Japan History: Maeda Toshiie

Maeda Toshiie nacque il 15 gennaio 1538 (l'attuale Nagoya) quarto figlio di Maeda Toshimasa, che deteneva il Castello di Arako, e morì il 27 aprile 1599. E' conosciuto per essere uno dei principali generali di Oda Nobunaga dopo il periodo Sengoku.

Maeda Toshiie, il capo del clan Maeda

Autore: SaiKaiAngel

photo credits: wikimedia.org

Suo padre era Maeda Toshimasa e sua moglie Maeda Matsu. Quarto di sette fratelli, il suo nome d'infanzia era "Inuchiyo” e la sua arma preferita era uno yari, per questo era noto come "Yari no Mataza" o Matazaemon. Il grado più alto che ha ricevuto fu quello di Grande Consigliere Dainagon.

Per ordine di Nobunaga, Maeda Toshiie fu ricompensato con la nomina di capo del clan Maeda, nonostante avesse quattro fratelli maggiori. Questa posizione fu ricevuta nel 1560 alla morte di suo padre. Proprio come Oda Nobunaga, anche Toshiie era un delinquente e sembra fosse diventato, in gioventù, anche amico di Kinoshita Tokichiro, più famoso con il nome di Toyotomi Hideyoshi. Sembra che Toshiie fosse chiamato Inu (cane) da Nobunaga proprio per la sua natura riservata e severa, in contrasto con la natura loquace di Hideyoshi.

Maeda Toshiie

photo credits: samurai-world.com

La vita militare

Toshiie iniziò la sua carriera come membro del akahoro-shū sotto il comando personale di Oda Nobunaga. In seguito divenne un capitano di fanteria (ashigaru taishō) sempre nell'esercito di Oda Nobunaga. Durante la sua carriera militare, Toshiie conobbe molte figure importanti, come Hashiba Hideyoshi, Sassa Narimasa, Akechi Mitsuhide, Takayama Ukon e tanti altri che abbiamo precedentemente visto nel nostro blog. Egli fu anche l’eterno rivale di Tokugawa Ieyasu. Dopo aver sconfitto il clan Asakura, Maeda combatté sotto Shibata Katsuie nella zona di Hokuriku.

Maeda Toshiie partecipò a varie situazioni di guerra: lo vediamo nella battaglia di Okehazama del 1560 nell’assedio di Inabayama del 1567, nelle battaglia di Anegawa del 1570, di Nagashino del 1575 e di Tedorigawa del 1577, nell’assedio di Suemori del 1584 e di Odawara nel 1590. Alla fine gli fu concesso il feudo di Fuchu e un han (dominio Kaga) che attraversava le province di Noto e Kaga. Nonostante le sue piccole dimensioni, Kaga era una provincia altamente produttiva che alla fine si sarebbe trasformata nel più ricco han del Giappone nel periodo Edo, con un patrimonio netto di 1 milione di koku.

Maeda Toshiie

photo credits: samurai-world.com

Maeda Toshiie ha avuto un gruppo centrale di vassalli senior molto capaci. Alcuni, come Murai Nagayori e Okumura Nagatomi, mantennero una lunga tradizione con i Maeda.

Dopo l'assassinio di Nobunaga a Honnō-ji, di Akechi Mitsuhide e la successiva sconfitta di Hideyoshi da parte di Mitsuhide, Maeda Toshiie combatté contro Hideyoshi sotto il comando di Shibata nella battaglia di Shizugatake. Dopo la sconfitta di Shibata, Toshiie lavorò per Hideyoshi e divenne uno dei suoi principali generali. Più tardi fu costretto a combattere un altro dei suoi amici, Sassa Narimasa. Narimasa fu abbattuto da Toshiie in seguito alla grande vittoria di Maeda nella battaglia del castello di Suemori. Prima di morire nel 1598, Hideyoshi nominò Maeda Toshiie nel consiglio dei Cinque Anziani per sostenere Toyotomi Hideyori fino a quando non fu abbastanza grande da assumere il controllo. Nonostante questo, riuscì a sostenere Hideyori solo per un anno prima di morire. Il successore fu suo figlio Toshinaga.

La famiglia Maeda

La famiglia di Maeda Toshiie ebbe un ruolo molto importante nella sua vita. Sua moglie, Maeda Matsu, molto famosa perchè esperta nelle arti marziali, fu molto determinante per l'ascesa al successo di Toshiie.
Il fratello maggiore di Maeda Toshiie, Maeda Toshihisa, adottò Maeda Toshimasu (più famoso con il nome Maeda Keiji). Maeda Toshimasu prestò servizio sotto Oda Nobunaga insieme a suo zio. Toshimasu era originariamente destinato a ereditare la direzione della famiglia Maeda; tuttavia, dopo che Oda Nobunaga sostituì Toshihisa con Toshiie come capofamiglia dei Maeda, perse questa posizione. Forse a causa di questa perdita di eredità, Toshimasu fu ben noto per i continui litigi con suo zio Maeda Toshiie.

Maeda Toshiie morì nel 1658 all'età di 64 anni, e la sua tomba è nel cimitero Maeda di Nodayama a Kanazawa.

Maeda Toshiie
photo credits: wikimedia.org


Japan History: Yamamoto Tsunetomo

Yamamoto Tsunetomo, il samurai filosofo

Autore: SaiKaiAngel

Yamamoto Tsunetomo (1659 – 1721), conosciuto anche con il nome buddhista Yamamoto Jōchō fu non solo un militare ma anche un grande filosofo. Abbiamo deciso di occuparci di questo Samurai anche per la sua importanza in campo letterario.

Yamamoto Tsunetomo

photo credits: wikipedia.org

La vita di Yamamoto Tsunetomo

Samurai della prefettura di Saga nella provincia di Hizen (Kyūshū), entrò al servizio di Mitsushige Nabeshima all'età di 9 anni, A vent'anni conobbe il monaco buddista Tannen, che aveva abbandonato il tempio in segno di protesta per la condanna di un altro monaco, e Ishida Ittei, un letterato confuciano consigliere di Nabeshima che era stato esiliato per più di 8 anni a causa della sua opposizione alla decisione di un daimyō.

