Japan Traditions: Wakakusa Yamayaki Matsuri

Uno dei matsuri più famosi del Giappone è il Wakakusa Yamayaki Matsuri che si tiene nella città di Nara il quarto sabato di gennaio.

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Le Origini

Sulla cima della terza collina del Monte Wakakusa troviamo il Uguisuzuka Kofun, una pietra tombale a forma di buco di serratura.
Leggende dicono che in passato se si bruciava la montagna per la fine di gennaio nel periodo del nuovo anno, era possibile respingere i mostri che ritornavano dalle loro tombe. Al contrario, qualora la montagna non venisse bruciata entro la fine di gennaio, un grosso periodo di sfortuna giaceva davanti per la città di Nara. Come risultato, le storie raccontano che le persone che passavano accanto al Monte Wakakusa cominciarono a incendiare la montagna senza permesso.

 

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A seguito di ciò, ci furono alcuni incidenti dove il fuoco proveniente dal monte Wakakusa arrivò ad avvicinarsi ai confini del tempio Todaiji e Kohfukuji ripetutamente. A causa di questo, nel dicembre 1738, l’ufficio della magistratura di Nara (Bugyosho) proibì le persone dalla pratica di incendiare la montagna. Tuttavia, gli incendi dolosi continuarono per mano di anonimi e in alcune occasioni si avvicinava alle città e i templi vicini. Per evitare pericoli simili, la città di Nara stabilì una regola per permettere alle persone di bruciare la montagna con la partecipazione di rappresentanti dei tempi Todaiji e Kohfukuji assieme al Nara Bugyosho alla fine del periodo Edo.

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Il festival Yamayaki (montagna bruciante) deriva dalle superstizione per calmare gli spiriti dei morti allo Uguisuzuka Kofun localizzata in cima alla montagna, quindi il Yamayaki potrebbe essere anche considerato come un momento di raccolto alla memoria dei defunti.

Storia moderna e odierna

Dal 1900, si susseguirono una serie di cambiamenti legati al Wakakusa Yamayaki Matsuri. In primis, l’orario fu spostato dal diurno al serale e anche la sua data si spostò all’11 febbraio (Giorno dell’impero), anche se durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, le celebrazioni si tennero durante il pomeriggio. A seguito, nel 1910, l’organizzazione passò in mano alla prefettura di Nara.

 

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Dopo la fine della guerra, lo Yamayaki divenne nuovamente un evento serale assieme ad uno spettacolo pirotecnico di oltre cento fuochi artificiali.
Durante gli anni cinquanta, la data dello Yamayaki fu spostata al 15 gennaio, il “Giorno della Maggiore età”, mentre nel 1999, a causa dell’implementazione del cosiddetto “Happy Monday System Act” (legge che spostò alcune feste pubbliche al lunedì), il festival venne celebrato la domenica prima del “Giorno della maggiore età”.

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Dal 2009 troviamo la combinazione che ancora oggi esiste, ovvero l’evento si tiene il quarto sabato di gennaio con uno spettacolo pirotecnico di centinaia di fuochi artificiali. Questi ultimi, sono l’unico evento a Nara che usa i fuochi d’artifico Shakudama che hanno un diametro di oltre 30cm. Uno spettacolo pirotecnico assolutamente magico che vi assicuriamo rimarrà per sempre impresso nei vostri ricordi.

Il monte Wakakusa

Il monte Wakakusa è alto 342 metri e largo 33 ettari ed è ricoperto di erba con discese delicate. Qui si possono vedere cervi, fiori stagionali e piante, come i tradizionali ciliegi giapponesi in primavere e i fantastici colori autunnali tipici del Giappone. Inoltre dalla sua cima, è possibile vedere tutto il panorama della città di Nara con tutta la sua parte storica.

 

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Il monte Wakakusa è circondato da molti patrimoni mondiali dell’UNESCO come i templi Todaiji e Kohfukuji e la foresta primaverile del monte Kasuga, quindi è bene prestare la massima attenzione onde evitare incidenti come far diffondere il fuoco.

La parata

Guidata dal rumore dei corni di conchiglia suonati dal preti della montagna del Tempio Kinpusenji, più di 40 persone affrontalo la parata solenne attraverso il parco, indossando i costumi tradizionali dei rappresentanti dei templi di Kasugataisha, Todaiji e Kohfukuji e degli ufficiali dell’ufficio della magistratura di Nara nel periodo Edo.

 

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L’evento comincia con il Gojinkahotaisai, la Cerimonia di accettazione del fuoco sacro che si tiene al parco Tobohino, sul luogo del Grande falò Tondo. In questa cerimonia, il fuoco sacro viene trasferito dal Grande Falò Tondo alle torce. A seguito di ciò, parte la parata che porterà il fuoco sacro sino al tempio Nogami. Una volta arrivati al tempio Mizuya, il sacro fuoco portato dal tempo Kasugataisha sarà trasferito ad una serie di torce. Una volta arrivato al Tempio Nogami, alla base del monte Wakakusa, il fuoco sacro va a formare un altro grande falò.

 

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Durante la parata, il fuoco è accompagnato da costanti preghiere in primis per la sicurezza dello Yamayaki. A seguire il fuoco viene trasferito nuovamente alle torce, accompagnato dai canti dei preti dei templi todaji, Kohfukuji e Kinpusenji. A questo punto, la parata si sposta verso il grande falò al centro della base della montagna dove viene acceso, dando così inizio allo spettacolo di luce e calore.

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Accesso

Il monte Wakakusa si trova a circa 10 - 15 minuti a piedi dal tempio Todaiji e dal Kasuga Taisha. La montagna può anche essere raggiunta a piedi dalla stazione di Kintetsu Nara in circa 35 minuti o dalla stazione JR di Nara in circa 50 minuti. In alternativa potete utilizzare gli autobus in partenza sia dalla stazione che da Kasuga Taisha ad un piccolo costo.
Se siete in Giappone in questo periodo, il prossimo Yamamaki avrà luogo fra qualche giorno, il 26 gennaio 2019. Non perdetevelo e aspettiamo i vostri racconti!

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Japan Travel: Meiji Shrine

L’Era Meiji

Il Periodo Meiji (明治時代 Meiji jidai, "periodo del regno illuminato") è uno dei momenti storici più famosi del Giappone. Si espande dal 23 ottobre 1868 sino al 30 luglio 1912 e comprende i 44 anni di regno dell’Imperatore Matsuhito.

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A seguito della caduta dello shōgunato di Tokugawa Yoshinobu, cominciò l’era dell’imperatore Meiji, il primo dotato di potere politico. E’ proprio durante questi anni che si incominciò a modificare la struttura politica, sociale ed economica del Giappone basandosi sul modello occidentale.

A seguito della morte di Tokugawa Ieyasu nel 1866, fu nominato suo successore Tokugawa Yoshinobu, che rimase al potere pochi mesi, fino al novembre 1867, lo shōgun presentò le dimissioni e cedette i suoi poteri alla corte. Nel gennaio 1868, le truppe di Tokugawa furono sostituite a Kyoto attraverso un colpo di stato. Ed è proprio in questo periodo che comincia la Restaurazione Meiji che restituì il potere all’imperatore dopo secoli di dominio degli shōgun.

