Japan Italy: SPINDLE event in Milan

La nuova ricchezza - Rimuovere il privilegio dagli investimenti con SPINDLE

Come molti di voi sapranno, Japan Italy Bridge è nato dalle menti di Erika Panzeri ed Angela Antenucci e dalla loro esperienza di 6 anni con il mondo giapponese tramite la creazione e la gestione del sito gacktitalia.com.

Insieme con TMP Group, Japan Italy Bridge sta organizzando un evento dedicato a Milano il 4 giugno per la presentazione di  SPINDLE.

Luogo: Talent Garden Calabiana - 6 Via Arcivescovo Calabiana, 20139 Milano (clicca qui per vedere la mappa)
Data/Ora: 4 giugno 2018 17:30 ~ 20.00
Costo/Biglietti: Entrata gratuita. Per essere in grado di partecipare all'evento, è necessario presentare il proprio biglietto in formato cartaceo o virtuale. Per ricevere il vostro biglietto cliccate qui e registratevi. *

* Il meeting è aperto anche a tutti i fans di GACKT. Durante la compilazione del form di iscrizione, qualora voi non foste titolari di azienda, durante l'iscrizione al campo "Azienda/Sito Internet" potete inserire rispettivamente "Fan/GACKTItalia.com".

Programma Evento:
17:30 - Reception
18:00 - Discorso del Chief Strategy Advisor, GACKT
18.15 - Discorso della PR Manager + Evangelist, Lina: The New Wealth - Taking the privilege out of investment with SPINDLE
19:00 - Agenda One to One per domande e momenti di networking riguardanti SPINDLE

Ma cos'è esattamente SPINDLE?

SPINDLE è la prima piattaforma di match-making per utenti privati ​​e fondi di criptovaluta, consentendo a tutti l'accesso a investimenti sicuri, ovunque e in ogni momento. Dare a tutti la stessa equa possibilità di perseguire la propria indipendenza finanziaria personale, indipendentemente dal proprio nome, età, nazionalità, sesso o ricchezza, è uno dei pilastri che guidano l'ambizione di SPINDLE. Per mettere in discussione non solo il privilegio di investimento da lungo tempo stabilito, ma la mentalità di un'intera struttura finanziaria centralizzata, SPINDLE sta sviluppando un enorme ecosistema globale, alimentato da blockchain.

La nuova ricchezza

Ciò che SPINDLE fa è fornire una piattaforma e con essa l'infrastruttura per perseguire e attivarsi nella propria indipendenza finanziaria. Per far si che ciò accada, la prima cosa di cui abbiamo bisogno è "prontezza mentale", tuttavia, vediamo anche una certa missione educativa nel nostro lavoro. Quindi, in realtà, la maggior parte del nostro discorso si concentrerà sulla mentalità necessaria per far sì che la criptovaluta cresca e passi dalla mentalità "perdente" allo stato mainstream.

Maggiori informazioni saranno rilasciate nei prossimi giorni. Per qualsiasi domanda riguardate l'evento, per favore scrivete a  info@japanitalybridge.com.

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Japan Italy: Tenoha Milano

Tenoha Milano - il concept store giapponese

Nel cuore di Milano sorge un piccolo angolo di Giappone. Inaugurato il 4 aprile, Tenoha, il nuovo concept store giapponese, apre le porte in via Vigevano 18! Per tutti i fans del design minimal giapponese, questa è la nuova mecca assoluta.

Photo credit: japanitalybridge.com

A pochi giorni dall’inaugurazione del Salone del Mobile di Milano, Tenoha ci affascina con il suo concetto di spazio multiuso nel vero senso della parola. Uno spazio che prevede tutto, dallo shopping al food, dal lavoro al relax.
Nel bellissimo evento di inaugurazione ci è stato infatti possibile ammirare a pieno questo bellissimo e nuovissimo concept che unisce il lavoro allo svago, l’utile al dilettevole.
Sviluppandosi su una vasta area, Tenoha racchiude al suo interno un negozio di articoli tutti nipponici, cibo, svago e anche una meravigliosa area di coworking.

Il negozio & l’estetica giapponese

Tenoha porta in Italia il classico design giapponese: semplice, ricco di dettagli e con materiali di prima scelta. Minimal, funzionale e bello, il gusto del sol levante ci ha già conquistato e ora con Tenoha non può che mettere ancora di più le radici nel nostro cuore e nella nostra vita quotidiana. Dalle stoviglie alle decorazioni, dai quaderni alle penne, c’è un’ampia scelta di prodotti di qualità decisamente alta e ad un prezzo tutto sommato nella media (se non meno) per una città come Milano. nsomma, non riusciremo più a farne a meno.

Photo credit: japanitalybridge.com

Il ristorante - tra street food e tradizione

Milano si sa, è ormai diventata quasi come una costola di Tokyo quando parliamo di cibo giapponese. Tuttavia Tenoha è riuscito ad inserirsi nel mercato a gamba tesa con una geniale e inusuale rivisitazione dello street food mixato alla cucina tradizionale giapponese. Tutto è rigorosamente realizzato con ingredienti freschi e stagionali e sotto la supervisione meticolosa di un artista dei fornelli giapponese, Tenoha offre circa 130 posti tra ristorante, caffetteria e area esterna. Una combinazione di sapori ed elementi tipici del sol levante ma in un’esperienza e atmosfera tutta italiana.