Nel 1700, all morte del suo patrono, non scelse di accompagnarlo nella morte con il seppuku, perché Nabeshima aveva sempre condannato quella pratica, per questo decise di continuare a rispettare il suo volere. Yamamoto Tsunetomo decide di prendere i voti buddisti e di assumere il nome Jōchō ritirandosi in un eremo sulle montagna dopo alcuni problemi con il successore di Nabeshima. Diventato monaco buddhista della setta Zen Sōtō compose tra il 1709 e 1716 con l’allievo Tashiro Tsuramoto, lo Hagakure, l'opera sullo spirito e il codice di condotta del samurai. Tsunetomo chiese al discepolo di non pubblicare mai questi pensieri ma di dare alle fiamme il libro, ma il giovane Tsuramoto decise di renderlo pubblico
con il nome di Nabeshima Rongo, ovvero "i dialoghi di Nabeshima". Il libro per secoli fu adottato come codice dei Samurai e fu stampato solo nel 1906 con il titolo Hagakure (”All’ombra delle foglie”).

Yamamoto Tsunetomo

photo credits: amazon.com

Il tema principale di Hagakure è la morte, non come fine della vita, ma come eliminazione dell'io. Hagakure è una raccolta di principi morali e consigli come norme comportamentali e notizie storiche. Alcune norme di natura semplice, ad esempio "come licenziare un servo", mentre altri invece sono parte del Bushidō, di quell'insieme di principi che costituì per secoli l'etica di tutto il popolo giapponese.
Il libro scritto da Yamamoto Tsunetomo, che è originariamente di 11 volumi, non è mai stato tradotto integralmente in lingua italiana, perchè è spesso molto specifico sulla cultura giapponese da risultare ostico alla lettura degli italiani.
Lo Hagakure divenne uno dei testi più famosi sul bushidō intorno agli anni trenta.

Alcune delle frasi più famose del libro

“Ho scoperto che la Via del Samurai è la morte: è necessario prepararsi alla morte dal mattino alla sera, giorno dopo giorno.”

“Il Codice del Samurai va cercato nella morte. Si mediti quotidianamente sulla sua ineluttabilità. Ogni giorno, quando nulla turba il nostro corpo e la nostra mente, dobbiamo immaginarci squarciati da frecce, fucili, lance e spade, travolti da onde impetuose, avvolti dalle fiamme in un immenso rogo, folgorati da una saetta, scossi da un terremoto che non lascia scampo, precipitati in un dirupo senza fine, agonizzanti per una malattia o pronti al suicidio per la morte del nostro signore. E ogni giorno, immancabilmente, dobbiamo considerarci morti. È questa l’essenza del Codice del Samurai.”

“Ogni mattina e ogni sera dovremmo continuamente pensare alla morte, sentendoci già morti da sempre; in tal modo, saremo liberi di muoverci in ogni situazione.”

“Possiamo mantenere buoni rapporti con gli altri dando loro importanza ed evitando malintesi con le buone maniere e con vera umiltà, facendo le cose bene anche quando non sono utili a noi ma agli altri, come se fosse la prima volta che ci si incontra.”

“Chi è impaziente finisce per rovinare tutto e non riesce a compiere grandi imprese. Chi invece non si preoccupa del tempo porterà a termine la sua missione molto velocemente.”

Yamamoto Tsunetomo

photo credits: wikipedia.org


Japan History: Minamoto No Yoshiie

Minamoto No Yoshiie, lo spirito del Samurai

scritto da: SaiKaiAngel

Minamoto No Yoshiie (1039 - 4 agosto 1106), incarna lo spirito del samurai. Fu il primo figlio di Minamoto Yoriyoshi, un famoso comandante.

Minamoto No Yoshiie

photo credit: alchetron.com

Nel 1051 Minamoto No Yoshiie fu incaricato di sconfiggere il clan Abe nella guerra Zenkunen (guerra dei primi nove anni) e il clan Kiyohara nella guerra di Gosannen (guerra dei tre anni successivi). Abe aveva ricoperto per anni importanti incarichi in questa regione lontana e proibitiva ed era giunto ad assumere una certa autonomia. Come Taira Masakado, Abe aveva avuto il compito di sottomettere i barbari settentrionali e, dal punto di vista della Corte, diventare essi stessi barbari. Sono stati infatti descritti come ebisu, un termine generico che è stato applicato anche ad Ainu.
Dopo la sua morte, Yoshiie fu elevato allo status di Kami: ribattezzato "Hachimantaro" che significa "figlio di Hachiman", il dio della guerra shintoista.

Minamoto No Yoshiie

photo credit: wikipedia.org

La guerra Zenkunen

Nel 1050 il potere di Abe no Yoritoki, era diffuso nell'intera regione, e questo gli ha dato il permesso di riscuotere tributi e confiscare terre. ll governatore ufficiale, privato di ogni regione, chiese aiuto al governo imperiale. Minamoto no Yoriyoshi fu nominato allora nuovo governatore e inviato con il figlio contro il clan Abe.

La lotta durò dal 1051 al 1063, dodici anni di cui nove di guerra e tre di tregua. Yoshiie combatté al fianco del padre in tutti gli scontri, inclusa la battaglia di Kawasaki e l'assedio di Kuriyagawa.

Nel 1057 il figlio di Abe no Yoritoki, Abe no Sadato proseguì la guerra dopo la morte di suo padre.

Nel Mutzu Waki, omaggio alla reputazione del guerriero di Yoshiie, c’è il racconto di uno scambio avvenuto tra Yoshiie e Sadato durante la fuga di questo dalla fortezza sul fiume Kurika, durante le aggressioni dell'esercito dei Minamoto.

