Japan Travel: Pellegrinaggio di Yanaka - La Tokyo nascosta
La Tokyo nascosta: pellegrinaggio alla ricerca della buona fortuna.

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Il rapporto che i giapponesi hanno con la religione, e soprattutto con la spiritualità, è molto particolare. Non molto eclatante, a volte nascosto, ma è un legame sempre presente, fatto di piccoli gesti quotidiani e rituali. A volte, in occasioni particolarmente importanti o in periodi difficili si fa visita a questa o quella divinità per chiedere protezione e benevolenza. Tra le divinità più venerate in tutto il Paese ci sono quelle che vengono chiamate le 'Sette Divinità della Fortuna', in giapponese Shichi Fukuji (七福神).Non è quindi inusuale trovare brevi percorsi di pellegrinaggio in onore di questi dei.
Queste sette divinità sono arrivate in Giappone ormai secoli fa, e sono frutto di un lento processo di assimilazione. Processo che ha visto fondersi insieme Buddismo, Induismo, Taoismo e Shintoismo ovviamente. Camminando per un percorso prestabilito si toccano i templi di tutte e sette le divinità collezionando timbri o iscrizioni a commemorazione della visita.
Questi pellegrinaggi sono più frequenti durante le prime due settimane dell'anno. Questo è infatti il periodo in cui, secondo le antiche tradizioni giapponesi, le sette divinità approdano a terra con la loro 'nave dei tesori' distribuendo doni e buona fortuna a tutti.
Soltanto a Tokyo ci sono più di 20 percorsi di questo tipo e quello di cui vogliamo parlarvi oggi vi porterà alla scoperta di Yanaka.
Yanaka è una piccola perla risalente all'epoca Edo, incastonata tra alti palazzi, vie dello shopping e il famoso parco di Ueno. Il suo cuore antico ha saputo mantenersi intatto, ed è spesso meta di molti turisti che vogliono ritrovare nella grande metropoli un assaggio del suo passato.
Pellegrinaggio attraverso Yanaka

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Questo percorso attraverso Yanaka inizia dalla stazione di Tabata, facilmente riconoscibile essendo una delle fermate della Linea Yamanote, che collega con il suo percorso circolare, tutte le zone di attrazione principale della città.
La vostra prima tappa sarà il tempio Tokakuji, a poca distanza dalla stazione.
Essendo questa la prima tappa del pellegrinaggio, qui potrete acquistare il rotolo rappresentante le sette divinità che poi vi verrà segnato ad ogni tappa.
Questo tempio ospita Fukurokuji, divinità che come suggerisce il nome stesso è il dio della saggezza, della ricchezza e della longevità. Spesso rappresentato calvo e con una fronte sproporzionatamente alta, è accompagnato da una gru e una tartaruga, simboli di longevità. A volte è presente un cervo nero. La sua statua è collocata nel giardino retrostante il tempio che viene aperto al pubblico solo per il Nuovo Anno.
Ma nonostante il tempio sia dedicato a Fukurokuji, la prima cosa che attirerà la vostra attenzione all'ingresso saranno due statue Nio. Queste due statue si ergono a protezione del tempio e anche dei malati che ne chiederanno la protezione. Si ritiene infatti che abbiano poteri curativi.
Se soffrite per qualche malanno, acquistate l'apposito foglietto di carta rossa presso il tempio e attaccatelo sulla statua li dove avvertite dolore. La divinità vi guarirà.
Sempre qui, potrete acquistare una mappa del percorso, per facilitarvi la strada.

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La seconda tappa è il tempio Sei'un-ji, conosciuto anche come Hanamidera. Come suggerisce il nome, il tempio era, ed è ancora oggi, una meta particolarmente adatta ad assistere alla fioritura primaverile. Questo è possibile grazie agli alberi di ciliegio e alle azalee qui piantate nel XVIII secolo. Il tempio è dedicato al dio Ebisu, il più giovane tra i sette, divinità del commercio e protettore di pescatori e lavoratori, ma anche dei bambini piccoli.
Ad appena un minuto di distanza, si trova il terzo tempio del pellegrinaggio, il tempio Shusei-in che ospita Hotei. Questa divinità, conosciuta anche come il Budda che ride, è rappresentata come un uomo calvo e panciuto, dal sorriso bonario che spesso accompagnato da bambini. Hotei potrebbe essere associato al nostro Babbo Natale in quanto anche lui porta con se un sacco di doni che elargisce soprattutto ai bambini.
La statua di Hotei nel tempio Shusei-in è particolarmente bella. Fermatevi a pregare presso di essa, ma anche ad ammirare i murales dipinti che caratterizzano il tempio.

