Business Focus: Gli eventi digitali durante la pandemia

Nel 2020 ci siamo imbattuti in un anno davvero particolare e anche per chi come noi lavora nel mondo del marketing c'è stata un'invasione degli eventi digitali. Abbiamo sperimentato nuovi modi di rimanere in contatto, nuovi modi di abbracciarci, nuovi modi di studiare e lavorare. Non sono modi di vivere e lavorare che non avremmo mai dovuto conoscere, anzi! Il 2020, detto proprio in modo positivo, ha accelerato molti di questi processi. Cosa può portarci la pandemia di positivo? Sicuramente, guardando la situazione, possiamo rispondere con “molto poco”, ma cerchiamo di guardare al di là di tutto.

Eventi digitali: le opportunità durante la pandemia

Autore: SaiKaiAngel

Questo 2020 ha fatto in modo che il salto verso il futuro fosse più corto? Sicuramente si! Per quanto riguarda noi di Japan Italy Bridge, per passione o per esigenza, abbiamo fatto in modo di rimanere a galla e continuare a presentare le nostre proposte… online!

Eravamo comunque già organizzati e preparati a questo, visto la frase che abbiamo sempre detto presentandoci “Il futuro è nel digitale”. Ora, siamo sicuri che quella frase, che aspettavamo diventasse patrimonio nostro quotidiano magari tra un po’ di tempo, è invece diventata consueta improvvisamente già da questo momento. Noi di Japan Italy Bridge, quindi, ci impegniamo, in attesa del poterci riabbracciare fisicamente di nuovo, nel costruire e proporvi eventi e situazioni digitali che possano darvi emozioni, se non uguali, ma simili a quelle fisiche.

eventi digitali

Abbiamo sperimentato, durante il lockdown, molti eventi online come scuola, lavoro, webinar, meeting vedendoli spesso come qualcosa di inaspettato e più eccitante della presenza online. Questo perchè? Semplicemente perché ci troviamo davanti a qualcosa di nuovo. Prima di abituarci anche a questo, cerchiamo di sfruttare l’entusiasmo in tutta la sua essenza.

Eventi digitali

Parliamo ad esempio degli eventi online. Sì, perchè a parte il lavoro online che abbiamo sempre fatto, gli eventi era l’unica cosa che tenevamo offline e basavamo solamente sulla presenza delle persone. In attesa di farlo nuovamente, abbiamo cercato soluzioni online che potessero effettivamente, per il momento, creare se non lo stesso entusiasmo, qualcosa di simile.

Come si fa ad organizzare un evento online?

Bisogna prima di tutto focalizzarsi sugli invitati, proprio come l’evento in presenza. Bisogna individuare le persone a cui quell’evento può interessare e diventare un collegamento per le aziende che vogliono comunicare il loro lavoro ad altre.

Qual è il principale obiettivo dell’evento online?

Lo scopo degli eventi digitali, come quelli classici, è quello di raggiungere più persone interessate possibili. Bisogna fare in modo di creare per loro la piattaforma ed il luogo giusto per agevolarli al meglio nella loro presentazione e nella loro comunicazione con gli altri partecipanti. L’evento online diventa quindi un favorevole posto in cui scambiarsi opinioni che poi possono diventare strumento di contatto tra le aziende. Una delle cose positive che troviamo in questo è l’abbattimento dei costi organizzativi. Diventa a quel punto completamente gratuito senza problemi di audio, luci, intrattenimento culinario. La cosa più importante è avere una piattaforma in grado di tenere e mantenere l’evento senza problemi e, sicuramente, una buona connessione. Tra le piattaforme più richieste ci sono zoom e meet.

Un’altra cosa assolutamente essenziale è la capacità del creatore dell’evento ad intrattenere gli ospiti facendo in modo che possano essere rispettati spazi e momenti. In questo caso abbiamo bisogno di un bravo “conduttore” che non è molto diverso da quelli che vediamo nei programmi televisivi. Il conduttore deve essere in grado non solo di far rispettare i tempi, ma anche di mantenere alto l’entusiasmo per tutta la durata dell’evento, intervenendo quando la situazione si affievolisce oppure quando diventa troppo accesa. Niente di così diverso dall’evento offline insomma. Questa è la dimostrazione che, il creatore dell’evento, fa parte di un’azienda consolidata e capace di fronteggiare qualsiasi tipo di situazione.

Noi di Japan Italy Bridge, ad esempio, ci focalizziamo sul creare un ponte, come dice il nostro nome, tra Giappone ed Italia. Finchè questo ponte non sarà possibile costruirlo fisicamente, come già abbiamo fatto con i nostri precedenti eventi, due nomi a caso “Japan meets Italy” e “Spindle” , ci teniamo molto a tenere alto l’interesse e la comunicazione fra queste due nazioni. Per questo abbiamo studiato il modo di rendere online ed interessanti i nostri eventi.

Ovviamente, una delle cose che pensiamo possa essere essenziale per un evento digitale, non è il pagamento, ma almeno la registrazione. In questo modo, si riuscirà ad avere non solo una certa moderazione dell’evento, ma anche un modo di comunicare adatto al proprio profilo. L’ospite non si troverà una bolgia di gente a cui non interessa nulla dell’evento, ma solo ed unicamente invitati interessati e entusiasti di partecipare, ascoltare e condividere.

Ascolto e condivisione

eventi digitali

Non andiamo tanto lontani dall’evento classico in questo caso, il focus è sempre lo stesso: trovare persone e aziende interessate nella condivisione. Noi tutti sappiamo quanto possa essere difficile mettere in collegamento aziende di diverse nazionalità, ma siamo anche sicuri che Giappone ed Italia abbiano tanto da condividere e da sentirsi uniti, altrimenti non faremmo questo lavoro!

L’evento online non deve fare paura, se guardiamo a questo attentamente, ci renderemo conto che non è così differente dall’evento in presenza.
Quindi di cosa abbiamo bisogno per creare un evento online?

  • Individuare persone e/o aziende che possano essere interessate all’evento.
  • Creare il giusto ambiente per agevolare la comunicazione tra di loro, magari instaurando per primi un dialogo.
  • Lasciare agli invitati il giusto posto e moderare il tempo a loro disposizione in modo da renderlo uguale per tutti.
  • Avere un buon interlocutore e gestore dell’evento che possa far rispettare i tempi e tenere alto l’entusiasmo del pubblico.
  • Avere la convinzione di fare la cosa giusta, senza farsi spaventare dalla differenza che c’è tra offline ed online.

Digitale e in presenza, molte cose rimangono uguali, una di queste è l’entusiasmo.

Non perdete mai il vostro entusiasmo, è quello che vi permetterà di vivere in modo corretto qualsiasi momento, rendendo l’attesa meno pesante e soprattutto fruttifera. Imparerete a “sentire” l'entusiasmo dell’altra persona e anche a creare nuove connessioni. Fatela diventare una nuova sfida!

Per quanto riguarda noi di Japan Italy Bridge, siamo pronti a continuare a costruire questo ponte anche in versione digitale per poi continuare a farlo di persona.


Business Focus: E-commerce dopo la pandemia

Gli effetti del Coronavirus si stanno ancora facendo sentire, tuttavia non parliamo di casi positivi ma di presenza online ed e-commerce. Continuamo la nostra rubrica sul Business Focus e oggi parliamo proprio di quanto le piattaforme e-commerce abbiano influenzato questo 2020 e quanto influenzeranno il nostro futuro.

L’importanza degli e-commerce durante e dopo la pandemia

Autore: Erika 

Durante questo 2020 abbiamo capito come sia estremamente importante avere una presenza online, per qualsiasi azienda, ancora di più per i negozi. Non solo social media, ma soprattutto gli e-commerce hanno spopolato anche grazie alla pandemia. Con la chiusura forzata dei negozi, infatti, molte attività commerciali si sono ritrovate a dover correre ai ripari.

L’impatto che il blocco ha avuto sulle abitudini di noi italiani, ma anche di tutta la popolazione mondiale, è estremamente evidente. In questi mesi infatti, l’e-commerce è diventato uno dei canali principali per acquistare prodotti essenziali e non senza dover uscire di casa.

Possiamo infatti vedere dai dati come tra febbraio e marzo 2020 le vendite online in Italia sono cresciute significativamente rispetto allo stesso periodo del 2019. I momenti preferiti dagli italiani per fare acquisti sono durante il fine settimana. Proprio a causa dell'epidemia di coronavirus (COVID-19), l'8 marzo le vendite online hanno registrato un incremento del 90% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

e-commerce

Alcuni dati

Secondo il Consumer Panel GfK, quasi 4 famiglie italiane su 10 hanno fatto acquisti online per la prima volta a marzo. Mentre, da inizio anno a oggi, sono stati registrati in Italia 2 milioni di nuovi consumatori online (su un totale di 29 milioni).

Tra febbraio e marzo 2020 le vendite online in Italia sono cresciute significativamente rispetto allo stesso periodo del 2019. Infatti, a confronto dei primi sei mesi del 2019, l'importo totale è stato di 700.000 nuovi consumatori.

Secondo una recente indagine condotta da Ipsos sull'impatto della pandemia del Coronavirus sull'atteggiamento e sul comportamento degli individui, in Italia il 31% degli intervistati ha dichiarato che la frequenza di acquisto di beni online è aumentata. D'altra parte, quasi la metà degli intervistati ha dichiarato che la loro frequenza di acquisti online non è cambiata affatto.

