Shingeki no Kyojin, manga, anime, japan italy bridge

Japanese Culture: Shingeki no Kyojin

SHINGEKI NO KYOJIN – Il manga rivelazione degli ultimi anni

Questa volta parliano di Shingeki no Kyojin (進撃の巨人), meglio conosciuto in italia come "L'attacco dei giganti", vera e propria rivelazione di questi ultimi anni.
Per gli appassionati di anime e manga è diventata una serie shōnen action horror di culto. Ai meno appassionati basti sapere che ha in breve tempo sbaragliato tutte le classifiche giapponesi e mondiali, diventando uno degli anime più visti al mondo. Il manga è secondo per numero di vedite solo a One piece.

Per dare qualche cifra, parliamo di circa 2 milioni di copie vendute per volume, contro i circa 3 milioni di copie di One Piece (vendite giapponesi). La cifra è ancora più sbalorditiva se consideriamo che mentre One piece ha alle spalle anni di pubblicazioni (il primo volume uscì nel lontano agosto 1997). Il primo volume dell'Attacco dei giganti è uscito solo nel settembre 2009. Numeri da far girare la testa insomma che gli sono valsi, tra le altre cose, anche il prestigioso premio Kodansha come miglior manga shōnen, nel 2011.

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La trama

Il manga è pubblicato da una delle maggiori case editrici giapponesi, la Kodansha. Al suo attivo ha 21 volumi fino ad ora e nasce dalla penna di Hajime Isayama, che ha ambientato la sua storia in una sorta di Medioevo alternativo.

Tutto ruota attorno al personaggio di Eren Jaegar che vive in un mondo in cui secoli prima l’umanità aveva rischiato lo sterminio totale. I pochi uomini rimasti sopravvivono in un complesso urbano organizzato all’interno di tre mura concentriche alte 50 metri. L’unica difesa tra l’uomo e il mondo esterno popolato da misteriose creature sono appunto i giganti. Queste creature, incredibilmente simili agli esseri umani ma di altezza compresa tra i 3 e i 15 metri, sembrano privi di intelligenza e di uno scopo reale, se non quello di divorare carne umana.

Ma presto un evento porrà fine alla tranquillità durata solo un secolo. Un gigante, alto al punto da superare le mura stesse, appare dal nulla aprendo una breccia nel muro di protezione più esterno. Questo permetterà ai giganti di penetrare e fare strage di vite umane. Eren, vinto il terrore iniziale e il dolore per la perdita della madre, si riprometterà di eliminare ogni singolo gigante esistente, e in questa sua lotta contro l’ignoto non sarà solo.

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La serie animata e la fama internazionale

La vera fama di questo manga la si deve proprio alla serie anime uscita nel 2013. Prodotto da Wit Studio in collaborazione con la più famosa Production I.G.
La differenza dal punto di vista visivo rispetto alle tavole originali di Isayama è sorprendente. Curati fin nel più piccolo dettaglio e animati da animazione estremamente realistica, i personaggi si muovono su uno sfondo anch’esso curatissimo e realistico. I realizzatori della serie hanno quindi colmato le lacune stilistiche del mangaka. Tuttavia Isayama ha seguito in prima persona l’intera produzione dando indicazioni su quale fosse il modo migliore per dare corpo alle sue idee.

La colonna sonora altrettanto curata accompagna tutta la narrazione. Non tace mai, non lascia punti vuoti, ma sottolinea invece ogni istante della storia e contribuisce a coinvolgere lo spettatore in un action anime pieno di colpi di scena.
Azione, horror, intrighi politi, fanatismo religioso e lotta per la sopravvivenza fanno da trama. Qui si muovono personaggi ben delineati che, in un crescendo di azione e suspance, ci mostrano tanto la forza quando la fragilità degli esseri umani.

Niente viene lasciato al caso, e anche i personaggi che in apparenza potrebbero sembrare insignificanti svolgeranno invece un ruolo fondamentale. E proprio l’elemento horror sapientemente dosato senza mai scadere nella violenza nuda e cruda alla ricerca del dettaglio più scabroso, rende l’adattamento anime ancora più pregevole e adatto anche a chi non ama particolarmente questo genere.

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Le interpretazioni

L’opera si presta a numerose interpretazioni. Qualcuno ci ha voluto vedere anche una sorta di propaganda politica. Ma è l’autore stesso ha darci qualche piccola chiave di lettura svelandoci la genesi dell’opera.