Hachimantarō, durante un inseguimento lungo il fiume Koromo gridò: "Signore, state state mostrando le spalle al nemico! Non vi vergognate? Giratevi un momento, ho qualcosa da dirvi." Quando Sadato si voltò, Yoshiie disse: "Il castello di Koromo è stato distrutto". Sadato, voltandosi, disse: "Nel corso degli anni i fili si sono aggrovigliati, e ciò mi addolora". A quel punto, Yoshiie ripose la freccia che aveva caricato, e tornò al suo campo. Nel mezzo di una battaglia così selvaggia, quello fu un atto da gentiluomo.
Yoshiie tornò a Kyoto nei primi mesi del 1063 con la Testa di Abe no Sadato e l'anno seguente prese come servitori parecchi seguaci degli Abe che aveva fatto prigionieri.

Minamoto No Yoshiie

photo credit: wikipedia.org

Guerra Gosannen

Yoshiie fu comandante durante un altro importante conflitto del periodo Heian. Agli inizi del 1083, nominato governatore della provincia di Mutsu, si intromise per calmare gli animi all'interno del clan Kiyohara, in precedenza alleato dei Minamoto nella guerra contro gli Abe.

Nonostante questo, la lotta tra Kiyohara no Masahira, Narihira e Iehira sulla leadership del clan non si fermarono, e così Yoshiie si impegnò a riportare la pace nella regione. Lo scontro finale si svolse nel 1087 sulle palizzate di Kanazawa. Yoshiie, aiutato dal fratello minore Minamoto no Yoshimitsu e da Fujiwara Kiyohira, assaltò la posizione tenuta da Kiyohara no Iehira e da suo zio Kiyohara no Takahira. Il conflitto divenne noto come la successiva guerra dei tre anni e culminò a Numu (1086) quando Takahira e Iehira furono uccisi. Nel Kokon Chomonjū si narra che durante l'assedio di Kanezawa, Yoshiie abbia evitato un'imboscata notando uno stormo di uccelli prendere il volo da una foresta. Pur subendo grandi perdite nei suoi ranghi, si dice che Yoshiie sia stato un leader particolarmente efficace, riuscendo a tenere il morale alto e preservando la disciplina tra i guerrieri.

Minamoto No Yoshiie fu definito "Il Samurai dal più grande coraggio sotto al cielo". Mel 1098 fu concesso a Yoshiie di visitare la Corte imperiale, un raro onore che per sua stessa rarità indica il divario crescente tra la Corte e le case provinciali. Questa alienazione alla fine avrebbe contribuito all'eclissi dell'autorità imperiale da parte dei samurai alla fine del XII secolo.

Tuttavia, è difficile collocare Minamoto Yoshiie in un contesto storico. Il suo più grande contributo politico fu probabilmente il rafforzare la famiglia Minamoto, in particolare quei rami che risiedono nel Kanto. L'altro suo contributo è stato meno tangibile. La leggenda di Minamoto No Yoshiie, che emerse dalle sue guerre settentrionali e dalle cronache come un uomo di guerra colto, stabilì un modello per il futuro samurai che avrebbe influenzato le successive generazioni di guerrieri.


Japan History: Toyotomi Hideyoshi

Toyotomi Hideyoshi, il grande unificatore del Giappone

scritto da: SaiKaiAngel

Toyotomi Hideyoshi

photo credits: ancient-origins.net

Toyotomi Hideyoshi (17 marzo 1537 - 18 settembre 1598) era un samurai, nonchè daimyō, successore di Oda Nobunaga come “grande unificatore” del Giappone, ponendo fine al periodo Sengoku. Il periodo del suo dominio è chiamato Momoyama, dal nome del castello di Hideyoshi. Sembra che la sua nascita fu nella provincia di Owari, la casa del clan Oda (l'attuale Nagoya nella prefettura di Aichi). Figlio di un contadino-ashigaru di nome Yaemon. Sembra che il suo nome d'infanzia fosse Hiyoshi-maru. Suo padre morì quando Hideyoshi aveva 7 anni.

Hideyoshi fu mandato a studiare in un tempio da giovane, ma rifiutò quella vita per andare a caccia di avventure. Sotto il nome Kinoshita Tōkichirō si unì per la prima volta al clan Imagawa come servitore di un sovrano locale di nome Matsushita Yukitsuna. Ha viaggiato fino alle terre di Imagawa Yoshimoto, daimyō della provincia di Suruga, e lo ha servito solo per fuggire con una somma di denaro affidatagli da Matsushita Yukitsuna.

Toyotomi Hideyoshi

photo credits: samurai-world.com

Il giovane Toyotomi Hideyoshi guidò un piccolo gruppo per attaccare il castello sul monte Inaba e nel 1558, si unì al clan Oda, guidato da Oda Nobunaga, come ashigaru (lett. "piedi leggeri"che furono impiegati nei conflitti del Giappone feudale dalla casta dei samurai.)
Divenne uno dei portatori di sandali di Nobunaga ed era presente nella battaglia di Okehazama nel 1560 quando Nobunaga sconfisse Imagawa Yoshimoto per diventare uno dei più potenti signori della guerra nel periodo Sengoku. Sembra anche che abbia supervisionato la riparazione del castello di Kiyosu gestendone la cucina.

Nel 1561 Hideyoshi sposò la figlia adottiva di Asano Nagakatsu. Ha effettuato riparazioni sul castello di Sunomata con suo fratello minore Toyotomi Hidenaga, Hachisuka Masakatsu e Maeno Nagayasu. Costruì un forte a Sunomata, di notte scoprendo anche una via segreta verso il Monte Inaba

Assedio al castello di Inabayama

Hideyoshi ebbe molto successo come negoziatore. Nel 1564, riuscì a convincere i signori della guerra Mino a disertare il clan Saitō. Hideyoshi si avvicinò a molti samurai convincendoli a sottomettersi a Nobunaga.

La facile vittoria di Nobunaga al castello di Inabayama nel 1567 fu in gran parte dovuta agli sforzi di Hideyoshi per questo divenne uno dei generali più illustri di Nobunaga, alla fine prendendo il nome di Hashiba Hideyoshi. Il nuovo cognome includeva due personaggi, uno ciascuno degli altri due uomini di Oda, Niwa Nagahide e Shibata Katsuie.

