TENOHA &|TASTE: Tsukimi Aperitivo e SUNTORY Whisky tasting

TENOHA Milano ci propone altri due entusiasmanti e gustosi appuntamenti con lo TSUKIMI APERITIVO e il SUNTORY whisky tasting! Due imperdibili appuntamenti per sentirvi in Giappone! Andiamo a vedere meglio di cosa si tratta.

TSUKIMI お月見 APERITIVO @ TENOHA Milano

Autore: SaiKaiAngel

TENOHA Tsukimi

Che cos’è O-Tsukimi? Letteralmente significa “ammirare la luna piena”, ma è la festa della luna piena d’autunno e si festeggia il 15° giorno dell’ottavo mese del tradizionale calendario lunare giapponese. Sembra che il plenilunio dell’ottavo mese fosse il più bello dell’anno, per questo i nobili si riunivano per festeggiare ed ammirare la bellezza della luna piena, componendo musica e versi di poesia tanka. Oggi, lo Tsukimi si festeggia offrendo alla luna i celebri tsukimi-dango 月見団子, dolcetti di riso la cui forma ricorda quella della luna piena e consumando piatti “speciali”, come ad esempio gli Tsukimi soba o udon.

Alle 19 ci sarà uno spettacolo imperdibile e davvero unico: Making of MOCHITSUKI (餅つき) , ne avete mai sentito parlare? ll mochitsuki è la cerimonia con cui si prepara il mochi. Come funziona? Il riso, precedentemente messo a bagno e poi cotto, viene pestato nel tradizionale mortaio di grandi dimensioni detto usu (臼) con un martello in legno chiamato kine (杵). Solitamente due persone svolgono questo procedimento: il primo pesta ritmicamente con il kine mentre il secondo rigira ed umidifica il mochi; è necessaria una grande coordinazione per eseguire questa manovra senza ostacolarsi a vicenda (e senza farsi male) . La pasta così ottenuta viene tagliata e modellata in forma solitamente di piccole sfere. In tempi recenti la cerimonia del mochitsuki è solitamente riservata agli eventi speciali, tra cui lo TSUKIMI, conosciuto come la festa della Luna, rappresentata tipicamente dalla figura di un coniglio che pesta del riso in un mortaio per preparare i mochi.

TENOHA Milano ci fa celebrare l’autunno proprio come in Giappone!! Uno speciale weekend dedicato ai sapori tipici di questa festa e alle sue curiosità. Un appuntamento assolutamente da non perdere!

Quando: 1 - 2 - 3 - 4 ottobre
Dove: TENOHA & | TASTE — Via Vigevano, 18, 20144 Milano
Costo: Aperitivo 12€ (1 drink + aperitivo box)

SUNTORY WHISKY TASTING

Torniamo ancora in Giappone nel nostro speciale angolo del Sol Levante, TENOHA Milano, con uno 
speciale aperitivo o un altrettanto unico Menu degustazione/ Food pairing con Premium Whisky Giapponesi della casa SUNTORY (chita, hibiki e toki) : per quanto possiate essere esperti, sicuramente rimarrete stupiti dai nuovi gusti che il Giappone vi propone! Vi aspettiamo per questa nuova speciale esperienza!

Quando: dal 6 al 14 ottobre 2 opzioni Aperitivo
-15€ 3 Whisky Highball with aperitivo plate ( Whiskies are Chita, Hibiki, Toki)
-12€ Special drink with Roku gin and aperitivo plate

Dall' 8 all 11 ottobre: Speciale Menu degustazione/ Food pairing con Premium Whisky Giapponesi della casa SUNTORY (chita, hibiki e toki) OBBLIGO DI PRENOTAZIONE

Dove: TENOHA & | TASTE — Via Vigevano, 18, 20144 Milano

Per maggiori informazioni: https://www.tenoha.it/


TENOHA Milano presenta: Bulk Homme + Beauty Routine

TENOHA Milano ricorda l’importanza della Beauty Routine anche agli uomini con BULK HOMME! Prima di tutto facciamo un piccolo reminder sul “cos’è” la Japanese Beauty Routine.

TENOHA Milano e la Japanese Beauty routine

Autore: SaiKaiAngel

Con il capitolo 2, TENOHA Milano ci mostra che la Japanese Beauty Routine è una vera e propria dichiarazione per il nostro corpo, un modo per ricordargli ogni giorno che dobbiamo prenderci cura di lui. La prima dichiarazione d’amore infatti va fatta a noi stessi e al nostro benessere. Anche voi, uomini! Nello spazio TENOHA &| SHOP di TENOHA Milano potete farlo! Facciamo una panoramica su che cos’è questo nuovo capitolo della Japanese Beauty Routine e parliamo di BULK HOMME!

TENOHA beauty

BULK HOMME è stato lanciato in Giappone nel 2013, da quel momento la sua ascesa è stata velocissima soprattutto nel mercato D2C diretto al consumatore. Ora, BULK HOMME comprende 18 articoli con distribuzione in tutta l’Asia orientale.
Una particolare attenzione è concessa anche al design, che non solo è molto elegante, ma anche ecocompatibile, particolarità importantissima soprattutto al giorno d’oggi.

TENOHA beauty bulk homme

Ci sono pochi prodotti nella vita per i quali possiamo dire: "Ne ho assolutamente bisogno", con innumerevoli marchi che si contendono la nostra attenzione. Ma vi siete mai chiesti quali qualità sono essenziali per voi? BULK HOMME è un'esperienza unica e rinfrescante che non vedrete l'ora di vivere ogni giorno. Vedrete che ogni giorno la skincare con BULK HOMME diventerà un appuntamento essenziale di cui non potrete mai più fare a meno. Non solo vi aiuterà a fare quella famosa “dichiarazione d’amore” al vostro corpo di cui parlavamo prima, ma sarà anche un momento di distensione non solo della pelle, ma anche di tutto il corpo. Semplice ma emozionante, l'essenziale di tutti i giorni che affascina i sensi. Le soluzioni per la cura della pelle sono efficaci, presentate con stile ed eleganza, e sono un piacere da provare. Regalatevi un momento di piacere solo per voi stessi con BULK HOMME, il marchio per la cura della pelle maschile.

TENOHA beauty TENOHA beauty

BULK HOMME ricorda agli uomini quanto importante sia una buona skincare con tre fasi: il lavaggio del viso, l’uso del toner e della lozione.
Quello che rende i prodotti di BULK HOMME unici, non è solamente in design particolare e la qualità del prodotto in sè, ma anche la loro texture. Solitamente siamo abituati a prodotti con una texture pesante, grassa che alla fine risulta essere non adatta alla nostra pelle, la sentiamo molto soffocante sul nostro viso. Invece la texture dei prodotti BULK HOMME è leggera anche grazie agli ingredienti naturali di qualità tra cui salice, proteine della seta, acqua idratante Onsen ricca di minerali, estratti di Yuzu, mela verde e tè verde.

