molto pesante e lungo e sappiate che le persone si accorgono del vostro sorriso falso.
Non azzardate quello che non siete! Che siate in grado o no di capire gli altri e quindi voi stessi, non addentratevi in ciò per cui non siete portati. Certo, si può sempre imparare, ma occorre molto tempo. Occorre tempo per capirsi e per capire gli altri.

Portiamo un altro esempio: la mia passione.

Avere una passione e fare di tutto per perseguirla è sicuramente molto importante, ma per farlo e farlo bene, bisogna avere la capacità. Le capacità o si hanno di natura, o si imparano con il tempo. Una cosa su cui io personalmente non sono d’accordo, è perseguire una passione senza contare il resto, ad occhi chiusi. Spesso, purtroppo, questo porta al non raggiungimento del sogno e nelle peggiori ipotesi, alla completa rovina della strada verso quel sogno. Ci si può giocare male l’occasione, per farla breve.

La passione segue solo l’impegno. Per avere passione c’è bisogno di impegno. Invece di seguire la tua passione, presta attenzione a ciò che trovi coinvolgente.
Renditi unico e non farlo solo per attirare qualcuno o qualcosa, rimani unico.

problem solving

photo credits: theabp.org.uk

Costruisci qualcosa di unico e vai avanti rimanendo unico.
Fai capire che sei disposto ad essere un punto fermo per il tuo cliente, fai capire che sei disponibile a risolvere il suo problema.

Sii il loro Problem solving

Dunque, cos’è il problem solving? Andiamo ad analizzare questa parte essenziale per costruirsi un pubblico efficace.

Come abbiamo già detto, dare fiducia e assicurare la propria presenza sempre è essenziale e anche indispensabile. Non bisogna MAI fare in modo che il cliente dica o solo semplicemente pensi “Senza di questa persona posso andare avanti lo stesso”. Così i clienti si perdono. Bisogna essere in grado di diventare essenziali nella risoluzione di un problema.
Nel nostro caso, il problema potrebbe essere la costruzione di un evento o la costanza nel mantenersi vivi socialmente comunicando l’identità della propria azienda in modo corretto. Noi vogliamo essere dei problem solving, per questo bisogna avere la capacità di:

  • Riconoscere un problema
  • Definire un problema
  • Determinare la causa del problema
  • Stabilire le priorità
  • Selezionare le possibili soluzioni
  • Decidere la soluzione
  • Risolvere il problema

photo credits: 1985fm.com

Per essere efficace come problem solving, bisogna allenare soprattutto queste capacità:

  • Intuizione
  • Buon senso
  • Pensiero laterale
  • Sensibilità
  • Lucidità (attenzione perchè spesso questa va a cozzare con quella precedente)
  • Comprensione dei limiti
  • Comprensione delle capacità
  • Facoltà decisionali
  • Costanza
  • Coerenza

Non è facile e c’è chi è nato con la capacità di problem solving, ma anche se non abbiamo nel team nessuno in grado di essere un problem solving, a quel punto abbiamo due strade da prendere:

  1. Cercare una persona che si occupi di problem solving
  2. Diventare noi stessi problem solving

Certo è che la strada non è semplice, perchè attenzione, non ho detto: Improvvisarsi Problem solving! E’ non solo difficilissimo, ma anche poco produttivo.
E il cliente se ne accorge il più delle volte.

Trovare uno scopo

Lo scopo deve essere personale e gli insegnamenti che ci vengono dati devono essere solo un aiuto. Mai prendere come oro colato qualcosa che qualcun altro dice! Per quanto una persona possa essere un’insegnante importante, deve rimanere una guida, un aiuto nei momenti di difficoltà e riuscire ad essere in grado di bilanciare la sua psicologia con la vostra. Sì, perchè quello che può funzionare con qualcuno può essere completamente inutile per qualcun altro.
E il cliente se ne accorge.

Non ascoltare mai i pregiudizi

Nonostante molte volte possano dire la verità, ancora più volte sono cattivi consiglieri. Possiamo trovarci davanti ad un cliente che “a pelle” non ci piace. Quante volte ho sentito dire queste frase… queste sensazioni, nonostante non siano da buttare completamente via, non devono diventare predominanti. Facciamo in modo che il pregiudizio possa rimanere tale (quindi un giudizio a sensazione) e rendiamolo fragile, tanto fragile da essere poi soppiantato dal giudizio.

