Japan Modern Culture: 令和 ReiWa, la nuova Era

令和: ReiWa, la nuova Era

Esattamente con un mese di anticipo sull'ascesa al trono del Principe Naruhito, il capo segretario di Gabinetto Yoshihide Suga ha annunciato l'inizio della nuova Era per il Giappone.

Reiwa, formato dai kanji 令 (rei) "buon auspicio", "ordinato" e 和 wa "armonia", "pace", riflette l’unità spirituale del popolo giapponese, poiché “la cultura nasce e si nutre quando le persone si occupano amorevolmente le une delle altre”, come ha spiegato il Primo Ministro Shinzo Abe subito dopo l’annuncio.

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Il tempo che scorre seguendo l’Era dell’ Imperatore

Nella cultura nipponica, gli intervalli di tempo nel corso della storia sono suddivisi secondo il sistema delle “Ere”, gengō (元号): esso prevede l’uso di due kanji che rappresentano le speranze, gli ideali e i buoni propositi per il periodo a venire, seguito dal numero dall’anno del mandato dell’imperatore. In base a questo sistema, dal 1989 l’era corrente è Heisei 31 (平成31), ovvero il 31esimo anno dell’Era Heisei (31 anni di “raggiungimento della pace” sotto la guida dell’Imperatore Akihito). Dal 1 maggio 2019 saremo ufficialmente nell’Era Reiwa (令和1 - Reiwa 1).

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Le radici di Reiwa

A differenza di tutte le epoche precedenti i cui nomi si ispiravano alla letteratura cinese, Reiwa affonda le sue radici nel Man’yōshū, 万葉集 “La Raccolta di diecimila foglie”, la più antica collezione di poesia giapponese giunta fino a noi. Gli autori appartengono a tutti i ceti sociali: membri della famiglia imperiale, contadini, soldati, artigiani e monaci. Tale scelta rompe la tradizione di oltre 1300 anni e possiede un valore altamente simbolico per il Giappone Moderno. Si auspica ad un’era di speranza e di unità e, soprattutto, un’era volta alla preservazione della natura. Reiwa affronterà un cammino volto all’armonia per dare forza ad una Nazione che nel corso della storia si è sempre rialzata con orgoglio in ogni avversità e che non si è mai tirata indietro.

Ma come si è deciso per questo nome?

La scelta è avvenuta tra una lista di 30 proposte preparate da esperti di letteratura e storia giapponese e cinese designati dal governo per questo importante compito. La procedura tradizionale prevede che il Governo effettui la scelta finale in una seduta di gabinetto, dopodiché il nome prescelto viene rivelato all’Imperatore in carica e questi prepara il decreto per la proclamazione della nuova Era.

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Naruhito, Imperatore del Trono del Crisantemo

Primogenito dell'attuale imperatore del Giappone Akihito e dell'imperatrice Michiko, Naruhito (皇太子徳仁親王) divenne principe ereditario al trono in seguito alla morte del nonno, l'Imperatore Hirohito nel 1989. Noto per le sue innumerevoli opere caritatevoli e una serie di funzioni imperiali assolte, egli diventerà il 126° Imperatore del Trono del Crisantemo (la monarchia mai interrotta più antica del mondo) il 1° maggio 2019 a seguito dell'abdicazione del padre il 30 Aprile 2019.

Le pagine bianche di un nuovo inizio

La parola Reiwa è così piena di serenità, anche solo nella sua pronuncia! L'armonia, la pace, l'equilibrio che contraddistinguono un popolo come quello del Sol Levante trova così la sua concretizzazione. Proprio negli ultimi giorni ho avuto un’idea fissa nella mente: "un nuovo inizio", ho persino scritto un mio pensiero intitolato "Inizia un nuovo capitolo", ed essermi svegliata con l'annuncio di questa nuova Era, mi ha scossa in positivo. Inoltre dopo aver ascoltato il discorso del Primo Ministro Abe, il mio cuore si è riempito di speranza. Mi piace la proposta di una maggiore apertura riguardante il lavoro per coloro che vengono dall'estero e credo che questo possa portare un futuro prosperoso per il Giappone a livello mondiale.
Lo spirito di coesione, di solidarietà e di pace può sembrare un'utopia, ma deve iniziare dal piccolo, da noi per poi diffondersi come le onde prodotte da un sassolino che cade nell'acqua.


Japan Italy Bridge interviews: KUDEN - Part 1

Siamo lieti di dare il via alla nostra iniziativa "Japan Italy Bridge interviews", che introduce nel mondo aziende giapponesi uniche nel loro genere, con un'intervista speciale al CEO di Gerbera Design Inc., Takahiro Sato.

Gerbera Design Inc. è la società dietro il marchio di moda KUDEN di TAKAHIRO SATO che ha gestito la massiccia campagna Kickstarter per la sua giacca Samurai Mode. La campagna ha avuto un tale successo che è stata finanziata per oltre il 1000% del suo obiettivo originale e ha raccolto molta attenzione da vari media in tutto il mondo. In questa occasione, ci è stata data l'opportunità di parlare con l'uomo dietro questo grande successo per saperne di più sulla sua storia, il futuro del suo marchio e le sue riflessioni sul Giappone e l'Italia.