Bulk Homme

Se sei un uomo non puoi perdere questa occasione di provare i prodotto BULK HOMME che direttamente dal Giappone puoi trovare in TENOHA &| SHOP di TENOHA Milano! Fortunatamente ora c’è questo angolo di Giappone che ci permette di avere i prodotti migliori ad un passo da noi! Nel caso tu non fossi un uomo, ma tu stia cercando un regalo particolare e di qualità da fare ad un uomo, sarai sicura di fare una splendida figura con i prodotti BULK HOMME! E’ sicuramente di cui gli uomini presto non potranno più fare a meno!

Volete provare questi meravigliosi prodotti gratuitamente? Volete vederli e toccarli dal vivo? BULK HOMME promuove i suoi nuovi prodotti attraverso un product testing in TENOHA &| SHOP aperto a tutti i clienti!
Non mancate, vi aspettiamo!

Quando: 26 e 27 settembre | Mattino > 11:00 - 13:00 | Pomeriggio > 15:00 - 19:00
Dove: TENOHA & | SHOP c/o TENOHA MILANO — Via Vigevano, 18, 20144 Milano

CAPITOLO #3 - SHIBUI | Trattamento viso con prodotti giapponesi con la founder di Shibui Italia, Raffaella Grisa

“Tratto l’esterno e curo l’interno” è il motto su cui si basa la cura personale secondo Raffaella Grisa: è importante curare il proprio essere interno per far apparire la bellezza esteriore. Si cominci con il relax più totale con l’assaggio di un infuso creato con la foglia di gettou (elemento essenziale della linea di prodotti di cosmesi di Ruhaku) che ci aiuterà a purificare l’interno.

Il vero e proprio workshop comincerà con la specialist di Jbeauty Lorena con un momento meditativo grazie a HITO, una speciale fragranza che cura l’anima e riequilibra i chakra. Solo dopo aver purificato l’anima, si passerà alla cura della bellezza esteriore.

Avete voglia di dedicare un momento di puro benessere, interno ed esterno, allontanandovi da tutto ciò che appesantisce la vostra persona? Questo workshop vi permetterà di farlo! Non perdete questa occasione e concedetevi una giornata solo per voi!

Ovviamente i prodotti sono anche disponibili in TENOHA &|SHOP.

Quando: 7 novembre
# 1 turno 10:30 – 12:00
# 2 turno 14:00 – 15:30
# 3 turno 16:00 – 17:30 (solo se ci fossero altre richieste)

Dove: TENOHA & | WORK c/o TENOHA MILANO — Via Vigevano, 18, 20144 Milano
Costo: 40€
Posti: 10 a turno

CAPITOLO #4 - DOTERRA | Trattamento con oli essenziali - con Marcella Mosci

Ogni giorno siamo sottoposti a stress e freneticità, causa lavoro e problemi personali. Non pensate che sia il momento di fermarsi un attimo per cercare un po’ di pace ed equilibrio? . Con gli oli essenziali possiamo farlo facilmente e velocemente! In questo workshop creeremo per voi una bio beauty routine a seconda della vostra pelle con creme e oli essenziali. L’esperienza olfattiva guidata dagli oli essenziali, ci insegnerà il loro riconoscimento e la scelta del prodotto più adatto alla nostra pelle.

Ma cos’è esattamente DoTerra? Fondata nel 2008, DoTerra (da un’espressione di origine latina che significa “dono della terra”) è nata con la missione di diffondere i benefici degli oli essenziali con la certificazione CPTG (Certified Pure Therapeutic Grade®), che si contraddistinguono per gli standard di qualità, purezza e sicurezza più elevata di tutto il settore. Insieme a professionisti della medicina tradizionale e alternativa, incoraggia studi e applicazioni degli oli essenziali di grado terapeutico nelle pratiche sanitarie moderne. DoTerra ha anche sviluppato l’iniziativa Co-Impact Sourcing, attraverso la fondazione Healing Hands, che permette uno sfruttamento sostenibile delle risorse per la produzione di oli, il sostegno delle comunità locali e lo sviluppo di progetti di responsabilità sociale.

Quando: 21 novembre
#1 turno 10:30 – 12:00
#2 turno 14:00 – 15:30

Dove: TENOHA & | WORK c/o TENOHA MILANO — Via Vigevano, 18, 20144 Milano
Costo: 40€
Posti: 10 a turno

Cosa state aspettando? Il momento da dedicare a voi stessi è arrivato! Vi aspettiamo!


Japan History: Saitō Hajime

Saitō Hajime (Yamaguchi Hajime, 18 febbraio 1844 - 28 settembre 1915) è stato un samurai giapponese del tardo periodo Edo, che servì come capitano nella terza unità della Shinsengumi. Fu uno dei pochi membri sopravvissuto alle numerose guerre del periodo Bakumatsu. In seguito cambiò il suo nome in Fujita Gorō e lavorò come ufficiale di polizia a Tokyo durante la Restaurazione Meiji.

Saitō Hajime della terza unità della Shinsengumi

Autore: SaiKaiAngel

Saitō Hajime

photo credits: wikipedia.org

È nato a Edo, nella provincia di Musashi (ora Tokyo) come Yamaguchi Hajime, aveva un fratello maggiore di nome Hiroaki e una sorella maggiore di nome Katsu. Secondo i documenti pubblicati della sua famiglia, Saitō lasciò Edo nel 1862, dopo aver accidentalmente ucciso un hatamoto (un samurai al servizio diretto dello shogunato Tokugawa del Giappone feudale).

Andò a Kyoto e insegnò nel dōjō di un uomo di nome Yoshida che in passato si era affidato al padre di Saitō, Yūsuke. Il suo stile di spadaccino non è chiaro. Secondo una tradizione dei suoi discendenti, il suo stile deriva da Ittō-ryū e sembrava essere un Mugai Ryū che ha origine da Yamaguchi Ittō-ryū. Si ritiene inoltre che abbia imparato Tsuda Ichi-den-ryū e Sekiguchi-ryū.

Viveva fedelmente secondo il codice della Shinsengumi "Aku Soku Zan" (letteralmente: "Uccidere il male immediatamente", ma più poeticamente reso come “Morte veloce al male"), anche se non mostra mai molto rispetto per la vita umana, in alcuni punti anche lasciando intendere che gli piaceva uccidere. È sempre stato piuttosto arrogante, ma nessuno di questi difetti gli impedì di diventare un superbo investigatore e combattente. Si è sempre aspettato che i militari, siano essi spadaccini della Shinsengumi o poliziotti dell'era Meiji, potessero svolgere i loro compiti senza interferenza con i loro sentimenti personali.

