Bushido: etica e condotta, la via del Samurai

Tra il periodo dello shogunato di Kamakura (1185) e il Periodo Muromachi (1336) prese forma il codice di condotta morale conosciuto come Bushido, (武士道, via del guerriero). Formalmente adottato e applicato dai “bushi”, i guerrieri (Samurai) nel Periodo Tokugawa (1603-1867), questo codice di condotta altro non è che un riadattamento dei principi del buddismo e confucianesimo. Originariamente riadattato alla casta dei guerrieri, dopo la Restaurazione Meiji (1866-1869), il movimento nazionalista giapponese adottò il Bushido come disciplina di comportamento.

Bushido

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I 7 principi del Bushido: 7 passi verso la perfezione

Onestà, giustizia, pietà, dovere, onore e lealtà questi erano i princimi che dovevano essere perseguiti fino alla morte. Qualora questo non venisse seguito, la pena era il disonore da espiare attraverso il seppuku (切腹) o harakiri (腹切り). Entrambi questi termini indicano il rituale del suicidio in modo onorevole attraverso il taglio del ventre. Harakiri è utilizzato nel parlato, mentre seppuku è più utilizzato nella forma scritta.
Ogni Samurai era quindi tenuto a seguire 7 principi fondamentali che potremo definire come “morale perfetta”.

Addentriamoci in essi e scopriamoli insieme:

義, Gi: Onestà e Giustizia

Non esistono vie di mezzo, esiste solo il giusto o lo sbagliato. E’ necessario essere onesti nei rapporti con gli altri, credere fermamente nella giustizia che proviene da se stessi, non dalle altre persone. Il vero Samurai non ha mai incertezze riguardo all’onestà e alla giustizia

勇, Yu: Eroico Coraggio

L’eroico coraggio del Samurai si eleva sopra alla masse. Un guerriero non ha paura di agire, non si nasconde nel guscio come una tartaruga, nonostante il rischio ed il pericolo. Eroico coraggio significa vivere in modo completo, pieno, meraviglioso, esso non è cieco ma forte e intelligente.

仁, Jin: Compassione

L'intenso addestramento rende il samurai svelto e forte. È diverso dagli altri, egli acquisisce un potere che deve essere utilizzato per il bene comune. Possiede compassione, coglie ogni opportunità di essere d'aiuto ai propri simili e se l'opportunità non si presenta egli fa di tutto per trovarne una. La compassione di un Samurai va dimostrata soprattutto nei riguardi delle donne e dei bambini

礼, Rei: Gentile Cortesia

I Samurai non hanno motivi per comportarsi in maniera crudele, non hanno bisogno di mostrare la propria forza. Un Samurai è gentile anche con i nemici. Senza tale dimostrazione di rispetto esteriore un uomo è poco più di un animale. Il Samurai è rispettato non solo per la sua forza in battaglia ma anche per come interagisce con gli altri uomini. Il miglior combattimento è quello evitato.

誠, Makoto: Completa Sincerità

Quando un Samurai esprime l'intenzione di compiere un'azione, questa è praticamente già compiuta, nulla gli impedirà di portare a termine l'intenzione espressa. Egli non ha bisogno né di dare la parola né di promettere. Parlare e agire sono la medesima cosa.

名誉, Meiyo: Onore

Il Samurai è il solo giudice del proprio onore. Le decisioni che si prendono e le azioni che ne conseguono sono un riflesso di ciò che si è in realtà. Non ci si può nascondere da te stessi.

忠義, Chugi: Dovere e Lealtà

Per il Samurai compiere un'azione o esprimere qualcosa equivale a diventarne proprietario. Egli ne assume la piena responsabilità, anche per ciò che ne consegue. Il Samurai è immensamente leale verso coloro di cui si prende cura. Egli resta fieramente fedele a coloro di cui è responsabile.

Da diversi anni io stessa ho adottato queste 7 virtù come percorso da seguire. Trovo siano essenziali nella vita di ciascuno perchè siamo tutti dei guerrieri. Ogni giorno affrontiamo sfide e ogni giorno dobbiamo puntare a quella perfezione spirituale che, se fosse perseguita fino in fondo, condurrebbe ad un mondo migliore.
Voi siete pronti a compiere questi passi?


Japan History: Yagyū Munenori

Yagyū Munenori (1571 - 11 maggio 1646) era uno spadaccino giapponese, fondatore dello Yagyū Shinkage-ryū, uno dei due stili di spada ufficiali patrocinati dallo shogunato Tokugawa (l'altro era Ittō-ryū).

Yagyū Munenori

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Diventa un grande esperto dell’arte schermistica grazie ad un lungo percorso quasi monastico dedicato all’insegnamento presso la famiglia dello Shogun. Proprio in questo luogo scopriamo la sua vera natura: guida e consigliere politico di ben tre shogun e capo di un corpo di “intelligence” da lui creato. Yagyū Munenori guiderà il Giappone, in piena segretezza, per quasi trent’anni.

La carriera di Yagyū Munenori

Munenori iniziò la sua carriera nell'amministrazione Tokugawa come hatamoto, un diretto detentore della casa Tokugawa. In seguito il suo reddito fu aumentato a 10.000 koku, rendendolo un fudai daimyō, ovvero un signore vassallo al servizio dei Tokugawa. Successivamente, Yagyū Munenori ricevette anche il titolo di Tajima no Kami .