 

ーー Per iniziare, presenta te stesso e la tua azienda.

Ciao. Sono Takahiro Sato, il designer di KUDEN di TAKAHIRO SATO (di seguito, KUDEN) e il CEO di Gerbera Design Inc. (qui sotto, Gerbera Design). Potete chiamarmi Tak.

Utilizzando l'esperienza che ho acquisito attraverso la perdita di un precedente business e i miei anni di gestione di un'attività nel settore dell'intrattenimento cimentandomi in giochi e giocattoli, ho avviato Gerbera Design, una società che fornisce servizi di consulenza a nuove imprese producendo anche lavori creativi come parte delle nostre operazioni.

Con la speranza di poter creare un luogo in cui poter lavorare in futuro insieme a mio figlio, che ha autismo e lieve disabilità intellettiva, ho lanciato il marchio di abbigliamento, KUDEN, sotto la guida di Gerbera Design come nuovo business con cui raggiungere un mercato internazionale.

 

ーー Cosa ti ha spinto a iniziare questa attività?

L'inizio dei miei sforzi imprenditoriali nel 2007 è stata la prima volta nel cominciare un'attività. Era una società di design di cui ero proprietario. A quel tempo, si scoprì che entrambi i miei genitori avevano il cancro e dal momento che dovevo prendermi cura di loro, io, che lavoravo in un grande gruppo aziendale nel settore dei giocattoli e videogame, lasciai il mio lavoro e iniziai il mio viaggio come imprenditore

Nonostante il duro lavoro che ho svolto con la società di progettazione che ho gestito, la società è crollata e il business è stato chiuso. Allora, ero un uomo d'affari terribile che causava problemi al mio personale e ai miei clienti e finivo persino per vivere lontano dalla famiglia che amo.

Ciò che mi ha convinto a provare di nuovo come uomo d'affari, io che ero una persona che aveva incontrato un fallimento così grande, è stato il desiderio di creare un luogo in cui poter, in futuro, lavorare insieme a mio figlio che è affetto da autismo autismo e ha una lieve disabilità intellettiva, dal quale io sono al momento separato. Tuttavia, ritengo che le attuali operazioni di Gerbera Design nella consulenza manageriale e nel business creativo non siano attività idonee per impiegare le persone con disabilità. E così, continuo a cercare nuove vie di business.

Durante la mia ricerca per un nuovo business, ho iniziato a pensare a cosa serve per il futuro e cosa posso fare come designer per realizzarlo. Come designer, ho a cuore le cose che uso e mi prendo cura di loro. Personalmente amo i progetti di lunga vita, e quando ho pensato di voler avviare un'attività che porta tali disegni nel mondo, ho trovato il kimono che apparteneva alla mia defunta madre. Guardandolo, sono stato ispirato e ho ritenuto che sarebbe stato interessante ristabilire e ridefinire il kimono in maniera moderna, progettare qualcosa che avrebbe fatto dire alle persone "voglio indossarlo". Questa è la scintilla che ha dato vita alla serie di modelli Samurai. Questi vestiti sono stati poi commercializzati nel mondo con il marchio KUDEN di TAKAHIRO SATO.

Il motivo per cui ho ampliato il marchio con il mercato internazionale come obiettivo principale è che desideravo creare un luogo in cui mio figlio disabile potesse lavorare con me, e quindi ho creato una strategia per creare un'azienda in cui le persone disabili possano lavorare ed essere assunti.

Considerando che il Giappone ha problemi come il suo tasso di natalità in declino e l'economia non sana, dubito che il sostegno a persone portatrici di handicap come mio figlio possa andare meglio in futuro. Anche per le persone normodotate come me, le difficoltà sono all'orizzonte poiché si parla che il governo non sarà in grado di mantenere la nostra pensione e la sicurezza sociale.

Tenendo tutto ciò a mente, non posso solo concentrarmi sul mercato locale e quindi devo rendere redditizia l'azienda con una base di clienti all'estero. Altrimenti, anche i dipendenti delle nuove generazioni che assumeremo dovranno alla fine essere lasciati andare. Per evitare che ciò accada, ho creato questo business sin dall'inizio, dalla sua fase di avvio, con particolare attenzione al mercato globale.

Ho ancora molta strada da fare, ma poiché questa è l'unica promessa che ho fatto a mio figlio, la realizzerò sicuramente prima che il mio tempo scada.

 

ーー A cosa presti particolare attenzione nella gestione di questa attività?

Come qualcuno che ha chiuso una volta un'attività, l'unica convinzione che tengo a mente quando riprovo ad essere un imprenditore è quella di essere "un manager che apprezza molto le persone", che si tratti del mio personale, dei miei clienti o dei miei partner e collaboratori. Questo è uno sforzo continuo che mantiene la felicità dei miei stakeholder e pone la continuità a lungo termine dell'azienda anzichè concentrarsi su risultati o guadagni a breve termine. Ciò, inoltre, dimostra la mia determinazione e la ferma volontà di portare felicità alle persone socialmente svantaggiate, come le persone disabili e gli anziani, attraverso l'occupazione e il commercio.