Credeva nella pace e nell'ordine, anche nella società creata dai suoi ex nemici. Saitō Hajime si è spesso mostrato come la copia di Himura Kenshin che camminava e svolgeva i suoi doveri nell'ombra della società a modo suo, seguendo con devozione il suo codice d'intenti di tutta la vita, Saitō era l'uomo che faceva il lavoro sporco necessario, uccidendo le persone crudeli. Chiunque considerasse corrotto o dispotico, era destinato per lui all’'eliminazione, in onore del suo paese e dei suoi caduti.

Pur essendo normalmente serio, Saitō aveva un leggero senso dell'umorismo morboso e un po' sadico, dimostrato dal fatto che usava la spada per tentare con disinvoltura di pugnalare Sanosuke Sagara nel sedere attraverso il tetto della carrozza su cui stavano con Himura Kenshin.

Durante l'Arco di Kyoto, Saitō Hajime si unì a Kenshin per combattere contro Shishio Makoto. Tuttavia, egli considerava Himura Kenshin più un avversario che un alleato. Più tardi, dopo aver promesso a Himura Kenshin di non uccidere mai più, Saitō decise di porre fine alla loro rivalità.

Saitō fu un abile osservatore e un veloce analista (spia per il governo Meiji). Oltre a essere un abile spadaccino, si rivelò possedere un'immensa forza fisica quando prese a pugni l'erculeo Sagara Sanosuke in un corpo a corpo.

Saitō era altamente riconoscibile per i suoi occhi stretti, le ciocche di capelli "a ragno" davanti alla fronte (si diceva somigliasse ad un lupo), la sua propensione al fumo e la katana sul suo fianco sinistro.

Periodo Shinsengumi

Come membro della Shinsengumi, si diceva che Saitō Hajime fosse una persona introversa e misteriosa; una descrizione comune della sua personalità dice che "non era un uomo predisposto alla conversazione" ma insolitamente alto 180 cm. Era anche noto per essere molto dignitoso, soprattutto negli ultimi anni, si assicurava sempre che il suo obi fosse legato bene e quando camminava faceva attenzione a non trascinare i piedi, sedendosi sempre nella posizione formale, chiamata seiza. Inoltre, era anche molto vigile, in modo da poter reagire immediatamente a qualsiasi situazione si potesse verificare.

Era noto per essere molto intimidatorio quando voleva esserlo. Oltre ai suoi doveri di capitano della Terza Squadra della Shinsengumi, era anche responsabile dell'eliminazione delle potenziali spie all'interno dei ranghi della Shinsengumi.

La sua posizione originale all'interno della Shinsengumi era quella di vicecomandante assistente. Durante l'incidente di Ikedaya dell'8 luglio 1864, Saitō era con il gruppo di Hijikata Toshizō che arrivò più tardi alla locanda Ikedaya.

Il 20 agosto 1864, Saitō e il resto della Shinsengumi presero parte all'incidente di Kinmon contro i ribelli Chōshū. Nella riorganizzazione dei ranghi, nel novembre 1864, fu prima assegnato come capitano della quarta unità e più tardi avrebbe ricevuto un premio dallo shogunato per la sua parte nell'incidente di Kinmon.

Nel nuovo quartier generale della Shinsengumi a Nishi Hongan-ji, nell'aprile 1865, fu assegnato come capitano della terza unità. Saitō era considerato allo stesso livello di spadaccino del capitano della prima truppa Okita Sōji e del capitano della seconda truppa Nagakura Shinpachi. In realtà, sembra che Okita temesse la sua abilità con la spada.

Nonostante i precedenti legami con Aizu, i suoi discendenti contestano il fatto che abbia servito come spia. La sua controversa reputazione deriva dal fatto che egli ha giustiziato diversi membri corrotti della Shinsengumi; tuttavia, le voci sul suo ruolo nella morte di Tani Sanjūrō nel 1866 e di Takeda Kanryūsai nel 1867 variano. Anche il suo ruolo di spia interna della Shinsengumi è discutibile; si dice che sia stato incaricato di unirsi al gruppo di Itō Kashitarō Goryō Eji Kōdai-ji del gruppo Goryō Eji Kōdai-ji, per spiarli, che alla fine portò all'incidente di Aburanokōji del 13 dicembre 1867.

Insieme al resto della Shinsengumi, divenne un hatamoto nel 1867. Alla fine del dicembre 1867, Saitō e un gruppo di sei membri della Shinsengumi furono accusati di aver protetto Miura Kyūtarō, che era uno dei principali sospettati dell'omicidio di Sakamoto Ryōma. Il 1° gennaio 1868 combatterono contro sedici assassini che tentarono di uccidere Miura per vendetta alla Tenmaya Inn per quello che fu conosciuto come l'incidente Tenmaya.

Dopo lo scoppio della guerra Boshin dal 27 gennaio 1868 in poi, Saitō, sotto il nome di Yamaguchi Jirō, partecipò alla lotta degli Shinsengumi durante la battaglia di Toba-Fushimi e la battaglia di Kōshū-Katsunuma, prima di ritirarsi con i sopravvissuti a Edo e successivamente nel dominio di Aizu.

Saitō Hajime divenne comandante degli Aizu Shinsengumi intorno al 26 maggio 1868 e continuò nella battaglia di Shirakawa. Dopo la battaglia del Passo Bonari, quando Hijikata decise di ritirarsi da Aizu, Saitō e un piccolo gruppo di 20 membri separati da Hijikata e dal resto della Shinsengumi rimasta, continuò a combattere a fianco dell'esercito di Aizu contro l'esercito imperiale fino alla fine della battaglia di Aizu. Questa separazione è stata registrata nel diario del conservatore Kuwana Taniguchi Shirōbei come evento che ha coinvolto anche Ōtori Keisuke, a cui Hijikata ha chiesto di prendere il comando della Shinsengumi; quindi il suddetto scontro non è stato con Hijikata.

Saitō, insieme ai pochi uomini rimasti della Shinsengumi che andarono con lui, combattè contro l'esercito imperiale a Nyorai-dō, dove erano fortemente in minoranza. Fu durante la battaglia di Nyorai-dō che si pensava che Saitō fosse stato ucciso in guerra; tuttavia, riuscì a tornare alle linee di Aizu e si unì all'esercito del dominio di Aizu come membro dei Suzakutai. Dopo la caduta del castello di Aizuwakamatsu, Saitō e i cinque membri sopravvissuti si unirono a un gruppo di ex-servizi di Aizu che viaggiarono a sud-ovest verso il dominio di Takada nella provincia di Echigo, dove furono tenuti prigionieri di guerra. Nei registri che elencano gli uomini di Aizu detenuti a Takada, Saitō è registrato come Ichinose Denpachi.

