Japan History: Hasekura Tsunenaga

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Tsunenaga Rokuemon Hasekura (1571 – 7 agosto 1622) è stato un samurai giapponese e servitore di Date Masamune, il daimyō di Sendai, famoso per aver condotto numerose delegazioni di ambasciatori che lo hanno portato a girare tutto il mondo.

Condusse una delegazione di ambasciatori in Messico e in seguito in Europa tra il 1613 e il 1620, dopodiché ritornò in Giappone. Fu il primo ufficiale giapponese mandato in America ed il primo a creare relazioni tra Francia e Giappone.

Gli Spagnoli iniziarono i viaggi tra il Messico ("Nuova Spagna") e la Cina, attraverso la loro base territoriale nelle Filippine, a seguito dei viaggi di Andrés de Urdaneta nel XVI secolo. Manila diventò la loro base definitiva per la regione Asiatica nel 1571.
I contatti con il Giappone, cominciarono a causa dei continui naufragi delle navi sulle coste Giapponesi, a quel punto gli Spagnoli hanno cominciato a sperare di espandere la fede Cristiana in Giappone. I tentativi di espandere la loro influenza in Giappone incontrarono una forte resistenza da parte dei Gesuiti, che avevano iniziato l'evangelizzazione del paese nel 1549, nonché dei portoghesi e degli olandesi che non si auguravano di vedere la Spagna commerciare con i Giapponesi.

Nel 1609 il galeone Spagnolo San Francisco a causa del cattivo tempo sulla sua via da Manila a Acapulco, naufragò sulla costa Giapponese a Chiba. I marinai furono salvati, e il capitano della nave, Rodrigo de Vivero y Aberrucia, incontrò Tokugawa Ieyasu.

Un trattato in base a cui gli Spagnoli avrebbero potuto costruire un'industria nell'est del Giappone, fe per cui alle navi spagnole sarebbe stato permesso di visitare il Giappone in caso di necessità fu firmato il 29 novembre 1609.

Il progetto dell'ambasciata

Luis Sotelo, un frate francescano che stava facendo proselitismo nella zona di Tokyo, convinse lo Shōgun ad inviarlo come ambasciatore in Nueva España (Messico). Nel 1610 navigò verso il Messico con i marinai spagnoli e 22 giapponesi, a bordo della San Buena Ventura, una nave costruita dall'inglese William Adams per lo Shogun. Una volta in Nuova Spagna, Luis Sotelo incontrò il viceré Luis de Velasco, che accettò di inviare un ambasciatore in Giappone, nella persona del famoso esploratore Sebastián Vizcaíno, con la missione di esplorare le "Isole di oro e argento" che si pensava si trovassero a est delle isole giapponesi.
Vizcaíno arrivò in Giappone nel 1611 ed ebbe molti incontri con lo Shogun e i signori feudali, ma non era molto rispettoso delle usanze giapponesi, e trovò i giapponesi contro il proselitismo cattolico. Vizcaino alla fine partì alla ricerca dell'"Isola d'argento", nel corso della quale incontrò brutto tempo, che lo costrinse a tornare in Giappone con gravi danni. Lo Shogun decise di costruire un galeone in Giappone, allo scopo di riportare Vizcaino in Nuova Spagna.

Statua di Hasekura Tsunenaga a Coria del Río
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A Date Masamune venne dato il comando e nominò uno dei suoi inservienti, Hasekura Tsunenaga, a capo della missione. Per costruire il galeone, chiamato Date Maru dai giapponesi e successivamente San Juan Bautista dagli spagnoli, ci vollero 45 giorni, con la partecipazione di esperti tecnici dal Bakufu, 800 operai navali, 700 fabbri, e 3.000 carpentieri.

Dopo il suo completamento, la nave salpò il 28 ottobre 1613 da Ishinomaki per Acapulco in Messico, con circa 180 persone di equipaggio, tra cui 10 samurai dello Shogun, 12 samurai di Sendai, 120 tra mercanti, marinai e servi giapponesi.

La nave arrivò ad Acapulco il 25 gennaio 1614 dopo tre mesi di navigazione, e una cerimonia accolse l'ambasciata. Prima del viaggio in Europa, l'ambasciata trascorse del tempo in Messico, visitando Veracruz per poi imbarcarsi sulla flotta di Don Antonio Oquendo. Gli emissari partirono per l'Europa sulla San Jose il 10 giugno, e Hasekura dovette lasciare la gran parte del gruppo di mercanti e marinai asiatici ad Acapulco.

La flotta giunse a Sanlúcar de Barrameda il 5 ottobre 1614.

L'ambasciata giapponese incontrò il re di Spagna Filippo III a Madrid il 30 gennaio 1615. Hasekura consegnò al sovrano una lettera da Date Masamune, e l'offerta per un trattato. Il re rispose che avrebbe fatto quello che sarebbe stato in suo potere per venire incontro alle richieste.

Hasekura fu battezzato il 17 febbraio dal cappellano personale del re, e rinominato Felipe Francisco Hasekura.

Statua di Hasekura Tsunenaga a Civitavecchia
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Francia

Dopo il viaggio attraverso la Spagna, l'ambasciata salpò nel Mar Mediterraneo a bordo di tre fregate spagnole verso l'Italia. A causa del cattivo tempo, le navi restarono nella baia francese di Saint Tropez, dove furono ricevute dalla nobiltà locale, con stupore della popolazione.

La visita dell'ambasciata giapponese è registrata nelle cronache della zona come una delegazione guidata da "Filippo Francesco Faxicura, Ambasciatore presso il Papa, da Date Masamune, Re di Woxu in Giappone".

Vennero ricordati molti dettagli pittoreschi del loro comportamento e del loro aspetto:

"Non toccano mai il cibo con le mani, ma usano due sottili bacchette che tengono con tre dita".
"Si soffiano il naso in soffici fogli setosi della grandezza di una mano, che non usano mai due volte, e che quindi buttano per terra dopo l'uso, e furono deliziati nel vedere che le persone attorno a loro si precipitavano a raccoglierli".
"Le loro spade tagliano così bene che possono tagliare un sottile foglio di carta appoggiandovelo sul bordo e soffiandoci sopra."
("Relazioni di Mme de St Tropez", ottobre 1615, Bibliothèque Inguimbertine, Carpentras).
La visita di Hasekura Tsunenaga a Saint Tropez nel 1615 è il primo esempio documentato di relazioni tra Francia e Giappone.

Italia

L'ambasciata giapponese arrivò in Italia, riuscendo ad ottenere udienza da papa Paolo V a Roma, nel novembre 1615, sbarcando nel porto di Civitavecchia, ragione per cui ancora oggi Civitavecchia è gemellata con la città giapponese di Ishinomaki. Hasekura consegnò al papa una lettera decorata d'oro, con una formale richiesta di un trattato commerciale tra Giappone e Messico, oltre che l'invio di missionari cristiani in Giappone. Il papa accettò senza indugio di disporre l'invio di missionari, ma lasciò la decisione di un trattato commerciale al re di Spagna. Il papa scrisse poi una lettera per Date Masamune, della quale una copia è a tutt'oggi conservata in Vaticano. Il Senato di Roma conferì a Hasekura il titolo onorifico di Cittadino Romano, in un documento ch'egli successivamente portò in Giappone e che oggi è ancora visibile e conservato a Sendai. Nel 1616, l'editore francese Abraham Savgrain pubblicò un resoconto della visita di Hasekura a Roma: "Récit de l'entrée solemnelle et remarquable faite à Rome, par Dom Philippe Francois Faxicura" ("Racconto della solenne e notevole entrata fatta a Roma da Don Filippo Francesco Faxicura").

Conferimento della cittadinanza romana onoraria a "Hasekura Rokuemon"
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Seconda visita in Spagna

Per la seconda volta in Spagna, Hasekura incontrò il re, che declinò l'offerta di un trattato commerciale, perchè pensava che l’ambasceria giapponese non sembrava una delegazione ufficiale del sovrano del Giappone, Tokugawa Ieyasu, il quale, al contrario, aveva promulgato un editto nel gennaio 1614 ordinando l'espulsione di tutti i missionari dal Giappone, e aveva cominciato la persecuzione della fede cristiana nel Paese. L'ambasceria lasciò Siviglia per il Messico nel giugno 1616 dopo un periodo di due anni in Europa. Alcuni dei giapponesi restarono in Spagna, più precisamente in un villaggio vicino a Siviglia (Coria del Río), e i loro discendenti hanno ancora il cognome Japón.

Ritorno in Giappone

Nell'aprile 1618 la San Juan Bautista giunse nelle Filippine dal Messico, con Hasekura e Luis Sotelo a bordo. La nave fu acquistata dal governo spagnolo, con l'obiettivo di costruire difese contro gli olandesi. Hasekura ritornò in Giappone nell'agosto 1620 e trovò il Giappone molto cambiato: la persecuzione dei cristiani nello sforzo di sradicare il Cristianesimo era attiva dal 1614, e il Giappone stava muovendosi verso il periodo "Sakoku", caratterizzato da un imperante isolazionismo. A causa di queste persecuzioni, gli accordi commerciali col Messico che aveva cercato di stabilire furono negati, e gran parte degli sforzi in questo senso erano stati vani.

Sembra che l'ambasciata da lui rappresentata, abbia avuto pochi risultati, ma che abbia invece accelerato la decisione dello Shogun Tokugawa Hidetada di cancellare le relazioni commerciali con la Spagna nel 1623, e quelle diplomatiche nel 1624.

Cosa fu di Hasekura dopo l'avventura diplomatica è ignoto, e le storie sui suoi ultimi anni sono numerose. Alcuni sostengono che abbia abbandonato il Cristianesimo, altri che difese la sua fede così profondamente da diventare un martire, e altri che sia rimasto cristiano nell'intimità, professando la sua fede in segreto. Hasekura morì nel 1622, e la sua tomba è ancora oggi visibile nel tempio buddista di Enfukuji nella prefettura di Miyagi.

Una curiosità, nel 2015, ricorreva il 400° anniversario dall'arrivo della Keichō Kenō Shisetsudan" (ambasceria verso l'Europa dell'era Keichō), prima ambasceria ufficiale dal Giappone. Un corteo in costume storico ha sfilato nella via principale di Civitavecchia per una rievocazione storica dell'ingresso in città dell'ambasceria guidata Hasekura Tsunenaga. La sera, presso la Chiesa dei SS. Martiri Giapponesi, alla presenza del Sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino, del Vice Direttore dell'Ufficio Politiche per la Ricostruzione della città di Ishinomaki, Junichi Kondō, dell'Ambasciatore del Giappone Kazuyoshi Umemoto e Consorte e di cittadini di entrambe le città, si è tenuto un concerto a cura di musicisti coristici del luogo.

Ambasciata del Giappone in Italia
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Japan Travel: Meiji Shrine

L’Era Meiji

Il Periodo Meiji (明治時代 Meiji jidai, "periodo del regno illuminato") è uno dei momenti storici più famosi del Giappone. Si espande dal 23 ottobre 1868 sino al 30 luglio 1912 e comprende i 44 anni di regno dell’Imperatore Matsuhito.

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A seguito della caduta dello shōgunato di Tokugawa Yoshinobu, cominciò l’era dell’imperatore Meiji, il primo dotato di potere politico. E’ proprio durante questi anni che si incominciò a modificare la struttura politica, sociale ed economica del Giappone basandosi sul modello occidentale.