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Un pò più defilato è il tempio Choan-ji, la vostra tappa successiva.
Qui trova la sua dimora Jurojin, divinità della longevità. La sua rappresentazione è molto simile a quella di Fukurokuji ed è per questo che queste due divinità vengono spesso sovrapposte. Ma è possibile trovare anche Itabi, delle statuine erette per preservare il riposo delle anime dei morti risalenti al periodo Kamakura (1185-1333) e Muromachi (1336-1573). Il tempio Choan-ji ne ospita ben tre risalenti a questo periodo.
Superato questo tempio, dirigetevi verso il Cimitero di Yanaka e la vostra prossima destinazione sarà il tempio Tennoji. Esso vi accoglierà al suo ingresso con una grande statua di Budda risalente alla fine del 1600. Ma il vostro obbiettivo principale sarà un piccolo altare alla vostra destra. Qui risiede Bishamonte, il dio guerriero, rappresentato con una lancia e una pagoda tra le mani, a simbolo della sua duplice natura. È il dio dei guerrieri che punisce i malvagi, e l'associazione con il pacifico predicatore Budda non deve stupire. Bishamonten infatti, noto anche come Tamonten, è anche il protottero dei luoghi in cui Budda predica.
Penultima tappa di questo pellegrinaggio è il tempio Gokoku-in, dimora del dio Daikokuten, divinità della ricchezza e dei raccolti, ma anche protettore della casa e in particolare della cucina. Da notare un piccolo palco nel cortile antistante il tempio utilizzato per rappresentazioni in onore della divinità.
L' ultima tappa, forse quella più bella, vi porterà ad attraversare il parco di Ueno fino ad arrivare al stagno Shinobazu e al tempio Bentendo.
Benten è ospitata in questo tempio, dea delle arti e della musica. Questa divinità si dice essere più felice quando è circondato dall'acqua, ecco perchè il tempio si trova vicino a questo stagno, e il suo simbolo è un liuto. Benten è anche la divinità della conoscenza e della saggezza, visitata quindi anche da coloro che desiderano avere successo sul lavoro o per un esame.
Il tempio, seppure una ricostruzione moderna, resta fedele alla struttura originaria ed è particolarmente riconoscibile per i suoi colori brillanti. Dominanti sono il rosso, il bianco e il verde acqua.

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Qui termina il pellegrinaggio, ma lungo il percorso non mancano certo le distrazioni che renderanno ancora più piacevole il vostro viaggio.
Lungo il percorso

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Lungo la strada troverete una miriade di altri piccoli templi sia buddisti che shintoisti. Fate una passeggiata nell'antico quartiere di Yanaka Ginza, proprio alle spalle della stazione di Nippori e fermatevi a mangiare qualcosa ad uno dei tanti chioschetti tradizionali della zona.
Appena fuori da Yanaka troverete il piccolo tempio Kyooji, sul cui portone centrale è possibile ancora vedere dei fori di proiettile. Questi segni sembrano risalire alla battaglia di Ueno del 1868 durante la quale le truppe imperiali cacciarono via dalla allora Edo le truppe fedeli allo shogun.
Il cimitero di Yanaka poi vi darà modo di fare una piccola sosta. Un luogo di pace che vi sorprenderà ancora di più durante la fioritura dei ciliegi.
Per non dimenticare il Parco di Ueno, un piccolo gioiello verde nel cuore di Tokyo. Meta rinomata per la sua meravigliosa fioritura dei ciliegi, ospita al suo interno anche per il famoso Zoo di Ueno con i suoi panda.

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Nel parco, tra gli altri, è presente anche il tempio Toshogu con la sua pagoda, dedicato a Tokugawa Ieyasu. Nel periodo tra aprile e maggio sarà anche possibile entrare nel bellissimo giardino che ospita una piccola ma impressionante collezione peonie, uno dei fiori più amati dai giapponesi.
Non mancano poi musei e negozi tradizionali, in un viaggio alla scoperta di una Tokyo un pò diversa da quella che siamo abituati a conoscere, ma certo altrettanto affascinante.
Japan Modern Culture: Kimi no Na wa - Your Name
Kimi no Na wa - Your Name

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Your name (titolo originale: 君の名は。- Kimi no Na wa.) è il fortunato film d'animazione giapponese diretto da Makoto Shinkai e prodotto dalla CoMix Wave Films. Tra il 2016, anno di rilascio, e il 2017 ha sbancato i botteghini non solo in Giappone ma in tutto il mondo.
L’opera ha i tratti di una storia d'amore adolescenziale, ma anche del thriller fantascientifico intriso di riferimenti alle tradizioni e alla cultura giapponese. Con continui cambi di prospettiva e balzi temporali, una animazione vivida e avvolgente, una colonna sonora che accompagna le scene e ne sottolinea i dettagli, Your name ha saputo conquistare milioni di fan.
La Storia

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Il centro della storia sono due ragazzi delle scuole superiori, Mitsuha Miyamizu e Taki Tachibana.
Mitsuha vive nel piccolo villaggio montano di Itomori nei pressi di Tokyo e ama passare il suo tempo con i suoi due amici Sayaka e Tessie. Ha una sorella più piccola e un padre, politico locale, che sembra essere poco interessato a loro. La madre invece è morta e le due sorelle vivono con la loro nonna. Mitsuha, come la nonna, è destinata a diventare una miko, sacerdotessa del tempio locale di cui la sua famiglia è custode. Ma è una vita che le sta stretta, oltre a causarle un pò di imbarazzo con i compagni. Ciò che desidera è trasferirsi nella sfavillante metropoli e vivere come una ragazza normale, anzi di essere nella prossima vita un bel ragazzo di Tokyo.
Taki invece vive proprio nel centro di Tokyo e conduce una vita normale divisa tra scuola, amici e il suo lavoro part-time. Nel tempo libero infatti fa il cameriere in un ristorante italiano, Il giardino delle parole, nome che è un chiaro riferimento ad una precedente opera di Shinkai. E' un ragazzo un pò irruento ma in fondo gentile che aspira a diventare architetto. Come gli altri colleghi di lavoro, è innamorato della bella collega Miki Okudera.
Un giorno però, la vita dei due protagonisti, che vivono senza sapere dell'esistenza l'uno dell'altra, viene sconvolta da qualcosa di impensabile. In quella che sembrava una mattina come tutte le altre i due si ritrovano, senza una spiegazione plausibile, a scambiarsi di corpo. Questi scambi continueranno per diverso tempo tanto che, superata l'iniziale sorpresa, i due cercano di adattarsi alla nuova condizione. Comunicando soprattutto tramite un diario sui rispettivi cellulari in un certo senso si aiuteranno a vicenda. Mitsuha, con il suo lato dolce e affabile, aiuterà Taki ad avere un appuntamento con la collega di cui è innamorato. Taki invece, con il suo temperamento, aiuterà Mitsuha ad affrontare i suoi compagni di scuola e ad essere più sicura di se. Non ci vorrà molto perché i due, pur non essendosi mai incontrati, comincino a provare qualcosa l’uno per l’altra.

