Business Focus: la psicologia del rapporto con il cliente

Continua la rubrica legata al "Business Focus" su Japan Italy Bridge e oggi parliamo di problem solving, comunicazione e rapporto con il cliente, anche in Giappone. 

Problem solving: la psicologia del rapporto con il cliente, anche in Giappone

Autore: SaiKaiAngel

Capire chi si ha davanti. Questo è un insegnamento che mi è stato personalmente dato e che cerco sempre di portare avanti. Cosa significa capire davvero chi si ha davanti? Sicuramente è alla base di ogni attività, sia personale che professionale e se fosse facile, chiunque riuscirebbe senza fatica nel proprio lavoro. Non è facile.

Solamente poche persone riescono a distinguersi nella massa e dal rumore che, soprattutto nei giorni nostri, si sente troppo spesso. In mezzo al rumore una voce, una voce attraente e leale. La voce di qualcuno che è disposto ad ascoltare, ma con molta attenzione i bisogni altrui. Per costruire un pubblico c’è bisogno di questo, insieme a molta intelligenza per capire il comportamento umano.

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photo credits: artplusmarketing.com

Attrarre e mantenere alta l’attenzione.

Parliamo ad esempio, per farla più comprensibile, del podcaster. Il bravo podcaster non solo deve attrarre il proprio pubblico, ma deve anche fare del suo meglio per mantenere alta l’attenzione dell’ascoltatore senza urlare troppo e senza avere cali di voce che possano portare alla disattenzione.

Bisogna creare sogni, rispondere alle esigenze. Determinazione. Passione. Costanza. Coerenza. Non bisogna mai fare in modo di mostrare qualcosa che sia contrario ai fattori suddetti.

Capire la propria psicologia

Prima di capire gli altri, dovete assolutamente capire voi stessi. Per costruire un pubblico bisogna innanzitutto capire che cosa noi stessi siamo portati a fare.
Siamo in grado di comunicare bene? Il nostro lavoro è stare in mezzo alla gente, procacciare clienti, tenere ai propri clienti.

Non siamo in grado di comunicare bene? Il nostro lavoro è stare nelle “retrovie” e nel backstage. Pensate che quest’ultima cosa possa essere brutta o demoralizzante? No, non lo è. Perchè molto probabilmente, chi sta sul palcoscenico è bravo solo in quello e dovrebbe imparare anche a costruire lo spettacolo, perchè l’artista in questione non riuscirebbe a fare nulla senza uno staff che crea lo spettacolo da capo.

Insomma, prima di rendervi simpatici sforzandovi, lo studio da fare è molto pesante e lungo e sappiate che le persone si accorgono del vostro sorriso falso.
Non azzardate quello che non siete! Che siate in grado o no di capire gli altri e quindi voi stessi, non addentratevi in ciò per cui non siete portati. Certo, si può sempre imparare, ma occorre molto tempo. Occorre tempo per capirsi e per capire gli altri.

Portiamo un altro esempio: la mia passione.

Avere una passione e fare di tutto per perseguirla è sicuramente molto importante, ma per farlo e farlo bene, bisogna avere la capacità. Le capacità o si hanno di natura, o si imparano con il tempo. Una cosa su cui io personalmente non sono d’accordo, è perseguire una passione senza contare il resto, ad occhi chiusi. Spesso, purtroppo, questo porta al non raggiungimento del sogno e nelle peggiori ipotesi, alla completa rovina della strada verso quel sogno. Ci si può giocare male l’occasione, per farla breve.

La passione segue solo l’impegno. Per avere passione c’è bisogno di impegno. Invece di seguire la tua passione, presta attenzione a ciò che trovi coinvolgente.
Renditi unico e non farlo solo per attirare qualcuno o qualcosa, rimani unico.

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photo credits: theabp.org.uk

Costruisci qualcosa di unico e vai avanti rimanendo unico.
Fai capire che sei disposto ad essere un punto fermo per il tuo cliente, fai capire che sei disponibile a risolvere il suo problema.

Sii il loro Problem solving

Dunque, cos’è il problem solving? Andiamo ad analizzare questa parte essenziale per costruirsi un pubblico efficace.

Come abbiamo già detto, dare fiducia e assicurare la propria presenza sempre è essenziale e anche indispensabile. Non bisogna MAI fare in modo che il cliente dica o solo semplicemente pensi “Senza di questa persona posso andare avanti lo stesso”. Così i clienti si perdono. Bisogna essere in grado di diventare essenziali nella risoluzione di un problema.
Nel nostro caso, il problema potrebbe essere la costruzione di un evento o la costanza nel mantenersi vivi socialmente comunicando l’identità della propria azienda in modo corretto. Noi vogliamo essere dei problem solving, per questo bisogna avere la capacità di:

  • Riconoscere un problema
  • Definire un problema
  • Determinare la causa del problema
  • Stabilire le priorità
  • Selezionare le possibili soluzioni
  • Decidere la soluzione
  • Risolvere il problema

photo credits: 1985fm.com

Per essere efficace come problem solving, bisogna allenare soprattutto queste capacità:

  • Intuizione
  • Buon senso
  • Pensiero laterale
  • Sensibilità
  • Lucidità (attenzione perchè spesso questa va a cozzare con quella precedente)
  • Comprensione dei limiti
  • Comprensione delle capacità
  • Facoltà decisionali
  • Costanza
  • Coerenza

Non è facile e c’è chi è nato con la capacità di problem solving, ma anche se non abbiamo nel team nessuno in grado di essere un problem solving, a quel punto abbiamo due strade da prendere:

  1. Cercare una persona che si occupi di problem solving
  2. Diventare noi stessi problem solving

Certo è che la strada non è semplice, perchè attenzione, non ho detto: Improvvisarsi Problem solving! E’ non solo difficilissimo, ma anche poco produttivo.
E il cliente se ne accorge il più delle volte.

Trovare uno scopo

Lo scopo deve essere personale e gli insegnamenti che ci vengono dati devono essere solo un aiuto. Mai prendere come oro colato qualcosa che qualcun altro dice! Per quanto una persona possa essere un’insegnante importante, deve rimanere una guida, un aiuto nei momenti di difficoltà e riuscire ad essere in grado di bilanciare la sua psicologia con la vostra. Sì, perchè quello che può funzionare con qualcuno può essere completamente inutile per qualcun altro.
E il cliente se ne accorge.

Non ascoltare mai i pregiudizi

Nonostante molte volte possano dire la verità, ancora più volte sono cattivi consiglieri. Possiamo trovarci davanti ad un cliente che “a pelle” non ci piace. Quante volte ho sentito dire queste frase… queste sensazioni, nonostante non siano da buttare completamente via, non devono diventare predominanti. Facciamo in modo che il pregiudizio possa rimanere tale (quindi un giudizio a sensazione) e rendiamolo fragile, tanto fragile da essere poi soppiantato dal giudizio.

Costruisci una rete molto grande

Avere una rete di contatti molto grande è un aiuto davvero importante. In quel modo, tra i tanti nomi, alcuni possono diventare clienti, clienti da seguire con costanza e nel tempo, per cui il pregiudizio è solamente una sensazione che lascerà poi lo spazio al giudizio.
Poi dopo se vi fa piacere potete anche dire “te l’avevo detto io me lo sentivo!” è ok se vi fa piacere, ma non è richiesto.