A seguito della morte di Tokugawa Ieyasu nel 1866, fu nominato suo successore Tokugawa Yoshinobu, che rimase al potere pochi mesi, fino al novembre 1867, lo shōgun presentò le dimissioni e cedette i suoi poteri alla corte. Nel gennaio 1868, le truppe di Tokugawa furono sostituite a Kyoto attraverso un colpo di stato. Ed è proprio in questo periodo che comincia la Restaurazione Meiji che restituì il potere all’imperatore dopo secoli di dominio degli shōgun.

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La prima azione esercitata dal nuovo governo Meiji fu quella di dare qualche privilegio in più alla classe dei samurai, rimasta insoddisfatta dal regime precedente. In seguito ai numerosi contrasti nel 1869 i daimyō furono nominato governatori dei loro feudi. Tuttavia questi ultimi vennero soppressi nel 1871, permettendo la centralizzazione “formale” del potere e il rinforzo dell’istituzione imperiale. Non tutti approvarono la rinuncia del proprio feudo, ma per mantenere ordine e stabilità, il governo persuase i daimyō con promesse di forti ricompense.
Assieme a questo compromesso, il governo si accordò anche con la classe samurai, approvando una legge che consentiva loro di svolgere qualsiasi occupazione nel campo degli affari e nella pubblica amministrazione (le più gettonate erano l’organo istituzionale di polizia e l’esercito imperiale). A seguito di ciò, il mantenimento della classe dei samurai venne assunto dal governo centrale, elargendo anche remunerazioni nei loro confronti.

In questo nuovo stato, l’immagine dell’imperatore diveniva sempre più significativa e nel giugno 1869, con il “giuramente della Carta” a favore dell’imperatore Meiji, nacque la prima costituzione. Qui venivano enunciati i pieni poteri del governo centrale, anche se le decisioni politiche del paese erano affidate ancora ad un governo oligarchico.
Fino al 1881, il regime governò in modo autoritario con nessuna opposizione da parte della classe dominante, ma è in questo anno che scoppiò una grande crisi. Qui, con una richiesta all’imperatore, si invocò il desiderio di trasformare il governo in forma parlamentare.

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Nonostante le difficoltà, il periodo Meiji rimane ancora una delle ere più importanti e con più cambiamenti della storia Giapponese. E’ proprio qui che si gettarono le basi per l’odierno governo del paese del Sol Levante.

Il tempio Meiji

Situato nel cuore di Tokyo e circondato da una foresta naturale e urbana, il Meiji-Jingu è una perla del culto shintō e uno dei santuari più simbolici di della città.

 

Situato nel parco di Yoyogi, a Shibuya, la struttura fu completata nel 1920, in onore dell’imperatore Meiji (1852 - 1912) e della sua sposa Shôen (1849 - 1914), fu vittima dei bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale, ma ricostruito completamente poco dopo. Questa è una grande dimostrazione di riconoscenza giapponese verso questo imperatore, e l’esempio più lampante è proprio l’enorme parco che circonda questo luogo di culto, con più di centomila alberi inviato dagli abitanti di tutto l’arcipelago in onore della memoria di questo imperatore.

Per accedere al santuario, tuttora in attività, bisogna attraversare il grande bosco circostante e passare sotto il magnifico Torii in cipresso. Prima di poter entrare nei cortili e negli edifici sacri, bisogna rispettare alcune regole di etichetta, come ad esempio la purificazione del corpo con l’acqua e il saluto al Torii.

 

E’ incredibile come dopo aver passato la grande porta Torii, il rumoroso viavai di Tokyo sparisce e viene sostituito dai suoni tranquilli della foresta e dalle folte chiome arboree. Qui i visitatori del tempio possono prendere parte alle tipiche attività shintoise, come fare offerte nell’area principale, comprare porta fortuna e amuleti, o scrivere un vostro desiderio sulle famose tavolette ema. Non è raro infatti trovare persone di tutte le età che acquistano queste tavolette in legno e che esprimono il proprio desiderio scrivendolo proprio su questi supporti. Una volta espresso il vostro desiderio o augurio, gli ema vengono appesi su un supporto centrale nel tempio e successivamente recuperati dai preti che invieranno poi i messaggi ai Kami (dei).

Il Meiji Jingu è uno dei templi più popolari del Giappone e proprio in questo periodo dell’anno, subito dopo l’Omisoka, accoglie regolarmente più di tre milioni di visitatori per l’Hatsumode, le prime preghiere dell’anno.
Nella parte più a nord delle terre legate al tempio, i visitatori possono trovare la casa dei tesori del Meiji Jingu, costruita un anno dopo che il tempio fu aperto. In questo luogo sono racchiusi molti oggetti personali legati all’Imperatore e all’imperatrice, inclusa la carrozza che ha accompagnato l’imperatore alla dichiarazione formale della costituzione Meiji nel 1889.

 

Una grande area della parte sud delle terre del tempio è occupata dai Giardini Interni, i quali richiedono un piccolo costo di entrata. Tuttavia questi giardini sono particolarmente popolari verso la metà di giugno per ammirare i fiori d’Iris in tutto il loro splendore, assieme alle famosissime gru giapponesi. E se avrete abbastanza pazienza, potrete avere l’occasione di vedere un piccolo stormo di questi fantastici volatili attraversare il grande lago, uno spettacolo unico e magico.

 

Inoltre, passeggiando lungo le vie interne del tempio e del parco, è possibile imbattersi in quello che io chiamo “muro del sake”, un muro composto da gigantesche botti di sake, un dono per l’imperatore da parte di tutte le sakagura del Giappone. Opposto a questo muro invece, è possibile trovare un muro di botti di vino, un dono per l’imperatore da parte di tutte le nazioni estere.

Inoltre, in preparazione del 100° anniversario nel 2020, lavori di ristrutturazione sono in atto per alcuni degli edifici del tempio, previsti fino all’ottobre 2019, quindi se pianificate di visitare Tokyo nel 2020 non potete assolutamente perdervi questa meta, fra una gara olimpica e l’altra!


Japan Travel: Il Palazzo Imperiale e giardini Imperiali

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Sono stata a Tokyo un paio di volte e uno dei miei posti preferiti in tutta la città sono i giardini imperiali nell'area di Chiyoda. Ogni volta che sono in città, trovo sempre un momento (a volte anche più di uno) per visitare questo incredibile posto, un cuore verde a Tokyo, pieno di storia e tradizione ma circondato dalla modernità di questa frenetica città.

Il Palazzo Imperiale di Tokyo (皇居 Kōkyo, letteralmente "Residenza Imperiale") è la residenza principale dell'Imperatore del Giappone. Con i suoi grandi parchi si trova nel cuore del quartiere di Chiyoda e contiene edifici tra cui il palazzo principale (宮殿 Kyūden), le residenze private della famiglia imperiale, un archivio, musei e uffici amministrativi.
L'attuale palazzo è costruito sul sito del vecchio castello Edo costruito dallo shogun Tokugawa Ieyasu e l'area totale, compresi i giardini, è di 1,15 chilometri quadrati.

La storia

 

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Castello di Edo

Costruito da Tokugawa Ieyasu e assegnato come residenza della famiglia Tokugawa, dopo la fine dello shogunato e la restaurazione Meiji, l'imperatore lasciò il palazzo imperiale di Kyoto e si trasferì nel castello di Edo. Questa divenne la sua nuova residenza e fu ribattezzata con il nome di Castello di Tōkei (東京城 Tōkei-jō), nello stesso periodo, anche Tōkyō era stata chiamata Tōkei.

Il 5 maggio 1873, il palazzo Nishinomaru (precedentemente residenza dello shogun) fu distrutto da un incendio e nel 1888 fu costruito il nuovo Palazzo Imperiale (宮城 Kyūjō).
L'organizzazione no-profit "Rebuilding Edo-jo Association" (NPO 法人 江戸城再建) fondata nel 2004 ha l'obiettivo di una ricostruzione storicamente corretta almeno del principale mastio. Questo gruppo progetta di raccogliere donazioni e firme su una petizione a sostegno della ricostruzione della torre del vecchio castello in modo che la capitale possa avere un edificio simbolico.

 

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Il vecchio palazzo

Nell'era Meiji, la maggior parte delle strutture del castello di Edo scomparve. Alcuni sono stati rimossi per far posto ad altri edifici mentre altri sono stati distrutti da terremoti e incendi.
In questo caso, i ponti doppi di legno (二重橋 Nijūbashi) sopra il fossato furono sostituiti con ponti di pietra e ferro mentre gli edifici del Palazzo Imperiale costruiti nell'era Meiji erano fatti di legno.
Quando ti trovi per la prima volta il Palazzo Imperiale, vieni improvvisamente trasportato nell'architettura giapponese classica e tradizionale, ma se avete la possibilità di camminare in quelle sale coprirete che all'interno, il palazzo è un misto della moda giapponese di allora ed elementi europei. Sedie occidentali, tavoli e tende pesanti arredano gli spazi, i pavimenti delle sale comuni hanno parquets o tappeti mentre gli spazi residenziali usavano tatami tradizionali.

Gli ospiti erano ricevuti nella sala delle udienze principale, che era la parte centrale del palazzo. Il suo spazio era più di 223 tsubo (circa 737,25 m2) e il soffitto era in tradizionale stile giapponese, mentre il pavimento era fatto di parquet. Per il tetto, è stato mantenuto uno stile simile al Palazzo Imperiale di Kyoto, tuttavia fu coperto con lastre di rame ignifugato piuttosto che le tradizionali lastre di cipresso giapponesi.
Altri edifici in cemento furono aggiunti nel tardo periodo Taishō e all'inizio del periodo Shōwa, come il quartier generale del Ministero della casa imperiale e il Consiglio privato.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la notte del 25 maggio 1945, la maggior parte delle strutture del palazzo imperiale furono distrutte durante il bombardamento incendiario di Tokyo da parte delle forze alleate. A causa di ciò, una nuova sala principale del palazzo (宮殿 Kyūden) e le residenze furono costruite nella parte occidentale del sito negli anni '60 e questa zona fu ribattezzata Residenza Imperiale (皇居 Kōkyo) mentre la parte orientale fu ribattezzata East Garden (東 御苑 Higashi -Gyoen) e divenne un parco pubblico nel 1968.

 

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Il palazzo imperiale oggi

Dopo essere sopravvissuto alla definizione del momento storico, il moderno palazzo Kyūden (宮殿) fu progettato per varie funzioni giudiziarie imperiali e la reception si trova nella vecchia sezione Nishinomaru del palazzo.
Ad oggi, la residenza dell'attuale imperatore e imperatrice si trova nei giardini Fukiage ed è ora su una scala molto più modesta, rispetto a quella che era originariamente.

Ad eccezione dell’Imperial Household Agency e dei Giardini Imperiali, il palazzo è generalmente chiuso al pubblico, ad eccezione di visite guidate riservate da martedì a sabato. Ogni anno nuovo (2 gennaio) e al compleanno dell'imperatore, al pubblico è permesso di entrare attraverso il Nakamon (porta interna) dove si riuniscono nella Piazza Kyote Totei davanti alla Sala Chowaden. In questa occasione, la Famiglia Imperiale appare sul balcone davanti alla folla e l'Imperatore di solito fa un breve discorso di saluto, ringrazia gli ospiti e augura loro buona salute e benedizioni.