Proprio grazie alla pandemia di COVID-19, le piattaforme di retail online hanno subito un aumento senza precedenti del traffico globale tra gennaio 2020 e giugno 2020, superando anche i picchi di traffico delle festività natalizie. Nel complesso, i siti web del commercio al dettaglio hanno generato quasi 22 miliardi di visite nel giugno 2020, rispetto ai 16,07 miliardi di visite globali del gennaio 2020.

e-commerce pandemia

Insomma, avere uno shop online è ormai una opzione inevitabile per qualsiasi attività commerciale. Inoltre, secondo gli analisti, il settore del commercio online è quello che crescerà di più nell'economia mondiale, con un incremento calcolato fino al +55%.

Questo è infatti proprio il momento di attrezzarsi e di investire nelle tecnologie digitali e puntare appunto sulla trasformazione digitali. Adattare i propri servizi alla vendita online, è la mossa più intelligente da fare in questo momento storico.

Punti cardine di un e-commerce perfetto

Ormai già sappiamo che il consumatore online è molto più esigente e a volte più diffidente del classico cliente che ci viene a trovare in negozio. Tuttavia la soddisfazione dell’utente è uno dei cardini fondamentali di un buon e-commerce. L’affidabilità e la qualità del servizio, l’interfaccia user-friendly e l’assistenza al cliente sono punti fondamentali.

Non possono inoltre mancare un ottima comunicazione e gestione del marketing specifico per uno shop online. Japan Italy Bridge si occupa non solo di costruire e-commerce di alto livello ma anche di comunicare il vostro marchio online sulle varie piattaforme. Infatti, l’ottimizzazione SEO di un e-commerce e la brand awareness aiutano ad aumentare le vendite ma anche la percezione del marchio stesso da parte del cliente.

In particolare la comunicazione e il marketing sono l’ostacolo più alto da superare ma anche il punto focale per la portata di un e-commerce. Investire in traduzioni professionali e in un team che segua la parte di social e digital marketing aiutano a posizionare il vostro marchio sui motori di ricerca.
Quello che Japan Italy Bridge consiglia, è creare un sistema multicanale vi porterà ad avere un e-commerce vincente e ad aumentare le vostre vendite e i vostri ricavi. Non solo, potreste anche scoprire mercati che prima rimanevano ignorati dalla vostra azienda.

e-commerce

L’esperienza COVID ci ha insegnato che bisogna essere sempre pronti al cambiamento e a differenziare la presenza sulle piattaforme offline e online. Il modo e i mezzi di vendita sono drasticamente cambiati. Il mercato retail virtuale ha infatti ricevuto effetti dirompenti che nessuno fino a poco tempo fa avrebbe mai immaginato. Questo ha avuto un grosso impatto sull’economia e l’organizzazione di molte aziende. Al giorno d’oggi è infatti normale non solo ricevere il cibo da asporto a casa, ma anche altri tipi di materiali.

Dopo l’esperienza della pandemia è diventato fondamentale avere una presenza online. Se la vostra azienda è interessata a costruire un e-commerce o interfacciarsi con il pubblico digitale, potete contattarci e scoprire le offerte riguardo i nostri servizi.


Special Focus: Hiroshima, una prefettura tutta da scoprire

Japan Italy Bridge promuove il Giappone e crea un vero e proprio ponte tra Giappone ed Italia ed oggi si focalizza su Hiroshima. L’Ente Nazionale Turismo Giappone promuove il turismo e questo mese si concentra appunto su questa magnifica prefettura. Ma andiamo a vedere più nello specifico.

Hiroshima

Hiroshima, una prefettura tutta da scoprire

Autore: SaiKaiAngel

La Storia

Hiroshima

photo credits: un.org

La città di Hiroshima fu fondata nel 1589, durante il periodo feudale Sengoku per opera del daimyō giapponese Mōri Terumoto che la rese capitale del suo feudo. Dopo la battaglia di Sekigahara per i possedimenti territoriali, Terumoto dovette cedere Hiroshima al vincitore Tokugawa Ieyasu, che decise di farla amministrare dal daimyō Fukushima Masanori.

Nel 1871 la città divenne capitale dell'omonima prefettura e un importante polo commerciale e navale giapponese. Sul finire del XIX secolo Hiroshima assistette a un'ulteriore industrializzazione, che culminò con gli stabilimenti bellici eretti in occasione della guerra russo-giapponese del 1904, poi sede principale della Mazda nel 1920. Nel 1938 entrò a far parte del più ampio scenario bellico della seconda guerra mondiale. Purtroppo, il 6 agosto 1945, alle 8:16 e 8 secondi la bomba chiamata Little Boy esplose a 576 metri, con una potenza pari a 12.500 tonnellate di tritolo. L'esplosione nucleare uccise circa 260.000 persone e ne ferì più di 160.000 nei mesi immediatamente successivi a causa delle radiazioni.

Il Territorio

Hiroshima

photo credits: locationscout.net

Il centro è steso sulla baia portuale verso il mare di Aki-nada e il territorio è collinare. Hiroshima ha tante isole come Etajima-Nomi e Itsukushima e, nell’entroterra, il territorio diventa più roccioso con i monti Gosasou e Shiraki che fanno da strada al fiume Ota.

Come anche JNTO spiega e assicura, potete esplorare il Giappone in assoluta sicurezza! Visitate Hiroshima senza paura e in completa tranquillità, sarà sempre garantito il giusto distanziamento, il rilevamento della temperatura nei negozi e nei luoghi di interesse, protezioni come ad esempio la mascherina. Non rischiate nulla, come primo interesse della persona e del turista c’è sempre la sicurezza in ogni luogo.

Approfittate per visitare questa splendida prefettura che ci regala non solo grandissime emozioni, ma anche luoghi incantevoli che ricorderete per sempre. Nonostante la tragedia provocata dall’esplosione della bomba atomica, Hiroshima nel 1974 aveva raddoppiato la popolazione prebellica e venne considerata la "capitale della pace" del mondo. Hiroshima ospita importanti attrazioni da visitare assolutamente, andiamo a vederle nel particolare.

Hiroshima Peace Memorial Park

Hiroshima

photo credits: theplanetsworld.com

Simbolo del bisogno di pace eterna, commemora le numerose vittime del primo attacco nucleare ed è situato proprio nell'epicentro dell'esplosione. Hiroshima Peace Memorial Park vanta molti e importanti monumenti, musei relativi agli eventi di quel giorno e alle sue conseguenze. Oltre ai meravigliosi giardini con i loro fiori di ciliegio, troviamo il Museo della Memoria della Pace, il Cenotafio commemorativo, la Fiamma della Pace, e l’Atom Bomb Dome con le rovine della vecchia Camera dell'Industria e del Commercio. Un luogo davvero molto interessante è il Monumento per la pace dei bambini e il Monumento alle vittime della bomba atomica.

Shukkei-en Garden

Hiroshima

photo credits: theplanetsworld.com

Lo Shukkei-en Garden è un meraviglioso giardino sulle rive del fiume Ōta. Uno spazio di pace e tranquillità voluto da Asano Nagaakira nel 1620. Questo giardino un tempo fu la casa dell’imperatore Meiji. Dopo i danni provocati dall’esplosione nel 1945, questi giardini sono letteralmente rifioriti nel 1951 in tutta la loro bellezza. Ponti, sentieri, un vero e proprio paesaggio di calma e relax coccolati dal rumore dei torrenti che attingono dal fiume Ōta.

Hiroshima Peace Memorial Museum

Hiroshima

photo credits: theplanetsworld.com

Le mostre incentrate sull’esplosione della bomba atomica del Peace Memorial Museum sono molto dure, molto dolorose e sono esposte insieme a mostre che inneggiano alla pace nel mondo. Questo museo è uno dei siti che non può mancare nel vostro viaggio in Giappone, sia per vivere la rinascita di una prefettura sia per omaggiare chi ha perso la vita durante il terribile bombardamento.

Castello di Hiroshima

photo credits: theplanetsworld.com

Il Castello di Hiroshima (Rijō), conosciuto anche come Castello delle Carpe, fu residenza di Fukushima Masanori per poi passare in possesso del famoso Asano Nagaakira nel 1619. Nel castello e in particolare nella torre, c’è un museo sulla sua storia con immagini di Hiroshima. Qui possiamo anche trovare tre alberi sopravvissuti alla bomba atomica e un bunker utilizzato per le trasmissioni radio dopo l’esplosione.

Il santuario dell'isola di Itsukushima

Hiroshima

photo credits: theplanetsworld.com

Miyajima è famosa per il santuario di Itsukushima, dedicato alle principesse Ichikishimahime, Tagorihime e Tagitsu-hime, figlie del dio del vento Susanoo. Detta anche l'Isola del Santuario, qui gli edifici con l’alta marea, sembrano galleggiare magicamente sull'acqua, perchè si trovano su una baia sostenuta da palafitte. Lo spettacolo è da non perdere, una festa di colori, di strutture in legno rosso e pareti bianche. Honden (Main Hall), Heiden (la sala delle offerte), Haiden (la sala delle preghiere), Senjokaku (la Sala dei mille tappet) e Takabutai usato per le danze Bugaku e Kagura sono i posti che non possono mancare nella vostra visita a Hiroshima.

Memorial Cathedral per la pace mondiale

Hiroshima

photo credits: theplanetsworld.com

La Memorial Cathedral e una delle chiese più grandi delll’Asia, costruita nel 1954 dal prete gesuita tedesco Hugo Lassalle da un progetto dell’architetto giapponese Murano Tohgo. La Memorial Cathedral ha quattro campane nella torre di 46 metri, un organo fornito dalla città di Colonia e le porte di bronzo di Düsseldorf.