Photo credit: japanitalybridge.com

Coworking in stile

Lavorare in un ambiente dove tutto è possibile e con un design che aiuta non solo la concentrazione ma anche la creatività è tutto per una qualsiasi società. Tenoha offre spazi di coworking dove ogni team può lavorare divertendosi e confrontandosi con altre realtà

Photo credit: japanitalybridge.com

Uno spazio, mille funzionalità

Oltre allo shopping, il cibo e il lavoro, Tenoha ha anche la possibilità di reinventarsi e trasformarsi per qualsiasi occasione. Un palcoscenico dove poter richiamare un gran numero di persone, organizzare attività speciali, eventi e molto altro! Un nuovo polo fondamentale per tutti quelli che hanno bisogno di location durante periodi “caldi” della vita milanese, come ad esempio durante la Milano Fashion Week o il Salonde del Mobile.

Photo credit: japanitalybridge.com

Uno spazio polifunzionale dallo stile giapponese ma dal sapore italiano, il mix perfetto per tutti quelli che desiderano avvicinarsi a Tokyo pur rimanendo nel capoluogo lombardo. Insomma una piccola Tokyo tutta a portata di mano.


Japan Travel: Nikkō

Nikkō - La città senza tempo

Poco distante da Tokyo, si trova una città che potremmo definire magica. Questa è Nikkō, letteralmente "La cittа della luce del sole”. Situata nella regione montuosa della prefettura di Tochigi, è una delle più famose mete turistiche del Giappone. Ricca di monumenti storici, è entrata nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. I suoi monumenti più famosi sono il Nikkō Tōshō-gū dedicato allo shogun Tokugawa Ieyasu e il Futarasan Jinja risalente al 767.

La città è inoltre immersa nella natura, con montagne, sorgenti termali e il Parco Nazionale di Nikkō dove si possono trovare diverse bellissime cascate.

Fra sacro e moderno

Il 20 marzo 2006 la vecchia città di Nikkō si è fusa con la cittа di Imaichi e le municipalità di Ashio, Fujihara e Kuriyama, dando come risultato la nuova città di Nikkō . Sacro e profano, una divisione ancora più marcata dal grande “ponte sacro” Shinkyo, tutto laccato di rosso e originariamente riservato all’imperatore e allo shogun. Oggi questo stesso ponte è percorso da centinaia di visitatori ogni anno per arrivare al Rinno-ji, il grande tempio conosciuto in particolare per la “Sala dai tre Buddha”.

I  monumenti

Dietro a questo tempio, si trova il Tōshō-gu, dove la grande famiglia Tokugawa aveva stabilito il suo santuario scintoista, facendolo diventare il più riccamente decorato del paese. Più di 15000 artigiani del paese parteciparono alla sua costruzione e con le sue dorature, i suoi colori brillanti, le sue linee sinuose, questo luogo di culto è considerato tra i più belli dell’architettura Momoyama (1573–1603). Ancora più famoso è il frontone della scuderia sacra, prettamente minimalista e conosciuto da tutti i giapponesi per le tre piccole scimmie scolpite nel legno: Mizaru ("la cieca"), Kikazaru ("la sorda") e Iwazaru ("la muta”). Esse simboleggiano infatti i precetti della setta buddista Tendai, ispirati da Confucio: non guardare il male, non pronunciarlo, non ascoltarlo.

Se avete un’intera giornata per esplorare la città, non potete perdere l’occasione di andare a visitare la statua del gatto addormentato che marca l’entrata alla tomba di Tokugawa Ieyasu. Successivamente, costeggiando il fiume Daiyagawa, potete trovare la passeggiata del Kanmanga Fuchi, una sontuosa camminata fra boschi e strane formazioni vulcaniche del monte Nantai. Alla fine di questa passeggiata, vi aspettano decine di statue di Jizō, protettore dei bambini, dove il tempo sembra essersi fermato.

Ad una distanza di 30 km, potrete poi trovare il magico lago di Chūzenji dove è possibile fare un’escursione in battello per arrivare alla spettacolare cascata Kegon no Taki e alle sorgenti di acqua calda di Yumoto Onsen.

Una città fra la storia e la modernità, fra montagne e laghi incantati, una piccola perla di storia a pochi passi dalla metropoli di Tokyo. Qui si può respirare ancora la classica sensazione della tradizione giapponese nel suo pieno. Una meta assolutamente da non perdere per tutti gli amanti di questa cultura e di questa nazione.

Come arrivare

Il treno è il mezzo più comodo e rapido per raggiungere Nikko dal centro di Tokyo.

Linea Tobu - Asakusa

Dalla stazione di Asakusa, facilmente raggiungibile raggiungibile via metro dai principali quartieri di Tokyo, potete prendere la linea Tobu che offre corse per Nikko ogni ora. Il costo per a/r è di circa 2800¥, il viaggio dura circa 2h ed è in assoluto l'opzione più economica. Il JR Pass non è valido su questa tratta.

info: Website della linea Tobu

Limited express - Shinjuku

Il JR limited express collega direttamente la stazione di Shinjuku con Nikko, il costo del biglietto a/r è di 8000¥. Sfortunatamente, il JR pass non copre completamente la tratta, sarà quindi necessario pagare un sovrapprezzo. Per prenotare la corsa basta consultare i sito della JR east.

