Japan Folklore: Tennin

Tennin

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Le radici del Buddhismo in Giappone sono molto profonde e seguono di pari passo la storia del paese, evolvendosi con esso. Il Buddhismo giapponese infatti è costituito in buona parte dalla continuazione o dall'evoluzione delle antiche scuole del Buddhismo cinese. Alcune di queste scuole oggi estinte nel paese d'origine, introdotte nell'arcipelago nipponico in epoche diverse hanno qui continuato a vivere e a mutare.

Inoltre, l'introduzione della scrittura e della cultura cinesi, che sono all'origine della Storia del Giappone propriamente detta (VI secolo) fu veicolata anche da rapporti di carattere religioso. I monaci buddhisti rimarranno per lungo tempo i tramiti e gli interpreti più importanti della cultura continentale in Giappone.

Le Creature Celestiali

Quando si parla di Buddhismo, siamo portati a pensare immediatamente a Buddha. In realtà ci sono figure molto importanti affiancate a Buddha che risiedono assieme a lui nel paradiso buddhista. Tra queste figure troviamo i Tennin, frutto anch’essi di un lungo processo di assimilazione e trasformazione.

I Tennin , il cui nome è composto dai kanji 天 che significa cielo e 人 persona, sono letteralmente "creature celestiali", esseri spirituali. Essi comprendono gli HITEN 飛天, le creature volanti, gli UCHUU KUYOU BOSATSU 雲中供養菩薩, Bodhisattva seduti su delle nuvole, le TENNYO 天女, le fanciulle celestiali, i TENNOTSUKAI 天の使い, i messaggeri celesti e i KARYŌBINGA 迦陵頻伽, i quali sono assistenti celestiali che appaiono in varie forme, ma solitamente sono creature con il corpo di uccello e la di un Bodhisattva.

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Costoro non sono oggetti di culto, anche se la gente accorda loro una certa venerazione mettendo fiori, acqua e riso ai loro piedi. La loro funzione è quella di proteggere la legge buddista servendo il DEVA ovvero il gruppo TENBU, divinità che includono esseri divini e creature soprannaturali come il Drago, l'uomo-uccello Karura e le Ninfe Celestiali.

La maggior parte ha origine nelle precedenti tradizioni vediche dell'India. Il termine sanscrito per questi esseri celesti è Apsara, ed esso si riferisce alle bellezze divine e ai ballerini che popolavano la corte di Lord Indra nella mitologia indù. In Giappone, il termine Apsara è reso come TENNIN.

Nell'arte, appaiono più frequentemente come ballerini e musicisti che adornano statue, dipinti e templi in Cina, Giappone e Sud-Est asiatico. I loro attributi non sono chiaramente specificati nei testi buddisti e quindi il loro aspetto è piuttosto vario. In Giappone, vengono spesso mostrati in piedi o seduti sulle nuvole o mentre volano in aria in pose aggraziate. Spesso sono intenti a suonare strumenti musicali o a spargere fiori per lodare gli dei, e di solito indossano indumenti celesti leggeri e fluttuanti, impreziositi da sciarpe di garza, i Tenne.


Japan History: Hattori Hanzō

Hattori Hanzō

Hattori Hanzō (服部 半蔵, ~1542 – 4 Novembre, 1596), conosciuto anche come Hattori Masanari o Hattori Masashige (服部 正成), è stato un samurai dell'era Sengoku. È famoso per aver salvato la vita di Tokugawa Ieyasu e per averlo aiutato a diventare il dominatore del Giappone.

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Era il figlio di Hattori Hanzō Yasunaga (服部 半蔵(半三) 保長), samurai minore al servizio del clan Matsudaira (successivamente Tokugawa). In seguito, per via delle tattiche utilizzate per le sue operazioni, gli venne dato il soprannome di Oni no Hanzō (鬼の半蔵, Demone Hanzō). Ciò per distinguerlo da Watanabe Hanzo (Watanabe Moritsuna), il cui soprannome era Yari no Hanzō (槍の半蔵 Lancia Hanzō).

Si narra che Hanzō iniziò il suo addestramento sul monte Kurama a nord di Kyōto all'età di 8 anni, divenne un guerriero esperto a 12 anni e fu riconosciuto come maestro samurai a 18.

Combattè la sua prima battaglia a 16 anni (un attacco notturno al Castello di Udo). Successivamente, riuscì a portare a termine con successo il salvataggio delle figlie di Tokugawa al Castello di Kaminogō, nel 1562, prendendo poi d'assedio il Castello di Kakegawa nel 1569.

Si distinse inoltre nelle battaglie di Anegawa (1570) e Mikatagahara (1572).

Secondo il Kansei Chōshū Shokafu, una genealogia di grandi samurai completata nel 1812 dallo shogunato Tokugawa, Hattori Hanzō rese meritevole servizio a Mikatagahara, diventando poi comandante dell'Unità di Iga costituita da 150 uomini. Catturò infatti una spia di Takeda Shingen chiamata Chikuan e, quando le truppe di Takeda invasero Totomi, Hanzō contrattaccò con soli 30 uomini presso il fiume Tenryū.

Durante la guerra Tenshō Iga, nel 1579, difese il paese natale dei ninja nella provincia di Iga dalle mire di Oda Nobukatsu, secondo figlio di Oda Nobunaga. E di nuovo combattè valorosamente nel 1581, questa volta però senza successo, per prevenire che la provincia di Iga venisse eliminata dalle forze sotto il comando personale dello stesso Nobunaga.

Il suo più grande contributo arrivò però nel 1582, dopo la morte di Oda Nobunaga. Guidò infatti il futuro shogun Tokugawa Ieyasu verso la salvezza, nella Provincia di Mikawa, attraversando il territorio di Iga con l'aiuto dei rimanenti ninja locali. Hanzō sembra abbia anche aiutato a salvare la famiglia di Ieyasu che era stata catturata.

Prestò servizio durante l'assedio di Odawara e fu premiato con 8,000 koku. E nel momento in cui Ieyasu entrò Kantō, ricevette altri 8,000 koku, 30 yoriki e 200 pubblici ufficiali a suo servizio. Si diceva inoltre che Ieyasu avesse cominciato a assumere al suo servizio più ninja di Iga con Hanzō come leader.

Hanzō era famoso per essere un esperto stratega e maestro nella lotta con la lancia. Fonti storiche dicono che trascorse gran parte dei suoi ultimi anni come monaco sotto il nome di "Sainen",  e che avesse costruito il tempio Sainenji. Tempio eretto per commemorare il figlio maggiore di Tokugawa Ieyasu, Nobuyasu. Nobuyasu infatti era stato accusato di tradimento e di cospirazione da Oda Nobunaga e gli era stato ordinato di fare seppuku da suo padre Ieyasu. Hanzo fu chiamato come suo secondo ufficiale per mettere fine alle sofferenze di Nobuyasu. Ruolo che rifiutò non volendo sollevare la spada sulla discendenza del suo stesso signore. Sembra che Ieyasu, dopo aver saputo delle traversie affrontate da Hanzo, avesse apprezzato la sua lealtà e disse: "Anche un demone può versare lacrime".