Il tempio Mitaki-dera

photo credits: theplanetsworld.com

Uno dei templi più belli di Hiroshima è Mitaki-dera. Eretto nell’809 e ricostruito dopo la guerra, è famoso anche per i suoi splendidi giardini che in autunno regalano uno spettacolo rosso fuoco ai visitatori. Conosciuto anche come il Tempio delle Tre Cascate per la sua posizione ai piedi del Monte Mitaki, qui risplende la sua pagoda con lacca rossa, il Tahoto e le cascate.

Il tempio Fudoin

photo credits: japanvisitor.com

Un altro bellissimo posto da visitare è il Tempio di Fudoin, con architettura del periodo Muromachi tra il XIV e il XVI secolo e una grande sala principale che contiene una statua scolpita designata come tesoro nazionale.

I musei di Hiroshima

La città di Hiroshima e tutta la prefettura sono famose anche per i tanti musei presenti sul territorio. Qui di seguito quelli che riteniamo siano immancabili nel vostro viaggio a Hiroshima.

Hiroshima Prefectural Art Museum (Hiroshima Kenritsu Bijutsukan)

Hiroshima

photo credits: theplanetsworld.com

Questo Museo, aperto nel 1968, si focalizza sugli artisti locali con collezioni riferite al bombardamento atomico e una galleria per bambini.

Hiroshima Museum of Art

Il Hiroshima Museum of Art è composto da otto gallerie d'arte di livello mondiale. Possiamo trovare la collezione di dipinti di maestri europei come Monet, Renoir, Degas, Maillol e Picasso insieme ai principali artisti giapponesi come Ryohei Koiso e Yuzo Saeki.

Parco zoologico di Hiroshima City Asa

Hiroshima

photo credits: japantravel.com

Aperto nel 1971, l'Asa Zoological Park è grande circa 124 ettari ed ospita 170 specie di animali, come panda minori, salamandre giganti giapponesi, leoni, giraffe e rinoceronti. Un luogo per distrarsi dagli altri importanti posti di Hiroshima e per svagare la mente, non solo per i bambini ma anche per gli adulti!

Cibo e bevande

Ovviamente, con un viaggio così interessante, non possiamo dimenticarci di mangiare e bere e per questo Hiroshima ci regala esperienze uniche anche in questo caso! Non sono da dimenticare cinque famosissime Sakagura di Hiroshima grazie a cui possiamo gustare dei sake eccezionali. Leggete attentamente qui per avere un’esperienza unica nella tradizione giapponese.

Hiroshima

Honshu ichi - Brasserie UmedaCo., Ltd.

【Categoria】Junmai Ginjo
【Ingredienti】Riso, riso Koji (Senbon Nishiki /prodotto di Hiroshima)
【Polishing ratio】60%
【Gradazione d'alcool】 16,8 °
【Densità di glucosio】 1,8
【Acidità】1,7
【Gradazione di saké】 +5
【Aroma】Aroma fruttato dolce
【Pairing】Pesce in generale, pollo, dolci con sapore forte come ad esempio le cheese cake
【Caratteristiche】
Un Junmai Ginjo Sake prodotto dalla Prefettura di Hiroshima, preparando il riso "Senbon Nishiki" con lievito Hiroshima Ginjo. È caratterizzato dall'aroma fruttato del sake Ginjo, gusto leggermente dolce.. Si può gustare con piatti a base di pesce e di formaggio.

‘Zoka’ - Kamoizumi Shuzo Co., Ltd. 創業 1912年 Fondazione 1912
【Categoria】Junmai
【Ingredienti】Riso, Koji, Acqua (Riso : Yamadanishiki/100% Higashihiroshima)
【Polishing ratio】65%
【Gradazione d’alcool】16°
【Densità di glucosio】2,0%
【Acidità】1,8
【Gradazione di saké】±0
【Aroma】Dolce di castagne, con un profumo forte di riso e di grano.
【Pairing】Tofu bollito, dolce con agrumi, cibo marinato.
【Caratteristica】
Il Junmai Daiginjo è ottenuto dal riso per sake "Yamada Nishiki" coltivato in un campo situato a circa 6 km a nord del birrificio, utilizzando l'acqua del sottosuolo di Saijo e la tecnica di Hiroshima Mori. L'aroma delicato e la dolcezza del riso trasparente e gentile armonizzano perfettamente con la fresca acidità. Si può godere godere raffreddato con una tazza sottile o un bicchiere di vino. Sake certificato con marchio Saijo GIAPPONE)

Itteki Nyukon - KamotsuruCo., Ltd.

【Categoria】Junmai Ginjoshu
【Ingredienti】Riso, Riso Koji(100 % riso di Hiroshima)
【Polishing ratio】60%
【Gradazione d'alcool】15 - 16 °
【Densità di glucosio】1,0
【Acidità】1,6
【Gradazione di saké】+3
【Aroma】Morbido
【Pairing】Sauté di pollo, Gelée di pesche bianche
【Caratteristiche】
Questo sake ha come materia prima il riso adatto per la sua preparazione. Un sake Junmai Ginjo leggermente secco che si abbina bene a cibi con l’acidità al punto giusto, buono sia freddo che caldo.

Sempuku Shinriki 【Soprannome】Un pieno di felicità - Brasserie MiyakeCo., Ltd. Sempuku Shinriki

【Categoria】Saké Daiginjo
【Ingredienti】Riso, riso Koji (Shinriki)
【Polishing ratio】 85%
【Gradazione d'alcool】 19,0 °
【Densità di glucosio】 1,2
【Acidità】2,3
【Gradazione di saké】 +5
【Aroma】Aroma maturo, mandorla
【Pairing】Sukiyaki, Bistecca, Formaggio, Cioccolato
【Caratteristica】
Il riso "Kamiriki rice", che è l'origine del Chifuku, è lavorato all'85% ed è vicino alla velocità di lavorazione del riso delle epoche Meiji e Taisho. Una bottiglia piena di sentimenti per la preparazione del sake, adatto soprattutto alle persone particolarmente attente ai sake giapponese.

Night Emperor - Fuji Shuzo

【Categoria】Junmai
【Ingredienti】Riso, Hattan Nishiki Koji, Acqua
【Polishing ratio】65%
【Gradazione d'alcool】 15 °
【Densità di glucosio】N/A
【Acidità】1,6
【Aroma】Moscato, noci
【Gradazione di saké】 +9
【Pairing】Tartare, Pollo grigliato al limone
【Caratteristica】
Il Night Emperor è un liquore miscelato a base di Hachitan Nishiki prodotto nella prefettura di Hiroshima. Liquore versatile facile da abbinare a qualsiasi piatto. Sapore morbido che sfrutta le caratteristiche della preparazione dell'acqua dolce e mantiene bassa la gradazione alcolica pur mantenendo il gusto del koji e del riso. Buono gustato sia freddo che caldo

Vi abbiamo dato un po’ di esempi e informazioni che vi spingeranno sicuramente a vivere l’esperienza di Hiroshima, ma c’è ancora di più! La prefettura di Hiroshima è uno scrigno pieno di tesori che aspettano solamente di essere esplorati da voi. Cosa aspettate? Noi di Japan Italy Bridge non ce lo facciamo ripetere due volte, sarà una gioia sia per gli occhi, sia per per il palato che per il cuore e l’anima. Ne usciremo tutti arricchiti!


Okinawa e Il caso degli ultracentenari

Continua la rubrica di Japan Italy Bridge per promuovere gli approfondimenti legati al mondo del Giappone, oggi parliamo di Okinawa e il caso della popolazione ultra centenaria.

“A 70 anni non sei che un bambino. A 80 anni sei un giovane. A 90, se gli avi ti chiamano in paradiso, chiedi loro di aspettare fino a 100 anni. E allora ci potrai pensare”. Così recita un antico detto ad Okinawa, immancabilmente citato ogniqualvolta ci si accinga a parlare dei suoi mitici abitanti. Parole che sembrano trovare conferma, anche in antiche leggende che parlerebbero di questo posto come di una “Terra degli immortali”.

Okinawa 沖縄 Il caso degli ultracentenari

Autore Ospite: Flavia

Pochi anni fa persino la trasmissione de “Le Iene” ha portato il caso di Okinawa in prima serata, dedicandoci un servizio molto carino. La longevità dei suoi abitanti e ancor più l’incredibile qualità del loro invecchiamento è subito testimoniata dalle prime due signore che appaiono nel servizio. Penso che chiunque le abbia viste sia rimasto a bocca aperta: non mento, se dico che dimostrano qualcosa come 15 anni in meno! Incredibile. Come nota la scomparsa giornalista Nadia Toffa, inviata nel servizio in questione, centenari e ultracentenari li abbiamo anche qui in Italia. Il punto quindi è, come, ci si arriva a quelle età. Cioè: con che qualità della vita? Solitamente gli acciacchi dei nostri anziani, lo sappiamo, sono tali da inficiare la qualità del loro ultimo tragitto di vita. Come società ormai diamo per assodato che malanni e perdita d’autonomia sia ciò che irrimediabilmente ci aspetta varcate quelle soglie d’età. Ebbene, il caso dei (super-) nonni di Okinawa ci dimostra che le cose non devono essere per forza così! E che è nel potere di ognuno, fare in modo di assicurarsi un benessere psico-fisico vita natural durante, a partire da...il prima possibile! Quanto prima ci si inizi a curare, meglio si può predisporre la propria vecchiaia.