Ad esempio, le 3 mura entro le quali gli esseri umani vivono, sono viste sia come una barriera protettiva che come una prigione soffocante. Questa è stessa sensazione che l’autore ha raccontato di aver provato nascendo in una piccola città della prefettura di Ōita circondata dalle montagne. Non sfugge qui il parallelismo con la società giapponese, da sempre isolazionista e protezionista. O ancora, i giganti stessi rappresentano la paura dello sconosciuto, uno sconosciuto che non solo temiamo ma con il quale è impossibile comunicare.

E’ una storia che a tratti si fa angosciante, quella stessa angoscia e paura così comune anche nella società moderna. Niente è come sembra, ma non per questo i personaggi si fermeranno nella loro ricerca della verità e della libertà.

深い闇を俺は抜け出した。疾風(はやて)みたいに逃げ出した。
Fukai yami wo ore wo nukedashita. Hayate mitai ni nigedashita.
Siamo fuggiti da una spessa oscurità. Siamo sopravvissuti a quello sembrava un uragano.
生きた屍みたいだった俺達は、壁の外へ。
Ikita shikabane mitai datta oretachi wa, kabe no soto e.
Noi, che non sembriamo altro che zombie, andremo oltre queste mura.
また会おうぜ、地図にない場所で。
Mata aou ze, chizu ni nai basho de.
Ci incontreremo di nuovo, in un mondo che non esiste su mappa alcuna.

The grate escape dei Cinema staff – Seconda ending

La storia continua

La storia nasconde un segreto che tutt’ora non è stato svelato. Tuttavia, vi interesserà sapere che il manga è entrato ormai nel suo arco finale quindi presto potrebbero venire svelate molte verità interessanti.

In un momento che alcuni definirebbero di stagniazione per l'animazione giapponese, Shingeki no Kyojin ha saputo distinguersi come opera originale e senza precedenti. Isayama ha saputo imporre il suo tratto distintivo e perfettamente riconoscibile. Originalità premiata dal grande successo di pubblico che ha avuto e sta avendo tutt'ora.
Inoltre, un'altra buona notizia per tutti i fan che attendono ormai dal 2013. Dopo numerose smentite, 3 ova, e tanta pazienza, qualche settimana fa è stato confermato che la seconda serie sarà finalmente in onda a partire dal 1 aprile. L'attesa è dunque finita.

Fonti: Atpress; google


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Hadaka Matsuri: Il Festival degli Uomini Nudi tra Fango, Ghiaccio e Fortuna

Il Giappone è la terra dei contrasti: estrema riservatezza di giorno, luci al neon e trasgressione di notte. Ma c’è un evento che rompe ogni schema, portando migliaia di persone a sfidare il gelo e la folla in un rito ancestrale: l’Hadaka Matsuri, letteralmente il "Festival dell'Uomo Nudo".

Non fatevi ingannare dal nome: non è un evento esibizionista, ma una prova di resistenza e fede che affonda le radici nel 767 d.C.

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9.000 uomini e un solo obiettivo

Ogni anno, nel tempio Saidai-ji di Okayama, circa 9.000 uomini si riuniscono indossando solo il fundoshi (il perizoma tradizionale). L'obiettivo? Accaparrarsi uno dei due shingi, bastoncini di legno benedetti lanciati dai sacerdoti.

Secondo la tradizione, chi riesce a catturare lo shingi e a infilarlo in una scatola piena di riso si assicura un anno di fortuna immensa e viene proclamato Shin-otoko (l’Uomo dello Spirito). Ma la sfida è tutt'altro che semplice.

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Il rituale: Ghiaccio e Adrenalina

Immaginate la scena:

  1. La Purificazione: Prima della gara, i partecipanti corrono tra le strade e si immergono in vasche di acqua gelida per purificare corpo e spirito.

  2. Il Buio Totale: Alle 22:00 precise, le luci del tempio si spengono. Nel silenzio teso, i sacerdoti lanciano i talismani dall'alto.

  3. La Lotta: In quel momento scoppia il caos. Migliaia di corpi seminudi si accalcano in una mischia furibonda. Non è raro vedere nasi rotti o svenimenti: la pressione della folla è tale che i partecipanti scrivono il proprio gruppo sanguigno e i contatti d'emergenza direttamente sul perizoma.

La nudità come scudo contro la sfortuna

Perché correre quasi nudi in pieno inverno? Nel folklore giapponese, la nudità ha un valore sacro: si crede che la pelle nuda possa assorbire le impurità e la sfortuna. In passato, toccare lo Shin-otoko era l'unico modo per "scaricare" i propri mali su di lui, che agiva come un vero e proprio parafulmine spirituale per l'intera comunità.