I giardini

 

Fukiage Garden

Questo è probabilmente il giardino più antico del complesso. Il giardino Fukiage ha portato questo nome sin dal periodo Edo ed è qui che vive la famiglia imperiale.
Il Fukiage Ōmiya Palace (吹 上 大 宮 御所 Fukiage Ōmiya-gosho) nella parte settentrionale era originariamente la residenza dell'imperatore Showa e dell'imperatrice Kōjun e si chiamava Fukiage Palace. Dopo la morte dell'imperatore nel 1989, il palazzo fu ribattezzato Palazzo Fukiage Ōmiya e fu la residenza dell'Imperatrice Dowager fino alla sua morte nel 2000.
Qui potete anche trovare i Tre Santuari del Palazzo (宮中三殿 Kyūchū-sanden), parti delle Regalie Imperiali del Giappone e il santuario svolge un ruolo religioso nelle incoronazioni e matrimoni imperiali.

 

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Tōkagakudō (Music Hall)

Il Tōkagakudō (桃華楽堂, Peach Blossom Music Hall) si trova ad est dell'ex mastio principale del castello di Edo nella zona Honmaru ed è stato costruito per commemorare il sessantesimo compleanno dell'imperatrice Kōjun il 6 marzo 1963. L'edificio di in ferro e cemento copre un'area totale di 1.254 m2 e ognuna delle sue otto pareti esterne è decorata con tessere di mosaico diversamente progettate.

Giardino Ninomaru

Se volete dare una rapida occhiata all'intera vegetazione giapponese, è qui che dovreste andare, dato che gli alberi simbolici che rappresentano ogni prefettura sono piantati nell'angolo nord-occidentale della cinta di Ninomaru. Tali alberi sono stati donati da ogni prefettura e ci sono in totale 260 alberi, coprendo 30 varietà.

 

Kitanomaru

Situato nella parte settentrionale del castello di Edo, questo parco pubblico è famoso per essere la casa del Nippon Budokan Hall, uno dei più grandi siti per concerti, eventi sportivi e altro ancora.
Qui potete anche trovare un monumento in bronzo dedicato al principe Kitashirakawa Yoshihisa (親王白川宮能久親王 Kitashirakawa-no-miya Yoshihisa-shinnō)

East Garden

Ultimo ma non meno importante, gli East Gardens, i più famosi di questo complesso. Qui si trova la maggior parte degli edifici amministrativi del palazzo e comprende le ex zone di Honaro e Ninomaru del castello di Edo, per un totale di 210.000 m2. Situato sul terreno dell'East Garden troviamo l’Imperial Tokagakudo Music Hall, il Music Department of the Board of Ceremonies of the Imperial Household, Archives and Mausolea Department Imperial Household Agency, strutture per le guardie come il dojo Saineikan e il Museo delle collezioni imperiali.

I lavori di costruzione iniziarono nel 1961 con un nuovo laghetto nel Ninomaru, così come la riparazione e il restauro di vari edifici e strutture del periodo Edo. Il 30 maggio 1963, l'area fu dichiarata dal governo giapponese una "reliquia storica speciale" ai sensi della legge sulla protezione delle proprietà culturali.

 

Questo è in realtà il mio preferito e ogni volta che vengo a Tokyo, cerco sempre di passare un pomeriggio qui. È uno dei posti più visitati della città, è vero, ma nonostante tutti i turisti che passeggiano, c'è questa magica atmosfera di tranquillità nell'aria ed è il posto perfetto per sedersi, leggere un libro, scrivere sul vostro quaderno tutte le avventure che avete avuto in questa incredibile città e assaporare tutta la storia che questo luogo ha vissuto.

Accesso

L'ingresso di Otemon agli East Gardens è a pochi passi dalla stazione di Otemachi sulle linee Chiyoda, Tozai, Marunouchi, Hanzomon e Mita. Può anche essere raggiunto in 10-15 minuti a piedi dalla stazione di Tokyo.

Orari di apertura

Dalle 9:00 alle 16:30 (fino alle 17:00 da metà aprile ad agosto, fino alle 16:00 da novembre a febbraio). L'ammissione termina 30 minuti prima della chiusura.

Chiuso

Il lunedì, il venerdì, il nuovo anno (dal 28 dicembre al 3 gennaio) e alcune occasioni speciali. Se il lunedì o il venerdì è una festa nazionale, i giardini sono chiusi il giorno successivo.

Ammissione

Gratuita


Japan Italy: Hiroshige Hokusai. Oltre L'onda

L’affascinante mondo dell’Ukiyo-e in mostra a Bologna

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Dopo le esposizioni di Roma e Milano, le iniziative avviate nel 2016 per celebrare il 150° anniversario delle relazioni bilaterali Italia – Giappone proseguono a Bologna con la splendida mostra “HOKUSAI HIROSHIGE. Oltre l’onda”. Fino al 3 Marzo 2019 presso il Museo Civico Archeologico, sarà possibile esplorare l’affascinante mondo dell’Ukiyo-e - la stampa artistica giapponese, iconica rappresentazione del mondo fluttuante - attraverso una selezione di circa 250 opere provenienti dal Museum of Fine Arts di Boston, per la prima volta visibili in Italia.

Il progetto, ottimamente curato da Rossella Menegazzo con Sarah E. Thompson e prodotto da MondoMostre Skira, si sviluppa in un ricchissimo percorso, lungo il quale il visitatore può godere un’esperienza non solo raffinatamente estetica, ma anche densa di contenuti ed approfondimenti relativi alla vita e all’esperienza artistica dei due maestri.

Le audio guide, fornite gratuitamente con il biglietto d’ingresso, permettono infatti di apprezzare appieno il significato artistico ed il valore storico delle opere esposte, accompagnando passo per passo il visitatore attraverso spazi espositivi che col loro elegante ed essenziale design forniscono una cornice ideale alle stampe (unica pecca l’illuminazione, che costringe ad una visione molto ravvicinata e talvolta laboriosa a causa dei riflessi creati dal vetro che riveste le opere incorniciate).

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Maestri a confronto

La mostra si apre con la sezione dedicata ad Hokusai e alle sue Trentasei vedute del monte Fuji. La raccolta, edita tra il 1831 e il 1833 e giustamente considerata tra i capolavori del Maestro, è appunto dedicata alla montagna simbolo identitario del Giappone, vista da diverse province e nelle diverse stagioni, sempre uguale a se stessa ma al tempo stesso sempre nuova; quasi un esercizio di meditazione, attraverso il quale l’autore tenta di catturare l’essenza stessa del tempo attraverso la rappresentazione della ieratica immobilità del monte, contrapposta alle laboriose attività umane e all’incessante rinnovamento della natura.

Della raccolta fa parte la celeberrima xilografia La grande onda di Kanagawa, che il percorso espositivo accosta sapientemente, in una sorta di ideale passaggio del testimone, all’illustrazione di Hiroshige Il mare a Satta nella provincia di Suruga, realizzata 28 anni dopo quella dell’illustre maestro. La visione delle due opere affiancate permette di cogliere pienamente la cifra artistica dei due autori ed al tempo stesso le loro diversità. Hokusai fa infatti dispiegare orizzontalmente la propria onda, in una sorta di vortice circolare, il cui occhio incornicia il Monte Fuji che appare piccolissimo sullo sfondo, testimone impassibile dell’evento drammatico che si svolge invece in primo piano, rappresentato dall’impari lotta tra la barca dei pescatori e la potenza sovrumana dei flutti.
Hiroshige sceglie invece un formato verticale, che consente alla sua onda di impennarsi verso il cielo e dissolversi in una minuta spuma bianca, dalla quale sembrano quasi trarre origine gli uccelli in volo. Anche qui è presente una barca, ma vista in lontananza mentre solca serenamente un mare pacifico, completando così il quadro di generale armonia creato dagli elementi naturali in perfetto equilibrio tra loro.

La mostra prosegue quindi con un appassionante viaggio nel mondo di Utagawa Hiroshige attraverso diverse sezioni tematiche, rispettivamente intitolate Immagini di Viaggio, Tokaido e Kisokaido; Pesci, Molluschi, Crostacei ed Erbe, e ancora Fiori ed Uccelli; Vedute di Luoghi Lontani; Parodie e Umorismo ed infine le Cento Vedute dei Luoghi Celebri di Edo.

In esse il visitatore può esplorare l’intero universo creativo di quello che è stato giustamente definito “Maestro della pioggia e della neve”, per la straordinaria abilità ed eleganza con le quali rappresenta le diverse condizioni atmosferiche. Tale capacità appare immediatamente evidente nella raccolta Cinquantatre stazioni di posta del Tokaido, la cui esposizione è accompagnata da un ampio apparato didascalico che ben ne illustra il significato storico oltre che artistico.

Tuttavia il talento di Hiroshige non si esaurisce manieristicamente nella sua prodigiosa capacità di rappresentare paesaggi, fiori o animali, costantemente guidato da una sensibilità quasi religiosa nei confronti delle diverse manifestazioni del mondo naturale. Al maestro giapponese va infatti innanzitutto riconosciuto il merito di essere stato un grande innovatore, in grado di rigenerare un filone classico, come quello del paesaggio, attraverso elementi visivi che anticipano caratteristiche che diventeranno in seguito proprie della visione fotografica. Le sue illustrazioni si caratterizzano infatti per il sorprendente taglio fotografico della composizione, fatto di piani sovrapposti in cui elementi di grandi dimensioni posti in primissimo piano catturano lo sguardo dello spettatore, lasciando tutto il resto in piccolo sullo sfondo.


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Hiroshige e l’Occidente

Lo sguardo fotografico delle opere di Hiroshige, il suo tratto sicuro, le campiture uniformi di colore su aree delimitate da contorni scuri, quasi del tutto prive di sfumature e di effetti chiaroscurali, l’assenza di simmetria, le vedute a volo d’uccello: tutti questi elementi ebbero grande influenza sull’arte di alcuni impressionisti e post-impressionisti del calibro di Manet, Monet, Degas e van Gogh. Essi manifestarono la propria ammirazione assorbendo e rielaborando tali elementi grafici e compositivi o addirittura citandoli esplicitamente, come fa ad esempio Vincent van Gogh, che nel Ritratto di père Tanguy utilizza sei immagini ukiyo-e come sfondo per il suo personaggio.

Risulta quindi particolarmente emozionante per gli amanti dell’Arte poter ammirare nella mostra bolognese stampe come “Ponte di Shin-Ōhashi sotto la pioggia”, “ Susino in fiore” e “All'interno del santuario Kameido Tenjin”, la cui bellezza sedusse van Gogh e Monet al punto da indurli a realizzarne delle copie, seppure reinterpretate secondo la propria cifra personale. Né questo deve stupire, se si pensa che le stampe Ukiyo-e, importate inizialmente in Olanda dalla Compagnia delle Indie, esplosero come fenomeno socio-culturale in Occidente ed in particolare in Francia dopo l’Esposizione Universale del 1885, divenendo un elemento così influente sull’arte e sulla moda dell’epoca da determinare il fenomeno che l'incisore Philippe Burty nel 1873 definì Japonisme (trad. Giapponismo).