Okinawa

photo credits: mediaset.it

I malanni tipici delle nostre società occidentali - che spesso e volentieri manifestano perfino i giovani(!) - gli anziani di Okinawa quasi non sanno cosa siano. L’incidenza di malattie legate alla senilità o malattie degenerative quali osteoporosi, Alzheimer, sclerosi, cancro...è bassissima.

Okinawa: zona blu, paradiso di longevità

Queste persone presentano una straordinaria qualità della vita proprio su quest'isola. Parliamo di gente che non è mai stata all’ospedale, che mai ha preso farmaci… che addirittura è in grado di continuare a lavorare o guidare la macchina anche oltre i 90/95 anni. Che comunque dispone di un margine di autonomia impensabile per un anziano nostrano, salvo casi sporadici. Tra tutti, il piccolo villaggio di Ōgimi spicca per l’alta concentrazione di centenari rispetto al totale degli abitanti. In realtà un caso di longevità analogo è presente, lo saprete, anche in casa nostra: nella vicina Sardegna. Non a caso: Okinawa, Sardegna, l’isola greca Ikaria, la costaricana Nicoya e una piccola comunità presso Loma Linda in California, tutte, rientrano sotto la denominazione di “zona blu”.

photo credits: ilviaggio.biz

È detta “Zona blu” ogni area del mondo dove la speranza di vita sia più alta rispetto alla media generale. Veri e propri “paradisi di longevità” che attirano ricercatori da tutto il mondo per cercare di carpire il “segreto” delle loro popolazioni. Okinawa e i suoi abitanti in questo senso, superano perfino il Giappone continentale che pure non resta indietro in fatto di qualità della vita, ma presenta ad esempio una maggiore incidenza di malattie.

Okinawa

photo credits: orcls.org

Ma chi sono gli okinawani? Andiamo prima di tutto a scoprire con chi abbiamo a che fare.

Identikit dei “tropici” giapponesi

Okinawa è il principale complesso ( 沖縄諸島 Okinawa·Shotō ) dell’arcipelago delle Ryūkyū e si colloca fra Giappone “continentale” e Taiwan. È composto da un’omonima isola principale più altre isole minori. Naha ( 那覇 ), ne è capoluogo. Viene nominata prefettura del Giappone nel 1879 sebbene il complesso delle Ryūkyū ( 琉球諸島 Ryūkyū ·Shotō ), che appunto la ingloba, fosse formalmente annesso già nel 1874. Il Giappone era allora in fase di modernizzazione e a questo corrispose un processo di unificazione di tutti i territori dell’arcipelago sotto un’unica bandiera.

Okinawa

photo credits: lacooltura.com, pinterest.it

Prima del 1874 il Ryūkyū costituiva un Regno autonomo, la cui fondazione nel XV secolo aveva portato alla conseguente unificazione delle isole di Okinawa. Formalmente era riconosciuto dai Tokugawa - signori del Giappone fino al 1868 - sotto la giurisdizione del feudo di Satsuma (odierna Prefettura di Kagoshima). Di fatto però era indipendente, tant’è che è stato regno tributario sia del Giappone Tokugawa sia, ancor prima, della Cina.
Okinawa è una regione un po’ particolare, più a sé stante rispetto al resto del Giappone. Risente di un’influenza da parte di Cina e Sud-Est Asiatico, per via dei frequenti scambi commerciali e culturali mantenuti dal Regno ryūkyano nel corso dei secoli. La stessa cucina di Okinawa e il Karate, l’arte marziale made-in-Okinawa per eccellenza, sono il risultato di tali interazioni.
La natura rigogliosa di queste isole, fatta di numerose barriere coralline ed estese foreste pluviali, unitamente a un clima sub-tropicale, rende Okinawa un autentico paradiso. Non è raro trovarla indicata sotto espressioni come “angolo tropicale” o “caraibi” del Giappone. Un clima che un po’ richiama quello delle zone blu “colleghe” Sardegna e Ikaria, guarda caso anch’esse isole. Non mi stupisce che paradisi come questi possano ospitare “elisir” di lunga vita.
Ma vediamo cosa ci dicono dell’elisir di Okinawa le scoperte dei ricercatori.

Gli studi dei ricercatori ORCLS

L’Okinawa Centenarian Study (OCS), è il più lungo studio sui centenari attualmente esistente. È condotto dal team di ricerca dell’Okinawa Research Center for Longevity Science (ORCLS) che dal 1975 passa in rassegna diversi aspetti della vita locale. Fra questi, anche gli aspetti sociali, psicologici e spirituali vengono tenuti in alta considerazione. Il professor Craig Willcox, intervistato nel servizio dalla Iene, è uno dei principali ricercatori. Willcox racconta alle telecamere delle Iene le scoperte che il suo team ha fatto nel corso degli anni. Prima di tutto è stata osservata la presenza di un particolare gene, il FOXO3, prontamente battezzato “gene della longevità”. I ricercatori hanno però rilevato come longevità e qualità della longevità siano inversamente proporzionali rispetto a un tot di fattori di rischio per la salute, avuti prima dei 50 anni. Ossia: le probabilità di arrivare in buona salute ad almeno 85 anni aumentano, se non si sono avuti più di 7 fattori di rischio prima della mezz’età. Viceversa, con più di 7 fattori, Willcox ci dice che le probabilità possono arrivare addirittura allo 0%.

Ed ecco i fattori di rischio:

  • Iperglicemia (con rischio di diabete)
  • Ipertensione (con rischio di infarto o ictus)
  • Eccessivo consumo d’alcool
  • Basso livello d’istruzione (l’educazione, favorirebbe una maggiore coscienza su cosa significhi avere uno stile di vita sano)
  • Essere in sovrappeso
  • Dieta povera (carenza di vitamine, proteine, sali minerali)
  • Trigliceridi alti (con rischio, ad esempio, di arteriosclerosi)
  • Bassa forza di presa nelle mani
  • Fumo
  • Solo per gli uomini: non essere sposati!

Quest’ultimo, alquanto curioso, come nota subito anche l’inviata Toffa nella sua intervista. Willcox lo motiva così: “le donne sono molto meglio [a prendersi cura di sé] non hanno bisogno degli uomini, possono sopravvivere anche senza”. Per questo avere una donna al proprio fianco aumenterebbe l’aspettativa di vita dell’uomo medio. Comunque stiano le cose, se pensiamo che storicamente le donne di Okinawa ricoprono un ruolo chiave nella società dell’isola, ciò potrebbe assumere un significato più esteso. E brave donne okinawane!

Non solo DNA di Okinawa

Le ricerche però non finiscono qui. Willcox racconta di aver esaminato con il suo team un campione di 8000 uomini con antenati giapponesi nella loro genealogia. Considerate le due variabili di analisi, presenza del gene FOXO3 (1) e stile di vita sano (2), hanno diviso i soggetti in 4 gruppi. Ebbene: gli individui che pur possedendo il gene legato alla longevità presentano però un’alimentazione non corretta, vivono meno rispetto a chi, pur non essendo predisposto geneticamente, mantiene un’alimentazione sana. Il che ci dimostra in modo lampante - come afferma Willcox - il potere che dieta salutare e stile di vita hanno sulla salute fisica degli individui.

photo credits: mediaset.it

Altra cosa osservata, è che la popolazione okinawana non consuma più di 1100 calorie giornaliere circa. Il 10% in meno rispetto alle calorie solitamente indicate da ogni tabella nutrizionale. In particolare, la loro abitudine a “spizzicare piuttosto che abbuffarsi” - spiega sempre Willcox - è chiave. Uno spizzicare però fatto di cibo salutare: gli snack ad esempio sono fatti con frutta o pesciolini essiccati (snack diffuso anche nel Giappone continentale). Tutto ciò unitamente a un più ampio, salutare, stile di vita.

Vogliamo scoprire nel dettaglio in che cosa consiste tutto ciò? Partiamo dalle abitudini alimentari.

#1 Dieta tradizionale

Due, sono sostanzialmente i principi alla base della dieta okinawana e riguardano quantità e qualità del cibo.

腹八分 (Hara·Hachi·Bu): “ stomaco [pieno] per 8 parti ”

Ovvero 8 parti su 10: “Lascia sempre un po’ di spazio nello stomaco...cioè mangia fino ad essere pieno al 70-80%” spiega Willcox. Una linea guida, sembrerebbe di stampo confuciano, che ricerca la moderazione anziché la sazietà: mai riempirsi completamente ma mangiare lo stretto necessario. Ed infatti, racconta il secondo anziano alla giornalista Toffa: “Mangio il giusto ma senza riempirmi mai del tutto. Mi alzo sempre con un po’ di fame”.
Gli okinawani sono soliti consumare 5 pasti al giorno (cosa raccomandata anche dai medici nostrani peraltro) optando per cibi ipocalorici ma comunque sazianti. Teniamo presente poi l’impostazione della tavola, tipico comunque della cucina giapponese tutta. La contemporaneità delle pietanze, attraverso la loro disposizione in piattini e ciotoline, è un fattore che senz’altro predispone maggiormente a “piluccare” piuttosto che ad abbuffarsi.