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La prima azione esercitata dal nuovo governo Meiji fu quella di dare qualche privilegio in più alla classe dei samurai, rimasta insoddisfatta dal regime precedente. In seguito ai numerosi contrasti nel 1869 i daimyō furono nominato governatori dei loro feudi. Tuttavia questi ultimi vennero soppressi nel 1871, permettendo la centralizzazione “formale” del potere e il rinforzo dell’istituzione imperiale. Non tutti approvarono la rinuncia del proprio feudo, ma per mantenere ordine e stabilità, il governo persuase i daimyō con promesse di forti ricompense.
Assieme a questo compromesso, il governo si accordò anche con la classe samurai, approvando una legge che consentiva loro di svolgere qualsiasi occupazione nel campo degli affari e nella pubblica amministrazione (le più gettonate erano l’organo istituzionale di polizia e l’esercito imperiale). A seguito di ciò, il mantenimento della classe dei samurai venne assunto dal governo centrale, elargendo anche remunerazioni nei loro confronti.

In questo nuovo stato, l’immagine dell’imperatore diveniva sempre più significativa e nel giugno 1869, con il “giuramente della Carta” a favore dell’imperatore Meiji, nacque la prima costituzione. Qui venivano enunciati i pieni poteri del governo centrale, anche se le decisioni politiche del paese erano affidate ancora ad un governo oligarchico.
Fino al 1881, il regime governò in modo autoritario con nessuna opposizione da parte della classe dominante, ma è in questo anno che scoppiò una grande crisi. Qui, con una richiesta all’imperatore, si invocò il desiderio di trasformare il governo in forma parlamentare.

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Nonostante le difficoltà, il periodo Meiji rimane ancora una delle ere più importanti e con più cambiamenti della storia Giapponese. E’ proprio qui che si gettarono le basi per l’odierno governo del paese del Sol Levante.

Il tempio Meiji

Situato nel cuore di Tokyo e circondato da una foresta naturale e urbana, il Meiji-Jingu è una perla del culto shintō e uno dei santuari più simbolici di della città.

 

Situato nel parco di Yoyogi, a Shibuya, la struttura fu completata nel 1920, in onore dell’imperatore Meiji (1852 - 1912) e della sua sposa Shôen (1849 - 1914), fu vittima dei bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale, ma ricostruito completamente poco dopo. Questa è una grande dimostrazione di riconoscenza giapponese verso questo imperatore, e l’esempio più lampante è proprio l’enorme parco che circonda questo luogo di culto, con più di centomila alberi inviato dagli abitanti di tutto l’arcipelago in onore della memoria di questo imperatore.

Per accedere al santuario, tuttora in attività, bisogna attraversare il grande bosco circostante e passare sotto il magnifico Torii in cipresso. Prima di poter entrare nei cortili e negli edifici sacri, bisogna rispettare alcune regole di etichetta, come ad esempio la purificazione del corpo con l’acqua e il saluto al Torii.

 

E’ incredibile come dopo aver passato la grande porta Torii, il rumoroso viavai di Tokyo sparisce e viene sostituito dai suoni tranquilli della foresta e dalle folte chiome arboree. Qui i visitatori del tempio possono prendere parte alle tipiche attività shintoise, come fare offerte nell’area principale, comprare porta fortuna e amuleti, o scrivere un vostro desiderio sulle famose tavolette ema. Non è raro infatti trovare persone di tutte le età che acquistano queste tavolette in legno e che esprimono il proprio desiderio scrivendolo proprio su questi supporti. Una volta espresso il vostro desiderio o augurio, gli ema vengono appesi su un supporto centrale nel tempio e successivamente recuperati dai preti che invieranno poi i messaggi ai Kami (dei).

Il Meiji Jingu è uno dei templi più popolari del Giappone e proprio in questo periodo dell’anno, subito dopo l’Omisoka, accoglie regolarmente più di tre milioni di visitatori per l’Hatsumode, le prime preghiere dell’anno.
Nella parte più a nord delle terre legate al tempio, i visitatori possono trovare la casa dei tesori del Meiji Jingu, costruita un anno dopo che il tempio fu aperto. In questo luogo sono racchiusi molti oggetti personali legati all’Imperatore e all’imperatrice, inclusa la carrozza che ha accompagnato l’imperatore alla dichiarazione formale della costituzione Meiji nel 1889.

 

Una grande area della parte sud delle terre del tempio è occupata dai Giardini Interni, i quali richiedono un piccolo costo di entrata. Tuttavia questi giardini sono particolarmente popolari verso la metà di giugno per ammirare i fiori d’Iris in tutto il loro splendore, assieme alle famosissime gru giapponesi. E se avrete abbastanza pazienza, potrete avere l’occasione di vedere un piccolo stormo di questi fantastici volatili attraversare il grande lago, uno spettacolo unico e magico.

 

Inoltre, passeggiando lungo le vie interne del tempio e del parco, è possibile imbattersi in quello che io chiamo “muro del sake”, un muro composto da gigantesche botti di sake, un dono per l’imperatore da parte di tutte le sakagura del Giappone. Opposto a questo muro invece, è possibile trovare un muro di botti di vino, un dono per l’imperatore da parte di tutte le nazioni estere.

Inoltre, in preparazione del 100° anniversario nel 2020, lavori di ristrutturazione sono in atto per alcuni degli edifici del tempio, previsti fino all’ottobre 2019, quindi se pianificate di visitare Tokyo nel 2020 non potete assolutamente perdervi questa meta, fra una gara olimpica e l’altra!


Japan Travel: Il Palazzo Imperiale e giardini Imperiali

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Sono stata a Tokyo un paio di volte e uno dei miei posti preferiti in tutta la città sono i giardini imperiali nell'area di Chiyoda. Ogni volta che sono in città, trovo sempre un momento (a volte anche più di uno) per visitare questo incredibile posto, un cuore verde a Tokyo, pieno di storia e tradizione ma circondato dalla modernità di questa frenetica città.

Il Palazzo Imperiale di Tokyo (皇居 Kōkyo, letteralmente "Residenza Imperiale") è la residenza principale dell'Imperatore del Giappone. Con i suoi grandi parchi si trova nel cuore del quartiere di Chiyoda e contiene edifici tra cui il palazzo principale (宮殿 Kyūden), le residenze private della famiglia imperiale, un archivio, musei e uffici amministrativi.
L'attuale palazzo è costruito sul sito del vecchio castello Edo costruito dallo shogun Tokugawa Ieyasu e l'area totale, compresi i giardini, è di 1,15 chilometri quadrati.

La storia

 

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Castello di Edo

Costruito da Tokugawa Ieyasu e assegnato come residenza della famiglia Tokugawa, dopo la fine dello shogunato e la restaurazione Meiji, l'imperatore lasciò il palazzo imperiale di Kyoto e si trasferì nel castello di Edo. Questa divenne la sua nuova residenza e fu ribattezzata con il nome di Castello di Tōkei (東京城 Tōkei-jō), nello stesso periodo, anche Tōkyō era stata chiamata Tōkei.

Il 5 maggio 1873, il palazzo Nishinomaru (precedentemente residenza dello shogun) fu distrutto da un incendio e nel 1888 fu costruito il nuovo Palazzo Imperiale (宮城 Kyūjō).
L'organizzazione no-profit "Rebuilding Edo-jo Association" (NPO 法人 江戸城再建) fondata nel 2004 ha l'obiettivo di una ricostruzione storicamente corretta almeno del principale mastio. Questo gruppo progetta di raccogliere donazioni e firme su una petizione a sostegno della ricostruzione della torre del vecchio castello in modo che la capitale possa avere un edificio simbolico.

