TENOHA Milano - BUNKA ACADEMY

Diamo uno sguardo più approfondito alla BUNKA ACADEMY di TENOHA MILANO!
Volete saperne di più della cultura giapponese e allo suo spirito creativo? TENOHA Milano vi propone questa possibilità con una rassegna di nuovi workshop e masterclass.
Cosa c'è di meglio di imparare la cultura giapponese ed avere la possibilità di vincere splendidi premi nell'angolo giapponese in Italia che è TENOHA Milano?

BUNKA ACADEMY

La parola Bunka 文化 significa cultura è vero, ma se vogliamo guardare più a fondo, ha il significato della conoscenza personale che può influenzare gli altri.
TENOHA Milano propone dei corsi settimanali che ci spingono a scoprire la cultura e l'artigianato giapponese.

Vediamo più approfonditamente che cosa ci propone la BUNKA ACADEMY:

SAKE MASTERCLASS

Partiamo con una delle bellezze sensoriali che il Giappone ci propone: il sake. La più importate bevanda alcolica giapponese merita ben più che un semplice assaggio, ma una vera e propria conoscenza. Si tratta di quattro differenti percorsi per conoscere il Sake. Anche chi è meno esperto può godere di un'esperienza sensoriale unica e sentirsi in Giappone!

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JAPANESE LESSON

Avete voglia di vivere una giornata a Tokyo esprimendovi in giapponese? Grazie al tour virtuale in Giappone potrete farlo e sentirvi completamente immersi nella realtà del Sol Levante! La lingua giapponese è anche e soprattutto cultura. La grammatica, i termini giapponesi, tutto quello he vi fa volare a Tokyo!

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CHA NO YU

Servire il tè in Giappone è una vera e propria arte.Imparate con il termine di Cha No Yu (茶の湯, letteralmente "acqua calda per il tè"), una delle arti più antiche e caratteristiche, qualcosa che non troverete da nessun'altra parte!

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SHIBORI

Ecco un'altra tra le più antiche tradizioni giapponesi che consiste in una serie di manipolazioni al tessuto tramite fili, elastici e pezzi di legno. Dopodichè il tessuto si immerge il tutto in un bagno di tintura naturale così da ottenere fantasie astratte. Sicuramente il risultato sarà unico e vi lascerà stupiti!

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KINTSUGI

Questa è una delle arti più belle e significative del Giappone. Applicata anche alla vita quotidiana, la tecnica kintsugi (金継ぎ, letteralmente "riparare con l'oro") consiste nel saldare insieme i frammenti di un oggetto rotto usando lacca e oro in polvere. L'oggetto che ne deriverà sarà qualcosa di unico e, anche nella vita, le cicatrici ricordatevi che non sono sempre da nascondere, a volte bisognerebbe impreziosirle.

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JAPANESE SPIRITS

Il mare, le montagne, le stagioni del Giappone, lo SHUN: ecco cos'è il Suntory; prima distilleria di malti nipponica.

COMING SOON (OTTOBRE 2021)

Oltre a tutti questi corsi che vi faranno volare in Giappone senza un aereo, TENOHA Milano ha deciso di raccogliere tutte le presenze in un libro attraverso dei timbri, anch'essi molto caratteristici. Stiamo parlando dello SHIUIN BOOK! Vediamo più nello specifico di cosa si tratta:
A seconda del numero di timbri si possono ottenere i seguenti regali:

3 TIMBRI: 30% di sconto da utilizzare in TENOHA Shop o e-shop o al TENOHA restaurant,
5 TIMBRI: 50% di sconto da utilizzare per un corso a scelta di TENOHA BUNKA ACADEMY,
7 TIMBRI: un corso GRATUITO a scelta di TENOHA BUNKA ACADEMY,
9 TIMBRI: un corso GRATUITO a scelta di TENOHA BUNKA ACADEMY e una bottiglia del pregiato Sake Garyu Tensei,
12 TIMBRI: una bottiglia del pregiato Sake Tatenokawa,
13 TIMBRI: una gift card dal valore di 200 euro e una bottiglia del pregiato Sake Tatenokawa,
Non dimenticate di portare ad ogni corso lo Shuin Book per farsi segnare il timbro, che verrà registrato a fine lezione.

*I timbri e i premi valgono per la stagione AUTUNNO 2021, fatta accezione per chi ha già partecipato ai precedenti corsi a cui verranno aggiunti i timbri acquisiti e relativi premi.

Per maggiori informazioni cliccate il seguente link:

TENOHA BUNKA ACADEMY


TENOHA Milano - TSUKIMI La festa della Luna

Come tutti gli anni, l'angolo di Giappone TENOHA Milano propone lo Tsukimi, la festa della Luna!

O-Tsukimi significa ammirare la luna piena. Sicuramente vi sarete fermati ad ammirarla e a sognare non potete perdere l'occasione di viverla qui a TENOHA Milano con un weekend dedicato ai sapori tipici di questa festa!

La Festa della Luna sarà al completo con uno spettacolo imperdibile e davvero unico: Making of MOCHITSUKI! ll mochitsuki è la cerimonia con cui si prepara il mochi. Il riso, precedentemente messo a bagno e poi cotto, viene pestato nel tradizionale mortaio di grandi dimensioni detto usu con un martello in legno chiamato kine. Solitamente due persone svolgono questo procedimento: il primo pesta ritmicamente con il kine mentre il secondo rigira ed umidifica il mochi; è necessaria una grande coordinazione per eseguire questa manovra senza ostacolarsi a vicenda (e senza farsi male) . La pasta così ottenuta viene tagliata e modellata in forma di piccole sfere. In tempi recenti la cerimonia del mochitsuki è solitamente riservata agli eventi speciali, tra cui lo TSUKIMI, conosciuto come la festa della Luna, rappresentata tipicamente dalla figura di un coniglio che pesta del riso in un mortaio per preparare i mochi.