La ragione dietro a queste mie convinzioni sono le esperienze amare che ho avuto. Il lungo orario di lavoro è diventato un problema sociale nell'attuale Giappone e anch'io ho vissuto un periodo di lavoro eccessivo al punto di crollare e perdere la mia società. Ho anche sperimentato la realtà della mia ex-moglie che ha chiesto il divorzio a causa dei tempi difficili che le ho fatto passare, dovendo quindi vivere separato da mio figlio, ma non avrei dovuto lasciare che le cose accadessero in questo modo. Anche se lavoravo per il bene della mia famiglia e dei miei dipendenti, ho finito per perdere tutto. Il rimpianto pesa su di me. Non desidero che il mio staff e i miei clienti provino il dolore di distruggere la loro salute e di perdere la loro famiglia a causa del troppo lavoro. Sulla base di questi sentimenti e della mia esperienza con la mia precedente azienda, ho corretto le cose e applicato nuovi metodi di lavoro e di funzionamento.

La mia azienda opera in una settimana lavorativa di 4 giorni che consente 3 giorni di riposo continui in una settimana se possiamo completare il nostro lavoro. Usando questi giorni di riposo, ci sono membri della mia società che sono padri che, per la prima volta, possono trovare il tempo da trascorrere con i loro figli. Ci sono anche altri che possono visitare Disneyland con i loro partner ogni venerdì, che prendono lezioni durante i fine settimana per lavorare al loro sogno di diventare un doppiatore, e ci sono quelli che, come me, vivono a parte i loro figli disabili, che possono adempiere ai bisogni dei loro figli come e quando necessario. Voglio che facciano di più che lavorare. Voglio che vivano e vivano anche la vita. Sto ancora esplorando metodi di funzionamento e guadagno che renderanno questi obiettivi una realtà attraverso prove ed errori. I lavori a contratto sono diffusi nelle società di progettazione e la realizzazione di questi obiettivi ridurrà tali posizioni nella mia azienda, convertendo allo stesso tempo il mio modello di business in uno che fornisce sia servizi di consulenza gestionale che produzione creativa.

Quando mi sono ammalato dopo che la mia precedente azienda ha chiuso, ho pensato a molte cose mentre giacevo in quel letto d'ospedale. Mi sono reso conto che la maggior parte delle nostre vendite è stata generata da pochi clienti che costituivano la percentuale più alta della nostra clientela. Fu allora che decisi che avrei solo dovuto impegnarmi per compiacere i clienti che apprezzano il nostro lavoro e sono felici di pagarlo, cambiando così l'attenzione su come lavoravo e rendendo ciò possibile. Fondamentalmente, i metodi di guadagno che hanno metodi di lavoro eccezionali devono evolvere con i tempi. Altrimenti, non saremo in grado di correggere problemi, come lunghi orari di lavoro, che diventano punti critici. Stiamo facendo piccoli passi, ma continuerò a lavorare con il mio staff per cercare metodi che funzionino.

Il passo successivo è essere "un manager che apprezza molto le persone" e, espandendo la mia nuova attività, KUDEN, ho iniziato con la fabbrica di abbigliamento per connettere gli artigiani con l'impiego di persone disabili e ho accettato la sfida di mandare avanti il business come uno che ha a cuore tutte le parti interessate. Altri possono ridere di me e chiamarmi ingenuo, ma io sono impegnato in questo.

<Materiali di riferimento>
Il miglioramento operativo di Gerbera Design Inc. (in precedenza, Sato Creative Design Office Gerbera) è apparso sulla prima pagina dell'edizione mattutina del Tokyo Shimbun a dicembre 2016 come parte del libro di Yōhei Tsunemi sulle pratiche di business del critico d'autore e di lavoro. Piccole e medie imprese, “なぜ、残業はなくならないのか(祥伝社新書)”.

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【なぜ、残業はなくならないのか(祥伝社新書) 】
Perché il tempo libero non andrà via? / Naze, Zangyō wa Nakunaranai no ka (Shōdensha Shinsho)

ーー Come pensi che il mercato globale percepisca KUDEN? Inoltre, che tipo di impressione vorresti che il mondo avesse di KUDEN?

Penso che KUDEN non si presenti come un marchio che si trova nella sfera della "moda" per il mercato globale. Invece, KUDEN è amato da persone che sentono che anime, manga, cibo, artigianato, ideologia Zen, arte e altri aspetti culturali del Giappone risuonano con i loro valori personali.

Mentre abbiamo incontrato varie difficoltà durante la vendita in pre-ordine di Samurai Mode Jacket, il mio staff ed io siamo stati profondamente toccati dai numerosi messaggi che abbiamo ricevuto da clienti di tutto il mondo che ci hanno detto come stavano pazientemente aspettando in attesa delle loro giacche. Mi hanno incoraggiato, dicendo che il mio desiderio di lavorare duramente per mio figlio mi rende un "samurai" per loro, tra gli altri messaggi così affettuosi.