 

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Il vecchio palazzo

Nell'era Meiji, la maggior parte delle strutture del castello di Edo scomparve. Alcuni sono stati rimossi per far posto ad altri edifici mentre altri sono stati distrutti da terremoti e incendi.
In questo caso, i ponti doppi di legno (二重橋 Nijūbashi) sopra il fossato furono sostituiti con ponti di pietra e ferro mentre gli edifici del Palazzo Imperiale costruiti nell'era Meiji erano fatti di legno.
Quando ti trovi per la prima volta il Palazzo Imperiale, vieni improvvisamente trasportato nell'architettura giapponese classica e tradizionale, ma se avete la possibilità di camminare in quelle sale coprirete che all'interno, il palazzo è un misto della moda giapponese di allora ed elementi europei. Sedie occidentali, tavoli e tende pesanti arredano gli spazi, i pavimenti delle sale comuni hanno parquets o tappeti mentre gli spazi residenziali usavano tatami tradizionali.

Gli ospiti erano ricevuti nella sala delle udienze principale, che era la parte centrale del palazzo. Il suo spazio era più di 223 tsubo (circa 737,25 m2) e il soffitto era in tradizionale stile giapponese, mentre il pavimento era fatto di parquet. Per il tetto, è stato mantenuto uno stile simile al Palazzo Imperiale di Kyoto, tuttavia fu coperto con lastre di rame ignifugato piuttosto che le tradizionali lastre di cipresso giapponesi.
Altri edifici in cemento furono aggiunti nel tardo periodo Taishō e all'inizio del periodo Shōwa, come il quartier generale del Ministero della casa imperiale e il Consiglio privato.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la notte del 25 maggio 1945, la maggior parte delle strutture del palazzo imperiale furono distrutte durante il bombardamento incendiario di Tokyo da parte delle forze alleate. A causa di ciò, una nuova sala principale del palazzo (宮殿 Kyūden) e le residenze furono costruite nella parte occidentale del sito negli anni '60 e questa zona fu ribattezzata Residenza Imperiale (皇居 Kōkyo) mentre la parte orientale fu ribattezzata East Garden (東 御苑 Higashi -Gyoen) e divenne un parco pubblico nel 1968.

 

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Il palazzo imperiale oggi

Dopo essere sopravvissuto alla definizione del momento storico, il moderno palazzo Kyūden (宮殿) fu progettato per varie funzioni giudiziarie imperiali e la reception si trova nella vecchia sezione Nishinomaru del palazzo.
Ad oggi, la residenza dell'attuale imperatore e imperatrice si trova nei giardini Fukiage ed è ora su una scala molto più modesta, rispetto a quella che era originariamente.

Ad eccezione dell’Imperial Household Agency e dei Giardini Imperiali, il palazzo è generalmente chiuso al pubblico, ad eccezione di visite guidate riservate da martedì a sabato. Ogni anno nuovo (2 gennaio) e al compleanno dell'imperatore, al pubblico è permesso di entrare attraverso il Nakamon (porta interna) dove si riuniscono nella Piazza Kyote Totei davanti alla Sala Chowaden. In questa occasione, la Famiglia Imperiale appare sul balcone davanti alla folla e l'Imperatore di solito fa un breve discorso di saluto, ringrazia gli ospiti e augura loro buona salute e benedizioni.

I giardini

 

Fukiage Garden

Questo è probabilmente il giardino più antico del complesso. Il giardino Fukiage ha portato questo nome sin dal periodo Edo ed è qui che vive la famiglia imperiale.
Il Fukiage Ōmiya Palace (吹 上 大 宮 御所 Fukiage Ōmiya-gosho) nella parte settentrionale era originariamente la residenza dell'imperatore Showa e dell'imperatrice Kōjun e si chiamava Fukiage Palace. Dopo la morte dell'imperatore nel 1989, il palazzo fu ribattezzato Palazzo Fukiage Ōmiya e fu la residenza dell'Imperatrice Dowager fino alla sua morte nel 2000.
Qui potete anche trovare i Tre Santuari del Palazzo (宮中三殿 Kyūchū-sanden), parti delle Regalie Imperiali del Giappone e il santuario svolge un ruolo religioso nelle incoronazioni e matrimoni imperiali.

 

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Tōkagakudō (Music Hall)

Il Tōkagakudō (桃華楽堂, Peach Blossom Music Hall) si trova ad est dell'ex mastio principale del castello di Edo nella zona Honmaru ed è stato costruito per commemorare il sessantesimo compleanno dell'imperatrice Kōjun il 6 marzo 1963. L'edificio di in ferro e cemento copre un'area totale di 1.254 m2 e ognuna delle sue otto pareti esterne è decorata con tessere di mosaico diversamente progettate.

Giardino Ninomaru

Se volete dare una rapida occhiata all'intera vegetazione giapponese, è qui che dovreste andare, dato che gli alberi simbolici che rappresentano ogni prefettura sono piantati nell'angolo nord-occidentale della cinta di Ninomaru. Tali alberi sono stati donati da ogni prefettura e ci sono in totale 260 alberi, coprendo 30 varietà.

 

Kitanomaru

Situato nella parte settentrionale del castello di Edo, questo parco pubblico è famoso per essere la casa del Nippon Budokan Hall, uno dei più grandi siti per concerti, eventi sportivi e altro ancora.
Qui potete anche trovare un monumento in bronzo dedicato al principe Kitashirakawa Yoshihisa (親王白川宮能久親王 Kitashirakawa-no-miya Yoshihisa-shinnō)

East Garden

Ultimo ma non meno importante, gli East Gardens, i più famosi di questo complesso. Qui si trova la maggior parte degli edifici amministrativi del palazzo e comprende le ex zone di Honaro e Ninomaru del castello di Edo, per un totale di 210.000 m2. Situato sul terreno dell'East Garden troviamo l’Imperial Tokagakudo Music Hall, il Music Department of the Board of Ceremonies of the Imperial Household, Archives and Mausolea Department Imperial Household Agency, strutture per le guardie come il dojo Saineikan e il Museo delle collezioni imperiali.

I lavori di costruzione iniziarono nel 1961 con un nuovo laghetto nel Ninomaru, così come la riparazione e il restauro di vari edifici e strutture del periodo Edo. Il 30 maggio 1963, l'area fu dichiarata dal governo giapponese una "reliquia storica speciale" ai sensi della legge sulla protezione delle proprietà culturali.

 

Questo è in realtà il mio preferito e ogni volta che vengo a Tokyo, cerco sempre di passare un pomeriggio qui. È uno dei posti più visitati della città, è vero, ma nonostante tutti i turisti che passeggiano, c'è questa magica atmosfera di tranquillità nell'aria ed è il posto perfetto per sedersi, leggere un libro, scrivere sul vostro quaderno tutte le avventure che avete avuto in questa incredibile città e assaporare tutta la storia che questo luogo ha vissuto.

Accesso

L'ingresso di Otemon agli East Gardens è a pochi passi dalla stazione di Otemachi sulle linee Chiyoda, Tozai, Marunouchi, Hanzomon e Mita. Può anche essere raggiunto in 10-15 minuti a piedi dalla stazione di Tokyo.

