Japan History: Yagyū Jūbei Mitsuyoshi

Yagyū Jūbei era uno dei più grandi spadaccini del Giappone e abbiamo deciso di dedicargli un blog. Nonostante le poche informazioni, è conosciuto come guerriero poeta, protettore dei deboli e grande sostenitore del codice dei samurai.

Yagyū Jūbei

photo credits: deviantart.com

Nonostante la poca documentazione esistente sulla vita di Yagyū Jūbei Mitsuyoshi (nato "Shichirō", 1607 - 12 aprile 1650) sappiamo che è cresciuto a Yagyū no Sato un piccolo villaggio di Nara. Suo padre era Yagyū Tajima no Kami Munenori, maestro spadaccino degli ormai celebri Tokugawa. Sia il padre che il nonno di Jubei erano stati grandi maestri nell'arte della spada. Suo nonno era il fondatore della scuola di Yagyu Shinkage, ancora oggi esistente ed era famoso per aver sconfitto samurai armati a mani nude all’età di 70 anni. Suo padre invece era il tutor personale di tre shogun e sembra avesse sconfitto sette assassini in una battaglia. Jubei ha ereditato da loro l’abilità e a 9 anni stava già mostrando segni di grande forza. Infatti, sostituì suo padre nell’insegnamento della spada agli shogun Tokugawa.

La vita

A 24 anni divenne il più grande spadaccino del famoso clan Yagyu. Sucessivamente espulso dal tribunale di Edo senza alcuna motivazione, non si sa se fu licenziato dallo shogun, o per una partenza di un pellegrinaggio.

Nei 12 anni successivi non si hanno più notizie, fino alla sua riapparizione all'età di 36 anni ad una dimostrazione di scherma assolutamente impressionante. Da lì, fu nuovamente integrato al governo. Riuscì a prendere il controllo delle terre di famiglia fino alla morte di Yagyū Tajima no Kami Munenori nel 1646. Scrisse il suo libro di scherma e filosofia, Tsuki no Shō (月之抄) o The Art of Looking at the Moon. Morì all’età di 43 anni in circostanze non chiare, non si sa se fu a causa di un infarto, di un incidente durante la caccia o addirittura assassinato da uno dei suoi fratelli. Yagyū Jūbei fu seppellito accanto a suo nonno, Yagyū Munetoshi, gli fu poi dato il nome postumo buddista di Sohgo.

La Leggenda di Yagyū Jūbei

Secondo la leggenda, Yagyū Jūbei aveva un solo occhio, l’altro sembra l’avesse perso in una sessione di scherma con suo padre. Nonostante questo, alcuni lo ritrassero invece con due occhi, anche se la figura dello spadaccino con una benda sull’occhio rimane sempre la preferita.

Yagyū Jūbei

photo credits: taigong788.skyrock.com/


Japan History: Shimazu Yoshihiro

Shimazu Yoshihiro (21 agosto 1535 – 30 agosto 1619), conosciuto anche come Shimazu Tadahira e Hyogo no kami. Secondogenito di Shimazu Takahisa, egli era il 17° capo clan degli Shimazu.

Shimazu Yoshihiro

Photo credits: japanworld.info

Ha cominciato servendo suo fratello Yoshihisa in molte campagne militari. Durante la battaglia di Kizaki, la "Okehazama del Kyūshū" nel 1572, 300 uomini di Yoshihiro sconfissero I tremila soldati di Itō Yoshisuke. Nel 1577 ha ottenuto la supremazia degli Shimazu sulla provincia di Hyūga. Successivamente ha partecipato alle battaglie di Takabaru (1576), Mimigawa (1576), Minamata (1581), e Hetsugigawa (1587).

La vita di Shimazu Yoshihiro: Dal 1587 al 1600

Nel 1587 venne nominato daimyō a seguito della sottomissione degli Shimazu a Hideyoshi. Successivamente guidò 10.000 uomini nella prima campagna coreana (1592-93) dalla sua nave Kotaka-maru. Durante questa battaglia, un certo numero di servitori tra cui suo fratello Toshihisa, protestarono alla chiamata alle armi per questo furono puniti da Yoshihiro. Ha poi combattuto la seconda campagna coreana nelle battaglie di Namwon e Sacheon. Con queste battaglie ha rapito alcuni vasai coreani come prigionieri di guerra. Questo, creò un nuovo stile di vasi detto Satsuma-yaki che aumentò successivamente il commercio della provincia.