Munenori entrò al servizio di Tokugawa Ieyasu in giovane età, e più tardi divenne un istruttore di spada per il figlio di Ieyasu Hidetada. Divenne anche uno dei principali consiglieri del terzo shōgun Iemitsu.

Yagyū Munenori

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Poco prima della sua morte nel 1606 passò la guida dello Yagyū Shinkage-ryū a suo nipote Toshiyoshi. Dopodichè, Toshiyoshi entrò al servizio di un ramo del clan Tokugawa che controllava la provincia di Owari. La scuola di Toshiyoshi aveva sede a Nagoya e venne chiamata Owari Yagyū-ryū, mentre quella di Munenori, a Edo divenne nota come Edo Yagyū-ryū. Takenaga Hayato, il fondatore dello Yagyū Shingan-ryū, era suo discepolo e ricevette da lui degli insegnamenti segreti (gokui) dello Yagyū Shinkage-ryū.

Intorno al 1632, Munenori completò Heihô Kadenshô, un trattato sulla pratica di spada di Shinkage-ryū e su come potesse essere applicato alla vita e alla politica. Il testo è ancora in stampa oggi in Giappone ed è stato tradotto più volte in inglese. Tradotto in italiano: “La spada che dà la vita” è un’avvincente biografia di Munenori e una serie di tecniche di spada.

Yagyū Munenori

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Anche i suoi figli, Yagyū Jūbei Mitsuyoshi e Yagyū Munefuyu erano famosi spadaccini.


Kitsunebi Matsuri, quando il folklore prende vita

Nell’antico folklore giapponese, il Kitsunebi (狐火, fuoco di volpe) era uno yōkai che, durante la notte, appariva improvvisamente sotto forma di luce incandescente dal colore rosso-arancione e talvolta anche blu. I Kitsunebi aumentavano gradualmente fino a coprire vaste aree, raggiungendo anche i 4km! Si credeva che fossero torce di una processione di volpi che marciavano per le proprie nozze. Le luci venivano avvistate dagli agricoltori sulle montagne ed erano considerate un buon presagio per il raccolto. Infatti, maggiore era il numero di luci vista, più fruttuoso era il raccolto. Tuttavia a nessun umano era concesso di avvicinarsi: coloro che ci provavano erano condannati a svanire.

Kitsune

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In particolare, nelle storie si racconta del matrimonio tra Otonosama, il re che viveva a Furukawa, e Okon, la figlia del dio volpe. Questa affascinante immagine è l’origine su cui affonda le sue radici l’Hida Furukawa Kitsunebi Matsuri (騨古川きつね火まつり). Questo festival si celebra ogni anno, il quarto sabato di settembre a Hida Furukawa, cittadina pittoresca e rurale ricca di splendidi paesaggi, dove ancora oggi si respira una vita lontana dalla frenesia delle metropoli.

Kitsunebi Matsuri

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Felicità e prosperità!

Come quasi tutti i festival a cui ormai siamo abituati, anche il Kitsunebi Matsuri ha come scopo le benedizioni per il raccolto, la felicità e la prosperità per le famiglie.

Kitsunebi Matsuri

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Ma in cosa consiste esattamente il Kitsunebi Matsuri?

Prima di tutto, tutti i partecipanti hanno i baffi di volpe disegnati sul volto, che sia bambini o anziani, negozianti sulla strada oppure turisti. Si comincia con la benedizione delle imprese locali: i danzatori trasportano porta a porta un dongamaki, serpente di corda lungo 5 metri.

Kitsunebi Matsuri

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Dopo di chè ha inizio l’evento principale. Su due piedi si potrebbe dire che si tratti di un matrimonio, ma non uno comune, bensì una processione solenne in cui si celebrano le nozze delle volpi, il Kitsune no Yomeiri.

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I futuri sposi, una coppia legata nella vita reale, vengono scelti da un pool di candidati a livello nazionale nella cittadina in cui si terrà la cerimonia nuziale. La lunga marcia condurrà la sposa dallo sposo al calare della notte, quando il Kistunebi ha inizio (una fiaccolata). Coloro che assistono a tutta la processione saranno benedetti e potranno esprimere un desiderio come un buon raccolto, oppure la felicità per la propria famiglia o la prosperità negli affari.

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Una romantica curiosità

Dal 1392, per tutto il periodo Muromachi fino alla fine del XIX secolo, quando le cerimonie nuziali occidentali sostituirono le tradizionali cerimonie giapponesi, i matrimoni si tenevano di notte e la sposa veniva scortata nella sua nuova casa da una parata di luci.


Japan History: Shimazu Takahisa

Shimazu Takahisa nacque il 28 maggio 1514, figlio di Shimazu Sagami no kami Tadayoshi (1492-1568), adottato da Shimazu Katsuhisa. Divenne il signore di Kagoshima dopo la fuga di Katsuhisa nel 1526. Conquistò la suddetta città nel 1536 ed estese la sua autorità in tutta la provincia di Satsuma.

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Fu uno dei primi daimyō ad impiegare armi da fuoco in battaglia durante l'assedio di Kajiki nella provincia di Ōsumi nel 1549. In quello stesso anno, accolse Francis Xavier a Kagoshima. Concesse la protezione dei Gesuiti per diffondere il cristianesimo nel suo dominio,ritirato successvamente sotto la pressione dei monaci buddisti locali. Takahisa ebbe anche relazioni diplomatiche con il Regno delle Ryūkyū.