Restauro Meiji

Saitō Hajime, sotto il nuovo nome di Fujita Gorō, andò a Tonami, il nuovo dominio del clan Matsudaira di Aizu. Si stabilì con Kurasawa Heijiemon, il karō di Aizu che era un suo vecchio amico di Kyoto. Kurasawa fu coinvolto nella migrazione dei samurai di Aizu a Tonami e nella costruzione di insediamenti a Tonami, in particolare nel villaggio di Gonohe. A Tonami, Fujita incontrò Shinoda Yaso, figlia di un credente di Aizu. I due si sono incontrati attraverso Kurasawa, che poi ha vissuto con Ueda Shichirō. Kurasawa ha sponsorizzato il matrimonio di Fujita e Yaso il 25 agosto 1871. Proprio durante questo periodo Fujita potrebbe essere stato associato all'Ufficio di Polizia.

Fujita e Yaso si trasferirono dalla casa di Kurasawa il 10 febbraio 1873. Quando lasciò Tonami per Tokyo il 10 giugno 1874, Yaso si trasferì a Tokyo con Kurasawa e l'ultima registrazione della famiglia Kurasawa risale al 1876. Non si sa cosa sia successo dopo. Fu durante questo periodo che Fujita Gorō iniziò a lavorare come agente di polizia nel Dipartimento di Polizia Metropolitana di Tokyo.

Nel 1874 Fujita sposò Takagi Tokio, figlia di Takagi Kojūrō, un servitore del dominio di Aizu. Il suo nome originale era Sada; ha servito per un certo periodo come compagna di Matsudaira Teru. Fujita e Tokio avevano tre figli: Tsutomu (1876-1956); Tsuyoshi (1879-1946); e Tatsuo (1886-1945). Tsutomu e sua moglie Nishino Midori ebbero sette figli; la famiglia Fujita continua ancora oggi attraverso Tarō e Naoko Fujita, i figli del secondogenito di Tsutomu, Makoto. Il terzo figlio di Fujita, Tatsuo, fu adottato dalla famiglia Numazawa, parenti materni di Tokyo, la cui famiglia era stata quasi annientata durante la guerra Boshin.

Saitō Hajime

photo credits: wikipedia.org

Fujita ha combattuto al fianco del governo Meiji durante la ribellione Satsuma di Saigō Takamori, come membro delle forze di polizia inviate a sostenere l'esercito imperiale giapponese.

Durante la sua vita, Fujita Gorō ha condiviso alcune delle sue esperienze Shinsengumi con pochi eletti, ma non ha scritto nulla sulla sua attività nella Shinsengumi come Nagakura Shinpachi. Durante la sua vita nel periodo Meiji, Fujita fu l'unico autorizzato dal governo a portare una katana nonostante il crollo della regola Tokugawa. Nel 1875 Fujita assistette Nagakura Shinpachi (come Sugimura Yoshie) e Matsumoto Ryōjun nella realizzazione di un monumento commemorativo noto come Tomba della Shinsengumi in onore di Kondō Isami, Hijikata Toshizō, e di altri membri della Shinsengumi deceduti a Itabashi, Tokyo.

Dopo il suo ritiro dal Dipartimento di Polizia Metropolitana di Tokyo nel 1890, Fujita lavorò come guardia per il Museo Nazionale di Tokyo, e più tardi come impiegato e contabile della Tokyo Women's Normal School dal 1899.

Saitō Hajime

photo credits: wikipedia.org

Sembra che l’alcolismo di Fujita avesse contribuito alla sua morte per un'ulcera allo stomaco. Morì nel 1915 all'età di 72 anni, seduto in seiza nel suo salotto. Per sua volontà, la sepoltura avvenne ad Amidaji, Aizuwakamatsu, Fukushima, Giappone.


TENOHA &| WORKSHOP: Kintsugi

Un altro appuntamento da non perdere a TENOHA Milano che ci torna a proporre il workshop di Kintsugi, dopo il grande successo della precedente edizione!

Kintsugi workshop con Mariangela Zabatino e Raffaella Nobili

Autore: SaiKaiAngel

Kintsugi

Mariangela Zabatino di Anima Mundi, con la collaborazione di Raffaella Nobili di Paraventi giapponesi, vi trasporterà nella calma e la giusta concentrazione che solo la tecnica Kintsugi può dare.

Per rispolverare la mente, ecco di cosa tratta questa tecnica: Il kintsugi (金継ぎ), o kintsukuroi (金繕い), letteralmente "riparare con l'oro", è una pratica giapponese che consiste nell’utilizzare oro, argento liquido o lacca con polvere d'oro per la riparazione di oggetti in ceramica. La tecnica permette di ottenere degli oggetti preziosi soprattutto dal punto di vista artistico. L’idea è quella di dimostrare che dall'imperfezione e da una ferita può nascere una forma ancora maggiore di perfezione estetica e interiore. Da ogni frammento, da ogni ferita nasce qualcosa di importante, da ogni imperfezione può nascere una nuova perfezione ed un nuovo modo di vivere. Dobbiamo sempre imparare dagli errori e dalle fratture, in modo che possano non capitare più. L'arte del kintsugi viene spesso utilizzata come simbolo e metafora di resilienza.

Il Kintsugi è un’esperienza essenziale per il corpo e la mente. Non perdete questa occasione e venite a capire il vero significato di “rinascita”, ovviamente sempre qui a TENOHA Milano, il vero angolo di Giappone in Italia! 

Cliccate il seguente link per prenotare il vostro posto!
PRENOTA ORA

Dettagli

Quando: 4 ottobre 2020
10:30 -10:50 inizio corso e cenni introduttivi sul Kintsugi tramite proiezione slide
10:50 -12:30 svolgimento e messa in pratica del corso con la riparazione di due ceramiche

Dove: TENOHA & | WORK
TENOHA MILANO — Via Vigevano, 18, 20144 Milano

Costo: 75€ a persona

Posti: N° minimo 7, N° massimo 13

Cliccate qui per maggiori informazioni:
https://workshops.tenoha.it/


Johanna Tagada Hoffbeck @ TENOHA Milano

TENOHA Milano è orgogliosa di presentare Memories from the Ordinary, la prima mostra milanese di Johanna Tagada, artista francese che vive e lavora tra Londra e la campagna alsaziana.

MEMORIES FROM THE ORDINARY Johanna Tagada Hoffbeck

Autore: SaiKaiAngel

Johanna Tagada Johanna Tagada

Memories from the Ordinary, a cura di Giulia Giazzoli e Joel Valabrega, sarà a vostra disposizione negli spazi pop-up di TENOHA Milano. I lavori spaziano dalla pittura al disegno, e dal collage al textile design e… udite udite!! In anteprima, Johanna Tagada esporrà anche a due opere inedite della sua serie Gestures of Love! Un appuntamento assolutamente da non perdere.

Gestures of Love

Secondo l’artista, la vita risiede nei momenti di semplicità, di positività, in una società che non si ferma mai per godere di queste bellezze.
Il suo lavoro ha una grandissima riconoscibilità: la scelta minuziosa della palette colori attentamente studiata, la selezione dei materiali e delle texture che spesso precedono l’opera. I colori tenui, le forme morbide e i materiali sostenibili e stiamo parlando di fibre di cotone biologico, carte riciclate e colori naturali. L’idea dell’ecologico di Johanna Tagada trova le sue fondamenta nella deep ecology di Arne Naess, filosofo e alpinista norvegese che per primo ha utilizzato il termine ecosofia.