Shimazu Yoshihiro

Photo credits: facebook.com

Durante la battaglia di Sekigahara del 1600, secondo il romanzo Rakusuishū del periodo Edo, Yoshihiro sembra sia stato dalla parte di Tokugawa Ieyasu. Successivamente umiliato da Torii Mototada all'arrivo al castello di Fushimi, passò dalla parte di Ishida Mitsunari prima che Mōri Terumoto dichiarasse guerra persuadendo Uesugi Kagekatsu ad allearsi con loro.

Yoshihiro e Mitsunari

Secondo il suo subordinato Kando Kutarō, Yoshihiro era molto amico di Mitsunari. Tuttavia, i romanzieri del periodo Edo, distorsero la realtà dicendo che Mitsunari non avesse ascoltato nessuno dei piani di Yoshihiro, tra cui il noto attacco notturno a sorpresa del giorno prima della vera battaglia. Invece, quel giorno, Yoshihiro e i suoi 1500 samurai semplicemente stavano presiedendo la loro zona senza combattere. Yoshihiro fu preso d'assalto da almeno 30.000 truppe di Ieyasu per questo cercò molte volte di arrivare allo stesso Ieyasu. Yoshihiro si ritirò e le sue truppe simularono un finto ritiro chiamato Sutegamari quando un certo numero di uomini morirono respingendo gli attacchi. Toyohisa e la maggior parte delle truppe morirono permettendo a Yoshihiro di ritirarsi con la moglie. Si spostò quindi dalla provincia di Settsu per tornare nella provincia di Satsuma.

Shimazu Yoshihiro

Photo credits: japanworld.info

Shiramine Jun, importante storico giapponese ha scritto che Yoshihiro era stato coinvolto nella lotta di potere tra Shimazu Yoshihisa e Ijuin Tadamune. Infatti, per questo motivo, Yoshihiro perse l'appoggio di Yoshihisa durante la campagna di Sekigahara.

Ieyasu, notando il comportamento di Yoshihiro sul campo di battaglia, fece in modo che il clan Shimazu mantenesse il suo dominio. Infatti, scelse come successore proprio il figlio di Yoshihiro, Shimazu Tadatsune. Nel 1609, Yoshihiro e Tadatsune iniziarono una spedizione punitiva contro il regno delle Ryūkyū.
Sembra abbia combattuto in 52 battaglie durante la sua vita e che fu un abile comandante.

La Morte

Yoshihiro si ritirò a Sakurajima e iniziò a insegnare alle giovani generazioni. Morì nel 1619 provocando il suicidio di molti suoi servitori che lo avevano affiancato per tutto il resto della sua vita.


Shichi-Go-San / Sette-Cinque-Tre

In Giappone il 15 novembre è il giorno di Shichi-Go-San (七五三, 7-5-3). Questo festival che celebra il rito di passaggio delle bambine di 3 e 7 anni e i bambini di 3 e 5 anni. Nella numerologia Giapponese questi numeri sono ritenuti particolarmente fortunati, come tutti i numeri dispari.

Shichi-Go-San

photo credits: cacadoresdelendas.com.br

Shichi-Go-San è il frutto di 3 tradizioni sviluppatesi nel periodo Heian, dapprima tra i nobili di corte i quali celebravano il passaggio dei loro figli alla “media infanzia”, successivamente nella classe Samurai segnando i passi importanti nella crescita. Fino a 3 anni il bambino doveva portare i capelli rasati, da questa età in su era loro concesso di portarli un po’ più lunghi. I maschi di cinque anni potevano indossare la hakama (袴, un indumento tradizionale che somiglia ad una larga gonna-pantalone lunga fino alle caviglie e legata alla vita) per la prima volta. Le bambine di sette anni invece, sostituivano le corde semplici usate per legare il proprio kimono con la tradizionale obi (帯, la tradizionale cintura di seta).