Sii quello che sei, ma hey non sto parlando dell’essere quello che si è nonostante tutto. Bisogna essere quello che si è ma con un lavoro alle spalle, bisogna creare una vera e propria consapevolezza di quello che si è e quindi avere anche l’onestà di capirne i limiti, prima che se ne accorga qualcun altro. Fatevi aiutare da chi ha una capacità maggiore e sto parlando sia di chi sta backstage sia del frontman. Non buttatevi ad essere quello che non siete, perchè per diventarlo, se davvero ci tenete, bisogna impegnarsi molto.

Siate convincenti

Questo, psicologicamente, porta per prima cosa a convincere voi stessi. Non tentate di convincere qualcun altro di qualcosa a cui voi non credete!
Se ne accorgono, fidatevi.
Lavorate per convincere voi stessi di qualcosa e poi convincete anche gli altri. Farete incazzare un bel po’ di persone probabilmente, ma saranno soprattutto i vostri competitor. Il cliente, la persona per cui state facendo da problem solving, sarà al vostro fianco e vi vedrà importanti.

Siate affidabili

Dovete essere qualcosa di conosciuto, qualcosa di affidabile. Non dovete scappare al primo ostacolo e dovete riuscire a farvi conoscere. Le persone tendono molto ad essere coinvolte da ciò che già si conosce e temono lo sconosciuto. Se ci fate caso, noi stessi siamo attirati da ciò che è conosciuto. Siamo più inclini, solitamente, ad ascoltare con attenzione una canzone che già conosciamo, di cui già conosciamo la storia piuttosto che una nuova. Molto spesso qualcuno ci dice “Ascoltala è bellissima, fidati di me!”.

E’ il fidati di me il problema, perchè la nostra mente è egoista e tende sempre a non fidarsi, per questo poi la canzone non la ascolteremo mai con l’attenzione che è stata richiesta fino a che non diventa parte della nostra mente. Fino a che non piace a noi. Questo ci fa capire quanto importante sia l’affidabilità, quanto dobbiamo studiare e lavorare per essere, se non alla pari della mente del cliente, il più vicini possibile.

Basta non perdere l'essenza di ciò che ha fatto innamorare voi stessi, pensate sempre a questo.

Modellarsi per la percezione del pubblico

Sii sempre te stesso, si dice, fai di tutto per non piacere agli altri, ma piaci solo a te stesso. In questo modo, direi che puoi anche chiudere e vivere nella tua isola deserta senza che nessuno ti infastidisca. Ma se vuoi avere a che fare con gli altri è importantissimo avere non solo la percezione e una buona conoscenza di sè stessi, ma anche fare di tutto per migliorare sè stessi in modo da diventare parte essenziale ed indispensabile del cliente. Bisogna essere sè stessi, ma con un bel lavoro alle spalle. Perchè in un lavoro con dei clienti, è essenziale riuscire a rapportarsi con loro e lavorare per restarlo nel tempo. Che ti piaccia o no, tutto ciò che crei modella la percezione e l'opinione che la gente ha di te. A meno che non ti piaccia proprio l’isola deserta e a quel punto si può fare a meno anche di lavorare nutrendosi di noci di cocco.

Quando ti approcci agli altri e vuoi lavorare con altre persone, non hai altra possibilità che essere all’altezza delle aspettative altrui. Purtroppo, la convinzione che “noi siamo noi e non dobbiamo muovere un dito per essere apprezzati dagli altri” è troppo frequente per essere soppiantata, ma spero con tutto il cuore che prima o poi la mente di tutti possa aprirsi all’eventualità che non siamo tutti uguali e che i primi su cui bisogna lavorare davvero siamo noi stessi. Poi possiamo pensare ad approcciarci agli altri e creare buone connessioni anche lavorative.

Essere problem solving vuol dire anche essere critici

Avere la capacità di capire dove sbagliamo e andare avanti sistemando il problema. Bisogna essere i Problem Solving anche di noi stessi! Essere critici significa anche avere la capacità di affrontare le critiche: trovare la giusta spiegazione a quelle poco costruttive e accettare quelle costruttive. Se si chiamano “critiche costruttive” significa che sono in grado di costruire qualcosa. Si può passare il tempo ad alimentare e dare attenzione ai troll oppure a creare qualcosa di buono e magari ascoltare solo ciò che è costruttivo, a voi la scelta. Ciò che davvero bisogna evitare è la presunzione che, attenzione!, è ben diversa dalla sicurezza.
La presunzione ci rende ciechi, la sicurezza ci fa acquistare ancora più vista.

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photo credits: economist.com

Aprite la vostra mente

E qui arriva il mio momento, il nostro momento. La chiusura mentale non aiuta nessuno, nemmeno nel lavoro. Chiude non solo la nostra mente, ma anche vie e possibilità. Spesso non ci approcciamo a qualcun altro per paura e per poca conoscenza. Pregiudizi, luoghi comuni, tutto questo ci chiude nell’isola deserta e non ci fa guardare oltre.

Guardare oltre

Abbiamo deciso di lavorare con il Giappone, ma non senza uno studio e senza tanto impegno. Abbiamo modellato le nostre conoscenze e le nostre capacità in modo da avvicinarci a questo popolo. Inoltre, abbiamo studiato e studiamo ancora la lingua in modo da avvicinarci a loro, li vogliamo capire sempre di più in modo da diventare per loro un vero e proprio Problem Solving che possa rimanere tale nel tempo, che possa essere un appiglio nei momenti di difficoltà che non dovranno esserci, perchè noi sappiamo come evitarli già dall’inizio.

La differenza di lingua, di cultura, di abitudini… tutto questo abbiamo detto che fa paura. Ma dobbiamo innamorarci di questa lingua, di questa cultura, di queste abitudini, di tutto quello che è stato detto fino ad ora. Se non c’è modo di modellare la propria mente e di innamorarvi voi per primi di tutte queste cose, direi che è inutile provarci. Se vi rendete conto che ne siete innamorati, allora cominciate a lavorare e cominciate a capire di cosa il Giapponese in questione ha bisogno. Molto spesso ci siamo trovati davanti a quello che mai ci saremmo aspettati: somiglianze incredibili. Giappone e Italia si somigliano davvero molto, ma queste cose sono percettibili solamente ad un occhio di qualcuno che vuole essere esperto, qualcuno che vuole migliorarsi, qualcuno che vuole approcciarsi. Come ho già detto in precedenza, per primi dobbiamo innamorarci noi, poi fare innamorare gli altri e, in questo caso, il nostro cliente.

Non potete piacere a tutti, ma sforzatevi di piacere a chi merita, a chi volete camminare accanto sia professionalmente che privatamente. Molto probabilmente sarete non solo il loro problem solving, ma anche e soprattutto il vostro.

La bellezza di un sito web, di un social, di tutto ciò che è comunicazione è importante ed è il lavoro del backstage. Ma non è nulla senza il lavoro del frontman, stessa cosa si può dire del contrario. Un team ben strutturato è quello che ha sia back che front stage, non dimenticatelo mai e, in fin dei conti, la psicologia di costruire un pubblico non è poi così diversa dalla psicologia in generale. Se si applicasse in tutto ciò che viviamo, forse le cose andrebbero meglio per tutti.