Johanna Tagada

Daily-Practice

Facciamo alcuni esempi: nella serie Tea Vessels, Johanna Tagada raffigura oggetti legati alla cultura del tè in un tempo massimo di venti minuti, esattamente il tempo di una tazza di tè. Questo è un esempio di come la vita quotidiana possa essere completamento della vita artistica passando alla meditazione, che svolgiamo in tutti i nostri gesti quotidiani. Il tema della memoria emerge con forza nell’installazione Le Refuge (2016). La Refuge è una grande tenda di cotone al cui interno Johanna Tagada ha ricamato a mano frasi raccolte dai visitatori durante il suo progetto Épistolaire Imaginaire (2014-2017) .

Johanna Tagada

Le Refuge

Stiamo parlando di un’artista molto vivace e prolifica e ha già all’attivo una serie di mostre personali a Londra, Los Angeles, Tokyo e Strasburgo, in particolare:
Strasburgo - Épistolaire Imaginaire - Merci alla Galerie Jean-Francois Kaiser di
Nidi Gallery Tokyo - Take Care - きをつけて.
Nel 2014 Johanna ha fondato il progetto culturale positivo e collaborativo Poetic Pastel.La sua continua ricerca dell’arte è sfociata anche nell’editoria: nel 2018 ha co-fondato il magazine indipendente “Journal du Thè” e dal 2014 dà vita a progetti culturali “positivi e partecipativi” con Poetic Pastel Press. Alcune delle sue incredibili pubblicazioni, saranno in vendita nello store di TENOHA.

Johanna Tagada Johanna Tagada

Per far sposare la vita quotidiana con l’arte, per rispettare il sentimento dell’artista e per coccolare come sempre i visitatori, durante la mostra saranno offerti tè e infusi biologici in collaborazione con Wilden Herbals Tea.
Non potete perdere questa occasione e questa esperienza unica e sensoriale!

Dettagli

Dove: TENOHA MILANO – Pop-up space, Via Vigevano, 18, 20144 Milano
Quando: Dal 9 al 18 settembre 2020 dalle ore 15 alle 21

A cura di Giulia Giazzoli e Joel Valabrega
In collaborazione con: TENOHA MILANO
Sponsor tecnico: Wilden Herbals Tea

Contatti:
Giulia Giazzoli giazzoligiulia@gmail.com
Joel Valabrega joel.valabrega@gmail.com


Movie week @ TENOHA Milano

Tornano i grandiosi eventi di TENOHA Milano con la Maratona di film targata STUDIO GHIBLI nella MOVIE WEEK! Cosa c’è di meglio di questi splendidi film insieme agli unici aperitivi di TENOHA Milano? Ma vediamo più approfonditamente di cosa tratta lo Studio Ghibli.

Maratona Studio Ghibli a TENOHA Milano

Autore: SaiKaiAngel

TENOHA Ghibli

Lo Studio Ghibli, Inc. è uno studio cinematografico di film d'animazione giapponese. I suoi anime sono conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo.

Fondato nel 1985 dal celebre regista Hayao Miyazaki insieme al suo collega Isao Takahata, risale comunque originariamente nel 1983 con l’inizio della lavorazione di Nausicaä della valle del vento (1984), precedentemente serializzato nel 1982 come manga dalla Tokuma Shoten.
“Ghibli” è il nome di un vento caldo usato dai piloti italiani in Nord Africa nella Seconda Guerra Mondiale e dei loro aeroplani da ricognizione. Hayao Miyazaki, che ha da sempre una passione per i vecchi velivoli ha deciso di usare questa parola come nome per il nuovo studio con la frase: “Facciamo soffiare un vento caldo nel mondo dell’animazione giapponese!”

Programmazione Film

CASTELLO ERRANTE DI HOWL

TENOHA Ghibli

• 18 Settembre 2020 - Il Castello Errante di Howl • ハウルの動く城 (2004)
La giovane Sophie, 18 anni, lavora senza posa nella boutique di cappelli che apparteneva a suo padre. Durante una delle sue rare uscite in città, conosce Howl il Mago. Fraintendendo la loro relazione, una strega lancia un maleficio terribile su Sophie e la trasforma in una vecchia di 90 anni. Prostrata, Sophie fugge e vaga nelle terre desolate. Per puro caso, entra nel Castello Errante di Howl e, nascondendo la sua vera identità, si fa assumere come donna delle pulizie. Questa “vecchia signora”, tanto misteriosa quanto dinamica, riuscirà in breve tempo a dare nuova vita alla vecchia dimora abitata solo da un giovane apprendista, Markl, e da colui che manda avanti il Castello, Calcifer, il demone del fuoco. Più energica che mai, Sophie compie dei miracoli. Quale favoloso destino la attende? Cosa succederà tra lei e Howl?

LA CITTA’ INCANTATA

TENOHA Ghibli

• 19 Settembre 2020 - La Città Incantata • 千と千尋の神隠し (2001)
Chihiro, una bambina di 10 anni, e i suoi genitori stanno traslocando, quando il padre della bambina prende la strada sbagliata. Pensando di aver trovato un parco divertimenti abbandonato il padre si addentra nel complesso per visitarlo, seguito dalla moglie e, a malincuore, da Chihiro. I tre superano il letto di un fiume in secca e si trovano in una città composta interamente da ristoranti e locali, e su un bancone trovano un ricco buffet. I genitori si siedono e cominciano a mangiare, pensando di pagare quando si mostrerà qualcuno. Chihiro intanto esplora la zona e trova un grande complesso termale. Un giovane ragazzo, Haku, le ordina di andarsene, ma tornando indietro la bambina scopre che i genitori sono diventati maiali e che non riesce ad attraversare il fiume ormai in piena.

NAUSICAA

Studio Ghibli

• 20 Settembre 2020 - Nausicaä della Valle del vento • 風の谷のナウシカ
In seguito ad un cataclisma che ha sconvolto l’intero pianeta, una foresta tossica ha ricoperto la maggior parte della superficie terrestre. In questo scenario apocalittico, dove una nuova guerra è sul principio di esplodere, il regno della Valle del Vento – governato da Jihl, padre della coraggiosa Principessa Nausicaä – è una delle poche zone ancora popolate. Nausicaä ha due doni: saper cavalcare il vento volando come gli uccelli e riuscire a comunicare con gli Ohm, i giganteschi insetti guardiani della foresta. Grazie alle sue abilità nonchè all’amore e alla stima del suo popolo, la Principessa Nausicaä intraprenderà una coraggiosa sfida volta a ristabilire la pace e a riconciliare l’umanità con la Terra.