Alcuni racconti gli attribuiscono abilità sovrannaturali come il teletrasporto, la psicocinesi, e la precognizione. Tutto ciò ha contribuito a renderlo sempre più importante nella cultura popolare. Morì all'età di 55 anni.

Dopo la sua morte, il 4 Novembre 1596, a succedergli fu suo figlio, il cui nome era sempre Masanari scritto però con kanji differenti. Ricevette il titolo di Iwami no Kami ed i suoi uomini di Iga furono posti a guardia del Castello di Edo, il quartier generale del governo del riunito Giappone. Ad oggi, è ancora possibile vedere una parte dell'eredità lasciata da Hanzō. Il Palazzo Imperiale di Tokyo ha ancora un cancello chiamato Hanzō's Gate (Hanzōmon), con una omonima linea metropolitana Hanzōmon.

Hattori Hanzō nella cultura di massa

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Come figura storica e protagonista di uno dei più grandi periodi della cultura dei samurai in Giappone, Hattori Hanzō ha molti ammiratori, sia Giapponesi che non. Nella cultura moderna è spesso associato ai ninja di Iga.

Molti film, speciali e serie tv sulla vita di Tokugawa Ieyasu descrivono gli avvenimenti menzionati sopra. L'attore Sonny Chiba ha interpretato il suo ruolo nella serie Hattori Hanzô: Kage no Gundan (Guerrieri dell'ombra), in cui lui e i suoi discendenti sono i personaggi principali.

La sua vita ed il servizio reso a Tokugawa Ieyasu sono stati ripresi nella manga  Path of the Assassin, mentre il giovane Hanzō è il personaggio principale del manga Tenka Musō.

Il romanzo The Kouga Ninja Scrolls ed i suoi adattamenti ritraggono i 4 Hattori Hanzo che hanno servito come capi ninja sotto il comando di Tokugawa Ieyasu.

Hanzō appare anche nel romanzo Fukurō no Shiro (Owl's Castle), nonché in tutta una serie di manga. Nel manga ed anime Gintama ad esempio è presente un personaggio parodia chiamato Hattori Zenzo, mentre nel manga Naruto il personaggio chiamato Hanzō è il leader del villaggio segreto di ninja Amegakure. In Samurai Deeper Kyo, un inusuale colpo di scena rivela che Hattori Hanzō è in realtà Tokugawa Ieyasu travestito. Compare anche in Tail of the Moon, e nel live-action Goemon, oltre che nell'episodio "Spartan vs. Ninja" del programma televisivo Deadliest Warrior.

Hattori Hanzō appare come un personaggio ricorrente nella serie di video game Samurai Shodown della SNK, apparendo in ogni gioco della serie, nonché nell'adattamento anime. Fa alcune comparse anche nella serie The King of Fighters. In World Heroes, un altro videogame della SNK, Hanzō è uno dei personaggi principali insieme al suo rivale Fūma Kotarō. Nel video game Samurai Warriors è invece ritratto come un ninja altamente qualificato, molto leale a Tokugawa Ieyasu. Appare anche in diversi altri video game come Taikou Risshiden V, Kessen III, Civilization IV: Beyond the Sword, Shall We Date?: Ninja Love, Pokémon Conquest, Sengoku Basara: Samurai Heroes, e la serie Suikoden. Nell’edizione limitata di Total War: Shogun 2 è il capo del Clan Hattori, una delle fazioni che lottano per la supremazia in Giappone, e ha una unità DLC chiamata"Hanzo's Shadows".

Alcuni lavori, come il gioco di carte collezionabili Force of Will, la serie Hyakka Ryōran, l'anime Sengoku Otome: Momoiro Paradox, ed il video game Yatagarasu, lo reimmaginano come ninja donna.

Nel film Kill Bill, Hattori Hanzō è il nome di un abilissimo maestro forgiatore di letali spade che ha creato una katana speciale per la protagonista, nonostante avesse giurato a sè stesso che non avrebbe più realizzato strumenti di morte.


Japan Travel: Aokigahara

Aokigahara

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Jukai, il mare di alberi in cui affogare la propria anima

Ai piedi del Monte Fuji, nata dall’eruzione del vulcano Nagaoyama nell'864 d.C., sorge Aokigahara (青木ヶ原) più conosciuta con il nome di Jukai (樹海, mare d'alberi).  È una fitta foresta di 35 km² costituita da caverne e una intricata vegetazione di cipressi, querce e arbusti tra cui il fiore della neve giapponese. La sua particolare conformazione non permette il passaggio del vento e dei raggi solari donandole un aspetto spettrale e silenzioso. In inverno la fitta nebbia che la circonda ne vieta l’accesso ai visitatori incapaci persino di trovarne l’entrata.

Quella di Aokigahara è una triste storia poichè lasciare i sentieri ufficiali significa perdersi nella sua immensa struttura labirintica. Coloro che solitamente abbandonano il percorso stabilito hanno una sola intenzione: il suicidio. Non è difficile quindi imbattersi in cartelli sia in lingua giapponese che in inglese che cercano di dissuadere le persone dalle macabre intenzioni.

“La tua vita è un dono prezioso ricevuto dai tuoi genitori” 

“Per favore, rivolgiti alla polizia o un medico prima di commettere suicidio“

“Non restare da solo con i tuoi problemi, parlane!”

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La Foresta Dei Suicidi

Dal 1950 ad oggi, le statistiche di Jukai danno i brividi: dai 30 ai 105 suicidi l'anno. Nel 1970 il governo giapponese decise di costituire una speciale ronda annuale, composta da ufficiali di polizia, volontari e giornalisti. Questa ronda è addetta alla ricerca e alla rimozione dei cadaveri, ma ciò non esclude la terribile possibilità di imbattersi in scheletri e corpi putrefatti camminando per la foresta. Spesso è possibile trovare anche degli Ema: delle tavolette sulle quali sono scritte maledizioni contro coloro che spinsero le persone a togliersi la vita.

Allontanarsi dal sentiero ufficiale vuol dire anche incontrare nastri colorati tesi tra gli alberi, e questo perchè non tutte le persone che si inoltrano nella foresta hanno deciso di morire. Alcuni vogliono semplicemente riflettere e questi fili sono necessari per ritrovare la strada nel caso si decidesse di vivere. Seguire quei percorsi porta quasi sempre a qualcosa però: qualche oggetto, una tenda abbandonata e, nel peggiore dei casi, al corpo senza vita di chi ha fatto la scelta sbagliata.

C'è un'altra particolarità che rende Aokigahara inquietante e misteriosa: gli smartphone e tutti i dispositivi elettronici smettono di funzionare all'interno della boscaglia e le bussole impazziscono. Ritrovare il nord è impossibile. Tutto questo è causato dall'alto tasso di magnetite, il minerale con le più forti proprietà magnetiche.