Info: Sito di JR East

JR Shinkansen - Tokyo

Questo è il modo più comodo e più veloce per raggiungere Nikko, specialmente se siete in possesso del JR Pass. E’ possibile prendere il JR Tohoku Shinkansen dalla stazione Tokyo, ma dovrete cambiare treno ad Utsunomiya e continuare sulla JR Nikko Line. Il costo della tratta a/r è di 10000¥, sconsigliata per chi non ha il JR Pass.

Info: sito di Hyperdia

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Japan Italy: Hokusai "sulle orme del maestro"

Hokusai: sulle orme del maestro

Photo credits: arapacis.it

Katsushika Hokusai (葛飾 北斎?; Edo, ottobre o novembre 1760 – Edo, 10 maggio 1849) è stato un pittore e incisore giapponese, conosciuto principalmente per le sue opere in stile ukiyo-e. Quest’ultimo è un genere di stampa artistica giapponese su carta, impressa con matrici di legno, fiorita nel periodo Edo.

Con una carriera lunga più di sessant’anni dove ha esplorato varie forme d’arte, è noto al pubblico soprattutto grazie alle sue famosissime ‘Cento vedute del monte Fuji’. In particolare la ‘Grande onda di Kanagawa’,diventata simbolo di questa raccolta, è ormai parte della cultura di massa. I suoi lavori non solo hanno fatto il giro del mondo ma sono stati una fonte di ispirazione per molti impressionisti europei come Claude Monet, e molti post-impressionisti come Vincent van Gogh e Paul Gauguin.

Photo credits: arapacis.it

Da qualche anno a questa parte, l’Italia sta ospitando varie mostre dedicate a questo grandioso artista. Prima a Milano presso il Museo del ‘900 e ora a Roma. Infatti, dal 12 ottobre 2017 al 14 gennaio 2018, presso il museo dell’Ara Pacis, le opere di Hokusai saranno disponibili al pubblico in una mostra chiamata “Sulle orme del Maestro”. Una grande mostra che racconta e mette a confronto circa 200 opere della produzione del maestro Hokusai con quelle degli artisti che hanno seguito le sue orme.

Photo credits: arapacis.it

L’esposizione tenutasi al Palazzo Reale a Milano precede quella tenutasi al British Museum di Londra, e ora anche nella capitale Italiana si possono ammirare le opere provenienti da diversi musei e collezioni. Tra gli altri, il Chiba City Museum of Art, e importanti collezionisti giapponesi come Uragami Mitsuru Collection e Kawasaki Isago no Sato Museum, oltre che dal Museo d’arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova.

Come accennavamo prima, questa esposizione racconta e confronta la produzione del Maestro Hokusai con quella di alcuni degli artisti che hanno seguito le sue orme, creando così nuove linee, nuove forme, nuovi colori e un nuovo filone dell’ukiyo-e.

Photo credits: arapacis.it

Passando dalla natura agli attori kabuki, dalle bellezze femminili ai guerrieri, sino ad arrivare alle immagini di fantasmi, spiriti ed esseri semi-leggendari, questi saranno i soggetti che i visitatori troveranno nella mostra.
Le tecniche e i formati che il maestro Hokusai ha usato per le sue opere sono molto varie. Da dipinti a inchiostro e colore su rotolo verticale o orizzontale, alle silografie policrome di ogni misura, sino ai raffinatissimi surimono. Questi ultimi venivano usati come biglietti augurali, inviti, cerimonie da tè e molto altro.

Photo credits: arapacis.it

Dal comunicato stampa della mostra possiamo leggere che l’esposizione si compone di cinque sezioni che toccheranno i temi più alla moda e maggiormente richiesti dal mercato dell’epoca:

1- MEISHŌ: mete da non perdere

Presenta le serie più famose di Hokusai: le Trentasei vedute del Monte Fuji, le Otto vedute di Ōmi, i tre volumi sulle Cento vedute del Fuji e un dipinto su rotolo del Monte Fuji, presentato per la prima volta in Italia e in anteprima assoluta.

Questa sezione illustra le mete di viaggio e i luoghi celebri che un giapponese di epoca Edo non doveva assolutamente perdere o perlomeno doveva conoscere: cascate, ponti e luoghi naturali delle province più lontane, vedute del monte Fuji da località rinomate, locande e ristoranti e stazioni di posta lungo la via del Tōkaidō che collegava Edo (Tokyo) a Kyoto.

Non manca la “Grande Onda” di Hokusai, che si potrà apprezzare in ben due versioni differenti, che si alterneranno a metà del periodo espositivo per motivi conservativi: una proveniente dal Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova, l’altra dalla collezione Kawasaki Isago no Sato Museum, così come tante altre importanti silografie della serie Trentasei vedute del Monte Fuji confrontabili in doppia versione.

2- Beltà alla moda

Una serie di notevoli dipinti su rotolo e silografie policrome dedicate al ritratto di beltà femminili e cortigiane delle famose case da tè del rinomato quartiere di piacere di Yoshiwara mettono a confronto lo stile del maestro Hokusai con quello di alcuni tra i suoi allievi più famosi tra cui Gessai Utamasa, Ryūryūkyō Shinsai, Hokumei, Teisai Hokuba.