Innamoratevi, ma innamoratevi davvero. O beh, ci sono sempre le noci di cocco.


Business Focus: L'importanza della comunicazione e del Marketing in Giappone nei tempi di pandemia

La comunicazione è sempre stata importante nella nostra vita e in questo momento di pandemia a causa della diffusione del COVID-19, la sua essenzialità è diventata ancora più forte. In un momento in cui siamo costretti a rinunciare ad abbracci e vicinanze fisiche, se non ci fosse internet come faremmo? Grazie alla comunicazione riusciamo ad avvicinarci al resto del mondo, la nostra porta non è chiusa grazie ad internet.

L'importanza della comunicazione e del Marketing in Giappone nei tempi di pandemia

Autore: SaiKaiAngel

photo credits: mosaikoweb.com

La pandemia del COVID-19 è sicuramente un momento molto difficile in cui siamo tutti coinvolti, ma cerchiamo di vedere anche in questo il positivo. Come si dice? Se ti senti in un tunnel arredalo! Ecco, mentre noi aspettiamo di vedere la luce in fondo al tunnel, cerchiamo di fare di tutto per non fare morire la nostra azienda e i nostri rapporti. I lockdown imposti sono molto difficili da gestire, ma quanto sono riusciti a farci capire l’importanza delle “piccole” cose? Ho messo la parola PICCOLE tra virgolette, sì, perchè in questa pandemia ci siamo resi conto quanto GRANDI siano le PICCOLE cose. Quanto speciale sia la nostra normalità. Quanto abbiamo cercato un abbraccio seppur virtuale, quanto ci siamo reinventati per tenere in vita un progetto di lavoro per cui abbiamo fatto tanto.

Approfittiamo di questo momento per ripartire anche più forti di prima, prendiamoci del tempo per pensare, reinventarci e prepararci per la ripresa totale.

Ricordatevi però, che non esistono miracoli! Bisogna affidarsi al mondo dei social marketing, ma non da soli. Esistono specialisti nel campo, persone che di lavoro fanno proprio quello di consigliarvi ed accompagnarvi nel mondo del social marketing e della comunicazione senza farvi incorrere contro ostacoli (tipo noi).

comunicazione pandemia

photo credits: mosaikoweb.com

Non sospendere mai le attività produttive.

Abbiamo la fortuna di poter usufruire di internet, perchè mettere in pausa un lavoro o un’azienda? L’idea che un giorno internet potesse diventare da importante a essenziale era già nell’aria da un po’. Possiamo partecipare ai meeting, possiamo organizzare, possiamo davvero lavorare insieme e rimanere in contatto con i nostri clienti, tutto online. Inoltre, in questo momento, possiamo dedicarci anche a intensificare i contenuti dei nostri social media, dei nostri siti, in modo che non appena ci sarà la possibilità di ripartire dopo la pandemia, saremo pronti!

Se il nostro negozio è chiuso, perchè toglierci la possibilità di creare un e-commerce per continuare a vendere i nostri prodotti? Se fino ad ora non ne abbiamo sentito la necessità, ecco che ci si presenta davanti questa possibilità che, pian piano, diventa sempre più importante. Se si può, cerchiamo di costruirci un canale online per comunicare e continuare la nostra attività lavorativa! Cerchiamo anche di “arredarlo” il meglio possibile.

Rinforziamo i valori aziendali e l’immagine aziendale online!

Facciamoci vedere, ne abbiamo la possibilità! Non fermiamo gli eventi, creiamoli online e se proprio non vogliamo farlo, fermiamoci ad organizzare quelli in presenza. Abbiamo la possibilità di farlo, rinforziamo la nostra rete comunicativa adesso!

Continuiamo a rimanere in contatto!

Molti ragazzi possono continuare a studiare e a frequentare la scuola grazie alla Didattica a Distanza, quella che ormai tutti conosciamo come DAD. E’ importante? Sicuramente è un aiuto, se non ci fosse questa possibilità di meeting online, sicuramente i ragazzi rimarrebbero completamente fuori dall’insegnamento e dagli incontri con i compagni di classe. Invece, grazie alla Didattica A Distanza, i ragazzi riescono ad interagire tra di loro e, magari, anche a distrarsi. La distrazione in questi momenti di chiusura è molto importante, se non ci fosse possibilità di comunicare online, rimarremmo davvero chiusi fuori dal mondo. Forse ora più che mai ci rendiamo conto di quanto la comunicazione online possa essere importante.

Ancora dei dubbi? Andiamo a vedere cosa succede nel resto del mondo e soprattutto in Giappone, che è il nostro focus da sempre.

L'importanza della comunicazione e del Marketing in Giappone nei tempi di pandemia

Il Giappone è sempre stato molto tecnologico, ha sempre creduto, quasi più e prima di tutti, all’importanza della comunicazione e del marketing online, infatti ora si trova sicuramente più avvantaggiato di chi invece rimaneva fermo sulla tradizione.
Il Giappone vive con i social network in modo di rimanere sempre in contatto con il resto del mondo, diamo uno sguardo ai social network più usati in questo paese con le relative percentuali grazie a Statista:

  • LINE 77,4%
  • Twitter 38,5%
  • Instagram 35,7%
  • YouTube 23,2%
  • Facebook 21,7%
  • TikTok 8,1%
  • Skype 7,1%

Il caso LINE

comunicazione pandemia

photo credits: google.com

Come potete ben vedere dalle statistiche, se in occidente utilizziamo maggiormente Whatsapp, Facebook ed Instagram, in Giappone invece si affidano moltissimo a LINE e Twitter. Conoscete LINE? E’ considerato il Whatsapp giapponese, e vanta circa 84 milioni di utenti attivi mensili in Giappone (statistica di fine 2020).

Cosa rende LINE così popolare?

LINE nasce nel 2011 da una collaborazione con Naver, una piattaforma sudcoreana.
Subito dopo il grande terremoto del Giappone nel 2011, la maggior parte dei canali di comunicazione convenzionali si erano interrotti causa interruzioni di corrente. Per questo, le fonti ufficiali si sono rivolte all’online per comunicare le notizie e confermare la sicurezza di amici e familiari. L'app è stata rilasciata per l'uso pubblico nel corso di quell'anno, e si è rivelata molto interessante per i consumatori giapponesi grazie al suo design unico e personalizzabile, consentendo sia l'uso privato che quello aziendale.

Come usano i social network i giapponesi?

Rispetto ai Paesi vicini, i giapponesi usavano i social network per il 65% contro l'88% di Taiwan e l’87% della Corea del Sud. A gennaio 2019, gli utenti di internet giapponesi hanno invece trascorso in media 4,8 ore al giorno con i contenuti digitali, mentre i giovani giapponesi tra i 18 e i 34 anni di ore ne utilizzavano fino a sei. Secondo un sondaggio, le ragioni principali per l'utilizzo dei social media tra le giovani generazioni sono la comodità di raccogliere e condividere informazioni, oltre che connettersi con amici e colleghi.

comunicazione pandemia

photo credits: epigeum.com

Abbiamo questo momento per pensarci e per riattivarci il prima possibile. questo è il nostro lavoro da sempre e ora finalmente ci rendiamo conto che non è mai stato più utile. Lo era già da prima, ma ora è diventato essenziale. Siamo pronti ad accompagnarvi e voi siete pronti per la rinascita (online)?