A partire dal periodo Meiji, la pratica fu adottata anche dai cittadini comuni introducendo la rituale visita un santuario shintoista per allontanare gli spiriti maligni e augurare ai propri bambini una vita lunga e prospera.

Shichi-Go-San e i sottili cambiamenti dell’era moderna

Shichi-Go-San

photo credits: amu-zen.com

Come la maggior parte delle tradizioni giapponesi, anche lo Shichi-Go-San mantiene quasi totalmente intatti i rituali del periodo Meiji. L’unica cosa caduta in disuso è la regola dei capelli. I bambini di cinque anni e le bambine di sette anni indossano ancora il kimono colorato per le visite ai santuari. Le bambine di tre anni solitamente indossano lo hifu (una veste simile ad un panciotto leggermente imbottito) insieme al proprio kimono. Alcuni bambini indossano abiti più vicini alle mode formali dell’occidente.

Oggi si scattano anche parecchie fotografie in questa occasione.

Ogni festeggiato, nel giorno dello Shichi-Go-San ruceve una busta decorata con all’interno le dolci Chitose ame (千歳飴), “la caramella dei mille anni”. Avvolte in carta di riso commestibile trasparente, queste caramelle ha forma di bastoncino, tradizionalmente di colore rosso e bianco sono simbolo di longevità.


Bushido: etica e condotta, la via del Samurai

Tra il periodo dello shogunato di Kamakura (1185) e il Periodo Muromachi (1336) prese forma il codice di condotta morale conosciuto come Bushido, (武士道, via del guerriero). Formalmente adottato e applicato dai “bushi”, i guerrieri (Samurai) nel Periodo Tokugawa (1603-1867), questo codice di condotta altro non è che un riadattamento dei principi del buddismo e confucianesimo. Originariamente riadattato alla casta dei guerrieri, dopo la Restaurazione Meiji (1866-1869), il movimento nazionalista giapponese adottò il Bushido come disciplina di comportamento.

Bushido

photo credits: camminospirituale.com

I 7 principi del Bushido: 7 passi verso la perfezione

Onestà, giustizia, pietà, dovere, onore e lealtà questi erano i princimi che dovevano essere perseguiti fino alla morte. Qualora questo non venisse seguito, la pena era il disonore da espiare attraverso il seppuku (切腹) o harakiri (腹切り). Entrambi questi termini indicano il rituale del suicidio in modo onorevole attraverso il taglio del ventre. Harakiri è utilizzato nel parlato, mentre seppuku è più utilizzato nella forma scritta.
Ogni Samurai era quindi tenuto a seguire 7 principi fondamentali che potremo definire come “morale perfetta”.

Addentriamoci in essi e scopriamoli insieme:

義, Gi: Onestà e Giustizia

Non esistono vie di mezzo, esiste solo il giusto o lo sbagliato. E’ necessario essere onesti nei rapporti con gli altri, credere fermamente nella giustizia che proviene da se stessi, non dalle altre persone. Il vero Samurai non ha mai incertezze riguardo all’onestà e alla giustizia

勇, Yu: Eroico Coraggio

L’eroico coraggio del Samurai si eleva sopra alla masse. Un guerriero non ha paura di agire, non si nasconde nel guscio come una tartaruga, nonostante il rischio ed il pericolo. Eroico coraggio significa vivere in modo completo, pieno, meraviglioso, esso non è cieco ma forte e intelligente.

仁, Jin: Compassione

L'intenso addestramento rende il samurai svelto e forte. È diverso dagli altri, egli acquisisce un potere che deve essere utilizzato per il bene comune. Possiede compassione, coglie ogni opportunità di essere d'aiuto ai propri simili e se l'opportunità non si presenta egli fa di tutto per trovarne una. La compassione di un Samurai va dimostrata soprattutto nei riguardi delle donne e dei bambini

礼, Rei: Gentile Cortesia

I Samurai non hanno motivi per comportarsi in maniera crudele, non hanno bisogno di mostrare la propria forza. Un Samurai è gentile anche con i nemici. Senza tale dimostrazione di rispetto esteriore un uomo è poco più di un animale. Il Samurai è rispettato non solo per la sua forza in battaglia ma anche per come interagisce con gli altri uomini. Il miglior combattimento è quello evitato.