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Un giorno Mitsuha racconta a Taki di una cometa che passerà sui cieli del Giappone proprio nel giorno del suo appuntamento con la bella Okudera. Ad Itomori è il giorno della festa d'autunno. Il ragazzo non capisce di cosa parli ma quando cerca per la prima volta di chiamare il cellulare di Mitsuha, il suo tentativo fallisce. Capisce che per loro non è più possibile scambiarsi i corpi e decide quindi di andare ad incontrarla di persona.
Quando finalmente scopre il nome del villaggio, scopre anche che era stato distrutto tre anni prima. Un frammento della cometa Tiamat era precipitato su Itomori, distruggendo quasi completamente il villaggio ed uccidendo un terzo degli abitanti, tra i quali anche Mitsuha.
Taki si reca allora al santuario del dio protettore locale, Musubi, sulla cima del monte Hida poco fuori dal villaggio. Dopo essere entrato nel luogo sacro decide di bere il Kuchikamizake, il sake preparato da Mitsuha e che lui stesso, nei panni di lei, aveva lasciato lì come offerta trovandosi di fatto a viaggiare indietro nel tempo. Rivede il passato di Mitsuha e si risveglia ancora una volta nel corpo della ragazza, poco prima della caduta della cometa. Consapevole di ciò che accadrà Taki fa di tutto per far si che gli abitanti del villaggio si rendano conto del pericolo. Ma sa anche che quella è la sua ultima occasione per vedere Mitsuha. Corre quindi ad incontrare la ragazza in cima al monte Hida, dove il suo corpo del futuro era rimasto. Qui, i due protagonisti riescono a vedersi, per pochi istanti, prima che le loro memorie vengano cancellate. L’impegno dei due giovani salva il villaggio cambiando così il corso della storia, ma allo stesso tempo lascia in loro un senso di vuoto. Questo distacco da qualcosa a cui non sanno dare né un nome né un volto li spinge a cercarsi pur non avendo più memoria l’uno dell’altra.
Il Successo

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Il film, proiettato in anteprima nel luglio 2016 in occasione dell'Anime Expo di Los Angeles, è stato poi distribuito nelle sale cinematografiche Giapponesi a partire da agosto. Da subito acclamato come un capolavoro, nella sua marcia trionfale ha attraversato ben 92 paesi incassando più di 355 milioni di dollari. Questo lo rende il primo anime per numero di incassi nella storia. Un traguardo che nemmeno gli autori stessi si aspettavano di raggiungere.
Questo successo commerciale lo ha reso il secondo film di animazione di maggior successo in patria dopo la Città incantata di Hayao Miyazaki. È in oltre il quarto film più visto secondo solo a Titanic e Frozen. Ma si è anche guadagnato la posizione di film di animazione giapponese più visto in diversi altri paesi del mondo.
Per quanto riguarda l’Italia, il primo trailer in lingua italiana è stato trasmesso solo dal 6 dicembre 2016. Successivamente, il film è stato proiettato in circa 160 sale dal 23 al 25 gennaio 2017 grazie a una collaborazione fra Dynit e Nexo Digital. Il successo di incassi è stato tale che ne sono state fatte diverse repliche, con un incasso totale è stato di circa 700.000 euro.
A guardare questi numeri non stupisce che il direttore Shinkai sia stato definito da alcuni come il successore di Hayao Miyazaki. Titolo che l’interessato ha molto umilmente rifiutato affermato di non esserne all'altezza
Temi e Simbologia

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L'ispirazione per la storia è arrivata all'autore da opere quali Inside Mari di Shūzō Oshimi o Ranma ½, così come anche da opere classiche come il Torikaebaya Monogatari risalente al periodo Heian (794 - 1185). Ma un'altra fonte di ispirazione per l'autore pare essere stato un antico poema della poetessa Ono no Komachi, che visse tra l’800 e il 900.
In una sua poesia la donna scrisse : "Forse ero assorta in pensieri d'amore quando chiusi gli occhi? Lui comparve. Se avessi saputo che era un sogno non mi sarei svegliata."
E in effetti più che scambiarsi di corpo i due protagonisti di Your name sognano l’uno dell’altra. Ciò è possibile perchè Mitsuha è una sacerdotessa devota al dio Musubi, la divinità che governa le esperienze e le connessioni umane. Quando Taki nel corpo di Mitsuha si rivela alla nonna, l’anziana donna non ne sembra sconvolta, anzi. Lei stessa infatti ne aveva avuto esperienza trattandosi di un particolare potere della famiglia, pur non ricordando più il ragazzo nei suoi sogni.

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Il tempio, situato in cima ad una montagna che sembra essere il cratere di una precedente apparizione della cometa, rappresenta un luogo sacro. Rappresenta il confine tra il regno degli dei e quello terreno, tra il regno dei vivi e quello dei morti. Per entrarvi, bisogna lasciare una parte di sé, e Mitsuha lascerà una parte di sè nel sake da lei preparato. La creazione del Kuchikamizake è una tradizione di famiglia Miyamizu, assieme alle danze tradizionali e all'intreccio dei fili. È un particolare metodo di creazione del sake che prevede la masticazione del riso per attivarne la fermentazione.
Sono molto importanti a questo proposito le parole pronunciate dalla nonna di Mitsuha:
“Musubi, è l’antico nome del dio guardiano di questi luoghi.
Intrecciare i fili è Musubi.
Il legame tra le persone è Musubi.
Lo scorrere del tempo è Musubi
Tutto questo è parte del potere della divinità.
I fili intrecciati che fabbrichiamo sono un dono della divinità e rappresentano lo scorrere del tempo stesso.
Essi convergono e prendono forma. Si curvano, si intrecciano. A volte si sciolgono, si rompono, e poi si riconnettono di nuovo.
Questo è Musubi. Questo è il tempo.
Musubi è anche condividere qualcosa con qualcuno.”
Queste parole, oltre a rappresentare un concetto spirituale molto profondo, rendono anche la forza del gesto compiuto da Taki quando beve il sake preparato da Mitsuha. Questo gesto infatti è un atto simbolico di connessione profonda in cui il giovane assume in sé una parte di Mitsuha e del suo potere spirituale permettendogli così di incontrarsi.