Okinawa-ultracentenari-06.jpg

photo credits: travelbook.co.jp

I·Shoku·Dō·Gen ( 医食同源 ), “ cibo e medicina, stessa origine ”, di Okinawa

Per gli anziani locali, non c’è nulla di più sano che dedicarsi con amore alla cura dell’orto per poi nutrirsi dei frutti della terra. Se a questi aggiungiamo gli alimenti marini ecco che abbiamo la nostra dieta miracolosa. Ecco di cosa si compone:

  • Verdure. Soprattutto a foglia verde, radici gialle e quelle color arancio, tutte contenenti carotenoidi e antinfiammatorie;
  • Tuberi come la patata dolce viola di origine cinese, dall’indice glicemico molto basso. Spiega Eugenio Iorio, ricercatore italiano, sempre alle Iene: “è lì [nel viola] che ci sono questi famosi polifenoli [...] dialogano con il nostro DNA e quindi ci aiutano a controllare l’effetto dei radicali liberi”;
  • Legumi. Come fagioli di soia (con proteine e fibre ma senza grassi) e i derivati della soia;
  • Alghe, antinfiammatori naturali, ideali per i radicali liberi e anche per i capelli;
  • Pesce e i già citati pescetti essiccati, ricchi di magnesio e omega 3;
  • Tè. Particolarmente tè verde e al gelsomino, anti-invecchiamento;
  • Erbe da masticare come la Sakuna, “erba-elisir” dimagrante e antiossidante;
  • Frutti. Fra cui melone amaro Goya, usato nel piatto tipico “Goya Champuru” e agrumi Shikuwasa, antinfiammatori, entrambi tipici del luogo.

Okinawa Okinawa

photo credits: ohayo.it

“Mangiare come un arcobaleno”

Per usare le parole del dr. Willcox, in virtù della sfilata di colori che la grande varietà di frutta e verdura porta sulle tavole di Okinawa. Varietà. Un’altra parola d’ordine nell’agenda degli okinawani che giornalmente arriverebbero ad adoperare almeno 18 cibi. L’importante comunque, è sempre rispettare la stagionalità di frutta e verdura. In tal modo se ne coglie il massimo potenziale nutritivo. E naturalmente, la freschezza degli alimenti. Importante poi se si decide di cucinarli, particolarmente se si tratta di pesce e verdura: mai cuocerli troppo se si vogliono conservarne le sostanze nutritive!
Da notare poi, oltre a un bassissimo consumo di carboidrati, un uso altrettanto ridotto di sale e zucchero. Sì invece alle spezie, come la curcuma, e ai funghi.

E la carne?

Per effetto di quell’influenza cinese di cui si diceva all’inizio, il consumo di carne è anch’esso ben radicato nella cucina di Okinawa. Ma la carne, così come i latticini e i cereali, sono categorie ad alta densità nutrizionale...quindi vengono consumate in quantità ancora più ridotte! Perfino il riso è consumato di meno rispetto al resto del Giappone e ad esso spesso si preferisce la quinoa. Si parla di dieta ipocalorica anche per questo; perché controbilancia con quantità minori apporti nutrizionali altrimenti potenzialmente eccessivi. Anche perché: rimangono gli alimenti vegetali, marini e la frutta i veri portatori di tutte quelle sostanze benefiche che vanno a costituire l’elisir alimentare di Okinawa.

#2 Attività motoria e mentale

“Quando il corpo si muove, il cervello va a ritmo”- questo il motto di Jim Kwik, formatore di livello internazionale che si occupa di apprendimento veloce. Kwik sollecita sempre, anche chi per lavoro o studio deve passare le giornate seduto, a non stagnare tutto il tempo sulla sedia bensì a fare pause e muoversi. Anche solo pochissimi minuti di semplici movimenti, fra una pausa e l’altra, oltre che bere acqua e fare piccoli snack, sono sufficienti. Così facendo, ci suggerisce Kwik, le nostre prestazioni risultano anche migliori, poiché il cervello funziona meglio, se ci trattiamo in questo modo. L’esercizio come stimolatore della neurogenesi e della neuroplasticità: facilita la creazione di nuove connessioni neurali. Insomma, il movimento fisico, è una palestra anche per il cervello! Che ne esce rafforzato. E se il cervello è attivo, tutto l’organismo ne beneficia. È un circolo vizioso, benefico, che se attivato si autoalimenta. E a ciò si aggancia anche tutto il discorso nutrizionale fatto poc’anzi, così come i restanti fattori che vedremo tra poco. Teniamo presente che questo discorso non è a compartimenti stagni: tutto è collegato.

photo credits: okinawa.stripes.com

Osservando le vite dei nostri okinawani, ci accorgiamo che, a modo loro, mettono in pratica accorgimenti molto simili a quelli promossi dal signor Kwik. La seconda ragione del loro benessere sta infatti nel loro essere attivi, non solo appunto nel fisico ma anche nella mente! Il nonnino che vediamo nel servizio delle Iene, ad esempio, ogni giorno al rientro dalla passeggiata mattutina, legge il giornale. E badate, a 100 e passa anni, lo fa senza l’ausilio degli occhiali. Per non parlare poi del fatto che ha lavorato in campagna sino ai 97 anni!

Okinawa

photo credits: mediaset.it

Tra le attività più amate dai nonni di Okinawa - oltre all’orto, come già detto - troviamo la danza tradizionale o il dilettarsi con qualche strumento musicale tradizionale. Oppure, le arti marziali, ideali per il sistema corpo-mente-spirito, come nel caso del maestro Seikichi Uehara. Uehara, pochissimi anni prima della sua scomparsa avvenuta a 100 anni, ancora insegnava Karate ai suoi allievi. Oppure ancora: come non citare la tessitrice Toshiko Taira che ormai alla soglia dei 100 anni continua a lavorare come tessitrice di Bashōfu, antico tessuto usato per i Kimono (prodotto peraltro solo ad Ōgimi).

#3 Atteggiamento interno ed esterno

Ma non è solo questione di geni e di alimentazione. Gira che ti rigira si torna sempre lì: la mente (e lo spirito, che nella visione giapponese è un tutt’uno con la mente- come testimonia la parola心 “Kokoro” ossia cuore/mente). Ancora una volta, la visione delle cose si rivela determinante. I più cinici saranno stanchi di sentirsi propinare sempre “la solita solfa”, lo so; però invece di buttarla automaticamente sullo scetticismo, io comincerei a dare più credito al “potere della mente”. Un motivo ci sarà, se viene invocato da più parti. Ben lo saprà certamente, chi in qualche modo ha sperimentato le benefiche influenze di un mindset pulito, da distorsioni eccessivamente...interpretative, della realtà, mettiamola giù così.

La percezione del mondo e dunque di sé ha il potere di incidere sul mondo tangibile delle persone. Pensiamo alle malattie psicosomatiche ad esempio...o anche solo al dialogo interiore: i pensieri o le parole rivolte verso qualcosa possono influenzare questo qualcosa, inclusi noi stessi.
Così, anche gli studiosi degli okinawani riconoscono nell’ottimismo un fattore non di poco conto, al pari di fattori più tangibili. Un ottimismo, attenzione, inteso non come un far finta che le sfide nella vita non esistano...ma come un diverso modo di accoglierne tanto il bello quanto il brutto. Un’apertura nei confronti della vita, che rifugge la lamentela e la visione negativa delle cose. Una serenità data dal conoscere il proprio animo e il proprio posto nel mondo, con una conseguente fiducia nella vita e negli altri. Dal concedere il beneficio della possibilità, a tutto e tutti.

photo credits: mediaset.it

#4 Rapporti interpersonali e vita sociale

Quando tutto ciò si verifica, la “macchina” mente-spirito funziona propriamente e si sta meglio a 360 gradi. Anche nelle piccole cose apparentemente scontate che però hanno una loro importanza, come i semplici ma autentici momenti di convivialità. La gente di Okinawa generalmente ha una vita sociale molto sana, basata sulla fiducia e su una comunicazione equilibrata. Spessissimo non ci si fa caso, proprio perché può apparire come “la solita retorica”, ma, credete, che la comunicazione è essenziale per mantenere dei rapporti umani sani e soddisfacenti. Quando le persone riescono ad avere una comunicazione sincera, spontanea, e serena - senza beghe di vario tipo - ecco che le relazioni sono perfettamente equilibrate. Senza rapporti umani equilibrati e soddisfacenti, la vita di un essere umano non è la stessa cosa. Come sono essenziali i momenti di sana solitudine, per riequilibrarsi e recuperare le proprie energie, altrettanto lo sono, ad un certo punto, anche i rapporti umani. Ma badate: che siano appunto sani ed equilibrati. Proprio come quelli dei nostri okinawani.
Il profondo senso di appartenenza alla comunità che caratterizza la loro rete di relazioni e il valore attribuito alle persone anziane, crea su queste ultime un effetto a cuscinetto che trasmette loro fiducia. Con una comunità pronta a sostenerli, i nonnini possono così vivere liberamente e sentirsi ancora utili. Volete farmi credere che l’amore e la fiducia che circonda queste persone non contribuisca alla loro qualità della vita?

#5 Spiritualità

E tutto ciò ci traghetta verso l’ultimo fattore che ci rimane da considerare: la spiritualità. “Ci traghetta” poiché un approccio alla vita come quello che abbiamo visto, da quella parte del mondo, va di pari passo con un certo tipo di sensibilità spirituale. Sono due cose intimamente legate, se ci pensiamo bene, e non potrebbe essere altrimenti.
È di Okinawa proprio quel famoso Ikigai ( 生き甲斐 ) la filosofia del trovare la propria ragione di vita, ciò che le dà un senso. Se manca questo, non c’è dieta sana o geni forti che tengano, per una vita lunga e di qualità. Anche il detto “Nan kuru nai sa ( なんくるないさ )” cioè “ Non ti preoccupare [va tutto bene] ” è made in Okinawa. Indica la credenza profonda che tutto quanto accade nella vita abbia un suo significato intrinseco, e che ci serva, per la nostra crescita. Detto ciò, ognuno può e dovrebbe fare tutto quanto in suo potere nelle situazioni che la vita che gli para davanti. Se questo viene fatto, allora, ci dice il motto “non hai nulla da temere: tutto ciò che potevi fare l’hai fatto, quindi va tutto bene, sii in pace. Tutto è come dev’essere”.
Preghiera e meditazione, anch’esse benefiche contro lo stress, sono molto presenti nella vita degli okinawani. La mattina ad esempio si raccolgono davanti a un altarino tradizionalmente presente nelle loro case, per commemorare e ringraziare gli antenati. Questo aspetto del ringraziamento è qualcosa di molto importante che potenzialmente si ripercuote sulla mentalità e sulla propria visione del mondo. E la stessa cura dell’orto già invocata più su oppure anche il mangiare con calma (dedicando tutta l’attenzione all’atto stesso, senza disperderla con la tv, ad esempio), è in verità di per sé, già meditazione.