誠, Makoto: Completa Sincerità

Quando un Samurai esprime l'intenzione di compiere un'azione, questa è praticamente già compiuta, nulla gli impedirà di portare a termine l'intenzione espressa. Egli non ha bisogno né di dare la parola né di promettere. Parlare e agire sono la medesima cosa.

名誉, Meiyo: Onore

Il Samurai è il solo giudice del proprio onore. Le decisioni che si prendono e le azioni che ne conseguono sono un riflesso di ciò che si è in realtà. Non ci si può nascondere da te stessi.

忠義, Chugi: Dovere e Lealtà

Per il Samurai compiere un'azione o esprimere qualcosa equivale a diventarne proprietario. Egli ne assume la piena responsabilità, anche per ciò che ne consegue. Il Samurai è immensamente leale verso coloro di cui si prende cura. Egli resta fieramente fedele a coloro di cui è responsabile.

Da diversi anni io stessa ho adottato queste 7 virtù come percorso da seguire. Trovo siano essenziali nella vita di ciascuno perchè siamo tutti dei guerrieri. Ogni giorno affrontiamo sfide e ogni giorno dobbiamo puntare a quella perfezione spirituale che, se fosse perseguita fino in fondo, condurrebbe ad un mondo migliore.
Voi siete pronti a compiere questi passi?


Japan History: Yagyū Munenori

Yagyū Munenori (1571 - 11 maggio 1646) era uno spadaccino giapponese, fondatore dello Yagyū Shinkage-ryū, uno dei due stili di spada ufficiali patrocinati dallo shogunato Tokugawa (l'altro era Ittō-ryū).

Yagyū Munenori

photo credits: wikipedia.org

Diventa un grande esperto dell’arte schermistica grazie ad un lungo percorso quasi monastico dedicato all’insegnamento presso la famiglia dello Shogun. Proprio in questo luogo scopriamo la sua vera natura: guida e consigliere politico di ben tre shogun e capo di un corpo di “intelligence” da lui creato. Yagyū Munenori guiderà il Giappone, in piena segretezza, per quasi trent’anni.

La carriera di Yagyū Munenori

Munenori iniziò la sua carriera nell'amministrazione Tokugawa come hatamoto, un diretto detentore della casa Tokugawa. In seguito il suo reddito fu aumentato a 10.000 koku, rendendolo un fudai daimyō, ovvero un signore vassallo al servizio dei Tokugawa. Successivamente, Yagyū Munenori ricevette anche il titolo di Tajima no Kami .

Munenori entrò al servizio di Tokugawa Ieyasu in giovane età, e più tardi divenne un istruttore di spada per il figlio di Ieyasu Hidetada. Divenne anche uno dei principali consiglieri del terzo shōgun Iemitsu.

Yagyū Munenori

photo credits: doacademytorino.wordpress.com

Poco prima della sua morte nel 1606 passò la guida dello Yagyū Shinkage-ryū a suo nipote Toshiyoshi. Dopodichè, Toshiyoshi entrò al servizio di un ramo del clan Tokugawa che controllava la provincia di Owari. La scuola di Toshiyoshi aveva sede a Nagoya e venne chiamata Owari Yagyū-ryū, mentre quella di Munenori, a Edo divenne nota come Edo Yagyū-ryū. Takenaga Hayato, il fondatore dello Yagyū Shingan-ryū, era suo discepolo e ricevette da lui degli insegnamenti segreti (gokui) dello Yagyū Shinkage-ryū.

Intorno al 1632, Munenori completò Heihô Kadenshô, un trattato sulla pratica di spada di Shinkage-ryū e su come potesse essere applicato alla vita e alla politica. Il testo è ancora in stampa oggi in Giappone ed è stato tradotto più volte in inglese. Tradotto in italiano: “La spada che dà la vita” è un’avvincente biografia di Munenori e una serie di tecniche di spada.

Yagyū Munenori

photo credits: www.lunieditrice.com

Anche i suoi figli, Yagyū Jūbei Mitsuyoshi e Yagyū Munefuyu erano famosi spadaccini.