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15° capo del clan Shimazu, supervisionò il trasferimento della sede del clan dal castello di Shimizu al castello di Uchi nel 1550 quando mandò Ijūin Tadaaki a Shimizu per sopprimere le ribellioni e assicurare il controllo degli Shimazu sulla provincia. Nel 1554 le sue truppe vinsero contro i clan Hishikari, Kamō e Ketō durante l'assedio di Iwatsurugi. Suo figlio Shimazu Yoshihisa in seguito avrebbe completato la sconfitta di questi clan e assicurato il controllo degli Shimazu sul resto della provincia di Satsuma.

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Si ritirò ufficialmente in favore di Yoshihisa nel 1566 e nel 1569 vennero sconfitti i clan Iriki-in e Tōgō e si assicurò il controllo su Satsuma. L'anno seguente respinse un attacco navale da parte di membri dei clan Kimotsuki, Ijiki e Nejime. Morì il 15 luglio 1571.

Molto importante la sua idea di promuovere le relazioni con persone e paesi stranieri.

I suoi figli furono Yoshihisa, Yoshihiro, Iehisa e Toshihisa.

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Il Kishiwada Danjiri Matsuri e l'euforia dilagante

Ritorniamo a raccontarvi dei festival giapponesi e oggi parliamo del Kishiwada Danjiri Matsuri.

Ogni anno, generalmente durante un fine settimana a metà settembre, le strade di Kishiwada, piccola cittadina vicina ad Osaka, sono invase dal fervore e dall’euforia del Kishiwada Danjiri Matsuri (岸和田だんじり祭).

Kishiwada Danjiri Matsuri Kishiwada Danjiri Matsuri

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Le celebrazioni ebbero origine nel 1703, ad opera del daimyō Okabe Nagayasu (岡部長泰). Egli pregò gli dei shintoisti per un raccolto abbondante e questo è ancora il significato del festival. Tuttavia, ciò che rende particolare questa celebrazione è che si tratta di una gara di velocità trainando i danjiri.

Kishiwada Danjiri Matsuri

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I danjiri sono delle tradizionali strutture in legno, intagliati e finemente decorati realizzati da abili falegnami e scultori locali. Questi carri hanno la forma di piccoli santuari contenenti le divinità e, nei giorni del festival, vengono appunto trascinati per le strade del quartiere. Visto il loro peso (possono superare i 3 quintali), il festival è anche considerato un momento per dimostrare il proprio coraggio. Infatti, queste strutture devono essere trainate con il solo aiuto delle corde e a tutta velocità!

Kishiwada Danjiri Matsuri

Kishiwada Danjiri Matsuri

Kishiwada Danjiri Matsuri

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Le celebrazioni del Kishiwada Danjiri Matsuri

Durante le celebrazioni del festival i danjiri coinvolti sono 35, ognuno di essi trainato da un team, rappresentanti il rispettivo distretto della città. Al controllo della struttura, sulla sua cima, c’è il daiku-gata (大工方, maestro artigiano) la cui danza selvaggia serve da incoraggiamento per la propria squadra e la folla. Viste le acrobazie in cui si cimenta, il maestro artigiano rischia costantemente la vita, ma non solo! Come possiamo facilmente immaginare, questo festival è anche pericoloso per tutti gli altri partecipanti a causa della velocità vertiginosa dei danjiri. Le schegge di legno che si lasciano alle spalle e le sgomitate per seguirli costituiscono un pericolo per la folla. Quattro ore di corsa a perdifiato che si conclude con una grande bevuta attorno al proprio carro, a cui vengono appese decine di lanterne di carta.

Kishiwada Danjiri Matsuri

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Più di 500,000 visitatori arrivano a Kishiwada per vivere il brivido di questa celebrazione, voi cosa ne pensate? Trovate elettrizzante questa parata?[:en]Let's return to talk about Japanese festivals and today we talk about the Kishiwada Danjiri Matsuri.


Japan History: Kusunoki Masashige

Kusunoki Masashige, (1294 - 4 Luglio 1336) nacque a Minato-gawa, provincia di Settsu, e fu un samurai del XIV secolo che combatté per l'imperatore Go-Daigo nella guerra di Genkō.

Kusunoki Masashige

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Gran parte della sua prima educazione avvenne nel tempio di Kanshin-ji a Kawachinagano, nel sud di Osaka, dove più tardi avrebbe organizzato notevoli restauri.

La leggenda narra che l'imperatore Go-Daigo fece un sogno in cui si stava rifugiando sotto un albero di canfora ( il “kusunoki ). Questo sogno lo portò al cognome del guerriero che lo avrebbe sostenuto. Infatti, nel 1331 Kusunoki si unì all'imperatore Go-Daigo in una rivolta per strappare il potere del governo dallo shogunato, la dittatura militare che aveva dominato il Giappone dal 1192. Sebbene le truppe shogunate numericamente più forti catturarono l'imperatore, Kusunoki fuggì continuando ad usare tattiche di guerriglia.

La cattura di Kusunoki vicino a Nara nel 1332 si rivelò una grave minaccia per il governo. Lo shogun concentrò quindi tutte le sue forze contro Kusunoki. In una delle battaglie più famose della storia giapponese, Kusunoki difese con successo la fortezza di Chihaya contro le forze shogunali superiori.