Orari di apertura

Dalle 9:00 alle 16:30 (fino alle 17:00 da metà aprile ad agosto, fino alle 16:00 da novembre a febbraio). L'ammissione termina 30 minuti prima della chiusura.

Chiuso

Il lunedì, il venerdì, il nuovo anno (dal 28 dicembre al 3 gennaio) e alcune occasioni speciali. Se il lunedì o il venerdì è una festa nazionale, i giardini sono chiusi il giorno successivo.

Ammissione

Gratuita


Japan Travel: Pianificare un viaggio in Giappone

Paese di contrasti e contraddizioni, il Giappone è una delle destinazioni di viaggio più ambite al mondo. Anche tra i paesi asiatici, il Giappone ha una propria cultura ed è unica rispetto alle altre nazioni della regione. Storia e tradizione convivono insieme alla modernizzazione e ai progressi compiuti nel secolo scorso. È questa impeccabile convivenza che dà a questa nazione uno scenario unico e diverso dalla tipica civiltà occidentale. Questo è l'unico posto in cui è possibile vedere antichi templi e santuari, geishe e vecchie case da tè situate accanto al famoso treno proiettile e ai robot.

 

Il Giappone è un paese relativamente piccolo rispetto ad altri paesi, quindi è molto facile viaggiare da nord a sud. Ogni città ha il suo carattere e la sua atmosfera che scoprirete sia esplorando solo i punti salienti sia immergendosi profondamente nella cultura.

Tuttavia, se state pianificando il vostro primo viaggio in Giappone potrebbe essere un compito difficile. Quindi, in questo post, condivideremo alcuni suggerimenti che potrebbero rivelarsi utili quando desiderate iniziare la vostra avventura giapponese.

Quando visitare il Giappone

Se amate il Giappone, potreste visitare il paese durante una delle stagioni più significative dell'anno per i locali. Hanami (osservazione dei fiori di ciliegio, seconda metà di marzo fino a maggio) è ampiamente conosciuta come una delle stagioni più belle per visitare il Giappone. E nonostante i costi elevati durante questo periodo, è ancora la stagione più popolare per visitare il paese.

Se decidete di visitare il Giappone e la sua capitale durante l'estate, preparatevi al caldo, all'umidità e preparatevi a sudare. Le estati in Giappone, specialmente nelle regioni centrali e meridionali, sono note per essere molto calde e umide. Il tempo è comunque piacevole per la maggior parte dei giorni.

 

La stagione autunnale in Giappone è un altro periodo meraviglioso per uno splendido scenario, con il fogliame autunnale che trasforma i verdi estivi in rossi infuocati. Il tempo sarà per lo più fresco e più secco dell'estate.

Oltre a questi, è sempre possibile visitare durante le festività natalizie tra Natale e Capodanno. Ogni anno, le città si illuminano di luminarie festive per creare un'atmosfera magica e mistica. Va da sé che questi sono meglio vissuti di notte. Il tempo durante queste settimane non è in genere troppo freddo, ma potrebbe esserci neve a seconda della regione che si visita, quindi assicuratevi di mettere in valigia vestiti caldi.

 

Quanto stare in Giappone

Anche se il Giappone sembra piccolo sulla mappa del mondo, la vibrante cultura di questo paese è piena di cose e esperienze uniche. Visitare l'intero paese in una volta sola sarà un viaggio piuttosto costoso. Quindi, se avete intenzione di rimanere per più di due settimane in questo posto fantastico, assicuratevi di pianificare la spesa e di assegnare la giusta quantità di denaro per ogni giorno

Quali città visitare

Indipendentemente dal tempo in Giappone, questi posti dovrebbero essere nella vostra lista dei must-go. Di solito i percorsi sono gli stessi per ogni viaggio. Quindi, ecco i nostri suggerimenti per viaggiare se desideri limitarti alle principali città del Giappone

1. Tokyo
2. Nikko
3. Takayama
4. Hiroshima
5. Kyoto
6. Osaka
7. Nagoya
8. Yokohama
9. Niigata
10. Sendai
11. Sapporo

Scegliendo una di queste città come base, avrete accesso a gite di un giorno/paio di giorni nelle città e cittadine limitrofe. Notate che sebbene le grandi città siano pubblicizzate come i punti salienti del Giappone, le destinazioni meno conosciute del paese sono piene di tesori nascosti che potete scoprire.

 

Budget

Il Giappone ha la sfortunata reputazione di essere un paese costoso. Anche se questo può essere vero, in realtà non è molto diverso da qualsiasi altro paese come l'Italia o l'Inghilterra.
Potete adattare il budget del vostro viaggio in base alle vostre preferenze e a quello che avete, e ci sono molti modi per risparmiare denaro. Potete trovare diverse combinazioni di offerte che includono sia voli che alloggi online su siti Web.

Transportation

Quando si vola a Tokyo, la capitale del Giappone, si atterra all'aeroporto Narita o di Haneda. Il Giappone ha una meravigliosa rete di trasporti che è molto estesa e affidabile. Esistono diverse app che possono aiutarvi a trovare i percorsi da utilizzare. Per i treni e i trasporti pubblici, le app di go-to sono HYPERDIA e JR-EAST Train Info.

In ogni stazione, ci sono distributori di biglietti, ma in caso di dubbio, si può sempre chiedere ai membri dello staff ai banchi informazioni della stazione. Di solito c’è qualcuno che parla inglese di base.

Cards & Passes

L'acquisto di biglietti presso i distributori automatici a volte può rivelarsi problematico, soprattutto se non si legge la lingua. Per semplificare le cose, ci sono diverse carte che puoi usare. Le informazioni sulle varie carte e pass sono le seguenti:

- Japan Rail pass: è un pass per il sistema ferroviario che è possibile utilizzare su tutta la linea ferroviaria JR, la compagnia nazionale di trasporto ferroviario. Puoi acquistare il pass solo dall'estero, quindi devi acquistarlo mentre sei ancora nel tuo paese. Il pass ha 7, 14 o 21 giorni consecutivi di validità. È possibile acquistare la prima classe (verde) o la seconda classe (ordinaria). Lo standard di qualità sui treni giapponesi è molto alto, quindi anche se acquisti il pass di seconda classe puoi comunque viaggiare molto comodamente. Inoltre, c'è uno sconto del 50% per i bambini tra i 6 e gli 11 anni.

 

- Suica Card: questa è una carta prepagata. Può essere usata al posto dei biglietti del treno, ma anche come normale carta prepagata in alcuni negozi. La carta Suica è valida in tutto il Giappone, offre anche un piccolo sconto sulla metropolitana di Tokyo ed è molto comoda perché permetterà di evitare di passare attraverso il processo di biglietteria ogni volta che si vuol salire sul treno. Si può comprare e ricaricare in biglietteria in ogni stazione attraverso i distributori automatici o rivolgendosi ad un agente di biglietteria.

La Suica Card è valida sui treni appartenenti alle linee JR East e sui treni JR delle seguenti regioni: Sendai, Niigata, Sapporo, Osaka, Okayama, Hiroshima, Nagoya Shizuoka. È anche possibile utilizzarla su alcuni treni, autobus e metropolitane nella regione di Fukuoka.