Come marchio che non si rivolge solo alle persone che amano i vestiti, l'integrità e la risoluzione che KUDEN possiede è ciò che chiamiamo "essere dignitosi", e in italiano, lo abbiamo chiamato "vita pensosa". Sento che questa prospettiva che il nostro marchio ha e il desiderio di collegare la mancanza di artigiani continuativi con l'impiego di persone disabili attraverso il design mi ha permesso di trovare amici gentili e affini in tutto il mondo che condividono la mia visione.

Voglio intensificare i miei sforzi e lavorare di più per non tradire le aspettative di tutte queste persone che sostengono queste visioni e prospettive di KUDEN.

 


E questa era la prima parte della nostra intervista intima con l'amministratore delegato Takahiro Sato! Cosa ne pensate? Condividividete i vostri commenti con noi sulla nostra pagina Facebook!

Inoltre, prima di andare, sappiate che la Samurai Mode Jacket menzionata nell'intervista è ora disponibile nel loro negozio online insieme alla loro nuova modalità Samurai Shirt! Offrono anche splendidi Kimono vintage e Haori nel loro negozio, quindi assicuratevi di dare un'occhiata! Non si sa mai cosa potreste trovare! Rimanete sintonizzati per il resto dell'intervista e per scoprire di più riguardo a KUDEN!

 

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Japan Italy: Japan 4 L'Aquila

L'amicizia fra Giappone ed Italia si stringe sempre di più col passare degli anni. Oggi siamo felici di presentarvi un evento per che unisce ancora di più i nostri paesi: Japan 4 L'Aquila.

Dal Monte Fuji al Gran Sasso, un percorso che attraversa il globo e arriva sino a noi, in una città che col Giappone ha molto in comune. In questi territori dove la vita sta rinascendo e tornando alla normalità dopo il grande terremoto del 6 aprile 2009, l'Associazione Giappone in Abruzzo dal Fuji al Gran Sasso ha organizzato questo evento culturale gratuito per  prmuovere l'interculutralità e la solidarietà fra Italia e Giappone.

Tra il 30 e il 31 marzo avrete la possibilità di assistere a quattro eventi, quattro anime artistiche che dal Sol Levante verranno per dare il proprio contributo alla rinascita culturale della città di L’Aquila. Un’iniziativa di volontariato e di solidarietà che mette in forte evidenza il senso di appartenenza e il dolore causato da calamità naturali così devastanti, in Italia come in Giappone.

L’appello di Japan 4 L’Aquila è stato recepito da più persone, che, venute a conoscenza dell’iniziativa, si sono prodigate per parteciparvi e donare alla città de L’Aquila un segnale di speranza di rinascita e superamento del dolore.

Due giornate ricche di eventi per avvicinare ancora di più le nostre due culture. Il primo evento si terrà il 30 Marzo 2019 dalle 18.30 alla Basilica di San Bernardino, Armonie d'Argento (L'aquila). Una manifestazione canora eseguita da tre cori, due italiani e uno giapponese. Qui sarà possibile ascoltare il Coro Aquilano “Armonie d’Argento”, il Coro "Francesco D'Urbano" di “Fara Filiorum Petri” e il coro giapponese “en” della pianista Mami Odagiri. Ognuno dei tre cori eseguirà brani dal proprio repertorio per unirsi poi nell’esecuzione di "Furusato" un brano giapponese ed Inno "A San Bernardino da Siena" alla chiusura del concerto.

Un concerto in segno di amicizia per commemorare e pregare insieme per le vittime dei terremoti dell'Aquila e del grante terremoto della regione del Tohoku, duramente colpita nel marzo 2011 da un sisma che ha generato un violento Tsunami causando anche l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima.

Questa iniziativa diventa così un ponte, un simbolo di amicizia e di speranza che unisce Italia e Giappone che senza confini hanno vissuto le medesime tragedie.

In segno di solidarietà e fratellanza con i ragazzi aquilani del post-terremoto assieme ai bambini dell’Izumi Kids Camp, delle scuole elementari di Iwaki, hanno realizzato e dipinto 99 okiagari-koboshi per la città' di 99. Le okiagari-koboshi sono bamboline di cartapesta tipiche della tradizione giapponese, simbolo di perseveranza e resilienza. La loro caratteristica è quella di cadere e rialzarsi da sole immediatamente. Le bambole, tenute in esposizione nei giorni della mostra presso il Palazzetto dei Nobili, verranno donate alla Scuola Media Statale “Dante Alighieri” di L’Aquila in segno di solidarietà tra ragazzi della stessa età che hanno sofferto le medesime esperienze con l’augurio di rialzarsi e continuare a sorridere.

Continuiamo poi con l’artista giapponese Ayami Noritake, con il suo progetto artistico “Roman Kobo Ren”. Nelle giornate di sabato 30 e domenica 31 marzo 2019, le opere saranno esposte presso le stanze del Palazzetto dei Nobili, dove l’artista Ayami Noritake mostrerà anche le sue tecniche di lavorazione e il processo creativo legato alle sue opere.

Grazie all’utilizzo della tecnica del chigiri-e l’artista Noritake utilizza la carta di riso, tipica della tradizione giapponese, per creare quadri tridimensionali dove una materia, leggera ed inconsistente come la carta, prende nuove forme.