All’interno della mostra è possibile vedere per la prima volta anche opere estremamente rare, come i disegni a china preparatori per la produzione delle matrici di legno. Tali disegni venivano infatti distrutti durante il processo di lavorazione delle xilografie ed è quindi un fatto raro e prezioso poter apprezzare attraverso essi il tratto originario del maestro: fluido, sicuro, essenziale, sorprendentemente simile a quello dei più grandi mangaka (disegnatori di manga) contemporanei. Tutto il processo di produzione delle stampe è peraltro visibile in un interessante video, proiettato in una sala apposita, che completa l’apparato didattico dell’esposizione.


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L’Ukiyo-e: la fugace bellezza del mondo fluttuante

Benchè Hiroshige venisse considerato un artista moderno già dai suoi contemporanei, per le sue innovative composizioni del paesaggio, egli si dedicò anche a filoni dell’Ukiyo-e più tradizionali e maggiormente richiesti dal mercato del tempo, come le scene di vita quotidiana del nascente ceto cittadino nelle località più belle e conosciute del tempo, in particolare Edo (l’attuale Tokyo).

L’ultima sezione della mostra, Cento Vedute dei Luoghi Celebri di Edo, evidenzia il tratto più legato a tale filone, il filo rosso che unisce le diverse creazioni dei maestri della stampa artistica giapponese. L’Ukiyo-e (letteralmente ‘immagini del mondo fluttuante’) è infatti un genere che fiorisce in epoca Edo nel Giappone pacificato e prospero dello shogunato Tokugawa e che risponde al gusto della nascente borghesia cittadina, rappresentando il nuovo stile di vita dei chonin (gente di città), cioè di quegli artigiani e commercianti che grazie alle loro attività detengono ormai il potere economico, mentre l’austera casta samuraica, sempre più burocratizzata e sempre meno guerriera, si occupa di gestire il potere politico.

L’Ukiyo-e è perciò rappresentazione ottimistica di quel “mondo fluttuante”, di quella vita palpitante della città, effimera e di breve durata, che deve essere goduta in una sorta di carpe diem orientale, immergendosi appieno nella sua incessante corrente, in contrapposizione ironica all’ukiyo buddista, che indica il ‘mondo della sofferenza’, il costante ciclo di morte e rinascita terrena da cui il monaco buddista tenta di liberarsi.
Anche in questa rappresentazione della vita della città e dei suoi protagonisti Hiroshige eccelle, donando alle proprie composizioni lo stesso senso di equilibrio ed armonia che pervade le sue raffigurazioni del mondo naturale.

La mostra bolognese rappresenta quindi un’occasione imperdibile per accostarsi ad un genere artistico che da secoli affascina l’Occidente e che non mancherà di conquistare i neofiti, ma anche per approfondire la conoscenza di un mondo magari già noto, grazie ai diversi strumenti messi a disposizione dal progetto. Oltre al vasto corredo informativo presente nell’esposizione, è infatti possibile usufruire di visite guidate tematiche, strutturate sia per le scuole dei diversi ordini e gradi che per il pubblico adulto.

L’iniziativa sarà inoltre completata da un ciclo di eventi speciali e conferenze centrate su diversi aspetti non solo del mondo dell’Ukiyo-e, ma anche della cultura giapponese globalmente intesa. Le modalità di partecipazione ed il calendario completo degli eventi sono consultabili presso il curatissimo sito ufficiale della mostra: www.oltrelonda.it


Japan History: Tokugawa Ieyasu

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Tokugawa Ieyasu (徳川家康, Gennaio 30, 1543 – Giugno 1, 1616) è stato il fondatore ed il primo shōgun dello shogunato di Tokugawa, che ha effettivamente comandato in Giappone data Battaglia di Sekigahara nel 1600 fino alla ristrutturazione di Meiji nel 1868. Ieyasu ha ottenuto il potere nel 1600, diventato shōgun nel 1603, e abdicato nel 1605 rimanendo al potere fino alla sua morte nel 1616. E’ stato uno dei tre unificatori del Giappone, insieme a lord Nobunaga e Toyotomi Hideyoshi.

Tokugawa Ieyasu, in origine Matsudaira Takechiyo , era figlio di Maytsudaira Hirotada, il daimyo di Mikawa del Matsudaira clan e di Odai-no-kata, la figlia del samurai lord Mizuno Tadamasa. I suoi genitori avevano rispettivamente 17 e 15 anni quando nacque Ieyasu.
Nell’anno della sua nascita, il clan Matsudaira si sciolse. Nel 1543, lo zio di Hirotada, Matsudaira Nobutaka, sconfisse il can Oda. Questo diede a Oda Nobuhide modo di attaccare Okazaki. Hirotada divorziò da Odai-no-kata rimandandola dalla sua famiglia per risposarsi nuovamente, infatti Ieyasu aveva 11 fratelli e sorelle.
Siccome Oda Nobunaga continuava ad attaccare Okazaki, nel 1548 Hirotada chiese aiuto ad Imagawa Yoshimoto che accettò l’alleanza.
Oda Nobuhide, venuto a conoscenza di questo accordo, fece rapire Ieyasu dal suo entourage in viaggio verso Sunpu. Ieyasu aveva solo cinque anni all'epoca.
Nobuhide minacciò di giustiziare Ieyasu a meno che suo padre non avesse rotto tutti i legami con il clan Imagawa; tuttavia, Hirotada rifiutò, affermando che sacrificare il proprio figlio avrebbe mostrato la sua serietà nel suo patto con Imagawa. Nonostante questo rifiuto, Nobuhide scelse di non uccidere Ieyasu, ma invece lo trattenne come ostaggio per i successivi tre anni nel Tempio Mansho-ji di Nagoya.
Nel 1549, quando Ieyasu aveva 6 anni, suo padre Hirotada fu assassinato dai suoi stessi vassalli, che erano stati corrotti dal clan Oda. Più o meno nello stesso periodo, Oda Nobuhide morì durante un'epidemia. La morte di Nobuhide ha inferto un duro colpo al clan Oda. Un esercito sotto il comando di Imagawa Sessai assediò il castello dove vivevano Oda Nobuhiro, il primogenito di Nobuhide e il nuovo capo del clan Oda. Con il castello che stava per cadere, Sessai offrì un accordo a Oda Nobunaga, secondogenito di Nobuhide. Egli si offrì di rinunciare all'assedio se Ieyasu fosse stato consegnato a Imagawa.

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La salita al potere (1556-1584)

Nel 1556 Ieyasu divenne ufficialmente maggiorenne, con Imagawa Yoshimoto che presiedeva la sua cerimonia di genpuku. Seguendo la tradizione, cambiò il suo nome da Matsudaira Takechiyo a Matsudaira Jirōsaburō Motonobu. Gli fu anche permesso per un breve periodo di visitare Okazaki per rendere omaggio alla tomba di suo padre e ricevere l'omaggio dei suoi servitori nominali, guidati dal karō Torii Tadayoshi.
Un anno dopo, sposò la sua prima moglie, Lady Tsukiyama, parente di Imagawa Yoshimoto, e cambiò nuovamente il suo nome in Matsudaira Kurandonosuke Motoyasu. Quando gli fu permesso di tornare a Mikawa, Imagawa gli ordinò quindi di combattere il clan Oda in una serie di battaglie.
Motoyasu ha combattuto la sua prima battaglia nel 1558 all'Assedio di Terabe. Il castellano di Terabe nel Mikawa occidentale, Suzuki Shigeteru, tradì Imagawa sconfiggendo Oda Nobunaga. Questo era all'interno del territorio di Matsudaira, quindi Imagawa Yoshimoto affidò la campagna a Ieyasu e ai suoi servitori di Okazaki. Ieyasu guidò l'attacco in persona, ma dopo aver preso le difese esterne, cominciò ad avere paura di un contrattacco, così si ritirò. Come anticipato, le forze di Oda attaccarono le sue linee, ma Motoyasu era preparato e scacciò l'esercito Oda.
Riuscì a consegnare rifornimenti nell'assedio di Odaka del 1559. Odaka era l'unico dei cinque forti di frontiera contestati dall'attacco di Oda, rimasto nelle mani di Imagawa. Motoyasu lanciò attacchi diversivi contro i due forti vicini, e quando le guarnigioni degli altri forti andarono in suo aiuto, la colonna di rifornimento di Ieyasu riuscì a raggiungere Odaka.
Nel 1560 la leadership del clan Oda era passata al brillante leader Oda Nobunaga. Imagawa Yoshimoto, a capo di un grande esercito (forse 25.000 persone) invase il territorio del clan Oda. A Motoyasu fu assegnata una missione separata per catturare la roccaforte di Marune. Quindi lui e i suoi uomini non erano presenti alla battaglia di Okehazama dove Yoshimoto fu ucciso nell'assalto a sorpresa di Nobunaga.

L’ Alleanza con Oda

Con la morte di Yoshimoto e il clan Imagawa in uno stato di confusione, Motoyasu colse l'occasione per affermare la propria indipendenza e riportare i suoi uomini nel castello abbandonato di Okazaki per reclamare il suo posto.
Motoyasu decise quindi di allearsi con il clan Oda. Era necessario un accordo segreto perché la moglie di Motoyasu, Lady Tsukiyama, e il figlio neonato, Nobuyasu, furono tenuti in ostaggio a Sumpu da Imagawa Ujizane, l'erede di Yoshimoto.
Nel 1561, Motoyasu conquistò la fortezza di Kaminogō, detenuto da Udono Nagamochi, attaccando nella notte, dando fuoco al castello e catturando due dei figli di Udono, che usò come ostaggi per liberare moglie e figlio.
Nel 1563 Nobuyasu era sposato con la figlia di Nobunaga Tokuhime.
Per gli anni successivi Motoyasu si impegnò a riformare il clan Matsudaira e a far pace con Mikawa. Ha anche rafforzato i suoi principali vassalli assegnando loro terre e castelli. Questi vassalli includevano: Honda Tadakatsu, Ishikawa Kazumasa, Kōriki Kiyonaga, Hattori Hanzō, Sakai Tadatsugu e Sakakibara Yasumasa.

Nei suoi primi giorni di daimyō di Mikawa Ieyasu ebbe rapporti difficili con i templi del Jōdō che diventarono sempre più numerosi nel nel 1563-64.
Durante questo periodo, il clan Matsudaira affrontò anche una minaccia proveniente da una fonte diversa. Mikawa fu un importante centro per il movimento Ikkō-ikki, dove i contadini si unirono con i monaci militanti sotto la setta Jōdo Shinshū e respinsero il tradizionale ordine sociale feudale. Motoyasu intraprese diverse battaglie per sopprimere questo movimento nei suoi territori, tra cui la Battaglia di Azukizaka. In un combattimento, fu quasi ucciso da due proiettili che non penetrarono nella sua armatura. Entrambe le parti stavano usando le nuove armi da polvere da sparo che i portoghesi avevano introdotto in Giappone solo 20 anni prima.

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Crescente influenza politica.