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Curiosità e Regole Ferree

Nonostante l'apparente caos, l'Hadaka Matsuri segue regole rigide:

  • Niente Alcol: Anche se l'atmosfera sembra quella di uno stadio, è un rito religioso. È severamente vietato bere.

  • Tatuaggi Banditi: Come in molti luoghi sacri in Giappone, chi ha tatuaggi può partecipare solo se riesce a coprirli interamente con del nastro adesivo.

  • Non solo legno: Oltre agli shingi, i sacerdoti lanciano 100 rami di salice: una "consolazione" per chi non arriva al premio grosso, ma vuole comunque un pizzico di fortuna per l'anno a venire.

L'Hadaka Matsuri è l'essenza del Giappone più autentico: un mix di devozione spirituale, forza bruta e quel senso di comunità che solo un matsuri sa regalare.

Fotografo : Kurt Gledhill


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Pretty Guardian Sailor Moon: L’icona che ha rivoluzionato il mondo dei Manga

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Biondi codini raccolti negli iconici Odango, una divisa alla marinara che profuma di giustizia e un messaggio che, a distanza di trent'anni, non ha perso un briciolo di forza. Parliamo di Usagi Tsukino, meglio nota come Sailor Moon: la guerriera che non solo protegge la Terra, ma che ha ridefinito il concetto di eroina per intere generazioni.

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Una rivoluzione chiamata Naoko Takeuchi

Nata dalla penna della geniale Naoko Takeuchi, Sailor Moon non è solo un cartone animato degli anni '90. È stata una rivoluzione strutturale nel mondo del fumetto giapponese. Forse non tutti sanno che l’opera nasce come spin-off di Codename Sailor V (protagonista Sailor Venus), ma la Takeuchi fece di più: fuse il genere Majokko (le "streghette" magiche e romantiche) con il genere Sentai Mono (i gruppi d'attacco alla Power Rangers). Il risultato? Per la prima volta, un gruppo di ragazze non aveva bisogno di cavalieri per salvarsi: erano loro a combattere, unite, per il destino dell'universo.

Un Amore oltre il Tempo (e oltre i Pregiudizi)

Il legame tra Sailor Moon e Tuxedo Kamen (Milord) è leggendario, ispirato al mito greco di Selene ed Endimione. Ma la Takeuchi è andata oltre la favola classica, portando nei manga un messaggio di inclusività allora pionieristico:

  • Forza Femminile: È Usagi a salvare il mondo, mossa da un amore che la rende invincibile. Come disse l'autrice: "Le ragazze devono essere forti per proteggere l'uomo che amano".

  • Amore senza Barriere: Sailor Moon è stata una delle prime opere mainstream a mostrare con naturalezza relazioni omosessuali e identità fluide. Pensiamo al legame profondo tra Sailor Uranus e Sailor Neptune, o alla complessa identità delle Sailor Starlights. Un manifesto di libertà che ha insegnato a milioni di fan che l'amore non ha etichette.

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Tra Arte, Chimica e Alta Moda

Naoko Takeuchi non è una mangaka qualunque. Laureata in chimica (scienza che usa spesso per dare i nomi ai nemici della saga), è una donna colta e raffinata, appassionata di Art Nouveau e Haute Couture. Sapevi che molti dei vestiti più belli del manga sono citazioni dirette dell'alta moda?

  • L’abito imperiale della Principessa Serenity è un omaggio al modello "Palladio" di Dior (collezione 1992).

  • Molti outfit dei nemici ricalcano sfilate di Chanel e Versace. Questo tocco glamour ha reso Sailor Moon un'opera esteticamente sublime, influenzando il gusto di stilisti e artisti in tutto il mondo.

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Il mito continua: da Tokyo ai nostri giorni

Oggi Sailor Moon è un impero multimediale. Dopo il reboot Sailor Moon Crystal e i recenti film cinematografici, il franchise continua a brillare tra makeup di lusso, mostre d'arte e action figure da collezione.

Il consiglio per i fan: Se ti trovi a Tokyo, la tua "mecca" è il quartiere di Azabu-Juban. Passeggiando tra le sue strade riconoscerai i panorami del manga: dalla scalinata del tempio di Sailor Mars ai parchi dove Usagi e Mamoru si giuravano amore eterno.