Battaglia di Anegawa

Hideyoshi guidò le truppe nella battaglia di Anegawa nel 1570 in cui Oda Nobunaga si alleò con Tokugawa Ieyasu per assediare due fortezze dei clan Azai e Asakura. Partecipò all'assedio di Nagashima nel 1573 e nello stesso anno, Nobunaga nominò Hideyoshi daimyō di tre distretti nella parte settentrionale della Provincia di Ōmi. Hideyoshi si trasferì a Kunitomo e ribattezzò la città di Nagahama in omaggio a Nobunaga. In seguito Hideyoshi si trasferì nel porto di Imahama sul lago Biwa e prese il controllo della vicina fabbrica di armi da fuoco Kunitomo che era stata istituita alcuni anni prima dagli Azai e dagli Asakura facendo aumentare la sua produzione.
Inoltre, ha combattuto nella battaglia di Nagashino dopodichè Nobunaga mandò Hideyoshi al castello di Himeji per conquistare la regione di Chūgoku dal clan Mori nel 1576.

Nel 1577, combattè nella battaglia di Tedorigawa, nell'assedio di Miki, nell'assedio di Itami (1579) e nell'assedio di Takamatsu del 1582.

Battaglia di Yamazaki e conflitto con Katsuie

Dopo gli omicidi di Honnō-ji di Oda Nobunaga e del suo figlio maggiore Nobutada nel 1582 per mano di Akechi Mitsuhide, Hideyoshi, in cerca di vendetta per la morte del suo amato signore, fece pace con il clan Mōri e sconfisse Akechi nella battaglia di Yamazaki .

Successivamente, essendo in una buona posizione, chiamò il potente daimyo a Kiyosu in modo che potessero determinare l'erede di Nobunaga. Oda Nobukatsu e Oda Nobutaka litigarono, quindi l’erede divenne Samboshi, nipote di Nobunaga. Avendo conquistato il sostegno degli altri due anziani di Oda, Niwa Nagahide e Ikeda Tsuneoki, Hideyoshi prese la posizione di Hidenobu e la sua influenza sul clan Oda. Distribuì le province di Nobunaga tra i generali e formò un consiglio di quattro generali. La tensione tra Hideyoshi e Katsuie sfociò nella battaglia di Shizugatake dell'anno successivo in cui Hideyoshi distrusse le forze di Katsuie. A quel punto Hideyoshi aveva affrontato la maggior parte del clan Oda e il controllo di 30 province.

Costruzione del castello di Osaka

Nel 1582, Hideyoshi iniziò la costruzione del castello di Osaka sul sito del tempio Ishiyama Hongan-ji distrutto da Nobunaga; questo divenne l'ultima roccaforte del clan Toyotomi dopo la morte di Hideyoshi.

Battaglia di Komaki e Nagakute

Oda Nobukatsu, ostile a Hideyoshi, si alleò con Tokugawa Ieyasu e le due parti combatterono nella battaglia di Komaki e Nagakute. Alla fine risultò in una situazione di stallo, anche se le forze di Hideyoshi subirono un duro colpo. Infine, Hideyoshi fece pace con Nobukatsu, ponendo fine al pretesto per la guerra tra i clan Tokugawa e Hashiba. Ieyasu alla fine accettò di diventare un vassallo di Hideyoshi.

Hideyoshi non ha mai ottenuto il titolo di shōgun, ma fece in modo di farsi adottare da Konoe Sakihisa, uno degli uomini più nobili appartenenti al clan Fujiwara e assicurò una successione di titoli di alta corte tra cui, nel 1585, la prestigiosa posizione di Imperial Regent (kampaku). Nel 1586, Hideyoshi ricevette ufficialmente il nome del nuovo clan Toyotomi dalla corte imperiale e costruì, il Jurakudai, un sontuoso palazzo, nel 1587 intrqattenendo l'imperatore regnante, Go-Yōzei, l'anno successivo.

Giappone unificato sotto Toyotomi Hideyoshi

Successivamente, Hideyoshi soggiogò la provincia di Kii e conquistò Shikoku sotto il clan Chōsokabe. Assunse poi il controllo della provincia di Etchū conquistando anche Kyūshū.
Nel 1587 Hideyoshi bandì i missionari cristiani da Kyūshū per esercitare un maggiore controllo sui daimyōs Kirishitani.

Nel 1588 proibì ai comuni contadini di possedere armi e iniziò a confiscarle. Le spade furono fuse per creare una statua del Buddha. Questa misura fermò efficacemente le rivolte dei contadini e assicurò una maggiore stabilità a spese della libertà dei singoli.

Assedio di Odawara

L'assedio di Odawara del 1590 contro il clan Hōjō nella regione di Kantō eliminò l'ultima resistenza all'autorità di Hideyoshi. La sua vittoria significò la fine del periodo Sengoku. Durante questo assedio, Hideyoshi offrì a Ieyasu le otto province governate da Hōjō nella regione di Kantō in cambio della sottomissione delle cinque province di Ieyasu che accettò questa proposta.

Nel febbraio del 1591, Hideyoshi ordinò a Sen no Rikyū di suicidarsi, probabilmente in uno dei suoi scoppi d'ira. Rikyū era stato un fidato sostenitore e maestro della cerimonia del tè sotto Hideyoshi e Nobunaga apportò inoltre cambiamenti significativi all'estetica della cerimonia del tè che ebbe un'influenza duratura su molti aspetti della cultura giapponese. Anche dopo la morte di Rikyū, si dice che Hideyoshi abbia costruito i suoi numerosi progetti di costruzione basati sull'estetica promossa da Rikyū, forse suggerendo che si pentì delle sue azioni.