Natura e ambiente

Una spiritualità in ogni caso sempre vicina alla natura...che ne riconosce l’anima. Che sia stata proprio la compartecipazione con la natura, ad aver ispirato nel tempo questa gente ai giusti comportamenti per uno stile di vita benefico? Sebbene questo aspetto specifico sia difficile da quantificare con dati empirici, io credo proprio di sì. Anche perché, se prendiamo per buono che mentalità e visione del mondo possano avere un potere sulle nostre vite...perché allora scartare a priori il potere dello “spirito della natura”? Proprio come gli animali (pensate alla pet-therapy) così può, anche la natura.
Lo spirituale è molto presente in tutto il Giappone ma a Okinawa può contare con una natura più incontaminata, almeno, rispetto ad altri posti nel mondo. Ricordiamoci che l’aumento dei radicali liberi - potenziali responsabili dei tumori - sono favoriti anche dall’inquinamento oltre che da comportamenti scorretti. Per ricollegarci dunque a quanto dicevamo all’inizio pensando alle altre zone blu, anche il fattore ambientale più propriamente detto - l’ecosistema - ha senz’altro un suo peso.

Okinawa

photo credits: visitokinawa.jp

Il potere dello stile di vita di Okinawa

E così, accanto a: alimentazione sana ed equilibrata; attività equilibrata di corpo e cervello; buon rapporto con la vita e di conseguenza con gli altri, ecco che abbiamo la dimensione spirituale. Ma di nuovo, non c’è una gerarchia tra questi fattori: esattamente come per le portate delle tavole giapponesi, essi sono tutti contemporanei. Ognuno dipende dall’altro e ognuno influenza l’altro. Certo, voi direte, c’è sempre una predisposizione genetica. Ma mentre i geni non si scelgono, tutti questi fattori sono invece nelle mani degli individui. Rientrano nel loro potere. I buoni geni sono indubbiamente un plus. Come però ampiamente osservato nelle ricerche OCS, un individuo con uno stile di vita sano vive meglio e a lungo, seppur sprovvisto di tale gene. Mentre l’efficacia dello stesso può venir anche annullata dalla mancanza di uno solo degli altri fattori. E questo lo stanno dimostrando già solo le nuove generazioni di Okinawa. I giovani del posto infatti, occidentalizzandosi - fra sedentarietà e tecnologia, consumo di alimenti preconfezionati e pieni di coloranti -, rischiano purtroppo di perdere i benefici salutari dei loro nonni.

Anche in Italia è possibile avere gli stessi apporti nutrizionali della dieta di Okinawa. Dopotutto la nostra dieta mediterranea, come ci dice anche Eugenio Iorio, si fonda sugli stessi principi. I corrispettivi alimentari dunque li disponiamo anche noi, nelle nostre terre e nel nostro mare. Si parla poi anche di “ MediterrAsian diet ” se si cerca di integrare i due modelli nutrizionali. D’altra parte, stile di vita di Okinawa e stile sardo e ikariano hanno degli aspetti comuni: elevato consumo di verdure e legumi, vita attiva e soprattutto all'aria aperta, e infine, vita sociale e legami familiari forti.


TENOHA &|TASTE: Hiroshima Hakken

Il super richiesto menu HAKKEN torna a TENOHA Milano e questa volta andiamo ad Hiroshima! Siete pronti a ricominciare il viaggio nelle più belle prefettura giapponesi? 

TENOHA & | TASTE: Hiroshima 広島

Autore: SaiKaiAngel

Hiroshima è una prefettura conosciuta per la “Pace” e si trova nel sud-ovest del Giappone, tra il mare interno di Seto e le montagne Chugoku, caratterizzata dal clima mediterraneo. A parte la sua importantissima storia che purtroppo noi tutti tristemente conosciamo, Hiroshima ha ben due siti del patrimonio mondiale dell'UNESCO e molti altri luoghi storici da visitare, per esempio il santuario di Itsukushima a Miyajima, il memoriale Parco della Pace e la Cupola della bomba atomica.

TENOHA Milano decide così di cominciare il nuovo viaggio in Giappone con il menu HAKKEN proprio da Hiroshima, ma vediamo meglio di cosa si tratta.

Hakken Hiroshima, menu

HIROSHIMA TSUKEMEN | 広島つけ麺

Hiroshima Hakken

Spaghetti giapponesi con Chashu di maiale, cavolo, cipollotti e cetrioli serviti con brodo di dashi e salsa di soia. Aceto e sesamo sono a parte.
Da cosa deriva il nome di questo piatto? Tsukemen deriva d "Tsukeru" che significa inzuppare e "Men" che significa noodles; in particolare a Hiroshima si condisce il brodo dello Tsukemen con grandi quantità di pepe shichimi per rendere il brodo super rosso e piccante.

Quando: Fino al 31 Dicembre, Lunedì - Venerdì dalle 12:00 alle 15:00
Costo: 16 € (15 porzioni al giorno)

OKONOMIYAKI | 広島風お好み焼き

Hiroshima Hakken Hiroshima Hakken

Spaghetti giapponesi con pancetta di maiale, cavolo e cipollotti il tutto servito con salsa okonomiyaki.
L’okonomiyaki stile Hiroshima è descritto come “cibo dell’anima”. Solitamente, per fare l’okonomiyaki gli ingredienti Diversamente dalla versione più popolare, in cui tutti gli ingredienti sono mischiati con la pastella, dell'okonomiyaki di Hiroshima tutti gli ingredienti vengono adagiati uno sopra l’altro, quindi un'attenzione completamente diversa.

Quando: Fino al 31 Dicembre, Lunedì - Venerdì dalle 12:00 alle 15:00
Costo: 16 € (15 porzioni al giorno)

Sponsorizzato da JNTO Ente Nazionale del Turismo Giapponese

TENOHA & | RAMEN

ONOMICHI RAMEN | 尾道ラーメン

Hiroshima Hakken Hiroshima Hakken

Ramen in brodo di pesce a base di soia, servito con sovracosce di pollo alla piastra, cipollotti, bamboo, alga nori e sesamo

Onomichi Ramen è un tipico ramen della prefettura di Hiroshima famoso per il suo dashi con i frutti di mare del mare di Setouchi. TENOHA è orgogliosa di presentare il suo Onomichi Ramen! Pollo Chashu fatto in casa chiamato "Happy Chicken", che viene allevato senza stress e ben curato. Inoltre, il ramen è tutto fatto a mano.
Venite a TENOHA &| RAMEN per godervi l Onomichi Ramen versione TENOHA!

Quando: Fino al 31 Dicembre
Costo: 14 € (15 porzioni al giorno)

Sponsorizzato da JNTO Ente Nazionale del Turismo Giapponese

TENOHA & | SAKE

Non solo deliziosi piatti ma anche sake unici di accompagnamento per un tasting davvero speciale

Honshu ichi - Brasserie UmedaCo., Ltd.

【Categoria】Junmai Ginjo
【Ingredienti】Riso, riso Koji (Senbon Nishiki /prodotto di Hiroshima)
【Polishing ratio】60%
【Gradazione d'alcool】 16,8 °
【Densità di glucosio】 1,8
【Acidità】1,7
【Gradazione di saké】 +5
【Aroma】Aroma fruttato dolce
【Pairing】Pesce in generale, pollo, dolci con sapore forte come ad esempio le cheese cake
【Caratteristiche】
Un Junmai Ginjo Sake prodotto dalla Prefettura di Hiroshima, preparando il riso "Senbon Nishiki" con lievito Hiroshima Ginjo. È caratterizzato dall'aroma fruttato del sake Ginjo, gusto leggermente dolce.. Si può gustare con piatti a base di pesce e di formaggio.

‘Zoka’ - Kamoizumi Shuzo Co., Ltd. 創業 1912年 Fondazione 1912
【Categoria】Junmai
【Ingredienti】Riso, Koji, Acqua (Riso : Yamadanishiki/100% Higashihiroshima)
【Polishing ratio】65%
【Gradazione d’alcool】16°
【Densità di glucosio】2,0%
【Acidità】1,8
【Gradazione di saké】±0
【Aroma】Dolce di castagne, con un profumo forte di riso e di grano.
【Pairing】Tofu bollito, dolce con agrumi, cibo marinato.
【Caratteristica】
Il Junmai Daiginjo è ottenuto dal riso per sake "Yamada Nishiki" coltivato in un campo situato a circa 6 km a nord del birrificio, utilizzando l'acqua del sottosuolo di Saijo e la tecnica di Hiroshima Mori. L'aroma delicato e la dolcezza del riso trasparente e gentile armonizzano perfettamente con la fresca acidità. Si può godere godere raffreddato con una tazza sottile o un bicchiere di vino. Sake certificato con marchio Saijo GIAPPONE)

Itteki Nyukon - KamotsuruCo., Ltd.