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Altrettanto simbolico è il fatto che i due giovani si incontrino al tramonto. Secondo le antiche leggende infatti, il tramonto è il momento in cui il confine tra il mondo degli spiriti e quello terreno si fa più labile. Ed è per questo che i giovani possono finalmente incontrarsi pur essendo Mitsuha morta 3 anni prima. I due dovendo però sacrificare i loro ricordi per poter tornare nel mondo terreno.
Un’altra leggenda giapponese trova spazio nella storia. Taki e Mitsuha sembrano infatti essere altresì legati da quello che molti conoscono come il ‘filo rosso del destino’ che si dice leghi due persone destinate a stare insieme. Filo rosso simboleggiato in questo caso da un laccetto che la stessa Mitsuha aveva realizzato e poi donato a Taki.
Shinkai, che come abbiamo detto non si aspettava il successo di pubblico planetario, ha affermato che era nelle suo intenzioni creare un film che avesse come target i giovani giapponesi. Voleva creare qualcosa che li spingesse a credere nel loro futuro.
Lui stesso ha detto: "Ho creato questo film sperando che il pubblico giovane potesse credere nel fatto che 'forse c'è quel qualcuno nella mia vita che magari non ho ancora incontrato, ma che potrei incontrare domani, o in futuro.' "

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Un altro tema importante affrontato dal film è quello della giustapposizione tra la piccola città rurale e la grande metropoli Tokyo, qualcosa che l'autore stesso ha sperimentato. Cresciuto infatti in un piccolo villaggio, si è poi trasferito a Tokyo, cosa che accomuna molti giovani giapponesi.
Qui vediamo Mitsuha, vive immersa nelle tradizioni locali, ma desidera la vita di città, mentre Taki, immerso nella vita di città, impara ad apprezzare il passato e le tradizioni.
Ancora una volta sono le parole della nonna a venirci in aiuto: "Anche se le parole sono andate perdute è importante mantenere le tradizioni ". Con questo sembra volerci ricordare da dove veniamo, contrapponendosi al figlio, politico locale corrotto, che ha scelto di abbandonare completamente il tempio.
Le antiche tradizioni rappresentano il sostrato fondante della comunità, ciò su cui il presente si basa e che lega tutte le persone insieme. E quello che le rende capaci di affrontare anche i periodi più bui.
Il giappone non è estraneo ai disastri naturali, basti ricordare il recente terremoto del 2011, o il grande terremoto del Kanto del 1923. E come dimenticare il disastro atomico che pose fine alla seconda guerra mondiale. Da tutto questo, il Giappone ha sempre trovato il modo di ripartire, ponendo un interesse sopra gli altri: come impedire che ciò che è accaduto una volta accada ancora. Non c'è da stupirsi allora che in questo film i due protagonisti cerchino di impedire quello che sarebbe una vera e propria tragedia.
L'obiettivo del film è quello di dare speranza, ma invita anche a non dimenticare mai le proprie radici e l'unione spirituale che esse possono creare.
Potremmo affermare quindi che Your name abbia una funzione quasi catartica per chi lo guarda.
Punti di Forza

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Che siate tra coloro a cui il film è piaciuto o meno, Your Name ha sicuramente diversi punti di forza oggettivi.
Primo fra tutti l'animazione e la resa molto realistica delle ambientazioni, come è nello stile dell'autore del resto. I paesaggi sono descritti nei minimi dettagli e i colori sono caldi e brillanti. Le immagini sono così vivide da trasmettere, anche solo con i loro colori, le emozioni vive e pure dei protagonisti, contribuendo quindi alla funzione catartica del film.
Pregevole è anche la colonna sonora che è stata composta dal vocalist della rock band giapponese Radwimps, Yojiro Noda.
A Noda, caldamente voluto dallo stesso Shinkai, è stata fatta una sola richiesta : “fare in modo che la musica fosse un complemento al dialogo o al monologo dei personaggi".
E considerati i risultati possiamo dire che proprio questa colonna sonora rappresenti una delle chiavi del successo di questo film.
Questo mondo sembra volermi tenere buono
Come desideri allora, io mi dibatterò splendidamente.
Your Name Theme song - Yojiro Noda
Eppure, nonostante le critiche positive, Shinkai ha affermato che il film è in realtà non è così riuscito come lo aveva pensato. La mancanza di tempo e di fondi lo hanno costretto a consegnare al pubblico un opera che lui stesso definisce incompleta.
Ha infatti affermato : "Ci sono cose che non abbiamo potuto fare, Masashi Ando (direttore dell’animazione) avrebbe voluto continuare a lavorarci ma ci siamo dovuti fermare per mancanza di tempo e soldi…. Per me è un lavoro incompleto, sbilanciato. La trama va bene ma non è perfetta. Due anni non sono stati sufficienti."
Prodotti correlati e remake