Rendete questo weekend speciale, regalatevi lo Tsukimi da TENOHA Milano e godetevi il Making of MOCHITSUKI!

Noi siamo qui, vi aspettiamo a TENOHA!

APERITIVO | ore 18:00 – 20:00

Dalle 18:00 alle 20:00 TAKOYAKI show cooking
Ore 19:00~ Show of “MOCHITSUKI” • Making of mochi

Per prenotazioni:
(+39) 02 8088 9147
taste@tenoha.it

Per ulteriori informazioni: www.tenoha.it


Guardians of Japan - Episodio 01: "Age of Samurai: Battle for Japan" review

Rieccoci con una nuova web series firmata Japan Italy Bridge! Come ben sapete ci occupiamo di mettere in comunicazione e promuovere la cultura e le aziende del Giappone in Italia e vice versa.

Visto che in questo periodo non è possibile viaggiare, abbiamo deciso di provare ad accorciare ancora di più le distanze fra Italia e Giappone raccontando non solo le nostre esperienze ma anche condividendo con voi quello che noi sappiamo sul paese del Sol Levante.

Abbiamo già prodotto una web series dedicata alla promozione del Giappone qui in Italia chiamata "Bringing Japan to Italy" ed ora cominciamo appunto con questa nuova serie dedicata alla storia del Giappone e principalmente a quelle figure che affascinano tanto noi occidentali: i Samurai. Per chi ci segue da tempo, già sa che abbiamo una rubrica sul nostro blog abbastanza ricca su questo argomento e ora abbiamo deciso di approfondire il tutto tramite un video podcast.

Quindi ad ogni puntata andremo ad analizzare la vita e le avventure dei Samurai più importanti del Giappone e abbiamo deciso di dedicare il primo episodio alla recensione della serie tv "Age of Samurai: Battle for Japan" che potete trovare in streaming su Netflix! Avevamo già anticipato l'arrivo di "Age of Samurai" su Netflix e ora dopo una full immersion siamo pronte a raccontarvi di cosa si tratta, le nostre impressioni e anche qualche curiosità!

Speriamo che questo primo episodio vi piaccia e siamo davvero curiosi di ricevere i vostri feedback. Rimanete sintonizzati perchè nei prossimi episodi non solo potrete scoprire la vera storia del Giappone, ma ci saranno anche tante sorprese che vi aspettano, enjoy!

Autori: Erika Panzeri, Angie Antenucci // Japan Italy Bridge
Editing: Erika Panzeri // Japan Italy Bridge
Alcune delle riprese nel video sono di proprietà di Netflix, non rivendichiamo la proprietà di queste riprese.


Business Focus: Come approcciare il mercato giapponese

Rieccoci con la rubrica legata la Business Focus e oggi parliamo di come approcciare il mercato giapponese. A partire dalle start up sino ad arrivare alle grandi aziende, molto spesso si tende a dimenticare di approcciare il pubblico giapponese e questo è un errore in partenza. Perché eliminare una fetta di mercato che rappresenta la terza potenza mondiale in fatto di consumatori?

Come approcciare il mercato giapponese

Autore: Erika 

Come abbiamo detto poco fa, il mercato giapponese rappresenta la terza fetta mondiale per livello di consumatori. Invece, lo sapevate che le piattaforme social media, anche quelle più grandi, considerano il mercato giapponese come secondo mercato più grande al mondo? Questo perché la Cina, che occuperebbe il secondo posto, ha bloccato molte aziende e politiche aziendali estere, facendo sì che l’attenzione si spostasse appunto sul Giappone.

Tuttavia, molto spesso le aziende commettono l’errore di escludere il Giappone dalle proprie strategie di marketing. Questo avviene perché il mercato giapponese è anche uno dei popoli più difficili da approcciare. In realtà bisogna solo riuscire ad adattarsi alla loro mentalità e ai loro mezzi.

Gli ostacoli del mercato giapponese

mercato giapponese

Uno dei problemi maggiori che le aziende occidentali ritrovano nell’approcciare il mercato giapponese è in primis la barriera linguistica. Infatti, il cliente giapponese medio preferisce usare la propria lingua sia per relazioni private che per scambi commerciali. Infatti, secondo EF, il Giappone risulta 55° in classifica per quanto riguarda la conoscenza dell'inglese.

Se a questo ci aggiungiamo che il Giappone è un paese molto legato alla tradizione e anche ai propri usi e costumi, l’approccio a questo mercato diventa ancora più difficoltoso. Tuttavia, questo non deve fermarci, ma anzi stimolarci per trovare un modo per raggiungere questo mercato. Quindi, che tipo di strategie e tattiche di marketing potremmo adottare? Come affrontare la situazione?

Il digital è la soluzione

mercato giapponese

La strategia in realtà non è così complicata, il digital e i nuovi media sono la nostra soluzione. Se parliamo di startup infatti, spesso il budget a disposizione è limitato e suddividere questo piccolo gruzzoletto su diverse piattaforme per avere più presenza potrebbe in realtà essere controproducente. Meglio concentrare i propri risparmi sul digital. In questi anni di lavoro con le società e il popolo giapponese, abbiamo tentato diverse strade per la promozione delle aziende. Ecco quindi i nostri consigli su dove puntare.

Facebook & Instagram ads

In passato abbiamo già affrontato come i nuovi mezzi digital e in particolare i social media possano aiutarci a far salpare la nostra azienda a livello internazionale. In particolare, la funzionalità ads di Facebook ed Instagram è uno degli strumenti migliori per targettizzare utenti specifici. Sia le start up che le aziende già affermate dovrebbero approfittare di questo strumento per riuscire a raggiungere il proprio pubblico.
I due social ovviamente hanno delle demografiche diverse, Facebook infatti raggiunge un pubblico più adulto in Giappone mentre Instagram si affaccia ad un pubblico più giovane. Unendo le due piattaforme e utilizzandole per promuovere la propria azienda riusciremo a raggiungere un pubblico più vasto. Ovviamente, prima di imbarcarvi in un’operazione di promozione, è importante studiare la vostra mission e il vostro target per riuscire a raggiungere la nicchia di pubblico corretta sul social corretto.