In particolare si sottolinea la novità della composizione di Keisai Eisen, grande personalità nel campo del ritratto femminile, che redige un vero reportage di moda, avvolgendo le sue donne e mettendole in posa così da evidenziarne i kimono e gli obi imponenti, i tessuti raffinatissimi dai motivi ricercati, coloratissimi e sempre studiati nel particolare più minuto.

In questo contesto è stata pensata anche una piccola ma raffinata raccolta di immagini legate alla seduzione e al mondo del piacere e dell’erotismo che mettono a confronto Hokusai ed Eisen attraverso silografie “pericolose” (abunae), in cui si intuiscono situazioni di scambio amoroso senza svelarne l’aspetto sessuale, sublimato attraverso la bellezza di stoffe e abiti che coprono i corpi e fanno sognare, e le famose pagine del volume erotico di Hokusai “Kinoe no Komatsu”.

3- Fortuna e buon augurio

Nel formato della silografia, di Eisen in questo caso, e attraverso una serie di undici dipinti su rotolo di Hokusai che rappresentano le divinità popolari della fortuna, si evince uno dei soggetti in voga all'epoca come portafortuna, protezione, augurio per occasioni speciali. Tutte opere esposte per la prima volta in Italia.

4- Catturare l’essenza della natura

Hokusai e allievi a confronto attraverso una serie di dipinti su rotolo provenienti dal Giappone sul tema della natura e degli animali per sottolineare i motivi classici della pittura di “fiori e uccelli” e la valenza simbolica di alcuni animali quali il drago, la tigre, la carpa, il gallo riproposti nello stile di ciascun artista.

5- Manga e manuali per imparare

La serie completa dei 15 volumi di Manga di Hokusai sono esposti in questa sezione e rimandano ai tratti e alla forza che il maestro sa dare a ogni creatura che decide di rappresentare ma anche alla sua volontà di insegnare le regole della pittura ad artisti e appassionati. A fianco dei volumi di Hokusai, un album dell’allievo Shotei ripercorre i soggetti e le forme del maestro proponendo pagine simili fitte di disegni e schizzi.

Photo credits: arapacis.it

Luogo

Museo dell'Ara Pacis

Orario

Dal 12 ottobre 2017 al 14 gennaio 2018
Tutti i giorni 9.30-19.30
24 e 31 dicembre ore 9.30-14.00

La biglietteria chiude un'ora prima
Chiuso il 25 dicembre e 1 gennaio

Biglietto d'ingresso

Biglietto solo mostra:

€ 11,00 intero; € 9,00€ ridotto

Informazioni

Tel. 060608 tutti i giorni ore 9.00-19.00

Le 100 Vedute del Monte Fuji ad Arcore

Photo credits: arapacis.it

Allo stesso momento, dopo il grande successo della mostra a Milano, Hokusai ritorna in Lombardia e questa volta ad Arcore. Sabato 7 ottobre è stata inaugurata la mostra a ingresso libero dal titolo “HOKUSAI. 100 vedute del Fuji. Cento modi per parlare di Dio senza mai nominarlo”. L’esibizione a cura di Bruno Gallotta e Alberto Moioli ha sede presso le Scuderie di Villa Borromeo e permetterà al pubblico di vedere 102 immagini create dalla mano del grande artista giapponese.

Photo credits: wikipedia.org 

Questa mostra racconta dell’interpretazione spirituale che l’artista giapponese ha inconsciamente (o volutamente) inserito nelle sue opere.

“È ormai accertato che Hokusai fu un fedele buddista ed è altrettanto certo che fu una persona colta: sapeva bene quindi che “FU NI”, oltre ad essere uno dei modi possibili per scrivere il nome del famoso vulcano, è un’espressione particolarmente significativa del buddismo Mahàyanà cui appartengono tutte le tradizioni buddiste diffuse in Cina e Giappone”, affermano gli organizzatori.
“Questa mostra si prefigge il compito di dimostrare che il monte Fuji assunto da Hokusai come simbolo spirituale e chiamato “FU NI” contempla entrambe le accezioni. A tale scopo sono state approntate, per i visitatori interessati, alcune copie del testo esegetico disponibili per la consultazione gratuita”.

Photo credits: wikipedia.org 

Grazie al patrocinio dell’Ufficio Europeo del Buddhismo Zen (Soto), arriva finalmente ad Arcore dopo aver toccato Lodi nel 2015 e Piacenza nel 2016 come parte delle celebrazioni per i 150 anni di relazioni fra Italia e Giappone.

La mostra è aperta solo sabato e domenica dalle 10 alle 19.

Photo credits: wikipedia.org 

Programma ed eventi collaterali

Luogo

Scuderie di Villa Borromeo

Orario

7 – 22 ottobre 2017
sabato e domenica dalle 10 alle 19

Eventi collaterali

Domenica 8 Ottobre alle 17 incontro con Giuseppe Jiso Forzani “Arte, natura, religione nella sensibilità giapponese”

Martedì 10 ottobre al Cinema Teatro Nuovo di Arcore sarà proiettato in italiano il film del British Museum di Londra dedicato al maestro giapponese.

