Japan Italy: Far East Film Festival

C’è un evento molto particolare che si terrà dal 26 aprile al 4 maggio, stiamo parlando del Far East Film Festival, manifestazione dedicata al cinema asiatico che riempirà la città di Udine e il Teatro Nuovo “Giovanni da Udine”.

Alla sua ventunesima edizione, il Far East Film Festival 2019 percorre ancora una volta la Via della Seta. In apertura il 26 Aprile con un’anteprima mondiale ci sarà Birthday, direttamente dalla Corea. La storia parla del naufragio del traghetto Sewol che ha segnato un “prima” e un “dopo” nella storia della Corea del Sud. Il film racconta il dolore di due genitori che hanno perso il figlio e di una nazione che ne ha persi più di 300. Racconta l’oggi che, nonostante tutto, diventa domani. Sempre. Con Birthday il FEFF rende omaggio a quell’enorme ferita (umana, politica, sociale) così difficile da cicatrizzare.

Chi ricorda il primissimo FEFF è sicuramente uno dei super ospiti di quest’anno, che nel 1999 accompagnò a Udine il mitico Beast Cops di Gordon Chan-Dante Lam e che a Udine fa ritorno per accompagnare due film: My Name Ain’t Suzie di Angie Chan, l’ormai lontano titolo d’esordio (1985), e il magnifico Still Human di Oliver Siu Kuen Chan. Stiamo, ovviamente, parlando di Anthony Wong, divo e leggenda di Hong Kong, che ritirerà il Gelso d’Oro alla Carriera e affiancherà nella hall of fame udinese i nomi di altri giganti come Jackie Chan, Joe Hisaishi e Brigitte Lin.

Per una straordinaria icona hongkonghese, una straordinaria icona cinese: la bellissima Yao Chen, diva (i media amano paragonarla ad Angelina Jolie) e leggenda (80 milioni di follower), grande attrice e instancabile attivista, che salirà sul palco del FEFF a presentare il thriller sociale Lost, Found di Lue Yue (prodotto da Feng Xiaogang). Una vivida riflessione sui diritti civili e sulla condizione femminile nella Cina contemporanea che trova in Yao Chen la protagonista “politicamente” perfetta. Time Magazine l’ha inserita fra le 100 persone più influenti del mondo.

Con 76 titoli in programma (51 in concorso) provenienti da 12 paesi, una retrospettiva, una monografia, un omaggio al nuovo cinema indipendente coreano, 2 “strane coppie”, un restauro in anteprima mondiale e più di 100 eventi tematici organizzati nel cuore di Udine, Il Far East Film Festival si presta come scenario perfetto per una nuova connessione fra Asia ed Europa e più specificatamente, Italia.

Una vera e propria “isola del cinema” dove il cinema non viene soltanto celebrato – 3 anteprime mondiali, 12 internazionali, 18 europee – ma viene anche declinato al futuro. Questo 2019 segna la scelta di 15 progetti scelti per Focus Asia, il market del Festival, e 10 per Ties That Bind, il workshop internazionale Asia/Europa. Oltre 200 i professionisti del settore attesi a Udine, da 36 paesi, e c’è un’importante novità da evidenziare: il Co-Production Day, fissato per il 1° maggio. Un grande tavolo di lavoro che radunerà filmmaker e produttori, europei e asiatici, per analizzare e sviluppare l’accordo co-produttivo Italia/Cina del 2018.

Film di oggi e film “di domani”, film che parlano la lingua dell’attualità, spesso direttamente della cronaca, a iniziare dal racconto collettivo Ten Years (dopo Hong Kong, l’asse narrativo si sposta in Giappone e in Thailandia) e dalle 14 opere prime incluse nella line-up. Film che, a volte, indagano lo stesso tema da angolazioni completamente diverse, come le tre stupende ballate senili Only The Cat Knows di Syoutarou Kobayasi, Romang di Lee Chang-Geun, Heaven’s Waiting di Dan Villegas: una giapponese, una coreana, una filippina. Come cambia la percezione della realtà, da nazione a nazione?

Un affascinante “gioco delle differenze” che non si esaurisce qui e nemmeno nell’atteso remake coreano del nostro Perfetti sconosciuti (Intimate Strangers di JQ Lee), grazie al quale il FEFF 21 ci ha costruito sopra un segmento speciale, The Odd Couples, curato da mister Roger Garcia. Quattro “strane coppie” di gemelli cinematografici dove l’Oriente si misura col proprio “doppio” occidentale e viceversa (My Name Ain’t Suzie di Angie Chan/Il Mondo di Suzie Wong di Richard Quine e City On Fire di Ringo Lam/Le Iene di Quentin Tarantino, omaggio del Festival al caro amico hongkonghese recentemente scomparso).

