Japan Italy: Etegami “Alla scoperta dell’Italia attraverso gli occhi dei bambini giapponesi”

Etegami: alla scoperta dell’Italia attraverso gli occhi dei bambini giapponesi

L’Italia si sa, è uno dei Paesi più belli e apprezzati nel mondo non solo grazie ai bellissimi paesaggi, ma soprattutto alla profonda ricchezza culturale che la nostra nazione offre. Dal 16 giugno 2017, a Pisa, è in corso la mostra “Etegami. Come i bambini giapponesi vedono l’Italia”. Questa mostra è stata organizzata dalla Fondazione Italia Giappone e patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dall’Ambasciata del Giappone e dall’Istituto Giapponese di Cultura. In esposizione ci sono i lavori di diversi bambini giapponesi ai quali è stato chiesto di descrivere l’Italia con i loro occhi. I risultati non sono solo impressionanti ma anche commoventi.

Photo Credits : http://www.italiagiappone.it/attivita_etegami.html

Ma cos’è precisamente un Etegami? L’Etegami è uno dei metodi più popolari e più amati dal popolo giapponese. Consiste nel disegnare immagini semplici accompagnate da messaggi brevi e sentiti utilizzano inchiostro nero per definire contorni e scritte, ed acquerelli colorati per realizzare gli interni. Nonostante non tutte le cartoline inviate dai bambini seguissero questo stile preciso, tutte si basavano sui 7 principi cardine dell’Etegami, fissati da Kunio Koike negli anni Sessanta.

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I 7 principi cardine dell’Etegami

Dal sito della Fondazione Italia Giappone:

1. Essere bravi va bene, non essere bravi va meglio

Il motto delle Etegami è “essere bravi va bene, non essere bravi è meglio”.

Se il disegno è stato fatto con impegno e con sentimento non è necessario essere stati abili. In una Etegami scritta in modo personale e con impegno si avverte la personalità di un individuo. La cosa importante è il modo di intendere questa cartolina: l’opera deve essere unica e originale; anche se non si è bravi è un’opera unica.

2. Non fare la brutta copia

Nelle Etegami non esiste il concetto di “ho sbagliato..!”. Quindi, ogni volta si fa sul serio. Quando facciamo la brutta copia abbiamo l’idea di dover fare nel modo migliore e di fare un lavoro splendido preoccupandoci di fare bella figura.

L’apparenza finisce per avere la priorità su un’opera che ci identifichi. E’ una cartolina riuscita se mostra il volto al naturale della persona che l’ha realizzata. Le Etegami improvvisata e senza brutta copia deve trasmettere lo stato d’animo del momento in cui è stata scritta e ciò che si voleva esprimere in quell’attimo.

3. Disegnare dopo aver osservato bene e disegnare in grande

Le Etegami non hanno un modello imposto. Al contrario, hanno “il principio di fissare strenuamente senza mai distogliere lo sguardo”, cioè disegnare dopo aver osservato attentamente l’originale. Se guardiamo attentamente la frutta, la verdura, i fiori e tutte le altre cose che sono intorno a noi, ci accorgiamo di particolari che fino ad allora non avevamo notato.

Sulle cartoline “Etegami” suggeriamo di “disegnare in grande”. Aumentando le dimensioni anche due o tre volte e a furia di guardare con attenzione, quasi senza accorgersene, lo spirito di osservazione si andrà affinando. Anche se sulla cartolina non ci sta tutto il disegno, non è un problema. La persona che guarda immaginerà a modo suo la parte non disegnata.

4. Raffigurare una cosa sola

Alle persone che per la prima volta iniziano a disegnare una Etegami, consigliamo di scegliere un solo soggetto. E’ necessario continuare a fissarlo senza distoglierne lo sguardo.

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5. Tracciare le linee con cura e lentamente

Quando facciamo le linee di contorno in fretta, finiamo per dimenticare di osservare con attenzione. Se disegniamo lentamente possiamo farlo concentrandoci. Inoltre, più si procede lentamente, più facilmente penetra il sentimento. Lo scopo di tracciare una linea lentamente è “disegnare concentrando tutte le nostre energie nel pensare alla persona alla quale è dedicata”. Infatti un tratto espressivo è qualcosa che appare solo quando tracciamo un segno con tutte le nostre energie.

Quindi l’importante è disegnare concentrandosi per esprimere il proprio sentimento.

6. Spedire sempre quello che si è fatto

Spediamo sempre le Etegami che abbiamo fatto! Il senso di una cartolina non è: quando sono diventato bravo, la spedisco; visto che non è venuta come volevo non la spedisco! L’idea di fare uno sbaglio non appartiene alle Etegami. Quand’anche uno pensa di aver fatto male le Etegami, visto che è stata fatta secondo la propria personalità, questa rimane come ciò che ha fatto in quel momento. C’è un fascino particolare in questo.

Le Etegami distribuiscono felicità. Sia le persone che le disegnano sia quelle che le ricevono si divertono e diventano allegre. Spediamole sempre.

7. Scrivere le parole con il cuore

E’ importante che le parole a corredo del disegno siano poche e che siano scritte con naturalezza così come sono state sentite nel proprio animo. Non bisogna preoccuparsi se non sempre queste parole hanno relazione con le cose raffigurate.

Il bello delle Etegami è che non importa essere schiavi della rigida forma epistolare. Non sono necessarie le forme iniziali di saluto che si trovano di solito nelle lettere. Scriviamo con una calligrafia chiara pensando solo a chi leggerà.

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I bambini si sa, sono il futuro del nostro mondo e l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo ha chiesto a diversi bambini giapponesi di disegnare l’Italia secondo la loro fantasia. I bambini delle scuole elementari e medie di tutto il Giappone hanno accolto questa richiesta e hanno disegnato oltre 25.000 Etegami che sono ora esposti a Pisa, al Museo della Grafica.

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E’ emozionante vedere come questi disegni ci mostrino immagini curiose e suggestive di come i bambini del sol levante vedano il nostro bel Paese. Una visione dell’Italia in stile manga e anime, con all’interno le speranze, la fantasia e i sogni dei piccoli nipponici.

L’iniziativa nasce nell’ambito della Rassegna Italia in Giappone, la prima e più importante iniziativa promozionale del Sistema Italia all’estero. Iniziativa che ha visto il nostro paese protagonista in oltre 800 eventi in tutto il Giappone.

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Edito da Polistampa, il catalogo della mostra ha una selezione di 300 Etegami suddivisi in sezioni dedicate alle città e monumenti storici, o aspetti caratteristici della vita e della cultura italiana come la musica e la cucina. C’è anche una particolare sezione dedicata interamente al personaggio di Pinocchio.

Una giuria composta da rappresentanti degli enti organizzatori e dal Professor Shigetoshi Osano, professore di Storia dell’Arte all’Università di Tokyo, ha selezionato i lavori più belli da pubblicare. Sono stati inoltre nominati tre vincitori ai quali è stato permesso di venire in Italia ospiti di Alitalia – Italia Tours.

Photo Credits : http://www.museodellagrafica.unipi.it

E’ possibile vedere la mostra dal 16 giugno 2017 al 30 settembre 2017 presso il Museo della grafica di Palazzo Lanfranchi a Pisa.

Info e Contatti:

museodellagrafica@adm.unipi.it

http://www.museodellagrafica.unipi.it