Sabato 14 Ottobre alle 17 incontro con Bruno Gallotta “Hokusai: un’inedita lettura” Una chiave interpretativa finora inesplorata”

Sabato 21 ottobre alle 17 incontro con Ornella Civardi “Jisei” – Reading di poesie giapponesi con l’accompagnamento musicale al violoncello di Alexander Zyumbrovskiy


Japan Italy: I “Ponti di luce” di Ōki Izumi

I “Ponti di luce” di Ōki Izumi in mostra a Genova

Photo credits: artslife.com

Ōki Izumi, scultrice nata a Tokyo in Giappone, ha studiato letteratura, pittura e scultura con Aiko Miyawaki, Taku Iwasaki e Yoshishige Saito. Nel 1997 ha vinto una borsa di studio da parte del governo italiano e nel 1981 si è laureata all’accademia di Brera sotto la guida di Giancarlo Marchese.

Ha partecipato a diverse installazioni fra Italia, Giappone e altre nazioni. La più recente è “Ponti di Luce” in mostra a Genova dal 19 aprile 2017 al 1 ottobre 2017 presso Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone. Questa particolare mostra è un dialogo tra le opere permanenti del museo e le sculture contemporanee della scultrice nipponica.

Un ponte tra Giappone e Italia, tra antico e moderno. Qui le sculture dal tipico colore verde-azzurro del vetro industriale, unico materiale utilizzato dall’artista, ricordano gli elementi naturali. Aria e acqua intraprendono un dialogo con il preziosissimo patrimonio di arte giapponese ed orientale, raccolto in Giappone durante il periodo Meiji (1868-1912) da Edoardo Chiossone.

Curve sinuose e angoli smussati

Photo credits: artslife.com

Il museo ospita opere giapponesi di varie epoche, pitture, armi e armature, ceramiche, maschere e una ricca collezione di grandi sculture del Giappone, della Cina e del Siam.

Come abbiamo detto poco fa, la mostra “Ponti di Luce” è incentrata sulla lavorazione del vetro industriale, che si trasforma nelle mani dell’artista. Tra curve sinuose e angoli smussati, le opere diventano uno skyline trasparente che rappresenta “Passato-Presente-Futuro”, le onde dei mari giapponesi, conchiglie surrealiste e prismi luminosi. I loro riflessi baluginano sulle opere d’arte antica in esposizione nella stessa sala.

Le opere di Izumi sono fatte di stratificazioni. Lastre assemblate mentre la trasparenza della materia diventa parte integrante del luogo e varia costantemente grazie alla luce e ai riflessi che si vengono a creare.

Photo credits: artslife.com

Tutto parte da una progettazione dettagliata e precisa, fatta di calcoli numerici che dal bozzetto diventano sculture. Non importa in che dimensioni vengano realizzate, che siano piccoli gioielli o grandi installazioni, in questi lavori è possibile trovare tutta l’accuratezza e l’attenzione tipicamente orientale.

Lo scopo delle opere

Lo scopo, conferma l’artista, è proprio quello di sottolineare, metterla a nudo attraverso la trasformazione di un materiale duro e poco malleabile in qualcosa di morbido e plasmabile, l’armonia delle forme e far riflettere lo spettatore. Oki Izumi ha voluto far risaltare ancora una volta il contrasto fra antichità e modernità evidenziando i punti di contatto tra le due sfere temporali. Un’arte in costante evoluzione che con il passare degli anni si sveste di tutti gli eccessi per prendere una piega sempre più concettuale e poetica.

Photo credits: artslife.com

La mostra è patrocinata dall’Istituto Giapponese di Cultura ed è inserita nelle celebrazioni ufficiali del 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia.

DOVE: Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone, piazzale Giuseppe Mazzini 4, Genova
QUANDO: da mercoledì 19 aprile a domenica 1 ottobre 2017, mar-ven 09:00 – 19:00; sab-dom 10:00 – 19:30

Per info: museochiossone@comune.genova.it
Tel. 010542285

www.chiossone.museidigenova.it


Japan Italy: Etegami "Alla scoperta dell’Italia attraverso gli occhi dei bambini giapponesi"

Etegami: alla scoperta dell’Italia attraverso gli occhi dei bambini giapponesi

L’Italia si sa, è uno dei Paesi più belli e apprezzati nel mondo non solo grazie ai bellissimi paesaggi, ma soprattutto alla profonda ricchezza culturale che la nostra nazione offre. Dal 16 giugno 2017, a Pisa, è in corso la mostra “Etegami. Come i bambini giapponesi vedono l’Italia”. Questa mostra è stata organizzata dalla Fondazione Italia Giappone e patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dall’Ambasciata del Giappone e dall’Istituto Giapponese di Cultura. In esposizione ci sono i lavori di diversi bambini giapponesi ai quali è stato chiesto di descrivere l’Italia con i loro occhi. I risultati non sono solo impressionanti ma anche commoventi.

Photo Credits : http://www.italiagiappone.it/attivita_etegami.html

Ma cos’è precisamente un Etegami? L’Etegami è uno dei metodi più popolari e più amati dal popolo giapponese. Consiste nel disegnare immagini semplici accompagnate da messaggi brevi e sentiti utilizzano inchiostro nero per definire contorni e scritte, ed acquerelli colorati per realizzare gli interni. Nonostante non tutte le cartoline inviate dai bambini seguissero questo stile preciso, tutte si basavano sui 7 principi cardine dell’Etegami, fissati da Kunio Koike negli anni Sessanta.

Photo Credits : http://www.italiagiappone.it/attivita_etegami.html

I 7 principi cardine dell’Etegami

Dal sito della Fondazione Italia Giappone:

1. Essere bravi va bene, non essere bravi va meglio

Il motto delle Etegami è “essere bravi va bene, non essere bravi è meglio”.