Nel 1567, cambiò ancora il suo nome, questa volta a Tokugawa Ieyasu. Così facendo, rivendicò la discesa dal clan Minamoto. Nessuna prova è stata effettivamente trovata per questa presunta discendenza dall'Imperatore Seiwa. Eppure, il suo nome di famiglia fu cambiato con il permesso della Corte Imperiale, dopo aver scritto una petizione, in cui gli era stato conferito il titolo di cortesia Mikawa-no-kami
Ieyasu rimase un alleato di Nobunaga e i suoi soldati facevano parte dell'esercito di Nobunaga che conquistò Kyoto nel 1568. Nello stesso tempo Ieyasu stava espandendo il suo territorio. Ieyasu e Takeda Shingen, il capo del clan Takeda nella provincia di Kai fecero un'alleanza allo scopo di conquistare tutto il territorio di Imagawa. Nel 1570, le truppe di Ieyasu conquistarono il castello di Yoshida (moderno Toyohashi), ed entrarono nella provincia di Tōtōmi. Nel frattempo, le truppe di Shingen conquistarono la provincia di Suruga (inclusa la capitale di Imagawa, Sunpu). Imagawa Ujizane fuggì al castello di Kakegawa, che Ieyasu pose sotto assedio. Ieyasu quindi negoziò con Ujizane, promettendo che se si fosse arreso, avrebbe aiutato Ujizane a riconquistare Suruga. Ujizane non aveva più nulla da perdere, e Ieyasu finì immediatamente la sua alleanza con Takeda, fstrinse una nuova alleanza con il nemico di Takeda, Uesugi Kenshin del clan Uesugi. Attraverso queste manipolazioni politiche, Ieyasu ottenne il sostegno dei samurai della provincia di Tōtōmi.
Nel 1570, Ieyasu stabilì Hamamatsu come capitale del suo territorio, mettendo suo figlio Nobuyasu a capo di Okazaki.
Lo stesso anno, condusse 5.000 dei suoi uomini a sostenere Nobunaga nella battaglia di Anegawa contro i clan Azai e Asakura.

Conflitto con Takeda

Nell'ottobre del 1571, Takeda Shingen, ora alleato del clan Odawara Hōjō, attaccò le terre Tokugawa a Tōtōmi. Ieyasu chiese aiuto a Nobunaga, che gli mandò circa 3000 soldati. All'inizio del 1572 i due eserciti si incontrarono nella battaglia di Mikatagahara. Il considerevolmente più grande esercito di Takeda, sotto la direzione esperta di Shingen, ha travolto le truppe di Ieyasu e causato gravi perdite. Nonostante la sua iniziale reticenza, Ieyasu fu convinto da uno dei suoi generali a ritirarsi. La battaglia fu una grande sconfitta, ma nell'interesse di mantenere l'apparenza di un dignitoso ritiro, Ieyasu ordinò spudoratamente agli uomini del suo castello di accendere torce, suonare tamburi e lasciare i cancelli aperti, per ricevere adeguatamente i guerrieri di ritorno. Con sorpresa e sollievo dell'esercito Tokugawa, questo spettacolo ha fatto insospettire i generali Takeda, quindi invece di assediare il castello, si sono invece accampati per la notte. Questo errore avrebbe permesso a una banda di ninja Tokugawa di razziare il campo nelle ore successive, sconvolgendo ulteriormente l'esercito disorientato di Takeda, e alla fine, nella decisione di Shingen risultò il cancellamento di tutta l'offensiva. Per inciso, Takeda Shingen non avrebbe avuto un'altra possibilità di avanzare su Hamamatsu, tanto meno su Kyoto, poiché sarebbe morto poco dopo l'assedio del castello di Noda un anno dopo, nel 1573.
Nel 1575, Takeda attaccò il castello di Nagashino nella provincia di Mikawa. Ieyasu fece appello a Nobunaga per chiedere aiuto e il risultato fu che Nobunaga venne personalmente a capo di un esercito molto grande (circa 30.000 combattenti). La forza Oda-Tokugawa di 38.000 combattenti conquistò una grande vittoria il 28 giugno 1575, nella battaglia di Nagashino, anche se Takeda Katsuyori sopravvisse alla battaglia e si ritirò di nuovo nella provincia di Kai.
Per i successivi sette anni, Ieyasu e Katsuyori combatterono una serie di piccole battaglie, in seguito alle quali le truppe di Ieyasu riuscirono a strappare il controllo della provincia di Suruga dal clan Takeda.

Nel 1579, la moglie di Ieyasu e il suo erede Nobuyasu furono accusati da Nobunaga di cospirare con Takeda Katsuyori per assassinare Nobunaga, la cui figlia Tokuhime (1559-1636) era sposata con Nobuyasu. Per questo Ieyasu ordinò alla moglie di essere giustiziata e costrinse il suo figlio maggiore, Nobuyasu, a commettere seppuku. Ieyasu quindi nominò il suo terzo figlio, Tokugawa Hidetada, come erede, dal momento che il suo secondo figlio fu adottato da un altro potere in ascesa: il generale del clan Oda,Toyotomi Hideyoshi, che presto sarebbe diventato il più potente daimyō del Giappone.
La fine della guerra con Takeda arrivò nel 1582 quando una forza combinata Oda-Tokugawa attaccò e conquistò la provincia di Kai. Takeda Katsuyori fu sconfitto nella battaglia di Tenmokuzan e poi commise seppuku.


Uma che contiene le ceneri di Tokugawa Ieyasu a Nikkō
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Morte di Nobunaga

Alla fine di giugno 1582, Ieyasu era vicino a Osaka e lontano dal suo territorio quando apprese che Nobunaga era stato assassinato da Akechi Mitsuhide. Ieyasu gestì il pericoloso viaggio di ritorno a Mikawa. Ieyasu stava mobilitando il suo esercito quando seppe che Hideyoshi aveva sconfitto Akechi Mitsuhide nella battaglia di Yamazaki.
La morte di Nobunaga fece sì che alcune province, governate dai vassalli di Nobunaga, potessero essere conquistate. Il capo della provincia di Kai commise l'errore di uccidere uno degli aiutanti di Ieyasu. Ieyasu invase prontamente Kai e prese il controllo. Hōjō Ujimasa, capo del clan Hōjō, rispose mandando il suo esercito molto più grande a Shinano e poi nella provincia di Kai. Nessuna battaglia fu combattuta tra le truppe di Ieyasu e il grande esercito di Hōjō e, dopo qualche trattativa, Ieyasu e Hōjō accettarono un accordo che lasciò Ieyasu nel controllo delle province di Kai e Shinano, mentre l'Hōjō prese il controllo della provincia di Kazusa (così come pezzi di entrambe le province di Kai e Shinano).
Nello stesso momento (1583) fu combattuta una guerra governare il Giappone tra Toyotomi Hideyoshi e Shibata Katsuie. Ieyasu non prese posizione in questo conflitto, basandosi sulla sua reputazione sia per prudenza che per saggezza. Hideyoshi sconfisse Katsuie alla battaglia di Shizugatake. Con questa vittoria, Hideyoshi divenne il daimyō più potente in Giappone.

Ieyasu e Hideyoshi (1584-1598)

Nel 1584 Ieyasu decise di sostenere Oda Nobukatsu, il primogenito figlio ed erede di Oda Nobunaga, contro Hideyoshi. Questo era un atto pericoloso e avrebbe potuto portare all'annientamento dei Tokugawa.
Le truppe Tokugawa presero la tradizionale roccaforte Oda di Owari; Hideyoshi rispose inviando un esercito ad Owari. La campagna di Komaki fu l'unica volta in cui uno dei grandi unificatori del Giappone combatterono l'un l'altro. La campagna si rivelò indecisa e, dopo mesi di marce e finte infruttuose, Hideyoshi risolse la guerra attraverso la negoziazione. Prima fece pace con Oda Nobukatsu, e poi offrì una tregua a Ieyasu. L'accordo è stato stipulato alla fine dell'anno; il secondo figlio di Ieyasu, Ogimaru (noto anche come Yuki Hideyasu) divenne figlio adottivo di Hideyoshi.
L'aiutante di Ieyasu, Ishikawa Kazumasa, scelse di unirsi al daimyō e così si trasferì a Osaka per stare con Hideyoshi. Tuttavia, pochi altri detentori di Tokugawa hanno seguito questo esempio.
Hideyoshi era comprensibilmente diffidente nei confronti di Ieyasu, e passarono cinque anni prima che combattessero come alleati. I Tokugawa non parteciparono alle invasioni di Hideyoshi di Shikoku e Kyūshū.
Nel 1590, Hideyoshi attaccò l'ultimo daimyō indipendente in Giappone, Hōjō Ujimasa. Il clan Hōjō governò le otto province della regione di Kantō nell'est del Giappone. Hideyoshi ordinò loro di sottomettersi alla sua autorità, ma si rifiutarono. Ieyasu, sebbene amico e occasionale alleato di Ujimasa, si unì alla sua grande forza di 30.000 samurai con l'enorme esercito di Hideyoshi di circa 160.000. Hideyoshi attaccò diversi castelli ai confini del clan Hōjō con la maggior parte del suo esercito che assediava il castello di Odawara. L'esercito di Hideyoshi catturò Odawara dopo sei mesi. Durante questo assedio, Hideyoshi offrì a Ieyasu un accordo radicale. Offrì a Ieyasu le otto province di Kantō che stavano per prendere dall'Hōjō in cambio delle cinque province che Ieyasu controllava attualmente, compresa la sua provincia, Mikaw). Ieyasu ha accettato questa proposta. In preda al potere schiacciante dell'esercito Toyotomi, l'Hōjō accettò la sconfitta, i massimi leader Hōjō si uccisero e Ieyasu entrò in campo prendendo il controllo delle loro province, ponendo fine al regno del clan di oltre 100 anni.

La Battaglia di Sekigahara (1598-1603)