Sulla Suica puoi ricaricare fino a 20000 ¥. Il costo iniziale per acquistare la carta può essere 1000, 2000, 3000, 4000, 5000 e 10000 ¥ e questo include il deposito di 500 ¥.

 

Per usare la Suica, si appoggia la carta sul sensore blu alle barriere della metropolitana / treno. Se il sensore rimane blu, le porte delle barriere si aprono e si può passare. Se il sensore diventa rosso, significa che il credito sulla carta non è sufficiente e si deve ricaricare. Può valere la pena notare che queste carte e gli importi addebitati rimangono validi fino a 10 anni dalla tua ultima corsa.

- Pasmo: questa è una carta per il trasporto di Tokyo e funziona esattamente come la Suica.

Hotels in Japan

Alberghi e alloggi sono in genere la parte più costosa di un viaggio in Giappone. Tuttavia, una gamma molto ampia di tipi di alloggio è disponibile sia con interni in stile giapponese che in stile occidentale. I prezzi per notte possono variare da meno di 2.000 yen a persona in un dormitorio o in un hotel a capsule a oltre 50.000 yen a persona in un Hotel di prima classe o Ryokan.
I ryokani (e le loro versioni più economiche, i minshuku) sono tradizionali pensioni giapponesi e sono i luoghi migliori per conoscere le tradizioni culturali relative al cibo e all'ospitalità giapponesi. Questo è qualcosa di unico che può essere vissuto solo in Giappone. In quanto tale, se il budget lo consente, si può pianificare di rimanere in uno di questi luoghi per un paio di notti. Il Giappone ha anche capsule, o pod, alberghi in cui essenzialmente dormi in una versione high-tech di letti a castello.

 

Cibo Giapponese

La cucina giapponese è una delle migliori al mondo, offre una dieta equilibrata in una vasta gamma di delizie gastronomiche e piatti stagionali. Ristoranti sono facilmente reperibili, dai ristoranti di fama mondiale, con stelle Michelin ai locali stand-in-the-wall che sono popolari tra la gente del posto. Sebbene il sushi e il sashimi siano i più famosi piatti giapponesi conosciuti in tutto il mondo, il Giappone ha in realtà una così grande varietà di cibi che c'è davvero qualcosa da mangiare per tutti. Molti dei migliori locali sono, tuttavia, tipicamente specializzati in un tipo di cibo.
Sushi, Sashimi, Kaisen Don, Tempura, Katsu Curry, Udon, Soba, Ramen, Yakitori, Takoyaki. Questi sono solo alcuni dei piatti che bisogna assolutamente provare mentre si esplora la terra del Sol Levante.

  

Valigie in Giappone

Indipendentemente dal tempo in cui si pianificare di rimanere nel paese, si deve considerare di avere valigie piuttosto leggere e con poche cose. La maggior parte delle camere degli hotel è molto piccola e a volte potrebbe non esserci spazio sufficiente per avere grandi valigie e molte cose in giro. Avere valigie poco ingombranti è importante se si prevede di viaggiare principalmente con i mezzi pubblici. La maggior parte dei treni non ha spazio per bagagli voluminosi e nonostante il sistema di treni molto avanzato, non tutte le stazioni sono dotate di scale mobili o ascensori. Inoltre, la maggior parte degli hotel non consente di effettuare il check-in prima delle 14:, quindi bisogna prendere in considerazione di trattenere il bagaglio fino a quel momento.

 

Altre cose da notare

Valuta: Yen giapponese (JPY)
Elettricità: 100 V / 50-60 Hz (spina nordamericana, di solito a due denti, spesso ha entrambi i pin piatti delle stesse dimensioni. Potrebbe essere necessario un adattatore).
Principali aeroporti: Tokyo Narita Airport (NRT). Tokyo Haneda Airport (HND). Aeroporto di Osaka Kansai (KIX).
Acqua: sicura. Porta una bottiglia d'acqua e riempi dal rubinetto mentre viaggi.
Connettività Internet: il Giappone ha un’eccellente connessione internet , uno dei collegamenti più veloci al mondo.
SIM locale/WiFi portatile: è consigliabile comprare una scheda SIM o, meglio, una wifi portatile una volta atterrato. Sebbene non sia economico, è comodo e consente di risparmiare sui piani dati internazionali con le app di comunicazione di oggi. Questo permetterà anche di usare strumenti come Google Maps.
Visti: i cittadini del Nord America, del Regno Unito e dell'Europa non hanno bisogno di un visto per entrare per 90 giorni. Per alcuni di questi paesi sono disponibili estensioni più lunghe. Per la maggior parte degli altri paesi il visto dovrà essere richiesto. Richieste di visto click here .
Festival degni di nota: Hanami, o piuttosto la stagione di visualizzazione dei fiori di ciliegio, è uno dei periodi più popolari per visitare il Giappone (da fine marzo a maggio). Sapporo Snow Festival (febbraio). Fuji Rock Festival (luglio). Golden Week (29 aprile - 5 maggio - è quasi impossibile trovare un alloggio durante questa settimana.)
Sicurezza: il Giappone è incredibilmente sicuro. È nella cultura di ogni cittadino seguire un rigido insieme di regole sociali. I bambini viaggiano da soli, prendono la metropolitana e vanno a scuola da soli senza problemi. Le truffe sono rare. Ci sono alcune segnalazioni di comportamenti sgradevoli degli uomini sui treni, ma tali casi si verificano raramente.


Japan Travel: Hanami

Hanami

Dell’Hanami, ovvero dell'osservare i fiori.

Primavera è sinonimo di Hanami  in Giappone. Formato dai Kanji: Hana 花  "fiore" e mi 見 "guardare", il termine hanami significa godere della bellezza dei fiori che sbocciano. In particolare, si riferisce al guardare i Sakura: fiori di ciliegio.

Per capire il profondo significato di questa tradizione magica, l'haiku di Yosa Buson è perfetto:

“Cadono i fiori di ciliegio

sugli specchi d’acqua della risaia:

stelle, al chiarore di una notte senza luna.”

In queste parole si legge il simbolismo estetico del rapporto tra la natura e l’essere umano in cui tutto diviene armonico. La primavera è, difatti, “rinascita” quindi un rinnovamento dell’anima e dello spirito. La caduta dei fiori indica invece la transitorietà delle cose poiché i fiori raggiungono il culmine nella fioritura per poi cadere e lasciarsi trasportare dai corsi d’acqua. La bellezza è quindi meravigliosa ed effimera. In giapponese possiamo riassumere tale concetto nella piccola frase 物の哀れ, “mono no aware”. Questo concetto estetico esprime una forte partecipazione emotiva nei confronti della bellezza della natura e della vita umana, con una conseguente sensazione nostalgica legata al suo incessante mutamento.

Photo Credits:  regex.info

Le Radici

Le colline di Yoshino sono il luogo di origine dei ciliegi giapponesi. La leggenda racconta che nel VII secolo d.C. il sacerdote  En-no-Ozuno piantò i sakura e su di essi lanciò una maledizione che avrebbe colpito chiunque avesse osato abbatterli. C’è però chi afferma che l’hanami provenga dalla Cina, all’epoca della dinastia Tang, che influenzò il Giappone del periodo Nara. Inizialmente erano gli “ume” (alberi di prugne) a regalare lo spettacolo della fioritura. Durante il periodo Heian (794-1185) però, la corte giapponese si trasferì stabilmente a Kyoto e qui, l’imparagonabile bellezza degli alberi di ciliegio sovrastò quelli di prugne.