Business Focus: Digitalizzazione, la chiave per sollevare l'economia

Questa pandemia ha dato un duro colpo all’economia mondiale e una delle chiavi per risollevarsi è proprio la digitalizzazione. Continuamo la nostra rubrica sul Business Focus e oggi parliamo proprio di quanto la digitalizzazione possa influenzare lo sviluppo economico di Italia e Giappone.

Digitalizzazione: potrebbe essere la chiave per incrementare la spesa dei consumatori giapponesi?

Autore: Erika 

In questi mesi, molte aziende si sono lanciate nell'ambiente digitale e molti negozi hanno trasportato le proprie vetrine nel mondo dell’e-commerce. Questa intelligente mossa ha permesso loro di continuare a lavorare anche nei mesi di lockdown, e di non fermare la propria produzione.

Tuttavia in Giappone, come anche in Italia, la ripresa economica è soprattutto dei consumi è estremamente rallentata. Per quale motivo? La ragione di ciò è che in entrambe i paesi la diffusione dell’e-commerce è in ampio ritardo rispetto ad altre nazioni.

digitalizzazione giappone

Durante i mesi del lockdown, le persone hanno diminuito drasticamente le visite nelle aree di shopping. Tuttavia, nei paesi aderenti all’OCSE (Organization for Economic Co-operation and Development) , si sono registrate vendite al dettaglio in aumento e in media sopra al livello pre-pandemico. Questo significa che la maggior parte delle vendite è avvenuta tramiti siti online ed e-commerce.

La situazione è differente non solo in Italia ma anche in Giappone. Qui infatti le vendite rimangono ancora al di sotto dei livelli registrati prima della pandemia. In questi due paesi così diversi eppure così simili, la gente si è chiusa in casa senza spendere denaro. Infatti, alla fine di giugno, il contante e i depositi bancari delle famiglie giapponesi hanno raggiunto una cifra record (1.030.000 miliardi di yen).

Tutto ciò però non ha aiutato l’economia, già gravemente colpita dagli effetti del COVID-19. Secondo alcuni questo freno sarebbe da attribuire allo sviluppo insufficiente del settore e-commerce e dalla scarsa presenza online delle aziende dei due paesi, sia Italia che Giappone.

digitalizzazione

Infatti, da un sondaggio di Statista del 2019, solo il 16% dei giapponesi ha dichiarato di aver fatto acquisti online nell’anno precedente. Questo dato rientra nella quarta posizione fra le 45 economie in via di sviluppo. Diventa quindi ipotizzabile che una volta che la digital transformation arriverà in Giappone, il potenziale di aumento della spesa delle famiglia potrebbe essere enorme. Infatti ora, dopo mesi di pandemia e costrizioni, i consumatori sono stanchi di stare a casa e sono disposti a spendere.

Come arrivare alla digital transformation verso il Giappone?

Tutto quello che ci siamo detti fino ad ora, sono discorsi ipotetici con un enorme potenziale. Tuttavia, per poter trasformare questo potenziale in una vera ripresa economica, il governo e in primis le aziende stesse dovrebbero investire nel digitale. Ci riferiamo alla creazione di e-commerce, siti web, canali social media e influencer marketing in modo che il business legato a queste aziende possa ripartire.

A sostegno di questa nostra teoria, infatti, le principali società giapponesi prevedono di investire il 16% in più nel digitale per l’anno fiscale 2020. Infatti, Un totale di 765 imprese punta a spendere 471,8 miliardi di yen (4,45 miliardi di dollari) in tecnologia, mostra un'indagine Nikkei sulle società quotate in borsa e su quelle con 100 milioni di yen o più di capitale. Questo segna un secondo anno consecutivo di crescita a due cifre.

Con la pandemia che ha interrotto i flussi di persone e merci, le aziende si stanno rivolgendo alla tecnologia per adattare i canali di vendita e distribuzione alla nuova normalità. Seven & i Holdings, l'azienda che sta dietro ai minimarket 7-Eleven, prevede un aumento del 19,9% degli investimenti in tecnologia fino a 121,2 miliardi di yen - la somma più grande di tutti quelli presenti nella lista.

Gli investimenti in tecnologia hanno già portato i loro frutti e un ritorno su questi investimenti che potranno solo accelerare. Infatti, le aziende che hanno abbracciato la digitalizzazione sono quelle che stanno dando il meglio in questa pandemia.

"I leader delle imprese sono costretti ad adattarsi al coronavirus, e ora si rendono conto dell'importanza della trasformazione digitale", ha detto Saisuke Sakai del Mizuho Research Institute. "Gli investimenti IT potrebbero crescere ancora di più in futuro". / fonte Nikkei

Questo ci porta a capire che ora più che mai è il momento di investire nel digital e nella creazione di una presenza online per la vostra azienda sia in Giappone che in Italia. Solo in questo modo, le aziende riusciranno a non fermare il proprio lavoro e ad avere vendite costanti anche in questo periodo di incertezze.

Japan Italy Bridge vi tiene sempre informati sui suggerimenti per le aziende nella nostra rubrica business focus, oppure potete trovarci su facebook e dirci la vostra opinione. In alternativa potete unirvi alla nostra newsletter o richiedere un preventivo sui nostri servizi per comunicare la vostra azienda in Giappone e in Italia ed essere parte integrante della rivoluzione digitale.


Business Focus: Gli eventi digitali durante la pandemia

Nel 2020 ci siamo imbattuti in un anno davvero particolare e anche per chi come noi lavora nel mondo del marketing c'è stata un'invasione degli eventi digitali. Abbiamo sperimentato nuovi modi di rimanere in contatto, nuovi modi di abbracciarci, nuovi modi di studiare e lavorare. Non sono modi di vivere e lavorare che non avremmo mai dovuto conoscere, anzi! Il 2020, detto proprio in modo positivo, ha accelerato molti di questi processi. Cosa può portarci la pandemia di positivo? Sicuramente, guardando la situazione, possiamo rispondere con “molto poco”, ma cerchiamo di guardare al di là di tutto.

Eventi digitali: le opportunità durante la pandemia

Autore: SaiKaiAngel

Questo 2020 ha fatto in modo che il salto verso il futuro fosse più corto? Sicuramente si! Per quanto riguarda noi di Japan Italy Bridge, per passione o per esigenza, abbiamo fatto in modo di rimanere a galla e continuare a presentare le nostre proposte… online!

Eravamo comunque già organizzati e preparati a questo, visto la frase che abbiamo sempre detto presentandoci “Il futuro è nel digitale”. Ora, siamo sicuri che quella frase, che aspettavamo diventasse patrimonio nostro quotidiano magari tra un po’ di tempo, è invece diventata consueta improvvisamente già da questo momento. Noi di Japan Italy Bridge, quindi, ci impegniamo, in attesa del poterci riabbracciare fisicamente di nuovo, nel costruire e proporvi eventi e situazioni digitali che possano darvi emozioni, se non uguali, ma simili a quelle fisiche.

eventi digitali

Abbiamo sperimentato, durante il lockdown, molti eventi online come scuola, lavoro, webinar, meeting vedendoli spesso come qualcosa di inaspettato e più eccitante della presenza online. Questo perchè? Semplicemente perché ci troviamo davanti a qualcosa di nuovo. Prima di abituarci anche a questo, cerchiamo di sfruttare l’entusiasmo in tutta la sua essenza.