Twitter ads

Uno dei social di più successo in Giappone è sicuramente Twitter. Twitter ha più utenti attivi mensili (45 milioni) di qualsiasi altra piattaforma di social media come Instagram (33 milioni) e anche Facebook (26 milioni) in Giappone. Twitter è una piattaforma un po’ “controversa”, o la ami o la odi. Tuttavia, se usata per il business può diventare un media davvero potente ed efficace tanto quando Facebook, specialmente in fatto di ads. In alcuni casi, a seconda del settore, potrebbe addirittura ottenere prestazioni più elevate rispetto a Facebook. Twitter inoltre raggiunge un pubblico molto giovane e molte aziende giapponesi hanno usato le Twitter ads non solo per aumentare la propria brand awareness ma anche per aumentare il proprio profitto organicamente. Se volete raggiungere il pubblico giovane in Giappone, Twitter potrebbe essere la soluzione per voi.

Influencer Marketing

Ed infine arriviamo qui, all’Influencer Marketing, quello che noi riteniamo essere ad oggi la strategia che funziona meglio a livello internazionale. Nel mondo di oggi, siamo tutti bombardati dalla miriade di pubblicità, puntare sulle collaborazioni con gli influencer potrebbe diventare una cosa positiva.

Tuttavia l’influencer marketing può essere un’arma a doppio taglio. Il primo passo a cui fare attenzione e che decreterà la riuscita di una buona campagna è proprio la scelta corretta del personaggio con cui collaborare. In questo caso diventa ancora più importante riuscire a trovare il giusto influencer che sia in linea con la vostra immagine e che abbia un pubblico in linea con il vostro target.

Ovviamente, riuscire a collaborare con i grandi nomi come Chiara Ferragni o Naomi Watanabe è davvero difficile, tuttavia c’è una categoria da non sottovalutare: i micro-influencer. Hanno seguaci limitati rispetto agli altri, ma hanno anche un tasso di coinvolgimento più alto. Questi non solo potrebbero essere clienti fedeli o sostenitori del marchio ma anche riuscire a portare pubblico alla vostra nicchia.

Investire nel marketing è sempre un’ottima scelte e le startup che magari non hanno un budget infinito possono restringere la propria strategia a qualcosa di mirato e funzionale. Il mercato giapponese può sembrare strano ma ha il potenziale di essere il trampolino di lancio per la vostra azienda. Assolutamente da non ignorare.


Business Focus: Content Strategy, tutto quello che c'è da sapere prima di cominciare

Continuiamo con la nostra rubrica Business Focus parlando di Content Strategy. Le scorse volte abbiamo parlato di Native Advertising che è strettamente legato al marketing di contenuto. Andiamo quindi oggi a vedere cosa fare prima di buttarci nella mischia!

Content Strategy, come gettare le basi per una solida campagna

Autore: Erika 

Probabilmente alcuni di voi hanno già sentito parlare di Content Marketing, alla fine è una di quelle tipologie di promozione che sta andando per la maggiore assieme al Native Advertising. Tuttavia una campagna non può funzionare separatamente da una strategia più completa e a lunga durata.

“Dotarsi di una content strategy precisa e strutturata è fondamentale per creare campagna digitali che siano vincenti”

Questo non solo è uno dei nostri mantra, ma dovrebbe essere quello di ogni azienda che decide di approcciarsi (anche per la prima volta) al marketing digitale. Infatti, non esiste content marketing senza content strategy, o almeno non uno che funzioni in modo proficuo.
E’ quindi estremamente importante studiare e capire come poter sfruttare una strategia vincente per il nostro business, qualsiasi esso sia.

Cosa sono il Content Marketing e la Content Strategy

Content Strategy

Prima di tutto, cerchiamo di capire cosa effettivamente sia.

Il content marketing è la creazione e la distribuzione di contenuti utili e di valore. Tutto questo rivolto ad un target di pubblico ben definito in modo da attrarre e acquisire i potenziali clienti e a far compiere loro azioni profittevoli.

La content strategy invece si occupa degli aspetti più “teorici e strategici” per l’appunto. Nella parte di strategia dobbiamo infatti inserire tutti i lati relativi alla pianificazione e gestione del contenuto durante tutto il suo ciclo di vita. Questo comprende non solo la creazione e la pubblicazione del contenuto, ma anche un’attenta analisi. Stiamo parlando infatti di uno studio che prevede l’allineamento del contenuto agli obiettivi di un’azienda, dello sviluppo del contenuto, la produzione, la misurazione e anche l’archiviazione. Tutta questa fase antecede l’implementazione del contenuto stesso.

Content strategy è ciò che sta a monte, tutto ciò che definisce e regolamenta il processo di sviluppo pratico. Infatti, la figura del content strategist non si occupa della produzione dei contenuti ma rivolge la sua attenzione alla pianificazione degli stessi. Questo il responsabile di decidere non solo quando i contenuti debbano essere pubblicati ma soprattutto perchè debbano essere prodotti. In effetti, ogni contenuto è un singolo mattoncino che va a gettare le fondamenta per una buona riuscita di tutta la strategia di comunicazione. E’ quindi importante avere un progetto ben definito, studiato e che possa essere analizzato in ogni suo step.

Content Strategy: Cosa devi sapere prima di iniziare

Abbiamo detto che la content strategy alla fine non è altro che una strategia che prevede gli obiettivi business di un’azienda e poi usa il contenuto come mezzo primario per raggiungere quegli obiettivi.

I contenuti possono essere di svariato tipo ma una dei focus importanti che questi hanno in comune è l’uso intelligente di storie e scrittura creativa, in qualsiasi forma, ma di questo parleremo più avanti.