Murasaki Shikibu, dama di corte che compose il "Genji Monogatari”, il primo romanzo della storia, utilizzò per la prima volta il termine “hanami” in relazione ai fiori di ciliegio. Inizialmente, questo rito contemplava la partecipazione di un élite composta da nobili, dignitari di corte, samurai e poeti, che beveva sake ed esponeva haiku sulla bellezza dei fiori di ciliegio. Nel successivo periodo Edo, l’hanami si diffuse anche ai ceti più bassi tramutandosi in una festa nazionale. E questo fu possibile anche grazie allo shogun Tokugawa Yoshimune che diffuse gli alberi di ciliegio piantandoli in tutto il Giappone.

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Tra Bellezza e Caducità, l’Hanami oggi

L’hanami si svolge in un periodo di tempo che si protrae tra il mese di marzo e aprile quando avviene la fioritura dei sakura. Tradizionalmente, le persone si riuniscono stendendo i propri tappetini azzurri ai piedi degli alberi e, armati dei propri bento, godono dello spettacolo della natura degustando piatti tipici. Tra questi ci sono gli hanami-dango, polpette di riso in tre colori: rosa, bianco e verde,  accompagnate dal tè verde e fiumi di sake. Altro piatto tipico è il dolce sakura mochi, fatto con pasta di fagioli e riso pressato avvolto in una foglia di ciliegio salata. E lo spettacolo continua fino a sera  culminando nello Yozakura 夜桜 in cui la notte viene rischiarata dai chochin, tipiche lanterne colorate fatte di carta.

Photo Credits:  thespruce.com

A caccia dello spettacolo

Il Giappone è completamente invaso dalla fioritura simultanea degli alberi che si risvegliano dal torpore invernale, caratteristica che colpisce al cuore e alla vista. Ma vi sono luoghi in cui il fascino della natura è più prepotente. Tra i luoghi imperdibili c’è il parco Maruyama a Kyoto famoso per lo Shidarezakura, il ciliegio piangente, unico al mondo. A Tokyo troviamo il Parco di Ueno con i suoi antichi templi ed il laghetto Shinobazu-ike. Il Castello di Himeji, nella prefettura di Hyōgo, è circondato da un bosco di ciliegi che formano un labirinto. Il Castello di Hirosaki invece, nella prefettura di Aomori, è famoso per i suoi  2,600 ciliegi. E ancora, il monte Yoshino, nella prefettura di Nara, dove 100.000 ciliegi sorgono sul dorso della montagna.


Japan Travel: Fushimi Inari

Fushimi Inari

Photo Credits: japanitalybridge.com

Le migliaia di porte color vermiglio

Un sentiero composto da tantissimi torii di colore vermiglio, uno dietro l’altro: questo è il simbolo più riconoscibile del santuario shintoista Fushimi Inari Taisha (伏見稲荷大社). Il complesso sorge a  Fushimi-ku, a sud di Kyoto, ed è il più importante di parecchie migliaia di santuari dedicati al kami Inari. Inari è il dio shintoista protettore della prosperità e ricchezza dei raccolti, in particolare del riso.

Raggiungere questo luogo sacro è molto semplice poichè è situato di fronte alla stazione JR Inari. In alternativa si può camminare per un breve tratto dalla stazione Fushimi Inari servita dalla Keihan Main Line.

Le sue origini sono molto antiche e la sua fondazione risale ad ancor prima del 794, data in cui Kyoto diventò capitale. Inizialmente costruito sulla collina Inariyama, a sud ovest di Kyoto, fu spostato nell’816 su richiesta del monaco Kourai. L’attuale struttura principale del tempio fu edificata invece nel 1499.

Photo Credits: japanitalybridge.com

All'ingresso del santuario si trova la Porta Romon donata nel 1589 dal famoso leader Toyotomi Hideyoshi (egli fu un famoso samurai e daimyō del periodo Sengoku, fondatore del Clan Toyotomi. Succedendo al suo signore Oda Nobunaga anche nell'opera di riunificazione del Giappone, è considerato il secondo dei tre "grandi riunificatori”.)

Al di là della Porta Romon si erge la sala principale del santuario (honden) dove i visitatori dovrebbero fare una piccola offerta in segno di rispetto verso le divinità che vi risiedono.

Nella parte posteriore del terreno principale del santuario si trova l'ingresso al sentiero escursionistico coperto di torii ( 鳥居 tradizionale portale d'accesso giapponese che conduce ad un jinja, un tempio shintoista). Il sentiero inizia con due fitte file di porte parallele chiamate Senbon Torii ("migliaia di porte torii”). Essi si trovano a cavallo di una rete di sentieri che conducono nella rigogliosa foresta del sacro monte Inari (Inari-yama), a 233 metri di altezza. Ogni porta è stata donata dai fedeli o da qualche azienda e reca su di essa una scritta con il nome del donatore e la data della donazione stessa.

Photo Credits:  masterfile.com

La Volpe

Ai lati del sentiero ci sono le statue di una volpe seduta (Kitsune 狐), poste a nord-est, le quali svolgono il ruolo di guardiane aventi il compito di impedire l'ingresso dell'energia demoniaca nel mondo terreno. Le volpi sono inoltre considerate  le messaggere di Inari. Quest'ultimo, secondo la tradizione, nei periodi invernali risiedeva in montagna per poi scendere a valle in primavera durante la stagione agricola. Finito il periodo del raccolto, Inari sarebbe tornato ancora una volta nella sua residenza invernale. Ogni stagione le volpi si avvicinavano alle abitazioni degli umani allo stesso modo, venendo col tempo riconosciute come naturali messaggere del dio.

Photo Credits: japanitalybridge.com

Esse sono un soggetto ricorrente e un elemento di particolare importanza per i giapponesi. Rappresentano infatti creature sacre e misteriose dotate di una grande intelligenza e strani poteri soprannaturali che sviluppano con l’età.  La loro abilità principale è quella di cambiare aspetto ed assumere sembianze umane (infatti esse appaiono spesso con l'aspetto di una bella donna). Un altro potere a loro attribuito è quello del Kitsunetsuki (狐憑き o 狐付き) ovvero il potere di possedere gli essere umani. Si credeva infatti che una volpe fosse in grado di entrare nel corpo delle sue vittime, generalmente giovani donne, attraverso un'unghia o il petto, nutrendosi così della loro forza vitale vivendo all'interno del loro corpo.

Le kitsune di Inari sono bianche, colore considerato di buon auspicio. Esse possiedono il potere di allontanare il male, e talvolta agiscono da spiriti guardiani. Infatti, oltre a proteggere i santuari di Inari, esse proteggono le persone del posto fungendo da spauracchio contro le malvagie nogitsune, gli spiriti-volpi che non sono al servizio di Inari. Le volpi nere e le volpi a nove code sono altresì considerate come portafortuna.

Lungo il sentiero alcune di esse tengono tra le loro fauci una chiave che rappresenta la chiave del granaio.

Photo Credits: regex.info

Percorrendo l’Inari-yama

Raggiungere la cima della montagna richiede circa 2 o 3 ore, e lungo la strada ci sono molti santuari più piccoli con pile di porte torii in miniatura che sono stati donati dai visitatori con budget inferiori. Ci si imbatte facilmente anche in alcuni ristoranti che offrono piatti a tema locale come l’ Inari Sushi e i Kitsune Udon ("Fox Udon"), entrambi con pezzi di aburaage (tofu fritto), che si dice sia il cibo preferito delle volpi.