Il 30 pomeriggio verrà anche trasmesso il docu-film televisivo del regista giapponese Yoshizaku Kaneyama, intitolato “Sukagawa, un passo verso la ricostruzione” (須賀川、復興への歩み) con sottotitoli in italiano.

Non possiamo mai dimenticare il grande terremoto del Tohoku che colpì il Giappone nel marzo 2011. Il sisma causò un violento Tsunami che, oltre a devastare intere città e cancellare migliaia di vite, provocò anche l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima.

Attraverso il suo “docu-film televisivo”, il regista Kaneyama affronta il complicato tema della questo terrificante terremoto nella città di Sukagawa. Racconta i vari passaggi dal dolore alla rinascita della comunità di Sukagawa, documentando quanto, anche in un paese come il Giappone, abituato a forti e costanti terremoti, sia lento e complicato attivare un meccanismo collettivo che porti al risanamento di una città/società, colpite da una catastrofe naturale.

L'evento si concluderà poi in grande allegria grazie ai “Vaiwatt” che terranno un conecrto gratuito proprio nella serata del 30 marzo!

Il gruppo, composto dai musicisti e vocalist Tama e Pierrot Ken, ha deciso di regalare alla città di L’Aquila una serata del suo tour europeo 2019, in segno di solidarietà e simpatia. Al duo si aggiunge anche il chitarrista Daisuke Chiba, che oramai da anni collabora con loro.

Dal 2014 al 2017 hanno realizzato concerti di solidarietà per il Tohoku e hanno deciso di proseguire questa esperienza di solidarietà, arrivando a L'Aquila con la loro passione e la speranza di poter avvicinare due popoli tramite la loro musica.

Se siete nei dintorni de l'Aquila, vi consigliamo vivamente di assistere a questi eventi, un'occasione stupenda per approfondire la cultura sul Giappone e poter portare solidarieta alle nostre due nazioni colpite così duramente da catastrofi come il terremoto.


Japan Tradition: Saigō Takamori

photo credits: jpninfo.com

Saigō Takamori (1828-1877) è ricordato sia per il suo importante ruolo nella Restaurazione Meiji che rovesciò lo shogunato nel 1868 sia per la sua fallita ribellione contro il nuovo governo meno di un decennio dopo. Sebbene sia morto rinnegato, un perdono del governo ha riabilitato la sua reputazione. A 150 anni dalla restaurazione Meiji, i riflettori sono di nuovo sull'ultimo samurai.

L'ascesa di Saigō alla ribalta iniziò nel 1854 quando fu reclutato da Shimazu Nariakira, il daimyō del dominio Satsuma (ora prefettura di Kagoshima), per accompagnarlo nella capitale di Edo (ora Tokyo). Come funzionario di basso rango, Saigō si era occupato di progetti di costruzione di ponti, e strade. Riuscì a catturare l'attenzione di Nariakira con una serie di memorandum sull'amministrazione agricola che sottopose al governo provinciale. Ufficialmente era impiegato a Edo come giardiniere, ma i suoi compiti andavano oltre le piante. Mentre si trovava nella capitale, Saigō prese contatto con le principali personalità che si opponevano allo shogunato. Il lavoro all’aperto offriva una comoda copertura per Nariakira e Saigō per incontrarsi e parlare, evitando gli ostacoli che avrebbero affrontato a causa della loro ampia differenza di rango.

photo credits: yabai.com

Saigō quickly built a network of loyalists from Mito (now Ibaraki Prefecture) and other domains. He won the trust of Nariakira with his simple and emotional nature, and over time the daimyo came to look for the opinions of the younger people. However, the situation began to change from 1857 when Abe Masahiro died. He elderly shogunate adviser who had helped ensure the succession of his close friend Nariakira as Satsuma daimyo. Nariakira himself died the following year and the power in Satsuma passed to his younger brother Shimazu Hisamitsu. Meanwhile, the conservative politician Naosuke had taken effective control of the shogunate, launching an important crackdown on the reformists.

Suffering from the loss of Nariakira and facing difficult political prospects, Saigō was determined to follow his teacher to the grave but was persuaded by Gessho, the chief priest of a Kyoto temple, to flee with Satsuma. However, once there, they threw themselves into the sea in Kagoshima Bay and Gessho drowned, but Saigō miraculously survived.

Over the next five years, Saigō suffered periods of exile on the islands of Amami Ōshima and Okinoerabujima. On Amami he was given some freedom and married a local woman. However, After a brief respite on his return from Amami, he was again exiled to an island after angering Hisamitsu. This period of imprisonment became an opportunity for serious reflection on his life and shaped his personality as a caring man of firm principles.

Iechika Yoshiki, Saigō’s biographer and researcher, argues that, unlike most people, he was not afraid of death. Having lost many people he loved and respected, including his parents, Nariakira and Gessho, he was not terrified of dying and saw it as a way to be reunited with his loved ones.

photo credits: nippon.com

Iechika says that Saigō believed that heaven had spared his life for a reason and that he would live to complete his divine call. This philosophy is linked to his famous motto “keiten aijin”, which means "Respect the sky and love people". According to Saigō, the questions of life and death were above human consideration and had to be left entirely to fate.