Se il cinema coreano contemporaneo selezionato dal Festival spazierà dall’epic action (The Great Battle di Kim Kwang-Sik) alla comedy poliziesca (l’irresistibile Extreme Job di Lee Byeong-heon), passando per gli zombie più divertenti dell’anno (The Odd Family di Lee Min-jae), anche il Giappone, pronto a entrare nella Nuova Era – Reiwa – , si divertirà a spaziare tra i generi. Dall’imperdibile documentario Kampai! Sake Sisters di Mirai Konishi, a Udine in prima mondiale, fino al sorprendente Melancholic di Seiji Tanaka (uno dei 14 debut feature di cui abbiamo già parlato), passando per la premer europea di Fly me to The Saitama (Tonde Saitama) di Takeuchi Hideki film commedia basato sul famoso manga degli anni ’80 con lo stesso nome scritto e illustrato da Mineo Maya, Every Day a Good Day di Tatsushi Omori che possiamo considerare l’ultimo, bellissimo, saluto di Kirin Kiki.

La Cina verrà rappresentata, come sempre, da titoli molto forti (citiamo Dying to Survive di Wen Muye, che punta i riflettori sul mercato dei farmaci per malati terminali, e The Rib di Zhang Wei, inaspettato dramma familiare a tematica transgender), mentre Hong Kong metterà in campo tutta l’energia creativa dei thriller “vecchia scuola” (Project Gutenberg di Felix Chong) così come tutta la forza eversiva della scena indipendente (Three Husbands di Fruit Chan), senza dimenticare il ritorno di Herman Yau (A Home With a View).

E sul fronte del Sud-est asiatico, dove il cinema di genere spadroneggia (a Udine, tra i vari titoli, vedremo l’ottimo horror malesiano Two Sisters), ce ne saranno due particolarmente graditi agli spettatori: quello di Chito Rono e quello di Joyce Bernal, cari e affezionati amici del Festival.

Una rete di amici, vecchi e nuovi, sparsi letteralmente per il mondo, un cerchio magico che si apre e che si chiude, anno dopo anno. È allontanarsi dal proprio centro, viaggiare, spaziare, esplorare, alzare le soglie della curiosità e poi tornare con qualcosa di nuovo dentro gli occhi. Uno sguardo preziosamente diverso, questo è il Far East Film Festival 2019. Vi aspettiamo!

Come Partecipare?

È possibile assistere alle proiezioni acquistando il biglietto oppure accreditandosi.

L’accredito è consigliato a tutti coloro che hanno un interesse professionale o culturale per il cinema asiatico e desiderano assistere al maggior numero di proiezioni possibile a un prezzo vantaggioso.

Informazioni

Le proiezioni cominciano alle ore 9.00 per concludersi a notte inoltrata. Il programma prevede infatti due proiezioni al mattino, due al pomeriggio e due o tre film in chiusura di giornata, la sera.
L’ingresso è vietato ai minori di 18 anni, in quanto i film non sono sottoposti al visto censura italiano.

Dove acquistare i biglietti

Teatro Nuovo Giovanni da Udine & Cinema Centrale
Spettacoli mattutini (giorni feriali): € 6,00 per film (oppure 10,00 per entrambi i film).
Spettacoli mattutini (giorni festivi): € 10,00 per film (oppure 15,00 per entrambi i film).
Spettacoli pomeridiani (giorni feriali): € 6,00 per film (oppure 10,00 per entrambi i film).
Spettacoli pomeridiani (giorni festivi e prefestivi): € 10,00 per film (oppure € 15,00 per entrambi i film).
Spettacoli serali: € 10,00 per film (oppure € 15,00 per entrambi i film).
Spettacolo notturno: € 6,00.
Sarà anche disponibile un biglietto daily al costo di € 25,00 che permette di assistere a tutti gli spettacoli della giornata di emissione.

Prevendita: presso la biglietteria del Teatro Nuovo

Orari di apertura:
venerdì 26 aprile: dalle ore 11.00 fino all’inizio dell’ultima proiezione della giornata
da sabato 27 aprile: dalle ore 8.30 fino all’inizio dell’ultima proiezione della giornata

La prevendita per le proiezioni dei giorni successivi è sospesa durante gli orari di inizio film. Per informazioni (dal 24 aprile): tel. 0432-248484