Photo Credits: crafttabby.com

Dopo la prima mezz’ora di cammino, le porte torii iniziano a diminuire gradualmente fino a giungere all’incrocio di Yotsutsuji, a circa metà della montagna. Da qui si può apprezzare una splendida vista su Kyoto.

A questo punto il sentiero si divide in un percorso circolare fino alla cima.


Japan Travel: Aokigahara

Aokigahara

Photo credits: Ko Sasaki for The New York Times 

Jukai, il mare di alberi in cui affogare la propria anima

Ai piedi del Monte Fuji, nata dall’eruzione del vulcano Nagaoyama nell'864 d.C., sorge Aokigahara (青木ヶ原) più conosciuta con il nome di Jukai (樹海, mare d'alberi).  È una fitta foresta di 35 km² costituita da caverne e una intricata vegetazione di cipressi, querce e arbusti tra cui il fiore della neve giapponese. La sua particolare conformazione non permette il passaggio del vento e dei raggi solari donandole un aspetto spettrale e silenzioso. In inverno la fitta nebbia che la circonda ne vieta l’accesso ai visitatori incapaci persino di trovarne l’entrata.

Quella di Aokigahara è una triste storia poichè lasciare i sentieri ufficiali significa perdersi nella sua immensa struttura labirintica. Coloro che solitamente abbandonano il percorso stabilito hanno una sola intenzione: il suicidio. Non è difficile quindi imbattersi in cartelli sia in lingua giapponese che in inglese che cercano di dissuadere le persone dalle macabre intenzioni.

“La tua vita è un dono prezioso ricevuto dai tuoi genitori” 

“Per favore, rivolgiti alla polizia o un medico prima di commettere suicidio“

“Non restare da solo con i tuoi problemi, parlane!”

Photo credits: Google images

La Foresta Dei Suicidi

Dal 1950 ad oggi, le statistiche di Jukai danno i brividi: dai 30 ai 105 suicidi l'anno. Nel 1970 il governo giapponese decise di costituire una speciale ronda annuale, composta da ufficiali di polizia, volontari e giornalisti. Questa ronda è addetta alla ricerca e alla rimozione dei cadaveri, ma ciò non esclude la terribile possibilità di imbattersi in scheletri e corpi putrefatti camminando per la foresta. Spesso è possibile trovare anche degli Ema: delle tavolette sulle quali sono scritte maledizioni contro coloro che spinsero le persone a togliersi la vita.

Allontanarsi dal sentiero ufficiale vuol dire anche incontrare nastri colorati tesi tra gli alberi, e questo perchè non tutte le persone che si inoltrano nella foresta hanno deciso di morire. Alcuni vogliono semplicemente riflettere e questi fili sono necessari per ritrovare la strada nel caso si decidesse di vivere. Seguire quei percorsi porta quasi sempre a qualcosa però: qualche oggetto, una tenda abbandonata e, nel peggiore dei casi, al corpo senza vita di chi ha fatto la scelta sbagliata.

C'è un'altra particolarità che rende Aokigahara inquietante e misteriosa: gli smartphone e tutti i dispositivi elettronici smettono di funzionare all'interno della boscaglia e le bussole impazziscono. Ritrovare il nord è impossibile. Tutto questo è causato dall'alto tasso di magnetite, il minerale con le più forti proprietà magnetiche.

Photo credits: Google images

Gli spiriti di Jukai

Nei tempi antichi si raccontava che in essa vi risiedessero i Kodama (木魂), gli spiriti degli alberi che imitano le voci dei defunti. Poiché essi possiedono poteri sovrannaturali, abbattere un albero ritenuto dimora di un kodama è considerato fonte di sventura. I giapponesi usano quindi marcare i tronchi di quegli alberi con una corda sacra detta Shimenawa. Al contrario, vedere un kodama è reputato un buon auspicio perché significa che il luogo è vitale e pieno di energia positiva.

Ma i Kodama non sono i soli esseri che si dice popolino questo luogo. La foresta sembra infatti essere infestata da veri e propri fantasmi, gli Yurei. Il termine si compone del kanji yū (幽 "flebile", "evanescente", ma anche "oscuro") e rei (霊 "anima" o "spirito"). Gli Yurei incarnano le anime dei defunti morti di morte violenta, perchè suicidi o perchè assassinati. Incapaci di lasciare il mondo dei vivi e raggiungere in pace l'aldilà hanno bisogno di portare con sé altre vite.

Photo credits: Google images

Romanzi e Film nella cultura di massa

Nel 1960 venne pubblicato Nami no tō (波の塔) “Tower of Waves” di Seichō Matsumoto, che parla di due amanti che si tolgono la vita nella foresta. Jukai viene descritta da Matsumoto come “la più bella foresta abbandonata e selvaggia che esiste.. Un posto perfetto per morire in segreto”.

Negli anni più recenti Hollywood ha dato vita a una serie di pellicole. Nel 2013 esce "Grave Halloween" in cui una giovane donna si reca a Aokigahara con degli amici per ritrovare il corpo della madre, una biologa scomparsa nella foresta. Nel 2015 viene alla luce "La foresta dei sogni", diretto da Gus Van Sant, la cui trama vede un uomo statunitense che si reca a Aokigahara per togliersi la vita e lì incontra un uomo giapponese con le stesse intenzioni. Mentre nel 2016 invade le sale cinematografiche l'horror-thriller "Jukai - La foresta dei suicidi" in cui una ragazza viaggia fino a Aokigahara per ritrovare la sorella gemella di cui non ha più notizie.


Japan Travel: Pellegrinaggio di Yanaka - La Tokyo nascosta

La Tokyo nascosta: pellegrinaggio alla ricerca della buona fortuna.

Photo credits: japaneseprints.livejournal.com  

Il rapporto che i giapponesi hanno con la religione, e soprattutto con la spiritualità, è molto particolare. Non molto eclatante, a volte nascosto, ma è un legame sempre presente, fatto di piccoli gesti quotidiani e rituali. A volte, in occasioni particolarmente importanti o in periodi difficili si fa visita a questa o quella divinità per chiedere protezione e benevolenza. Tra le divinità più venerate in tutto il Paese ci sono quelle che vengono chiamate le 'Sette Divinità della Fortuna', in giapponese Shichi Fukuji (七福神).Non è quindi inusuale trovare brevi percorsi di pellegrinaggio in onore di questi dei.

Queste sette divinità sono arrivate in Giappone ormai secoli fa, e sono frutto di un lento processo di assimilazione. Processo che ha visto fondersi insieme Buddismo, Induismo, Taoismo e Shintoismo ovviamente. Camminando per un percorso prestabilito si toccano i templi di tutte e sette le divinità collezionando timbri o iscrizioni a commemorazione della visita.
Questi pellegrinaggi sono più frequenti durante le prime due settimane dell'anno. Questo è infatti il periodo in cui, secondo le antiche tradizioni giapponesi, le sette divinità approdano a terra con la loro 'nave dei tesori' distribuendo doni e buona fortuna a tutti.