Hideyoshi, dopo altri tre mesi di malattia, morì il 18 settembre 1598. Venne nominalmente succeduto dal suo giovane figlio Hideyori ma, a soli cinque anni, il vero potere era nelle mani dei reggenti. Nei due anni successivi Ieyasu fece alleanze con vari daimyō, specialmente quelli che non avevano amore per Hideyoshi. Fortunatamente per Ieyasu, il più vecchio e rispettato, Toshiie Maeda, morì dopo appena un anno. Con la morte di Toshiie nel 1599, Ieyasu guidò un esercito a Fushimi e conquistò il Castello di Osaka, la residenza di Hideyori. Ciò fece arrabbiare i tre reggenti rimanenti e cominciarono a strutturarsi i piani su tutti i fronti per la guerra. Fu anche l'ultima battaglia di uno dei più leali e potenti servitori di Ieyasu, Honda Tadakatsu.
L'opposizione a Ieyasu era incentrata su Ishida Mitsunari, un potente daimyō che non era uno dei reggenti. Mitsunari ha ideato la morte di Ieyasu e le notizie su questo complotto raggiunsero alcuni dei generali di Ieyasu. Tentarono di uccidere Mitsunari ma fuggì e ottenne protezione da nientemeno che da Ieyasu stesso. Non è chiaro perché Ieyasu proteggesse un potente nemico dai suoi uomini, ma era uno stratega e potrebbe aver pensato che sarebbe stato meglio guidare l'esercito nemico con Mitsunari piuttosto che uno dei reggenti.
Quasi tutti i daimyō e samurai giapponesi si divisero in due fazioni: l'esercito occidentale (gruppo di Mitsunari) e l'esercito orientale (gruppo anti-Mitsunari). Ieyasu sostenne il gruppo anti-Mitsunari e li formò come suoi potenziali alleati. Gli alleati di Ieyasu erano il clan Date, il clan Mogami, il clan Satake e il clan Maeda. Mitsunari si alleò con gli altri tre reggenti: Ukita Hideie, Mōri Terumoto e Uesugi Kagekatsu e molti daimyō dall’estremo orientale di Honshū.
Nel giugno del 1600, Ieyasu e i suoi alleati trasferirono i loro eserciti per sconfiggere il clan Uesugi, che fu accusato di aver pianificato una rivolta contro l'amministrazione di Toyotomi. Prima di arrivare nel territorio di Uesugi, Ieyasu venne a sapere che Mitsunari e i suoi alleati avevano spostato il loro esercito contro Ieyasu. Ieyasu tenne un incontro con i daimyōs e che accettarono di seguirlo. Quindi condusse la maggior parte del suo esercito a ovest verso Kyoto. Alla fine dell'estate, le forze di Ishida catturarono Fushimi.
Ieyasu e i suoi alleati marciarono lungo il Tōkaidō, mentre suo figlio Hidetada seguì il Nakasendō con 38.000 soldati. Una battaglia contro Sanada Masayuki nella provincia di Shinano ritardò le forze di Hidetada, così non arrivarono in tempo per la battaglia principale.
Questa battaglia, combattuta vicino a Sekigahara, fu la più grande e una delle più importanti battaglie della storia feudale giapponese. Cominciò il 21 ottobre 1600, con un totale di 160.000 uomini uno di fronte all'altro. La battaglia di Sekigahara si concluse con una vittoria completa di Tokugawa. Il blocco occidentale fu schiacciato e nei giorni seguenti Ishida Mitsunari e molti altri nobili occidentali furono catturati e uccisi. Tokugawa Ieyasu era ora il governatore di fatto del Giappone.
Subito dopo la vittoria a Sekigahara, Ieyasu ridistribuì la terra ai vassalli che lo avevano servito, lasciò illesi i daimyōs, come il clan Shimazu, ma altri furono completamente distrutti. Toyotomi Hideyori (il figlio di Hideyoshi) perse gran parte del suo territorio che era sotto la gestione dei daimyō occidentali, e fu degradato a daimyō ordinario, non in un governatore del Giappone. Negli anni successivi i vassalli che avevano giurato fedeltà a Ieyasu prima della battaglia, diventarono noti come fudai daimyō, mentre quelli che gli avevano promesso fedeltà dopo la battaglia (in altre parole, dopo che il suo potere era indiscusso) erano conosciuti come Tozama daimyō. I Tozama daimyō erano considerati inferiori ai Fudai daimyōs.

Shōgun (1603-1605)

Il 24 marzo 1603, Tokugawa Ieyasu ricevette il titolo di shōgun dall'imperatore Go-Yōzei. Ieyasu aveva 60 anni. Era sopravvissuto a tutti gli altri grandi uomini del suo tempo: Nobunaga, Hideyoshi, Shingen, Kenshin. Come shōgun, usò i suoi ultimi anni per creare e consolidare lo shogunato Tokugawa, che inaugurò il periodo Edo ed era il terzo governo di shogunato (dopo il Kamakura). Rivendicò la discesa dal clan Minamoto, attraverso il clan Nitta. I suoi discendenti si sarebbero sposati nel clan di Taira e nel clan Fujiwara. Lo shogunato Tokugawa governò il Giappone per i successivi 250 anni.
Seguendo un modello giapponese ben consolidato, Ieyasu abdicò la sua posizione ufficiale di shōgun nel 1605. Il suo successore fu suo figlio ed erede, Tokugawa Hidetada. Potrebbero esserci stati diversi fattori che hanno contribuito alla sua decisione, incluso il suo desiderio di evitare di legarsi ai doveri cerimoniali, di rendere più difficile per i suoi nemici attaccare il vero centro di potere e di assicurare una più agevole successione di suo figlio. L'abdicazione di Ieyasu non ha avuto alcun effetto sull'estensione pratica dei suoi poteri o del suo governo; ma Hidetada assunse tuttavia un ruolo di capo formale della burocrazia dello shogunal.

Ōgosho (1605-1616)

Ieyasu, in qualità di shōgun in pensione (大 御所 ōgosho), rimase l'effettivo sovrano del Giappone fino alla sua morte. Si ritirò nel castello di Sunpu, ma supervisionò anche la costruzione del castello di Edo, un imponente progetto di costruzione che è durato per il resto della vita di Ieyasu. Il risultato è stato il castello più grande di tutto il Giappone, i costi per la costruzione del castello sono stati sostenuti da tutti gli altri daimyō, mentre Ieyasu ha raccolto tutti i benefici. Il donjon centrale, o tenshu, bruciò nel 1657. Oggi, il Palazzo Imperiale si trova al posto del castello.
Nel 1611 Ieyasu, a capo di 50.000 uomini, visitò Kyoto per assistere all'incoronazione dell'imperatore Go-Mizunoo. A Kyoto, Ieyasu ordinò la ristrutturazione della corte e degli edifici imperiali e costrinse i restanti daimyos occidentali a firmargli un giuramento di fedeltà.

Nel 1613, compose il Kuge Shohatto (公家諸法度), un documento che sottoponeva la corte sotto stretta supervisione dei daimyo, lasciandoli come semplici prestanome cerimoniali.
Nel 1615 Ieyasu preparò il Buhat shohatto (武家諸法度), un documento che illustrava il futuro del regime Tokugawa.

Relazioni con potenze straniere

Come Ōgosho, Ieyasu supervisionò anche gli affari diplomatici con Paesi Bassi, Spagna e Inghilterra. Ieyasu scelse di allontanare il Giappone dall'influenza europea a partire dal 1609, sebbene lo shogunato continuasse a concedere diritti commerciali preferenziali alla Compagnia olandese delle Indie Orientali e consentì loro di mantenere una "fabbrica" ​​per scopi commerciali.
Dal 1605 fino alla sua morte, Ieyasu si consultò frequentemente con il maestro d'armi inglese e pilota, William Adams, che, fluente in giapponese, assistette lo shogunato nella negoziazione dei rapporti commerciali.

I tentativi significativi di limitare l'influenza dei missionari cristiani in Giappone risalgono al 1587 durante lo shogunato di Toyotomi Hideyoshi. Tuttavia, nel 1614, Ieyasu era sufficientemente preoccupato per le ambizioni territoriali spagnole che firmò un editto di espulsione cristiana. L'editto bandiva la pratica del cristianesimo e portava all'espulsione di tutti i missionari stranieri. Sebbene alcune operazioni commerciali minori rimasero a Nagasaki, questo editto limitò drasticamente il commercio estero e segnò la fine della testimonianza cristiana aperta in Giappone fino al 1870.

Assedio di Osaka

L'ultima minaccia rimasta al dominio di Ieyasu era Toyotomi Hideyori, il figlio e legittimo erede di Hideyoshi. Ora era un giovane daimyō che viveva nel castello di Osaka. Molti samurai che si opposero a Ieyasu si radunarono attorno a Hideyori, affermando di essere il legittimo sovrano del Giappone. Ieyasu ha criticato la cerimonia di apertura di un tempio costruito da Hideyori; era come se avesse pregato per la morte di Ieyasu e per la rovina del clan Tokugawa. Ieyasu ordinò a Toyotomi di lasciare il Castello di Osaka, ma gli abitanti si rifiutarono e convocarono i samurai per radunarsi all'interno del castello. Poi i Tokugawa, con un enorme esercito guidato da Ieyasu e lo shōgun Hidetada, assediarono il castello di Osaka in quello che oggi è conosciuto come "l'assedio invernale di Osaka". Alla fine, Tokugawa fu in grado di far precipitare le trattative e un armistizio dopo aver diretto il fuoco e minacciato la madre di Hideyori, Yodo-dono. Tuttavia, una volta che il trattato fu concordato, Tokugawa riempì di sabbia i fossati esterni del castello in modo che le sue truppe potessero attraversarlo. Attraverso questo stratagemma, Tokugawa ottenne un enorme tratto di terra attraverso la negoziazione e l'inganno. Ieyasu tornò al castello di Sunpu, ma dopo che Toyotomi rifiutò un altro ordine di lasciare Osaka, lui e il suo esercito alleato di 155.000 soldati attaccarono di nuovo il castello di Osaka nell '"assedio estivo di Osaka".
Alla fine, nel 1615, il castello di Osaka cadde e quasi tutti i difensori furono uccisi tra cui Hideyori, sua madre (la vedova di Hideyoshi, Yodo-dono) e suo figlio neonato. Sua moglie, Senhime (una nipote di Ieyasu), implorò di salvare le vite di Hideyori e Yodo-dono. Ieyasu rifiutò e obbligò entrambi a commettere un suicidio rituale, o forse uccise entrambi. Alla fine, Senhime fu rimandato vivo a Tokugawa.

La morte

Nel 1616, Ieyasu morì all'età di 73 anni. Si pensa che la causa della morte sia stata il cancro o la sifilide. Il primo shogun Tokugawa fu deificato postumo con il nome Tōshō Daigongen, il "Grande Gongen, la luce dell'est". (Si ritiene che un Gongen sia un Buddha che è apparso sulla Terra sotto forma di un kami per salvare esseri senzienti). Nella vita, Ieyasu aveva espresso il desiderio di essere divinizzato dopo la sua morte per proteggere i suoi discendenti dal male. Le sue spoglie furono sepolte nel mausoleo dei Gongen a Kunōzan, Kunōzan Tōshō-gū . Come opinione comune, molte persone credono che "dopo il primo anniversario della sua morte, le sue spoglie sono state nuovamente sepolte nel Santuario di Nikkō, Nikkō Tōshō-gū. I suoi resti sono ancora lì". Nessuno dei due santuari si è offerto di aprire le tombe, quindi la posizione dei resti fisici di Ieyasu è ancora un mistero. Lo stile architettonico del mausoleo divenne noto come gongen-zukuri, ovvero in stile gongen. In primo luogo è stato dato il nome buddista Tosho Dai-Gongen , poi dopo la sua morte è stato cambiato in Hogo Onkokuin.

Tomba Ieyasu a Tōshō-gū
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Era della regola di Ieyasu

Ieyasu aveva un certo numero di qualità che gli hanno permesso di salire al potere. Era sia attento che audace, ai tempi giusti e nei posti giusti. Calcolatore e sottile, Ieyasu cambiò alleanze quando pensò che avrebbe beneficiato del cambiamento. Si alleò con il clan tardo Hōjō; poi si unì all'esercito di conquista di Hideyoshi, che distrusse l'Hōjō; e lui stesso ha assunto le loro terre. In questo era come gli altri daimyo del suo tempo. Quella era un'era di violenza, morte improvvisa e tradimento. Non era molto benvoluto né personalmente popolare, ma era temuto e rispettato per la sua leadership e la sua astuzia. Ad esempio, ha saggiamente tenuto i suoi soldati fuori dalla campagna di Hideyoshi in Corea .
Era capace di una grande lealtà: una volta alleatosi con Oda Nobunaga, non andò mai contro di lui, ed entrambi i leader approfittarono della loro lunga alleanza. Era noto per essere leale nei confronti dei suoi amici, si diceva che avesse anche una stretta amicizia con il suo vassallo Hattori Hanzō. Si dice tuttavia che ricordasse i torti subiti e che abbia giustiziato un uomo perché lo aveva insultato quando era giovane

Ieyasu proteggeva molti ex servitori di Takeda dall'ira di Oda Nobunaga, che era noto per nutrire un aspro rancore verso i Takeda. Ma sapeva anche essere spietato, ad esempio, ordinò le esecuzioni della sua prima moglie e del suo figlio maggiore, un genero di Oda Nobunaga ed era anche uno zio della moglie di Hidetada, Oeyo.
Era crudele, implacabile e spietato nell'eliminazione dei sopravvissuti di Toyotomi dopo Osaka. Per giorni, dozzine e decine di uomini e donne sono stati braccati e giustiziati, incluso un figlio di Hideyori di otto anni da una concubina decapitata.
A differenza di Hideyoshi, non aveva alcun desiderio di conquistare nulla al di fuori del Giappone voleva soltanto portare ordine, porre fine alla guerra aperta e governare il Giappone.
Mentre all'inizio fu tollerante del cristianesimo, il suo atteggiamento cambiò dopo il 1613 e le esecuzioni dei cristiani aumentarono bruscamente.
Il passatempo preferito di Ieyasu era la falconeria. Lo considerava un eccellente allenamento per un guerriero. "Quando vai in campagna, impari a comprendere lo spirito militare e anche la dura vita delle classi inferiori: eserciti i muscoli e alleni le tue arti. Riesci a camminare e correre e diventando indifferente al caldo e freddo, e quindi è poco probabile che tu possa soffrire di qualche malattia ". Ieyasu nuotava spesso; anche in vecchiaia si dice che abbia nuotato nel fossato del Castello di Edo.
Ha anche preso una borsa di studio e religione, frequentando studiosi come Hayashi Razan.