Dopo la morte di Rikyū, Hideyoshi portò la cerimonia del tè a Noh, che aveva studiato da quando era diventato reggente imperiale.
La stabilità della dinastia Toyotomi dopo la morte di Hideyoshi fu messa in dubbio con la morte di suo figlio Tsurumatsu nel settembre del 1591. Il bambino di tre anni era il suo unico figlio. Quando il suo fratellastro Hidenaga morì poco dopo, Hideyoshi nominò suo nipote Hidetsugu suo erede, adottandolo nel gennaio del 1592. Hideyoshi si dimise come kampaku per ottenere il titolo di taikō e Hidetsugu gli successe come kampaku.

Houkokubyo (Mausoleo di Toyotomi Hideyoshi) Higashiyama-ku, Kyoto

Nel momento in cui la sua salute cominciava a vacillare, Hideyoshi ha portato avanti il sogno di Oda Nobunaga, quello di una conquista giapponese fino alla Cina, arrivando alla dinastia Ming attraverso la Corea.
Hideyoshi chiese ai coreani un passaggio per la Cina nel 1587, ma ottenne un rifiuto, perchè la Corea era alleata con la Cina e nell'aprile e luglio del 1591 rifiutò anche la richiesta di passaggio attraverso la Corea per paura di mettere a rischio la sicurezza. Quindi, nell'agosto del 1591, Hideyoshi ordinò che iniziassero i preparativi per un'invasione della Corea.

Toyotomi Hideyoshi

photo credits: flickr.com

Prima campagna contro la Corea

Nella prima campagna, Hideyoshi nominò Ukita Hideie come maresciallo e lo fece entrare nella penisola coreana nell'aprile del 1592. Konishi Yukinaga a quel punto occupò Seoul il 19 giugno. Dopo la caduta di Seoul , I comandanti giapponesi hanno tenuto un consiglio di guerra e hanno determinato obiettivi di sottomissione chiamati Hachidokuniwari da ciascun corpo. In soli quattro mesi, le forze di Hideyoshi fecero rotta verso la Manciuria e occuparono gran parte della Corea. Il re coreano Seonjo fuggì a Uiju e chiese l'intervento militare dalla Cina. Nel 1593, l'imperatore Wanli di Ming China inviò un esercito sotto il generale Li Rusong per bloccare la prevista invasione giapponese della Cina e riconquistare la penisola coreana. L'esercito Ming di 43.000 soldati guidati da Li Ru-Song ha continuato ad attaccare Pyongyang.

Il 7 gennaio 1593, le forze di soccorso di Ming sotto Li catturarono ancora Pyongyang e circondarono Seoul, ma Kobayakawa Takakage, Ukita Hideie, Tachibana Muneshige e Kikkawa Hiroie vinsero la Battaglia di Byeokjegwan nella periferia di Seoul. Alla fine della prima campagna, l'intera marina giapponese fu distrutta dall'ammiraglio Yi Sun-sin della Corea, la cui base era situata in una parte della Corea che i giapponesi non potevano controllare. Questo, in effetti, mise fine al sogno del Giappone di conquistare la Cina poiché i coreani semplicemente distrussero la capacità del Giappone di rifornire nuovamente le loro truppe impantanate a Pyongyang.

Disputa di successione

La nascita del secondo figlio di Hideyoshi nel 1593, Hideyori, creò un problema di successione. Per evitarlo, Hideyoshi esiliò suo nipote ed erede Hidetsugu sul Monte Kōya e poi gli ordinò di suicidarsi nell'agosto del 1595. I membri della famiglia di Hidetsugu che non seguirono il suo esempio furono poi assassinati a Kyoto.

Nel gennaio del 1597, Toyotomi Hideyoshi fece arrestare ventisei cristiani come esempio di giapponesi che volevano convertirsi al cristianesimo. Sono conosciuti come i ventisei martiri del Giappone. Includevano cinque missionari francescani europei, un missionario francescano messicano, tre gesuiti giapponesi e diciassette laici giapponesi, tra cui tre giovani ragazzi. Il 5 febbraio furono giustiziati a Nagasaki per crocifissione pubblica.

Seconda campagna contro la Corea

Dopo diversi anni di trattative Hideyoshi nominò Kobayakawa Hideaki per condurre una rinnovata invasione della Corea, ma i loro sforzi sulla penisola ottennero meno successo. Le truppe giapponesi rimasero bloccate nella provincia di Gyeongsang. Nel giugno del 1598, le forze giapponesi respinsero diverse offensive cinesi a Suncheon e Sacheon, ma non furono in grado di compiere ulteriori progressi mentre l'esercito Ming si preparava per un assalto finale. I coreani hanno continuamente molestato le forze giapponesi, mentre la battaglia di Hideyoshi a Sacheon fu una grande vittoria del Giappone.

Toyotomi Hideyoshi morì il 18 settembre 1598. Era delirante e le sue ultime parole, consegnate ai suoi generali più vicini, furono “Dipenderò da voi per tutto. Non ho altri pensieri da lasciare alle spalle. È triste separarsi da voi ''. La sua morte è stata tenuta segreta dal Consiglio dei Cinque Anziani per preservare il morale e alle forze giapponesi in Corea è stato ordinato di ritirarsi in Giappone dal Consiglio dei Cinque Anziani (Tokugawa Ieyasu, Maeda Toshiie , Uesugi Kakekatsu, Mori Terumoto, Ukita Hideie).

Visto che non erano riuscite a catturare la Corea, le forze di Hideyoshi non furono in grado nemmeno di raggiungere la Cina. La forza di combattimento si esaurì, i suoi vassalli in contrasto sulla responsabilità per il fallimento e i clan che erano fedeli al nome Toyotomi si indebolirono. Il sogno di una conquista giapponese della Cina è stato messo in attesa indefinitamente. Il governo Tokugawa in seguito non solo proibì ulteriori spedizioni militari nella terraferma asiatica, ma chiuse il Giappone a quasi tutti gli stranieri durante gli anni dello shogunato di Tokugawa. Fu solo alla fine del 19° secolo che il Giappone combatté di nuovo una guerra contro la Cina attraverso la Corea, usando più o meno lo stesso percorso usato dalla forza di Hideyoshi.

Dopo la sua morte, gli altri membri del Consiglio dei cinque reggenti non furono in grado di tenere sotto controllo le ambizioni di Tokugawa Ieyasu.