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Gli spiriti di Jukai

Nei tempi antichi si raccontava che in essa vi risiedessero i Kodama (木魂), gli spiriti degli alberi che imitano le voci dei defunti. Poiché essi possiedono poteri sovrannaturali, abbattere un albero ritenuto dimora di un kodama è considerato fonte di sventura. I giapponesi usano quindi marcare i tronchi di quegli alberi con una corda sacra detta Shimenawa. Al contrario, vedere un kodama è reputato un buon auspicio perché significa che il luogo è vitale e pieno di energia positiva.

Ma i Kodama non sono i soli esseri che si dice popolino questo luogo. La foresta sembra infatti essere infestata da veri e propri fantasmi, gli Yurei. Il termine si compone del kanji yū (幽 "flebile", "evanescente", ma anche "oscuro") e rei (霊 "anima" o "spirito"). Gli Yurei incarnano le anime dei defunti morti di morte violenta, perchè suicidi o perchè assassinati. Incapaci di lasciare il mondo dei vivi e raggiungere in pace l'aldilà hanno bisogno di portare con sé altre vite.

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Romanzi e Film nella cultura di massa

Nel 1960 venne pubblicato Nami no tō (波の塔) “Tower of Waves” di Seichō Matsumoto, che parla di due amanti che si tolgono la vita nella foresta. Jukai viene descritta da Matsumoto come “la più bella foresta abbandonata e selvaggia che esiste.. Un posto perfetto per morire in segreto”.

Negli anni più recenti Hollywood ha dato vita a una serie di pellicole. Nel 2013 esce "Grave Halloween" in cui una giovane donna si reca a Aokigahara con degli amici per ritrovare il corpo della madre, una biologa scomparsa nella foresta. Nel 2015 viene alla luce "La foresta dei sogni", diretto da Gus Van Sant, la cui trama vede un uomo statunitense che si reca a Aokigahara per togliersi la vita e lì incontra un uomo giapponese con le stesse intenzioni. Mentre nel 2016 invade le sale cinematografiche l'horror-thriller "Jukai - La foresta dei suicidi" in cui una ragazza viaggia fino a Aokigahara per ritrovare la sorella gemella di cui non ha più notizie.


Japan Travel: Pellegrinaggio di Yanaka - La Tokyo nascosta

La Tokyo nascosta: pellegrinaggio alla ricerca della buona fortuna.

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Il rapporto che i giapponesi hanno con la religione, e soprattutto con la spiritualità, è molto particolare. Non molto eclatante, a volte nascosto, ma è un legame sempre presente, fatto di piccoli gesti quotidiani e rituali. A volte, in occasioni particolarmente importanti o in periodi difficili si fa visita a questa o quella divinità per chiedere protezione e benevolenza. Tra le divinità più venerate in tutto il Paese ci sono quelle che vengono chiamate le 'Sette Divinità della Fortuna', in giapponese Shichi Fukuji (七福神).Non è quindi inusuale trovare brevi percorsi di pellegrinaggio in onore di questi dei.

Queste sette divinità sono arrivate in Giappone ormai secoli fa, e sono frutto di un lento processo di assimilazione. Processo che ha visto fondersi insieme Buddismo, Induismo, Taoismo e Shintoismo ovviamente. Camminando per un percorso prestabilito si toccano i templi di tutte e sette le divinità collezionando timbri o iscrizioni a commemorazione della visita.
Questi pellegrinaggi sono più frequenti durante le prime due settimane dell'anno. Questo è infatti il periodo in cui, secondo le antiche tradizioni giapponesi, le sette divinità approdano a terra con la loro 'nave dei tesori' distribuendo doni e buona fortuna a tutti.

Soltanto a Tokyo ci sono più di 20 percorsi di questo tipo e quello di cui vogliamo parlarvi oggi vi porterà alla scoperta di Yanaka.
Yanaka è una piccola perla risalente all'epoca Edo, incastonata tra alti palazzi, vie dello shopping e il famoso parco di Ueno. Il suo cuore antico ha saputo mantenersi intatto, ed è spesso meta di molti turisti che vogliono ritrovare nella grande metropoli un assaggio del suo passato.

Pellegrinaggio attraverso Yanaka

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Questo percorso attraverso Yanaka inizia dalla stazione di Tabata, facilmente riconoscibile essendo una delle fermate della Linea Yamanote, che collega con il suo percorso circolare, tutte le zone di attrazione principale della città.

La vostra prima tappa sarà il tempio Tokakuji, a poca distanza dalla stazione.
Essendo questa la prima tappa del pellegrinaggio, qui potrete acquistare il rotolo rappresentante le sette divinità che poi vi verrà segnato ad ogni tappa.
Questo tempio ospita Fukurokuji, divinità che come suggerisce il nome stesso è il dio della saggezza, della ricchezza e della longevità. Spesso rappresentato calvo e con una fronte sproporzionatamente alta, è accompagnato da una gru e una tartaruga, simboli di longevità. A volte è presente un cervo nero. La sua statua è collocata nel giardino retrostante il tempio che viene aperto al pubblico solo per il Nuovo Anno.

Ma nonostante il tempio sia dedicato a Fukurokuji, la prima cosa che attirerà la vostra attenzione all'ingresso saranno due statue Nio. Queste due statue si ergono a protezione del tempio e anche dei malati che ne chiederanno la protezione. Si ritiene infatti che abbiano poteri curativi.
Se soffrite per qualche malanno, acquistate l'apposito foglietto di carta rossa presso il tempio e attaccatelo sulla statua li dove avvertite dolore. La divinità vi guarirà.

Sempre qui, potrete acquistare una mappa del percorso, per facilitarvi la strada.

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La seconda tappa è il tempio Sei'un-ji, conosciuto anche come Hanamidera. Come suggerisce il nome, il tempio era, ed è ancora oggi, una meta particolarmente adatta ad assistere alla fioritura primaverile. Questo è possibile grazie agli alberi di ciliegio e alle azalee qui piantate nel XVIII secolo. Il tempio è dedicato al dio Ebisu, il più giovane tra i sette, divinità del commercio e protettore di pescatori e lavoratori, ma anche dei bambini piccoli.

Ad appena un minuto di distanza, si trova il terzo tempio del pellegrinaggio, il tempio Shusei-in che ospita Hotei. Questa divinità, conosciuta anche come il Budda che ride, è rappresentata come un uomo calvo e panciuto, dal sorriso bonario che spesso accompagnato da bambini. Hotei potrebbe essere associato al nostro Babbo Natale in quanto anche lui porta con se un sacco di doni che elargisce soprattutto ai bambini.
La statua di Hotei nel tempio Shusei-in è particolarmente bella. Fermatevi a pregare presso di essa, ma anche ad ammirare i murales dipinti che caratterizzano il tempio.

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Un pò più defilato è il tempio Choan-ji, la vostra tappa successiva.
Qui trova la sua dimora Jurojin, divinità della longevità. La sua rappresentazione è molto simile a quella di Fukurokuji ed è per questo che queste due divinità vengono spesso sovrapposte. Ma è possibile trovare anche Itabi, delle statuine erette per preservare il riposo delle anime dei morti risalenti al periodo Kamakura (1185-1333) e Muromachi (1336-1573). Il tempio Choan-ji ne ospita ben tre risalenti a questo periodo.