Costruisci una rete molto grande

Avere una rete di contatti molto grande è un aiuto davvero importante. In quel modo, tra i tanti nomi, alcuni possono diventare clienti, clienti da seguire con costanza e nel tempo, per cui il pregiudizio è solamente una sensazione che lascerà poi lo spazio al giudizio.
Poi dopo se vi fa piacere potete anche dire “te l’avevo detto io me lo sentivo!” è ok se vi fa piacere, ma non è richiesto.

Sii quello che sei, ma hey non sto parlando dell’essere quello che si è nonostante tutto. Bisogna essere quello che si è ma con un lavoro alle spalle, bisogna creare una vera e propria consapevolezza di quello che si è e quindi avere anche l’onestà di capirne i limiti, prima che se ne accorga qualcun altro. Fatevi aiutare da chi ha una capacità maggiore e sto parlando sia di chi sta backstage sia del frontman. Non buttatevi ad essere quello che non siete, perchè per diventarlo, se davvero ci tenete, bisogna impegnarsi molto.

Siate convincenti

Questo, psicologicamente, porta per prima cosa a convincere voi stessi. Non tentate di convincere qualcun altro di qualcosa a cui voi non credete!
Se ne accorgono, fidatevi.
Lavorate per convincere voi stessi di qualcosa e poi convincete anche gli altri. Farete incazzare un bel po’ di persone probabilmente, ma saranno soprattutto i vostri competitor. Il cliente, la persona per cui state facendo da problem solving, sarà al vostro fianco e vi vedrà importanti.

Siate affidabili

Dovete essere qualcosa di conosciuto, qualcosa di affidabile. Non dovete scappare al primo ostacolo e dovete riuscire a farvi conoscere. Le persone tendono molto ad essere coinvolte da ciò che già si conosce e temono lo sconosciuto. Se ci fate caso, noi stessi siamo attirati da ciò che è conosciuto. Siamo più inclini, solitamente, ad ascoltare con attenzione una canzone che già conosciamo, di cui già conosciamo la storia piuttosto che una nuova. Molto spesso qualcuno ci dice “Ascoltala è bellissima, fidati di me!”.

E’ il fidati di me il problema, perchè la nostra mente è egoista e tende sempre a non fidarsi, per questo poi la canzone non la ascolteremo mai con l’attenzione che è stata richiesta fino a che non diventa parte della nostra mente. Fino a che non piace a noi. Questo ci fa capire quanto importante sia l’affidabilità, quanto dobbiamo studiare e lavorare per essere, se non alla pari della mente del cliente, il più vicini possibile.

Basta non perdere l'essenza di ciò che ha fatto innamorare voi stessi, pensate sempre a questo.

Modellarsi per la percezione del pubblico

Sii sempre te stesso, si dice, fai di tutto per non piacere agli altri, ma piaci solo a te stesso. In questo modo, direi che puoi anche chiudere e vivere nella tua isola deserta senza che nessuno ti infastidisca. Ma se vuoi avere a che fare con gli altri è importantissimo avere non solo la percezione e una buona conoscenza di sè stessi, ma anche fare di tutto per migliorare sè stessi in modo da diventare parte essenziale ed indispensabile del cliente. Bisogna essere sè stessi, ma con un bel lavoro alle spalle. Perchè in un lavoro con dei clienti, è essenziale riuscire a rapportarsi con loro e lavorare per restarlo nel tempo. Che ti piaccia o no, tutto ciò che crei modella la percezione e l'opinione che la gente ha di te. A meno che non ti piaccia proprio l’isola deserta e a quel punto si può fare a meno anche di lavorare nutrendosi di noci di cocco.

Quando ti approcci agli altri e vuoi lavorare con altre persone, non hai altra possibilità che essere all’altezza delle aspettative altrui. Purtroppo, la convinzione che “noi siamo noi e non dobbiamo muovere un dito per essere apprezzati dagli altri” è troppo frequente per essere soppiantata, ma spero con tutto il cuore che prima o poi la mente di tutti possa aprirsi all’eventualità che non siamo tutti uguali e che i primi su cui bisogna lavorare davvero siamo noi stessi. Poi possiamo pensare ad approcciarci agli altri e creare buone connessioni anche lavorative.