Dettagli

Quando: 18 – 19 – 20 settembre
Aperitivo dalle 18:00 alle 20:00
Proiezione dalle 18:00

Dove: & | DISCOVER, TENOHA MILANO via Vigevano 18, 20144 Italia
Costo: speciale aperitivo € 12 + free entry al cinema
Posti: 20 Max (fino ad esaurimento posti)


Japan History: Yamaoka Tesshu

Ono Tetsutaro, meglio conosciuto come Yamaoka Tesshu, nacque a Tokyo il 10 giugno 1836. Suo padre era Ono Asaemon, della corte Tokugawa, e la madre Iso era figlia di un monaco del tempio di Kashima. A 9 anni cominciò la pratica del Jikishinkage ryu e pochi anni dopo lo Hono ha Itto ryu, mentre a 17 anni iniziò lo studio della lancia con il maestro Yamaoka Seizan, che scomparve prematuramente due anni dopo. Tetsutaro venne adottato nella famiglia del maestro, e sposò la sorella, assumendo il nome di Yamaoka Tesshu.

Yamaoka Tesshu e la sua storia

Autore: SaiKaiAngel

Yamaoka Tesshu

photo credits: musubi.it

Nonostante avesse una fisicità non trascurabile, visti i suoi 185 cm di altezza ed il suo peso di 110 kg, riusciva a farsi valere solo con la sua incredibile personalità e sensibilità. Tuttavia molte volte non fu in grado di frenarsi, arrivando addirittura al punto di negare l’esistenza di Buddha, degli essere senzienti e della realizzazione. Niente da dare e niente da ricevere.
A quel punto, il maestro Dokuon lo colpì con la sua pipa dicendo: “Se nulla esiste, da dove viene allora questa rabbia?”

Dal mondo della spada ricevette molti insegnamenti. In uno degli incontri con il maestro Sasakibara Kenkichi, rimase fermo per 40 minuti insieme all’avversario, l’uno di fronte all’altro nelle rispettive guardie fino a che entrambi riposero le armi. A 28 anni, Tesshu fu imprevedibilmente sconfitto dal quarantenne Asari Gimei, maestro della scuola Nakanishi ha Itto-ryu. Da quel momento non seppe più darsi pace all’idea della sconfitta contro un uomo più anziano, di cui era divenuto discepolo ma senza riuscire a comprenderne l'insegnamento. Asari, senza colpirlo, lo obbligò a retrocedere fin fuori dal dojo chiudendogli la porta in faccia.

Lo studio introspettivo di Tesshu durò 16 anni, senza riuscire a capire cosa non andasse nella sua tecnica, nel suo stile di vita, nonostante l’allenamento e gli insegnamenti zen. Il 30 marzo 1880 Tesshu durante una seduta di zazen si recò da Asari e chiedergli un nuovo combattimento. Asari declinò, giustificandosi con queste poche parole, “Ora sei arrivato”.

Da quel momento lasciò l’insegnamento e la sua scuola a Tesshu che riuscì a sviluppare un metodo chiamato Muto ryu (scuola senza spada) diverso dall'Itto ryu soprattutto nella didattica, tuttora praticato ma da un ristrettissimo nucleo di persone. Morì il 19 luglio 1888 a cinquantatré anni a causa di un cancro allo stomaco. Prima di morire, scrisse il suo Jisei no ku (poema di morte), chiuse gli occhi e, anche nella morte, non abbandonò il suo stile assumendo la postura formale di zazen, come si può vedere dal disegno del suo discepolo Tanaka Seiji.

Durante il funerale di Tesshu presso il tempio Zensho-an il monaco Tekisui compose questi versi:

Spada e pennello bilanciati tra Assoluto e Relativo
Il suo leale coraggio e la sua nobile forza perforarono il Paradiso.
Un sogno di cinquantatre anni,
Avvolto dalla pura fragranza del loto fiorente nel mezzo del fuoco ruggente.

Ancora, Katsu Kaishu, grande maestro di spada, scrisse le seguenti parole accanto ad un ritratto di Tesshu:

Valoroso e saggio, questo uomo virile compie grandi cose
La sua spada era incomparabimente sublime
La sua illuminazione abbracciava ogni cosa
Le generazioni future ne vedranno mai l’eguale?

Spiegazione del Muto Ryu

Yamaoka Tesshu

photo credits: wikipedia.org

L’obiettivo del Muto Ryu è quello di “nessun nemico”. Tutto dipende dalla mente. Se immaginiamo un avversario molto abile, la nostra spada rimane ferma, se invece immaginiamo un avversario debole, la mente si apre e la spada è libera. Questa è la prova che nulla esiste all’infuori della mente. Preso dall’agitazione, un guerriero muoverebbe la spada senza pensare e confusamente senza colpire l’avversario. Da questa idea nasce la scuola della non spada (Muto ryu). Fuori della mente non c’è spada, questo significa: non spada corrisponde a non mente; non mente significa una mente che è stabile ovunque. Se la mente si arresta, l’avversario appare; se la mente continua a muoversi non esiste nemico. Un continuo ed intenso allenamento porta allo stadio di nessun nemico.

Il metodo di Tesshu richiedeva allenamenti intensivi ed incessanti incentrati soprattutto sui principi di base. I primi 3 anni erano dedicati allo studio dei 5 kata di base del Muto ryu ed era vietato seguire in quel periodo insegnamenti di altre scuole. Erano previsti per gli allievi avanzati tre livelli di seigan, cui si veniva ammessi solamente dopo aver superato un periodo di prova consistente in 1000 giorni consecutivi di allenamento. Per superare il primo livello seigan si dovevano sostenere in un solo giorno 200 combattimenti di spada; il secondo livello prevedeva 3 giorni con 600 combattimenti ed il terzo, 7 giorni con 1400 combattimenti.

Il nome del dojo di Yamaoka Tesshu, Shumpukan, deriva da una poesia del monaco cinese Bukko Kokushi:

In cielo e in terra non ci sono punti da nascondere
La gioia appartiene a chi riconosce che le cose
Sono vuote e l’uomo anche non è nulla.
Splendide invero le lunghe spade mongole
Sferzante il vento di primavera come un lampo di luce

Lo shumpu, ossia il vento di primavera, diede il nome al dojo.

Gli scritti di Yamaoka Tesshu

Qui di seguito abbiamo alcuni scritti di Tesshu che descrivono meglio la sua forte personalità:

Ritorno alla Mente del principiante, Agosto 1882

Se le meraviglie dell’arte della spada ti eludono, ritorna alla mente del principiante. La mente del principiante non è un tipo qualunque di mentalità: colpire come unica intenzione senza pensare al movimento del corpo e muovere in avanti con forza è la prova di avere dimenticato se stesso. I tecnici sono intralciati da pensieri analitici. Quando l’ostacolo di un approccio discorsivo viene sormontato le meraviglie dell’arte della spada possono essere apprezzate. All’inizio, è necessario praticare con uomini di spada ben temprati per poter discernere le proprie inadeguatezze. Persegui il tuo studio fino alla fine, risveglia la tua irresistibile forza, pratica senza sosta finché il tuo cuore sia inamovibile, e allora capirai. Pratica finché alcun dubbio rimanga. Sicuramente arriverà il tempo di scoprire le meraviglie.