Eventi digitali

Parliamo ad esempio degli eventi online. Sì, perchè a parte il lavoro online che abbiamo sempre fatto, gli eventi era l’unica cosa che tenevamo offline e basavamo solamente sulla presenza delle persone. In attesa di farlo nuovamente, abbiamo cercato soluzioni online che potessero effettivamente, per il momento, creare se non lo stesso entusiasmo, qualcosa di simile.

Come si fa ad organizzare un evento online?

Bisogna prima di tutto focalizzarsi sugli invitati, proprio come l’evento in presenza. Bisogna individuare le persone a cui quell’evento può interessare e diventare un collegamento per le aziende che vogliono comunicare il loro lavoro ad altre.

Qual è il principale obiettivo dell’evento online?

Lo scopo degli eventi digitali, come quelli classici, è quello di raggiungere più persone interessate possibili. Bisogna fare in modo di creare per loro la piattaforma ed il luogo giusto per agevolarli al meglio nella loro presentazione e nella loro comunicazione con gli altri partecipanti. L’evento online diventa quindi un favorevole posto in cui scambiarsi opinioni che poi possono diventare strumento di contatto tra le aziende. Una delle cose positive che troviamo in questo è l’abbattimento dei costi organizzativi. Diventa a quel punto completamente gratuito senza problemi di audio, luci, intrattenimento culinario. La cosa più importante è avere una piattaforma in grado di tenere e mantenere l’evento senza problemi e, sicuramente, una buona connessione. Tra le piattaforme più richieste ci sono zoom e meet.

Un’altra cosa assolutamente essenziale è la capacità del creatore dell’evento ad intrattenere gli ospiti facendo in modo che possano essere rispettati spazi e momenti. In questo caso abbiamo bisogno di un bravo “conduttore” che non è molto diverso da quelli che vediamo nei programmi televisivi. Il conduttore deve essere in grado non solo di far rispettare i tempi, ma anche di mantenere alto l’entusiasmo per tutta la durata dell’evento, intervenendo quando la situazione si affievolisce oppure quando diventa troppo accesa. Niente di così diverso dall’evento offline insomma. Questa è la dimostrazione che, il creatore dell’evento, fa parte di un’azienda consolidata e capace di fronteggiare qualsiasi tipo di situazione.

Noi di Japan Italy Bridge, ad esempio, ci focalizziamo sul creare un ponte, come dice il nostro nome, tra Giappone ed Italia. Finchè questo ponte non sarà possibile costruirlo fisicamente, come già abbiamo fatto con i nostri precedenti eventi, due nomi a caso “Japan meets Italy” e “Spindle” , ci teniamo molto a tenere alto l’interesse e la comunicazione fra queste due nazioni. Per questo abbiamo studiato il modo di rendere online ed interessanti i nostri eventi.

Ovviamente, una delle cose che pensiamo possa essere essenziale per un evento digitale, non è il pagamento, ma almeno la registrazione. In questo modo, si riuscirà ad avere non solo una certa moderazione dell’evento, ma anche un modo di comunicare adatto al proprio profilo. L’ospite non si troverà una bolgia di gente a cui non interessa nulla dell’evento, ma solo ed unicamente invitati interessati e entusiasti di partecipare, ascoltare e condividere.

Ascolto e condivisione

eventi digitali

Non andiamo tanto lontani dall’evento classico in questo caso, il focus è sempre lo stesso: trovare persone e aziende interessate nella condivisione. Noi tutti sappiamo quanto possa essere difficile mettere in collegamento aziende di diverse nazionalità, ma siamo anche sicuri che Giappone ed Italia abbiano tanto da condividere e da sentirsi uniti, altrimenti non faremmo questo lavoro!

L’evento online non deve fare paura, se guardiamo a questo attentamente, ci renderemo conto che non è così differente dall’evento in presenza.
Quindi di cosa abbiamo bisogno per creare un evento online?

  • Individuare persone e/o aziende che possano essere interessate all’evento.
  • Creare il giusto ambiente per agevolare la comunicazione tra di loro, magari instaurando per primi un dialogo.
  • Lasciare agli invitati il giusto posto e moderare il tempo a loro disposizione in modo da renderlo uguale per tutti.
  • Avere un buon interlocutore e gestore dell’evento che possa far rispettare i tempi e tenere alto l’entusiasmo del pubblico.
  • Avere la convinzione di fare la cosa giusta, senza farsi spaventare dalla differenza che c’è tra offline ed online.

Digitale e in presenza, molte cose rimangono uguali, una di queste è l’entusiasmo.

Non perdete mai il vostro entusiasmo, è quello che vi permetterà di vivere in modo corretto qualsiasi momento, rendendo l’attesa meno pesante e soprattutto fruttifera. Imparerete a “sentire” l'entusiasmo dell’altra persona e anche a creare nuove connessioni. Fatela diventare una nuova sfida!

Per quanto riguarda noi di Japan Italy Bridge, siamo pronti a continuare a costruire questo ponte anche in versione digitale per poi continuare a farlo di persona.


Business Focus: E-commerce dopo la pandemia

Gli effetti del Coronavirus si stanno ancora facendo sentire, tuttavia non parliamo di casi positivi ma di presenza online ed e-commerce. Continuamo la nostra rubrica sul Business Focus e oggi parliamo proprio di quanto le piattaforme e-commerce abbiano influenzato questo 2020 e quanto influenzeranno il nostro futuro.

L’importanza degli e-commerce durante e dopo la pandemia

Autore: Erika 

Durante questo 2020 abbiamo capito come sia estremamente importante avere una presenza online, per qualsiasi azienda, ancora di più per i negozi. Non solo social media, ma soprattutto gli e-commerce hanno spopolato anche grazie alla pandemia. Con la chiusura forzata dei negozi, infatti, molte attività commerciali si sono ritrovate a dover correre ai ripari.

L’impatto che il blocco ha avuto sulle abitudini di noi italiani, ma anche di tutta la popolazione mondiale, è estremamente evidente. In questi mesi infatti, l’e-commerce è diventato uno dei canali principali per acquistare prodotti essenziali e non senza dover uscire di casa.

Possiamo infatti vedere dai dati come tra febbraio e marzo 2020 le vendite online in Italia sono cresciute significativamente rispetto allo stesso periodo del 2019. I momenti preferiti dagli italiani per fare acquisti sono durante il fine settimana. Proprio a causa dell'epidemia di coronavirus (COVID-19), l'8 marzo le vendite online hanno registrato un incremento del 90% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

e-commerce

Alcuni dati

Secondo il Consumer Panel GfK, quasi 4 famiglie italiane su 10 hanno fatto acquisti online per la prima volta a marzo. Mentre, da inizio anno a oggi, sono stati registrati in Italia 2 milioni di nuovi consumatori online (su un totale di 29 milioni).

Tra febbraio e marzo 2020 le vendite online in Italia sono cresciute significativamente rispetto allo stesso periodo del 2019. Infatti, a confronto dei primi sei mesi del 2019, l'importo totale è stato di 700.000 nuovi consumatori.