Toyotomi Hideyoshi

photo credits: jekyoto.wordpress.com

L'eredità culturale di Toyotomi Hideyoshi

Toyotomi Hideyoshi ha cambiato la società giapponese in molti modi.

Le riforme di classe hanno interessato cittadini e guerrieri. Durante il periodo Sengoku, era diventato comune che i contadini diventassero guerrieri o che i samurai coltivassero a causa della costante incertezza causata dalla mancanza di governo centralizzato e da una pace sempre provvisoria. Dopo aver preso il controllo, Hideyoshi decretò che tutti i contadini fossero completamente disarmati e che i samurai lasciassero la terra per stabilirsi nelle città del castello. Ciò ha rafforzato il sistema di classi sociali per i successivi 300 anni.

Inoltre, ha ordinato un censimento completo del Giappone. Dopo questo, chiese a tutti i giapponesi di rimanere nei rispettivi han (feudi) a meno che non avessero ottenuto il permesso ufficiale di andare altrove.

Nel 1590, Hideyoshi completò la costruzione del Castello di Osaka, il più grande di tutto il Giappone, per proteggere gli approcci occidentali a Kyoto. Nello stesso anno, vietò il "lavoro non libero" e la schiavitù, ma le forme di contratto e di lavoro forzato andarono avanti ugualmente.

Hideyoshi ha anche influenzato la cultura materiale del Giappone. Ha speso tempo e denaro per la cerimonia del tè, collezionando strumenti, sponsorizzando sontuosi eventi sociali e patrocinando acclamati maestri. Man mano che l'interesse per la cerimonia del tè cresceva tra la classe dirigente, non solo furono confiscate grandi quantità di preziosi articoli in ceramica, ma molti artigiani coreani furono trasferiti con la forza in Giappone.

Ispirato all'abbagliante padiglione d'oro di Kyoto, fece costruire la Golden Tea Room, che era coperta con una foglia d'oro e foderata all'interno con un gossamer rosso. Usando questa innovazione mobile, è stato in grado di praticare la cerimonia del tè ovunque andasse, proiettando con forza il suo potere e lo status senza pari al suo arrivo.

Politicamente, ha istituito un sistema governativo che ha bilanciato i più potenti signori della guerra giapponesi. Fu creato un consiglio per includere i signori più influenti.

Poco prima della sua morte, Hideyoshi sperava di istituire un sistema abbastanza stabile per sopravvivere fino a quando suo figlio non fosse divenuto abbastanza grande da diventare il prossimo leader. Fu formato un Consiglio dei Cinque Anziani (go-tairō), composto dai cinque daimyō più potenti. Dopo la morte di Maeda Toshiie, tuttavia, Tokugawa Ieyasu iniziò a stringere alleanze, compresi i matrimoni politici. Alla fine, le forze pro-Toyotomi hanno combattuto contro i Tokugawa nella battaglia di Sekigahara. Ieyasu vinse e ricevette il titolo di Seii-Tai Shōgun due anni dopo.

Gli altri nomi di Toyotomi Hideyoshi

Alla nascita, gli fu dato il nome Hiyoshi-Maru. A genpuku, prese il nome Kinoshita Tōkichirō. Più tardi, gli fu dato il cognome Hashiba e l'ufficio della corte onoraria Chikuzen no Kami; di conseguenza, è stato designato Hashiba Chikuzen no Kami Hideyoshi.

Toyotomi Hideyoshi aveva ricevuto il soprannome di Kozaru, che significa "piccola scimmia", dal suo signore Oda Nobunaga perché i suoi lineamenti del viso e la sua forma magra somigliavano a quelli di una scimmia. Era anche conosciuto come il "ratto calvo".

Hideyoshi lasciò un'eredità influente e duratura, tra cui la restrizione al possesso di armi da parte del samurai, la costruzione e il restauro di molti templi, alcuni dei quali sono ancora visibili a Kyoto, e le invasioni giapponesi della Corea (1592-1598).


Japan History: Sasaki Kojirō

Sasaki Kojirō (1583 circa – 13 aprile 1612) nacque in un villaggio della provincia di Echizen. Noto come Sasaki Ganryū, è stato un importante spadaccino giapponese, principalmente ricordato per essere stato ucciso nel corso di un duello con Miyamoto Musashi. Sasaki Kojirō viene ricordato anche per indossare un haori di colore rosso e visse fra l’era Sengoku e l’inizio del periodo Edo.

Sasaki Kojirō

photo credits: wikipedia.org

La sua vita

Vissuto a cavallo dell'epoca Sengoku e l'inizio del periodo Edo, da ragazzo incontra Toda Seigen, istruttore di arti marziali del clan Asakura, divenendo suo allievo. Questo tipo di addestramento lo porta lontano dallo stile di Seigen, avvicinandosi al il kodachi, e sviluppando una tecnica che fa uso di ōdachi denominata Ganryū ("Stile della Roccia"). Grazie alla sua katana chiamata Monohoshi Zao, sviluppa la tecnica Tsubame-Gaeshi ( "Contrattacco della Rondine"), ispirata al volo dell'uccello.

Nel 1610 apre un dojo a Kokura e la sua fama inizia ad attrarre numerosi studenti di arti marziali, tra i quali troviamo Miyamoto Musashi, uno spadaccino ventinovenne che nell'aprile del 1612 lo sfida ad un duello che diventa protagonista di molte leggende. Le versioni descrittive delle leggende riguardanti il duello tra Sasaki Kojirō e Miyamoto Musashi sono varie e differiscono molto per quanto riguarda i dettagli. Su una cosa le leggende sono tutte d’accordo ed è la fine del duello che vede Musashi come vincitore.