Kusunoki Masashige

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Dal 1333 al 1335

Nel 1333, Go-Daigo ricompensò Masashige con il governatorato della provincia di Settsu e della provincia di Kawachi e la promozione al quinto grado. Successivamente, ricevette la nomina nel Records Office and Settlement Board. Tuttavia, uno dei generali lealisti, Ashikaga Takauji, tradì Go-Daigo e guidò un esercito contro Kusunoki. Takauji si impossessò di Kyoto, ma solo temporaneamente prima che Nitta Yoshisada e Masashige costrinsero Takauji a fuggire. Nel 1336 Takauji era di nuovo una minaccia per Kyoto.

Durante il breve periodo successivo del dominio imperiale, Kusunoki fu governatore delle province giapponesi centrali di Settsu. Il vero potere nelle campagne, tuttavia, continuò a essere detenuto dai grandi signori ereditari, Ashikaga Takauji e Nitta Yoshisada. Questi ultimi si sfidarono apertamente per ottenere la lealtà dei capi minori feudali.

Kusunoki suggerì all'Imperatore di rifugiarsi sul sacro Monte Hiei e permettere a Takauji di prendere Kyoto. Questo per permettergli di scendere dalla montagna e, con l'aiuto dei monaci del Monte Hiei, intrappolare Takauji.

Go-Daigo non era disposto a lasciare la capitale e insistette sul fatto che Kusunoki incontrasse le forze di Takauji sul campo. Kusunoki, in quello che sarebbe poi stato visto come l'ultimo atto di lealtà dei samurai, accettò obbedientemente. La battaglia, che ebbe luogo a Minatogawa, nell'odierna Chūō-ku, Kobe, fu un disastro tattico. Ci sono due resoconti della proposta fatta da Kusunoki Masashige all'imperatore Go-Daigo, il Taiheiki e il Baisho Ron, entrabe ingorati. Uno era che si sarebbero raggruppati e avrebbero attaccato da due parti, l'altro era che riportare il generale Takauji dalla loro parte.

L’esercito di Kusunoki era solo 50 dei 700 cavalieri. Secondo la leggenda, le ultime parole di suo fratello Masasue furono Shichisei Hōkoku! ("Vorrei avere sette vite da dare al mio imperatore!”). Ovviamente Kusunoki Masashige fu d'accordo.
Alla sua morte, la sua testa fu inviata a Kanshin-ji e sepolta in una tomba nota come Kubi-zuka.

Il castello di Eboshigata e il castello di Ishibotoke furono entrambi costruiti lungo il percorso del Koya Kaido, una famosa via di pellegrinaggio che si estende tra Kyoto e Koyasan. Progettati non solo per proteggere la pista dai banditi, questi erano anche un'importante fonte di reddito visto che i viaggiatori erano obbligati a pagare un pedaggio.

Dal 1335 alla restaurazione Meiji

Nel 1335 Go-Daigo si schierò con Nitta Yoshisada contro Ashikaga Takauji. Come capo delle forze imperiali, Kusunoki sconfisse le truppe di Takauji nel gennaio 1336 e lo costrinse a fuggire dalla capitale. Pochi mesi dopo, tuttavia, Takauji tornò alla testa di un grande esercito. Kusunoki suggerì di ritirarsi temporaneamente in modo da poter combattere le forze di Takauji in un punto in cui il terreno era più favorevole. L'imperatore insistette sul fatto che Kusunoki incontrasse le forze nemiche prima di occupare la capitale. Nella battaglia finale sul fiume Minato, vicino al moderno Kōbe, Kusunoki combatté coraggiosamente per molte ore. Le sue truppe furono infine sopraffatte e si suicidò piuttosto che affrontare la cattura.

Suo figlio, Kusunoki Masatsura, servì il successore dell'imperatore, il dodicenne Go-Murakami, in una relazione di reciproca fiducia che rispecchiava la figura di suo padre Kusunoki e manteneva viva la fiamma della resistenza lealista.

Dopo il restauro imperiale del 1868, uno splendido santuario fu eretto sul luogo della morte di Kusunoki. La sua lealtà verso l’imperatore ed il suo essere uno dei più grandi strateghi militari della storia giapponese, lo hanno reso una figura leggendaria. Ha anche ricevuto la più alta decorazione dal governo giapponese Meiji nel 1880

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Leggenda

Dopo l'introduzione del Neoconfucianesimo come filosofia statale da parte dello shogunato Tokugawa, Kusunoki Masashige fu dichiarato con l'imperatore Go-Daigo precursore degli assolutisti sinocentrici. Durante il periodo Edo, studiosi e samurai che furono influenzati dalle teorie neoconfuciane crearono la leggenda di Kusunoki. Lo consacrarono eroe patriottico, col nome di Nankō o Dai-Nankō, incarnazione di lealtà, coraggio e devozione all'Imperatore. Kusunoki divenne in seguito una sorta di santo patrono dei kamikaze della Seconda Guerra Mondiale. I suoi eredi spirituali erano quelli che sacrificavano la propria vita per l'imperatore.


Japan Tradition: Akita Kantō

L’Akita Kantō (秋田竿燈まつり) è il festival della città di Akita. Si celebra dal 3 al 7 agosto con lo scopo di pregare per avere un buon raccolto. Questo festival è molto particolare, e per parteciparvi c’è bisogno di avere delle abilità particolari.