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Oltre al film, i prodotti correlati a Your Name comprendono altre opere, tra un romanzo, manga, guide al film e cd. Nel solo mese di dicembre 2016, le vendite di questi prodotti sono ammontate a circa 2,5 milioni di copie.
Il romanzo e il manga omonimi in italia sono editi dalla casa editrice J-Pop. Il film in versione Blu-ray e DVD normale, rilasciato nel luglio 2016, è arrivato in Italia nel novembre 2017.
Le vendite hanno confermato il successo delle sale cinematografiche.
Lo scorso settembre è stato anche annunciato che Kimi no na wa avrà presto un adattamento cinematografico hollywoodiano.
Il produttore scelto altri non è che J.J. Abrams (Star Trek, Mission impossible). L'annuncio ha già scatenato i molti fan del film ma anche i semplici curiosi. Molte sono le voci preoccupate che questo adattamento possa stravolgere quello che a tutti gli effetti viene considerato un capolavoro.
E i precedenti non sembrano giocare a favore di questo live action. E’ ancora recente la notizia che il direttore del remake Netflix di Death Note abbia dovuto chiudere il suo account Twitter dopo essere stato attaccato duramente per il lavoro svolto. Duri attacchi sono stati riservati anche ad un altra opera di animazione molto amata, Ghost in the shell, il cui film con Scarlett Johansson non ha proprio soddisfatto i fan.
Kimi no na wa certo non è un film semplice da adattare in ambientazione occidentale per via dei suoi numerosi richiami a particolari ambientazioni e a particolari riferimenti culturali e religiosi. Si pensi a Mitsuha e alla sua famiglia, custodi del tempio del dio Musubi e delle antiche tradizioni del villaggio.
Per quanto riguarda i luoghi invece, oltre ad Itomori che è un villaggio di fantasia, ci sono delle città reali. Non solo Tokyo, ma anche Hida, e lo stesso lago di Itomori è ispirato ad un famoso lago giapponese, il lago Suwa.
Solo il tempo ci dirà quale sarà il futuro di questo adattamento.
Trailer italiano:
Japan Folklore: Tradizioni Natalizie
Tradizioni Natalizie
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Meri Kurisumasu!
In Giapponese “Buon Natale” si dice “Meri Kurisumasu” ed è scritto sia in Hiragana (めりーくりすます) che in Katakana (メリークリスマス). Babbo Natale è invece conosciuto come Santa-san (サンタさん、サンタクロース), importato direttamente dagli USA dove il pacioccone signore vestito di rosso è chiamato proprio Santa Claus.
Esiste però anche in Giappone una figura molto simile a Babbo Natale anche se non strettamente legata al Natale. È Hotei-osho, un dio Giapponese della buona fortuna nella tradizione buddista, e anch’egli è solito portare doni.
Il Natale non è considerato come festa nazionale ma trovandosi tra il 23 dicembre, giorno del compleanno dell’attuale Imperatore Akihito, ed il 31 dicembre, spesso le scuole sono chiuse per il 25 dicembre. È considerato invece un normale giorno lavorativo per gli uffici. L’atmosfera a cui siamo generalmente abituati si può percepire già da fine ottobre: decorazioni, luci e musiche natalizie invadono le strade, i negozi e le stazioni.
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Le origini di Kurisumasu in Giappone
Il cristianesimo fu introdotto in Giappone dai missionari gesuiti e francescani nel XVI secolo. Durante i primi anni del cristianesimo molti cristiani furono arrestati, torturati e uccisi per via del loro credo. Solo nel XVII secolo le chiese ricominciarono a popolarsi e nel XX secolo diversi missionari tornarono in Giappone. Oggi i Cristiani del Sol levante sono circa l’1% della popolazione, e si può affermare che la diffusione delle tradizioni cristiane sia avvenuta sul finire del XX secolo. Il Natale è universalmente riconosciuto come festa per piccoli e grandi anche nel Sol Levante, seppur non considerato nel suo spirito religioso. Visto come un periodo di felicità, è diventata una tradizione irrinunciabile. In particolare, la vigilia di Natale è vista come l’occasione per le coppie innamorate di trascorrere del tempo insieme e scambiarsi regali. Anche le coppie sposate si concedono del tempo per se lasciando i bambini con Ji’i-san e Ba’a-chan (nonno e nonna).
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Le Tradizioni di “Kurisumasu”
Oltre allo scambio dei doni visto più come un gesto romantico tra fidanzati, ci sono altre due curiose tradizioni che rendono il 25 dicembre molto particolare in Giappone.
La prima è il Pollo Fritto e la seconda è la Torta di Natale.

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Questo periodo dell’anno è il più fruttuoso per i ristoranti della catena di fast-food KFC (Kentucky Fried Chicken). Qui le persone prenotano il loro pollo fritto in anticipo per il giorno di Natale. Tutto nacque da una campagna pubblicitaria lanciata in tutto paese proprio dalla catena americana negli anni 70: “Kurisumasu ni wa kentakkii!” (Kentucky for Christmas!). KFC se ne servì per attrarre la popolazione orientale offrendo loro un menù completo in confezione natalizia che comprendeva pollo, insalata e torta.