Superato questo tempio, dirigetevi verso il Cimitero di Yanaka e la vostra prossima destinazione sarà il tempio Tennoji. Esso vi accoglierà al suo ingresso con una grande statua di Budda risalente alla fine del 1600. Ma il vostro obbiettivo principale sarà un piccolo altare alla vostra destra. Qui risiede Bishamonte, il dio guerriero, rappresentato con una lancia e una pagoda tra le mani, a simbolo della sua duplice natura. È il dio dei guerrieri che punisce i malvagi, e l'associazione con il pacifico predicatore Budda non deve stupire. Bishamonten infatti, noto anche come Tamonten, è anche il protottero dei luoghi in cui Budda predica.

Penultima tappa di questo pellegrinaggio è il tempio Gokoku-in, dimora del dio Daikokuten, divinità della ricchezza e dei raccolti, ma anche protettore della casa e in particolare della cucina. Da notare un piccolo palco nel cortile antistante il tempio utilizzato per rappresentazioni in onore della divinità.

L' ultima tappa, forse quella più bella, vi porterà ad attraversare il parco di Ueno fino ad arrivare al stagno Shinobazu e al tempio Bentendo.
Benten è ospitata in questo tempio, dea delle arti e della musica. Questa divinità si dice essere più felice quando è circondato dall'acqua, ecco perchè il tempio si trova vicino a questo stagno, e il suo simbolo è un liuto. Benten è anche la divinità della conoscenza e della saggezza, visitata quindi anche da coloro che desiderano avere successo sul lavoro o per un esame.
Il tempio, seppure una ricostruzione moderna, resta fedele alla struttura originaria ed è particolarmente riconoscibile per i suoi colori brillanti. Dominanti sono il rosso, il bianco e il verde acqua.

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Qui termina il pellegrinaggio, ma lungo il percorso non mancano certo le distrazioni che renderanno ancora più piacevole il vostro viaggio.

Lungo il percorso

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Lungo la strada troverete una miriade di altri piccoli templi sia buddisti che shintoisti. Fate una passeggiata nell'antico quartiere di Yanaka Ginza, proprio alle spalle della stazione di Nippori e fermatevi a mangiare qualcosa ad uno dei tanti chioschetti tradizionali della zona.
Appena fuori da Yanaka troverete il piccolo tempio Kyooji, sul cui portone centrale è possibile ancora vedere dei fori di proiettile. Questi segni sembrano risalire alla battaglia di Ueno del 1868 durante la quale le truppe imperiali cacciarono via dalla allora Edo le truppe fedeli allo shogun.
Il cimitero di Yanaka poi vi darà modo di fare una piccola sosta. Un luogo di pace che vi sorprenderà ancora di più durante la fioritura dei ciliegi.
Per non dimenticare il Parco di Ueno, un piccolo gioiello verde nel cuore di Tokyo. Meta rinomata per la sua meravigliosa fioritura dei ciliegi, ospita al suo interno anche per il famoso Zoo di Ueno con i suoi panda.

Photo credits: Japan Italy Bridge

Nel parco, tra gli altri, è presente anche il tempio Toshogu con la sua pagoda, dedicato a Tokugawa Ieyasu. Nel periodo tra aprile e maggio sarà anche possibile entrare nel bellissimo giardino che ospita una piccola ma impressionante collezione peonie, uno dei fiori più amati dai giapponesi.

Non mancano poi musei e negozi tradizionali, in un viaggio alla scoperta di una Tokyo un pò diversa da quella che siamo abituati a conoscere, ma certo altrettanto affascinante.


Japan Italy: Utagawa Kuniyoshi

Utagawa Kuniyoshi

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Le connessione fra Italia e Giappone sono sempre più numerose, e un’altra recente testimonianza di questo legame è la mostra dedicata al maestro Utagawa Kuniyoshi allestita presso il Museo della Permanente a Milano.

Utagawa Kuniyoshi nacque il 1º gennaio 1798 con il nome di Yoshisaburō. Assunse poi, nel 1814, il nome con cui tutti lo conosciamo. Utagawa viene dal nome del suo maestro, Utagawa Toyokuni. Kuniyoshi invece è l’unione tra la seconda parte del cognome del maestro e la prima parte del proprio nome. Sin da piccolo aveva sviluppato una grande abilità nel disegno, attirando l’attenzione del famoso maestro di stampe ukiyo-e Utagawa Toyokuni.

Kuniyoshi è considerato uno degli ultimi grandi maestri della silografia giapponese Ukiyo-e (un genere di stampa artistica giapponese su carta, impressa con matrici di legno, fiorita nel periodo Edo). Sempre molto attento ai dettagli, specialmente negli abiti che rappresentava fine nei minimi particolari, questa abilità non stupisce essendo suo padre un tintore di seta. Amava sperimentare giocando spesso con l’uso del chiaroscuro e delle sfumature, e cercò anche di dare profondità alle sue opere.

Kuniyoshi realizzava spesso Trittici, Yoko-e, ovvero stampe in formato orizzontale o ‘panorama’, ma anche stampe singole. Alcune delle sue opere più famose sono Miyamoto Musashi e la Balena, Takiyasha la strega e lo scheletro spettro, Donna coraggiosa della provincia di Omi, Un giorno poco fortunato.

 

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I TEMI

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Diversi erano i temi più rappresentati da Kuniyoshi. I più famosi e ricorrenti sono i Gatti, Toko, le caricature, ma anche Eroi e Samurai. Kuniyoshi era un grande appassionato di gatti e ha prodotto molte stampe rappresentanti felini. Li aggiungeva spesso anche in altre opere, ad esempio quelle rappresentanti persone come decoro dei loro abiti.

 

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Eroi e Samurai

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Molte delle silografie di Kuniyoshi rappresentanti guerrieri e samurai sono ispirate a leggende e racconti di guerra noti quali La storia della famiglia Taira (Heike monogatari) e Ascesa e declino di Minamoto e Taira (Genpei Seisuiki).  L’aspetto innovativo delle sue stampe di eroi delle leggende popolari, che si differenziavano da altre opere analoghe del tempo,consisteva in una decisa accentuazione degli elementi fantastici. Ciò lo si nota in particolare nelle atmosfere cupe con apparizioni spettrali, nei presagi e nella rappresentazione dei condottieri come esseri quasi sovrumani. Questi aspetti fantastici si ritrovano per esempio in Taira Tomomori borei no zu e nel trittico del 1839 Gōjō no bashi no zu. In quest’ultima, viene rappresenta con efficacia la lotta violenta tra Yoshitsune e Benkei. Questo stile narrativo incontrava l’interesse del pubblico che in quegli anni era orientato ai temi dell’horror e del grottesco.

Figure Femminili e Teatro Kabuki

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A seguito della riforma governativa Tenpō degli anni 1841–1843, la diffusione di stampe e disegni di attori e cortigiane fu ufficialmente bandita. Tale riforma aveva infatti lo scopo di far fronte alla crisi economica in atto anche attraverso una limitazione degli spettacoli teatrali e il controllo pubblico dello sfoggio di lusso e sfarzo.