Trent'anni dopo, la Luna continua a risplendere: Sailor Moon non è solo nostalgia, è un simbolo eterno di coraggio, amicizia e potere femminile.

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Photo credits: Tumblr, Pinterest.


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Kitsune: Il fascino immortale della Volpe Giapponese

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Furba, scaltra e con un musetto che sembra quasi sorridere: la volpe è protagonista di molte culture, ma in Giappone è molto più di un animale. È un essere soprannaturale, uno spirito mutaforma capace di sputare fuoco, manipolare i sogni e vivere per secoli. Parliamo delle Kitsune, creature magiche la cui potenza cresce insieme al numero delle loro code: fino a raggiungerne nove, momento in cui il loro manto diventa bianco o dorato e la loro saggezza rasenta l'onniscienza.

Tra Bene e Male: Zenko e Yako

Il folklore nipponico divide queste creature in due grandi fazioni:

  • Zenko (Volpi Buone): Sono le messaggere di Inari, la divinità dell’agricoltura e del riso. Incontrarne una è segno di grande fortuna.

  • Yako (Volpi di Campo): Dispettose e a volte crudeli, amano possedere gli esseri umani (una condizione chiamata yako-tsuki) portandoli alla follia.

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"Torna e dorme": La leggenda dell'amore eterno

Sapevi che la parola Kitsune nasconde un significato romantico? Un'antica leggenda del 545 d.C. narra di un uomo, Ono, che sposò la donna dei suoi sogni, scoprendo solo dopo anni che era una volpe trasformata. Nonostante la fuga di lei, terrorizzata dal cane di casa, Ono la implorò: "Torna quando ti pare, sarai sempre la benvenuta". Da qui derivano i termini Kitsu-ne (torna e dorme) e Ki-tsune (torna sempre). Ancora oggi, si dice che una bella donna intravista al crepuscolo possa essere una volpe; per smascherarla, però, bisogna cercarne la coda: l'unica parte del corpo che non riescono mai a nascondere del tutto.

Dalla Tradizione alla Pop Culture

L'influenza delle Kitsune è ovunque. Se sei un fan di Manga e Anime, le avrai incontrate mille volte:

  • Naruto: Il protagonista porta sigillato dentro di sé lo Spirito della Volpe a Nove Code.

  • Inuyasha: Il piccolo Shippo è un demone volpe maestro dei travestimenti.

  • Yu degli Spettri: Il fascino duale di Kurama incarna perfettamente la natura ambivalente di questo spirito.

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Dove incontrarle oggi?

Se viaggi in Giappone, le Kitsune ti osserveranno dai templi di Fushimi Inari a Kyoto (non dimenticare di lasciare in offerta dell'aburaage, il tofu fritto di cui vanno ghiotte!). Se invece preferisci un incontro "reale", a Shiroishi trovi il Miyagi Zao Fox Village, dove decine di volpi vivono in libertà e interagiscono con i visitatori.

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Curiosità: Il Matrimonio delle Volpi

Hai mai visto piovere mentre splende il sole? In Giappone si dice che sia il Kitsune no yomeiri, il matrimonio delle volpi. Si narra che in queste giornate particolari (o nelle notti illuminate da misteriosi fuochi fatui), le volpi si riuniscano in processione per celebrare nozze segrete. Se ti capita di vedere uno strano luccichio tra gli alberi durante un acquazzone solare, fai attenzione: potresti essere un invitato inaspettato!

Photo credits: tokyoblingmangadreams; pinterest; deviantart.

 


Japan Travel: Tokyo Tower & Skytree

Tokyo Tower

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Ispirandosi alla Tour Eiffel, la Tokyo Tower svetta all'interno del quartiere di Shiba-kōen di Minato a Tokyo. Costruita nel 1958 come simbolo di rinascita economica, con i suoi 333 metri ha una duplice funzione. Infatti è sia una torre per le telecomunicazioni e sia torre panoramica!

Nella struttura interamente d'acciaio ci sono due osservatori che permettono di godere una delle viste più belle. Al primo piano, situato a 150 m dal suolo, si trova l'Osservatorio principale, che offre una vista panoramica sul quartiere. A 250m vi è quello speciale e suggestivo che permette di vedere il Tokyo Sky Tree ed il monte Fuji.