Secondo una recente indagine condotta da Ipsos sull'impatto della pandemia del Coronavirus sull'atteggiamento e sul comportamento degli individui, in Italia il 31% degli intervistati ha dichiarato che la frequenza di acquisto di beni online è aumentata. D'altra parte, quasi la metà degli intervistati ha dichiarato che la loro frequenza di acquisti online non è cambiata affatto.

Proprio grazie alla pandemia di COVID-19, le piattaforme di retail online hanno subito un aumento senza precedenti del traffico globale tra gennaio 2020 e giugno 2020, superando anche i picchi di traffico delle festività natalizie. Nel complesso, i siti web del commercio al dettaglio hanno generato quasi 22 miliardi di visite nel giugno 2020, rispetto ai 16,07 miliardi di visite globali del gennaio 2020.

e-commerce pandemia

Insomma, avere uno shop online è ormai una opzione inevitabile per qualsiasi attività commerciale. Inoltre, secondo gli analisti, il settore del commercio online è quello che crescerà di più nell'economia mondiale, con un incremento calcolato fino al +55%.

Questo è infatti proprio il momento di attrezzarsi e di investire nelle tecnologie digitali e puntare appunto sulla trasformazione digitali. Adattare i propri servizi alla vendita online, è la mossa più intelligente da fare in questo momento storico.

Punti cardine di un e-commerce perfetto

Ormai già sappiamo che il consumatore online è molto più esigente e a volte più diffidente del classico cliente che ci viene a trovare in negozio. Tuttavia la soddisfazione dell’utente è uno dei cardini fondamentali di un buon e-commerce. L’affidabilità e la qualità del servizio, l’interfaccia user-friendly e l’assistenza al cliente sono punti fondamentali.

Non possono inoltre mancare un ottima comunicazione e gestione del marketing specifico per uno shop online. Japan Italy Bridge si occupa non solo di costruire e-commerce di alto livello ma anche di comunicare il vostro marchio online sulle varie piattaforme. Infatti, l’ottimizzazione SEO di un e-commerce e la brand awareness aiutano ad aumentare le vendite ma anche la percezione del marchio stesso da parte del cliente.

In particolare la comunicazione e il marketing sono l’ostacolo più alto da superare ma anche il punto focale per la portata di un e-commerce. Investire in traduzioni professionali e in un team che segua la parte di social e digital marketing aiutano a posizionare il vostro marchio sui motori di ricerca.
Quello che Japan Italy Bridge consiglia, è creare un sistema multicanale vi porterà ad avere un e-commerce vincente e ad aumentare le vostre vendite e i vostri ricavi. Non solo, potreste anche scoprire mercati che prima rimanevano ignorati dalla vostra azienda.

e-commerce

L’esperienza COVID ci ha insegnato che bisogna essere sempre pronti al cambiamento e a differenziare la presenza sulle piattaforme offline e online. Il modo e i mezzi di vendita sono drasticamente cambiati. Il mercato retail virtuale ha infatti ricevuto effetti dirompenti che nessuno fino a poco tempo fa avrebbe mai immaginato. Questo ha avuto un grosso impatto sull’economia e l’organizzazione di molte aziende. Al giorno d’oggi è infatti normale non solo ricevere il cibo da asporto a casa, ma anche altri tipi di materiali.

Dopo l’esperienza della pandemia è diventato fondamentale avere una presenza online. Se la vostra azienda è interessata a costruire un e-commerce o interfacciarsi con il pubblico digitale, potete contattarci e scoprire le offerte riguardo i nostri servizi.


Business Focus: Social Media durante e dopo la pandemia

I social media sono da tempo parte integrante della nostra vita, ma proprio durante questa pandemia mondiale, abbiamo scoperto quanto questo mezzo sia importante.

L’importanza dei Social Media in tempo di pandemia

Autore: Erika 

La pandemia di COVID-19 ha stravolto completamente le nostre vite non solo a livello sanitario ma soprattutto nella nostra routine giornaliera. Se c’è qualcosa che abbiamo imparato da questa situazione, è che dobbiamo essere preparati a qualsiasi cosa ci riservi il futuro. Nessun obiettivo infatti è realistico, ma nei nostri piani dobbiamo cercare di avvicinarci il più possibile a quella che sarà la realtà.

Molti si stanno chiedendo come sarà il mondo post COVID-19 e trovare una risposta non è semplice. Tuttavia una cosa è certa, dobbiamo essere pronti a cambiare e aggiustare le nostre strategie di marketing in qualsiasi momento e il digital sembra essere la strada giusta per farlo.

In questo articolo, andremo a vedere come il COVID-19 ha influito sull’utilizzo dei social media da parte delle aziende.

Con il distanziamento sociale, il digital e i social media hanno avuto un impatto di notevole intensità. Infatti, abbiamo notati un boom non solo app di messaggistica e video chiamata, ma anche tutte quelle piattaforme che ci hanno concesso di poter effettuare eventi digitali.

Sia nella nostra vita privata, che in quella lavorativa, la nostra quotidianità è stata toccata e segnata dal cambiamento di molte abitudini. Tuttavia non tutte le conseguenze sono state negative.

La famosa digital transformation, che in Italia era in stallo, ha subito una notevole accelerata proprio grazie a questa situazione mondiale. Spinti dall’impossibilità di continuare con i vecchi metodi, anche i brand più ostinati si sono arresi all’evoluzione digitale della comunicazione.

Cambiano le strategia di social marketing

Social media Pandemia

Le strategie di marketing infatti sono cambiate per adattarsi ai nuovi supporti e strumenti, ma in primis è cambiato il modo in cui le aziende comunicano e si rapportano con i clienti.

In questo periodo di pandemia, il pubblico ha cambiato le proprie esigenze e le aziende hanno dovuto imparare a relazionarsi in una maniera vantaggiosa. Proprio per questo molto aspetto legato al social media marketing sono cambiati in tempo di pandemia.

Passando molto più tempo in casa e bombardati da tutte queste news negative, il pubblico ha avvertito la necessità di sentirsi in qualche modo connesso con il mondo. E’ proprio questo uno degli aspetti fondamentali che ha permesso alle aziende di cogliere al volo le opportunità e le offerte legate alla digital transformation.

Per chi come noi si occupa di Marketing, avrà infatti notato che i tempi di pubblicazione dei post sono stati completamente stravolti. Il COVID-19 ha mescolato parecchio le carte in tavola e se prima si preferiva postare sui social durante in giorni specifici nella pausa pranzo, ora questo periodo si è esteso a tutti i giorni feriali. E’ invece passato in secondo piano quello che noi chiamiamo il “momento dei pendolari”, quindi dalle 17 in poi i social ora sono poco gettonati.

Invece, se prima il fine settimana risultava uno dei momenti peggiori per pubblicare, ora post lockdown la mattina del weekend è diventato uno dei momenti più ricercati.

 

I social media più visti durante la pandemia

Con il lockdown forzato, i programmi TV sospesi, telegiornali monopolizzati dalle news relative al Coronavirus, il pubblico ha disperatamente bisogno di intrattenimento. Questo ha fatto sì che il pubblico si riversasse sui social media, in particolare su Instagram, YouTube e TikTok alla ricerca di distrazione. Proprio per questo motivo è diventato ancora più fondamentale pubblicare con i tempi giusti.

Anche il volume dei messaggi inviati e ricevuti è cambiato. Nonostante per alcuni settori ci sia stato un calo di pubblicazione dei post, per altre aziende invece il volume è rimasto costante o addirittura è incrementato.