Il content marketing, anche in Giappone, si concentra su svariati contenuti che possono spaziare dal post di un blog sino anche ad una pagina di conferma. Il compito di queste produzioni è quello di costruire una connessione di fiducia fra i prodotti o servizi di un’azienda e il proprio target di pubblico. Questo diventa maggiormente fondamentale in Giappone, dove acquisire la fiducia del cliente vuol dire tutto e ha molto più peso rispetto ad altre nazioni. Infatti, come abbiamo già detto in passato, il popolo giapponese è fondamentalmente una nazione tradizionalista che non ama i cambiamenti. Infatti, una volta che il target si affida e si fida di una specifica azienda, non la lascia più.

Ma questo è solo l’inizio del concetto di Content Strategy, diamo quindi uno sguardo più specifico a ciò che è coinvolto in una buona strategia.

Content strategy: La Visione

Content Strategy

Quando decidiamo di approcciarci a qualcosa, se vogliamo che questa cosa abbia successo, la base fondamentale è avere una chiara visione di cosa questa si tratti.

Definire gli scopi, gli obiettivi, cosa speriamo di realizzare e come speriamo di farlo sono i primi passi verso la stesura di un buon piano business. Tutto questo parte dalla visione di ciò che vogliamo che l’azienda sia fra tre o cinque anni e, di conseguenza, creare un piano di azione per raggiungere quella visione. Queste sono le fondamenta di una buona strategia.

Oltre a fare una lista di tutte queste cose è altrettanto importante misurare con pietre miliari e obiettivi abbastanza solidi da sfidare noi stessi ma allo stesso tempo flessibili e adattabili a qualsiasi situazione. E proprio a questo proposito, questa pandemia ci ha sicuramente insegnato molto in fretta che tutto è mutabile e tutto può cambiare nel giro di pochissimi giorni. Da qui appunto l’importanza di avere obiettivi stabili, precisi ma al contempo flessibili e adattabili in qualsiasi occasione. Questo vi permetterà di avere le cose ben chiare e sotto controllo, quindi di iniziare il vostro viaggio da una posizione più forte.

Tutto questo fa appunto parte della content strategy. Occuparsi della visione, dei pro e dei contro di come e perchè un contenuto sarà creato, gestito, archiviato o aggiornato.
Alla fine dei conti, la strategia dei contenuti si riduce a scrivere e programmare contenuti con obiettivi e scopi precisi in mente. Niente di tutto quello che andremo a condividere dovrebbe scollegato da tutto il resto dei contenuti e dagli obiettivi aziendali. E’ proprio qui che entrano in gioco visione e scopo.

Pianificare il successo

A qualsiasi progetto voi stiate lavorando, che sia personale o per un cliente, se si vuole far crescere il proprio contenuto diventa una questione di visibilità. Inevitabilmente ci ritroveremo a combattere per il primo posto su google o a trovare il nostro pubblico sui social. Per fare questo però significa che abbiamo bisogno di una strategia o comunque un piano d’azione.

Ormai sappiamo cosa vogliamo ottenere con i contenuti che siamo andati a produrre. La domanda corretta da porci ora è “come lo possiamo ottenere? In che modo?”. Parliamo quindi del metodo.

Sicuramente il primo passo è avere un vantaggio sulla concorrenza, ma non tutti possiamo essere Chiara Ferragni ed essere i primi ad arrivare sul campo. Quindi come possiamo fare? La risposta è avere un piano di content marketing solido ed intelligente in atto.

Farsi scoprire è una se non LA grande richiesta degli ultimi anni e alla base di tutto ci sono sempre le relazioni interpersonali. Farsi leggere e condividere dai nostri amici e dai loro amici è il primo passo verso l'ampliamento del nostro pubblico. Questo potrebbe essere l’inizio della nostra strategia.
Tuttavia per far si che questo funzioni, dobbiamo trovare il target esatto non solo del nostro pubblico ma anche dei contenuti. Quindi, per arrivare a questo punto dobbiamo dare uno sguardo ravvicinato a ciò che è stato già fatto e come sta funzionando, parliamo quindi di analisi.

Ecco un’altra parola importante in tutte le strategie e, più in generale, in tutti i lavori: analisi. La revisione dei contenuti è infatti uno dei passi più importanti nello sviluppo della nostra strategia ma non si tratta della strategia stessa.
Fare un esame attento di tutti i contenuti che sono stati già condivisi, anche dai nostri competitors, ci aiuterà a capire meglio cosa può funzionare e cosa no. Successivamente, possiamo andare ad analizzare in profondità i nostri stessi contenuti e riadattarli per capire cosa possa essere più di successo.

Pensare strategicamente si riduce davvero a fare buone e giuste domande ad ogni step del processo.

Dai il giusto scopo al tuo contenuto

Content Strategy

In un modo come quello di oggi dove i nostri smartphone e le nostre bacheche sono affollate (o meglio sovraffollate) da ogni tipo di contenuto diventa davvero importante selezionare accuratamente ciò che andiamo a condividere. Gettare qualsiasi tipo di foto o video nell’etere tanto per creare presenza non ha più senso. E’ molto meglio perdere tempo e investire energia in creare contenuti che abbiamo una possibilità e uno scopo ben preciso.
Ricordiamoci che noi vogliamo che il nostro contenuto abbia successo, che raggiunga il nostro pubblico e che produca per noi un profitto, che sia immagine o altro tipo di guadagno. Quindi perchè sprecare contenuti prima che abbiano una possibilità?

Il pubblico ormai è abituato a ricevere infiniti input di contenuti e noi vogliamo fare in modo che il nostro contenuto abbia successo. Vogliamo fare in modo che il nostro contenuto raggiunga il nostro pubblico e che lasci una buona impressione e già sappiamo che il pubblico giapponese non è semplice da impressionare. Come possiamo raggiungere questo? Semplice, pianificando il nostro contenuto e pensando strategicamente.