Se il disegno è stato fatto con impegno e con sentimento non è necessario essere stati abili. In una Etegami scritta in modo personale e con impegno si avverte la personalità di un individuo. La cosa importante è il modo di intendere questa cartolina: l’opera deve essere unica e originale; anche se non si è bravi è un’opera unica.

2. Non fare la brutta copia

Nelle Etegami non esiste il concetto di “ho sbagliato..!”. Quindi, ogni volta si fa sul serio. Quando facciamo la brutta copia abbiamo l’idea di dover fare nel modo migliore e di fare un lavoro splendido preoccupandoci di fare bella figura.

L’apparenza finisce per avere la priorità su un’opera che ci identifichi. E’ una cartolina riuscita se mostra il volto al naturale della persona che l’ha realizzata. Le Etegami improvvisata e senza brutta copia deve trasmettere lo stato d’animo del momento in cui è stata scritta e ciò che si voleva esprimere in quell’attimo.

3. Disegnare dopo aver osservato bene e disegnare in grande

Le Etegami non hanno un modello imposto. Al contrario, hanno “il principio di fissare strenuamente senza mai distogliere lo sguardo”, cioè disegnare dopo aver osservato attentamente l’originale. Se guardiamo attentamente la frutta, la verdura, i fiori e tutte le altre cose che sono intorno a noi, ci accorgiamo di particolari che fino ad allora non avevamo notato.

Sulle cartoline “Etegami” suggeriamo di “disegnare in grande”. Aumentando le dimensioni anche due o tre volte e a furia di guardare con attenzione, quasi senza accorgersene, lo spirito di osservazione si andrà affinando. Anche se sulla cartolina non ci sta tutto il disegno, non è un problema. La persona che guarda immaginerà a modo suo la parte non disegnata.

4. Raffigurare una cosa sola

Alle persone che per la prima volta iniziano a disegnare una Etegami, consigliamo di scegliere un solo soggetto. E’ necessario continuare a fissarlo senza distoglierne lo sguardo.

Photo Credits : http://www.italiagiappone.it/attivita_etegami.html

5. Tracciare le linee con cura e lentamente

Quando facciamo le linee di contorno in fretta, finiamo per dimenticare di osservare con attenzione. Se disegniamo lentamente possiamo farlo concentrandoci. Inoltre, più si procede lentamente, più facilmente penetra il sentimento. Lo scopo di tracciare una linea lentamente è “disegnare concentrando tutte le nostre energie nel pensare alla persona alla quale è dedicata”. Infatti un tratto espressivo è qualcosa che appare solo quando tracciamo un segno con tutte le nostre energie.

Quindi l’importante è disegnare concentrandosi per esprimere il proprio sentimento.

6. Spedire sempre quello che si è fatto

Spediamo sempre le Etegami che abbiamo fatto! Il senso di una cartolina non è: quando sono diventato bravo, la spedisco; visto che non è venuta come volevo non la spedisco! L’idea di fare uno sbaglio non appartiene alle Etegami. Quand’anche uno pensa di aver fatto male le Etegami, visto che è stata fatta secondo la propria personalità, questa rimane come ciò che ha fatto in quel momento. C’è un fascino particolare in questo.

Le Etegami distribuiscono felicità. Sia le persone che le disegnano sia quelle che le ricevono si divertono e diventano allegre. Spediamole sempre.

7. Scrivere le parole con il cuore

E’ importante che le parole a corredo del disegno siano poche e che siano scritte con naturalezza così come sono state sentite nel proprio animo. Non bisogna preoccuparsi se non sempre queste parole hanno relazione con le cose raffigurate.

Il bello delle Etegami è che non importa essere schiavi della rigida forma epistolare. Non sono necessarie le forme iniziali di saluto che si trovano di solito nelle lettere. Scriviamo con una calligrafia chiara pensando solo a chi leggerà.

Photo Credits : http://www.italiagiappone.it/attivita_etegami.html

I bambini si sa, sono il futuro del nostro mondo e l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo ha chiesto a diversi bambini giapponesi di disegnare l’Italia secondo la loro fantasia. I bambini delle scuole elementari e medie di tutto il Giappone hanno accolto questa richiesta e hanno disegnato oltre 25.000 Etegami che sono ora esposti a Pisa, al Museo della Grafica.

Photo Credits : http://www.italiagiappone.it/attivita_etegami.html

E’ emozionante vedere come questi disegni ci mostrino immagini curiose e suggestive di come i bambini del sol levante vedano il nostro bel Paese. Una visione dell’Italia in stile manga e anime, con all’interno le speranze, la fantasia e i sogni dei piccoli nipponici.

L’iniziativa nasce nell’ambito della Rassegna Italia in Giappone, la prima e più importante iniziativa promozionale del Sistema Italia all’estero. Iniziativa che ha visto il nostro paese protagonista in oltre 800 eventi in tutto il Giappone.

Photo Credits : http://www.italiagiappone.it/attivita_etegami.html

Edito da Polistampa, il catalogo della mostra ha una selezione di 300 Etegami suddivisi in sezioni dedicate alle città e monumenti storici, o aspetti caratteristici della vita e della cultura italiana come la musica e la cucina. C’è anche una particolare sezione dedicata interamente al personaggio di Pinocchio.