【Categoria】Junmai Ginjoshu
【Ingredienti】Riso, Riso Koji(100 % riso di Hiroshima)
【Polishing ratio】60%
【Gradazione d'alcool】15 - 16 °
【Densità di glucosio】1,0
【Acidità】1,6
【Gradazione di saké】+3
【Aroma】Morbido
【Pairing】Sauté di pollo, Gelée di pesche bianche
【Caratteristiche】
Questo sake ha come materia prima il riso adatto per la sua preparazione. Un sake Junmai Ginjo leggermente secco che si abbina bene a cibi con l’acidità al punto giusto, buono sia freddo che caldo.

Sempuku Shinriki 【Soprannome】Un pieno di felicità - Brasserie MiyakeCo., Ltd. Sempuku Shinriki

【Categoria】Saké Daiginjo
【Ingredienti】Riso, riso Koji (Shinriki)
【Polishing ratio】 85%
【Gradazione d'alcool】 19,0 °
【Densità di glucosio】 1,2
【Acidità】2,3
【Gradazione di saké】 +5
【Aroma】Aroma maturo, mandorla
【Pairing】Sukiyaki, Bistecca, Formaggio, Cioccolato
【Caratteristica】
Il riso "Kamiriki rice", che è l'origine del Chifuku, è lavorato all'85% ed è vicino alla velocità di lavorazione del riso delle epoche Meiji e Taisho. Una bottiglia piena di sentimenti per la preparazione del sake, adatto soprattutto alle persone particolarmente attente ai sake giapponese.

Night Emperor - Fuji Shuzo

【Categoria】Junmai
【Ingredienti】Riso, Hattan Nishiki Koji, Acqua
【Polishing ratio】65%
【Gradazione d'alcool】 15 °
【Densità di glucosio】N/A
【Acidità】1,6
【Aroma】Moscato, noci
【Gradazione di saké】 +9
【Pairing】Tartare, Pollo grigliato al limone
【Caratteristica】
Il Night Emperor è un liquore miscelato a base di Hachitan Nishiki prodotto nella prefettura di Hiroshima. Liquore versatile facile da abbinare a qualsiasi piatto. Sapore morbido che sfrutta le caratteristiche della preparazione dell'acqua dolce e mantiene bassa la gradazione alcolica pur mantenendo il gusto del koji e del riso. Buono gustato sia freddo che caldo

Curiosi di provare questo Hiroshima Hakken?


TENOHA MILANO: Take Away & Delivery

Pronto il delivery e il take away di TENOHA Milano! La parola d’ordine è #TENOHAATHOME! Avevate paura di rimanere senza imagnifici piatti della tradizione giapponese? 

TENOHA Milano apre al Take Away e Delivery

Autore: SaiKaiAngel

Ovviamente il miglior angolo di Giappone in Italia non vi lascerà soli ed ecco pronto sia il delivery che il TAKE AWAY di TENOHA Milano! 

TENOHA &| TASTE

tenoha take away

CHIRASHI SUSHI

Cominciamo con questa specialità: un box a base di riso condito con aceto e un piatto a scelta tra:

KAISEN: Il pesce come protagonista: salmone, ricciola, polpo, uova di pesce volante, frittata, taccole, radici di loto sotto aceto e aneto.

UNAGI: la famosa anguilla di TENOHA Milano alla griglia con salsa mirin, sake, salsa di soia, frittata, taccole, radici di loto sotto aceto e… meravigliosi fiori edibili!

WAGYU: incredibile ma vero, a deliziarci in questo momento c’è la tanto desiderata Wagyu! La carne più buona del mondo a TENOHA Milano. Stiamo parlando del controfiletto di Wagyu A5 da Kagoshima alla griglia con salsa dashi e salsa di soia, frittata, radici di loro sotto aceto e ancora fiori edibili.

TERIYAKI: non poteva mancare il meraviglioso pollo in salsa teriyaki. con frittata, broccoli, taccole e fiori edibili.

TOFU: per chi invece desidera una versione tutta verdure c’è il tofu grigliato e marinato in salsa di soia, aglio e zenzero

 

SPECIAL FROM HIROSHIMA

OKONOMIYAKI - Il famoso piatto giapponese a disposizione per voi, direttamente da Hiroshima! Spaghetti giapponesi, pancetta di maiale, cavolo, cipollotti e salsa okonomiyaki

Oltre a tutto questo che vi abbiamo già esposto, potrete trovare anche tutto il resto del menu di TENOHA a questo link per il delivery.

Per il Take Away invece potete telefonare direttamente a TENOHA, qui sotto trovate tutti i contatti.

#TENOHAATHOME : ORDINA ORA | Tel. (+39) 02 8088 9868

ORARIO:
Lunedì • Mercoledì • Giovedì • Venerdì

Pranzo 12:00 – 15:00
Cena 17:30 – 21:30
Sabato – Domenica
12:00 – 21:30 orario continuato

*Chiuso Martedì

TENOHA &| RAMEN

tenoha take away

Anche TENOHA &| RAMEN vi sta vicino, anche a casa e aderisce al #TENOHAATHOME! Il take away ed il delivery è pronto per voi con tante novità! Oltre al menu di TENOHA Ramen che potete consultare qui, ci sono altre formule da non perdere! Tre set assolutamente nuovi e sempre tanto tanto giapponesi.

IZAKAYA APERITIVO SET

Asahi
Edamame
Karaage
Yaki Gyoza
OTSUMAMI TEMAKI

Costo 18 €

IZAKAYA RAMEN SET (SHOYU)

Asahi
Edamame
Karaage
Yaki Gyoza
SHOYU RAMEN

Costo 23 €

IZAKAYA RAMEN SET (MISO)

Asahi
Edamame
Karaage
Yaki Gyoza
MISO RAMEN

Costo 28 €

I consigli di Japan Italy Bridge riguardanti invece il menu TAKE AWAY e delivery : 3 fra i best di TENOHA Ramen, sappiateci dire come sempre se siete dìaccordo con noi oppure i vostri best sono altri piatti del vastissimo menu!

SHOYU RAMEN | 醤油ラーメン - Forse il più richiesto: ramen in brodo di pollo a base di soia, servito con una fetta di brasato di maiale, spinaci, uovo marinato, bamboo, cipollotti,
alga nori e germogli di soia

MISO RAMEN | 味噌ラーメン - un classico da non perdere: ramen in brodo di pollo a base di miso, servito con brasato di maiale, uovo marinato, spinaci, bamboo, cipollotti, carote,
alga nori e germogli di soia

VEGAN | ビーガンラーメン - assolutamente da provare per la sua particolarità, specialità del nostro grandissimo chef Itakura: ramen in brodo vegetale, crema di sesamo e latte di soia servito con tofu fritto, bamboo, cipollotti, patate dolci fritte

In più trovate sempre le varie e meravigliose POKÈ DON!

Non perdete il anche tutto il resto del menu di TENOHA a questo link per il delivery. Per il Take Away invece potete telefonare direttamente a TENOHA, qui sotto trovate tutti i contatti:

ORDINA ORA!

Tel. 02 8339 0042
ORARIO:
LUN • MER • GIO • VEN
Pranzo
12:00 – 15:00
Cena
17:30 – 21:30

Sabato - Domenica
12:00 – 21:30 orario continuato

*Chiuso Martedì

Novità

"FAI DA TE" RAMEN - Prepara il tuo ramen a casa.
Il nostro Chef Itakura vi fornirà tutto il necessario!

#TENOHAATHOME

TENOHA Milano è con voi in qualsiasi momento, non perdere l’occasione di vivere a casa vostra il Giappone con pochi piccoli passi! Sarà un momento speciale per voi e tutta la vostra famiglia.


Business Focus: Social Media durante e dopo la pandemia

I social media sono da tempo parte integrante della nostra vita, ma proprio durante questa pandemia mondiale, abbiamo scoperto quanto questo mezzo sia importante.

L’importanza dei Social Media in tempo di pandemia

Autore: Erika 

La pandemia di COVID-19 ha stravolto completamente le nostre vite non solo a livello sanitario ma soprattutto nella nostra routine giornaliera. Se c’è qualcosa che abbiamo imparato da questa situazione, è che dobbiamo essere preparati a qualsiasi cosa ci riservi il futuro. Nessun obiettivo infatti è realistico, ma nei nostri piani dobbiamo cercare di avvicinarci il più possibile a quella che sarà la realtà.

Molti si stanno chiedendo come sarà il mondo post COVID-19 e trovare una risposta non è semplice. Tuttavia una cosa è certa, dobbiamo essere pronti a cambiare e aggiustare le nostre strategie di marketing in qualsiasi momento e il digital sembra essere la strada giusta per farlo.

In questo articolo, andremo a vedere come il COVID-19 ha influito sull’utilizzo dei social media da parte delle aziende.

Con il distanziamento sociale, il digital e i social media hanno avuto un impatto di notevole intensità. Infatti, abbiamo notati un boom non solo app di messaggistica e video chiamata, ma anche tutte quelle piattaforme che ci hanno concesso di poter effettuare eventi digitali.

Sia nella nostra vita privata, che in quella lavorativa, la nostra quotidianità è stata toccata e segnata dal cambiamento di molte abitudini. Tuttavia non tutte le conseguenze sono state negative.

La famosa digital transformation, che in Italia era in stallo, ha subito una notevole accelerata proprio grazie a questa situazione mondiale. Spinti dall’impossibilità di continuare con i vecchi metodi, anche i brand più ostinati si sono arresi all’evoluzione digitale della comunicazione.