Da Itto shoden Muto Ryu Kanaji Mokuroku: Suigetsu (la luna nell'acqua), 10 aprile 1884

Anche quando l’acqua di una pozza è mossa nel mestolo la luna vi viene riflessa. Il riflesso della luna non si perde quando l’acqua passa da mestolo a mestolo. Quando si viene disturbati, allora non c’è ricognizione; la luna non appare nell’acqua agitata. Se la mente è calma e il mestolo fermo, il riflesso della luna vi è mantenuto.

Non concentrarti
Nel colpire il tuo avversario
Muoviti naturalmente
Come raggi di luna che penetrano
In una capanna senza tetto

Si può essere scontenti di una capanna senza tetto, ma la stessa luna che illumina i cieli la riempie naturalmente con la sua luce. Quindi, puoi attaccare l’avversario e vincere. Incurante di conservare il tuo piccolo io, carica verso l’avversario. Se sei confuso o nervoso sicuramente perderai.

Altre Frasi Famose

Come samurai, devo rafforzare il mio carattere; come essere umano devo perfezionare il mio spirito

La sete di vittoria porta alla sconfitta; non stancarsi della sconfitta porta alla vittoria.

Se volete ottenere i segreti di queste meravigliose tecniche, esercitatevi, diventate forti, sottoponetevi ad un severo allenamento, abbandonate il corpo e la mente; seguite questo corso per anni e raggiungerete naturalmente i livelli più profondi. Per sapere se l'acqua è calda o fredda dovete assaggiarla voi stessi.

Lo Zen è come il sapone. Prima ci si lava con esso, e poi si lava via il sapone.

Non pensate che questo sia tutto ciò che c'è. Esistono sempre più insegnamenti meravigliosi.
Il mondo è vasto, pieno di avvenimenti. Tenetelo a mente e non credete mai che "sono l'unico a saperlo".

La luna non pensa di essere riflessa, né l'acqua pensa di riflettere, nello Stagno di Hirosawa.

Purtroppo, molti suoi scritti sono apocrifi, ma questo non li rende meno profondi ed importanti per la vita di chiunque li abbia letti. Noi pensiamo che possano essere di aiuto anche ai giorni d’oggi in moltissime situazioni.

La vita Politica e Sociale

Yamaoka Tesshu

photo credits: wiki.samurai-archives.com

Yamaoka Tesshu ebbe anche un’attiva vita politica e sociale come negoziatore. Fu prima al servizio dello shogun, per cui al termine della guerra Boshin nel 1869 trattò la resa di fronte all’assedio delle forze imperiali comandate da Saigo Takamori.

Il suo successo fu il fatto che aveva il focus nello stabilire un contatto con le forze nemiche, con una condotta lineare quanto provocatoria: intimidì il nemico dell’imperatore di farlo passare senza paura.

Se pensiamo all'impetuoso carattere di Tesshu, mai disposto a cedere ai compromessi, è davvero strano vederlo come grande negoziatore. Nella sua breve quanto avventurosa vita fu anche guardia del corpo dell'imperatore, con la sua prontezza di riflessi e di decisioni.

 


Il racconto di Genji

Murasaki Shikibu è il nome che si cela dietro la donna giapponese che ha scritto quello che viene definito il primo romanzo del mondo, Il Genji monogatari (源氏物語 lett. "Il racconto di Genji").

Il racconto di Genji, Il primo romanzo del mondo

Autore: SaiKaiAngel | Source: Tokyo Weekender

Genji

photo credits: tokyoweekender.com

Ogni opera d'arte contemporanea è il risultato di secoli di storia culturale. Nel caso della letteratura giapponese, parliamo di 1.000 anni di prosa scritta e di poesia. Tutto è iniziato nel periodo Heian (794-1185) con Murasaki Shikibu, una dama di compagnia e membro di un ramo minore del potente clan Fujiwara. Murasaki fu autrice di una delle opere letterarie più importanti del mondo, Il racconto di Genji, pubblicato all'inizio dell'XI secolo. A titolo di confronto, si pensa che il primo romanzo della storia moderna europea sia il Don Chisciotte di Cervantes, pubblicato per la prima volta nel 1605.

Aristocrazia Heian

Mentre Shikibu fu senza dubbio una pioniera della narrativa in Giappone, non si sa molto di di lei, nemmeno del suo nome di battesimo. All'epoca, i nomi da nubile delle donne d'elite non erano registrati. Il nome Murasaki Shikibu sarebbe stato creato sulla base di uno dei personaggi di Il racconto di Genji e dello status di suo padre (Shikibu, che in giapponese significa "Ministero delle cerimonie"), anche se gli storici contestano ancora questa teoria.

Come molte donne del suo status, viveva in modo relativamente confortevole, anche se lo stile di vita aristocratico prevedeva alcune restrizioni. L'élite del periodo Heian privilegiava l'alta istruzione e la cultura e spesso gli individui più potenti erano anche quelli più colti.

Gli uomini imparavano di tutto, dalla poesia, dalle lingue alla legge e alla politica. Le donne, invece erano limitate alle arti perché questo era ciò che era considerato all’epoca attraente. Il cinese era una lingua importante da conoscere per chi era direttamente coinvolto con la corte e per partecipare ai circoli letterari. Tuttavia, le donne di solito non potevano studiarlo.

Genji

photo credits: wikipedia.org

Questo non ha impedito alle donne aristocratiche di investire in campo creativo, utilizzando l'hiragana e contribuendo notevolmente al genere del diario poetico. Il Diario di Lady Murasaki insieme a The Pillow Book di Sei Shonagon sono i principali rappresentanti del genere fino ad oggi.

Attraverso frammenti del diario di Shikibu e del lavoro di narrativa, gli storici hanno potuto conoscere l'aristocrazia unica del Giappone classico. All'epoca, la poesia e la prosa erano scritte sulla base della vita dei loro autori, ma quella di Shikibu si distingueva dalle masse per essere chiaramente un'opera di narrativa. Nonostante ciò, molti sostengono che le storie di Il racconto di Genji fossero ispirate da eventi reali.

Il racconto di Genji

Il Racconto di Genji è pensato per essere la prima opera di narrativa scritta al mondo. Non è certo se Shikibu abbia scritto la complessa storia in un paio d'anni o in decenni. Tuttavia, ciò che è certo è che questa completa opera letteraria è un ritratto dell'aristocrazia Heian in tutte le sue complicate gerarchie.

