Botan Dōrō: La Lanterna di Peonie e l’Amore oltre la Tomba
Dimenticate Romeo e Giulietta: nel folklore giapponese, l’amore non si ferma neanche davanti alla decomposizione. Botan Dōrō (牡丹燈籠) è una delle “Tre Grandi Storie di Fantasmi” del Giappone ed è il racconto definitivo su quanto possa essere pericoloso (e fatale) un desiderio che sopravvive alla morte.
Photo credits: allabout-japan.com
La Trama: Un Incontro al Chiar di Luna
La storia si svolge durante l’Obon, la festa dei morti. Il samurai Ogiwara (o Saburo, a seconda delle versioni) incontra una donna bellissima, Otsuyu, accompagnata da una bambina che regge una lanterna decorata con peonie.
È amore a prima vista. Per notti intere, i due consumano una passione travolgente. Tuttavia, c’è qualcosa che non va:
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L’indizio: Otsuyu appare solo di notte e svanisce all’alba.
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La scoperta: Un vicino insospettito spia dalla fessura della parete e lancia un urlo soffocato. Il samurai non sta abbracciando una donna meravigliosa, ma uno scheletro putrido.
Photo credits: pinterest.com
Il Conflitto: Protezione o Passione?
Terrorizzato, il samurai chiede aiuto a un monaco, che sigilla la casa con talismani sacri (ofuda) per impedire allo spettro di entrare. Ogni notte, Otsuyu torna fuori dalla porta, piangendo e implorando l’amato di farla entrare.
Qui la storia si divide in due anime:
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La versione Edo (Macabra): Il samurai cerca di resistere, ma Otsuyu è una forza della natura distruttiva. Alla fine, lui cede o viene raggirato, e viene trovato morto il mattino dopo, stretto in un abbraccio mortale con le ossa della donna.
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La versione Meiji (Romantica): Influenzata dal gusto occidentale, questa versione trasforma il protagonista in un eroe tragico. Egli sa che Otsuyu è morta, sa che lei gli sta succhiando l’energia vitale, ma sceglie deliberatamente di strappare i talismani. Preferisce morire tra le braccia del suo spettro piuttosto che vivere una vita senza di lei.
Photo credits: tumblr.com
Perchè la “Lanterna di Peonie”?
Le peonie in Giappone sono considerate la “regina dei fiori”, simbolo di nobiltà e bellezza fugace. In questa leggenda, la lanterna non serve a illuminare la strada, ma a ingannare i sensi. È l’esca di un predatore soprannaturale che attira la vittima nel regno delle ombre.
Un Successo Senza Fine
Botan Dōrō è stata adattata ovunque:
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Teatro Kabuki: Dove gli effetti speciali dell’epoca facevano volare lanterne e scheletri sul palco.
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Cinema: Dal primo film muto del 1910 fino ai moderni horror e persino ai Pink Movie, a testimonianza di quanto il legame tra Eros e Thanatos (amore e morte) sia ancora potentissimo in Giappone.
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