Due delle sue famose citazioni:

La vita è come un lungo viaggio con un pesante fardello. Lascia che il tuo passo sia lento e fermo, non inciampare. Persuaditi che l'imperfezione e l'inconveniente sono la cosa maggiore dei mortali, e non ci sarà spazio per il malcontento, né per la disperazione. Quando sorgono desideri ambiziosi nel tuo cuore, ricorda i giorni di estremismo che hai attraversato. La tolleranza è la radice di ogni tranquillità e sicurezza per sempre. Guarda l'ira del tuo nemico. Se solo sai cosa vuol dire conquistare, e non sai cosa vuol dire sconfiggere. Trova difetti in te stesso piuttosto che agli altri.
I forti virili nella vita sono quelli che capiscono il significato della parola pazienza. Pazienza significa limitare le proprie inclinazioni. Ci sono sette emozioni: gioia, rabbia, ansia, adorazione, dolore, paura e odio, e se un uomo non cede il passo a questi può essere chiamato paziente. Non sono forte come potrei essere, ma ho sempre saputo e praticato la pazienza. E se i miei discendenti desiderano essere come sono, devono studiare la pazienza.


Japan Modern Culture: Apre il Nuovo Tsukiji Fish Market e si chiama Toyosu Market

 

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Tutti gli appassionati del Giappone hanno sentito parlare almeno una volta dello Tsukiji Fish Market. Il mercato ittico all'ingrosso di Tsukiji (in giapponese 築地市場, Tsukiji shijō) è stato il più grande mercato del pesce del mondo. Si trovava a Tokyo, nel distretto di Tsukiji, spostato nella zona Toyosu lo scorso ottobre.

Visitato ogni anno da migliaia di turisti, l’odierno Toyosu (Tsukiji) Fish Market ospita un numero di lavoratori che oscilla da 60.000 a 65.000 unità, tra venditori accreditati, personale amministrativo e operai.
Lo Tsukiji Fish Market era, ed è tutt’oggi, una vetrina su un importante elemento della cultura gastronomica giapponese e dell’economia della nazione. Considerato un’istituzione nazionale, da ottobre finalmente ha stabilito le radici nel nuovo spazio di Toyosu, mandando in pensione dopo oltre 80 anni lo spazio nel quartiere Tsukiji. Il mercato del pesce di Tokyo continua a mantenere il suo record come il più grande mercato ittico all'ingrosso del mondo.

Lo Tsukiji Fish Market è sempre stato uno dei simboli della relazione simbiotica fra la cucina giapponese e l’oceano. Non è infatti raro trovare chef internazionali e ristoratori di tutta la città camminare fra le aste ogni mattina e rimanere stregati dall’atmosfera di questo posto.

 

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 La Storia

La storia dello Tsukiji è egualmente impressionante. Oltre 500 specie di pesce vendute quotidianamente, inclusi alcuni tagli di sushi veramente costosi, 700 mila tonnellate di prodotto venduto ogni anno, più di 12 milioni di euro in turnover quotidiano.

Già in sostituzione del precedente mercato nell’area di Nihonbashi distrutto dal Grande terremoto di Kanto nel 1923, lo Tsukiji fish market ha aperto le sue parte nel 1935. Con le sue centinaia di bancarelle, il mercato è famoso per la vendita di pesce che varia dagli scampi alla balena, ma soprattutto per la quotidiana asta dei tonni pinna blu, venduti per migliaia di dollari l’uno. Una tradizione che continua anche nel nuovo mercato di Toyosu è anche quella dell’asta di capodanno dove i ristoratori competono l’uno contro l’altro per pagare il prezzo più alto per il primo tonno del 1 gennaio di ogni anno.

 

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Il mercato apre alle 5 del mattino ed è frequentatissimo anche dai turisti. Se volete approfittare del vostro jet lag, assicuratevi di mettervi in coda per essere selezionati nel ristretto gruppo di visitatori a cui è permesso guardare l’asta dei tonni.
I tonni appaiono in varie pezzature e, durate l’asta, sono posti a terra, in ordine, ancora surgelati. Ogni taglio è munito di cartellino che ne indica peso, qualità e provenienza, e si presenta senza testa e con le code tagliate in modo da poter visionare il colore della carne.

Ad asta finita, tutti i visitatori possono mettersi in code ancora più lunghe per vedere gli addetti ai lavori che procedono al sezionamento e alla preparazione delle trance di tonno già pronte all’uso. E’ qui che si potrà vedere e assaggiare il classico taglio per il sushi e lo sashimi più buono che voi possiate assaggiare.

 

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Dov’è lo Toyosu Fish Market ora?

Il Nuovo Tsukiji Fish market, ora rinominato Toyosu Fish Market, si trova vicino alla stazione di Shijomae sulla Linea Yurikamome, nel quartiere Koto di Tokyo, circa 2 km ad est di Tsukiji. E’ ospitato in 3 edifici interconnessi (due per la vendita del pesce e uno per la vendita di frutta e verdura). Gli edifici sono connessi direttamente alla stazione con un passaggio sopraelevato coperto, rendendolo perfetto per ogni clima. Toyosu è grande quasi il doppio del vecchio Tsukiji market, circa 40.7ha che gli permette di mantenere il suo status come mercato ittico più grande al mondo

 

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Ammissione al Toyosu Fish Market

L’entrata al Toyosu Fish Market è gratuita e potete guardare le aste dalle piattaforme dedicate. Vi basterà avere un pass visitatori per entrare negli edifici e poter anche assaggiare tutti i deliziosi manicaretti nel compresso dei ristoranti, la maggior parte dei quali è stata trapiantata dal vecchio Tsukiji.
In quest’area in realtà non c’è molto altro, ma se volete rimanere in zona, potete andare ad esplorare la vicina Odaiba. Inoltre si dice che nel 2022 verrà aperta la Senkyaku Banrai, una strada dedicata allo shopping parte integrante di un progetto per rendere la comunità più vivibile e vivace.

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Japan Travel: Pianificare un viaggio in Giappone

Paese di contrasti e contraddizioni, il Giappone è una delle destinazioni di viaggio più ambite al mondo. Anche tra i paesi asiatici, il Giappone ha una propria cultura ed è unica rispetto alle altre nazioni della regione. Storia e tradizione convivono insieme alla modernizzazione e ai progressi compiuti nel secolo scorso. È questa impeccabile convivenza che dà a questa nazione uno scenario unico e diverso dalla tipica civiltà occidentale. Questo è l'unico posto in cui è possibile vedere antichi templi e santuari, geishe e vecchie case da tè situate accanto al famoso treno proiettile e ai robot.

 

Il Giappone è un paese relativamente piccolo rispetto ad altri paesi, quindi è molto facile viaggiare da nord a sud. Ogni città ha il suo carattere e la sua atmosfera che scoprirete sia esplorando solo i punti salienti sia immergendosi profondamente nella cultura.

Tuttavia, se state pianificando il vostro primo viaggio in Giappone potrebbe essere un compito difficile. Quindi, in questo post, condivideremo alcuni suggerimenti che potrebbero rivelarsi utili quando desiderate iniziare la vostra avventura giapponese.

Quando visitare il Giappone

Se amate il Giappone, potreste visitare il paese durante una delle stagioni più significative dell'anno per i locali. Hanami (osservazione dei fiori di ciliegio, seconda metà di marzo fino a maggio) è ampiamente conosciuta come una delle stagioni più belle per visitare il Giappone. E nonostante i costi elevati durante questo periodo, è ancora la stagione più popolare per visitare il paese.

Se decidete di visitare il Giappone e la sua capitale durante l'estate, preparatevi al caldo, all'umidità e preparatevi a sudare. Le estati in Giappone, specialmente nelle regioni centrali e meridionali, sono note per essere molto calde e umide. Il tempo è comunque piacevole per la maggior parte dei giorni.

 

La stagione autunnale in Giappone è un altro periodo meraviglioso per uno splendido scenario, con il fogliame autunnale che trasforma i verdi estivi in rossi infuocati. Il tempo sarà per lo più fresco e più secco dell'estate.

Oltre a questi, è sempre possibile visitare durante le festività natalizie tra Natale e Capodanno. Ogni anno, le città si illuminano di luminarie festive per creare un'atmosfera magica e mistica. Va da sé che questi sono meglio vissuti di notte. Il tempo durante queste settimane non è in genere troppo freddo, ma potrebbe esserci neve a seconda della regione che si visita, quindi assicuratevi di mettere in valigia vestiti caldi.

 

Quanto stare in Giappone

Anche se il Giappone sembra piccolo sulla mappa del mondo, la vibrante cultura di questo paese è piena di cose e esperienze uniche. Visitare l'intero paese in una volta sola sarà un viaggio piuttosto costoso. Quindi, se avete intenzione di rimanere per più di due settimane in questo posto fantastico, assicuratevi di pianificare la spesa e di assegnare la giusta quantità di denaro per ogni giorno

Quali città visitare

Indipendentemente dal tempo in Giappone, questi posti dovrebbero essere nella vostra lista dei must-go. Di solito i percorsi sono gli stessi per ogni viaggio. Quindi, ecco i nostri suggerimenti per viaggiare se desideri limitarti alle principali città del Giappone

1. Tokyo
2. Nikko
3. Takayama
4. Hiroshima
5. Kyoto
6. Osaka
7. Nagoya
8. Yokohama
9. Niigata
10. Sendai
11. Sapporo

Scegliendo una di queste città come base, avrete accesso a gite di un giorno/paio di giorni nelle città e cittadine limitrofe. Notate che sebbene le grandi città siano pubblicizzate come i punti salienti del Giappone, le destinazioni meno conosciute del paese sono piene di tesori nascosti che potete scoprire.

 

Budget

Il Giappone ha la sfortunata reputazione di essere un paese costoso. Anche se questo può essere vero, in realtà non è molto diverso da qualsiasi altro paese come l'Italia o l'Inghilterra.
Potete adattare il budget del vostro viaggio in base alle vostre preferenze e a quello che avete, e ci sono molti modi per risparmiare denaro. Potete trovare diverse combinazioni di offerte che includono sia voli che alloggi online su siti Web.