Una giuria composta da rappresentanti degli enti organizzatori e dal Professor Shigetoshi Osano, professore di Storia dell’Arte all’Università di Tokyo, ha selezionato i lavori più belli da pubblicare. Sono stati inoltre nominati tre vincitori ai quali è stato permesso di venire in Italia ospiti di Alitalia – Italia Tours.

Photo Credits : http://www.museodellagrafica.unipi.it

E’ possibile vedere la mostra dal 16 giugno 2017 al 30 settembre 2017 presso il Museo della grafica di Palazzo Lanfranchi a Pisa.

Info e Contatti:

museodellagrafica@adm.unipi.it

http://www.museodellagrafica.unipi.it


Japanese Culture: Lolita fashion

Lolita fashion - (ロリータ・ファッション Rorīta fasshon)

photo credit: mangakas-onfire.blogspot.it

Molto probabilmente chi ha una vena molto romantica, sospesa in un tempo indefinito nel passato, vorrebbe apparire come una meravigliosa bambola di porcellana. Magari vorrebbe avere abiti talmente vezzosi da far invidia a Maria Antonietta e partecipare a Tea Party da favola.

Tutto questo è possibile farlo grazie al fenomeno Lolita, una delle più famose ed elaborate mode Giapponesi. Questa è un misto tra Barocco e stile Vittoriano , molto amata in patria ma conosciuta ormai in tutto il mondo.
Il nome evoca ma non celebra il romanzo di Vladimir Vladimirovič Nabokov, ma questa moda non è un tributo ad una giovane e provocante sensualità. Infatti questa rappresenta la bellezza che cela l’ingenuità, l’eleganza nel celare più che nello scoprire. In più, il nome Lolita è un Wasei-eigo, termine che include tutte quelle parole anglofone che in lingua originale hanno un significato completamente diverso o sono addirittura inesistenti, ma sono entrate nel dizionario Giapponese.

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Non si sa precisamente quando sia nato questo stile d’abbigliamento. Alcuni sostengono già dalla fine degli anni 70, benché effettivamente è diventato celebre verso la fine degli anni novanta. Questa moda è stata fortemente influenzata dal genere musicale Visual Kei. E non a caso, perchè questo tipo di musica è fortemente teatrale non solo nelle note ma anche nell’abbigliamento delle band stesse.

Esemplari sono i MALICE MIZER anche grazie a Mana co-fondatore e leader della band (chiamato anche Mana-sama dai suoi fans). Mana ha influenzata particolarmente la moda lolita coniando il termine “Gothic Lolita” e firmando il suo personale brand Moi-même-Moitié.

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Gothic Lolita e Sweet Lolita

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Lo stile Lolita e diviso in due correnti ben distinte (a loro volta divise in molteplici sottostili): il Gothic Lolita forse il più celebre, e lo Sweet Lolita.

GothLoli (ゴスロリ gosu rori): Il Gothic Lolita come detto è il genere più conosciuto ma questo nome viene erroneamente attribuito a tutta la moda. Colore dominante è il nero e né si celebrano tutte le più possibili sfumature. Non vengo però disdegnati nemmeno i colori scuri come il rosso bordeaux, il blu scuro, il viola o il verde smeraldo. Questi colori sono spesso utilizzati nelle stoffe come nel make-up con un pesante e drammatico smokey eyes e il rossetto che risalta su una cipria bianca. Di fatto è l’unica eccezione nella moda Lolita dove si utilizza questo tipo di cipria, perché negli altri stili si preferisce un look più naturale. I fitti ricami degli abiti si ispirano a macabri racconti con i loro teschi; o si ispirano a tematiche religiose con croci (appunto gotiche) presenti spesso anche nei gioielli. Bare usate come piccole borse e ombrellini neri di pizzo ne rifiniscono l’outfit.

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L’Aristocrat è uno dei numerosi sottogeneri del Gothloli ma più maturo e sobrio, come dice il termine stesso, volutamente “aristocratico” e molto elegante.
Dato che la moda Gothic Lolita si basa sullo stille Vittoriano, che come ricordiamo è l’emblema del gotico e del raffinato, c’è da notare la similitudine con lo stile più occidentale detto steampunk.

Ama-loli (甘ロリ ama rori): Lo Sweet Lolita invece predilige colori pastello preferibilmente il rosa. E lo stesso vale per il makeup qui meno drammatico, quasi più naturale. Resta comunque elaborato, enfatizzando gli occhi con toni rosati e ciglia finte per uno sguardo da bambola, così come nuance tenue per le labbra. Questo stile come il precedente prende spunto dall’epoca Vittoriana ma è più influenzato dal Rococò francese. È uno stile Lolita più “infantile”, e qui la fanno da padroni fiocchi e nastrini. Le trame dei vestiti sono ispirate al mondo delle favole, unicorni e piccole miniature di pasticcini francesi come i Macaron. Sono gioielli da sfoggiare assieme a zaini a forma di orsetti o coniglietti e l’eroina a cui ispirarsi è “Alice nel paese delle meraviglie”.