La chiave è sempre avere una strategia prima di produrre qualsiasi contenuto. Non dobbiamo limitarci a sfornare contenuti per il gusto di farlo, ma piuttosto pensare anche alla loro qualità e inserirli in un determinato periodo di tempo.

Quindi, prima di buttarci nella mischia della creazione di contenuti dobbiamo porci le giuste domande. Cosa vogliamo ottenere? Come si incastrano questi nuovi contenuti con quelli già presenti o che stiamo pensando di pianificare? Qual è il quadro generale dei nostri contenuti?
Queste sono tutte domande fondamentali alle quali dare risposta prima di cominciare la nostra produzione. Non dimentichiamoci che noi abbiamo uno scopo specifico, qualunque esso sia, e questo scopo deve essere ben definito. Per esempio, state creando contenuti per aumentare la brand awareness o generare lead? Gli scopi sono tanti ma l’importante è avere ben chiaro quali essi siano in modo da pianificare la strategia corretta.

Dai al tuo contenuto uno scopo e darai al tuo pubblico una ragione per leggere, guardare un video, mettere un like o rincondividere. Il pubblico non è un gregge di persone ma un organismo vivente e intelligente, capace di capire esattamente da dove arriva un contenuto e per quale motivo lo stiamo divulgando. Questo ha ancora più valore con il pubblico giapponese che è sempre più attento e selettivo nella ricerca dei contenuti.
Se stiamo creando un contenuto per un motivo e lo pianifichiamo in anticipo come parte della nostra strategia, il pubblico lo noterà. Allo stesso modo, se dovessimo fare l’opposto e buttare cose a caso, senza una precisa strategia dietro, il pubblico lo noterà.

Ecco perché lo scopo è così importante.

In conclusione

Creare una content strategy efficace e che riesca a connetterci con un pubblico, che lo ispiri all’azione può sembrare davvero complicato. Tuttavia come abbiamo capito è alla base di qualsiasi campagna marketing ben riuscita. Creare contenuti che abbiano uno scopo, che siano parte di una visione più ampia e che ci mettano in contatto con il nostro pubblico è alla base di qualsiasi buona strategia di comunicazione.

Non sempre è una capacità o risorsa che troviamo all’interno di tutte le aziende, per questo ci sono realtà come la nostra che si occupano di seguire tutta questa parte anche per conto di terzi. Noi ci occupiamo di creare questo modello, di produrre il contenuto e mantenere il lavoro fatto per poi ripetere. I nostri sforzi vengono messi nel creare una strategia che permetterà al vostro potenziale pubblico di scoprirvi. In questo modo diventa più facile per voi potervi concentrare su altri aspetti legati al vostro lavoro, o semplicemente rilassarvi senza doverci pensare!


Il potere dei social: TikTok e la pop star giapponese

Continuiamo con la nostra rubrica Business Focus e oggi trattiamo del caso TikTok e Miki Matsubara. Sapete già di cosa stiamo parlando?

Abbiamo già detto molte volte come i social media siano una potenza sia per le aziende che per i privati e in questo anno di pandemia ne abbiamo avuto la conferma. Anche chi non credeva nella rivoluzione digitale ora si è dovuto ricredere.

Come TikTok ha riportato in auge una pop star giapponese

Autore: Erika 

In questi mesi di quarantene ed isolamento forzato, abbiamo visto un incremento della creatività sui social media. Esempio palese di questo è la veloce ascesa di TikTok, social media prediletto dai giovani che ha visto crescere i suoi scritti sino ad arrivare ad essere la seconda app più scaricata nel 2020.

Dagli scherzi, agli animali passando per gli ormai famosi balletti, molti TikTokers hanno lanciato mode che ancora oggi accompagnano le nostre giornate. Ma oggi il potere di TikTok non si ferma soltanto ai suoi trend. Ha fatto scalpore infatti il caso di Miki Matsubara e di come un video condiviso su questo social sia riuscito a riportare in auge una sua hit del 1979.

A dicembre infatti, gli utenti della piattaforma hanno resuscitato la canzone "Mayonaka no Door: Stay With Me" che aveva reso Matsubara una star in Giappone già nel 1979. Più di quarant'anni dopo, la canzone è ancora orecchiabile e gioisa tanto da diventare la perfetta colonna sonora di un TikTok con protagonista le mamme giapponesi. 

"Ho fatto il TikTok quando mia mamma stava facendo delle cose in casa", dice un utente a The Japan Times via mail. Questa clip ha raggiunto più di 1,5 milioni di like e visualizzazioni in pochissimo tempo facendo schizzare "Mayonaka no Door" in cima alla classifica Global Viral 50 di Spotify per tre settimane.

@kickronnie

I’m asking her to sing this next karaoke night 👸🏻 #japan #japanese #おかあさま #fyp

♬ 真夜中のドア/Stay With Me - Miki Matsubara

Sfortunatamente, Matsubara è morto nel 2004 e non ha potuto godere della rinascita. Tuttavia, il compositore della canzone, il 71enne Tetsuji Hayashi, dice al Japan Times che questo nuovo successo "sembra molto strano... è stato così tanto tempo fa".

La musica e i social media

Ma è davvero così strano? Partendo dal fatto che quando una canzone è bella, è bella sempre anche dopo quarant'anni, ma pensiamo anche a quanto potere abbiano acquistato al giorno d'oggi i social media. Purtroppo, gran parte dell'industria musicale giapponese sembra ancora operare come se fosse il 1979, dando quindi poca importanza al mondo digital e dei social media. Il caso Matsubara ne è un esempio.

TikTok Mayonaka no Door

Il cantautore Tetsuji Hayashi dice che le nuove tecnologie stanno riscrivendo le regole di come una canzone diventa una hit, "potrebbe essere di un altro paese o di un'altra generazione". Ormai sono già passati alcuni mesi ma il caso "Mayonaka no Door" mostra come l'interazione fra artisti giapponesi e ascoltatori internazionali sia cambiata negli ultimi decenni. I social media internazionali permettono anche ad una nuova generazione di innamorarsi di un'artista che in passato avrebbe potuto essere scartata dalle playlist solo a causa della sua nazionalità. Complice anche l'ascesa del K-pop e degli ormai instoppabili BTS, sui social media come TikTok troviamo sempre più anche trend di canzoni giapponesi.