Soltanto a Tokyo ci sono più di 20 percorsi di questo tipo e quello di cui vogliamo parlarvi oggi vi porterà alla scoperta di Yanaka.
Yanaka è una piccola perla risalente all'epoca Edo, incastonata tra alti palazzi, vie dello shopping e il famoso parco di Ueno. Il suo cuore antico ha saputo mantenersi intatto, ed è spesso meta di molti turisti che vogliono ritrovare nella grande metropoli un assaggio del suo passato.

Pellegrinaggio attraverso Yanaka

Photo credits: flickr.com - Patrick Kenawy

Questo percorso attraverso Yanaka inizia dalla stazione di Tabata, facilmente riconoscibile essendo una delle fermate della Linea Yamanote, che collega con il suo percorso circolare, tutte le zone di attrazione principale della città.

La vostra prima tappa sarà il tempio Tokakuji, a poca distanza dalla stazione.
Essendo questa la prima tappa del pellegrinaggio, qui potrete acquistare il rotolo rappresentante le sette divinità che poi vi verrà segnato ad ogni tappa.
Questo tempio ospita Fukurokuji, divinità che come suggerisce il nome stesso è il dio della saggezza, della ricchezza e della longevità. Spesso rappresentato calvo e con una fronte sproporzionatamente alta, è accompagnato da una gru e una tartaruga, simboli di longevità. A volte è presente un cervo nero. La sua statua è collocata nel giardino retrostante il tempio che viene aperto al pubblico solo per il Nuovo Anno.

Ma nonostante il tempio sia dedicato a Fukurokuji, la prima cosa che attirerà la vostra attenzione all'ingresso saranno due statue Nio. Queste due statue si ergono a protezione del tempio e anche dei malati che ne chiederanno la protezione. Si ritiene infatti che abbiano poteri curativi.
Se soffrite per qualche malanno, acquistate l'apposito foglietto di carta rossa presso il tempio e attaccatelo sulla statua li dove avvertite dolore. La divinità vi guarirà.

Sempre qui, potrete acquistare una mappa del percorso, per facilitarvi la strada.

Photo credits: flickr.com - realitycheck2002

La seconda tappa è il tempio Sei'un-ji, conosciuto anche come Hanamidera. Come suggerisce il nome, il tempio era, ed è ancora oggi, una meta particolarmente adatta ad assistere alla fioritura primaverile. Questo è possibile grazie agli alberi di ciliegio e alle azalee qui piantate nel XVIII secolo. Il tempio è dedicato al dio Ebisu, il più giovane tra i sette, divinità del commercio e protettore di pescatori e lavoratori, ma anche dei bambini piccoli.

Ad appena un minuto di distanza, si trova il terzo tempio del pellegrinaggio, il tempio Shusei-in che ospita Hotei. Questa divinità, conosciuta anche come il Budda che ride, è rappresentata come un uomo calvo e panciuto, dal sorriso bonario che spesso accompagnato da bambini. Hotei potrebbe essere associato al nostro Babbo Natale in quanto anche lui porta con se un sacco di doni che elargisce soprattutto ai bambini.
La statua di Hotei nel tempio Shusei-in è particolarmente bella. Fermatevi a pregare presso di essa, ma anche ad ammirare i murales dipinti che caratterizzano il tempio.

Photo credits: japantoday.com

Un pò più defilato è il tempio Choan-ji, la vostra tappa successiva.
Qui trova la sua dimora Jurojin, divinità della longevità. La sua rappresentazione è molto simile a quella di Fukurokuji ed è per questo che queste due divinità vengono spesso sovrapposte. Ma è possibile trovare anche Itabi, delle statuine erette per preservare il riposo delle anime dei morti risalenti al periodo Kamakura (1185-1333) e Muromachi (1336-1573). Il tempio Choan-ji ne ospita ben tre risalenti a questo periodo.

Superato questo tempio, dirigetevi verso il Cimitero di Yanaka e la vostra prossima destinazione sarà il tempio Tennoji. Esso vi accoglierà al suo ingresso con una grande statua di Budda risalente alla fine del 1600. Ma il vostro obbiettivo principale sarà un piccolo altare alla vostra destra. Qui risiede Bishamonte, il dio guerriero, rappresentato con una lancia e una pagoda tra le mani, a simbolo della sua duplice natura. È il dio dei guerrieri che punisce i malvagi, e l'associazione con il pacifico predicatore Budda non deve stupire. Bishamonten infatti, noto anche come Tamonten, è anche il protottero dei luoghi in cui Budda predica.

Penultima tappa di questo pellegrinaggio è il tempio Gokoku-in, dimora del dio Daikokuten, divinità della ricchezza e dei raccolti, ma anche protettore della casa e in particolare della cucina. Da notare un piccolo palco nel cortile antistante il tempio utilizzato per rappresentazioni in onore della divinità.

L' ultima tappa, forse quella più bella, vi porterà ad attraversare il parco di Ueno fino ad arrivare al stagno Shinobazu e al tempio Bentendo.
Benten è ospitata in questo tempio, dea delle arti e della musica. Questa divinità si dice essere più felice quando è circondato dall'acqua, ecco perchè il tempio si trova vicino a questo stagno, e il suo simbolo è un liuto. Benten è anche la divinità della conoscenza e della saggezza, visitata quindi anche da coloro che desiderano avere successo sul lavoro o per un esame.
Il tempio, seppure una ricostruzione moderna, resta fedele alla struttura originaria ed è particolarmente riconoscibile per i suoi colori brillanti. Dominanti sono il rosso, il bianco e il verde acqua.

Photo credits: flickr.com - Toshihiro Gamo

Qui termina il pellegrinaggio, ma lungo il percorso non mancano certo le distrazioni che renderanno ancora più piacevole il vostro viaggio.

Lungo il percorso

Photo credits: Japan Italy Bridge

Lungo la strada troverete una miriade di altri piccoli templi sia buddisti che shintoisti. Fate una passeggiata nell'antico quartiere di Yanaka Ginza, proprio alle spalle della stazione di Nippori e fermatevi a mangiare qualcosa ad uno dei tanti chioschetti tradizionali della zona.
Appena fuori da Yanaka troverete il piccolo tempio Kyooji, sul cui portone centrale è possibile ancora vedere dei fori di proiettile. Questi segni sembrano risalire alla battaglia di Ueno del 1868 durante la quale le truppe imperiali cacciarono via dalla allora Edo le truppe fedeli allo shogun.
Il cimitero di Yanaka poi vi darà modo di fare una piccola sosta. Un luogo di pace che vi sorprenderà ancora di più durante la fioritura dei ciliegi.
Per non dimenticare il Parco di Ueno, un piccolo gioiello verde nel cuore di Tokyo. Meta rinomata per la sua meravigliosa fioritura dei ciliegi, ospita al suo interno anche per il famoso Zoo di Ueno con i suoi panda.

Photo credits: Japan Italy Bridge

Nel parco, tra gli altri, è presente anche il tempio Toshogu con la sua pagoda, dedicato a Tokugawa Ieyasu. Nel periodo tra aprile e maggio sarà anche possibile entrare nel bellissimo giardino che ospita una piccola ma impressionante collezione peonie, uno dei fiori più amati dai giapponesi.

Non mancano poi musei e negozi tradizionali, in un viaggio alla scoperta di una Tokyo un pò diversa da quella che siamo abituati a conoscere, ma certo altrettanto affascinante.