In 1864 Saigō reconciled with Hisamitsu and returned to the Kyoto political center as commander of the Satsuma army. After rejecting the anti-shogunate forces from the Chōshū domain (now Yamaguchi Prefecture) while attempting to enter the city, he was promoted to the rank of high officer. The event, known as the Hamaguri Gomon incident, was Saigō's first battle experience with an army. The same year, he became chief of staff of the shogunate army sent to punish Chōshū. In 1866, however, Satsuma and Chōshū entered an alliance mediated by Sakamoto Ryōma. Saigō took charge of the opposition forces that would eventually become soldiers of the new Meiji government.

In 1864 Saigō reconciled with Hisamitsu and returned to the Kyoto political center as commander of the Satsuma army. After rejecting the anti-shogunate forces from the Chōshū domain (now Yamaguchi Prefecture) while attempting to enter the city, he was promoted to the rank of high officer. The event, known as the Hamaguri Gomon incident, was Saigō's first battle experience with an army. The same year, he became chief of staff of the shogunate army sent to punish Chōshū. In 1866, however, Satsuma and Chōshū entered an alliance mediated by Sakamoto Ryōma. Saigō took charge of the opposition forces that would eventually become soldiers of the new Meiji government.

In January 1868, the imperial loyalists led by Satsuma and Chōshū proclaimed the restoration of power from the shogun to the emperor. The resistance of the shogunate supporters triggered the Boshin war later in that month. Although the conflict dragged on until the following year, a key victory for the Meiji troops came with the surrendering of Edo Castle in the spring of 1868. With the city and nation in danger and fighting in Edo, Saigō entered the stronghold of the shogunate with only a handful of followers, wanting to try negotiation. Surrounded by enemy soldiers, he faced the prospect of murder. The discussion and cooperation between Saigō and the leader of the shogunate Katsu Kaishū led to the peaceful delivery of the castle, as a "bloodless delivery".

photo credits: nippon.com

In Japan, Saigō Takamori, Ōkubo Toshimichi and Kido Takayoshi are considered the three great figures of the Meiji Restoration. However, according to Iechika, Saigō's success at Edo Castle was something the other two members of the trio could never have achieved. He claims that without Saigō, the Meiji Restoration would never have happened and that people today see the event favorably because of this. On the contrary, if the movement had caused a bloody civil war, it is likely that public sentiment would have been very different. Although Saigō was not the astute politician that Ōkubo was, he had a love and a spirit that the other could not match.

In 1871 Saigō joined the Meiji government and in 1873 he became an army general. However, he resigns a few later after losing a debate about his support for a military expedition to Korea. He returned to his home in the prefecture of Kagoshima, where he spent his time cultivating and hunting. However, In 1877, he was convinced to lead an army of dissatisfied Samurai in the Satsuma rebellion. Driven by government forces in the battles on Kyūshū, the army reached the last position at Shiroyama in Kagoshima. Saigō committed suicide after his soldiers were defeated. He was 49 years old.

Saigō is the likely inspiration for Katsumoto Moritsugu - played by Watanabe Ken in the 2003 film The Last Samurai. The film complains of the passage of bushidō (the way of the Samurai) through Katsumoto, as noted by the Civil War veteran Tom Cruise, Nathan Algren (the character has no direct historical equivalent).

Saigo's association with traditional values in a modernized Japan is why he was called "the last Samurai". Just 12 years after his failed rebellion, he was pardoned by the Meiji government and in 1898 a statue of Saigō and his dog was erected in Tokyo's Ueno Park. Almost a century and a half after his death, it remains a popular historical and cultural icon.

photo credits: madmonarchist.blogspot.com


Japan Travel: Ginza

Ginza: costosa, elegante e lussuosa

Situata a Chuō, Ginza (銀座) è la più famosa zona commerciale di Tokyo. Questo lussuoso distretto faceva parte dell’antico quartiere Kyobashi che, insieme a Nihonbashi e Kanda costituivano il nucleo di Shitamachi, il centro originario di Edo-Tokyo. Costruita su un’antica palude bonificata durante il XVI secolo, Ginza deve il suo nome (Silver Mint) all’istituzione di una zecca di monete d’argento (Silver Coin Mint) stabilitasi proprio su questo terreno nel 1612.

photo credit: wikimedia.org

Nel 1872 un devastante incendio distrusse gran parte dell’area ed il governo stabilì che la ricostruzione avrebbe dovuto impiegare mattoni a prova di fuoco per erigere i nuovi edifici e che le strade sarebbero dovute essere migliorate ed ingrandite, in grado di collegare la stazione di Shimbashi a Tsukiji. In questo modo Ginza potè essere designata come un “modello di modernizzazione”. Il design dell’intera zona fu affidato all’architetto irlandese Thomas Waters e così, l’anno successivo, sorse una lunga strada dello shopping in pieno stile occidentale con edifici in mattoni georgiani a due e tre piani che si espandeva dal ponte Shinbashi al ponte Kyōbashi.