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Sottogeneri e il Principe

Il mondo lolita è davvero molto vario ed elaborato, esistono generi per tutti i gusti. Il Wa Lolita ad esempio è un mix tra i vestititi lolita e le stoffe dei Kimono tradizionali, con Obi ad adornare la vita e i classici sandali Geta come calzature; Il Qi Lolita che si riffa allo stille Cinese dove al posto dei Kimono si modificano i qípáo; il Sailor Lolita che si basa sulla classica divisa scolastica con la sua variante più elaborata; o ancora il Pirate Lolita.
E se si pensa che lo stile lolita sia solo “zucchero e cannella” abbiamo anche il Guro Lolita. Qui le lolita si ispirano all’horror con sangue finto che risalta su candidi abiti bianchi per dare l’idea di essere bambole di porcellana in frantumi.

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Ma ci sono davvero molti altri esempi da citare. Una nota particolare bisogna farla però per lo stille Ōji (王子 principe) per chi crede erroneamente che la moda lolita sia solo femminile. Lo stile Principe si basa sui modelli di vestiti usati dai giovani Dandy Vittoriani e qui vediamo la comparsa di pantaloncini corti e calze al ginocchio. Questo però non significa sia solo maschile. Se una ragazza si affacciasse al mondo lolita ma volesse avere uno stile più androgino questo tipo di abbigliamento fa per lei.

I must have, i vari Brand, anime e l’influenza fuori dal Giappone

Esistono alcuni oggetti di culto che ogni Lolita che si rispetti possiede nel proprio guardaroba: le Cutsew, camicie con enormi fiocchi e maniche a sbuffo o le Petticoat ovvero sottovesti per ampliare i vestiti e le gonne. Per chi si domanda invece come fanno le Lolita ad avere dei capelli tanto meravigliosi e folti … beh, sappiate che sono parrucche. Le lolite le decorano poi con enormi fiocchi e i Bonnet, i classici cappelli di una volta, e le scarpe iconiche sono modello Mary Jane. Queste, anche se nate all’inizio del secolo scorso per i bambini ormai sono le scarpe che ogni lolita che si rispetti indossa.

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Oltre il brand di Mana-sama, altri molto conosciuti sono Angelic Pretty, e Baby, The Stars Shine Bright quest’ultima con boutique non solo a Tokyo ma anche a Parigi e San Francisco. Bisogna ammettere che la moda lolita è molto dispendiosa, ma esistono Indie brand belli quanto le marche più famose ma sicuramente meno dispendiose. Ed in Giappone è possibile acquistare abiti lolita anche nei grandi magazzini e volendo ci sono siti web appositi per comprare abiti lolita di seconda o terza mano. In altre parole è diventata una moda per più tasche.
Il fenomeno lolita ha trovato la sua strada anche in molti anime di successo. Esemplari sono Paradise Kiss di Ai Yazawa meglio nota per essere la mamma di Nana; Princess Princess anime dove la moda lolita e vista tramite gli occhi di tre ragazzi; Le Portrait de Petit Cossette, versione femminile e Noir del ritratto di Dorian Gray; e Rozen Maiden dove protagoniste sono appunto delle bellissime bambole.

Come già detto, le Lolita non sono famose solo in madre patria, ma dall’America a tutta l’Europa si possono incontrare piccole comunità di Lolita. Queste si riuniscono in raffinate Tea House per celebrare il Tè delle cinque con la classe e lo stile che le differenzia da qualsiasi altra moda.


Japan Tradition: Seijin Shiki

Seijin Shiki

Seijin Shiki anche conosciuta come Seijin no Hi (成人の日) è il giorno della Maggiore età. Questa è una festa giapponese che si tiene ogni anno il secondo lunedì di gennaio. Lo scopo di questo giorno è di congratulare ed incoraggiare tutti coloro che hanno compiuto il ventesimo anno di età, l'età della maturità (二十歳 hatachi), nell'anno passato.
In questo giorno, molto giovani giapponesi celebrano con una cerimonia per il Giorno della Maggiore età, il Seijin-Shiki (成人式). Le feste per questa giornata sono spesso tenute negli uffici della prefettura e in locali. Tuttavia, molte persone fanno delle feste con la famiglia e gli amici successivamente. E' anche comune vedere questi giovani camminare per strada indossando i vestiti tradizionali.

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Shinjin Shiki, la cerimonia per la Maggiore Età, data indietro al 714 in Giappone. In questo anno, un giovane principe ha acquisito nuovi vestiti e acconciatura per marcare il passaggio all'età adulta. Tuttavia, questa festa è stata stabilita per la prima volta nel 1948 e si celebrava ogni 15 gennaio. Più tardi nel 2000, la data per il Seijin Shiki è cambiata ed ora si celebra il secondo lunedì di gennaio.
Solo coloro che hanno compiuto il ventesimo compleanno prima dell'ultima Festa della maggiore età o prima di quella attuale può unirsi ai festeggiamenti.

Seijin Shiki celebrations

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Sijin Shiki segna l'età della maturità, che include l'espansione dei diritti ma anche l'aumento delle responsabilità previste. Di solito, gli ufficiali governativi fanno dei discorso e la famiglia e gli amici fanno dei piccoli regali ai nuovi adulti.
Le donne solitamente celebrano indossando furisode e sandali zōri che possono comprare, prendere in prestito da un parente o affittare per l'occasione. Anche gli uomini indossano vestiti tradizionali, come kimono scuri con hakama, ma oggi è anche comune vedere uomini che indossano giacca e cravatta.
Dopo la cerimonia formale, spesso escono in gruppi per festeggiare e bere con gli amici.

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