Akita Kantō

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La particolarità dell’Akita Kantō

Se non avete mai avuto la possibilità di assistere a questo matsuri particolare, sicuramente oggi ne rimarrete sorpresi. Infatti, i festeggiamenti consistono del portare in parata notturna lungo le strade della città dei pali di bamboo. E fin qui potrebbe anche risultare semplice, se non fosse che questi pali hanno una lunghezza che varia dai cinque ai 12 metri. Inoltre, in cima a questi, ci sono ventiquattro o ventisei lanterne con annessi gohei (bacchette di legno). Il peso totale di questi pali può arrivare a 50 chili. Essi vengono trasportati per le strade della città sui palmi, le fronti, le spalle o la schiena dei partecipanti.

L’Akita Kantō è uno dei principali festival della regione Tōhoku assieme al Tanabata, l’Aomori Nebuta Matsuri e l’Hanagasa Matsuri. Infatti, nel 1980 è stato definito come Proprietà importante e intagibile della cultura popolare.

Akita Kantō

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Le Origini

Il festival ha origine dal Neburi Nagashi, celebrazione che aveva lo scopo di liberarsi dalle malattie e dalla negatività durante l’estate. Già presente durante il periodo Horeki, nel mezzo dell’era Edo, si possono trovare testimonianze in diversi documenti storici. Una di queste è "Yuki no huru michi (The road where it snows)” scritto da Soan Tsumura nel 1789. Questo è infatti la documentazione più antica che porta descrizione del Neburi Nagashi. Qui si dice che il festival si teneva il 6 luglio secondo il calendario lunare ed è definito la tradizione originale di Akita.

Durante il Neburi Nagashi, le persone decoravano gli alberi e le piante di bamboo con pezzi di carta dove scrivevano i propri desideri. Successivamente, i partecipanti camminavano per la città con queste piante assieme a candele e lanterne. In seguito, il Neburi Nagashi prese il nome di Kanto.

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La storia dell’Akita Kantō

Il nome attuale dell’evento è stato usato per la prima volta da Tetsusaku Okubo nel 1881. Il questo periodo infatti, l’imperatore Meiji fece visita ad Akita. Qui Okubo suggerì di intrattenere l’imperatore con la performance Kanto.

A causa del cambio del calendario da lunare a solare nel 1872 e visto il numero minore di Kanto che partecipavano al festival, la realizzazione di quest’ultimo cominciò a risultare incerta.
Tuttavia nel 1908 l’imperatore Taisho visitò Akita e si innamorò della performance Kanto. L’anno successivo, una ditta di bibite pullicizò i propri prodotti sulle lanterne dei Kanto. Questi due eventi portarono alla restaurazione del Kanto vestival e al suo cambio di date, per evitare la stagione delle piogge.

Akita Kantō Akita Kantō

photo credits: Laura Tomàs Avellana

A seguito di ciò, il numero dei visitatori aumentò e venne fondata nel 1931 la Kanto Society, incaricata di gestire il festival.

Cancellato durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, nel secondo dopoguerra fu stabilito il Comitato Esecutivo del Kanto Festival.

Nel 1976, dopo una performance di successo a San Diego, negli USA, il Kanto divenne popolare in varie nazioni.

Cos’è il Kantō

Letteralmente, Kantō vuol dire “un palo con le lanterne” ed è fatto da pali di bamboo e lanterne in carta di riso, appese su barre orizzontali.
Il palo di bamboo principale è chiamato “Oyatake” e sono tutti prodotti in Giappone e dalle fattezze alquanto spesse. Ci sono addirittura delle regole molto severe sullo spessore e sugli spazi di giunzione dalla radice per questi pali.
Per questo, le persone che scelgono il palo devono essere molto esigenti sul tipo di bamboo utilizzato per produrre il Kantō.

photo credits: Laura Tomàs Avellana, Choo Yut Shing

I rami orizzontali sono chiamati “Yokotake” ed è qui che vengono appese le lanterne. I pezzi di bamboo utilizzati per rendere l’Oyatake ancora più lungo sono chiamati “Tsugidake”.

I Kantō si suddividono in quattro categorie dalla lungezza regolata: Oowaka, Chuwaka, Kowaka e Youkawa.

Le tecniche di Kantō

Ci sono varie tecniche per utilizzare il Kantō dal nome “Myogi” e suddivise in 5 catgorie.

Akita Kantō Akita Kantō

photo credits: Laura Tomàs Avellana

Nagashi
Gli artisti tengono il Kantō sul palmo delle mani e lo bilanciano con le loro dita. In questo modo altri artisti possono aggiungere Tsugitake

Hirate (mano)
Gli artisti tengono il Kantō ancora più in alto sul palmo della mano

Koshi (fianco)
Il Kantō è sorretto dalle dita. Successivamente spostato sul palmo della mano e poi sul fianco. L’artista si piega lateralmente e bilancia con le proprie gambe.

Akita Kantō

photo credits: Laura Tomàs Avellana

Kata (spalla)
Gli artisti tengono il Kantō sul palmo della propria mano dominante e formano una linea partendo dalla gamba al Kantō, alzandolo ancora più in alto.

Hitai (fronte)
L’artista tiene il Kantō con le proprie dita e poi lo sposta sul palmo, successivamente sulla fronte.