Il costo elevato sia per l’acquisto che per la locazione di questi nuovi edifici però, impedì che venissero occupati permanentemente ed inoltre sorse il problema del clima: tali costruzioni non erano indicate per la condizione climatica di Tokyo. Un altro problema consisteva nel design decisamente contrastante con la tradizione giapponese e quindi non molto apprezzata dai visitatori, molto più interessati ad una cittadina in stile Edo e piuttosto che “simile a Broadway”, come la definì lo scritture inglese di guide turistiche Philip Terry.

Nonostante i problemi stilistici, Ginza riuscì a fiorire come simbolo di “civiltà ed illuminazione”, divenendo famosa per le sue ricche vetrine e, nel periodo tra le due guerre mondiali, si diffuse l’abitudine di "ammazzare il tempo a Ginza”. Con il tempo, la maggior parte degli edifici in stile europeo è scomparsa, tra i reduci vi è l’edificio Wakō con la sua iconica Torre dell’orologio Hattori, originariamente costruita da Kintarō Hattori, al cui interno si possono acquistare lussuosi oggetti d’oro.

photo credits: japantimes.co.jp

Shopping e non solo

Una tappa fondamentale per gli amanti dello shopping a Ginza è sicuramente il Ginza Six: Inaugurato nella primavera del 2017, è il più grande complesso commerciale del distretto. Oltre a numerosi piani di cosmetici e moda, vi sono piani dedicati ai cibi e l’interior design, una grande libreria Tsutaya specializzata in pubblicazioni d'arte, un piacevole giardino sul tetto e un teatro Noh nel seminterrato.

Non meno famoso è il negozio della catena di grandi magazzini Mitsukoshi aperto nel 1930 e la cui storia risale all’anno 1673, esso offre prodotti e servizi su dodici piani! Gli appassionati del marchio di abbigliamento Uniqlo troveranno soddisfazione nell’omonimo edificio di 12 piani i quali offrono la più vasta gamma di prodotti al mondo di questo brand.

Ginza però non è solo shopping sfrenato: se si ama il teatro Kabuki, il posto migliore è il Teatro Kabukiza. Imperdibile è un giro al Yurakucho Gado-shita Dining: uno dei punti di ristoro più interessanti di Tokyo che si trova sotto i binari del treno elevato a nord e a sud della stazione di Yurakucho (In giapponese: Gado-shita, ”sotto trave"). Decine di ristoranti sono integrati nel archi di mattoni al di sotto della linea Yamanote che si estendono per oltre 700m! Qui è possibile mangiare cibi tipici, o sorseggiare vini speciali nelle lussuose enoteche francesi.

photo credits: harv.world


Japan Folklore: Nippombashi Street Festa

photo credits: jnto.go.jp

Ad Osaka gli anime e i manga prendono vita

Ogni anno dal 2005, tra primi giorni e la metà di marzo, le strade di Den Den Town situate tra la stazione di Ebisucho e Nihonbashi sono chiuse al traffico automobilistico per il più grande evento cosplay di tutto il Giappone: il Nippombashi Street Festa (日本橋ストリートフェスタ).

Den Den Town è il distretto elettronico di Osaka che, grazie ai suoi negozi di giocattoli, videogiochi e computer, ha iniziato ad attrarre un gran numero di appassionati di manga e anime, trasformandosi ben presto in una delle destinazioni “sacre” per gli Otaku. Ogni anno il festival si arricchisce attirando non solo i cultori a livello locale, ma anche a livello internazionale!

photo credits: reddit.com

Il Festival ha inizio!

I preparativi per l’evento hanno inizio all’incirca verso le 11:00 con la chiusura al traffico della strada, alla cui cima è posto il palco principale sul quale si alternano ospiti, cosplayer e sponsor per tutto il giorno.
La cerimonia di apertura comincia alle 12:00 quando per strada si crea un passaggio per la sfilata dei 1.000 cosplayer migliori di tutto il mondo. Dopo la sfilata, i cosplayer si esibiscono e posano per tutti coloro che desiderano avvicinarsi al proprio personaggio preferito. Molti di loro approfittano dell'evento per promuovere i propri account socials, scrivendone l’indirizzo su lavagne bianche o cartelli appoggiati accanto a loro mentre vengono immortalati nelle pose studiate anticipatamente.

Ovviamente l’evento non è aperto solo ai professionisti, ma centinaia e centinaia di persone indossano il proprio costume. Che questo appartenga alla cultura pop, agli anime, ai manga, ai videogiochi o persino ai cartoni animati e personaggi dei fumetti americani (in particolare Marvel, Adventure Time e Star Wars) non ha importanza, quasi 10,000 persone all’anno si trasformano nel proprio eroe! Naturalmente, il festival è gratuito, ma se si desidera partecipare alla parata, è necessaria una quota di iscrizione che si aggira sui 1,500 yen.