Cambiano le strategia di social marketing

Social media Pandemia

Le strategie di marketing infatti sono cambiate per adattarsi ai nuovi supporti e strumenti, ma in primis è cambiato il modo in cui le aziende comunicano e si rapportano con i clienti.

In questo periodo di pandemia, il pubblico ha cambiato le proprie esigenze e le aziende hanno dovuto imparare a relazionarsi in una maniera vantaggiosa. Proprio per questo molto aspetto legato al social media marketing sono cambiati in tempo di pandemia.

Passando molto più tempo in casa e bombardati da tutte queste news negative, il pubblico ha avvertito la necessità di sentirsi in qualche modo connesso con il mondo. E’ proprio questo uno degli aspetti fondamentali che ha permesso alle aziende di cogliere al volo le opportunità e le offerte legate alla digital transformation.

Per chi come noi si occupa di Marketing, avrà infatti notato che i tempi di pubblicazione dei post sono stati completamente stravolti. Il COVID-19 ha mescolato parecchio le carte in tavola e se prima si preferiva postare sui social durante in giorni specifici nella pausa pranzo, ora questo periodo si è esteso a tutti i giorni feriali. E’ invece passato in secondo piano quello che noi chiamiamo il “momento dei pendolari”, quindi dalle 17 in poi i social ora sono poco gettonati.

Invece, se prima il fine settimana risultava uno dei momenti peggiori per pubblicare, ora post lockdown la mattina del weekend è diventato uno dei momenti più ricercati.

 

I social media più visti durante la pandemia

Con il lockdown forzato, i programmi TV sospesi, telegiornali monopolizzati dalle news relative al Coronavirus, il pubblico ha disperatamente bisogno di intrattenimento. Questo ha fatto sì che il pubblico si riversasse sui social media, in particolare su Instagram, YouTube e TikTok alla ricerca di distrazione. Proprio per questo motivo è diventato ancora più fondamentale pubblicare con i tempi giusti.

Anche il volume dei messaggi inviati e ricevuti è cambiato. Nonostante per alcuni settori ci sia stato un calo di pubblicazione dei post, per altre aziende invece il volume è rimasto costante o addirittura è incrementato.

Infatti, alcune aziende hanno aumentato i messaggi rivolti al pubblico durante la pandemia. Per esempio, il settore dell’intrattenimento ha incrementato le proprie attività sui social proprio per offrire distrazione ai cittadini già distrutti dal distanziamento sociale.

Altre aziende invece legati ai settori dello sport e del turismo sono state particolarmente segnate dalla restrizione o sospensione di tutte le attività. Ed è proprio in questi settori dove si è registrato un calo nella comunicazione. Tuttavia questo è stato un passo errato da fare. Potrebbe sembrare la scelta più logica quella di tagliare i fondi legati alla comunicazione in un periodo di crisi come questo, ma in realtà è uno dei gesti più controproducenti che un’azienda possa fare. Ma di questo parleremo in uno dei nostri prossimi articoli.

I social media come strumento per connettere persone durante la pandemia

Social media Pandemia Social media Pandemia

Sin dall’inizio di questo 2020, abbiamo visto come il nostro stile di vita sia cambiato completamente creando nuove regole per tutti.

Infatti, molte aziende si sono trovate a dover ricalibrare la propria strategia in luce dei fatti avvenuti. Ci siamo domandati molte volte se questo contenuto fosse adatto alla situazione attuale, e molte volte ci siamo trovati a rimuoverlo. In un periodo come questo dove la gente è particolarmente sensibile ad ogni tipo di messaggio, è molto importante controllare ciò che viene condiviso ma ancora più importante è adattarsi ad ogni situazione.

Ascoltare le richieste e i sentimenti dei vostri clienti e identificare le loro esigenze è fondamentale al giorno d’oggi per poter capire come orientare la vostra strategia. La pandemia ha creato un clima di terrore generale e per tale motivo ora il pubblico è alla ricerca di conversazioni positive. La gente si è stufata della negatività e di tutto questo sentimento di preoccupazione legato al COVID19 e cerca distrazione sul social.

A marzo sono aumentati del 1.174% i messaggi che avevano come temi aiutare il prossimo, culminando in 19,5 milioni di messaggi nel corso del mese. In questo periodo ricco di insicurezze, le persone cercano più che mai di connettersi e sostenersi l’un l’altro. I social media sono diventati l’epicentro di questo movimento.

Nel sondaggio #BrandsGetReal di SproutSocial del 2019, è stato individuato che il 91% degli intervistati crede che i social network abbiano il potere di connettere le persone, di cui il 78% vorrebbe che i brand utilizzassero i social network per farli incontrare. Questo sentimento è diventato ancora più forte dopo l’avvento della pandemia.

Riuscire a capire cosa il tuo pubblico desidera e dimostrare loro che la vostra azienda ha capito questo bisogno, è la soluzione migliore per una buona comunicazione anche in questo strano 2020.


Business Focus: Lo strambo mondo del web design giapponese

Vi siete mai chiesti perchè il web design giapponese è così diversi rispetto a quello in occidente?

Lo strambo mondo del web design giapponese

Autore: Erika 

Japan Italy Bridge si occupa di offrire servizi per le aziende e parte del nostro lavoro è creare siti web. “Che novità” potreste dire, sì perchè ci sono tante agenzie come noi, ma cosa ci differenzia dalle altre? Beh noi abbiamo la capacità di adattare lo stile e il visual giapponese a quello occidentale e viceversa.

E’ molto molto importante per ogni azienda avere un sito internet che la rappresenti. Tuttavia, spesso capita che lo stile e il design che utilizziamo in Italia non sia propriamente adatto per il linguaggio e il popolo giapponese.

Infatti, se analizziamo anche solo visivamente i siti giapponesi, le differenze saltano subito all’occhio.

web design giapponese

Come ben sappiamo, nella maggior parte del mondo occidentale, i siti internet hanno un layout semplice. Infatti, rispetto ai primi anni 200, abbiamo sostituito la miriade di link con un contenuto rilevante e conciso che ci porti velocemente al nostro scopo.

Tuttavia, in Giappone esiste una diversa cultura anche a livello di gusto visual. Infatti, parte dei siti internet sono cambiati pochissimo rispetto ai primi anni 2000. A tal proposito, possiamo proprio vedere come diversi siti siano sovraccarichi di link e informazioni. Questo per un occhio occidentale è totalmente inconcepibile, mentre diventa la norma per un occhio giapponese.

Yahoo era uno dei motori di ricerca più popolari di tutto il Giappone e lo è ancora per tante homepage. Tuttavia, come potete vedere dalle foto, il suo design e layout sono cambiati veramente pochissimo negli ultimi 10 anni

web design giapponese web design giapponese

Un’altro esempio è la homepage di Rakuten, il centro commerciale online più grande della nazione.
Rakuten è un po’ l’Amazon dell’Asia e ogni negoziante può personalizzare la propria pagina. Questo risulta in un grande display di varie immagini, banner e pop up su diverse pagine che a volte hanno anche bisogno di lungo tempo per essere scrollate.

Perchè il Web Design giapponese è così?

Ma eccoci alla vera questione, perché il web design in Giappone deve seguire questi determinati canoni di stile? La risposta è semplice. La maggior parte del popolo nipponico è formato da utenti anziani che preferiscono mantenere la tradizione. Questo succede anche nello stile visual di come i siti internet vengono costruiti e vissuti.
Questo rende complicato per le aziende un cambiamento verso uno stile che potremmo definire più internazionale.

Inoltre, la maggior parte degli utenti giapponesi utilizza internet tramite un supporto desktop e non mobile. Quindi anche i maggiori siti internet tendono a mantenere il design corrente, anche per non confondere lo user finale.

Un altro motivo per cui i giapponesi preferiscono questo stile che noi definiremmo “vecchio” è anche per la loro cultura dell’informazione. Infatti, se siete mai stati in Giappone o se vi è mai capitato di vedere alcune immagini del paese, avrete notato che le insegne sono onnipresenti. I giapponesi sono bombardati dai neon luminosi e dalle insegne che raccontano di negozi, offerte speciali e occasioni da non perdere. Questo si traspone anche sui siti internet dove il popolo giapponese preferisce avere tutte le informazioni subito.

Il Caso LINE

Quando l’app di messaggistica LINE (il corrispettivo giapponese di Whatsapp) ha deciso di cambiare e semplificare il layout della loro homepage, il popolo giapponese non l’ha presa benissimo. Infatti, proprio in quel periodo, gli utenti si sono scatenati con review da una stella e con numerose richieste all’azienda di cambiare al vecchio design.

Cambiamento all’orizzonte

Tuttavia, nonostante la preferenza per un approccio più tradizionale, alcune giovani fra i 20 e 30 anni hanno dichiarato di preferire un design più minimal.

web design giapponese

Il caso Mercari ne è infatti un esempio. Stiamo infatti parlando di un sito che offre servizi di aste online con un’interfaccia semplice e user friendly. In poco tempo, Mercari ha preso il sopravvento su Yahoo Auctions, l’app più quotata in Giappone per questi servizi.

La storia di questo brand ha messo luce sull’importanza di un buon layout UX, incoraggiando i giapponesi ad assumere nuovi designer in procinto del cambiamento.
Le ditte giapponesi dovranno cominciare ad adattarsi ad un design più moderno non solo per risultare più interessanti per un pubblico più giovane ma anche per diventare più competitive a livello internazionale.

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