Il potere di TikTok

TikTok

Basandosi sulle recenti statistiche, gli utenti di TikTok trascorrono più di 850 minuti al mese sull'app, ovvero più di 14 ore al mese. Se esaminiamo i dati da ottobre 2019 a marzo 2020, possiamo notare un notevole aumento del tempo che l'utente medio trascorre sull'app, complice appunto anche il lockdown.

Questo social media si è diffuso a macchia d'olio a livello mondiale, in particolare nelle nazioni asiatiche, diventando un outlet per l'intrattenimento anche grazie alla sua ricerca di Hashtag. Infatti, a giugno 2020, le categorie più popolari su TikTok hanno tutte più di un miliardo di visualizzazioni. Se andiamo a contare i video di lip-synching e quelli sulla danza, arriviamo un totale di oltre 150 miliardi di visualizzazioni.

Il 2020 è stato un anno segnato dai lockdown ed è proprio in questo periodo che le persone si sono buttate sui nuovi media in cerca d'intrattenimento e di sfogo per la propria creatività. Infatti, TikTok ha conquistato il secondo posto nella classifica delle app più scaricate per iPhone superata solo da Zoom per ovvi motivi. TikTok ha addirittura superato i download di Facebook, Messenger, Gmail, Netflix, YouTube e Instagram, su tutti gli app store, diventando così l'app più popolare in assoluto a livello globale nel 2020.

Inoltre, in un modo come quello del digital marketing, sappiamo quanto sia importante il tasso di coinvolgimento di un social media. I recenti dati mostrano come l'engagement rate vari a diversi livelli di followers per Instagram, YouTube e altri social. Tuttavia, a tutti i livelli di follower, TikTok ha un tasso considerevolmente più alto rispetto alle altre piattaforme. Infatti, Upfluence ha analizzato che i micro-influencer hanno un tasso di coinvolgimento del 17,96% su TikTok, a paragone del 3,86% su Instagram e dell'1,63% su YouTube. Mentre i mega-influencer hanno un tasso di coinvolgimento del 4,96% su TikTok, 1,21% su Instagram e 0,37% su YouTube.

I dati parlano da soli e anche in questo 2021 non possiamo che aspettarci una costante ascesa di questo social e chissà, forse potremo riscoprire qualche altra hit giapponese! Avete già qualche idea su quale potrebbe essere il prossimo music trend degli TikTokers in questo 2021?


Business Focus: Native Advertising, cos’è e la sua importanza, anche in Giappone

Continuiamo con la nostra rubrica Business Focus e oggi trattiamo di Native Advertising. Ne avete mai sentito parlare?

Native Advertising: cos’è e la sua importanza, anche in Giappone

Autore: Erika 

In un momento come questo dove tutta l’economia è quasi interamente bloccata, la mossa più intelligente è quella di investire in pubblicità e marketing. Ma lo sappiamo, in questo campo si ricevono un mare di informazioni e di possibilità. Tuttavia, recentemente molte aziende ci stanno chiedendo “Ma che cos’è il Native Advertising?”, andiamo a scoprirlo insieme.

Prima di andare a parlare di Native advertising, dobbiamo fare una piccola panoramica nel mondo dell’advertising online.

Le difficoltà dell’advertising online

Ormai siamo tutti fortemente bombardati da tantissime informazioni che il mercato pubblicitario è spesso saturo. Come fare quindi per trovare e raggiungere la propria nicchia di pubblico?

Il livello di attenzione degli utenti online è in calo costante da tempo, infatti oggi l’utente medio ha uno span di attenzione pari a 8 secondo circa. Basti solo pensare che un pesce rosso si aggira sui 9 secondi di attenzione circa, questo ci fa capire quanto sia difficile e al contempo importante colpire l’utente nei primi secondi di visualizzazione.

Se ci spostiamo poi ad analizzare la visibilità e i famosi CTR, vediamo che la maggior parte dei banner pubblicitari oggi non sono più nemmeno visualizzati o, addirittura, il clic su di essi è accidentale. Inoltre, gli utenti sono anche stufi del numero esorbitante di pubblicità, molto spesso indesiderata. E’ proprio qui che i vari AdBlock rendono il raggiungimento del nostro target ancora più difficile.

In sostanza, nessuno guarda più i banner pubblicitari sui vari siti. E’ proprio qui che entra in gioco il content marketing.

Native Advertising

Il content Marketing

Ormai, chi più chi meno, tutti abbiamo sentito parlare di content marketing anche perché la maggior parte della pubblicità online oggi avviene tramite questa forma. Molte aziende, specialmente quelle che si affacciano ad un pubblico internazionale, hanno capito che i contenuti e gli influencer rappresentano un ottimo (se non il migliore) strumento di marketing.

Infatti, i branded content ormai impazzano sui vari social media e sono diventati una forma di pubblicità molto più efficace rispetto alle tradizionali campagne promozionali.
In pochi dati, questi contenuti hanno un tasso di fiducia dell’utente 7 volte superiore rispetto alle pubblicità display tradizionali. Sono permanenti e possono catturare visibilità e traffico anche a lunga durata. Inoltre, se ci aggiungiamo un’operazione di SEO fatta in modo corretto, questi contenuti hanno un ROI a medio-lungo termine maggiore.
Se poi consideriamo che oltre il 51% del tempo speso dagli utenti sui mezzi digitali è passato su una piattaforma mobile, capiamo quanto sia fondamentale avere un formato che funzioni su questi device.