Essere problem solving vuol dire anche essere critici

Avere la capacità di capire dove sbagliamo e andare avanti sistemando il problema. Bisogna essere i Problem Solving anche di noi stessi! Essere critici significa anche avere la capacità di affrontare le critiche: trovare la giusta spiegazione a quelle poco costruttive e accettare quelle costruttive. Se si chiamano “critiche costruttive” significa che sono in grado di costruire qualcosa. Si può passare il tempo ad alimentare e dare attenzione ai troll oppure a creare qualcosa di buono e magari ascoltare solo ciò che è costruttivo, a voi la scelta. Ciò che davvero bisogna evitare è la presunzione che, attenzione!, è ben diversa dalla sicurezza.
La presunzione ci rende ciechi, la sicurezza ci fa acquistare ancora più vista.

problem solving

photo credits: economist.com

Aprite la vostra mente

E qui arriva il mio momento, il nostro momento. La chiusura mentale non aiuta nessuno, nemmeno nel lavoro. Chiude non solo la nostra mente, ma anche vie e possibilità. Spesso non ci approcciamo a qualcun altro per paura e per poca conoscenza. Pregiudizi, luoghi comuni, tutto questo ci chiude nell’isola deserta e non ci fa guardare oltre.

Guardare oltre

Abbiamo deciso di lavorare con il Giappone, ma non senza uno studio e senza tanto impegno. Abbiamo modellato le nostre conoscenze e le nostre capacità in modo da avvicinarci a questo popolo. Inoltre, abbiamo studiato e studiamo ancora la lingua in modo da avvicinarci a loro, li vogliamo capire sempre di più in modo da diventare per loro un vero e proprio Problem Solving che possa rimanere tale nel tempo, che possa essere un appiglio nei momenti di difficoltà che non dovranno esserci, perchè noi sappiamo come evitarli già dall’inizio.

La differenza di lingua, di cultura, di abitudini… tutto questo abbiamo detto che fa paura. Ma dobbiamo innamorarci di questa lingua, di questa cultura, di queste abitudini, di tutto quello che è stato detto fino ad ora. Se non c’è modo di modellare la propria mente e di innamorarvi voi per primi di tutte queste cose, direi che è inutile provarci. Se vi rendete conto che ne siete innamorati, allora cominciate a lavorare e cominciate a capire di cosa il Giapponese in questione ha bisogno. Molto spesso ci siamo trovati davanti a quello che mai ci saremmo aspettati: somiglianze incredibili. Giappone e Italia si somigliano davvero molto, ma queste cose sono percettibili solamente ad un occhio di qualcuno che vuole essere esperto, qualcuno che vuole migliorarsi, qualcuno che vuole approcciarsi. Come ho già detto in precedenza, per primi dobbiamo innamorarci noi, poi fare innamorare gli altri e, in questo caso, il nostro cliente.

Non potete piacere a tutti, ma sforzatevi di piacere a chi merita, a chi volete camminare accanto sia professionalmente che privatamente. Molto probabilmente sarete non solo il loro problem solving, ma anche e soprattutto il vostro.

La bellezza di un sito web, di un social, di tutto ciò che è comunicazione è importante ed è il lavoro del backstage. Ma non è nulla senza il lavoro del frontman, stessa cosa si può dire del contrario. Un team ben strutturato è quello che ha sia back che front stage, non dimenticatelo mai e, in fin dei conti, la psicologia di costruire un pubblico non è poi così diversa dalla psicologia in generale. Se si applicasse in tutto ciò che viviamo, forse le cose andrebbero meglio per tutti.

Innamoratevi, ma innamoratevi davvero. O beh, ci sono sempre le noci di cocco.


TENOHA &|RAMEN: The Ramen Club

TENOHA &|RAMEN è completamente nuovo e diventa TENOHA RAMEN CLUB! Siete pronti a vivere un’esperienza irripetibile?

TENOHA &| RAMEN riapre con il "Ramen Club"

Autore: SaiKaiAngel

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“Trasformare l'esperienza del Ramen in un piacere assolutamente privo di sensi di colpa” Queste sono le parole dello straordinario chef Takao, colui che da anni ci delizia con i ramen migliori in Italia. Takao non è solo uno chef incredibile, ma anche un ex pugile professionista! Questo non lo sapevate, vero? Ebbene si! Chef Takao è sempre stato molto rigoroso sulle sostanze nutritive, ma ha sempre avuto un debole per il ramen. Essendo un piatto calorico, il ramen era considerato un "nemico" per la sua carriera di pugile, ma secondo voi un guerriero del genere avrebbe potuto arrendersi? Ovviamente no!

Per questo nasce il nuovo TENOHA RAMEN CLUB, per deliziarci con questo piatto senza nessun senso di colpa!