Durante la giornata si tengono anche delle competizioni per testare queste capacità, le Myogikai. Lo scopo è quello non solo di far vedere le proprie capacità, ma anche di studiare quelle degli altri partecipanti per imparare nuove tecniche.

Akita Kantō

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L’Akita Kantō oggi

La data del festival è stata cambiata per ben tre volte. Attualmente si tiene dal 3 al 6 agosto di ogni anno.

La performance serale dell’Akita Kantō è quella principale e si tiene al Kanto Oodori, una delle strade principali di Akita. Qui lo scopo dei performer non è competere fra di loro, ma intrattenere i visitatori mostrando le proprie capacità e illuminando Kanto. Più di 230 vengono sollevati allo stesso momento al suono di musica di taiko e flauti.

Akita Kantō

photo credits: foxeight

Un’esperienza unica nel suo genere che vale la pena di essere vissuta a pieno, non appena ne si ha la possibilità.


Japan History: Takeda Shingen

Takeda Shingen (Takeda Harunobu 1 ° dicembre 1521 - 13 maggio 1573), primogenito del signore della guerra Takeda Nobutora, nacque nel potente clan Takeda. Egli era Shugo Daimyo (governatori militari) dell’allora provincia di Kai, attuale prefettura di Yamanashi.

Takeda Shingen ebbe un ruolo molto importante nella battaglia di Un no Kuchi nel 1536, a soli 15 anni. Quando suo padre designò il suo secondo figlio come erede, Shingen condusse un colpo di stato senza spargimento di sangue. Questo costrinse il padre a ritirarsi come capo del clan. Successivamente, Shingen iniziò ad espandere i domini della sua famiglia verso nord nella provincia di Shinano (attuale prefettura di Nagano) e in terre adiacenti a Kai.

Come capo indiscusso del clan Takeda, iniziò la sua politica espansionistica partendo dalla Battaglia di Sezawa. Proseguì poi con gli assedi di Uehara, Kuwabara e Fukuyo, le battaglie di Ankokuji, Odaihara, Shiojiritoge, e la serie di Battaglie di Kawanakajima contro Uesugi Kenshin.
Shingen decise di far indossare a tutti i guerrieri un'armatura rossa laccata nelle prime linee dei suoi eserciti per intimidire psicologicamente il nemico. Questa idea fu anche successivamente copiata dal clan dell'esercito Tokugawa.

Shingen

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La vita di Takeda Shingen

Nel 1548 Takeda Shingen sconfisse Ogasawara Nagatoki nella battaglia di Shiojiritōge e prese Fukashi nel 1550. Uesugi Kenshin scese in campo in quel momento poiché i Takeda erano ormai giunti ai confini della sua provincia.
Quella che iniziò fu una rivalità che diventerà leggendaria e che li portò a scontrarsi nelle battaglie di Kawanakajima. Queste battaglie furono generalmente delle schermaglie, infatti nessuno dei due daimyō voleva scoprirsi in una battaglia a tutto campo.

La battaglia più feroce tra i due fu la quarta, durante la quale, secondo la leggenda, Uesugi Kenshin riuscì ad aprirsi un varco tra le linee Takeda e affrontò Shingen. Si narra che Kenshin attaccò Shingen con la sua spada difendendosi con il suo ventaglio (o tessen). Entrambi persero numerosi uomini durante la battaglia. In particolare Shingen perse due importanti generali, Yamamoto Kansuke e suo fratello più giovane Takeda Nobushige.

Takeda Shingen entrò nel sacerdozio nel 1551, momento in cui assunse il nome buddista Shingen. Tuttavia, prendere i voti religiosi non impedì in alcun modo la sua partecipazione agli affari mondani.

Dopo la quarta battaglia, Shingen scoprì due complotti alla sua vita. Il primo da parte di suo cugino Suwa Shigemasa, al quale fu ordinato di commettere seppuku. Mentre il secondo, qualche anno più tardi da suo figlio Takeda Yoshinobu. Quest'ultimo fu esiliato presso il tempio Toko, dove morì due anni dopo forse per ordine del padre. Dopo questo incidente, Shingen designò il suo quartogenito, Katsuyori come successore alla guida del clan.

Dopo aver conquistato Katsurao, Wada, Takashima e Fukuda, nel 1554 riportò altrettante vittorie negli assedi di Fukushima, Kannomine, Matsuo e Yoshioka.

Nel 1563, insieme a Hōjō Ujiyasu, Takeda Shingen conquistò il castello di Matsuyama nella provincia di Musashi. Successivamente ottenne il possesso di Kuragano nel 1565 e del castello di Minowa. Poi si mosse contro gli Hōjō attaccando il castello di Hachigata.
Si ritirò con successo dopo che Hōjō Ujiteru e Hōjō Ujikuni fallirono il tentativo di fermarlo nella battaglia di Mimasetōge.

Takeda Shingen

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La principale ambizione di Harunobu era la sottomissione di Shinano. Tuttavia, la resistenza in quel quartiere fu feroce. Un certo numero di signori della guerra Shinano, tra cui Murakami Yoshikiyo, Ogasawara Nagatoki, Suwa Yorishige e Kiso Yoshiyasu, fecero una mossa progettata per sperare di troncare sul nascere un'ulteriore aggressione Takeda.