Ciò che è ancora più impressionante è che, nonostante la lunga lista di personaggi e di apparizioni in tutto il libro, la storia circonda ancora solo quello che all'epoca era meno dell'1% della popolazione, le più alte élite.

La lettura dei capitoli permette di avere una vivida idea di cosa fosse essere un uomo o una donna nel periodo Heian, con le relative aspettative. Il protagonista, Genji, è l'archetipo di un eroe del periodo, l'uomo perfetto. Figlio di un antico imperatore, il suo diritto al trono gli fu tolto e fu degradato a popolano, quando cambiò il suo nome in Morimoto.

La Storia di Genji Monogatari

L’opera racconta di uno dei figli dell’imperatore giapponese dell’era Heian, conosciuto con il nome di Genji o meglio Hikaru Genji (Genji Splendente). Genji tuttavia è solo un modo differente per leggere i kanji del clan Minamoto. La lettura On di Minamoto è infatti 源 Gen, stesso kanji presente nella parola Genji, famiglia realmente esistita e a cui l’autrice ha voluto alludere. Nato dalla relazione dell’imperatore con una sua concubina non poteva quindi far parte del ramo principale della famiglia imperiale o aspirare al trono. Tuttavia,l la corte adotta Genji e gli permette comunque di scalare gli alti ranghi partendo dalla carica di semplice funzionario di corte.

Tutta la vicenda poi ruota attorno alla vita amorosa di Genji e alle sue varie relazioni mostrando quindi i costumi e le usanze della società di corte del tempo. Nonostante le sue numerose relazioni e le diverse mogli che avrà nel corso della sua vita, da libertino Genji mostra comunque una sua particolare lealtà e legame verso tutte le donne della sua vita. Infatti, non abbandonò nessuna delle sue mogli o concubine. In questo periodo infatti, essere lasciata dal proprio protettore per una concubina o moglie significava l’abbandono della società e l’emarginazione.

Tra tutte però una donna fu una presenza particolare nella vita del giovane Genji: si tratta di Fujitsubo. La scomparsa prematura della madre lasciò in Genji un vuoto che il giovane cercò di colmare per tutta la sua vita cercando sempre una figura materna in tutte le donne di cui il giovane si innamorava. Credette di trovare la figura materna proprio in Fujitsubo, una concubina dell’Imperatore, suo padre.
Nella donna, Genji vide non solo la dolcezza della madre ma anche la bellezza e la soavità. Nonostante fosse ricambiato dalla donna, i due furono costretti a reprimere i loro sentimenti in quanto lei “apparteneva”, in qualità di concubina e poi sposa, all’imperatore, e Genji si era da poco unito in matrimonio con la principessa Aoi.

La storia continuò ancora narrando le storie intrecciate di tutti i personaggi le cui vite erano intrecciate e unite sino alla fine del romanzo. La conclusione vedeva Genji in età avanzata, a riflettere in solitudine sul senso della vita e sulla caducità delle cose e la loro bellezza fugace. Esistono tuttavia altri capitoli, conosciuti come Capitoli di Uji che, come resto dell’opera continuano a raccontare vicende anche dopo la scomparsa di Genji. Questi hanno come protagonisti il figlio di Genji e un suo amico alle prese con le loro vicende amorose.

Il racconto termina però bruscamente, quasi a metà, lasciando immaginare ai vari studiosi e autori stranieri che ne hanno tradotto la versione inglese che il lavoro non sia stato completato dall’autrice. Sembra infatti che Murasaki non avesse pianificato alcuna fine per il romanzo ma avesse semplicemente continuato a scriverlo finchè ha voluto o potuto lasciandolo però incompleto.

Struttura del Genji Monogatari

Genji monogatari

photo credits: rugrabbit.com

La storia che narra la vita del principe Genji, racconta della gioventù, dell’ascesa al successo, della mondanità e degli amori del giovane principe sino alla caduta e poi risalita. Un intreccio in cui da cornice ci sono delle ammalianti e belle figure femminili. Per quanto riguarda la lingua, è uno scritto molto complesso e non facile per i lettori moderni. Essendo del periodo Heian e per di più in ambiente di corte, la lingua di Murasaki presenta una grammatica molto complessa.

Ogni personaggio non viene quasi mai chiamato per nome ma per il proprio titolo onorifico o in base al loro ceto di appartenenza. Per le donne viene invece indicato un colore tipico del loro abbigliamento, diverso per ogni personaggio femminile, oppure si allude ad una donna usando il rango di un parente maschio di primo ordine a cui ella appartiene.

Altra difficoltà del romanzo è la presenza della poesia e di conversazioni scritte in versi. Ciò serviva spesso ai personaggi per comunicare sottili e velate allusioni in ambiente di corte: la poesia è quella classica Tanka. Come gran parte degli scritti del periodo heian, il Genji molto probabilmente è stato scritto tutto, o quasi, in kana, e non usando caratteri cinesi in quanto è scritto da una donna per un pubblico femminile.

E’ risaputo che nell’era Heian scrivere con i caratteri cinesi era qualcosa di prettamente maschile, alle donne era invece proibito.

Oltre a molte suggestioni di una società dominata dagli uomini, il romanzo era la prova di qualcosa che potrebbe essere ancora più cruciale. Le donne avevano innegabilmente giocato un grande ruolo nella propagazione delle arti. Infatti, mentre il periodo Heian ha visto molti tentativi falliti di rivoluzionare le politiche governative giapponesi. Ciò che ne rimane è un ricco attaccamento alla cultura a cui la società giapponese si aggrappa ancora oggi.

La prosa e le poesie scritte in hiragana dalle donne di corte facevano sì che anche le classi inferiori potessero goderne. In altre parole, il periodo Heian è visto come un'epoca in cui il mondo dell'arte in Giappone è nato. Non solo Shibiku è una figura storica importante per la sua eredità nella letteratura orientale e internazionale, ma è il simbolo di un'epoca in Giappone in cui le donne avevano successo in modi mai visti prima.

Murasaki Shikibu nella cultura popolare

Shikibu è una delle figure storiche più significative della storia culturale dell'Asia orientale e, nel corso dei millenni successivi, è rimasta un punto fermo nelle scuole superiori e nei college giapponesi, proprio come Shakespeare in Europa e in Nord America.

Ci sono state molte importanti traduzioni e interpretazioni, oltre ad aver ricevuto una discreta quantità di critiche. In Giappone, Il racconto di Genji è commemorato sulla rara banconota da 2.000 yen e Murasaki Shikibu è il nome della pianta di bacche giapponesi.

Come la storia del 47 ronin, Il racconto di Genji è stato adattato al grande schermo diverse volte, e l'ultimo è il lungometraggio Genji monogatari: Sennen no nazo (2011). Negli ultimi anni, la stessa Murasaki Shikibu ha fatto la sua apparizione in giochi per cellulari come Fate/Grand Order e Monster Strike, dove i personaggi si ispirano alle sue opere.