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La Torta di Natale invece è in genere un semplice pan di spagna con panna e fragole decorata a tema natalizio.
Inoltre non è difficile in questo periodo udire le note di Jingle Bells e All I Want For Christmas Is You di Mariah Carey, oltre ad una vasta quantità di canzoni realizzate da gruppi e cantanti giapponesi come Nozomi Sasaki e Momoiro Clover Z.
Botan Dōrō: La Lanterna di Peonie e l'Amore oltre la Tomba
Dimenticate Romeo e Giulietta: nel folklore giapponese, l'amore non si ferma neanche davanti alla decomposizione. Botan Dōrō (牡丹燈籠) è una delle "Tre Grandi Storie di Fantasmi" del Giappone ed è il racconto definitivo su quanto possa essere pericoloso (e fatale) un desiderio che sopravvive alla morte.
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La Trama: Un Incontro al Chiar di Luna
La storia si svolge durante l'Obon, la festa dei morti. Il samurai Ogiwara (o Saburo, a seconda delle versioni) incontra una donna bellissima, Otsuyu, accompagnata da una bambina che regge una lanterna decorata con peonie.
È amore a prima vista. Per notti intere, i due consumano una passione travolgente. Tuttavia, c'è qualcosa che non va:
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L'indizio: Otsuyu appare solo di notte e svanisce all'alba.
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La scoperta: Un vicino insospettito spia dalla fessura della parete e lancia un urlo soffocato. Il samurai non sta abbracciando una donna meravigliosa, ma uno scheletro putrido.
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Il Conflitto: Protezione o Passione?
Terrorizzato, il samurai chiede aiuto a un monaco, che sigilla la casa con talismani sacri (ofuda) per impedire allo spettro di entrare. Ogni notte, Otsuyu torna fuori dalla porta, piangendo e implorando l'amato di farla entrare.
Qui la storia si divide in due anime:
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La versione Edo (Macabra): Il samurai cerca di resistere, ma Otsuyu è una forza della natura distruttiva. Alla fine, lui cede o viene raggirato, e viene trovato morto il mattino dopo, stretto in un abbraccio mortale con le ossa della donna.
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La versione Meiji (Romantica): Influenzata dal gusto occidentale, questa versione trasforma il protagonista in un eroe tragico. Egli sa che Otsuyu è morta, sa che lei gli sta succhiando l'energia vitale, ma sceglie deliberatamente di strappare i talismani. Preferisce morire tra le braccia del suo spettro piuttosto che vivere una vita senza di lei.
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Perchè la "Lanterna di Peonie"?
Le peonie in Giappone sono considerate la "regina dei fiori", simbolo di nobiltà e bellezza fugace. In questa leggenda, la lanterna non serve a illuminare la strada, ma a ingannare i sensi. È l'esca di un predatore soprannaturale che attira la vittima nel regno delle ombre.
Un Successo Senza Fine
Botan Dōrō è stata adattata ovunque:
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Teatro Kabuki: Dove gli effetti speciali dell'epoca facevano volare lanterne e scheletri sul palco.
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Cinema: Dal primo film muto del 1910 fino ai moderni horror e persino ai Pink Movie, a testimonianza di quanto il legame tra Eros e Thanatos (amore e morte) sia ancora potentissimo in Giappone.
Akihabara: Benvenuti nella "Electric Town" di Tokyo
Se esiste un paradiso per gli amanti della tecnologia, dei videogiochi e dei manga, quel posto ha un nome: Akihabara. Situato nel distretto di Chiyoda, questo quartiere è il quartier generale della cultura Otaku.
Un tempo mercato nero di componenti radio nel dopoguerra, oggi è una foresta di grattacieli luminosi dove ogni piano nasconde un tesoro collezionabile o l'ultimo gadget tecnologico introvabile altrove.
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I Templi dell’Elettronica e del Collezionismo
Passeggiare per la via principale, la Chuo-dori, significa trovarsi davanti a giganti del commercio:
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Yodobashi Akiba: Nove piani di tecnologia pura. È il centro commerciale di elettronica più grande al mondo: se ha una spina o un chip, qui lo trovi.
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Radio Kaikan: Un’istituzione dal 1962. Ricostruito dopo il terremoto del 2011, è il punto di riferimento per figure, modellini e gadget di ogni serie anime immaginabile.
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Super Potato: Il tempio del retrogaming. Tre piani di nostalgia pura dove puoi ricomprare il Game Boy della tua infanzia o giocare ai cabinati degli anni '80 in una sala giochi fumosa e autentica.
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Mandarake & Animate: Per chi cerca l'introvabile, nuovo o di seconda mano. Migliaia di scaffali colmi di manga e merchandise che farebbero perdere la testa a chiunque.
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Maid Café e Robot: L’Intrattenimento "Kawaii"
Akihabara è famosa anche per i suoi Maid Café, come il celebre Maidreamin. Qui, cameriere vestite da governanti vittoriane ti accolgono con un "Bentornato a casa, padrone!", servendo piatti decorati con cuori di ketchup e intonando canzoncine propiziatorie per rendere il cibo più buono. È un'esperienza surreale, colorata e tipicamente giapponese.
Per i fan dei robot giganti, tappa obbligatoria è il Gundam Cafe (situato proprio vicino alla stazione), dove gustare un taiyaki a forma di mobile suit e immergersi nell'estetica della celebre saga fantascientifica.
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Il lato insolito: Il "Dipartimento M’s"
Non lasciatevi ingannare dai pregiudizi: ad Akihabara anche i sexy shop sono un'attrazione turistica. Il Pop Life Department M’s, con la sua enorme insegna verde, è un palazzo di sette piani ordinatissimo e frequentato da coppie e curiosi. È un luogo dove la tecnologia incontra il lifestyle per adulti in modo quasi giocoso, tra cosplay improbabili e distributori automatici decisamente... bizzarri.
Ramen: L’Imperatore del Comfort Food Giapponese
Se il Sushi è l'eleganza formale del Giappone, il Ramen (ラーメン) ne è l'anima calda e popolare. Non è solo una zuppa: è un microcosmo di sapori che varia drasticamente da nord a sud, un rito che si consuma tra il vapore dei chioschi e il rumore dei risucchi (l'unico modo corretto per mangiarlo!).