Transportation

Quando si vola a Tokyo, la capitale del Giappone, si atterra all'aeroporto Narita o di Haneda. Il Giappone ha una meravigliosa rete di trasporti che è molto estesa e affidabile. Esistono diverse app che possono aiutarvi a trovare i percorsi da utilizzare. Per i treni e i trasporti pubblici, le app di go-to sono HYPERDIA e JR-EAST Train Info.

In ogni stazione, ci sono distributori di biglietti, ma in caso di dubbio, si può sempre chiedere ai membri dello staff ai banchi informazioni della stazione. Di solito c’è qualcuno che parla inglese di base.

Cards & Passes

L'acquisto di biglietti presso i distributori automatici a volte può rivelarsi problematico, soprattutto se non si legge la lingua. Per semplificare le cose, ci sono diverse carte che puoi usare. Le informazioni sulle varie carte e pass sono le seguenti:

- Japan Rail pass: è un pass per il sistema ferroviario che è possibile utilizzare su tutta la linea ferroviaria JR, la compagnia nazionale di trasporto ferroviario. Puoi acquistare il pass solo dall'estero, quindi devi acquistarlo mentre sei ancora nel tuo paese. Il pass ha 7, 14 o 21 giorni consecutivi di validità. È possibile acquistare la prima classe (verde) o la seconda classe (ordinaria). Lo standard di qualità sui treni giapponesi è molto alto, quindi anche se acquisti il pass di seconda classe puoi comunque viaggiare molto comodamente. Inoltre, c'è uno sconto del 50% per i bambini tra i 6 e gli 11 anni.

 

- Suica Card: questa è una carta prepagata. Può essere usata al posto dei biglietti del treno, ma anche come normale carta prepagata in alcuni negozi. La carta Suica è valida in tutto il Giappone, offre anche un piccolo sconto sulla metropolitana di Tokyo ed è molto comoda perché permetterà di evitare di passare attraverso il processo di biglietteria ogni volta che si vuol salire sul treno. Si può comprare e ricaricare in biglietteria in ogni stazione attraverso i distributori automatici o rivolgendosi ad un agente di biglietteria.

La Suica Card è valida sui treni appartenenti alle linee JR East e sui treni JR delle seguenti regioni: Sendai, Niigata, Sapporo, Osaka, Okayama, Hiroshima, Nagoya Shizuoka. È anche possibile utilizzarla su alcuni treni, autobus e metropolitane nella regione di Fukuoka.

Sulla Suica puoi ricaricare fino a 20000 ¥. Il costo iniziale per acquistare la carta può essere 1000, 2000, 3000, 4000, 5000 e 10000 ¥ e questo include il deposito di 500 ¥.

 

Per usare la Suica, si appoggia la carta sul sensore blu alle barriere della metropolitana / treno. Se il sensore rimane blu, le porte delle barriere si aprono e si può passare. Se il sensore diventa rosso, significa che il credito sulla carta non è sufficiente e si deve ricaricare. Può valere la pena notare che queste carte e gli importi addebitati rimangono validi fino a 10 anni dalla tua ultima corsa.

- Pasmo: questa è una carta per il trasporto di Tokyo e funziona esattamente come la Suica.

Hotels in Japan

Alberghi e alloggi sono in genere la parte più costosa di un viaggio in Giappone. Tuttavia, una gamma molto ampia di tipi di alloggio è disponibile sia con interni in stile giapponese che in stile occidentale. I prezzi per notte possono variare da meno di 2.000 yen a persona in un dormitorio o in un hotel a capsule a oltre 50.000 yen a persona in un Hotel di prima classe o Ryokan.
I ryokani (e le loro versioni più economiche, i minshuku) sono tradizionali pensioni giapponesi e sono i luoghi migliori per conoscere le tradizioni culturali relative al cibo e all'ospitalità giapponesi. Questo è qualcosa di unico che può essere vissuto solo in Giappone. In quanto tale, se il budget lo consente, si può pianificare di rimanere in uno di questi luoghi per un paio di notti. Il Giappone ha anche capsule, o pod, alberghi in cui essenzialmente dormi in una versione high-tech di letti a castello.

 

Cibo Giapponese

La cucina giapponese è una delle migliori al mondo, offre una dieta equilibrata in una vasta gamma di delizie gastronomiche e piatti stagionali. Ristoranti sono facilmente reperibili, dai ristoranti di fama mondiale, con stelle Michelin ai locali stand-in-the-wall che sono popolari tra la gente del posto. Sebbene il sushi e il sashimi siano i più famosi piatti giapponesi conosciuti in tutto il mondo, il Giappone ha in realtà una così grande varietà di cibi che c'è davvero qualcosa da mangiare per tutti. Molti dei migliori locali sono, tuttavia, tipicamente specializzati in un tipo di cibo.
Sushi, Sashimi, Kaisen Don, Tempura, Katsu Curry, Udon, Soba, Ramen, Yakitori, Takoyaki. Questi sono solo alcuni dei piatti che bisogna assolutamente provare mentre si esplora la terra del Sol Levante.

  

Valigie in Giappone

Indipendentemente dal tempo in cui si pianificare di rimanere nel paese, si deve considerare di avere valigie piuttosto leggere e con poche cose. La maggior parte delle camere degli hotel è molto piccola e a volte potrebbe non esserci spazio sufficiente per avere grandi valigie e molte cose in giro. Avere valigie poco ingombranti è importante se si prevede di viaggiare principalmente con i mezzi pubblici. La maggior parte dei treni non ha spazio per bagagli voluminosi e nonostante il sistema di treni molto avanzato, non tutte le stazioni sono dotate di scale mobili o ascensori. Inoltre, la maggior parte degli hotel non consente di effettuare il check-in prima delle 14:, quindi bisogna prendere in considerazione di trattenere il bagaglio fino a quel momento.

 

Altre cose da notare

Valuta: Yen giapponese (JPY)
Elettricità: 100 V / 50-60 Hz (spina nordamericana, di solito a due denti, spesso ha entrambi i pin piatti delle stesse dimensioni. Potrebbe essere necessario un adattatore).
Principali aeroporti: Tokyo Narita Airport (NRT). Tokyo Haneda Airport (HND). Aeroporto di Osaka Kansai (KIX).
Acqua: sicura. Porta una bottiglia d'acqua e riempi dal rubinetto mentre viaggi.
Connettività Internet: il Giappone ha un’eccellente connessione internet , uno dei collegamenti più veloci al mondo.
SIM locale/WiFi portatile: è consigliabile comprare una scheda SIM o, meglio, una wifi portatile una volta atterrato. Sebbene non sia economico, è comodo e consente di risparmiare sui piani dati internazionali con le app di comunicazione di oggi. Questo permetterà anche di usare strumenti come Google Maps.
Visti: i cittadini del Nord America, del Regno Unito e dell'Europa non hanno bisogno di un visto per entrare per 90 giorni. Per alcuni di questi paesi sono disponibili estensioni più lunghe. Per la maggior parte degli altri paesi il visto dovrà essere richiesto. Richieste di visto click here .
Festival degni di nota: Hanami, o piuttosto la stagione di visualizzazione dei fiori di ciliegio, è uno dei periodi più popolari per visitare il Giappone (da fine marzo a maggio). Sapporo Snow Festival (febbraio). Fuji Rock Festival (luglio). Golden Week (29 aprile - 5 maggio - è quasi impossibile trovare un alloggio durante questa settimana.)
Sicurezza: il Giappone è incredibilmente sicuro. È nella cultura di ogni cittadino seguire un rigido insieme di regole sociali. I bambini viaggiano da soli, prendono la metropolitana e vanno a scuola da soli senza problemi. Le truffe sono rare. Ci sono alcune segnalazioni di comportamenti sgradevoli degli uomini sui treni, ma tali casi si verificano raramente.


Japan History: Italia e Giappone, 150 anni di amicizia

Italia e Giappone, 150 anni di amicizia

Photo Credits: Ambasciata del Giappone

Nel 2016 si sono celebrati i 150 anni di amicizia tra Italia e Giappone, un legame che affonda le sue radici nel 1866.
Era il 4 luglio quando nel porto di Yokohama approdò una nave militare italiana inviata da Re Vittorio Emanuele II per siglare un trattato di amicizia e commercio, dando così il via ad un rapporto bilaterale. Entrambi i Paesi in quel periodo stavano affrontando lo stesso problema: quello di dover accorciare il più rapidamente possibile la distanza economica che li separava dalle grandi potenze dell’epoca e quindi diventare loro stessi potenze rispettate e temute.

Photo Credits: L'inviato Speciale

Un’ alleanza nel bene e nel male

Dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale e la sua fine, Italia e Giappone subirono la stessa sorte: erano entrambe vincitrici di questo conflitto, ma in un qualche modo si sentivano “tradite” dal Trattato di Versailles. L’Italia soffrì di una vittoria “mutilata” non avendo potuto ottenere i territori che si aspettava; mentre il Giappone ottenne sconfitte al livello diplomatico con il rifiuto delle potenze occidentali di accettare la sua proposta di una clausola di uguaglianza razziale. Inoltre i due paesi erano accomunati dalla grave situazione economica del dopo conflitto che li avrebbe guidati verso il regime totalitario della seconda guerra mondiale (il fascismo). Infatti nel 1937 anche l’Italia si schierò contro la politica comunista russa così come già il Giappone aveva fatto insieme alla Germania di Hitler, firmando il Patto anti-Komintern. L’anno successivo il partito nazionale fascista sbarcò in Giappone, e le opere di Mussolini vennero tutte tradotte in giapponese. In poco tempo venne firmato il Patto Tripartito Germania-Giappone-Italia siglando l’alleanza Roma-Berlino-Tokyo.
Mussolini si occupò di tenere viva questa amicizia, partecipando a numerose visite in territorio nipponico.
Tutti coloro che si rifiutavano di aderire al partito fascista in Giappone venivano internati nei campi adibiti a Nagoya.
A colpire duramente il Giappone furono poi le bombe atomiche sganciate su Nagasaki ed Hiroshima e sia l’Italia che il Giappone dovettero risollevarsi dal disastro che la guerra aveva causato. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale i Paesi attraversarono una radicale trasformazione.

Photo Credits: Il turista curioso.it

Un ponte per sempre

I ponti che si erano stabiliti tra i due paesi si moltiplicarono. Il primo collegamento televisivo intercontinentale attraverso le due emittenti NHK e RAI nel 1970 portarono a nuovi accordi culturali permettendo l’intreccio sempre più stretto di prodotti e stili di vita, dal cibo alle arti marziali e gli scambi linguistici sempre più intensi.

L’influenza reciproca tra le due nazioni si tradusse in opere architettoniche.
L’architetto Kenzo Tange, il quale conferì a Tokyo il suo attuale aspetto, progettò numerose opere in Italia (le torri del quartiere fieristico di Bologna ed il centro direzionale di Napoli), mentre Renzo Piano progettò l’aeroporto di Osaka e il ponte di Ushibuka.

Ancora oggi, Giappone e Italia continuano a camminare fianco a fianco grazie al profondo legame che, nel tempo, si è sempre più rafforzato.

Metropolitan Governement Building Shinjuku Park Tower
Photo Credits: Japan italy Bridge

Ushibuka bridge, Photo Credits: Wikipedia.org