Questo può aver in qualche modo influenzato la produzione da parte di Kuniyoshi di stampe caricaturali o comiche, utilizzate per rappresentare attori e cortigiane in modo celato. Molte di queste stampe criticavano in modo sottinteso e umoristico persone legate allo shogunato.

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Per esempio, una stampa del 1843 raffigurava Minamoto no Yorimitsu addormentato, aggredito da Earth Spider e i suoi demoni. Questa silografia divenne popolare tra il pubblico insofferente alle nuove leggi suntuarie.

Verso la fine degli anni quaranta, Kuniyoshi ritornò alla produzione di stampe di attori di teatro Kabuki, eludendo ancora una volta la censura grazie al ricorso alla caricatura. Tra le opere di questo periodo, la più famosa è Nitakaragurakabe no mudagaki. Qui, in modo molto creativo, ha posto un testo elementare scritto in calligrafia infantile in caratteri kana sotto il viso dell’attore.

Il suo amore per i felini traspare anche nella rappresentazione di gatti che impersonificano la figura umana in stampe kabuki e in stampe dal tono satirico. Nel medesimo decennio sperimentò anche nuove composizioni, valorizzando elementi visivi per accentuare l’effetto drammatico.

Info e contatti

La mostra 'Kunyioshi. Il visionario del mondo fluttuante' espone una grande varietà di opere. 165 silografie policrome provenienti dalla Masao Takashima collection che ripercorrono la carriera del maestro. Prodotta da MondoMostre Skira e curata da Rossella Menegazzo, il percorso si divide in 5 sezioni tematiche. "Beltà", "Paesaggi", "Eroi e guerrieri", con una speciale sottosezione dedicata agli "Eroi Suikoden" (I briganti), "Animali e parodie", e naturalmente una sezione dedicata ai "Gatti".

Una mostra davvero interessante che rappresenta uno spaccato sull’universo Giapponese, e che potrete visitare fino al 28 gennaio.

PRENOTAZIONI VISITE GUIDATE GRUPPI E SCUOLE:

info@adartem.itwww.adartem.it

UFFICI STAMPA:

MondoMostre Skira
Lucia Crespi | tel. + 39 02 89415532 | lucia@luciacrespi.it
Federica Mariani | tel. +39 366 6493235 | federicamariani@mondomostre.it | www.mondomostre.it
Barbara Notaro Dietrich | tel. +39 348 7946585 | b.notarodietrich@gmail.com

INFOLINE E PREVENDITE:

tel. 0299901905 - www.vivaticket.it

BIGLIETTI (audioguida inclusa)

  • Intero: € 13,00
  • Ridotto: € 11,00
    Visitatori dai 6 ai 26 anni, portatori di handicap, gruppi (minimo 15 massimo 25 – dal lunedì al venerdì), insegnanti, militari, forze dell’ordine non in servizio, possessori Skira card;
  • Ridotto Speciale: € 8,00
    Giornalisti con tesserino ODG con bollino dell’anno in corso non accreditati dall’ufficio stampa
  • Ridotto Speciale: € 6,00
    Gruppi Scuole – dal martedì alla domenica (minimo 15 massimo 25 con tolleranza fino a 29), scuole di ogni ordine e grado;
  • Gratuito: € 0,00
    minori di 6 anni, guide turistiche abilitate con tesserino di riconoscimento, un accompagnatore per ogni gruppo, due accompagnatori per ogni gruppo scolastico, un accompagnatore per disabile che presenti necessità, giornalisti accreditati dall'Ufficio Stampa della Mostra, dipendenti della Soprintendenza ai Beni Paesaggistici e Architettonici di Milano, tesserati ICOM, guide turistiche (previa esibizione di tesserino di abilitazione professionale), componenti commissione vigilanza e vigili del fuoco (previa esibizione di tessera non nominativa);

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Japan Modern Culture: Kimi no Na wa - Your Name

Kimi no Na wa - Your Name

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Your name (titolo originale: 君の名は。- Kimi no Na wa.) è il fortunato film d'animazione giapponese diretto da Makoto Shinkai e prodotto dalla CoMix Wave Films. Tra il 2016, anno di rilascio, e il 2017 ha sbancato i botteghini non solo in Giappone ma in tutto il mondo.
L’opera ha i tratti di una storia d'amore adolescenziale, ma anche del thriller fantascientifico intriso di riferimenti alle tradizioni e alla cultura giapponese. Con continui cambi di prospettiva e balzi temporali, una animazione vivida e avvolgente, una colonna sonora che accompagna le scene e ne sottolinea i dettagli, Your name ha saputo conquistare milioni di fan.

La Storia

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Il centro della storia sono due ragazzi delle scuole superiori, Mitsuha Miyamizu e Taki Tachibana.
Mitsuha vive nel piccolo villaggio montano di Itomori nei pressi di Tokyo e ama passare il suo tempo con i suoi due amici Sayaka e Tessie. Ha una sorella più piccola e un padre, politico locale, che sembra essere poco interessato a loro. La madre invece è morta e le due sorelle vivono con la loro nonna. Mitsuha, come la nonna, è destinata a diventare una miko, sacerdotessa del tempio locale di cui la sua famiglia è custode. Ma è una vita che le sta stretta, oltre a causarle un pò di imbarazzo con i compagni. Ciò che desidera è trasferirsi nella sfavillante metropoli e vivere come una ragazza normale, anzi di essere nella prossima vita un bel ragazzo di Tokyo.

Taki invece vive proprio nel centro di Tokyo e conduce una vita normale divisa tra scuola, amici e il suo lavoro part-time. Nel tempo libero infatti fa il cameriere in un ristorante italiano, Il giardino delle parole, nome che è un chiaro riferimento ad una precedente opera di Shinkai. E' un ragazzo un pò irruento ma in fondo gentile che aspira a diventare architetto. Come gli altri colleghi di lavoro, è innamorato della bella collega Miki Okudera.

Un giorno però, la vita dei due protagonisti, che vivono senza sapere dell'esistenza l'uno dell'altra, viene sconvolta da qualcosa di impensabile. In quella che sembrava una mattina come tutte le altre i due si ritrovano, senza una spiegazione plausibile, a scambiarsi di corpo. Questi scambi continueranno per diverso tempo tanto che, superata l'iniziale sorpresa, i due cercano di adattarsi alla nuova condizione. Comunicando soprattutto tramite un diario sui rispettivi cellulari in un certo senso si aiuteranno a vicenda. Mitsuha, con il suo lato dolce e affabile, aiuterà Taki ad avere un appuntamento con la collega di cui è innamorato. Taki invece, con il suo temperamento, aiuterà Mitsuha ad affrontare i suoi compagni di scuola e ad essere più sicura di se. Non ci vorrà molto perché i due, pur non essendosi mai incontrati, comincino a provare qualcosa l’uno per l’altra.