Infatti, alcune aziende hanno aumentato i messaggi rivolti al pubblico durante la pandemia. Per esempio, il settore dell’intrattenimento ha incrementato le proprie attività sui social proprio per offrire distrazione ai cittadini già distrutti dal distanziamento sociale.

Altre aziende invece legati ai settori dello sport e del turismo sono state particolarmente segnate dalla restrizione o sospensione di tutte le attività. Ed è proprio in questi settori dove si è registrato un calo nella comunicazione. Tuttavia questo è stato un passo errato da fare. Potrebbe sembrare la scelta più logica quella di tagliare i fondi legati alla comunicazione in un periodo di crisi come questo, ma in realtà è uno dei gesti più controproducenti che un’azienda possa fare. Ma di questo parleremo in uno dei nostri prossimi articoli.

I social media come strumento per connettere persone durante la pandemia

Social media Pandemia Social media Pandemia

Sin dall’inizio di questo 2020, abbiamo visto come il nostro stile di vita sia cambiato completamente creando nuove regole per tutti.

Infatti, molte aziende si sono trovate a dover ricalibrare la propria strategia in luce dei fatti avvenuti. Ci siamo domandati molte volte se questo contenuto fosse adatto alla situazione attuale, e molte volte ci siamo trovati a rimuoverlo. In un periodo come questo dove la gente è particolarmente sensibile ad ogni tipo di messaggio, è molto importante controllare ciò che viene condiviso ma ancora più importante è adattarsi ad ogni situazione.

Ascoltare le richieste e i sentimenti dei vostri clienti e identificare le loro esigenze è fondamentale al giorno d’oggi per poter capire come orientare la vostra strategia. La pandemia ha creato un clima di terrore generale e per tale motivo ora il pubblico è alla ricerca di conversazioni positive. La gente si è stufata della negatività e di tutto questo sentimento di preoccupazione legato al COVID19 e cerca distrazione sul social.

A marzo sono aumentati del 1.174% i messaggi che avevano come temi aiutare il prossimo, culminando in 19,5 milioni di messaggi nel corso del mese. In questo periodo ricco di insicurezze, le persone cercano più che mai di connettersi e sostenersi l’un l’altro. I social media sono diventati l’epicentro di questo movimento.

Nel sondaggio #BrandsGetReal di SproutSocial del 2019, è stato individuato che il 91% degli intervistati crede che i social network abbiano il potere di connettere le persone, di cui il 78% vorrebbe che i brand utilizzassero i social network per farli incontrare. Questo sentimento è diventato ancora più forte dopo l’avvento della pandemia.

Riuscire a capire cosa il tuo pubblico desidera e dimostrare loro che la vostra azienda ha capito questo bisogno, è la soluzione migliore per una buona comunicazione anche in questo strano 2020.


Business Focus: Lo strambo mondo del web design giapponese

Vi siete mai chiesti perchè il web design giapponese è così diversi rispetto a quello in occidente?

Lo strambo mondo del web design giapponese

Autore: Erika 

Japan Italy Bridge si occupa di offrire servizi per le aziende e parte del nostro lavoro è creare siti web. “Che novità” potreste dire, sì perchè ci sono tante agenzie come noi, ma cosa ci differenzia dalle altre? Beh noi abbiamo la capacità di adattare lo stile e il visual giapponese a quello occidentale e viceversa.

E’ molto molto importante per ogni azienda avere un sito internet che la rappresenti. Tuttavia, spesso capita che lo stile e il design che utilizziamo in Italia non sia propriamente adatto per il linguaggio e il popolo giapponese.

Infatti, se analizziamo anche solo visivamente i siti giapponesi, le differenze saltano subito all’occhio.

web design giapponese

Come ben sappiamo, nella maggior parte del mondo occidentale, i siti internet hanno un layout semplice. Infatti, rispetto ai primi anni 200, abbiamo sostituito la miriade di link con un contenuto rilevante e conciso che ci porti velocemente al nostro scopo.

Tuttavia, in Giappone esiste una diversa cultura anche a livello di gusto visual. Infatti, parte dei siti internet sono cambiati pochissimo rispetto ai primi anni 2000. A tal proposito, possiamo proprio vedere come diversi siti siano sovraccarichi di link e informazioni. Questo per un occhio occidentale è totalmente inconcepibile, mentre diventa la norma per un occhio giapponese.

Yahoo era uno dei motori di ricerca più popolari di tutto il Giappone e lo è ancora per tante homepage. Tuttavia, come potete vedere dalle foto, il suo design e layout sono cambiati veramente pochissimo negli ultimi 10 anni

web design giapponese web design giapponese

Un’altro esempio è la homepage di Rakuten, il centro commerciale online più grande della nazione.
Rakuten è un po’ l’Amazon dell’Asia e ogni negoziante può personalizzare la propria pagina. Questo risulta in un grande display di varie immagini, banner e pop up su diverse pagine che a volte hanno anche bisogno di lungo tempo per essere scrollate.

Perchè il Web Design giapponese è così?

Ma eccoci alla vera questione, perché il web design in Giappone deve seguire questi determinati canoni di stile? La risposta è semplice. La maggior parte del popolo nipponico è formato da utenti anziani che preferiscono mantenere la tradizione. Questo succede anche nello stile visual di come i siti internet vengono costruiti e vissuti.
Questo rende complicato per le aziende un cambiamento verso uno stile che potremmo definire più internazionale.

Inoltre, la maggior parte degli utenti giapponesi utilizza internet tramite un supporto desktop e non mobile. Quindi anche i maggiori siti internet tendono a mantenere il design corrente, anche per non confondere lo user finale.

Un altro motivo per cui i giapponesi preferiscono questo stile che noi definiremmo “vecchio” è anche per la loro cultura dell’informazione. Infatti, se siete mai stati in Giappone o se vi è mai capitato di vedere alcune immagini del paese, avrete notato che le insegne sono onnipresenti. I giapponesi sono bombardati dai neon luminosi e dalle insegne che raccontano di negozi, offerte speciali e occasioni da non perdere. Questo si traspone anche sui siti internet dove il popolo giapponese preferisce avere tutte le informazioni subito.

Il Caso LINE

Quando l’app di messaggistica LINE (il corrispettivo giapponese di Whatsapp) ha deciso di cambiare e semplificare il layout della loro homepage, il popolo giapponese non l’ha presa benissimo. Infatti, proprio in quel periodo, gli utenti si sono scatenati con review da una stella e con numerose richieste all’azienda di cambiare al vecchio design.

Cambiamento all’orizzonte

Tuttavia, nonostante la preferenza per un approccio più tradizionale, alcune giovani fra i 20 e 30 anni hanno dichiarato di preferire un design più minimal.

web design giapponese

Il caso Mercari ne è infatti un esempio. Stiamo infatti parlando di un sito che offre servizi di aste online con un’interfaccia semplice e user friendly. In poco tempo, Mercari ha preso il sopravvento su Yahoo Auctions, l’app più quotata in Giappone per questi servizi.

La storia di questo brand ha messo luce sull’importanza di un buon layout UX, incoraggiando i giapponesi ad assumere nuovi designer in procinto del cambiamento.
Le ditte giapponesi dovranno cominciare ad adattarsi ad un design più moderno non solo per risultare più interessanti per un pubblico più giovane ma anche per diventare più competitive a livello internazionale.