Il mobile e la pubblicità

In pochissimo tempo, siamo passati da una visuale 16:9 orizzontale ad una in 16:9 verticale. Merito di Stories, Reel e soprattutto di smartphones, questo formato ormai è uno dei più richiesti in tutte le campagne pubblicitarie digital. Infatti, gli schermi dei nostri telefoni sono già a dimensione ristretta rispetto ad un computer, quindi perchè sprecare prezioso spazio visivo con annunci display, overlay e pop up totalmente intrusivi?

E’ proprio su questi device che la pubblicità dovrebbe essere pensata per ottimizzare lo spazio dello schermo e, di conseguenza, il flusso di navigazione (lo scroll continuo per intenderci). Quindi come facciamo? Ma con il Native Advertising naturalmente!

Native Advertising

Cos’è il Native Advertising

Ed eccoci arrivati al clou del nostro articolo. In sostanza il Native Advertising sono annunci pubblicitari che si adattano al contesto in cui sono inseriti. Per esempio, ereditano la funzione della piattaforma in cui vivono (ad esempio i like di Facebook). Inoltre, non interrompono la navigazione dell’utente e sono rilevanti per chi li visiona. Queste sono caratteristiche portano ad sviluppare un maggiore engagement verso questo tipo di pubblicità.

In sostanza, niente di nuovo direte. Da anni noi stiamo già sviluppando campagne native come i post sponsorizzati sui vari social media, articoli sponsorizzati, widget e quant’altro. Tuttavia, esistono diverse forme riconosciute per il Native Advertising:

  • In-Feed: annunci a pagamento inseriti in un sito editoriale.
  • Paid Search: annunci a pagamento inseriti nella pagina dei risultati di un motore di ricerca.
  • Recommendation widget: annunci a pagamento che promuovono contenuti correlati ad un articolo.
  • Promoted listings: annunci a pagamento inseriti nel listing di prodotti di un e-commerce.
  • In-Ad: contenuti inseriti all’interno di un formato pubblicitario standard.
  • Custom: iniziative speciali su misura condotte da un brand in collaborazione con un editore, ovvero gli articoli sponsorizzati.

Trattandosi di una forma di advertising meno palese di altre, è però importante sottolineare quando un contenuto sia stato sponsorizzato o meno. La trasparenza deve essere sempre garantita.

Creare contenuti che il pubblico ama

Ci è capitato spesso di dover creare contenuti per una strategia di Native Advertising, da brand che vendono prodotti di lifestyle giapponese a prodotti per bambini. Tuttavia, lo scopo principale non è di vendere, ma di costruire il pubblico per il cliente.

Per fare questo, è importante seguire diverse regole perché il “post sponsorizzato” non potrà differenziarsi troppo dal resto dei contenuti che solitamente la piattaforma scelta propone. La lunghezza, il tone of voice, il linguaggio, il font, deve tutto essere in linea con gli altri contenuti. Tuttavia, è fondamentale creare un titolo che sia cliccabile e che catturi l’attenzione del visitatore.

Molto importante diventa saper catturare l’utente non con numeri e domande, ma con una narrativa che lo affascini. Ormai anche il meno scaltro degli utenti internet riesce a capire quando qualcuno sta cercando di vendergli un prodotto. A causa di questo, è importante differenziare il nostro “post sponsorizzato” raccontando esperienze personali e creando empatia per esempio.

Il pubblico va coinvolto ma soprattutto intrattenuto. Far ridere una persona è una delle cose più difficili da fare, tuttavia quando ci riesci, hai catturato la sua attenzione per sempre. E così il cliente è fidelizzato.
Siate empatici ma obiettivi, provate ad aiutare il pubblico in qualche modo e condividete la vostra esperienza. Il prodotto non deve necessariamente essere menzionato ripetutamente, una volta è abbastanza, anche perché con il contrario si potrebbe rischiare di sfociare in quella che in gergo si chiama “marchetta” e quindi ottenere l’effetto opposto desiderato dal Native Advertising.

Native Advertising

Il Native Advertising in Giappone

Ed eccoci giunti al Giappone. Nonostante sia una nazione estremamente focalizzata sui media tradizionali e le pubblicità su di essi, recentemente le cose stanno cambiando. Complice anche la recente pandemia, il mercato dell'advertising ha visto una significativa impennata nel digital. Infatti, nel 2021 gli inserzionisti giapponesi hanno speso quasi 15 miliardi di dollari sul digitale. Con l'aumento dei media digitali in Giappone, le aziende non possono più ignorare l'importanza di integrare una strategia digitale nel marketing complessivo.

Tuttavia, fondamentalmente il popolo giapponese rimane un popolo molto tradizionalista, molto legato alla storia e alle esperienze pregresse. Quello giapponese è un popolo estremamente legato alla fiducia, quindi la pubblicità digitale dipende ancora dall'avere una buona reputazione online. Quindi, le operazioni di SEO e social media diventano fondamentali per avere risultati migliori nel mercato giapponese.

Uno dei punti chiave per il successo di una campagna in Giappone è l’uso di una corretta localizzazione. Non lo diremo mai abbastanza, ma i giapponesi sono estremamente meticolosi quando si tratta di scegliere il prodotto giusto prima di fare un acquisto. Usare la loro lingua e i loro visual diventa veramente importante. Scrivere contenuti corretti e in linea con il proprio target è una delle basi per costruire una buona campagna. L’attenzione ai dettagli e l’alta qualità dei prodotti è la chiave per conquistare i clienti giapponese.

In conclusione

Le pubblicità native dovrebbero somigliare a qualsiasi altro articolo sulla piattaforma scelta, sia come stile che per funzione. Siate intraprendenti, veritieri e soprattutto ricordatevi di intrattenere il vostro pubblico.


Business Focus: Perché le startup dovrebbero puntare ai clienti giapponesi

Vi siete mai chiesti come mai le startup del mercato globale non puntano ai clienti giapponesi? Forse per lo stesso motivo per cui le startup giapponesi temono di entrare nel mercato globale? 