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Un giorno Mitsuha racconta a Taki di una cometa che passerà sui cieli del Giappone proprio nel giorno del suo appuntamento con la bella Okudera. Ad Itomori è il giorno della festa d'autunno. Il ragazzo non capisce di cosa parli ma quando cerca per la prima volta di chiamare il cellulare di Mitsuha, il suo tentativo fallisce. Capisce che per loro non è più possibile scambiarsi i corpi e decide quindi di andare ad incontrarla di persona.
Quando finalmente scopre il nome del villaggio, scopre anche che era stato distrutto tre anni prima. Un frammento della cometa Tiamat era precipitato su Itomori, distruggendo quasi completamente il villaggio ed uccidendo un terzo degli abitanti, tra i quali anche Mitsuha.
Taki si reca allora al santuario del dio protettore locale, Musubi, sulla cima del monte Hida poco fuori dal villaggio. Dopo essere entrato nel luogo sacro decide di bere il Kuchikamizake, il sake preparato da Mitsuha e che lui stesso, nei panni di lei, aveva lasciato lì come offerta trovandosi di fatto a viaggiare indietro nel tempo. Rivede il passato di Mitsuha e si risveglia ancora una volta nel corpo della ragazza, poco prima della caduta della cometa. Consapevole di ciò che accadrà Taki fa di tutto per far si che gli abitanti del villaggio si rendano conto del pericolo. Ma sa anche che quella è la sua ultima occasione per vedere Mitsuha. Corre quindi ad incontrare la ragazza in cima al monte Hida, dove il suo corpo del futuro era rimasto. Qui, i due protagonisti riescono a vedersi, per pochi istanti, prima che le loro memorie vengano cancellate. L’impegno dei due giovani salva il villaggio cambiando così il corso della storia, ma allo stesso tempo lascia in loro un senso di vuoto. Questo distacco da qualcosa a cui non sanno dare né un nome né un volto li spinge a cercarsi pur non avendo più memoria l’uno dell’altra.

Il Successo

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Il film, proiettato in anteprima nel luglio 2016 in occasione dell'Anime Expo di Los Angeles, è stato poi distribuito nelle sale cinematografiche Giapponesi a partire da agosto. Da subito acclamato come un capolavoro, nella sua marcia trionfale ha attraversato ben 92 paesi incassando più di 355 milioni di dollari. Questo lo rende il primo anime per numero di incassi nella storia. Un traguardo che nemmeno gli autori stessi si aspettavano di raggiungere.
Questo successo commerciale lo ha reso il secondo film di animazione di maggior successo in patria dopo la Città incantata di Hayao Miyazaki. È in oltre il quarto film più visto secondo solo a Titanic e Frozen. Ma si è anche guadagnato la posizione di film di animazione giapponese più visto in diversi altri paesi del mondo.

Per quanto riguarda l’Italia, il primo trailer in lingua italiana è stato trasmesso solo dal 6 dicembre 2016. Successivamente, il film è stato proiettato in circa 160 sale dal 23 al 25 gennaio 2017 grazie a una collaborazione fra Dynit e Nexo Digital. Il successo di incassi è stato tale che ne sono state fatte diverse repliche, con un incasso totale è stato di circa 700.000 euro.

A guardare questi numeri non stupisce che il direttore Shinkai sia stato definito da alcuni come il successore di Hayao Miyazaki. Titolo che l’interessato ha molto umilmente rifiutato affermato di non esserne all'altezza

Temi e Simbologia

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L'ispirazione per la storia è arrivata all'autore da opere quali Inside Mari di Shūzō Oshimi o Ranma ½, così come anche da opere classiche come il Torikaebaya Monogatari risalente al periodo Heian (794 - 1185). Ma un'altra fonte di ispirazione per l'autore pare essere stato un antico poema della poetessa Ono no Komachi, che visse tra l’800 e il 900.
In una sua poesia la donna scrisse : "Forse ero assorta in pensieri d'amore quando chiusi gli occhi? Lui comparve. Se avessi saputo che era un sogno non mi sarei svegliata."

E in effetti più che scambiarsi di corpo i due protagonisti di Your name sognano l’uno dell’altra. Ciò è possibile perchè Mitsuha è una sacerdotessa devota al dio Musubi, la divinità che governa le esperienze e le connessioni umane. Quando Taki nel corpo di Mitsuha si rivela alla nonna, l’anziana donna non ne sembra sconvolta, anzi. Lei stessa infatti ne aveva avuto esperienza trattandosi di un particolare potere della famiglia, pur non ricordando più il ragazzo nei suoi sogni.

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Il tempio, situato in cima ad una montagna che sembra essere il cratere di una precedente apparizione della cometa, rappresenta un luogo sacro. Rappresenta il confine tra il regno degli dei e quello terreno, tra il regno dei vivi e quello dei morti. Per entrarvi, bisogna lasciare una parte di sé, e Mitsuha lascerà una parte di sè nel sake da lei preparato. La creazione del Kuchikamizake è una tradizione di famiglia Miyamizu, assieme alle danze tradizionali e all'intreccio dei fili. È un particolare metodo di creazione del sake che prevede la masticazione del riso per attivarne la fermentazione.

Sono molto importanti a questo proposito le parole pronunciate dalla nonna di Mitsuha:
“Musubi, è l’antico nome del dio guardiano di questi luoghi.
Intrecciare i fili è Musubi.
Il legame tra le persone è Musubi.
Lo scorrere del tempo è Musubi
Tutto questo è parte del potere della divinità.
I fili intrecciati che fabbrichiamo sono un dono della divinità e rappresentano lo scorrere del tempo stesso.
Essi convergono e prendono forma. Si curvano, si intrecciano. A volte si sciolgono, si rompono, e poi si riconnettono di nuovo.
Questo è Musubi. Questo è il tempo.
Musubi è anche condividere qualcosa con qualcuno.”

Queste parole, oltre a rappresentare un concetto spirituale molto profondo, rendono anche la forza del gesto compiuto da Taki quando beve il sake preparato da Mitsuha. Questo gesto infatti è un atto simbolico di connessione profonda in cui il giovane assume in sé una parte di Mitsuha e del suo potere spirituale permettendogli così di incontrarsi.

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Altrettanto simbolico è il fatto che i due giovani si incontrino al tramonto. Secondo le antiche leggende infatti, il tramonto è il momento in cui il confine tra il mondo degli spiriti e quello terreno si fa più labile. Ed è per questo che i giovani possono finalmente incontrarsi pur essendo Mitsuha morta 3 anni prima. I due dovendo però sacrificare i loro ricordi per poter tornare nel mondo terreno.
Un’altra leggenda giapponese trova spazio nella storia. Taki e Mitsuha sembrano infatti essere altresì legati da quello che molti conoscono come il ‘filo rosso del destino’ che si dice leghi due persone destinate a stare insieme. Filo rosso simboleggiato in questo caso da un laccetto che la stessa Mitsuha aveva realizzato e poi donato a Taki.