Il duello finale

Il duello avvenne il il 13 aprile 1612 su un’isola a pochi chilometri da Kokura. Prima di giungere nel luogo, Musashi costruì un bokken con un remo e si presentò con ben tre ore di ritardo, ovvero tra le 9 e le 11. Kojirō estrasse la sua spada arrabbiandosi molto con Musashi a causa del suo ritardo e lanciò il fodero nell’ acqua. Musashi uccise Kojirō con un colpo alla testa assestato dalla sua spada di legno. Avvenne tutto così’ velocemente senza lasciare il tempo a Kojirō di usare la sua tecnica.

Sasaki Kojirō

photo credits: muza-chan.net

Le ipotesi della morte di Sasaki Kojirō

Le ipotesi riguardanti la vittoria di Miyamoto Musashi sono tante, tra cui si pensa anche che il ritardo fosse premeditato proprio per innervosire l’avversario. Durante le tre ore di ritardo infatti, Musashi si riposò mentre Kojirō perdeva completamente la concentrazione. In aggiunta, il suo abbigliamento non curato e la spada di legno contribuirono a fare arrabbiare Kojirō ancora di più. Si può dire che Musashi abbia vinto giocando sulla psicologia dell’avversario.
Un’altra ipotesi vede Musashi protrarre il ritardo appositamente per sfruttare l’effetto della luce solare tanto che potesse accecare l'avversario, un’altra ancora lo vede approfittare della bassa marea che gli avrebbe permesso di scappare più facilmente.

Sasaki Kojirō

photo credits: wikipedia.org

Kojirō era (probabilmente) sordo da un orecchio, ma questo non ha mai contribuito alla sua perdita, nonostante tutto sembra che questo sia accaduto perchè Musashi sfruttò la maggior lunghezza del suo bokken rispetto alla spada del suo avversario.

L’isola che fu luogo del duello venne ribattezzata Ganryū-jima in onore di Sasaki Kojirō.


Atsuta Matsuri, lanterne e fuochi artificiali

Tanti sono i matsuri giapponesi ma oggi decidiamo di concentrarci sull'Atsuta Matsuri, nella prefettura di Aichi.

Atsuta Matsuri

photo credits: thegate12.com

Nella regione di Chubu, più precisamente a Nagoya nella prefettura di Aichi, se ci addentriamo nella città, nascosto tra secolari cipressi, scopriremo uno dei santuari più sacri del Giappone: l’Atsuta Jingu. Venerato sin dall’antichità con i suoi 1900 anni, si ritiene sia la casa della Sacra Spada Kusanagi dell'Imperatore, una delle tre insegne imperiali.
In questo luogo magico, ogni anno, il 5 giugno si tiene l’Atsuta Matsuri (諸ブー祭), meglio conosciuto come Shobu-sai.

La giornata dell'Atsuta Matsuri

Atsuta Matsuri

photo credits: kawaii-aichi.jp

Attorno alle 10:00 del mattino i festeggiamenti iniziano con una cerimonia speciale in cui un messaggero imperiale viene inviato al santuario per offrire le goheimotsu. Queste infatti sono strisce di carta bianca per i rituali shintoisti e che servono a celebrare una cerimonia speciale dedicata agli dei e alle dee dell’Atsuta Jingu. Dopodichè questo splendido e caratteristico Matsuri ospita vari spettacoli tra i recinti del Santuario.

Gli spettacoli

Gli spettacoli durante questo festival sono molti e di vario tipo, fra cui Il kyudo, tiro con l'arco in stile giapponese e il kendo, scherma giapponese. Ma il vero protagonista è l’Atsuta-kagura, un tipo di danza shintoista tradizionale locale accompagnata da flauti e dai taiko, i tipici tamburi giapponesi. Oltre a questo, troviamo varie esibizioni fra cui il Sumo e competizioni di intrattenimento come il Kodomo Mikoshi, i santuari portatili per bambini!

Atsuta Matsuri

photo credits: kawaii-aichi.jpgoinjapanesque.com

Il Festival raggiunge il culmine del fascino quando, alle 18:00, i cinque makiwara kento, enormi altari allegorici decorati da 365 lanterne ciascuno, sono sistemati accanto agli ingressi delle tre porte torii del santuario e vengono illuminati. Naturalmente non mancano le bancarelle che offrono tipicità e souvenirs di ogni genere.
Il chiacchiericcio delle persone si arresta alle 21:00 al parco Jingu Koen quando uno stupendo spettacolo pirotecnico fa alzare le teste al cielo e riempie gli occhi di luci e colori.

photo credits: goinjapanesque.com

Il festival di Atsuta è il più grande festival tra i circa 70 eventi che si tengono al Santuario di Atsuta ogni anno.

Atsuta Matsuri Atsuta Matsuri

photo credits: nagmag.jp, kichijapan.com

Se vi trovate nei dintorni, non perdete questi magici spettacoli di lanterne e fuochi d'artificio per trascorrere una giornata divertente all’insegna della tradizione! Come ogni festival la partecipazione è gratuita. Per ogni informazione su come raggiungere la location, visitate il sito ufficiale del Santuario in inglese.


Japan History: Akechi Mitsuhide

Akechi Mitsuhide (1526 – luglio 1582), noto anche come Koreta Mitsuhide, è stato un generale giapponese. Figlio di Akechi Mitsukuni, Mitsuhide servì Asakura Yoshikage e nel 1566 divenne messaggero per il "vagabondo errante" Ashikaga Yoshiaki. Tuttavia, la sua fama maggiore fu quella di essere uno dei generali al servizio del daimyō Oda Nobunaga, e il suo tradimento ne causò la morte.

Akechi Mitsuhide

photo credits: samurai-world.com

Cominciò a servire Oda Nobunaga nel 1566 dopo la conquista della provincia di Mino e nel 1571, dimostrandosi un abile generale, ricevette in feudo il territorio di Sakamoto. Oda Nobunaga, vedendolo come uno degli uomini di cui poteva fidarsi maggiormente, lo incaricò di pacificare la regione di Tamba e porla sotto al controllo del suo signore. Le sue campagne militari contro i clan locali ebbero successo e una volta conquistato il territorio, venne ricompensato con il castello di Kamiyama diventando il governatore della provincia di Hyūga.