Non appena lasciata la boxe, Takao è diventato uno chef di ramen, perfezionandosi a tal punto da diventare colui che riesce a regalare l’esperienza unica ed irripetibile del ramen autentico anche qui in Italia, dando vita a numerose ricette per vivere il ramen davvero senza sensi di colpa.

TENOHA RAMEN CLUB, deliziosa opera dello chef Takao, è un luogo in cui non solo potrete soddisfare il vostro palato con l’autenticità del ramen giapponese, ma potrete farlo senza nessun senso di colpa, con la consapevolezza che ogni piatto è perfetto per lo sportivo o per chi ha voglia di mangiare in modo completamente sano. Siamo davanti ad una novità assoluta qui in Italia, ve ne renderete conto anche solamente ad entrare in TENOHA RAMEN CLUB, completamente rinato per raccontare una storia, una di quelle storie molto importanti che vi lasceranno affascinati. Vi guarderete intorno e sarete immersi nel mondo dello chef Takao, nella sua storia, nel suo continuo studio per offrire sempre il meglio a chiunque voglia un nutrimento sano e gustoso. Lavoro, fatica, esperienza, salute, determinazione e sicurezza, tutto questo e TENOHA RAMEN CLUB!

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Vi sentirete parte di quella storia importante, coccolati e sicuri di essere nelle mani di uno chef con la mente sempre occupata a preparare un ramen sano e nutriente, 365 giorni, 24 ore su 24.

Vivete e fate vivere ai vostri amici, alle persone che amate questa nuova esperienza della completa libertà di mangiare la vera tradizione del ramen giapponese senza nessun senso di colpa!

Dal 12 di Febbraio, TENOHA RAMEN CLUB ha una nuova faccia ed è pronto a stupirvi nuovamente, sempre nelle mani espertissime di un grande chef e un grande ex pugile! Venite a conoscere Takao e la sua storia!

TENOHA RAMEN CLUB - Via Vigevano 20, 20144 Milano

photo credit: Anna Daverio


TENOHA MILANO: Afternoon tea

Scegliete di trascorrere la festa di San Valentino in un modo totalmente diverso! Avete voglia di vivere e far vivere a chi amate momenti assolutamente irripetibili? Ora potete farlo, grazie a TENOHA Milano che sempre vi riserva novità e dolci sorprese!

TENOHA &| TASTE: Afternoon Tea per San Valentino

Autore: SaiKaiAngel

TENOHA Milano

E proprio di una dolce sorpresa stiamo parlando ora, TENOHA AFTERNOON TEA è un’esperienza unica, speciale che solo il nostro angolo di Giappone preferito qui in Italia può darci. Volete trascorrere una giornata speciale e farla trascorrere anche alla vostra persona amata? San Valentino all’insegna del Giappone e di un’esperienza unica nell’iconico tatami di TENOHA Milano! Volete saperne di più? Abbiamo alcune foto a seguire che sicuramente vi faranno incuriosire tantissimo!

Dal 10 al 14 Febbraio: Valentine’s Edition

TENOHA Milano

TENOHA Milano

TENOHA Milano

La tradizione del Giappone non è mai stata così vicina. Per San Valentino, immergiamoci in un’esperienza unica e tradizionale del Sol Levante nel tatami di TENOHA Milano! Chiudete le tende e godetevi una degustazione di tè, bevande e dolci artigianali giapponesi nel più totale relax! Solamente insieme a chi amate, riuscirete a godervi una degustazione che difficilmente riuscirete a vivere ancora. Qualche ora nella pace dell’esperienza giapponese, con i migliori tè e dolci e ovviamente la solita enorme attenzione e coccola che solo da TENOHA Milano potete trovare. Scegliete il giorno e la fascia oraria che più vi aggrada!

Informazioni

Quando: Due fasce orarie: 14:00 ~ 16:00 | 16:00 ~ 18:00
Dove: TENOHA MILANO — Via Vigevano, 18, 20144 Milano
Costo: 35€/pax (Minimo 2 persone)

Ricordate, sia nel rispetto della sicurezza che nel rispetto della vostra privacy, la prenotazione è sempre obbligatoria! Per farlo potete usare l’indirizzo mail e il numero di telefono seguente: taste@tenoha.it | (+39) 02 8088 9868

Per maggiori informazioni, cliccate il link seguente: https://www.tenoha.it/taste/tenoha-afternoon-tea/

photo credit: Anna Daverio