Shinkai, che come abbiamo detto non si aspettava il successo di pubblico planetario, ha affermato che era nelle suo intenzioni creare un film che avesse come target i giovani giapponesi. Voleva creare qualcosa che li spingesse a credere nel loro futuro.
Lui stesso ha detto: "Ho creato questo film sperando che il pubblico giovane potesse credere nel fatto che 'forse c'è quel qualcuno nella mia vita che magari non ho ancora incontrato, ma che potrei incontrare domani, o in futuro.' "

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Un altro tema importante affrontato dal film è quello della giustapposizione tra la piccola città rurale e la grande metropoli Tokyo, qualcosa che l'autore stesso ha sperimentato. Cresciuto infatti in un piccolo villaggio, si è poi trasferito a Tokyo, cosa che accomuna molti giovani giapponesi.
Qui vediamo Mitsuha, vive immersa nelle tradizioni locali, ma desidera la vita di città, mentre Taki, immerso nella vita di città, impara ad apprezzare il passato e le tradizioni.
Ancora una volta sono le parole della nonna a venirci in aiuto: "Anche se le parole sono andate perdute è importante mantenere le tradizioni ". Con questo sembra volerci ricordare da dove veniamo, contrapponendosi al figlio, politico locale corrotto, che ha scelto di abbandonare completamente il tempio.
Le antiche tradizioni rappresentano il sostrato fondante della comunità, ciò su cui il presente si basa e che lega tutte le persone insieme. E quello che le rende capaci di affrontare anche i periodi più bui.
Il giappone non è estraneo ai disastri naturali, basti ricordare il recente terremoto del 2011, o il grande terremoto del Kanto del 1923. E come dimenticare il disastro atomico che pose fine alla seconda guerra mondiale. Da tutto questo, il Giappone ha sempre trovato il modo di ripartire, ponendo un interesse sopra gli altri: come impedire che ciò che è accaduto una volta accada ancora. Non c'è da stupirsi allora che in questo film i due protagonisti cerchino di impedire quello che sarebbe una vera e propria tragedia.
L'obiettivo del film è quello di dare speranza, ma invita anche a non dimenticare mai le proprie radici e l'unione spirituale che esse possono creare.
Potremmo affermare quindi che Your name abbia una funzione quasi catartica per chi lo guarda.

Punti di Forza

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Che siate tra coloro a cui il film è piaciuto o meno, Your Name ha sicuramente diversi punti di forza oggettivi.
Primo fra tutti l'animazione e la resa molto realistica delle ambientazioni, come è nello stile dell'autore del resto. I paesaggi sono descritti nei minimi dettagli e i colori sono caldi e brillanti. Le immagini sono così vivide da trasmettere, anche solo con i loro colori, le emozioni vive e pure dei protagonisti, contribuendo quindi alla funzione catartica del film.
Pregevole è anche la colonna sonora che è stata composta dal vocalist della rock band giapponese Radwimps, Yojiro Noda.
A Noda, caldamente voluto dallo stesso Shinkai, è stata fatta una sola richiesta : “fare in modo che la musica fosse un complemento al dialogo o al monologo dei personaggi".
E considerati i risultati possiamo dire che proprio questa colonna sonora rappresenti una delle chiavi del successo di questo film.

Questo mondo sembra volermi tenere buono
Come desideri allora, io mi dibatterò splendidamente.
Your Name Theme song - Yojiro Noda

Eppure, nonostante le critiche positive, Shinkai ha affermato che il film è in realtà non è così riuscito come lo aveva pensato. La mancanza di tempo e di fondi lo hanno costretto a consegnare al pubblico un opera che lui stesso definisce incompleta.
Ha infatti affermato : "Ci sono cose che non abbiamo potuto fare, Masashi Ando (direttore dell’animazione) avrebbe voluto continuare a lavorarci ma ci siamo dovuti fermare per mancanza di tempo e soldi…. Per me è un lavoro incompleto, sbilanciato. La trama va bene ma non è perfetta. Due anni non sono stati sufficienti."

Prodotti correlati e remake

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Oltre al film, i prodotti correlati a Your Name comprendono altre opere, tra un romanzo, manga, guide al film e cd. Nel solo mese di dicembre 2016, le vendite di questi prodotti sono ammontate a circa 2,5 milioni di copie.
Il romanzo e il manga omonimi in italia sono editi dalla casa editrice J-Pop. Il film in versione Blu-ray e DVD normale, rilasciato nel luglio 2016, è arrivato in Italia nel novembre 2017.
Le vendite hanno confermato il successo delle sale cinematografiche.

Lo scorso settembre è stato anche annunciato che Kimi no na wa avrà presto un adattamento cinematografico hollywoodiano.
Il produttore scelto altri non è che J.J. Abrams (Star Trek, Mission impossible). L'annuncio ha già scatenato i molti fan del film ma anche i semplici curiosi. Molte sono le voci preoccupate che questo adattamento possa stravolgere quello che a tutti gli effetti viene considerato un capolavoro.
E i precedenti non sembrano giocare a favore di questo live action. E’ ancora recente la notizia che il direttore del remake Netflix di Death Note abbia dovuto chiudere il suo account Twitter dopo essere stato attaccato duramente per il lavoro svolto. Duri attacchi sono stati riservati anche ad un altra opera di animazione molto amata, Ghost in the shell, il cui film con Scarlett Johansson non ha proprio soddisfatto i fan.
Kimi no na wa certo non è un film semplice da adattare in ambientazione occidentale per via dei suoi numerosi richiami a particolari ambientazioni e a particolari riferimenti culturali e religiosi. Si pensi a Mitsuha e alla sua famiglia, custodi del tempio del dio Musubi e delle antiche tradizioni del villaggio.
Per quanto riguarda i luoghi invece, oltre ad Itomori che è un villaggio di fantasia, ci sono delle città reali. Non solo Tokyo, ma anche Hida, e lo stesso lago di Itomori è ispirato ad un famoso lago giapponese, il lago Suwa.
Solo il tempo ci dirà quale sarà il futuro di questo adattamento.

Trailer italiano:


Japan Folklore: Tradizioni Natalizie

Tradizioni Natalizie

Photo credits: Inside Japan Tours

Meri Kurisumasu!

In Giapponese “Buon Natale” si dice “Meri Kurisumasu” ed è scritto sia in Hiragana (めりーくりすます) che in  Katakana (メリークリスマス). Babbo Natale è invece conosciuto come  Santa-san (サンタさん、サンタクロース), importato direttamente dagli USA dove il pacioccone signore vestito di rosso è chiamato proprio Santa Claus.

Esiste però anche in Giappone una figura molto simile a Babbo Natale anche se non strettamente legata al Natale.  È Hotei-osho, un dio Giapponese della buona fortuna nella tradizione buddista, e anch’egli è solito portare doni.

Il Natale non è considerato come festa nazionale ma trovandosi tra il 23 dicembre, giorno del compleanno dell’attuale Imperatore Akihito, ed il 31 dicembre, spesso le scuole sono chiuse per il 25 dicembre. È considerato invece un normale giorno lavorativo per gli uffici. L’atmosfera a cui siamo generalmente abituati si può percepire già da fine ottobre: decorazioni, luci e musiche natalizie invadono le strade, i negozi e le stazioni.