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Naturalmente la Tokyo Tower non è solo questo. Al suo interno vi è un negozio di souvenir, un bar molto elegante ed un palcoscenico dove ogni settimana avvengono vari eventi musicali.
Anche i più piccoli possono godere di spettacoli a loro dedicati nei weekend e durante le festività grazie ai "Noppon", le mascotte della Tokyo Tower.
Ai piedi della torre sorge il Highball Garden Rooftop Genghis Khan: un bar-terrazza aperto nei mesi tra marzo e settembre che offre un luogo di ristoro con specialità e cocktail esclusivi.

Dal 1° giugno al 31 agosto si tiene un evento molto curioso e altrettanto affascinante il “Milky Way Illumination”. Le scale che vanno dal pianterreno all'Osservatorio sono illuminate da una luce blu. Sul soffitto appaiono tante stelline proprio a rappresentare la Via Lattea. Inoltre durante i giorni di luna piena Tokyo Tower è illuminata di rosa!

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Naturalmente ancora oggi la Tokyo Tower porta avanti il compito per la quale fu costruita. Grazie all'antenna che custodisce, si occupa della trasmissione dei segnali per le maggiori televisioni giapponesi.

Tokyo Skytree

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Molto più recente della Tokyo Tower è la Tokyo Sky Tree. Simbolo di Tokyo dell'archittettura con le sue forme che si rifanno agli antichi templi dell'epoca Heian, svetta nel cielo della città con i suoi 634 m di altezza. Un numero non casuale: i caratteri mu (6), sa (3), shi (4) formano la parola "Musashi", antico nome della regione in cui si trova la Tokyo Sky Tree. Essa è la torre per telecomunicazioni più alta al mondo con uno dei punti panoramici più belli grazie all'area denominata Solakara Point. Qui il pavimento e le pareti di vetro, regalano la sensazione di appartenere al cielo.

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La Tokyo Sky Tree fonde modernità e antichità in modo sorprendente. Dal quarto piano della torre ci si imbatte nel SUPER CRAFT TREE dove il designer Yukio Hashimoto ha esposto le sue creazioni. L'artista fonde il moderno con le tecniche artigianali del periodo Edo. Una testimonianza è il TEMBO SHUTTLE, l'ascensore con i pannelli che rapprensentano il miyakodori (l'uccello simbolo di Tokyo), alberi di Sakura ed il fiume Sumidagawa.

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Come di consuetudine a Tokyo, anche la Sky Tree possiede a sua mascotte, la Sorakara-chan (figlia dal cielo). Naturalmente la principale funzione della torre è la diffusione radio-televisiva a livello regionale.

Photo Credit: gaijinpot.comtokyo-skytree.jptokyotower.co.jpgoogle image


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Harajuku Style: Molto più di un trend, un manifesto di libertà

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Se chiudi gli occhi e pensi alla moda di Tokyo, la prima immagine che ti appare è probabilmente un’esplosione di colori, pizzi e accessori eccentrici. È l’universo delle Harajuku Girls, un fenomeno che ha travalicato i confini del Giappone per diventare un’icona pop globale. Molti di noi hanno scoperto questo mondo nel 2004 grazie a Gwen Stefani. Con le sue hit e il brand Harajuku Lovers, la cantante ha trasformato un’estetica di nicchia in un impero commerciale, ispirando persino serie animate come Kuu Kuu Harajuku. Ma attenzione: sebbene Gwen l’abbia resa celebre in Occidente, l’anima di questo stile batte da molto prima nel cuore pulsante di Tokyo.

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Dove tutto prende vita: il distretto della creatività

Tutto nasce nella seconda metà degli anni Novanta ad Harajuku, una zona del quartiere di Shibuya. Qui, tra le lussuose vetrine di Omotesando e l’energia ribelle di Takeshita Street, si è consumata una vera rivoluzione estetica. Mentre le grandi firme (Chanel, Dior, Vuitton) dettano le regole del lusso, nelle strade laterali i giovani giapponesi hanno iniziato a riscriverle da zero, mescolando brand vintage, capi alternativi e intuizioni geniali.

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Un mosaico di stili senza confini

Definire lo stile Harajuku con una sola etichetta è impossibile. È un contenitore fluido che ospita diverse anime:

  • Gothic e Sweet Lolita: tra pizzi vittoriani e atmosfere fiabesche.

  • Decora: un trionfo di colori fluo e una quantità industriale di accessori.

  • Punk Giapponese: dove borchie e strappi incontrano la precisione estetica nipponica.

Non è una questione solo femminile: anche i ragazzi partecipano attivamente a questa sfilata urbana, sovrapponendo tessuti, mixando kimono tradizionali a capi streetwear occidentali e sfidando ogni convenzione.