La marcia verso il confine del Kai

Nell'aprile del 1542 i quattro daimyo combinarono le forze e marciarono verso il confine di Kai, incoraggiati dalla notizia che Harunobu stava rafforzando le sue difese e si preparava a prendere posizione a Fuchu. In effetti, le attività di Harunobu furono uno stratagemma. Lungi dall'attendere passivamente a Kai, Harunobu guidò i suoi uomini e colse di sorpresa i guerrieri Shinano, sconfiggendoli a Sezawa.

Incoraggiato dai risultati di Sezawa, Harunobu fece un viaggio a Shinano concentrandosi sul territorio del clan Suwa. Prese prima Uehara in un attacco a sorpresa e poi si trasferì nel quartier generale di Suwa a Kuwahara, situato a 2 chilometri a est. Suwa Yorishige non ebbe altra scelta che arrendersi in seguito alla promessa di condotta sicura da parte di Harunobu. Yorishige e suo fratello furono portati a Kai dove il generale Takeda, Itagaki Nobutaka, organizzò la loro morte. Entrambi i Suwa si suicidarono.

Takeda Shingen

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Harunobu, con l'aiuto delle strategie di Yamamoto Kansuke, espanse ulteriormente il suo territorio attraverso la sconfitta di Tozawa Yorichika e Takato Yoritsugu. L'acquisizione del castello di Takato fu di particolare valore. Infatti, essa fornì una zona di sosta sicura nel sud di Shinano, nonché un cuscinetto contro qualsiasi aggressione meridionale.

Nel 1544 i Takeda marciarono verso Suruga a sostegno dell'Imagawa e affrontarono Hôjô Ujiyasu. Non avvenne alcun conflitto reale a seguito di questo scontro. Harunobu fu infatti costretto a stipulare un trattato di pace tra Hōjō e Imagawa.

Nel corso del decennio successivo, Harunobu continuò a esercitare una pressione incessante sui signori della guerra Shinano. Nel 1548 Murakami Yoshikiyo, forse il più formidabile nemico Shinano di Harunobu, si spostò su Ueda e sconfisse il clan Takeda in un aspro scontro. Qui vennero usati un certo numero di archibugi cinesi, le prime armi del genere mai schierate in una battaglia giapponese. Mentre la sconfitta di Uehara lasciava morti due dei suoi migliori generali, Harunobu rimbalzò rapidamente. Infatti, nel 1552 i clan Murakami e Ogasawara fuggirono da Shinano a Echigo.

Takeda Shingen vs Uesugi Kenshin

Nel giugno e nell'ottobre del 1553 gli eserciti Takeda e Uesugi si scontrarono vicino alla pianura Kawanakajima nel nord di Shinano. Uno scontro durato cinque volte ma solo la quarta battaglia produsse una gara a tutto campo. Entrambe le parti subirono pesanti perdite che rallentarono entrambi i signori della guerra per alcuni anni. In particolare, Shingen deve aver risentito della perdita di Nobushige e Yamamoto Kansuke, entrambi deceduti nella battaglia.

Nel 1560 Shingen aveva scoperto un complotto contro di lui guidato da sua cugina Katanuma Nobumoto e nel 1565 quello diretto da suo figlio Yoshinobu e Obu Toramasa. Due anni dopo Yoshinbou morì. Leggenda dice che la morte sia dovuta o a malattia o, come molti credono, perché Shingen lo aveva costretto a suicidarsi. L'evento lasciò i servitori di Takeda a disagio.

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Nel 1564, Shingen aveva sottomesso tutto Shinano e spostato la sua attenzione su Kōzuke, dove prese un certo numero di castelli dal clan Uesugi. Per i successivi cinque anni, si limitò alle incursioni e alle conquiste locali, concentrandosi sugli affari interni.
Nel 1560, il più grande successo di Shingen fu il progetto di Damji River Damming. Il beneficio del progetto del fiume Fuji è considerato una delle più grandi iniziative nazionali del XVI secolo.

Nel 1568, l'esercito di Takeda era di nuovo in movimento, questa volta a sud contro Imagawa. Il daimyō di quel clan era Ujizane, il figlio incompetente del defunto Imagawa Yoshimoto (ucciso nel 1560 da Oda Nobunaga). Yoshinobu, figlio di Shingen, aveva sposato la sorella di Ujizane, ma dopo il suicidio della stessa nel 1567, i rapporti tra le famiglie si erano acuiti. Sembrerebbe che Shingen e Tokugawa Ieyasu avessero stipulato un accordo in base al quale i due avrebbero diviso le terre rimanenti dell'Imagawa (Tōtōmi e Suruga). Tuttavia, questo accordo non fu mai portato a compimento. Inoltre, l'Hōjō di Sagami non vedeva di buon grado questo spostamento nell'equilibrio del potere. A causa di ciò, inviò le truppe a sfidare Shingen. Nel 1569 Shingen rispose invadendo Sagami e assediando Odawara (la capitale dell'Hōjō). Tuttavia, sulla via del ritorno a Kai, l'esercito Takeda riuscì a schiacciare un tentativo di agguato da parte di Mimasetoge di Hōjō.