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Anatomia di una ciotola perfetta
Un vero Ramen è un equilibrio delicato tra cinque elementi:
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I Noodles: Spaghetti di frumento resi elastici dal kansui (acqua alcalina).
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Il Brodo: La base può essere di carne (maiale o pollo) o pesce (dashi).
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Il Tare: Il condimento segreto (miso, soia o sale) che definisce il carattere della zuppa.
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L'Olio aromatico: Per dare corpo e profumo.
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I Topping: Maiale arrosto (chashu), germogli di bambù (menma), uovo marinato (ajitama) e l'immancabile alga nori.
Curiosità: Il famoso dischetto bianco e rosa a spirale si chiama Naruto. Prende il nome dai vortici naturali nello stretto di Naruto ed è lo stesso ingrediente che ha dato il nome al celebre ninja biondo dei manga!

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Una storia di immigrazione e successo
Nato in Cina come lamian, il ramen è arrivato in Giappone grazie ai migranti cinesi all'inizio del '900. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, è diventato il pasto dei soldati e degli operai, evolvendosi in un'infinità di varianti regionali. Oggi è così venerato che a Yokohama esiste persino lo Shin-Yokohama Raumen Museum, un vero tempio dedicato alla sua storia.

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Il Tour delle Regioni
Ogni città ha il suo "orgoglio in ciotola":
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Tokyo Style: Brodo di pollo e soia, leggero e classico.
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Sapporo (Hokkaido): La patria del Miso Ramen, spesso arricchito con burro e mais per combattere il freddo del nord.
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Fukuoka (Hakata): Celebre per il Tonkotsu, un brodo di ossa di maiale bollite per ore fino a diventare bianco, denso e cremosissimo.
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Yokohama: Lo stile Ie-kei, un mix potente tra tonkotsu e salsa di soia.

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Dove gustarlo (senza prendere un aereo)
Il Ramen ha conquistato l'Italia! Se vuoi provare l'ebbrezza di una ciotola fumante preparata come a Tokyo, ecco alcuni dei punti di riferimento storici (specialmente a Milano, la "capitale" del ramen italiano):
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Milano: Casa Ramen (per un tocco contemporaneo), Nozomi (tradizione pura), Osaka (storico) o Ryukishin.
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Roma: Waraku, una vera istituzione nella capitale.
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Firenze: Banki Ramen, autenticità garantita.
Il consiglio del Ninja: Quando mangi il ramen, fai rumore! Aspirare aria insieme ai noodles non è maleducazione, ma serve a raffreddarli e a sprigionare meglio gli aromi del brodo.
Japan Travel: Shinjuku
Shinjuku

Photo credits: Sergio Rola
Shinjuku (新宿), importante centro commerciale ed amministrativo e sede del nodo ferroviario più trafficato al mondo, fa parte dei 23 quartieri speciali di Tokyo.
Non solo treni, Shinjuku è anche una delle maggiori tappe degli autobus a lunga percorrenza; il Busta Shinjuku, un grande terminal, è situato proprio in cima alla stazione ferroviaria.
Prendendo come riferimento la stazione, ad ovest di essa ci si ritrova nello Skyscraper District. Qui sorgono gli edifici più alti di Tokyo tra i quali hotel di lusso e le torri gemelle del Palazzo del Governo Metropolitano di Tokyo. Progettato dal famoso architetto Kenzō Tange, qui è dove viene gestita l’amministrazione politica e pubblica della città. Le sue torri sono alte 243 metri e i ponti di osservazione, situati al 45° piano, sono aperti al pubblico gratuitamente.
Proprio da quei ponti di osservazione ciò che si può notare è la Mode Gakuen Cocoon Tower, un grattacielo situato nel quartiere finanziario di Nishi-Shinjuku. Alto 203 metri, è costituito da 50 piani al cui interno trovano spazio tre scuole: una di moda (la Tokyo Mode Gakuen), una di design (la HAL Tokyo and Shuto Ikou) e una di medicina. L'architettura, anch’essa progettata da Tange, dona al grattacielo una forma a bozzolo creata dalla forma spanciata dei tubi in alluminio bianchi (curtain wall) attorcigliati che salgono in diagonale.

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Shinjuku non è solo modernità, ma è anche la sede di uno dei più grandi e più piacevoli parchi di Tokyo: Shinjuku Gyoen, dove la vista dei ciliegi in fiore è rinomata per essere tra le migliori del paese. Il parco è stato aperto al pubblico nel 1949 dopo essere stato il giardino della famiglia Imperiale dal 1903.
I quartieri del distretto

Photo credits: Gor Badoyan
Tra i più famosi e discussi, ecco Kabukichou, situato a nord-est della stazione. Esso è il più grande quartiere a luci rosse del Giappone, e forse è proprio per questo che ad annunciarne l’ingresso c’è una grandissima insegna luminosa rossa. La storia di questo quartiere è davvero curiosa: il suo nome proviene da un teatro kabuki che non fu mai costruito. Dal 1872, quinto anno dell'Era Meiji, quando in Giappone furono revocate le leggi che regolavano i rapporti con le geishe e le prostitute, Kabukichou divenne il principale quartiere a luci rosse della città di Tokyo. Successivamente le leggi contro la prostituzione divennero più ferree e dopo la seconda guerra mondiale il quartiere fu sottoposto ad alcuni tentativi atti a cambiare la sua immagine. Fu quindi fatto il tentativo di trasferire qui il teatro Kabuki-za di Ginza, distrutto da un incendio, ma alla fine il teatro fu ricostruito a Ginza, mentre a Kabukicho rimase solo il nome.
Un altro teatro fu comunque costruito a Kabukichou, il teatro Koma, che si trova in un edificio che contiene alcuni bar e discoteche.