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Le origini di Kurisumasu in Giappone

Il cristianesimo fu introdotto in Giappone dai missionari gesuiti e francescani nel XVI secolo. Durante i primi anni del cristianesimo molti cristiani furono arrestati, torturati e uccisi per via del loro credo. Solo nel XVII secolo le chiese ricominciarono a popolarsi e nel XX secolo diversi missionari tornarono in Giappone. Oggi i Cristiani del Sol levante sono circa l’1% della popolazione, e si può affermare che la diffusione delle tradizioni cristiane sia avvenuta sul finire del XX secolo. Il Natale è universalmente riconosciuto come festa per piccoli e grandi anche nel Sol Levante, seppur non considerato nel suo spirito religioso. Visto come un periodo di felicità, è diventata una tradizione irrinunciabile. In particolare, la vigilia di Natale è vista come l’occasione per le coppie innamorate di trascorrere del tempo insieme e scambiarsi regali. Anche le coppie sposate si concedono del tempo per se lasciando i bambini con Ji’i-san e Ba’a-chan (nonno e nonna).

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Le Tradizioni di “Kurisumasu”

Oltre allo scambio dei doni visto più come un gesto romantico tra fidanzati, ci sono altre due curiose tradizioni che rendono il 25 dicembre molto particolare in Giappone.

La prima è il Pollo Fritto e la seconda è la Torta di Natale.

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Questo periodo dell’anno è il più fruttuoso per i ristoranti della catena di fast-food KFC (Kentucky Fried Chicken). Qui le persone prenotano il loro pollo fritto in anticipo per il giorno di Natale. Tutto nacque da una campagna pubblicitaria lanciata in tutto paese proprio dalla catena americana negli anni 70: “Kurisumasu ni wa kentakkii!” (Kentucky for Christmas!). KFC se ne servì per attrarre la popolazione orientale offrendo loro un menù completo in confezione natalizia che comprendeva pollo, insalata e torta.

Photo credits: Google images

La Torta di Natale invece è in genere un semplice pan di spagna con panna e fragole decorata a tema natalizio.

Inoltre non è difficile in questo periodo udire le note di Jingle Bells e All I Want For Christmas Is You di Mariah Carey, oltre ad una vasta quantità di canzoni realizzate da gruppi e cantanti  giapponesi  come Nozomi Sasaki e Momoiro Clover Z.


Japan Travel: Nikkō

Nikkō - La città senza tempo

Poco distante da Tokyo, si trova una città che potremmo definire magica. Questa è Nikkō, letteralmente "La cittа della luce del sole”. Situata nella regione montuosa della prefettura di Tochigi, è una delle più famose mete turistiche del Giappone. Ricca di monumenti storici, è entrata nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. I suoi monumenti più famosi sono il Nikkō Tōshō-gū dedicato allo shogun Tokugawa Ieyasu e il Futarasan Jinja risalente al 767.

La città è inoltre immersa nella natura, con montagne, sorgenti termali e il Parco Nazionale di Nikkō dove si possono trovare diverse bellissime cascate.

Fra sacro e moderno

Il 20 marzo 2006 la vecchia città di Nikkō si è fusa con la cittа di Imaichi e le municipalità di Ashio, Fujihara e Kuriyama, dando come risultato la nuova città di Nikkō . Sacro e profano, una divisione ancora più marcata dal grande “ponte sacro” Shinkyo, tutto laccato di rosso e originariamente riservato all’imperatore e allo shogun. Oggi questo stesso ponte è percorso da centinaia di visitatori ogni anno per arrivare al Rinno-ji, il grande tempio conosciuto in particolare per la “Sala dai tre Buddha”.

I  monumenti

Dietro a questo tempio, si trova il Tōshō-gu, dove la grande famiglia Tokugawa aveva stabilito il suo santuario scintoista, facendolo diventare il più riccamente decorato del paese. Più di 15000 artigiani del paese parteciparono alla sua costruzione e con le sue dorature, i suoi colori brillanti, le sue linee sinuose, questo luogo di culto è considerato tra i più belli dell’architettura Momoyama (1573–1603). Ancora più famoso è il frontone della scuderia sacra, prettamente minimalista e conosciuto da tutti i giapponesi per le tre piccole scimmie scolpite nel legno: Mizaru ("la cieca"), Kikazaru ("la sorda") e Iwazaru ("la muta”). Esse simboleggiano infatti i precetti della setta buddista Tendai, ispirati da Confucio: non guardare il male, non pronunciarlo, non ascoltarlo.

Se avete un’intera giornata per esplorare la città, non potete perdere l’occasione di andare a visitare la statua del gatto addormentato che marca l’entrata alla tomba di Tokugawa Ieyasu. Successivamente, costeggiando il fiume Daiyagawa, potete trovare la passeggiata del Kanmanga Fuchi, una sontuosa camminata fra boschi e strane formazioni vulcaniche del monte Nantai. Alla fine di questa passeggiata, vi aspettano decine di statue di Jizō, protettore dei bambini, dove il tempo sembra essersi fermato.

Ad una distanza di 30 km, potrete poi trovare il magico lago di Chūzenji dove è possibile fare un’escursione in battello per arrivare alla spettacolare cascata Kegon no Taki e alle sorgenti di acqua calda di Yumoto Onsen.

Una città fra la storia e la modernità, fra montagne e laghi incantati, una piccola perla di storia a pochi passi dalla metropoli di Tokyo. Qui si può respirare ancora la classica sensazione della tradizione giapponese nel suo pieno. Una meta assolutamente da non perdere per tutti gli amanti di questa cultura e di questa nazione.

Come arrivare

Il treno è il mezzo più comodo e rapido per raggiungere Nikko dal centro di Tokyo.

Linea Tobu - Asakusa

Dalla stazione di Asakusa, facilmente raggiungibile raggiungibile via metro dai principali quartieri di Tokyo, potete prendere la linea Tobu che offre corse per Nikko ogni ora. Il costo per a/r è di circa 2800¥, il viaggio dura circa 2h ed è in assoluto l'opzione più economica. Il JR Pass non è valido su questa tratta.

info: Website della linea Tobu

Limited express - Shinjuku

Il JR limited express collega direttamente la stazione di Shinjuku con Nikko, il costo del biglietto a/r è di 8000¥. Sfortunatamente, il JR pass non copre completamente la tratta, sarà quindi necessario pagare un sovrapprezzo. Per prenotare la corsa basta consultare i sito della JR east.

Info: Sito di JR East

JR Shinkansen - Tokyo

Questo è il modo più comodo e più veloce per raggiungere Nikko, specialmente se siete in possesso del JR Pass. E’ possibile prendere il JR Tohoku Shinkansen dalla stazione Tokyo, ma dovrete cambiare treno ad Utsunomiya e continuare sulla JR Nikko Line. Il costo della tratta a/r è di 10000¥, sconsigliata per chi non ha il JR Pass.

Info: sito di Hyperdia

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