La filosofia: "Sii te stesso, velocemente"

La vera essenza di Harajuku non sta nel "cosa" indossi, ma nel perché lo fai. In una società spesso legata al conformismo, queste strade sono zone franche dove l’unica regola è esprimere la propria individualità. Non si copia nessuno: si crea.

Certo, bisogna essere rapidi: la moda in Giappone corre a una velocità folle e ciò che è avanguardia oggi, domani è già nostalgia. Ma per chi vive Harajuku, questo non è un problema. Non è una corsa al trend, è un modo di essere: vibrante, unico e, soprattutto, vivo.

Photo credit: Tokyo FashionAmy in Wonderland


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Japanese Traditions: Ōmisoka - New year's traditions

Japanese Traditions: Ōmisoka - Nuovo Anno

Shogatsu (o Oshogatsu) è il nuovo anno per il popolo del sol levante.

Nel periodo Meiji, questa data coincideva con il calendario lunare cinese. Durante la restaurazione dello stesso periodo, anche il Giappone ha adottato il calendario Gregoriano. Il 1° gennaio diventa quindi il giorno festivo che tutti conosciamo.

Per noi occidentali è quasi impossibile pensare di poter racchiudere 365 giorni in un solo momento. Aprire gli occhi di fronte allo spettacolo dell'Hatsuhinode (il sorgere del primo sole del nuovo anno) è di buon auspicio. E' anche la rappresentanza dell'anno che sta per cominciare.
Tutto però ha inizio dal 28 dicembre quando si cominciano i preparativi per il capodanno. Durante i giorni dello Shougatsu Sanganichi, solo i servizi primari sono attivi. I giapponesi si dedicano allo Susuharai, la pulizia della casa da cima a fondo per eliminare tutte le tracce negative del passato. Sugli ingressi vengono appesi i Kadomatsu (rami di pino) e lo Shimenawa (corda di paglia con strisce di carta colorata) per tenere lontani gli spiriti maligni.
Le poste giapponesi sono attive per recapitare le cartoline augurali che devono raggiungere amici e parenti entro capodanno, le nengajou (年賀状).

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Tutto è pronto per trascorrere il proprio tempo con la famiglia ed il 31 dicembre, ha inizio l'Ōmisoka (letteralmente la vigilia di Capodanno, l'ultimo giorno dell'anno). Attorno alle 22:30 inizia il Joya no Kane, i rintocchi della Tsurigane (la campana del tempio). Sono molto lenti, perchè il suono del precedente rintocco deve spegnersi prima dell'inizio del successivo. Proseguono fino a mezzanotte per un totale di 108 rintocchi. Essi permetteranno - a chi li ascolta tutti - di purificarsi per affrontare un nuovo capitolo tutto da scrivere.

I cibi tradizionali

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In questa notte si mangia il toshikoshi soba (年越しそば), cioè vermicelli fatti con grano saraceno, uova e brodo caldo. La lunghezza dei vermicelli sono auspicio di una vita lunga. La loro digeribilità indica la pulizia interiore e la facilità con cui si tagliano simboleggia l'eliminazione di tutte le cose brutte nel passato.

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Il giorno seguente, avviene la prima visita al santuario, l'HATSUMOUDE (初詣). Pregare per la salute dei propri familiari e la loro felicità è lo spirito giusto per affrontare il nuovo inizio. Inoltre i bambini giapponesi ricevono una piccola busta decorata, bukuro (袋), nella quale vi sono riposti dei soldi (otoshidama, お年玉).

Famiglia e festa sono legati insieme anche dal cibo. Sulle tavole fanno capolino i osechi-ryouri (お節料理) , i piatti speciali della tradizione come le alghe kombu ( 昆布), i kamaboko (蒲鉾, torte di pesce). E poi anche il kurikinton (栗きんとん, purè di patate dolci con castagne), il kinpiragobo (金平牛蒡, radici di bardana bollite). I più amati e conosciuti Kuro-mame (黒豆, fiagioli di soia neri dolci) e non mancano sushi e sashimi. Tutte le leccornie presenti fanno sì che esista anche il giorno del “riposo dello stomaco”, il 7° giorno di gennaio, il jinjitsu (人日), in cui si mangia il nanakusa-gayu (七草粥, la minestra delle sette erbe a base di riso).

Se avete mai avuto la possibilità di trovarvi in Giappone durante l'Ōmisoka, raccontatecelo nei commenti oppure sulla nostra pagina facebook.

Image source: Google

 



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