Perché le startup dovrebbero puntare ai clienti giapponesi

Autore: SaiKaiAngel

clienti giapponesi

Innanzitutto, una cosa assolutamente da non sottovalutare, è la barriera linguistica. I giapponesi in generale, non sono molto attenti ad imparare altre lingue universali, come potrebbe essere l’inglese questa potrebbe essere una limitazione abbastanza grande. D'altronde, il Giappone è una società molto conservatrice e gelosa della propria cultura e tradizione. D’altro canto, nel resto del mondo, la lingua giapponese non è tra le prime da imparare. Questo è uno dei primi motivi che spinge la giovani startup a scegliere paesi anglofoni e altri paesi asiatici che stanno crescendo ad un ritmo molto rapido.

Usanze e culture d'affari uniche

Ogni paese ha costumi e culture uniche, ma penso che la situazione in Giappone sia più intensa ed esplicita che in qualsiasi altro paese straniero. L’avventura in Giappone non è assolutamente da sottovalutare!

Portiamo esempi pratici. Se vuoi promuovere il tuo prodotto o il tuo servizio in Giappone, potrebbe essere difficile farlo senza il supporto di un'agenzia che possa avere molta influenza sul mercato, soprattutto se fornisci servizi di media di tecnologia per il marketing. Addirittura colossi come Google e Facebook hanno assunto dipendenti locali per sostenere le loro agenzie!

Alcuni dicono che i giapponesi amino i marchi, i cosiddetti brand. Infatti, sono dell’idea che i giapponesi diano un grande peso ad una reputazione passata di fiducia prima di acquistare o sottoscrivere qualcosa. Considerando questi punti, le startup nei paesi stranieri hanno bisogno di una strategia e di un marketing sofisticato, e soprattutto di un nome affidabile.

clienti giapponesi

photo credits: fiercebiotech.com

La strategia standard è quella di collaborare con un'azienda locale in Giappone.

Naturalmente, l'azienda locale dovrebbe avere familiarità con il mercato giapponese e la lingua stessa. Tra l’altro, i giapponesi amano il marchio "made in Japan" quindi sono disposti a comprare nel negozio di elettrodomestici che non siano Samsung e LG, ma marche giapponesi come Sony e Panasonic, anche se sono ovviamente di qualità inferiore e prezzo più alto.

Questo, in Giappone non è necessariamente negativo, al contrario! L’azienda che vuole farsi conoscere in Giappone, dovrebbe puntare al mercato giapponese fin dall’inizio, in modo da farsi conoscere meglio.
Diamo un’occhiata alle ragioni per cui le startup dovrebbero puntare al mercato giapponese pur correndo qualche rischio.

Dimensione del mercato e della fetta di clienti giapponesi

Stiamo parlando di una dimensione enorme, perchè la dimensione del mercato giapponese è la terza al mondo, quindi un enorme potenziale per le startup.
La Cina ha il secondo mercato più grande, ma non dimentichiamo che il partito comunista cinese ha gestito l'intera nazione e questo ha dato un giro di vite alle aziende straniere perché vogliono controllare ogni informazione. Mentre alcune aziende americane come Apple e Starbucks hanno lavorato nel mercato cinese, Google e Facebook praticamente non hanno ancora iniziato a lavorare lì. Considerando questo, potrebbe essere difficile o impossibile trovare la propria strada nel mercato cinese. Quindi, togliendo la Cina, il Giappone diventa praticamente il secondo mercato più grande dopo gli Stati Uniti.

Eccesso di concentrazione a Tokyo

Se sei un'azienda B2B, devi visitare fisicamente i tuoi potenziali clienti perché i giapponesi preferiscono condurre gli affari di persona. Tokyo, la capitale del Giappone, è una città conveniente e affascinante per le aziende, perché quasi tutte le sedi sono situate nell'area metropolitana di Tokyo. Se si riesce a conquistare Tokyo, si può praticamente entrare con facilità nel mercato giapponese. Fortunatamente, ci sono molti spazi di co-working, come WeWork, a Tokyo e molte startup globali ne hanno approfittato.

Alta fedeltà dei clienti giapponesi

Come già spiegato prima, molti giapponesi si attaccano a un marchio. In altre parole, se si riesce a lavorare sodo e ad ottenere la fiducia dei nuovi clienti, i giapponesi potrebbero essere i clienti più fedeli per il tuo marchio.
Secondo il rapporto State of Commerce di Shopify, gli utenti giapponesi tendono ad acquistare ripetutamente articoli se il commerciante ha un buon rapporto con loro. Queste statistiche mostrano quanto i clienti giapponesi siano leali e critici per un'azienda.

Concludo dicendo che è molto importante tentare di entrare nel mercato giapponese, perchè tutte le aziende avrebbero bisogno di avere i loro principi di fedeltà e attaccamento al marchio. Se tutte le aziende riuscissero a fare questo, sicuramente riuscirebbero ad avere un pubblico sicuramente più fedele e costante nel tempo e quindi rimanere sulla cesta dell’onda di più. E’ importante capire ed apprezzare usi e costumi di un luogo prima di puntare al suo marchio, è importante creare fiducia con i propri clienti.

Tutto questo è ciò a cui i giapponesi credono e ciò che, qualsiasi azienda globale, dovrebbe imparare a fare. Non perdete mai di vista il mercato giapponese, perchè è proprio quello che vi riuscirà a dare le soddisfazioni di cui avete bisogno. Forse alcune barriere esistono, ma il mercato ne vale la pena, con la sua grandezza, concentrazione e lealtà

Una startup dev’essere costante, fedele, buona conoscitrice degli usi e costumi delle persone a cui si sta rivolgendo, non è difficile crearsi un buon branding in Giappone, non appena si è riusciti a superare la barriera linguistica, basta avere questo tipo di forza e non dimenticare che stiamo parlando, praticamente, del secondo mercato mondiale dopo gli Stati Uniti.