Kitsunebi Matsuri, quando il folklore prende vita

Nell’antico folklore giapponese, il Kitsunebi (狐火, fuoco di volpe) era uno yōkai che, durante la notte, appariva improvvisamente sotto forma di luce incandescente dal colore rosso-arancione e talvolta anche blu. I Kitsunebi aumentavano gradualmente fino a coprire vaste aree, raggiungendo anche i 4km! Si credeva che fossero torce di una processione di volpi che marciavano per le proprie nozze. Le luci venivano avvistate dagli agricoltori sulle montagne ed erano considerate un buon presagio per il raccolto. Infatti, maggiore era il numero di luci vista, più fruttuoso era il raccolto. Tuttavia a nessun umano era concesso di avvicinarsi: coloro che ci provavano erano condannati a svanire.

Kitsune

photo credits: tradurreilgiappone.com

In particolare, nelle storie si racconta del matrimonio tra Otonosama, il re che viveva a Furukawa, e Okon, la figlia del dio volpe. Questa affascinante immagine è l’origine su cui affonda le sue radici l’Hida Furukawa Kitsunebi Matsuri (騨古川きつね火まつり). Questo festival si celebra ogni anno, il quarto sabato di settembre a Hida Furukawa, cittadina pittoresca e rurale ricca di splendidi paesaggi, dove ancora oggi si respira una vita lontana dalla frenesia delle metropoli.

Kitsunebi Matsuri

photo credits: tradurreilgiappone.com

Felicità e prosperità!

Come quasi tutti i festival a cui ormai siamo abituati, anche il Kitsunebi Matsuri ha come scopo le benedizioni per il raccolto, la felicità e la prosperità per le famiglie.

Kitsunebi Matsuri

photo credits: myjapantravels.wordpress.com

Ma in cosa consiste esattamente il Kitsunebi Matsuri?

Prima di tutto, tutti i partecipanti hanno i baffi di volpe disegnati sul volto, che sia bambini o anziani, negozianti sulla strada oppure turisti. Si comincia con la benedizione delle imprese locali: i danzatori trasportano porta a porta un dongamaki, serpente di corda lungo 5 metri.

Kitsunebi Matsuri

photo credits: myjapantravels.wordpress.com

Dopo di chè ha inizio l’evento principale. Su due piedi si potrebbe dire che si tratti di un matrimonio, ma non uno comune, bensì una processione solenne in cui si celebrano le nozze delle volpi, il Kitsune no Yomeiri.

photo credits: myjapantravels.wordpress.com

I futuri sposi, una coppia legata nella vita reale, vengono scelti da un pool di candidati a livello nazionale nella cittadina in cui si terrà la cerimonia nuziale. La lunga marcia condurrà la sposa dallo sposo al calare della notte, quando il Kistunebi ha inizio (una fiaccolata). Coloro che assistono a tutta la processione saranno benedetti e potranno esprimere un desiderio come un buon raccolto, oppure la felicità per la propria famiglia o la prosperità negli affari.

photo credits: tokyopic.com

Una romantica curiosità

Dal 1392, per tutto il periodo Muromachi fino alla fine del XIX secolo, quando le cerimonie nuziali occidentali sostituirono le tradizionali cerimonie giapponesi, i matrimoni si tenevano di notte e la sposa veniva scortata nella sua nuova casa da una parata di luci.


Japan History: Shimazu Takahisa

Shimazu Takahisa nacque il 28 maggio 1514, figlio di Shimazu Sagami no kami Tadayoshi (1492-1568), adottato da Shimazu Katsuhisa. Divenne il signore di Kagoshima dopo la fuga di Katsuhisa nel 1526. Conquistò la suddetta città nel 1536 ed estese la sua autorità in tutta la provincia di Satsuma.

photo credits: wikipedia.org

Fu uno dei primi daimyō ad impiegare armi da fuoco in battaglia durante l'assedio di Kajiki nella provincia di Ōsumi nel 1549. In quello stesso anno, accolse Francis Xavier a Kagoshima. Concesse la protezione dei Gesuiti per diffondere il cristianesimo nel suo dominio,ritirato successvamente sotto la pressione dei monaci buddisti locali. Takahisa ebbe anche relazioni diplomatiche con il Regno delle Ryūkyū.