Così, nel 1570, le terre di Takeda includevano Kai, Shinano, Suruga e pezzi di Kozuke, Tōtōmi e Hida. Shingen, a 49 anni, era ormai più di un potere regionale. Takeda Shingen era di fatto il più importante signore della guerra a est di Mino. Inoltre, fu l’unico in grado di far deragliare la marcia di Oda Nobunaga all'egemonia nazionale. Solo Shingen possedeva la posizione strategica e le forze armate per fermarlo.

Nel 1570 morì il formidabile Hōjō Ujiyasu e il suo erede, Ujimasa, fece pace con Shingen. Questo fu un atto che avrebbe potuto assicurare la distruzione definitiva di Tokugawa Ieyasu. Tuttavia, Shingen morì nel 1573 mandando i piani in fumo.

Il clan Takeda si allea con il clan Oda

Nel frattempo, i Takeda e gli Oda, puntavano al controllo del clan Uesugi. Dopo un corteggiamento diplomatico fallito, essi avviarono una guerra di parole con lo shogun Ashikaga Yoshiaki.
Shingen intensificò la pressione contro Tokugawa e nel 1572 lanciò un attacco a Tōtōmi che portò alla cattura di Futamata. Il seguente gennaio, Shingen ritornò nella provincia e attirò Tokugawa Ieyasu nella Battaglia di Mikatagahara. Condotta il 6 gennaio a nord di Hamamatsu, si concluse con una sconfitta quasi completa per Ieyasu.

Sebbene fossero spesso presentate come mosse iniziali in una marcia su Kyōto, le intenzioni di Shingen erano senza dubbio più conservative. Probabilmente, Takeda Shingen mirava a testare le risposte sia di Ieyasu che di Nobunaga e, se possibile, infliggere ai due una sconfitta. In ogni caso, entro pochi giorni dalla vittoria della battaglia, ricevette la notizia che Asakura Yoshikage aveva scelto di non opporsi a Nobunaga. Shingen rimase dispiaciuto, e avrebbe potuto contare su Yoshikage per mantenere la tensione su Nobunaga. Questo potrebbe aver giocato un ruolo nella sua decisione di tornare a Kai garantendo così una tregua al sanguinario Tokugawa.

La figura di Takeda Shingen

Shingen era una figura complicata, a volte assolutamente crudele. All'inizio della sua vita, aveva costretto Suwa Yorishige a suicidarsi (o lo aveva assassinato) dopo che i due signori della guerra avevano firmato un trattato di pace. Successivamente prese la figlia di Suwa come amante, ignorando il fatto che lei fosse tecnicamente la sua stessa nipote .

Apparentemente Shingen creò lo Shingen Tsuba, (la guardia della spada) noto anche come Takeda Tsuba. La storia racconta che mentre aspettava l'inizio di una battaglia, Shingen avvolgeva il filo di ottone attorno a un grande sukashi di ferro per tenersi concentrato e capace di pensare fino a quando la battaglia aveva inizio. A causa di ciò, molti dei suoi vassalli seguirono la guida di Shingen per tutto il periodo Edo.

È anche accreditato di aver inventato lo scarico del water, l'igiene del bagno, a quanto pare, era importante per Shingen. Inoltre, costruì le vaste dighe conosciute come Shingen Zutsumi lungo i segmenti Kamanashi del fiume Fuji. Questi muri hanno impedito le inondazioni ed è stata una delle più grandi e ambiziose iniziative di lavori pubblici nazionali del XVI secolo.

Le ben ponderate leggi di Shingen non erano considerate particolarmente severe. Ha sospeso le punizioni corporali per la maggior parte dei reati minori. Infatti, adottò un sistema di multe finanziarie, che gli valse il rispetto e l'elogio dei contadini e dei cittadini della provincia di Kai.
È interessante notare che Shingen aveva anche due grandi calderoni di ferro in cui far bollire alcuni criminali vivi. Tokugawa Ieyasu, pensando che la punizione fosse eccessivamente crudele, anni dopo distrusse i calderoni.

La sua riforma economica era anche innovativa all’epoca. Infatti, Takeda Shingen tassò la maggior parte dei suoi soggetti in modo uniforme e consentì loro l'opzione dei pagamenti in oro o riso.

Takeda Shingen aveva piani sui distretti di Mikawa e Owari (ora entrambi Prefettura di Aichi). Nel 1571 entrò nei territori del clan Okudaira (successivamente Tokugawa) e catturò il castello di Noda.
Nel 1573, invase Mikawa e di nuovo attaccò il castello di Noda. Tuttavia, questa volta, le fortificazioni del castello erano state rafforzate, consentendo di resistere per diverse settimane.

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La morte

Verso la fine dell'assedio, appena prima che i difensori del castello di Noda capitolassero, Takeda Shingen fu fucilato il 13 maggio 1573 da un tiratore scelto. Shingen è morto durante la fuga.
La morte di Takeda Shingen all'età di 49 anni rimase un segreto. I resti della pistola che sparò a Shingen sono conservati nel Museo Shitagahara a Nagashino, nella prefettura di Aichi. Suo figlio e successore, Takeda Katsuyori, fu sconfitto da Oda e Tokugawa nei primi anni del 1580, ponendo così fine al potere della famiglia Takeda

Al posto di un poema della morte, lasciò le seguenti parole, prese a prestito dalla letteratura Zen: "È in gran parte lasciato alla sua naturale perfezione corporale, e non ha alcun bisogno speciale di ricorrere alla colorazione artificiale e alla cipria per apparire bello.”