Il tradimento

Nel 1579 Mitsuhide conquistò il castello di Yakami che apparteneva a Hatano Hideharu e negoziò con lui i termini per la pacificazione. Oda Nobunaga, in totale disaccordo con gli accordi presi dal suo vassallo, fece giustiziare Hideharu. A quel punto il clan Hatano si vendicò nei confronti di Akechi Mitsuhide uccidendone la madre che era stata inviata come ostaggio durante le trattative. Probabilmente questo fu uno dei motivi che portarono Mitsuhide a tradire Oda Nobunaga.

Akechi Mitsuhide

photo credits: samurai-world.com

Il 21 giugno 1582 Nobunaga, nel tentativo di sfuggire al colpo di stato organizzato da Mitsuhide, si rifugiò nell'Honnō-ji, un tempio di Kyoto che Mitsuhide incendiò. A quel punto non si sa se Nobunaga morì nell’incendio o se fece in tempo a compiere seppuku prima. Tuttavia, alla notizia della sua morte, Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu radunarono i propri eserciti per inseguire Mitsuhide. Hideyoshi fu il primo a trovarlo e lo sconfisse nella battaglia di Yamazaki durante la quale il traditore di Nobunaga fu ucciso da un bandito chiamato Nakamura. A causa della sua morte venne soprannominato Jūsan-kobū (Shōgun dei tredici giorni).

I motivi del tradimento

Akechi Mitsuhide

photo credits: samurai-world.com

Non si sanno tutti i motivi che spinsero Mitsuhide a tradire Nobunaga, uno potrebbe essere quello che abbiamo già detto che coinvolgeva l’assassinio di sua madre. Un altro potrebbe riguardare invece l’amicizia che legava Akechi Mitsuhide con Chosokabe Motochika, daimyo di Shikoku. Intorno al 2013, alcuni ricercatori hanno scoperto una serie di lettere nel Museo di Okayama tra Akechi Mitsuhide e il suo amico di vecchia data, Chosokabe Motochika. Le lettere erano state scritte pochi mesi prima dell'attacco del 21 maggio 1582 all'Honno-ji. Secondo le lettere, Chosokabe aveva deciso di non opporsi a Nobunaga ed era disposto a sottomettersi al signore della guerra. In risposta, sembra che Mitsuhide stesse cercando di evitare di prendere parte alla sottomissione di Shikoku per evitare una futura disputa che avrebbe potuto coinvolgere Chosokabe. Proprio per proteggere il suo amico, Akechi Mitsuhide decise probabilmente di tradire Nobunaga.

Un'altra probabile ragione fu la conoscenza di Mitsuhide dei piani futuri di Nobunaga che desiderava governare la nazione. Nobunaga aveva dichiarato di voler diventare Tenka Fubu, l'unico sovrano sotto il cielo. Per questo, si ipotizzò che volesse rovesciare l'imperatore, per fare in modo che sopra di lui non ci fosse nessuno. Forse Akechi Mitsuhide decise di eliminare Nobunaga salvando così la famiglia imperiale e l'imperatore.

Secondo alcune fonti riuscì a salvarsi nella battaglia di Yamazaki diventando un monaco di nome Nankobo Tenkai. La sua vita è completamente immersa nel mistero e continua, ancora oggi, a suscitare dubbi e creare supposizioni.


Japan History: Yagyū Jūbei Mitsuyoshi

Yagyū Jūbei era uno dei più grandi spadaccini del Giappone e abbiamo deciso di dedicargli un blog. Nonostante le poche informazioni, è conosciuto come guerriero poeta, protettore dei deboli e grande sostenitore del codice dei samurai.

Yagyū Jūbei

photo credits: deviantart.com

Nonostante la poca documentazione esistente sulla vita di Yagyū Jūbei Mitsuyoshi (nato "Shichirō", 1607 - 12 aprile 1650) sappiamo che è cresciuto a Yagyū no Sato un piccolo villaggio di Nara. Suo padre era Yagyū Tajima no Kami Munenori, maestro spadaccino degli ormai celebri Tokugawa. Sia il padre che il nonno di Jubei erano stati grandi maestri nell'arte della spada. Suo nonno era il fondatore della scuola di Yagyu Shinkage, ancora oggi esistente ed era famoso per aver sconfitto samurai armati a mani nude all’età di 70 anni. Suo padre invece era il tutor personale di tre shogun e sembra avesse sconfitto sette assassini in una battaglia. Jubei ha ereditato da loro l’abilità e a 9 anni stava già mostrando segni di grande forza. Infatti, sostituì suo padre nell’insegnamento della spada agli shogun Tokugawa.

La vita

A 24 anni divenne il più grande spadaccino del famoso clan Yagyu. Sucessivamente espulso dal tribunale di Edo senza alcuna motivazione, non si sa se fu licenziato dallo shogun, o per una partenza di un pellegrinaggio.

Nei 12 anni successivi non si hanno più notizie, fino alla sua riapparizione all'età di 36 anni ad una dimostrazione di scherma assolutamente impressionante. Da lì, fu nuovamente integrato al governo. Riuscì a prendere il controllo delle terre di famiglia fino alla morte di Yagyū Tajima no Kami Munenori nel 1646. Scrisse il suo libro di scherma e filosofia, Tsuki no Shō (月之抄) o The Art of Looking at the Moon. Morì all’età di 43 anni in circostanze non chiare, non si sa se fu a causa di un infarto, di un incidente durante la caccia o addirittura assassinato da uno dei suoi fratelli. Yagyū Jūbei fu seppellito accanto a suo nonno, Yagyū Munetoshi, gli fu poi dato il nome postumo buddista di Sohgo.

La Leggenda di Yagyū Jūbei

Secondo la leggenda, Yagyū Jūbei aveva un solo occhio, l’altro sembra l’avesse perso in una sessione di scherma con suo padre. Nonostante questo, alcuni lo ritrassero invece con due occhi, anche se la figura dello spadaccino con una benda sull’occhio rimane sempre la preferita.

Yagyū Jūbei

photo credits: taigong788.skyrock.com/