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Business Focus: Influencer Marketing in Giappone, 5 cose da sapere

Abbiamo tutti sentito parlare di Influencer Marketing ma quali sono le differenze in Giappone?

Japan Italy Bridge si occupa di offrire servizi alle aziende nel campo del Digital Marketing e degli eventi. Molte aziende italiane che hanno richiesto i nostri servizi di promozione verso il mercato giapponese, ci hanno domandato quali siano le differenze fra le due nazioni per quanto riguarda l’Influencer Marketing.

Influencer Marketing in Giappone: 5 cose da sapere

Autore: Erika 

Per chi non sappia cosa sia l’Influencer Marketing, stiamo parlando di un ramo della promozione che usufruisce dell’utilizzo di bloggers ed influencer con un target specifico di pubblico.

Al giorno d’oggi, questa strategia è uno dei metodi più efficaci in gran parte dei mercati, questo vale anche per quello giapponese. Infatti, l’Influencer Marketing in Giappone gioca un grosso ruolo ma le regole sono diverse rispetto alle nazioni occidentali.

Oggi condividiamo con voi 5 differenze per aiutarvi capire meglio.

Influencer marketing in giappone

La barriera Linguistica

Uno degli aspetti dei social media giapponesi e quindi anche dell’Influencer Marketing, è che tutto deve essere fatto nella loro lingua. Purtroppo, il Giappone è posizionato 49° fra le 88 nazioni e regioni nella classifica dello studio e conoscenza della lingua Inglese. Una scarsa competenza se pensiamo a quanto i giapponesi usano il mezzo social media per informarsi e comunicare.

Proprio a causa di questo, i classici influencer globali come possono essere Chiara Ferragni, Cameron Dallas e altri, non sono così influenti come lo sono in altre nazioni abituate alla lingua inglese. Infatti, a volte risultano quasi sconosciuti rispetto anche a influencer locali con molti meno followers.

Questo porta ad un grosso dilemma per le aziende, utilizzare influencer locali o ignorare completamente il mercato giapponese. E’ vero, il mercato giapponese ora non è così remunerativo come quello cinese. Tuttavia, il Giappone è classificato 3° nella classifica mondiale GDP e questo è un dato troppo importante per ignorare completamente questa nazione e il suo valore di acquisto.

Come detto prima, è vero, gli Influencer giapponesi hanno meno followers rispetto a quelli globali. Tuttavia, proprio perché parlano in una lingua strettamente legata alla cultura del Sol Levante, questo li porta a non avere molti seguaci nel resto del mondo.
Quello che però possiamo capire da questi dati, è che in questo caso l’engagement diventa estremamente importante. Infatti, gli influencers giapponesi sono estremamente più legati al loro pubblico e le interazioni superano di gran lunga quelle occidentali.

Gli hashtag giapponesi richiedono un background culturale

Quando un’azienda lavora col Giappone, deve capire l’unicità di questo paese e della sua cultura. E’ importante quindi lavorare su hashtag corretti e usarli propriamente. Questo ci porterà a trovare la community in target da poter approcciare e riuscire ad ottenere un ritorno sul nostro investimento.

Gli Influencer e i micro-influencer possono essere trovati utilizzando gli hashtag. Tuttavia trovare il corretto hashtag giapponese non è così facile per coloro che non parlano la lingua e non conoscono la cultura. Inoltre, molto spesso, gli hashtag più diffusi sono appunto dei neologismi.

Per esempio #インク沼 è la traduzione diretta di “Palude di inchiostro senza fondo”. Apparentemente tutto ciò non ha alcun senso, se non fosse che “Qualcosa senza fondo” è uno slang internet usato molto dai giapponesi per descrivere quando qualcuno è davvero appassionato di qualcosa. Tuttavia se togliamo il background culturale, questo hashtag perde completamente di significato.

Influencer marketing in giappone Influencer marketing in giappone

photo credits: @v_sarasara, @tommy_notes_16 , @mizuki___iz

Inoltre, spesso gli hashtag giapponesi possono risultare molto complicati da capire per un occhio occidentale. Questo succede a causa dei tre modi di scrivere la lingua, ovvero il mix di Kanji, Hiragana e Katakana.

Quindi quando usiamo gli hashtag giapponesi, dobbiamo stare attenti a come questi vengono scritti perché la combinazione dei tre modi può portare un significato differente. Nel linguaggio di internet, un hashtag scritto in modo diverso porta anche diversi risultati a livello di numero di pubblico. Infatti questo può influire sul numero di persone che potremmo andare a raggiungere.

Gli Influencer in Giappone sono distribuiti su diverse piattaforme

Anche in occidente, è raro che un influencer abbia la stessa forza su tutte le più popolari piattaforme social. Molti sono popolari solo su Instagram, altri solo su Tik Tok o Twitter. Questo ha ancora più effetto in Giappone con anche la presenza di alcune piattaforme specifiche per la cultura nipponica. Ad esempio, abbiamo NewsPicks che si interfaccia con un pubblico prettamente corporate. Mentre note è un social dedicato interamente ai creatori di contenuti come racconti, tutorial, blog giornalistici e soprattutto manga.

influencer giapponesi Influencer marketing in giappone

I top Influencers e le agenzie

Come capita anche per l’occidente, molti influencer giapponesi quando cominciano a diventare popolari vengono seguiti da alcune agenzie. Al momento, purtroppo, ci sono pochi influencer che lavorano in modo “freelance”. Quindi, se si vuole lavorare con un influencer che appartiene ad un’agenzia, si deve per forza passare tramite questa.

Tutto ciò comporta dei pro e contro.

Pro

  • Accesso ai maggiori influencer
  • Si risparmia tempo nel trovare il giusto influencer visto che le agenzie come la nostra coprono questa parte di lavoro per voi
  • L’agenzia si occupa di negoziare i contratti e i compensi

In questo caso, il lavoro dell’agenzia diventa quindi un beneficio per l’azienda che si ritrova ad avere un lavoro calcolato su misura per i proprio interessi.

Contro

  • Costi superiori
  • Minor flessibilità
  • I contatti diretti degli influencer rimangono privati

Purtroppo, usando un’agenzia bisogna sottostare alle regole della stessa e queste variano da agenzia ad agenzia.

Influencer Giapponesi Influencer marketing in giappone

photo credits: @watanabenaomi703 , @rolaofficial

Post pagati in sordina

Il popolo giapponese è molto severo quando si tratta di onestà e trasparenza. Questa severità viene applicata anche nell'Influencer Marketing in Giappone. Infatti, quando i post a pagamento degli influencer non segnalati come tali, tendono ad essere ignorati dal pubblico e a dare una cattiva impressione.

Tuttavia, non ci sono leggi dirette che regolano la trasparenza di un post sponsorizzato da un Influencer in Giappone. Inoltre, non tutti gli influencer sono a conoscenza del modo giusto di comunicare una partnership.

Per un’azienda, è quindi molto importante educare gli influencer scelti e non lavorare in modo casuale pur di ottenere impressions.

In occidente ormai abbiamo delle linee guida ben definite sull’utilizzo delle sponsorizzazioni tramite Influencer Marketing e queste dovrebbero servire anche per collaborazioni con Influencer giapponesi.

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