Photo credits: Benjamin Hung
A Kabukichou comunque non si dorme mai e questa zona vanta numerosi ristoranti, bar, discoteche, "hotel dell'amore" e una varietà di strutture a luci rosse per tutti i sessi e gli orientamenti. Camminare per Kabukichou può essere rischioso in fatto di spese. I costi sono esorbitanti poichè tutto è gestito esclusivamente dalla Yakuza, uno dei motivi per cui Kabukicho è anche uno dei quartieri più sicuri di Tokyo in quanto c’è un attento controllo nelle varie attività. Proprio qui, in un dedalo di stradine ci si imbatte nel Golden Gai (la via dorata) in cui una serie di piccolissimi bar molto particolari fanno capolino. I posti a sedere al loro interno sono pochi, dai 2 ai 5, e spesso sono situati anche negli scantinati! Destreggiandosi tra di essi, si possono udire risate fragorose e spiando all’interno intravedere personaggi eccentrici, scrittori, registi e qualche turista curioso. I piccoli locali possono essere anche a tema, ma in ognuno di essi ciò che si può sempre bere è lo yamazaki, un particolare whisky giapponese.
Svincolandosi dal Golden Gai, troviamo Ichigaya, sede del Ministero della Difesa. Okubo, ricca di negozi di gestione coreana che vendono cibo tradizionale e gadget classici della cultura pop coreana. Inoltre vi si trovano bar a tema coreani, club a luci rosse e ristoranti. Shinjuku ni-chome, il quartiere gay di Tokyo e infine Takadanobaba. Quest’ultima, è una zona prevalentemente frequentata dagli studenti delle vicine Università di Waseda e Università Gakushuin. Qui sono presenti scuole di preparazione e intrattenimento, molti bar e Izakaya. L’Izakaya, composto dalle parole "i" (sedersi), saka (sake) e ya (negozio), è un tipico locale giapponese che vende bevande accompagnate da cibo, una sorta di pub.
Il simbolo di Takadanobaba è il "Big Box", un grande edificio a forma di scatola, a fianco della stazione.

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Sacro e profano

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Sembra incredibile, eppure è proprio tra i grattacieli di Shinjuku che si apre uno spazio di pace e preghiera: il Tempio shintoista Hanazono. Fu fondato nel 1600 ed è una delle mete degli uomini d’affari in quanto il tempio è dedicato alle divinità del successo economico. E’ una tappa quasi fondamentale per i turisti che, dopo aver camminato per la caotica Shinjuku, vogliono concedersi un po’ di riposo e, ogni domenica, curiosare il mercatino dell’antiquariato. Tanti sono i festival e gli eventi religiosi che hanno luogo ad Hanazono, il principale si tiene nell’ultimo week-end di maggio, il Jinja Reitaisai. In questa occasione si svolge una modesta processione nella quale il piccolo altare mikoshi viene portato a spalle dai fedeli. All’esterno del tempio 100 stands di ogni tipo affollano lo spazio circostante offrendo un perfetto intreccio tra il sacro ed il profano.

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Da Samara a Sadako: Il segreto millenario di "The Ring"
Tutti conosciamo la bambina che esce dal televisore. Nel 2002, il remake americano The Ring con Naomi Watts ha terrorizzato l'Occidente, incassando milioni e rendendo Samara Morgan un'icona horror al pari di Freddy Krueger. Ma dietro i capelli corvini e il pozzo maledetto si nasconde un'anima profondamente giapponese, nata dalla penna dello scrittore Kōji Suzuki.

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Sadako: Il fantasma della vendetta
Nella versione originale giapponese (Ringu), la protagonista non è una bambina, ma una giovane donna di nome Sadako Yamamura. A differenza dei "cattivi" slasher americani, Sadako è un'entità tragica. Nel prequel Ringu 0: Birthday, scopriamo che era una ragazza dotata di poteri psichici oscuri, perseguitata e infine uccisa dal suo stesso patrigno, che la gettò in un pozzo sigillandolo. L'odio accumulato in trent'anni di agonia ha trasformato il suo spirito in una maledizione tecnologica: una videocassetta che condanna chiunque la guardi a morire entro sette giorni.

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La leggenda di Okiku e il pozzo
Il pozzo di Sadako non è un'invenzione moderna. Suzuki ha attinto a una delle leggende più famose del Giappone: Banchō Sarayashiki (La storia di Okiku).
La leggenda, protagonista anche nel teatro Kabuki, narra di Okiku, una bellissima serva che lavorava per un crudele samurai. Esistono diverse varianti, ma la più celebre racconta che il samurai, rifiutato dalla ragazza, nascose uno dei dieci preziosissimi piatti di porcellana del suo servizio, accusandola del furto. Disperata e incapace di trovare il decimo piatto, Okiku venne uccisa e gettata in un pozzo (che si dice si trovi ancora oggi nel castello di Himeji). Da allora, il suo fantasma emerge ogni notte contando ossessivamente: "Uno... due... tre... nove...", per poi scoppiare in un pianto straziante non trovando mai il decimo.

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Perché Sadako ci fa così paura?
Il successo di The Ring risiede nella figura dello Yūrei: il fantasma giapponese che torna dal mondo dei morti perché ha lasciato un conto in sospeso.
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I capelli sul volto: Nel folklore, servono a nascondere i tratti deformati dalla morte o dalla rabbia.
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La pelle nivea e l'abito bianco: Sono i colori del lutto in Giappone (il Kyatabira, la veste funebre).
Sadako (o Samara) non è solo un mostro; è la personificazione di un trauma mai risolto. Che sia attraverso un pozzo di pietra o uno schermo a LED, la sua storia ci ricorda che il passato, se non viene onorato, trova sempre un modo per tornare a galla.

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