L’evento è anche l’occasione perfetta per poter reperire i disegni unici targati Nippombashi Street Festa e goods esclusivi.

photo credits: nippombashi.jp

Il progetto di scambio culturale tra Giappone e Francia e un ambasciatore d’eccezione

Dal 2018, anno del 160° anniversario di amicizia tra Francia e Giappone, è stato promosso il 「Japan-France pop culture Exchange project」al fine di approfondire lo scambio culturale tra manga, animazione, musica e altri aspetti della cultura pop giapponese con la Francia in collaborazione con il「Japan Expo」.

Per divulgare l’evento e renderlo ancora più vivo, KAMIJO, il talentuoso artista giapponese divenuto particolarmente famoso in Francia, è stato scelto come ambasciatore del progetto.

Quest’anno il Nippombashi Street Festa si terrà il 9 marzo e sarà l’occasione perfetta per immergersi non solo nel mondo magico della fantasia, ma anche in quello musicale!


Japan Tradition: Hinamatsuri

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La Festa delle Bambole

Il terzo giorno del terzo mese di ogni anno in Giappone cade una ricorrenza particolare: l’ Hina-matsuri (雛祭り) in cui la sfortuna delle bambine viene trasferita alle bambole e i familiari rivolgono preghiere agli dei affinché venga data salute e bellezza alle proprie figlie. Questa festa affonda le sue radici nel periodo Heian (1650). Le bambole sono sempre state oggetto di credenze particolari in quanto capaci di contenere spiriti malvagi. Durante il cerimoniale dell’ Hina-Nagashi (雛流し, La bambola fluttuante) alcune bambole di paglia venivano posate lungo il corso di un fiume affinché portassero via con se gli spiriti maligni, ancora oggi in qualche zona del Giappone si celebra questo rituale.

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Le Bambole dell’ Hina-dan (雛壇)

L’hina-dan è una piattaforma di 7 gradini coperta da un telo rosso con una striscia arcobaleno sul fondo che prende il nome di hi-mōsen. Sull’hina-dan vengono posizionate le hina ningyo, le bambole tramandate di generazione in generazione e dalla fattura particolare.
Sul primo gradino vengono disposte le bambole che rappresentano la corte imperiale del periodo Heian, l’imperatore e l’imperatrice, con alle loro spalle un piccolo paravento dorato e due lanterna di carta o seta sui lati.
Sul secondo gradino sono poste tre dame di corte che sorreggono il corredo per il sake e sono separate da due piccoli tavolini rotondi (takatsuki) su cui viene posto un dolce di stagione.
Sul terzo gradino si trovano cinque musicisti maschi la cui disposizione segue l’ordine da destra verso sinistra e dipende dal tipo di strumento: musicista seduto con piccolo tamburo, musicista in piedi con un tamburo grande , musicista in piedi con percussioni, un suonatore seduto con il flauto e, infine , un cantante seduto con un ventaglio tra le mani.
Sul quarto gradino è il turno di due ministri: il più giovane è posto sulla destra, il più anziano sulla sinistra entrambi dotati di arco e frecce e separati dai takatsuki.
Sul quinto gradino sono disposti tre samurai protettori dell'imperatore e dell’imperatrice, i quali reggono un rastrello, una paletta e una scopa e le cui espressioni rappresentano pianto, riso e rabbia.
Sul sesto gradino ci sono gli oggetti che la corte usa all'interno del palazzo.
Sul settimo gradino sono infine posizionali gli oggetti che la corte usa quando è lontana dal palazzo.

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Tra kimoni, hishi-mochi e amazake

Durante il festival le ragazze indossano il kimono più bello o si vestono come le bambole. Le feste a tema sono molteplici, ma in ognuna di esse è possibile bere il shirozake, un particolare sake dolce e analcolico a base di amazake (甘酒, un dolcificante ottenuto dalla fermentazione del riso), assaporare gli arare (あられ, dei cracker composti da riso glutinoso e aromatizzati con salsa di soia) e il dolce tipico dell’Hina-matsuri: l’hishi-mochi (菱餅ひしもち). Esso è un composto di riso glutinoso a forma di cubo. È costituito da tre strati colorati ognuno dei quali ha un significato particolare: il verde rappresenta l’erba e simboleggia la salute; il bianco la neve, simbolo di purificazione; ed infine il rosa che rappresenta i fiori di pesco e caccia la malignità. Insieme questi tre colori indicano l'avvento della primavera, quando la neve si scioglie l'erba cresce e iniziano a germogliare i fiori di pesco.


Bringing Japan to Italy: episode 01 - Alberto Moro

Eccoci con il primo episodio della nostra nuova serie 『Bringing Japan to Italy』dedicato ad Alberto Moro, presidente dell'associazione Giappone in Italia.

Qualche settimana fa lo abbiamo incontrato durante il finissage della sua mostra "Il mio Giappone" che, come lui definisce, è un grande atto d'amore nei confronti di questa nazione, della cultura e del popolo Giapponese.

Con questo primo video, lanciamo la nostra nuova serie dedicata a tutti quei personaggi che promuovono la cultura giapponese e il mondo del Giappone nella nostra nazione. Japan Italy Bridge, si vuole far promotore ancora più a fondo di questo Paese, delle sue aziende e di tutto il mondo dedicato alla nazione del Sol Levante.

Buona visione