photo credits: pinterest.com

15° capo del clan Shimazu, supervisionò il trasferimento della sede del clan dal castello di Shimizu al castello di Uchi nel 1550 quando mandò Ijūin Tadaaki a Shimizu per sopprimere le ribellioni e assicurare il controllo degli Shimazu sulla provincia. Nel 1554 le sue truppe vinsero contro i clan Hishikari, Kamō e Ketō durante l'assedio di Iwatsurugi. Suo figlio Shimazu Yoshihisa in seguito avrebbe completato la sconfitta di questi clan e assicurato il controllo degli Shimazu sul resto della provincia di Satsuma.

photo credits: global.rakuten.com

Si ritirò ufficialmente in favore di Yoshihisa nel 1566 e nel 1569 vennero sconfitti i clan Iriki-in e Tōgō e si assicurò il controllo su Satsuma. L'anno seguente respinse un attacco navale da parte di membri dei clan Kimotsuki, Ijiki e Nejime. Morì il 15 luglio 1571.

Molto importante la sua idea di promuovere le relazioni con persone e paesi stranieri.

I suoi figli furono Yoshihisa, Yoshihiro, Iehisa e Toshihisa.

photo credits: wikipedia.org


Il Kishiwada Danjiri Matsuri e l'euforia dilagante

Ritorniamo a raccontarvi dei festival giapponesi e oggi parliamo del Kishiwada Danjiri Matsuri.

Ogni anno, generalmente durante un fine settimana a metà settembre, le strade di Kishiwada, piccola cittadina vicina ad Osaka, sono invase dal fervore e dall’euforia del Kishiwada Danjiri Matsuri (岸和田だんじり祭).

Kishiwada Danjiri Matsuri Kishiwada Danjiri Matsuri

photo credits: airfrance.co.za, mainichi.jp

Le celebrazioni ebbero origine nel 1703, ad opera del daimyō Okabe Nagayasu (岡部長泰). Egli pregò gli dei shintoisti per un raccolto abbondante e questo è ancora il significato del festival. Tuttavia, ciò che rende particolare questa celebrazione è che si tratta di una gara di velocità trainando i danjiri.

Kishiwada Danjiri Matsuri

photo credits: Justin Yoshida

I danjiri sono delle tradizionali strutture in legno, intagliati e finemente decorati realizzati da abili falegnami e scultori locali. Questi carri hanno la forma di piccoli santuari contenenti le divinità e, nei giorni del festival, vengono appunto trascinati per le strade del quartiere. Visto il loro peso (possono superare i 3 quintali), il festival è anche considerato un momento per dimostrare il proprio coraggio. Infatti, queste strutture devono essere trainate con il solo aiuto delle corde e a tutta velocità!

Kishiwada Danjiri Matsuri

Kishiwada Danjiri Matsuri

Kishiwada Danjiri Matsuri

photo credits: Justin Yoshida, Justin Yoshida, japan-magazine.jnto.go.jp, MJY-shogun, Justin Yoshida

Le celebrazioni del Kishiwada Danjiri Matsuri

Durante le celebrazioni del festival i danjiri coinvolti sono 35, ognuno di essi trainato da un team, rappresentanti il rispettivo distretto della città. Al controllo della struttura, sulla sua cima, c’è il daiku-gata (大工方, maestro artigiano) la cui danza selvaggia serve da incoraggiamento per la propria squadra e la folla. Viste le acrobazie in cui si cimenta, il maestro artigiano rischia costantemente la vita, ma non solo! Come possiamo facilmente immaginare, questo festival è anche pericoloso per tutti gli altri partecipanti a causa della velocità vertiginosa dei danjiri. Le schegge di legno che si lasciano alle spalle e le sgomitate per seguirli costituiscono un pericolo per la folla. Quattro ore di corsa a perdifiato che si conclude con una grande bevuta attorno al proprio carro, a cui vengono appese decine di lanterne di carta.

Kishiwada Danjiri Matsuri

photo credits: rove.me, Gavin Kealy

Più di 500,000 visitatori arrivano a Kishiwada per vivere il brivido di questa celebrazione, voi cosa ne pensate? Trovate elettrizzante questa parata?